Il ritorno a casa, nel luogo in cui si è formata la sua grammatica artistica. È il significato più personale di Supremalia, la grande mostra di Nicola Samorì inaugurata venerdì 16 ottobre al Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna, accolta da una partecipazione numerosa. Per l’artista romagnolo, tra i nomi italiani più autorevoli della scena contemporanea internazionale, non si tratta soltanto di un nuovo appuntamento espositivo, ma di un ritorno alle origini, nella città in cui ha cominciato a costruire il proprio immaginario visivo, tra la luce dei mosaici bizantini, i marmi delle basiliche e i gessi dell’Accademia di Belle Arti.
«Questa è una chiamata diversa da molte altre che ho vissuto e affrontato nel tempo, perché segna un ritorno in un luogo nel quale si è veramente formata la mia grammatica di pittore e di scultore», ha raccontato Samorì durante l’inaugurazione. Un legame che affonda le radici nell’infanzia: «Quello che è accaduto a me, entrando esattamente in questo spazio, quando avevo otto anni, è stato un momento di folgorazione». Un’esperienza che, nelle parole dell’artista, ha lasciato un’impronta destinata a riemergere nel suo lavoro. «Le cose che ci fanno visita molto presto nel tempo sono quelle che conserviamo».
Curata da Denis Isaia, Supremalia è stata ideata appositamente per il Mar e per il patrimonio artistico della città. Il percorso attraversa cinque sale e il loggiato del museo, con dipinti, sculture e opere in parte realizzate per l’occasione. Al centro c’è il confronto con la grande tradizione figurativa, in particolare con Antonio Canova e con la Gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, in un dialogo che coinvolge anche un gesso proveniente dal Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, segnato dai bombardamenti della guerra.
La materia, la luce e la trasformazione diventano così il filo conduttore di un percorso in cui bellezza e disfacimento, memoria e metamorfosi convivono. Samorì interviene sulle immagini, le lacera e le ricompone, mettendo in discussione la tradizione proprio attraverso un confronto ravvicinato con essa. Il passato non è un repertorio da riprodurre, ma una presenza viva con cui misurarsi, tra attrazione e distruzione, permanenza e mutamento.
La mostra, organizzata dal Comune di Ravenna e dal Mar con il contributo della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, resterà aperta fino al 17 gennaio 2027. Gli orari sono dal martedì al sabato dalle 9 alle 18, la domenica e nei festivi dalle 10 alle 19; il lunedì il museo è chiuso.
Sabato il Mar protagonista della Notte d’Oro
L’apertura di Supremalia si intreccia con il programma della Notte d’Oro di Ravenna, in calendario sabato 17 ottobre. Per l’occasione il Mar sarà visitabile dalle 9 a mezzanotte, con un biglietto speciale da 6 euro per l’intera giornata e la biglietteria aperta fino alle 23.30. Saranno accessibili anche le collezioni permanenti.
Il programma prevede alle 16 un laboratorio di mosaico per bambine e bambini dai 5 agli 11 anni (prenotazione al numero 0544 473717).
Dalle 22 spazio invece alla musica con Colin Self, artista, compositore e performer statunitense, protagonista di una serata curata da Magma. Tra canto corale, sperimentazione elettronica e teatralità, la sua performance promette di trasformare il museo in uno spazio di ascolto collettivo. Ad accompagnare la serata ci sarà il dj set di Pandalogia, fino all’1.30, con ingresso gratuito. Per tutta la serata sarà aperto anche il MAR Art Caffè.
La Notte d’Oro coinvolgerà inoltre Palazzo Rasponi dalle Teste, dove la mostra Cosa vuoi fare da piccolo? di Marcantonio, tra arte, design e immaginazione, sarà visitabile fino alle 23 a ingresso libero.





