sabato
10 Ottobre 2026
Rubrica Letti per voi

Il miglior giallo storico del 2026

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Hugo Fisher è il miglior investigatore della Kriminalpolizei, sotto il Terzo Reich; non condivide però le idee del nazismo, soffre di una malattia degenerativa e ne deve tenerne sotto controllo i sintomi assumendo morfina; oltre ad avere amicizie “pericolose”. Insomma, non è un ariano “puro” e non può mollare mai. Dopo aver risolto il caso dell’assassinio di Sigismund Braun, assistente di Josef Mengele ad Auschwitz, salva da morte certa e dal campo di concentramento un bambino, Gioele, ebreo italiano che porta con sé quando torna a Berlino. Nel giugno del 1944 viene chiamato di nuovo in causa per capire cosa sia successo ai coniugi Wiedt, trovati morti in casa. Lui è un grande medico, lei è fra le più importanti sostenitrici della superiorità della razza ariana. L’ipotesi, che non convince Hugo, è di un omicidio suicidio. L’indagine è più che complicata, perché intanto Berlino è sotto i bombardamenti, e anche la fiducia nel nazismo si sta sgretolando: c’è chi vuole assassinare il Fuhrer.

Sono questi i plot dei due romanzi di Oriana Ramunno, Il bambino che disegnava le ombre (2021, Rizzoli), ristampato da Sem quest’anno con il titolo Cenere. Un caso impossibile per Hugo Fisher e Sangue su Berlino (sempre Sem, in libreria da giugno). Oriana Ramunno, nata in Basilicata e bolognese d’adozione, è una scrittrice a tutto tondo. Costruisce trame complicate e coinvolgenti, inserendole nell’analisi di un periodo storico altrettanto ingarbugliato, portata avanti con una precisione assoluta.

Hugo Fischer, Gioele, e gli altri personaggi sono centrati, empatici, vividi. Raccontati con uno stile che è molto vicino alla perfezione. Leggendo sembra di respirare la polvere che copre Berlino dopo un bombardamento; si soffre con Hugo e si sorride alle ingenuità di Gioele. Come non si può trattenere la rabbia di fronte alle atrocità dei nazisti. Hugo, insieme soprattutto ad Adele Krause, infermiera conosciuta ad Auschwitz, riescono a chiudere l’indagine, regalando al lettore molte sorprese. Insomma, Sangue su Berlino è il miglior giallo storico di quest’anno. Il finale è aperto, quindi aspettiamo che i protagonisti tornino in un’altra avventura. Come in realtà anche Oriana Ramunno torna a Ravenna: sarà al Teatro Rasi sabato 17 ottobre, alle 18. Dieci anni fa ha vinto con Theriaca il concorso per il miglior racconto inedito proprio a GialloLuna NeroNotte, venendo poi pubblicata dal Giallo Mondadori. Sarà un piacere incontrarla di nuovo.

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