Quattro conferenze a Ravenna su “Architettura e potere”

Incontri aperti al pubblico e ai professionisti per i crediti formativi, al via dal 19 marzo al 21 maggio al Salone dei Mosaici di piazza Kennedy

La Padula Disegno Del Palazzo Della Civiltà Italiana

La Padula, “Disegno del palazzo della civiltà italiana”

L’Associazione Culturale “Tessere del ’900” organizza, con l’Ordine degli Architetti di Ravenna, quattro conferenze dedicate all’architettura. Gli incontri, che danno diritto, ognuno, a 2 crediti formativi, si terranno di sabato dalle ore 17:30 alle 19:30 al Salone dei Mosaici della Casa del Mutilato, ingresso via IX Febbraio 1. Saranno presieduti da Piero Casavecchia, presidente dell’associazione, e dall’architetto Stefania Altieri, responsabile formazione dell’Ordine. Le conferenze consistono in una presentazione di libro e in tre comunicazioni appartenenti a un ciclo dedicato al tema “Architettura e Potere”, curato da Alberto Giorgio Cassani, docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia e membro del comitato scientifico dell’cssociazione, ciclo che si intende proseguire anche in futuro.

Sabato 19 marzo, Flavia Marcello, professoressa associata alla Swinburne Universitys School of Design, Melbourne, presenterà il suo ultimo libro Giuseppe Pagano. Design for Social Change in Fascist Italy (Intellect L & DEFAE, 2020). Pagano, architetto, direttore della rivista “Casabella”, una delle personalità di maggior spicco della cultura architettonica degli anni Venti e Trenta, nel corso del tempo, da convinto aderente alla “rivoluzione” fascista, entra in contatto, fin dal 1943, con organizzazioni antifasciste; arrestato e torturato, muore di stenti a Mauthausen pochi giorni prima della liberazione del campo da parte dei sovietici. Introduce Piero Casavecchia, presidente dell’Associazione.

Sabato 30 aprile, Alessandro De Magistris, professore ordinario al Politecnico di Milano, parlerà de L’architettura dell’era staliniana. Semplificazioni totalitarie e complessità sovietiche, evidenziando le molteplici facce della produzione architettonica nell’ex U.R.S.S., a partire dalle radicali esperienze dell’avanguardia costruttivista dei primi anni Venti fino alla svolta imposta dal consolidamento del potere e dal regime di Stalin, accompagnato dall’affermazione del “realismo socialista”. Le sue complesse manifestazioni, leggibili anche nell’opera di figure come Ivan Leonidov e Konstantin Melnikov, caratterizzano gli originali sviluppi dell’architettura sovietica fra anni Trenta e Secondo dopoguerra sino alla svolta rivoluzionaria impressa da Nikita Khrushchev.

Sabato 7 maggio, Antonio Pizza, professore ordinario alla Escuela Técnica Superior de Arquitectura de Barcelona, parlerà di Tradizione” magniloquente e tradizioni architettoniche moderne nella declinante autarchia spagnola (1939-1959), un tema assai poco conosciuto non solo a livello di pubblico generalista, ma anche tra gli studiosi di storia dell’architettura contemporanea. Anche qui, come nell’Unione Sovietica, istanze conservatrici e accademiche convivranno con una “tradizione del Moderno” che vede figure di altissimo livello come José Antonio Coderch de Sentmenat.

Sabato 21 maggio, Sandro Scarrocchia, già docente di prima fascia all’Accademia di Brera e professore a contratto al Politecnico di Milano, parlerà di Speer e Piacentini, tema a cui ha dedicato il libro uscito nel 1999 per i tipi di Skira e riedito nel 2013. L’autore affronterà il tema degli scambi intercorsi negli anni Trenta tra il regime tedesco e quello italiano attraverso l’esperienza dei due più emblematici “architetti di stato”, ripercorrendo l’intensa attività di Albert Speer e Marcello Piacentini dagli anni Venti alla fine della guerra, analizzando i contesti politico-culturali e tracciando il bilancio di una stagione architettonica.

Al termine delle varie relazioni è previsto uno spazio dedicato alle domande del pubblico e degli architetti iscritti all’Ordine.

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