Sesso e adolescenti per una grande mini-serie, ma perché fare per forza la seconda stagione?

SexeducationSex Education (Serie Tv, 8 puntate, 2018)
Sesso e adolescenti è un connubio fin troppo sfruttato dal cinema internazionale e ora il mondo delle serie tv cerca di entrare nella tematica ritagliandosi uno spazio non semplice nell’universo della televisione streaming.
Otis (Asa Butterfield, segniamoci questo nome) è un adolescente sessualmente represso, anche a causa di una madre (una sontuosa Gillian Anderson) terapista del sesso che lo inibisce palesemente. Un giorno, grazie all’amica e amata Maeve, una ragazza ai margini della società, Otis si scopre un grande consigliere sessuale e i due danno vita a una vera e propria società a scopo di lucro per “aiutare” i loro compagni di scuola a vivere meglio le loro avventure adolescenziali.

Sgombriamo immediatamente il campo da dubbi: Sex Education è una grande miniserie tv, perché è scritta benissimo e riesce a essere divertente ed estremamente profonda allo stesso tempo.
Ci sembra di essere in America, ma la caratteristica guida a destra delle automobili ci dice immediatamente che ci troviamo nel Regno Unito in un luogo non caratterizzato e in un tempo non così preciso nella sua collocazione. Infatti, se in ogni caso l’ambientazione è attuale e contemporanea, lo spirito che aleggia e le azioni che si compiono sembrano presi pari pari dalle commedie adolescenziali degli anni ottanta, offrendo e realizzando un ideale ponte temporale tra due epoche che evidentemente si somigliano parecchio.
Il tratto dei personaggi risulta la cosa più azzeccata ancor più di una trama abbastanza lineare ma come appena detto al servizio dei suoi protagonisti, meravigliosamente disegnati e che soprattutto vedono nell’arco di poche puntate un percorso di crescita preciso, lineare e parallelo, viste le tante sottotrame presenti nel film.

Lo spettatore non può che legarsi al destino di ciascuno di loro, appassionarsi e divertirsi (elemento non da sottovalutare) per le loro peripezie e per le sorprese tratte dalla scrittura dell’autrice Laurie Nunn e la regia di Kate Harron e Ben Taylor. Un gioiellino e un giocattolo perfetto per sette puntate che vede un suo apice in una (pen)ultima puntata che rappresenta una perfetta chiusura del cerchio.
Purtroppo però viviamo in tempi in cui ogni forma di cinema deve per forza essere serialmente commerciale e siamo costretti a vedere un’ultima puntata al servizio di una seconda stagione già decisa grazie al successo della prima. Un formato, quello delle serie tv, che sta sfuggendo di mano ai suoi creatori che stanno trasformando una rivoluzionaria forma di arte visiva in una banale mensa per dipendenti di televisione.

Sex Education è un gioiello? Si, e proprio per questo non può essere lasciato stare, intatto, lasciandoci con un ricordo bellissimo? Difficile tornare indietro, perché è inevitabile accettare il discutibile mercato delle serie tv? Allora mettiamoci il cuore in pace, godiamoci una delle migliori serie degli ultimi anni, entriamo in questo bizzarro ma onesto e realistico mondo di adolescenti e godiamocela finchè non ci stancheremo, perché Sex Education (Netflix) è un’avventura assolutamente da affrontare.
P.S.: colonna sonora da urlo.

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