Rifiuti, in arrivo il super bando di 15 anni per la raccolta a Ravenna e Cesena

Riguarderà 600mila abitanti in 35 comuni. In ballo diverse centinaia di milioni di euro. Siglato un protocollo per i lavoratori

I bidoni pieni sul litoraleÈ attesa per novembre la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea e della Repubblica italiana del bando pubblico della durata di 15 anni per la raccolta dei rifiuti nei diciotto comuni della provincia di Ravenna e diciassette dell’area cesenate, in totale circa 600mila abitanti. Il valore sarà di alcune centinaia di milioni di euro. In buona sostanza verrà definito chi dovrà ricoprire il ruolo che oggi, per la provincia di Ravenna, è di Hera. Martedì 31 ottobre a Bologna in occasione del consiglio di ambito di Atersir è stata approvata all’unanimità la delibera relativa alla gara di affidamento del nuovo servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani nei territori di Ravenna e Cesena. Si tratta di uno dei primi bandi europei in Italia di tale portata, che tiene conto della nuova normativa dettata dal codice degli appalti pubblici.

In merito all’imminente emanazione del bando, i sindacati territoriali Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto un protocollo di intesa con il coordinatore del consiglio locale di Ravenna di Atersir, Antonio Bandini. Il protocollo, che riprende l’accordo generale sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil con Atersir Emilia Romagna, puntualizza alcuni aspetti: «Innanzitutto determina il rispetto di precisi standard qualitativi e di efficienza dei servizi e l’applicazione della clausola sociale nel caso di subentro di un nuovo concessionario. Ciò significa che tutti i rapporti di lavoro nell’ambito della concessione potranno proseguire senza soluzione di continuità in capo alla nuova impresa concessionaria, in applicazione dell’articolo 2112 del codice civile».

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In relazione alla possibilità del concessionario di affidare a terzi attività relative al servizio, nel bando verrà fissato un tetto percentuale, secondo criteri di uniformità nel territorio regionale, che segni il limite massimo al di sotto del quale è legittimo ricorrere a terzi. In sostanza la ditta vincitrice non potrà subappaltare tutti i servizi, ma solo una percentuale. Ai lavoratori – ad esclusione delle cooperative sociali di tipo B per i lavoratori svantaggiati – sarà inoltre garantita l’applicazione del contratto che fa riferimento al Fise/Federambiente.

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