In seguito al presidio dei lavoratori degli appalti davanti al cantiere della Rosetti Marino e alle proteste legate agli sviluppi dell’inchiesta Mani d’Oro, l’azienda risponde smentendo le dichiarazioni riportate dai sindacati: «Abbiamo letto con sorpresa notizie diffamanti, in cui viene riportato che la nostra società avrebbe “dichiarato a più riprese di non sentirsi obbligata in alcun modo nei confronti delle maestranze”. Smentiamo integralmente questa dichiarazione, mai resa nota ad alcuno» commentano da Rosetti Marino.
L’azienda sottolinea inoltre di aver avuto rapporti unicamente con i lavoratori gestiti da Secom Service Srl, «la sola delle tre società indagate ad aver avuto rapporti contrattuali diretti con la Rosetti Marino SpA» e di essere totalmente estranea all’inchiesta della Guardia di Finanza relativa alle società Secom Service Srl, Geo Impianti Srl e Deepsea Srl.
«Le gravi gravi inadempienze contrattuali di Secom Service Srl ci stanno causando gravi danni economici e reputazionali – continuano dalla società – per i quali, a tutela degli interessi propri e di tutti i suoi numerosi dipendenti e stakeholders, la Rosetti Marino SpA si riserva ogni più ampia iniziativa ed azione».
La comunicazione si chiude con la disponibilità dell’azienda a individuare, nel rispetto dei vincoli posti dall’Autorità Giudiziaria, soluzioni chiare, trasparenti e conformi alla Legge con i rappresentanti dei lavoratori. Gli operai prestavano infatti la loro forza lavoro nei cantieri della Rosetti Marino in forza in un regolare sub-contratto gestito da Secom Service e ora irrisolti per inadempienze della stessa. È quindi Secom che dovrebbe riconoscere lo stipendio ai lavoratori ma, dalle recenti visure camerali, l’azienda risulta in liquidazione dallo scorso 19 ottobre.


