La nuova primavera dello sport ravennate

Nelle tre principali discipline di squadra i sodalizi bizantini in corsa per (inattesi) traguardi prestigiosi. Calcio: l’undici di Antonioli in lotta per conquistare la Lega Pro. Pallavolo: il Porto Robur costa si gioca un posto nelle coppe europee, Teodora e Olimpia sognano l’A2. Pallacanestro: la Piero Manetti tra le big in corsa per la A1

C’è chi lotta per andare in prima serie, chi per tornare tra i professionisti, chi addirittura per rivivere di nuovo l’Europa. Si può parlare di una vera e propria rinascita dello sport ravennate, di una sorta di primavera in cui le maggiori squadre della città, dal volley al basket, passando per il calcio, sono in lotta per raggiungere traguardi prestigiosi tra l’entusiasmo dei loro tifosi. Le aziende del territorio, la gente comune, l’amministrazione stessa, al lavoro per costruire un nuovo palazzetto, stanno mostrando di stare vicine alle varie società e domenica dopo domenica il Pala De André, dove giocano la Bunge nel campionato di Superlega maschile e l’Orasì in quello di Serie A2 di basket maschile, lo stadio “Benelli”, dove il Ravenna disputa i match del torneo di Serie D di calcio, e il PalaCosta, dove sul campo si alternano Conad SiComputer e Olimpia Cmc, entrambe partecipanti alla Serie B1 femminile, si registrano dati di affluenza del pubblico sempre maggiori.

Questo, ovviamente, è anche il frutto degli ottimi risultati delle formazioni bizantine, a partire dall’Orasì, ai vertici del girone Est e già qualificata per i playoff promozione, per proseguire con il Ravenna, balzato in testa a tre giornate dal termine e in piena lotta per conquistatare la Lega Pro, e con le due ‘cugine’ della pallavolo femminile, entrambe nei piani alti con l’ambizione di salire in A2, per finire soprattutto con la Bunge, che ha bagnato l’anno del ritorno al Pala De André sfiorando l’ottava posizione che valeva i playoff scudetto e che si giocherà le sue carte nella Final Four per il quinto posto che assegna il pass per partecipare alla Challenge Cup.

Sembra passato un secolo, ma sono trascorsi solo pochi anni da quando nella stagione 2008-2009 Ravenna sembrava una periferia quasi dimenticata dello sport nazionale. Solo l’undici giallorosso partecipava a un campionato importante, la Prima Divisione della Lega Pro, ma era comunque reduce dalla retrocessione dalla B e aveva imboccato una parabola discendente che avrebbe portato a un doppio fallimento nel 2011 (con in aggiunta il coinvolgimento nello scandalo calcio-scommesse) e nel 2012 (anno della disastrosa gestione Aletti), prologo della caduta addirittura in Promozione. In contemporanea la Piero Manetti Basket disputava in modo dignitoso la B Dilettanti, in pratica la quarta serie, e la Robur Costa volley la B1, mentre si erano perse le tracce della Teodora, che “vivacchiava” tra la C e la D. In quel periodo, però, quasi sottotraccia stavano crescendo i frutti dei semi piantati da dirigenti con pochi soldi ma che con tanta passione, competenza e coraggio hanno fatto rinascere le società sportive ravennati, utilizzando in particolare lo strumento della cooperativa. E così, tornando al giorno d’oggi, hanno costruito delle realtà con solide basi pronte a lottare per traguardi ambiziosi e importanti, di cui facciamo una breve panoramica.

Boschetti Gianluca DCS 1261

Calcio: 270 minuti per tornare tra i professonisti
A tre giornate dal termine del campionato di Serie D il Ravenna di capitan Riccardo Innocenti si trova al comando del girone D e sta lottando per conservare il primato dagli attacchi dell’Imolese e del Rovigo, distanti rispettivamente uno e due punti. Il primo posto vorrebbe dire promozione sicura tra i professionisti della Lega Pro. Gran parte del destino della formazione di Mauro Antonioli sarà segnata dallo scontro diretto del 23 aprile, che la vedrà ospitare al Benelli il Rovigo in una gara fondamentale anche in chiave playoff (conquistati dal Ravenna con cinque gare di anticipo). Le squadre piazzate dal secondo al quinto posto, infatti, proseguiranno la loro avventura con semifinali e finali secche (gioca in casa la meglio classificata), con la vincitrice che potrà ambire a un eventuale ripescaggio in Lega Pro. Il Ravenna Football Club, è bene ricordarlo, dall’estate del 2012 è l’espressione di una cooperativa che ha come vertice il presidente Alessando Brunelli, un CdA composto da sette membri e un gruppo di quasi trecento soci. Con il supporto per il secondo anno di fila di un main sponsor come la Nta (impianti di condizionamento e riscaldamento), la società giallorossa ha raggiunto buoni risultati anche dal punto di vista del pubblico, con il numero degli abbonati che è cresciuto dai 314 dello scorso torneo ai 515 di quest’anno e una media spettatori quasi raddoppiata, passando da 500 a 900 fino ai mille presenti sugli spalti del Benelli nelle gare con Correggese e Lentigione.

VOLLEY PALLAVOLO. BUNGE RAVENNA TONNO CALLIPO VIBO VALENTIA

Il centrale della Bunge Fabio Ricci

Volley maschile: profumo d’Europa per i ragazzi di Soli
Sfumati i playoff scudetto all’ultima giornata della regular season a causa della sconfitta interna con Vibo Valentia, in campo maschile la Bunge sta comunque per chiudere una stagione dal bilancio del tutto positivo. Tornata al Pala De André dopo due anni vissuti al PalaFiera di Forlì, la squadra allenata dall’esordiente Fabio Soli ha riconquistato soprattutto l’entusiasmo del suo pubblico grazie alle brillanti prestazioni di un gruppo molto giovane, dove i più “vecchi” sono i classe ’90 Julien Lyneel e Maarten Van Garderen. Già a inizio stagione si erano visti i primi frutti della nuova gestione del direttore generale Marco Bonitta, in estate passato dal campo alla scrivania, con il numero di abbonati che ha raggiunto quota 868, quasi raddoppiando il dato dell’anno precedente (478), mentre nel corso del torneo la media totale degli spettatori si è stabilizzata attorno alle 2.500 presenze (a Forlì si andava dalle 1.200 alle 1.900), con il picco rappresentato dal “sold out” con Perugia (ben 3.600 in tutto). Ora la società del presidente Luca Casadio, denominata Porto Robur Costa per via delle fusioni tra club ravennati dal 2004 al 2013, proverà a mettere la ciliegina sulla torta, tuffandosi nell’avventura della Final Four dei playoff per il quinto posto che vale l’accesso alla Challenge Cup, traguardo centrato tre anni fa proprio sotto la guida tecnica di Bonitta. La fase finale della competizione, raggiunta grazie al successo 3-0 nella serie con Vibo Valentia, si terrà il 23-24 aprile a Verona e nella semifinale secca Torres e compagni se la vedranno con la forte Calzedonia Verona. Le altre due formazioni saranno invece Piacenza e Monza. Guardando al futuro c’è già una buona notizia in casa Bunge che può far sorridere i sostenitori: il marchio del main sponsor, espressione di un’azienda tra i leader mondiali nel settore del commercio di cereali, sarà presente nelle maglie della squadra anche nella prossima stagione.

Volley femminile: A2, una poltrona per due
Anche in campo femminile si è registrato un ritorno di un interesse fortissimo e di un entusiasmo ormai dimenticato da tempo, con il culmine raggiunto nel novembre scorso con il derby tra Olimpia Cmc e Conad SiComputer che ha visto la presenza di oltre duemila spettatori sulle tribune del Pala De André, un record per una categoria come la Serie B1. Le due formazioni, tra l’altro, sono entrambe in lotta per la vittoria del torneo e per partecipare ai playoff, con la Conad SiComputer guidata da capitan Sestini al primo posto in compagnia di Orvieto e l’Olimpia Cmc di capitan Babbi in terza posizione a quattro punti dalla coppia di vertice. Mancano solo tre giornate alla fine e solo la vincitrice finale salirà di categoria, mentre la seconda, la terza e quarta parteciperanno agli spareggi promozione.

Una giocata spettacolare di Derrick Micheal Marks

Basket: nei playoff per stupire ancora
In ultimo il grande boom della stagione 2016-17, rappresentato dall’Orasì. Il quintetto allenato da coach Antimo Martino ha già staccato il pass per i playoff e, a una giornata dal termine della regular season, occupa la quarta posizione a due punti dal trio composto da Virtus Bologna, Treviso e Trieste. Il sabato di Pasqua capitan Raschi e compagni sono usciti sconfitti da Chieti, mancando un clamoroso aggancio al primo posto, mentre nell’ultimo turno del 22 aprile ospiteranno Mantova, con l’obiettivo di conquistare più punti in modo da partire nella posizione migliore possibile nella griglia playoff. Solo la vincitrice di questa seconda fase della stagione, che vedrà la partecipazione di sedici squadre (le prime otto sia del girone Est, dove è compresa l’Orasì, sia del girone Ovest), salirà in Serie A, con serie al meglio delle tre gare su cinque che inizieranno dagli ottavi fino ad arrivare alla finalissima. Un traguardo durissimo da raggiungere, ma in molte partite i ravennati sembrano non aver conosciuto ostacoli. Club nato da più di trent’anni e consolidato nel tempo, la Piero Manetti Basket Ravenna ha una struttura più “classica” e quindi diversa dal Ravenna Fc e dal Porto Robur Costa, ma questo non ha impedito sia in passato, sia al giorno d’oggi, di non coinvolgere la città e la sua gente, che nel giugno del 2015 ha risposto alla grande all’appello del presidente Roberto Vianello che chiedeva un appoggio economico per iscrivere la squadra in campionato. Anche il progetto denominato “Ravenna nel Cuore” sta riscuotendo un notevole successo, con numerose aziende che hanno affiancato con il loro supporto l’Orasì (commercio di una linea di prodotti alimentari), che sarà il main sponsor anche nella prossima stagione. E soprattutto i sostenitori stanno riempiendo sempre di più il Pala De André, match dopo match: superata quota ottocento abbonati, la media totale degli spettatori viaggia attorno alle 1.800 presenze a partita, in netta crescita rispetto allo scorso anno (la media era di circa 1.400 spettatori), con picchi rappresentati dal “sold out” nella sfida con la Fortitudo Bologna e le tremila persone negli incontri con Virtus Bologna e Forlì.