Una Bunge un po’ sprecona si rimette in carreggiata nella dura trasferta di Padova

Volley Superlega / Al termine di una emozionante partita i ravennati piegano al tiebreak la Kioene e si rilanciano nella lotta per i playoff. Lasciano un po’ d’amaro in bocca i sei match point non sfruttati nel quarto set

Padova-Ravenna 2-3
(24-26, 25-19, 22-25, 32-30, 13-15)
KIOENE PADOVA: Nelli 11, Randazzo 30, Volpato 12, Travica 1, Cirovic 16, Polo 13, Balaso (L); Gozzo, Premovic 4, Koprivica. Ne: Peslac, Sperandio, Scanferla. All.: Baldovin.
BUNGE RAVENNA: Marechal 15, Diamantini 3, Buchegger 28, Poglajen 20, Georgiev 2, Orduna 2, Goi (L); Vitelli 5, Raffaelli, Pistolesi, Gutierrez 1. Ne: Mazzone, Marchini. All.: Soli.
ARBITRI: Bartolini di Firenze e Braico di Torino.
NOTE – Padova: bs 22, bv 8, errori 17, muri 5; Ravenna: bs 20, bv 5, errori 9, muri 5. Spettatori: 2.809 (incasso 9.867 euro). Durata set: 30’, 28’, 29’, 41’, 21’ (tot. 149’). Mvp: Buchegger.

Muro Ravenna Su Cirovic Rid

Il muro ravennate ferma Cirovic della Kioene

Una infinita Bunge sbanca al tiebreak il campo della Kioene Padova al termine di un match dai grandi contenuti agonistici, durato quasi due e mezzo di gioco. Avanti due volte di un set (1-0 e 2-1), i ravennati vengono raggiunti in entrambi i casi dagli indomabili padroni di casa, mancando anche qualche opportunità per chiudere la sfida nella quarta frazione. Quando le cose sembrano mettersi male nel parziale decisivo (8-4 per i veneti), la squadra di Soli tira fuori gli artigli realizzando una stupenda rimonta, trascinata in particolare da Buchegger, mvp con 28 punti. Grazie a questi due punti Orduna e compagni restano vicini alla zona playoff, sempre distante due lunghezze, e quindi in piena lotta per l’ottavo posto. Nel prossimo weekend la Superlega sarà ferma per la Final Four di Coppa Italia, per ripartire il 4 febbraio con la gara al Pala De André contro la Calzedonia Verona, primo capitolo di un mese che solo nella regular season vedrà la Bunge scendere in campo ben sei volte.

Sestetti iniziali Il coach Baldovin disegna la sua Kioene con Travica in regia, Nelli opposto, Cirovic e Randazzo in posto 4, l’ex Polo e Volpato al centro, Balaso libero. La formazione iniziale schierata dal tecnico Soli è composta invece dal palleggiatore Orduna in diagonale con Buchegger, dalle bande Marechal e Poglajen, da Diamantini e Georgiev al centro e da Goi in seconda linea.

Primo set Le squadre vanno di pari passo fino all’8-8, quando sul turno al servizio di Randazzo la Kioene tenta la fuga con due ace dello schiacciatore: 11-8 e time out Soli. Dopo un paio di occasioni non sfruttate, ci pensa Poglajen e riportare sotto i ravennati (15-14), che pareggiano il conto con Buchegger: 17-17. Si va avanti con un’altra fase di grande equilibrio, spezzata di nuovo dal break di Randazzo (23-21), ma la Bunge acciuffa ancora gli avversari grazie alla schiacciata fuori dal campo di Nelli: 23-23. Padova spreca il primo set ball con Randazzo (servizio in rete), mentre Buchegger realizza l’ace del sorpasso: 24-25 e Baldovin ferma il match. Al rientro l’opposto austriaco colpisce ancora in battuta, regalando al primo colpo la frazione alla Bunge: 24-26.

Secondo set La Kioene tenta alcuni strappi, il primo (4-2) viene neutralizzato da Buchegger (6-6), mentre sul secondo si allontana di tre lunghezze grazie a Randazzo e Volpato: 9-6 e Soli chiama i suoi giocatori in panchina. Il centrale veneto è ancora protagonista con l’ace del 12-8, un’invasione di Travica dimezza il divario (13-11), ma i padroni di casa accelerano di nuovo con Polo e Randazzo: 17-11. Il muro di Volpato vale il 20-13 dei padovani, che prendono il largo con Nelli e Randazzo (ace): 23-14. La Bunge annulla quattro set point, ma sul quinto è Travica a pareggiare il conto delle frazioni: 25-19.

Terzo set Sono ancora i veneti a partire meglio (3-1 e 6-3), ma i ravennati restano attaccati agli avversari con Poglajen (7-6) e Marechal, che tira fuori da cilindro l’ace del 13-13. Buchegger e un errore di Nelli valgono il sorpasso della Bunge (14-16), che aumenta a tre le lunghezze di vantaggio con l’austriaco: 16-19 e time out Baldovin. Cirovic porta a -1 la Kioene (19-20), ma lo stesso schiacciatore fa il “doppio” del 20-23 dei ravennati, che si aggiudicano la frazione al secondo set ball grazie al servizio in rete di Nelli: 22-25.

Quarto set I servizi vincenti di Polo (4-2) e Randazzo (7-4) allontanano subito la Kioene, che viene ripresa da Marechal e Vitelli: 10-10 e Baldovin ferma il match. Al ritorno in campo Poglajen realizza un ace, poi è Buchegger ad allungare il break: 10-12 e il tecnico di casa chiama un altro time out. L’austriaco scava un solco ulteriore tra le formazioni (15-18), ma il neoentrato Premovic (al posto di Nelli) piazza il muro del -1 padovano: 18-19 e Soli utilizza la pausa. L’opposto di scorta della Kioene è ancora protagonista con un servizio vincente che rimette in equilibrio il punteggio (20-20) e si va di pari passo sul 23-23. Randazzo spara fuori per il 23-24 della Bunge, Cirovic annulla il primo match ball, mentre i due successivi sono vanificati dagli errori in battuta di Buchegger e Poglajen: 26-26. Padova mette la freccia con Randazzo, ma non sfrutta il primo set ball, e lo stesso schiacciatore tira fuori per il 27-28. Nel nervoso finale vengono annullate alla Bunge altre tre occasioni per chiudere la sfida, viene espulso Randazzo e al suo secondo set ball la Kioene pareggia ancora il conto delle frazioni: 32-30.

Tiebreak Padova realizza un break di 4-0 (due punti di fila di Polo) per l’8-4, ma Ravenna reagisce prima con Vitelli a muro (8-6) e poi sfrutta una schiacciata sull’asta di Randazzo per andare a -1: 9-8. La banda avversaria spara lungo per il pareggio della Bunge (10-10) e non ci sono scossoni fino a quando Diamantini non pesca l’ace del 13-14. Questa volta però i giallorossi chiudono subito il conto, con un muro di Vitelli su Cirovic che fa esultare i tanti sostenitori bizantini presenti alla Kioene Arena: 13-15.

Le dichiarazioni del dopo gara
Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): «Sono felicissimo di aver vinto questa partita. Oggi le due squadre hanno dimostrato di avere caratteristiche tecniche del tutto differenti ma identiche sotto l’aspetto emotivo. Ne è nato un match molto intenso, forse l’ostacolo più grosso che abbiamo affrontato negli ultimi mesi. Una dedica? A tutti i giocatori in campo e a Marco Bonitta».

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