Il nome esatto completo è Ronaldo de Assis Moreira, nato il 21 marzo 1980 a Porto Alegre, città da 1,5 milioni di abitanti in Brasile. Tirando pedate al pallone è diventato noto in tutto il mondo semplicemente con il diminutivo “Ronaldinho”. Nel calcio ha vinto tutto a livello individuale, tutto con i club e tutto con la nazionale: tra il 1998 e il 2015 ha giocato 796 partite segnando 299 gol (fonte Wikipedia).
SOPRANNOMI
All’inizio veniva chiamato Gaucho (soprannome che gli è rimasto anche in seguito) che indica l’abitante dello Stato brasiliano del Rio Grande do Sul dove si trova Porto Alegre. Storicamente, il termine definisce i mandriani di bestiame delle praterie della Pampa sudamericana (che si estende tra Brasile, Argentina e Uruguay) ed è diventato sinonimo di fierezza, legame con la terra e tradizioni equestri. Ad affibbiargli il nomignolo è stato uno dei più famosi telecronisti brasiliani, che all’epoca chiamava invece “Ronaldinho” il futuro Fenomeno Luiz Nazario da Lima, per distinguerlo da un altro Ronaldo ancora, questa volta un portiere.
LA FAMIGLIA
Il padre Joao da Silva Moreira è stato un centrocampista dilettante. Durante la settimana lavorava come fattorino e poi come saldatore di ferro al cantiere navale, nel weekend racimolava qualche soldo in più come steward allo stadio del Gremio, la squadra di Porto Alegre. La madre Dona Miguelina Elói Assis dos Santos era una venditrice di cosmetici e poi un’infermiera.
La famiglia, composta anche dai fratelli maggiori Roberto e Deisy, non era poverissima ma viveva in una casa di legno nel barrio Vila Nova. Fu un notevole miglioramento di condizioni il trasferimento in una villa nel quartiere di Guaruja messa a disposizione proprio dal Gremio che credeva nei due fratelli. Ma nella piscina di quella villa morì il padre all’età di 42 anni.
ALLENAMENTI CON I CANI
Il dribbling è stato uno dei pezzi più pregiati del repertorio di Ronaldinho. Raccontò che da piccolo giocava a scartare i cani. Il primo allenatore è stato il fratello maggiore, costretto a interrompere prematuramente la sua carriera per un infortunio al ginocchio.
I DEBUTTI DA PRO E IN NAZIONALE
La carriera professionistica cominciò all’età di 17 anni con il Gremio con cui debuttò in Copa Libertadores nel 1998. Un anno più tardi l’esordio in nazionale contro la Lettonia e in quel 1999 vinse la Copa América.
DA PARIGI AL MONDO
L’ingresso nel calcio europeo passa dalla Francia. Nell’estate 2001 arriva al Paris SaintGermain. In due stagioni nessun trofeo con i parigini che non erano ancora la corazzata finanziata dall’emiro Nasser Ghanim Tubir Al-Khelaifi. Nel periodo francese, però, per Ronaldinho arrivò la consacrazione definitiva sul palcoscenico internazionale: a 22 anni si ritrovò titolare in un Brasile fortissimo, allenato Luiz Felipe Scolari e guidato da Ronaldo, Rivaldo, Cafu e Roberto Carlos, che vinse a mani basse il Mondiale 2002 in Corea e Giappone, imponendosi in tutte le 7 partite del torneo. Dinho segnò un gol e fu espulso nei quarti. Nello stesso 2002 il Ravenna vinse l’Eccellenza, dove era piombato dopo il fallimento societario di un anno prima, e raggiunse la serie D, quinta serie nazionale.
IN CATALOGNA
Nell’estate 2003 altra svolta. Un Barcellona che non vinceva niente da quattro stagioni, acquista Dinho per 30 milioni di euro: 94 gol e 71 assist in cinque anni per vincere due campionati, una Champions League (la seconda della storia blaugrana), due Supercoppe spagnole.
LA PIOGGIA RATTRISTA
Nel periodo del passaggio al Barcellona, il brasiliano è stato molto vicino al Manchester United. A raccontarlo è stato Quinton Fortune, ex calciatore dei Red Devils. «Ronaldinho venne a Manchester per firmare, ma quel giorno pioveva e si notò fin dal primo momento che la città non gli piaceva. Magari, se fosse venuto un altro giorno, la sua carriera sarebbe proseguita a Manchester ». Sfumato Dinho, nella stessa estate 2003 gli inglesi comprarono un 18enne portoghese dello Sporting Lisbona: Cristiano Ronaldo.
PALLONE D’ORO
Il Pallone d’Oro è un premio istituito nel 1956 dalla rivista sportiva francese France Football, assegnato annualmente al giocatore che più si è distinto nella stagione sportiva militando in una squadra di un qualsiasi campionato del mondo. Fino al 1994 era riservato a giocatori europei. Ronaldinho lo vinse nel 2005. Finora sono state assegnate 70 edizioni, i vincitori sono stati 47, di cui quattro brasiliani: Ronaldo (1997 e 2002), Rivaldo (1999) e Kakà (2007).
CAMPIONE DI TUTTO TUTT’INSIEME
Il 17 maggio 2006 il Barcellona vinse la seconda Champions League della sua storia (2-1 contro l’Arsenal), il trofeo internazionale più importante del calcio europeo per club. In quel momento il calciatore brasiliano si ritrovo ad essere campione di Spagna, d’Europa, del Sudamerica e del Mondo, giocatore dell’anno della Fifa e Pallone d’Oro in carica. Nessuno c’era mai riuscito prima.
VENTUNO
La stagione 2006-2007 è stata la migliore della carriera per le realizzazioni in campionato: 21 reti nella Liga con i blaugrana. Fu la stessa stagione in cui il Ravenna conquistò la sua ultima promozione in serie B.
UN GIOCOLIERE PER BERLUSCONI
Nell’estate 2008 il Milan si assicura il giocatore, che tanto piace al presidente Silvio Berlusconi, per 21 milioni di euro più bonus. Alla presentazione da star a San Siro il 17 luglio si presentarono 40mila tifosi. In rossonero restò due anni e mezzo, senza lasciare mai il segno veramente.
UNDICI ANNI FA L’ULTIMA DA PRO
L’ultima partita da calciatore professionista di Ronaldinho è stata il 26 settembre 2015 a Rio de Janeiro allo stadio Giornalista Mario Filho, meglio noto come Maracanà, con la maglia del Fluminense per la 28esima giornata del campionato brasiliano di serie A (il giorno dopo il Ravenna pareggiò 0-0 in casa contro l’Imolese nella quinta giornata del campionato di serie D italiana). Davanti a 11.725 spettatori, in un impianto che può contenerne 79mila, il Gaucho partì titolare contro il Goias e venne sostituito all’intervallo. Fu la sua settima presenza: tre giorni dopo annunciò la rescissione del contratto con il Flu.
BUNGA BUNGA
Gli anni della permanenza di Ronaldinho a Milano sono anche quelli del Bunga Bunga ad Arcore, le notti di sesso nella residenza di Silvio Berlusconi cui partecipò anche l’ex consigliera regionale Nicole Minetti che oggi ha 41 anni ed è la compagna di Giuseppe Cipriani, padre del presidente del Ravenna. In tribunale a Milano nel 2012 nel processo Ruby la modella Imane Fadil raccontò che nell’agosto 2010 una giovane modella brasiliana, Iris Berardi, si mise la maglia del Milan e indossò una maschera di Ronaldinho e poi si tolse i vestiti e rimase in perizoma.
SENZA PATENTE
Molti media nazionali riportano la paura di Ronaldinho di guidare. Il brasiliano non ha mai preso la patente. Durante tutta la sua carriera, quando doveva spostarsi personalmente, prendeva il taxi o si faceva scarrozzare da suo cugino Thiago, autista e confidente.
LAUREA E CINEMA
Nell’aprile del 2011 Ronaldinho è stato insignito della laurea honoris causa in Lettere dall’Accademia Brasiliana. Nel 2018 ha recitato nei film “Kickboxer: Retaliation” e “Live It Up”.
IL CARCERE
Nel 2020 il Pallone d’Oro ha trascorso il suo 40esimo compleanno in carcere in Paraguay.
Dalle pagine del sito L’Ultimo Uomo riportiamo la ricostruzione degli eventi. “Il Gaucho e il fratello atterrano all’aeroporto internazionale Silvio Pettirossi di Luque, dove mostrano alla polizia un passaporto paraguayano falso. […] Ronaldinho e il fratello sostengono di essere stati ingannati: i documenti sarebbero un regalo ricevuto non appena scesi dall’aereo da parte di un imprenditore brasiliano, Wilmondes Sousa Lira, già arrestato. Accusa che Lira scarica su Dalia López, l’organizzatrice degli eventi di beneficenza a cui Ronaldinho avrebbe dovuto partecipare in città, oltre a presentare il suo libro. Non è ancora chiaro perché Ronaldinho e il fratello avrebbero preferito mostrare un passaporto appena ricevuto dal proprietario di un casinò, piuttosto che il proprio documento, anche perché per i cittadini brasiliani in Paraguay basta la carta d’identità”.
Ronaldinho al Barcellona (foto dal profilo Facebook del brasiliano)



