117 – La discesa agli inferi

Mosaico Duomo 1748Fino alla prima metà del XVIII secolo, si poteva ammirare nell’abside del Duomo di Ravenna un mosaico medievale commissionato dall’arcivescovo Geremia e datato, come recitava un’iscrizione, all’anno 1112.
Il catino absidale presentava tre sorprendenti scene di resurrezione: le mirofore, Pietro e Giovanni alla tomba vuota e, al centro tra queste due scene evangeliche, la discesa agli inferi. Il tema della discesa agli inferi, presente come articolo di fede nel Simbolo degli Apostoli e brevemente accennato nei testi neotestamentari, trova ampio spazio nella tradizione apocrifa.
Nel Vangelo di Nicodemo si racconta dell’ingresso vittorioso del Signore nel regno delle tenebre, del suo incontro con Adamo e della liberazione di tutti i morti: «Presa la mano destra di Adamo, il Signore gli disse. “Pace a te e a tutti i figli tuoi, miei giusti”. Allora Adamo, gettatosi alle ginocchia del Signore, lo pregava con lacrime a gran voce, dicendo: “Ti esalterò, Signore, poiché mi hai preso, non permettendo che i miei nemici si rallegrassero su di me. Signore Dio, gridai e te e tu mi hai sanato” […]. Così pure tutti i santi di Dio, inginocchiati ai piedi del Signore dissero all’unisono: “Sei giunto, o redentore del mondo!” […]. Stendendo la sua mano, il Signore fece il segno della croce sopra Adamo e sopra tutti i suoi santi, e tenendo la destra di Adamo, salì dagli inferi seguito da tutti i santi».
Immagine tratta da Gianfrancesco Buonamici, La Metropolitana di Ravenna, Bologna 1748 (dettaglio).

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