Lo strike del consigliere comunale della Lega

Rolandosalvini

Rolando con Salvini

Questa faccenda del coronavirus ne ha oscurato un’altra che invece meritava più attenzione. Ed è quella che ha visto protagonista il consigliere comunale della Lega Gianfilippo Nicola Rolando.

Qui trovate la vicenda riassunta.

Merita davvero, perché saremo tutti d’accordo che quando si prende la parola, soprattutto in pubblico, soprattutto se si ha un incarico istituzionale, bisognerebbe evitare di fare un certo numero di cose che invece Rolando è riuscito a centrare come in uno strike: dire inesattezze, paragonare dolorosi percorsi personali a buffonate mediatiche per ragioni ideologiche, dire le peggio cose nascondendosi dietro la retorica della domanda, far finta di non sapere dove sei, chi ti sta ascoltando e chi ha parlato prima di te, e infine porgere le proprie scuse se si è ferito la sensibilità di qualcuno.

Se butti per terra un vaso di vetro, non è che ti puoi dispiacere dopo che si è rotto.

Per la cronaca, il contesto era un convegno sul gender. E per chi volesse accusarci di essere di parte, qui l’intervista a una degli ospiti. Perché restiamo convinti che tutti abbiano diritto di parola, nessuno di offendere o umiliare l’altro.

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