Più di 80 vetrine spente in centro a Ravenna – FOTO – «Servirebbe legge per affitti»

Il nostro sopralluogo tra i negozi del cuore della città. L’assessore: «Lavoriamo per renderlo vivo»

“Per due mesi abbiamo visto vetrine spente. Adesso aiutaci a tenerle accese. Scegli i negozi della tua città”. Si legge ancora sugli adesivi rimasti sulle vetrine del centro di Ravenna. I due mesi sono poi diventati di più, da quel marzo del 2020 in cui è iniziato l’incubo. E non tutte le vetrine sono stata riaccese. Una quindicina le imprese del centro che hanno alzato bandiera bianca a causa del Covid. Serrande abbassate che si vanno ad aggiungere a quelle che già lo erano prima della pandemia.

Durante un nostro sopralluogo, nel primo giorno di zona arancione, ne abbiamo contate più di 80 (una cinquantina sono nella gallery qui sotto) limitandoci solo nell’area pedonale del centro storico e in alcune vie nei suoi pressi che rientrano comunque nella tradizionale passeggiata di ravennati e turisti.

Dalle poche chiusure delle strade più centrali, Cavour e IV Novembre, allo stillicidio in alcune vie che nel tempo hanno sofferto anche una viabilità cittadina poco funzionale, per usare un eufemismo, come D’Azeglio e Paolo Costa, dove se ne contano quasi una quindicina. In sofferenza anche la zona di via Diaz (dove però sono in arrivo nuove aperture) e via Antica Zecca, così come l’area vicino all’ex anagrafe, anch’essa in stato di abbandono.

E anche la nuova piazza Kennedy non ha fatto certo rinascere il commercio, con due locali sfitti lato via D’Azeglio, anche se va sottolineato come si appresti però ad aprire il quarto locale nel giro di pochi metri quadrati, una pizzeria gourmet di fianco al Fellini.

E le nuove aperture, comunque, non sono mancate neppure in questi mesi complicati: dal panificio-pasticceria Tre Sorelle – con addirittura due inaugurazioni nel giro di poco tempo tra via IV Novembre e via Diaz – fino al negozio di articoli e abbigliamento sportivi Betta Store (sempre in via Diaz) e a quello di abbigliamento e accessori che aprirà a breve a due passi da piazza Caduti (di fianco allo storico bar Alex & Paul che invece chiuderà i battenti a fine mese), frutto della prima iniziativa imprenditoriale di una giovane coraggiosa. Aspettando un marchio prestigioso come Gaudenzi e l’arrivo di un piccolo supermercato Pam al posto della libreria Gulliver.

«Dimostrazione che il centro di Ravenna è ancora molto attrattivo – commenta l’assessore al Commercio del Comune, Massimo Cameliani – anche perché lo abbiamo reso vivo e fruibile grazie ad alcune iniziative come il nuovo regolamento dei dehor e l’ampliamento del suolo pubblico a disposizione dei locali, che verrà prorogato anche in questa stagione e secondo le indicazioni del sindaco De Pascale dovrà restare anche superata la pandemia. Perché un centro più frequentato è un vantaggio per tutti, negozi compresi».

Ma il Comune, per evitare nuove chiusure, potrebbe agire sul costo degli affitti, problema annoso per qualsiasi attività che voglia mettere radici in centro storico e non solo? «Meglio intervenire sulla Tari – risponde Cameliani –, come abbiamo fatto. Iniziative sugli affitti rischierebbero di agevolare solo i proprietari, senza essere risolutive per i negozianti. Piuttosto il tema dovrebbe essere al centro di un provvedimento nazionale, come penso in maniera utopistica da sempre: una legge che possa prevedere limiti agli affitti commerciali, differenziati per città. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo dato il buon esempio, riducendo in questi mesi di pandemia il canone per le attività che sono in affitto in spazi di proprietà del Comune di Ravenna».

Cameliani, assessore al Commercio dal 2015, ci fornisce infine la sua ricetta per il rilancio del settore. «A fare la differenza saranno la qualità e l’innovazione. Lo sforzo di giovani che si vorranno buttare, con spirito di iniziativa, creatività e che sappiano sfruttare anche il canale on line. E per quanto riguarda il centro di Ravenna in particolare aspettiamo il ritorno del turismo. E delle crociere: ci sono buone prospettive e il ritorno dei crocieristi porterà una clientela di alto livello anche per la rete commerciale della nostra città».

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