“Siamo impauriti e sedotti da Carmen, la sfuggiamo ma al tempo stesso ne siamo ipnotizzati,” sostiene Stefano Vizioli, alla regia del nuovo allestimento di Carmen che completa il percorso della Stagione d’Opera 2025/26 del Teatro Alighieri di Ravenna. La coproduzione con i teatri di OperaLombardia, Modena e Piacenza è in scena venerdì 24 aprile alle 20 e domenica 26 alle 15.30, con Audrey Saint-Gil sul podio l’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini. L’indomita protagonista, che rivendica il diritto di vivere secondo le proprie regole, è interpretata da Annalisa Stroppa, mentre Don José ed Escamillo sono Joseph Dahdah e Gianluca Failla. I personaggi di Micaëla, Mercédès e Frasquita sono affidati a Jaquelina Livieri, Elena Antonini e Donatella De Luca. Il cast si completa con Matteo Torcaso (Moralès), Tiziano Rosati (Zuniga), William Allione (Dancairo) e Matteo Urbani (Remendado). Giovanni Farina e Paolo Gattolin preparano rispettivamente il Coro Lirico di Modena e quello di Voci Bianche del Teatro Comunale di Modena. Le coreografie sono di Pierluigi Vanelli, anche assistente alla regia, le scene di Emanuele Sinisi, i costumi di Annamaria Heinrich, le luci di Vincenzo Raponi e progetto di videomapping e visual art di Imaginarium Studio.
Giovedì 23 aprile, alle 18, il Salone Nobile di Palazzo Rasponi (Piazza Kennedy) accoglie l’ultimo appuntamento di Prima dell’opera, il percorso di incontri a ingresso libero dedicati ai titoli in cartellone; in questo caso la riflessione è a cura di Leonetta Bentivoglio, scrittrice e giornalista.
“Vivo un incontro con una vecchia amica, e al tempo stesso il panico davanti a un mistero insoluto e denso di inquietudini – racconta il regista Stefano Vizioli, che per la prima volta affronta questo titolo come regista – Si vedrà in scena una pedana inclinata racchiusa da muri corrotti dal tempo, sulla quale agisce un grande muro centrale che, a seconda delle situazioni sceniche ed emotive, rivelerà spazi ‘altri’ da sé, il mondo della libertà, del desiderio, dell’andare oltre le convenzioni che la società ci costringe a seguire per timore della destabilizzazione provocata da un universo ‘altro’, diverso e sconosciuto. (…) E mentre Carmen resta fedele e coerente a sé stessa, chiunque se la trovi nella propria via cambia, evolve, mette a nudo la propria anima fragile e vulnerabile, forse muore per rinascere.”
Composto su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy dalla novella di Prosper Mérimée, il titolo di Bizet scandalizzò al suo debutto nel 1875 all’Opéra-Comique per quella sua protagonista così libera. Con lei si conclude il trittico di personaggi femminili “motori dell’azione” di questa Stagione d’Opera. Ed è con attenzione alle donne al centro delle opere in cartellone che questa Stagione ha rinnovato l’incontro fra spettacolo dal vivo e arti visive, nel segno della nuova generazione di artisti che si stanno formando nella nostra città. Nei materiali promozionali della Stagione compaiono infatti i ritratti fotografici di Lady Macbeth, Isabella e Carmen: tre studentesse del Conservatorio G. Verdi hanno indossato i costumi realizzati da altrettante studentesse del corso di Decorazione di Graziano Spinosi all’Accademia di Belle Arti. Nel caso di Carmen, Vera Della Scala indossa il costume creato da Federica Sabbatani.











