Capitan Raschi e l’Orasì dei miracoli: «Nei playoff saremo una mina vagante»

Serie A2 / L’ala di San Marino è diventato il leader per anzianità di servizio e anagrafica: «I capelli bianchi ci sono ma ho sempre dato consigli ai compagni». All’asta per le maglie la sua venduta a 200 euro: «Forse qualcuno che pensa sia la mia ultima stagione…». Oltre alla gioia per l’annata anche quella per la nascita della figlia: «Passo tutto il tempo libero con lei»

Dice che tra i compiti di un capitano c’è anche quello di tirare su il morale ai compagni nei momenti difficili ma non si può sapere se Andrea Raschi sia bravo in questo compito perché nel primo anno da capitano della Piero Manetti Basket non ci sono stati momenti tristi: «In effetti così è più facile – dice l’ala classe ’79 – però c’è sempre l’occasione per dare qualche consiglio, soprattutto ai più giovani che stanno facendo per la prima volta la A2, l’ho sempre fatto e quindi non è stato difficile calarmi nella parte». I giallorossi si sono conquistati i playoff promozione con largo anticipo sulla chiusura di stagione (a Chieti il 15 aprile alle 20.30 poi in casa il 22 aprile contro Mantova).

Il sammarinese Raschi è alla terza stagione in giallorosso e ha ottenuto quest’anno i gradi di capitano per anzianità di servizio e anagrafica dopo l’addio di Eugenio Rivali: «I capelli bianchi ci sono e si vedono ma ci sono anche altri compagni che sono a Ravenna da tempo e fanno la loro parte per costruire il gruppo». Se non serve tirare su il morale c’è sempre bisogno di qualcuno che faccia gruppo, anche fuori dal campo: «Qualche cena insieme, una partita a bowling o una serata a biliardo. A volte anche eventi organizzati dalla società e aperti ai tifosi, in questo bisogna riconoscere che la società sta facendo davvero cose belle per unire squadra e tifoseria». Tra le iniziative più recenti anche l’asta delle divise di gioco per sotenere le spese per l’installazione di un canestro pubblico a Ravenna: «La mia maglia? Qualcuno è arrivato a 200 euro, forse pensando che sia la mia ultima stagione…». Pare invece tutt’altro. Anche se negli ultimi due mesi per capitan Raschi, soprannominato il Professore per le doti tecniche in campo, la quotidianità è segnata da un nuovo impegno: «Sono appena diventato papà e ogni minuto lo passo con mia figlia e sembra sempre poco. Poi cerco anche di prendermi qualche momento di riposo perché non ho più vent’anni…».

Il 38enne è anche capitano della Nazionale di San Marino e proprio sul Titano si giocheranno le Olimpiadi dei piccoli Stati in estate: «Rappresentare il mio Paese è un’occasione anche per confrontarsi con avversari internazionali e ne esci sempre con un bagaglio tecnico migliore». La presenza di Raschi sarà però condizionata al cammino dei giallorossi nei playoff. Dove può realisticamente arrivare l’Orasì? «Già quello che abbiamo fatto è straordinario. Affronteremo i playoff con il sorriso di chi si potrà divertire senza farsi strane idee. Però sarebbe bello essere una mina vagante».

Nella mente di Raschi e dei suoi compagni resteranno molti momenti di questa stagione spumeggiante. Ma uno su tutti per ora ha lasciato un gusto particolare: «Vincere a Bologna all’Unipol Arena contro la Virtus è stato un successo straordinario».

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