Sette guardie e un ladro di bici

Due poliziotti sono andati al consolato tunisino di Genova per il rilascio dei documenti di accompagnamento; altri tre poliziotti hanno prelevato l’arrestato dal carcere di Ravenna, hanno incontrato gli altri due colleghi sull’autostrada del Sole al rientro dalla Liguria per il passaggio dei documenti e hanno raggiunto l’aeroporto di Fiumicino dove altri due poliziotti hanno preso in consegna l’arrestato munito di documenti e si sono seduti ai suoi lati in aereo scortandolo in volo fino a Tunisi. È il riassunto dell’operazione svolta il 15 giugno dalla questura di Ravenna, che fornisce un dettagliato comunicato al riguardo, per rimpatriare un tunisino in Italia da 15 anni senza passaporto, arrestato due giorni prima per il furto di una bicicletta nel viale della stazione e condannando a 8 mesi con estradizione e divieto di ritorno per i prossimi sette anni. Con l’assistenza della matematica facciamo un calcolo rapido: sette poliziotti impegnati per una giornata. Lascia pure che fosse «di carattere estremamente irascibile e di corporatura robusta», come viene descritto dalla nota della polizia, ma di fronte a certi numeri (che magari uno non immagina nemmeno) sarà pure un banale esercizio di buon senso chiedersi se sia un sistema che funziona bene quello in cui la burocrazia e la garanzia della sicurezza richiedono sette guardie per un ladro di bici…

 

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