A Faenza resiste il Mei: «Gli emergenti hanno bisogno delle etichette indipendenti»

Il patron Giordano Sangiorgi racconta l’esperienza del Meeting: «Stiamo contribuendo anche alla nuova legge per gli spettacoli dal vivo»

Giordano SangiorgiA Faenza a fine mese (dal 29 settembre all’1 ottobre) torna il Meeting delle Etichette Indipendenti (info: meiweb.it), profondamente diverso rispetto alle prime edizioni degli anni novanta, ma ancora  impegnato a sostenere gli artisti emergenti.

Lo assicura lo storico patron Giordano Sangiorgi. «Il Mei, pur negli inevitabili cambiamenti, resta ancora una piattaforma in grado di far incontrare gli artisti con gli addetti ai lavori. Nonostante la crisi delle vendite dei dischi, per un artista autoprodotto, come lo è la maggior parte oggi, è ancora fondamentale il supporto di un’etichetta discografica per la promozione sul web e i concerti. Ce ne rendiamo conto direttamente al Mei, vedendo artisti passati da qui sconosciuti che poi ottengono il successo grazie al lavoro anche delle piccole etichette indipendenti». Ma uno come Brunori Sas, per esempio, premiato quest’anno come artista indipendente dell’anno, può ancora essere considerato davvero indipendente rispetto alla scena musicale italiana mainstream, nonostante i passaggi radiofonici, le vendite? «È l’emblema dell’artista indipendente – replica Sangiorgi – che ha ottenuto il successo partendo dal basso, piano piano».

Sangiorgi sottolinea poi come artisti, pubblico e operatori presenti al Mei siano «per due terzi sotto i 30 anni» e come le richieste di partecipazione siano dieci volte maggiori rispetto allo spazio disponibile, «segno che in quasi 23 anni il nostro scouting ha funzionato».

E durante il resto dell’anno, quando non c’è il Mei a Faenza? «Organizziamo eventi, come la Notte del Liscio che quest’anno ha avuto un successo insperato e che è il frutto di un lavoro sullo sdoganamento del liscio romagnolo partito cinque anni fa proprio al Mei. Poi saremo all’Eurochocolate di Perugia, faremo un concerto con giovani autoprodotti a Roma in collaborazione con il ministero. Siamo inoltre attivi tramite l’associazione Audiocoop sul tema dei diritti dei musicisti e su quello legislativo, avendo contribuito alla nuova legge nazionale che accoglie le richieste del settore della musica dal vivo per facilitazioni burocratiche, sgravi e sostegni economici». Il tutto a partire da un territorio, quello ravennate e romagnolo, forse mai così attivo dal punto di vista della proposta musicale, sottolinea Sangiorgi. «Ero in questi giorni in una riunione a Roma e i miei interlocutori parlavano della Romagna come un esempio da seguire».

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