martedì
20 Ottobre 2026
il caso

Minacce nelle chat, scuole presidiate a Ravenna ma nessun incidente: tanti studenti a casa

Affluenza molto ridotta dopo i messaggi che annunciavano possibili devastazioni. Pattuglie della polizia davanti alle scuole

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Mattinata tranquilla nelle scuole superiori di Ravenna, ma con un’affluenza decisamente inferiore rispetto al solito in diversi istituti (a Ragioneria sarebbe entrato solo il 10 percento della popolazione scolastica), dopo l’allarme scattato per i messaggi circolati nelle chat degli studenti, nei quali si annunciavano possibili devastazioni. Le minacce hanno spinto molte famiglie a tenere i figli a casa o ad accompagnarli personalmente a scuola, evitando autobus e treni.

Fin dalle prime ore del mattino le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli davanti agli istituti superiori. Una presenza particolarmente visibile è stata segnalata al Callegari, dove è stato predisposto un dispositivo di ordine pubblico. Controlli e pattugliamenti hanno interessato anche le altre scuole cittadine.

La situazione è rimasta tranquilla: gli studenti che si sono presentati sono entrati regolarmente in classe e non si sono verificati disordini. La polizia è al corrente dei messaggi circolati e ha annunciato l’intenzione di mantenere alta l’attenzione per tutta la mattinata, senza sottovalutare le segnalazioni nonostante la credibilità delle voci apparisse incerta (nei vocali si parlava anche di un corteo di 400 possibili stupratori…).

L’effetto più evidente è stato quello sulle presenze. Davanti agli istituti si sono visti diversi genitori che hanno preferito accompagnare i figli, anche ragazzi abituati a raggiungere autonomamente la scuola con i mezzi pubblici. Alcune famiglie hanno scelto invece di non mandarli a lezione, anche sulla base delle indicazioni scambiate nelle chat di classe. In altri casi, studenti arrivati davanti agli edifici scolastici hanno deciso di non entrare.

Tra gli studenti, inoltre, le voci raccolte sul posto mostrano come una parte della paura si sia concentrata sul possibile arrivo di ragazzi provenienti dal Callegari, dopo i disordini e gli atti vandalici del giorno precedente. Un timore che, in alcuni casi, ha influenzato anche le scelte sugli spostamenti verso scuola, pur in assenza di incidenti registrati durante la mattinata.

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