sabato
06 Dicembre 2025

Olimpia Teodora più forte delle difficoltà economiche: a Scandicci arriva la nona vittoria in nove partite

Nel più classico dei testacoda, l’Olimpia Teodora vince in casa dell’ultima in classifica e allunga in testa al girone B del campionato nazionale di B1 di volley femminile. All’indomani dell’appello sui social che ha ufficializzato una crisi economica già conclamata della società, le ragazze di coach Rizzi hanno vinto 3-1 a Scandicci (22-25; 25-20; 16-25; 13-25) portando a nove la striscia di vittorie consecutive, in altrettante partite disputate in campionato.

Sabato prossimo, 13 dicembre, le ravennati saranno impegnate ancora in trasferta (sull’insidioso parquet dell’Osgb Campagnola) mentre il 2025 dell’Olimpia Teodora terminerà il 20 dicembre al Pala Costa contro un’altra squadra di alta classifica, la Vtb Sistemi Group Bologna. Dopodiché si dovrà capire se ci saranno le forze economiche per proseguire anche nella seconda parte di una stagione che vede le ravennati al momento grandi protagoniste alla promozione nella nuova serie A3 del volley femminile.

L’Arezzo perde il derby di Livorno, al Benelli il Ravenna può andare a +3 in testa alla classifica

L’Arezzo ha perso il derby di Livorno (2-1) nell’anticipo della 17esima giornata del girone B del campionato di calcio di serie C, rendendo ancora più interessante la partita del Ravenna di domenica pomeriggio (calcio d’inizio alle 17.30) al Benelli. Con una vittoria contro il Pontedera (al momento penultimo), infatti, i giallorossi andrebbero in testa alla classifica da soli a +3 sui toscani (seppur con una partita in più). Stupisce quindi che siano ancora diverse centinaia i biglietti a disposizione per i tifosi del Ravenna, sia in curva che in parterre, al sabato sera.

Per quanto riguarda il campo, l’unico indisponibile sarà l’esterno Corsinelli, con una botta ancora da smaltire dopo la vittoria (con tanto di gol) di Pineto. Rientra invece dopo l’espulsione, e sarà regolarmente a disposizione, Donati. Curiosità per l’utilizzo del neoacquisto Viola, che nello scorso weekend ha debuttato con la maglia del Ravenna, ma solo negli ultimi minuti di gara. «Un giocatore che con questa categoria non c’entra nulla» – ha ribadito mister Marchionni in conferenza stampa, non escludendo l’ipotesi di vederlo già in campo dal primo minuto. L’appello dell’allenatore è però a tutta la squadra: «Contro il Pontedera dovrà essere come una finale, dobbiamo dare continuità alla bella partita di Pineto»·

Mingozzi (Tcr) dati del porto: «Container in crescita, possibilità di chiudere l’anno superando i 200mila teus»

«I numeri dei traffici nel porto di Ravenna sono molto positivi, e motivano ulteriormente i programmi di investimento in corso, dal completamento delle banchine al dragaggio dei fondali, fino all’impegno logistico e infrastrutturale per aprirsi a nuovi mercati» così Giannantonio Mingozzi, presidente di Tcr (Gruppo Sapir) commenta gli ultimi dati del porto cittadino, diffusi in questi giorni dall’Autorità di Sistema Portuale.

«Il settore dei container offre un contributo sempre crescente: la chiusura dei volumi di novembre registra un +24 percento sul 2024 e si avvia a toccare il +13 percento sulla chiusura di anno con un trend che può superare i 200 mila teus; merito dell’impegno dei dipendenti tutti di TCR, della collaborazione con Compagnia Portuale, agenti marittimi ed operatori in generale per la qualità dei servizi offerti a tutte le Linee che toccano Ravenna – continua Mingozzi – oggi registriamo miglioramenti sia in importazione che in esportazione dal bacino del Mediterraneo  e la ripresa di scambi con India e Sud Asia, crescono i traffici ferroviari del 15 percento che movimentano con 500 treni 25 mila teus».

Si attende intanto la possibile ripresa del passaggio attraverso il Canale di Suez, che porterebbe anche a Ravenna (dotata di 7 dei primi 10 carrier al mondo) una crescita degli scambi con i porti hub di Pireo, Gioia Tauro, Malta e Damietta quali snodi di rilancio verso l’Adriatico. «Il traffico containerizzato cresce anche a Ravenna, anche se in maniera più contenuta rispetto ai grandi scali globali. Dal prossimo gennaio, vedremo l’avvio di un nuovo servizio che alzerà a 11 i collegamenti intramed offerti dal Tcr – conclude Mingozzi -. L’attenzione e il sostegno di Autorità Portuale, Comune, Regione e Governo sono di buon auspicio, così come vanno apprezzate le previsioni di intervento di Ferrovie dello Stato e Anas, rivolte in particolare al nuovo Terminal in Trattaroli, già attivo con l’avvio degli spazi Automotive e l’arrivo delle prime auto cinesi».

Torna al Goldoni il “Light of Day”: due serate di musica per la ricerca sulle malattie neurodegenerative

Torna al Teatro Goldoni di Bagnacavallo la sedicesima edizione di “Light of Day Rock Benefit” la due giorni di spettacoli musicali nata per raccogliere fondi in favore della ricerca sulle malattie neurodegenerative.
Si parte venerdì 12 dicembre con il live di Motta:  il cantautore, compositore e polistrumentista è stato vincitore di due Targhe Tenco e partecipante al Festival di Sanremo nel 2019. L’evento vedrà l’artista esibirsi in una “solo performance” acustica e sarà intervistato dai ragazzi e dagli amici del podcast “De Core”.
La seconda serata, sabato 13 dicembre, tornerà invece al format tradizionale, pur senza la consueta presenza degli artisti americani, assenti per motivi logistici. Saranno sostituiti da Chiara Buratti, attrice teatrale e conduttrice televisiva sulle reti Rai, che presenterà la serata e duetterà con Roberta Montanari, corista di fama nazionale. Sarà poi la volta di Andrea Rock, dj di Virgin Radio, accompagnato dalla sua band “The Rebel Poets” in un set elettrico dal forte impatto emotivo. Il clou della serata sarà il set della Bandabardò, storico gruppo folk-rock italiano attivo da oltre trent’anni e noto per l’energia travolgente dei suoi concerti.
Entrambe le serate sono organizzate dalle associazioni “Tba” e “Nebraska” e il ricavato sarà destinato al sostegno delle famiglie delle persone affette da Sla e alla ricerca.

Al Mar la temporanea dello statunitense Jonathan VanDyke, ispirata ai mosaici ravennati

Torna al Mar Spazio Neutro, il progetto dalla curatrice del museo Giorgia Salerno, che offre al pubblico «una prospettiva inedita sulla comprensione dell’arte contemporanea con particolare attenzione alle dinamiche relazionali».

Si tratta del terzo appuntamento ospitato negli spazi della Arts&New Media room, che vedrà protagonista questa volta l’artista statunitense Jonathan VanDyke con Nell’Eternità del Provvisorio / In the Eternity of the Temporary.

L’opening è fissato per oggi pomeriggio (6 dicembre) con una performance di VanDyke alle 18.30, in collaborazione Saba Shabbir and Fred Brown. La performance Attorno a questo mio corpo / Around This Body of Mine sarà riproposta il 31 gennaio, sempre dalle 18.30 alle 21.30. La mostra sarà visitabile fino al 2 febbraio.

L’artista si ispira ai mosaici ravennati, in particolare a quelli di San Vitale, per dar vita a un ambiente modulare in cui le tessere si trasformano in trame di tessuto dipinto e l’elemento decorativo diventa strumento di contemplazione per il visitatore. La trama emerge dall’assemblaggio di stoffe tagliate, cucite, ricamate e dipinte – provenienti da abiti indossati da amici e familiari – evocando, attraverso un medium differente, la paziente e precisa costruzione musiva.

Completano l’installazione i costumi, realizzati per l’occasione e messi a disposizione del pubblico, che può così fare un’esperienza diretta dell’opera; ogni visitatore, infatti, invitato ad indossare ‘nuove vesti, diviene parte integrante della composizione, contribuendo a rivelare il dialogo continuo tra intelletto, gesto e fruizione artistica.

Il Pd ufficializza la nomina di Nicola Dalmonte come nuovo segretario provinciale

Si è svolta ieri  (5 dicembre) a Piangipane l’assemblea provinciale del Partito Democratico di Ravenna, che ha eletto Nicola Dalmonte nuovo segretario provinciale.
La sua candidatura è stata sostenuta unitariamente da tutti i circoli del territorio, si attendeva quindi l’ufficializzazione dell’incarico.

Dalmonte, 31 anni, è vicesindaco di Solarolo e già responsabile dell’organizzazione del PD provinciale. Nei prossimi anni guiderà la federazione con l’obiettivo di rafforzare la presenza del partito nelle comunità, nelle istituzioni e nei luoghi della partecipazione civica. In questa intervista ci ha raccontato le intenzioni che guideranno il suo mandato.
«Se davvero vogliamo che la democrazia torni a essere un valore universale dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che non bastano le procedure, non basta il voto, non bastano le istituzioni. Per essere universale, la democrazia deve garantire diritti e opportunità universali. E questa, oggi, è la sfida decisiva della sinistra – ha dichiarato il segretario –
La democrazia è credibile solo se offre a tutti un lavoro dignitoso, se ogni persona può avere una casa in cui vivere e se garantisce servizi pubblici forti e realmente accessibili: scuola, sanità, trasporti».

Il segretario ha confermato la volontà di proseguire lungo una linea di apertura, dialogo e collaborazione con il mondo dell’associazionismo, del lavoro, dell’impresa e del volontariato.Con questa elezione si conclude una fase di transizione guidata da Eleonora Proni che aveva temporaneamente ricoperto il ruolo dopo la nomina di Alessandro Barattoni a sindaco di Ravenna.

Si chiude la storia dello Sporting: al posto dello storico bar è in arrivo una farmacia

Si chiude definitivamente la storia di uno dei luoghi simbolo di Milano Marittima: la storica gelateria Sporting verrà riconvertita in farmacia. L’ultima gestione del bar è terminata nel settembre di quest’anno, dopo le ricerche iniziali di nuovi gestori per portare avanti l’attività il Corriere di Romagna in edicola oggi (6 dicembre) riporta che il locale della rotonda Primo maggio si prepara a diventare il nuovo punto vendita della catena “Lafarmacia”, attualmente collocato sull’altro lato della rotonda.
I lavori per il riallestimento degli ambienti inizieranno dalla prossima settimana.
La gelateria fu inaugurata nel 1962, da Giuseppe Montanari e Ennio Bezzi. Negli ultimi anni si sono succedute diverse gestioni, che hanno riprovato a ripotare la gelateria ai vecchi fasti dopo un tentativo di ricollocazione come ristorante.  

Prime in classifica, ma a rischio sparizione per mancanza fondi: il paradosso dell’Olimpia Teodora

Paradosso Olimpia Teodora. La squadra di pallavolo ravennate sta affrontando un campionato eccellente, con 8 vittorie su 8 e un solido primo posto in classifica nel girone B del campionato nazionale di B1, ma le gravi difficoltà economiche mettono a rischio il futuro della società, che rischia di non arrivare nemmeno a chiusura della stagione.

Della crisi societaria ne avevamo parlato per primi questa estate, raccontando il caso di una decina di allenatori del settore giovanile che lamentavano di non essere stati retribuiti per almeno metà della scorsa stagione (e la situazione, fino a pochi giorni fa, non è stata nel frattempo sanata).

Oggi invece è la squadra di B1 a metterci la faccia e a lanciare un appello di solidarietà: con un video diffuso sui social il tecnico Federico Rizzi e alcune giocatrici esprimono la loro preoccupazione per il futuro: «Stiamo sognando di portare il Ravenna in serie A – spiegano nel breve filmato -. Ci troviamo in seria difficoltà economica, con il rischio di non poter terminare la stagione. Aiutateci a continuare questa storia, noi siamo pronte a dare tutto».

La squadra (facendosi portavoce della società e in particolare del presidente Giuseppe Poggi) ha chiesto quindi aiuto alla città per far fronte alla crisi: esaurita l’esposizione personale del presidente, i fondi raccolti non sono stati sufficienti per coprire il budget annuo, fissato intorno ai 200mila euro. I termini di trasferimento sono in scadenza nelle prossime settimane e le atlete (senza compenso da mesi) potrebbero quindi scegliere di spostarsi altrove, disgregando così la squadra in corsa. A rischio anche la prosecuzione dell’attività giovanile, secondo quanto scrive il Carlino Ravenna.

Poggi non nasconde la preoccupazione per le prossime settimane. «Se a gennaio saremo ancora in queste condizioni, saremo obbligati a lasciare libere le giocatrici di accasarsi da altre parti. E dire che il nostro budget è molto basso: basterebbe davvero poco per proseguire nel modo migliore – spiega il presidente sulle pagine del Corriere Romagna -. Si parla di circa 200mila euro, mentre per chiudere il campionato ce ne servono 50mila. L’anno scorso abbiamo speso 40mila euro solo per l’affitto delle palestre, cifre impegnative considerando che alcune strutture sono anche datate».

Poggi ammette anche di aver scelto consapevolmente di partire nonostante le difficoltà, nella speranza di trovare sostegno in corso d’opera. «Forse ho sbagliato a rischiare, ma volevo dare un futuro a questa società. Ognuno potrebbe dare una piccola mano, dai tifosi alle aziende. Per la Serie A3 ce la possiamo fare sul campo: è sul piano economico che servono aiuti».

Ora, il caso passerà anche nelle mani del sindaco, nel tentativo di trovare una soluzione prima della scadenza prevista.

«Con lo Schiaccianoci torniamo tutti bambini in attesa di un miracolo»

Il 9, 10 e 11 dicembre la nuova stagione di danza del Teatro Alighieri di Ravenna si aprirà con la magia de Lo Schiaccianoci, affidato all’interpretazione del Balletto dell’Opera di Tbilisi diretto da Nina Ananiashvili. Dopo i nove sold out al Teatro Regio di Torino, l’acclamata produzione firmata da Ananiashvili e Alexey Fadeechev sulle coreografie originali di Petipa torna in Italia come simbolo della tradizione, con scene e costumi di Simon Virsaladze e Yuri Gegeshidze che danno vita al racconto di E.T.A. Hoffmann in un’atmosfera calda e luminosa. Un evento che porta a Ravenna una delle compagnie più amate del panorama internazionale. Nina Ananiashvili, raggiunta durante un tour internazionale a Taiwan, ci ha raccontato il suo punto di vista su questo atteso rientro italiano.

Lo Schiaccianoci inaugura la stagione di Ravenna, dopo il trionfo torinese. Che valore assume per lei tornare in Italia e aprire un cartellone con un titolo di così grande successo?
«Ogni esibizione in Italia è per noi una gioia immensa. Città meravigliose, che sono esse stesse capolavori, teatri d’opera straordinari, un pubblico colto e raffinato… Cosa si potrebbe desiderare di più? Siamo infinitamente grati al nostro produttore, il signor Roberto Giovanardi, che ci guida con sensibilità e attenzione in un Paese tanto esigente quanto affascinante per chi vi si esibisce».

Il vostro Schiaccianoci propone un classico di Petipa, firmato da lei e Alexey Fadeechev. Qual è stata la vostra chiave interpretativa, e come avete cercato di restituire la meraviglia e l’infanzia che abitano la partitura di Cajkovskij?
«Il nostro Schiaccianoci è assolutamente originale, per così dire, dal punto di vista coreografico. Non deriva, né somiglia ad alcuna produzione passata o presente. Ma naturalmente l’elemento fondamentale, lo spirito che vive nella musica di Cajkovskij, è pienamente presente. In ogni corpo adulto esiste un bambino che attende ancora con ansia un miracolo e guarda al futuro con speranza inesauribile».

Le scene di Simon Virsaladze e il design di Yuri Gegeshidze evocano un mondo di sogno, ma radicato in una memoria familiare. Quanto contano per lei l’immaginazione e la riconoscibilità culturale nel costruire una poetica visiva?
«Il balletto classico, di per sé, è pura immaginazione e pura poesia, perché ci è negata la parola. Il nostro grande connazionale Simon Virsaladze non solo ha creato per Lo Schiaccianoci uno scenario fiabesco, immediatamente riconoscibile e capace di suscitare meraviglia, ma vi ha anche impresso il codice genetico della cultura e delle tradizioni europee. L’esecuzione scenografica di Yuri Gegeshidze è esemplare».

Lo Schiaccianoci è un rito natalizio, ma anche una fiaba sulla crescita e la trasformazione. Qual è, secondo lei, il messaggio più attuale di quest’opera per lo spettatore contemporaneo?
«La famiglia, l’amore, la speranza, i sogni, il miracolo, la gentilezza e l’amicizia, l’immenso e meraviglioso mondo che ci attende con le sue scoperte».

Dirige il Balletto dell’Opera di Tbilisi da vent’anni, un traguardo importante. Come descriverebbe l’evoluzione della compagnia in questo periodo, e quali qualità distingue oggi i suoi danzatori?
«La compagnia ha attraversato tre fasi nel corso di ventun anni. La prima è stata quella dell’apprendimento del repertorio dei secoli XX e XXI: da Petipa e Bournonville a Fokine, Balanchine, Ashton e Kylián, fino a Ratmansky e Possokhov. Balanchine, Ashton e Kylián, fino a Ratmansky e Possokhov. Non solo ha imparato, ma ha padroneggiato questi linguaggi coreografici diversi e li ha fatti propri. La seconda fase è stata quella di formare un corpo di ballo di altissimo livello. Ora siamo quasi al termine della terza fase: affermarci con decisione come membri del “club” delle migliori compagnie europee. La quarta fase arriverà, ne sono certa, quando avremo un coreografo georgiano di fama mondiale: ma questo deve ancora accadere».

Lei è stata una delle più grandi interpreti del Novecento, dal Bol’šoj all’American Ballet Theatre. Come questa esperienza personale, vissuta ai massimi livelli internazionali, si riflette nel suo modo di trasmettere disciplina e libertà ai giovani danzatori?
«Ripeto costantemente ai miei danzatori che per arrivare al vertice del mondo della danza, o almeno a un livello professionale molto alto, esistono solo tre ricette: lavoro duro, durissimo, quotidiano; desiderio di imparare fino alla fine della carriera, umiltà. Una madre e un padre possono donare a una persona un corpo straordinario e una mente brillante, ma senza sangue, sudore e lacrime quei doni svaniscono in fretta. È come nel calcio: basta una partita sbagliata, e già ti fischiano. La libertà è sempre presente. Si può lasciare una compagnia che non si ama e cercarne un’altra più affine. Ma è fondamentale capire bene cosa si desidera davvero: essere parte del balletto classico o restare spettatori del successo altrui».

Il Balletto dell’Opera di Tbilisi è oggi un ambasciatore culturale del suo Paese. Quanto pesa, nella sua visione artistica, l’idea di rappresentare la Georgia nel mondo attraverso la danza?
«È la nostra raison d’être. Quando ci esibiamo all’estero, dobbiamo lasciare al pubblico non solo il piacere dato dal livello artistico della compagnia, ma anche la chiara consapevolezza che la Georgia non è “un Paese qualsiasi”: siamo la sponda orientale dell’Europa, con la nostra arte, la nostra cultura e le nostre tradizioni».

Un auspicio per il pubblico di Ravenna: cosa porterà con sé dopo aver assistito al vostro spettacolo?
«Che, nonostante la follia del mondo in cui viviamo, il futuro possa arrivare con una rinnovata fiducia nel codice culturale e spirituale europeo, nella famiglia e nell’amore».

Se dovesse descrivere in un’immagine lo spirito della sua compagnia oggi, quale sarebbe? Una parola, o un particolare che racchiuda la vostra identità e il vostro modo di vivere la danza.
«I danzatori che arrivano nella nostra compagnia – italiani, giapponesi, spagnoli, coreani, brasiliani, americani – queste ragazze e questi ragazzi meravigliosi, diventano quasi georgiani. Questo credo dica molto sul mio Paese e sulla nostra compagnia».

Ravenna, ultime due partite del 2025 al Benelli. Contro il Forlì si giocherà sabato pomeriggio

Domenica pomeriggio (7 dicembre, calcio d’inizio ore 17.30) il Ravenna capolista (a pari merito con l’Arezzo, ma con una partita in più) tornerà al Benelli, davanti ai propri tifosi, contro il Pontedera, terzultimo, per la sua penultima partita del girone d’andata (e del 2025) nel girone B del campionato nazionale di Serie C. Tre giorni dopo, mercoledì 10 dicembre, i giallorossi saranno di nuovo nel proprio stadio (calcio d’inizio ore 18) per sfidare il Renate nella gara (secca) valida per i quarti di finale della Coppa Italia di Serie C. Per entrambe le gare, le prevendite sono aperte.

L’ultima gara dell’anno sarà invece a Pesaro, contro la Vis, lunedì 15 dicembre (calcio d’inizio ore 20.30): una trasferta riservata solo ai tifosi giallorossi in possesso della Fidelity Card.

Nell’ultima giornata pre natalizia del campionato, invece, il Ravenna riposerà, in quanto avrebbe dovuto ospitare il Rimini, escluso dal campionato per i ben noti problemi finanziari.

La stagione dei giallorossi riprenderà quindi in gennaio, con il girone di ritorno. Sono stati resi noti i giorni e gli orari delle prime quattro giornate: si partirà il 4 gennaio a Campobasso (ore 14.30), poi il derby contro il Forlì in casa (sabato 10 gennaio alle 17.30), quindi la trasferta a Bra (domenica 18 gennaio ore 17.30) e il ritorno davanti ai propri tifosi contro il Guidonia Montecelio (sabato 24 gennaio ore 17.30).

Raccolta rifiuti, la protesta dei lavoratori Colas: «Contratto irregolare, danno da 170 euro al mese»

Le lavoratrici e i lavoratori di Colas Pulizie Locali di Ravenna, cooperativa associata al consorzio Ciclat, hanno scaricato dei sacchi di immondizia davanti alla sede dell’azienda nella zona artigianale Bassette come gesto simbolico di protesta per chiedere un inquadramento contrattuale che corrisponda alle effettive mansioni svolte nei servizi di igiene ambientale appaltati da Hera. Il presidio in via Romagnoli, organizzato dal sindacato Sgb, si è svolto nonostante la revoca imposta dalla commissione di garanzia dello sciopero. Al presidio si sono poi unite anche lavoratrici di Copura, impegnate nelle stesse mansioni.

I sindacalisti sostengono che la cooperativa ravennate, anche nell’incontro in prefettura, ha affermato che l’attività prevalente sia la raccolta di piccoli rifiuti come mozziconi, cartacce e fogliame utilizzando solo scopa e paletta. «Niente di più falso – si legge nella nota di Sgb –: gli operatori caricano il mezzo con i rifiuti dello spazzamento, caricano i sacchi dei cestini pubblici ricolmi di rifiuti, rimuovono e caricano i rifiuti abbandonati vicino ai cassonetti. E a fine servizio scaricano mezzi stracolmi».

Se questa è la giornata lavorativa, allora Sgb non ha dubbi nell’affermare che gli addetti allo spazzamento e raccolta rifiuti che utilizzano il mezzo per la raccolta e il conferimento sono da inquadrare al secondo livello: «Il sistematico sottoinquadramento causa un danno economico di oltre 170 euro al mese per ciascun lavoratore, che fatica così a raggiungere i 1200 euro mensili nonostante l’impegno gravoso».

Colas respinge le rivendicazioni in virtù di un accordo sottoscritto con Cgil, Cisl e Uil ma sempre contestato da Sgb «come una svendita dei diritti dei lavoratori e che oggi si rivela essere il lasciapassare per una palese violazione contrattuale finalizzata a contenere i costi dell’appalto Hera».

L’assemblea dei lavoratori ha dato mandato al sindacato per un nuovo sciopero a gennaio con un presidio sotto il municipio di Ravenna, «per chiamare in causa direttamente le istituzioni che hanno il dovere di vigilare sul rispetto del contratto in un appalto pubblico».

Progetto da 500mila euro dell’Unione dei Comuni per 33 nuove telecamere e 12 varchi stradali

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha ottenuto un finanziamento statale di 250mila euro per un progetto di ampliamento della rete pubblica di videosorveglianza dall’importo complessivo di quasi 500mila euro. Il progetto finanziato prevede l’ampliamento delle telecamere a Alfonsine, Bagnacavallo e Cotignola, attraverso l’installazione di 33 nuove telecamere e 12 varchi stradali per il riconoscimento delle targhe dei mezzi in transito. La collocazione delle telecamere è stata progettata in collaborazione con tutte le forze dell’ordine. Il finanziamento è arrivato grazie al piazzamento al 69esimo posto in graduatoria al bando 2025 del ministero dell’Interno dedicato al cofinanziamento di nuovi impianti.

  • Ad Alfonsine saranno installate 8 nuove telecamere (in piazza della Resistenza, via Spello, via Murri, via Duccio Galimberti, via Alcide De Gasperi, via Mameli, piazza Gramsci) e un nuovo varco all’incrocio tra via Rossetta e via Roma.
  • A Bagnacavallo gli interventi riguarderanno l’integrazione di 7 nuove telecamere in piazzale Baden-Powell, via Chiusa, via Ungaretti a Villanova, via Berti e via Battisti, più un varco per riconoscimento targhe in via Pieve Masiera.
  • A Cotignola saranno implementate infine 18 telecamere (in piazzale della Pace, al villaggio Kennedy, nell’area dell’asilo di Cotignola, in via Marconi, al teatro Binario, in piazza Vittorio Emanuele II, nel parcheggio del supermercato di corso Sforza, al parco della Resistenza, nel piazzale della farmacia, presso la casa della salute, nel parcheggio del mercato, presso le poste) e dieci varchi (in via Ponte Vallo, in via San Severo, sulla Sp 62, in via Pilastro, presso il centro abitato di Barbiano, in via Ponte Pietra, sulla Sp 19, in via X Aprile).

Sfruttando l’infrastruttura in fibra ottica (rete Lepida) che collega le sedi comunali, le reti metropolitane presenti in tutti i capoluoghi e altri collegamenti in banda ultra larga realizzati con specifici progetti comunali, l’Unione della Bassa Romagna ha realizzato nel 2013 un progetto di integrazione dei diversi sistemi di videosorveglianza già presenti nei nove territori. Il risultato è un unico sistema centralizzato, tecnicamente gestito dal Servizio innovazione tecnologica (Sit) e monitorato quotidianamente dal comando di Polizia locale, entrambi facenti capo all’Unione della Bassa Romagna. Attualmente il sistema conta oltre 360 telecamere connesse in tempo reale su tutto il territorio, per più di 500 ottiche, a servizio di un territorio di 480 km quadrati e una popolazione complessiva di 102mila abitanti.

Nell’ambito del progetto sono stati collegati in fibra ottica e dotati di opportune attrezzature anche il commissariato della polizia di Stato e il comando di compagnia dei Carabinieri di Lugo, in modo da rendere tutte le forze dell’ordine autonome nella consultazione e nella estrapolazione di immagini utili a eventuali indagini.

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