Il volto giovane della Trilogia d’autunno che chiude il Ravenna Festival

Ad aprire le serate di novembre Cavalleria e Pagliacci remix realizzati con molti ragazzi che a maggio parteciparono a “Giovani energie creative della Romagna”

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Pagliacci, foto di Jenny Carboni

Una Trilogia d’Autunno letteralmente “sull’orlo del Novecento” sarà quella che quest’anno concluderà la XVIII edizione di Ravenna Festival: dal 17 al 26 novembre sul palco del Teatro Alighieri di Ravenna andrà in scena un’appassionante maratona lirica nella quale si alterneranno tre capolavori manifesto del Verismo, Cavalleria rusticana (17, 21 e 24), Pagliacci (18, 22 e 25) e Tosca (19, 23 e 26).

Il teatro della città si trasforma così in un’instancabile macchina produttiva e in un vero e proprio laboratorio, dove le maestranze tecniche di un team affiatato – Cristina Mazzavillani Muti regia, Vincent Longuemare light design, David Loom visual design, Davide Broccoli video e Alessandro Lai costumi – e le energie creative dei giovani interpreti, alcuni al proprio debutto nel ruolo, si incontrano per dare vita a nuove tipologie di opere. Frutto di questa collaborazione sono anche Cavalleria e Pagliacci remix, due performance che precederanno l’opera vera e propria nate dall’incontro fra ragazzi dagli 8 ai 18 anni e i capolavori di Mascagni e Leoncavallo, ancora oggi in grado di catturare l’immaginazione delle generazioni più giovani.

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L’intera Trilogia è accompagnata dall’Orchestra Giovanile Cherubini condotta da Vladimir Ovodok: il giovane direttore si è formato all’Italian Opera Academy di Riccardo Muti e guida l’Orchestra della Radiotelevisione Bielorussa. Il coro è quello del Teatro Municipale di Piacenza, preparato da Corrado Casati, mentre le voci bianche del coro Ludus Vocalis sono dirette da Elisabetta Agostini.

Per maggiori informazioni riguardo a date, orari e costo dei biglietti consultare il sito http://www.ravennafestival.org/trilogia-dautunno-2017/

Dal 2012 la Trilogia ha esteso il Festival oltre i tradizionali confini estivi con trittici d’opera che hanno reso omaggio a compositori simbolo quali Verdi e Puccini. I titoli proposti quest’anno hanno segnato il tramonto di un’epoca e l’alba di nuovi tempi: è infatti al termine dell’Ottocento che il melodramma italiano ritrova nuova linfa. Nel 1890 Mascagni conquista i teatri con l’immediatezza espressiva di Cavalleria rusticana, imponendo il verismo in musica, mentre due anni dopo Pagliacci di Leoncavallo trasfigura  un fatto di cronaca nelle tinte fosche di una passionalità senza scampo: così la “parola scenica” esplode e dona nuova luce a una tradizione secolare. Quella stessa luce splende sull’eroismo tragico di Tosca, nella forza drammaturgica e nella raffinatezza della partitura con cui Puccini apre il secolo.

Nella messa in scena delle opere, la tecnologia si rivela uno strumento prezioso per ricreare luoghi e atmosfere: «così, in Cavalleria le proiezioni disegnano lo spazio racchiuso tra chiesa e osteria – precisa Cristina Mazzavillani Muti, presidente  del Festival – esaltando quel codice d’onore che nella ritualità della sfida conduce alla morte e alla disperazione; mentre in Tosca le immagini virtuali vibrano al trascolorare delle luci, in chiaroscuri da cui emerge la passione politica, ancor più che quella amorosa; in Pagliacci, invece, il circo si trasfigura in un set cinematografico in bianco e nero, dove le luci inseguono i personaggi svelandone i sentimenti».

L’aspetto peculiare della Trilogia d’Autunno 2017 sono i più giovani, che con i loro sguardi e il loro contributo tecnico hanno arricchito l’edizione di quest’anno. Molti degli oltre 150 ragazzi che a maggio hanno partecipato all’inedito censimento delle Giovani Energie creative della Romagna, promosso dalla stessa Cristina Muti, si sono misurati con una libera rilettura dal punto di vista drammaturgico e musicale di Cavalleria rusticana e Pagliacci, dando vita ai remix che apriranno le rispettive serate.

Importante è anche il contributo grafico e comunicativo degli studenti della III A dell’Istituto Tecnico Morigia – Perdisa, impegnati in un progetto di alternanza scuola-lavoro durante il quale lo staff di Ravenna Festival ha condiviso le proprie competenze ed esperienze in materia di comunicazione applicata alla sfera culturale. Il loro percorso, svoltosi tra i banchi di scuola e Teatro Alighieri, si concluderà con il progetto delle brochure dedicata a Cavalleria rusticana e Pagliacci remix.

A raccontare in tempo reale la Trilogia ci sono gli scatti di tre giovani fotografi – Luca Concas, Jenny Carboni, Martina Zanzani – che proseguono quanto iniziato nel 2012 e 2013 con Verdiweb, tornando quindi dopo qualche anno a varcare la soglia del Teatro Alighieri. Le loro fotografie costituiranno l’apparato di immagini del libretto di sala delle tre opere e delle brochure sugli appuntamenti remix.

Oltre a rappresentare una grande celebrazione del genio operistico italiano che coinvolge tutta la città, compresi i suoi cittadini più giovani, la Trilogia si conferma anche un motivo d’attrazione per l’incoming turistico fuori stagione: numerosi gruppi da Francia, Gran Bretagna, Finlandia, Israele, Olanda e Germania hanno infatti scelto il Teatro Alighieri e la città di Ravenna per una tre giorni all’insegna dell’opera lirica.

Per i gruppi stranieri, come per tutti gli spettatori della Trilogia, sarà disponibile l’app gratuita e multilingue Lyri, che sostituisce i sovratitoli con la sincronizzazione in tempo reale del libretto d’opera sul proprio smartphone o tablet. L’app ha debuttato nel 2015 proprio al Teatro Alighieri e da allora è stata scelta da vari teatri in Italia e in Europa, da Parma a La Fenice di Venezia, fino a Copenaghen.

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