Di fronte al dolore, niente ha più senso. Ma è forse proprio allora che la parola ritrova la sua potenza.
Ed è proprio questa potenza ad animare La vita che brucia – un testo sfolgorante in cui Edoardo Camurri rivive a cuore aperto l’esperienza più antica, più straziante di tutte: l’ineluttabilità della sofferenza.
In questa ricerca, l’universalità non sarà abbastanza e l’intimità è di troppo; bisogna invece lasciarsi andare al vorticoso vociare del mondo, spingersi in un vero e proprio viaggio al termine della notte, al di là di ciò che pensiamo di essere. E, per riuscirci, la versatilità stilistica di Camurri non lascia nulla di inesplorato: l’antica sapienza vedica riaffiora nella teoria marxiana del valore; gli schematismi kantiani intessono visioni lisergiche; il frammento eracliteo sprofonda nella vividezza emotiva del flusso di coscienza.
La vita che brucia non propone l’algida consolazione delle idee, ma l’appassionante e sofferta ricerca di Qualcosa che dia conto del nostro sentire: la cosmogonia in un battito di ciglia; il frinire delfico delle cicale; l’epifania di una fotografia ritrovata; il viavai di sensazioni in una giornata che è una vita, che è tutte le vite, che è la realtà nella sua bruciante maestosità.
E così, se ascoltassimo la voce che sussurra – e che ci sta accanto – in ogni piega dell’esistenza, al di là di quel fragile Io che ci incatena alla sofferenza, forse riusciremmo a riscoprire la verità più essenziale, la più sconvolgente: «il semplice fatto di esserci è già la risposta».
Con Introduzione alla realtà Edoardo Camurri ci ha esortati a esplorare il mondo, gli oggetti, i sentimenti, le relazioni che ci circondano da sempre, e che crediamo di conoscere alla perfezione, con occhi nuovi. D’altro canto, niente è afferrabile nella sua interezza: tutto esiste su piani diversissimi, che dalla nostra prospettiva ci è possibile soltanto immaginare.
Una scissione che è la ferita che genera ogni sofferenza.
In questo libro, Camurri va ancora oltre e racconta la frizione tra mondi solo apparentemente incompatibili: il mondo di ciò che è e quello di ciò che non è più, il mondo di ciò che potrebbe essere e non è ancora, il mondo di ciò che più ci spaventa, e inevitabilmente sarà.
Perché è solo ragionando su quel che più ci fa soffrire che potremo ambire a trovare una porta, al di là della quale, saremo invitati a incontrare il bagliore che siamo.
Edoardo Camurri (1974) lavora per la radio, la televisione e i giornali. Per Adelphi ha curato “Il reato di scrivere” di Juan Rodolfo Wilcock, per Mondadori ha introdotto gli scritti psichedelici di Aldous Huxley, ed è autore di “Introduzione alla realtà” e de “La vita che brucia” entrambi usciti per Timeo.
Massimiliano Morini è professore ordinario di Lingua inglese e traduzione all’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Si occupa di pratica, teoria e storia della traduzione (Tradurre l’inglese, Il Mulino 2016; Theatre Translation, Bloomsbury 2022; Human Translators in the Machine Age, Routledge 2026) e di stilistica (Jane Austen’s Narrative Techniques, Ashgate 2009). Per Feltrinelli ha tradotto Chaucer, Austen e Dickens. Scrive su Alias – il manifesto.










