giovedì
11 Giugno 2026

Cervia, gare concessioni balneari: nominati 5 commercialisti per le perizie

Il Comune di Cervia ha avviato ufficialmente le procedure per predisporre i bandi degli stabilimenti balneari. Con una Pec inviata mercoledì 10 giugno a tutti i concessionari della città, l’amministrazione comunale ha reso noto che sono stati nominati i cinque commercialisti previsti dalla normativa italiana per elaborare le perizie asseverate delle imprese balneari. La nomina è imposta dalla legge 143/2024 del governo Meloni (“decreto Infrazioni”), che obbliga ogni Comune a individuare cinque professionisti indipendenti e iscritti all’Ordine dei commercialisti per occuparsi delle perizie economiche sulle concessioni demaniali marittime.

Secondo quanto riportato nella Pec, a ogni concessione sarà assegnato un commercialista estratto a sorte. L’estrazione dovrebbe avvenire lunedì 15 giugno; dopodiché i professionisti inizieranno a calcolare le perizie asseverate. Le procedure selettive dovrebbero partire entro il 1° ottobre 2026 per le concessioni che non dovranno ricevere indennizzi ed entro il 31 dicembre 2026 per quelle su cui i commercialisti avranno calcolato gli indennizzi. Questi saranno a carico dei nuovi gestori, in caso di passaggio del titolo. Le riassegnazioni delle concessioni dovranno essere concluse entro il 30 giugno 2027, secondo quanto previsto dalla legge 143/2023, ma gli attuali concessionari potranno continuare a operare fino al 30 settembre 2027.

Lo scorso dicembre il Comune di Cervia aveva approvato una delibera sulle linee guida per le concessioni balneari. Oltre a indicare le modalità per riassegnare i 289 titoli sul territorio, la delibera affermava che gli uffici competenti avrebbero dovuto approvare i bandi «entro il 31 maggio 2026» e pubblicarli subito dopo. Tuttavia è probabile che le improvvise dimissioni della giunta di Mattia Missiroli, avvenute pochi giorni dopo l’approvazione della delibera, abbiano fatto allungare i tempi. Inoltre, come molti altri Comuni costieri, anche Cervia attendeva l’elaborazione del “bando tipo” da parte del Ministero delle infrastrutture che avrebbe dovuto essere approvato entro il 31 marzo scorso, ma di cui ad oggi non si sa nulla.

I bandi di Cervia riguarderanno tutte le concessioni di demanio marittimo esistenti sul litorale, che comprendono 216 stabilimenti balneari pubblici, 44 stabilimenti balneari a uso privato delle colonie, 7 concessioni relative a scuole di vela e noleggi di piccole imbarcazioni, 5 negozi, 3 ristoranti, 3 uffici, 2 piscine, il cantiere nautico sulla darsena di Milano Marittima, il traghetto che attraversa il portocanale, un ormeggio, un giardino e cinque concessioni “non assegnate”. Per tutti i titoli da riaffidare, gli uffici municipali hanno predisposto le schede tecniche con gli elementi catastali, le planimetrie e le pratiche edilizie. La perizia asseverata è l’ultimo tassello mancante per la documentazione da allegare ai bandi, che dovrà includere l’entità degli indennizzi sugli investimenti non ammortizzati ed effettuati negli ultimi cinque anni.

Oltre a Cervia, in riviera romagnola tra i primi a muoversi c’è anche il Comune di Rimini. Sempre mercoledì 10 giugno l’amministrazione del capoluogo balneare ha pubblicato nel Bollettino ufficiale regionale il bando per le prime 27 concessioni di spiaggia, che riguardano il litorale nord nella località di Viserba. Si tratta di aree destinate solo agli ombrelloni, senza alcun manufatto alle spalle. In questo tratto di costa, infatti, gli stabilimenti balneari insistono su terreni privati e pertanto non devono andare a bando secondo la direttiva Bolkestein. È probabile che il Comune di Rimini abbia deciso di partire da queste concessioni come una sorta di test, in quanto si tratta delle procedure più semplici e meno appetibili per la concorrenza.

Lunghe attese al pronto soccorso, il primario Strada: «C’è chi scarica un film su Netflix prima di entrare»

La metà delle persone che accedono al pronto soccorso dell’ospedale di Ravenna non dovrebbe farlo perché ha bisogni di salute che non competono a un reparto di emergenza, sono i cosiddetti “accessi inappropriati”. Lo hanno detto oggi, 11 giugno, il primario del reparto di Ortopedia dello stesso ospedale, Alberto Belluati, e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, in occasione della presentazione del completamento dell’ampliamento del Ps del Santa Maria delle Croci. Una spesa di 9,4 milioni di euro per aggiungere 1.500 mq e arrivare a 4mila totali per avere più spazi per 85mila accessi all’anno.

Il primo riferimento numerico è dato dai residenti nel distretto di Ravenna che comprende il comune capoluogo, Russi e Cervia: 197mila persone (la metà della provincia). L’ospedale di Ravenna ha 530 posti letto e nel 2025 ha accolto 23mila ricoveri, di cui il 64 percento inviato dal pronto soccorso. I dati diffusi dall’Ausl dicono che nel 2025 i codici rossi del Ps di Ravenna sono stati il 4 percento degli accessi, mentre il 53 percento è fatto da codici bianchi e codici verdi, cioè i meno gravi. Il resto della fotografia è dato dal 36 percento di azzurri differibili e dall’8 percento di arancioni urgenti. Sommando rossi e arancioni si arriva circa 10mila persone.

De Pascale ha parlato di un «50 percento di accessi inappropriati» e ha voluto sottolineare la differenza nella percezione del livello di assistenza del Ps in base alla gravità della condizione con cui si deve fare i conti: «Cambia molto se si arriva al pronto soccorso in pericolo di vita o non in pericolo di vita». Più volte in passato l’ex sindaco di Ravenna ha ricordato di dovere la propria vita alla qualità della sanità in Emilia-Romagna: nel gennaio 2011, quando aveva 25 anni, finì in coma dopo un incidente stradale.

Belluati, primario di Ortopedia, nel suo intervento non ha usato mezzi termini: «A mio avviso la metà di chi si presenta al pronto soccorso non dovrebbe essere lì, perché ha bisogni che possono essere trattati altrove o con altri tempi». A margine dell’incontro, il medico è entrato maggiormente nel dettaglio: «Al Ps arrivano persone con piccole ferite che sarebbero medicabili anche a casa». Per Belluati è un tema da affrontare a monte: «Dobbiamo educare i cittadini, dobbiamo spiegare l’uso corretto dei servizi sanitari del territorio e raccontare la qualità dei nostri reparti. Non lo sta facendo nessuno e questo è una mancanza».

Le attese di ore al pronto soccorso – che in alcuni casi riportati dalla cronaca locale si sono protratte anche oltre le 24 ore – sono un dato di fatto ormai consolidato a conoscenza anche dei veritici dell’Ausl: «Ci sono persone che scaricano un film su Netflix prima di arrivare – ha detto Andrea Strada, primario del reparto Ps – e lo guardano mentre aspettano in sala di attesa».

Secondo Strada è ovvio che in Ps ci siano patologie non urgenti: «Rispondiamo a bisogni differenti, anche a quelli cogenti di chi è impossibilitato, purtroppo, a trovare risposte altrove e viene da noi sapendo che deve aspettare. Il pronto soccorso è diventato un posto di protezione sociale che tratta anche casi di disagio psichico-comportamentale acuto, povertà sociali, marginalità, persone migranti».

A Russi il lunedì sera è “Dire Fare Creare”: intrattenimento per famiglie e mercatini per le vie del centro

Esercenti, amministrazione e cittadini si uniscono per animare le vie del centro di Russi, con il ritorno della rassegna estiva “Dire, fare creare”: quattro appuntamenti tra giugno e luglio con musica, mercatini e laboratori per tutta la famiglia.

Il 22 e 29 giugno e il 6 e 13 luglio i negozi e bar del centro resteranno aperti fino a mezzanotte mentre alcuni locali come La Furzena” (Corso Farini 21) o “Il Diavolo delle Carni – La Bottega” (Piazza Farini 14) proporranno menù dedicati e specialità alla griglia.  Durante tutte le quattro serate, lungo Corso Farini, è previsto anche il Mercatino dei bimbi, dove i più piccoli potranno vendere, acquistare o scambiare giocattoli (prenotazione postazione al Civico.66 – tel. 348 235847 oppure da Sabri Bebé tel. 366 3158863).

Programma 

Lunedì 22 giugno al Bar Porta Nova (Corso Farini 108) si esibirà Gea&Guitar, mentre al Bar Centrale (Piazza Dante 3) l’acoustic duo di Sara e Rosty. Lungo corso Farini troveranno invece spazio le bancarelle del mercatino dei bimbi e di quello dell’artigianato. Da Non solo pixel (corso Farini 71) sarà possibile partecipare alla sessione fotografica della propria iride a un prezzo speciale, con stampa inclusa. Civico 66 (corso Farini 66) offrirà invece consulenze di stile gratuite con Cinizia Piscitelli per trovare gli outfit più adatti alla propria personalità. Per quanto riguarda i laboratori, si va dalla decorazione di mattoncini (via Garibaldi 146) da donare  in occasione dell’iniziativa “Russi in Bricks per Giacomo” alla pasta fatta in casa (Furzena, corso Farini 21). Non mancheranno l’area giochi (corso Farini 118), il Magiomolab al civico 120, tra disegni e fantasia e il laboratorio di cucito delle Sartine di Manu.
Il 29 giugno al bar Porta Nova sarà la volta di Aguaplano (Jader Nonni e Vittorio Bonetti Italiani Cantautori) mentre al Bar Centrale Old n.6. Tornano il mercato dei bimbi, dell’artigianato e la possibilità di fotografare l’iride, mentre da Civico.66 sarà possibile fare un test cromatico gratuito (prenotazione al 348 2358472). Anche in questa data, i laboratori comprenderanno decorazione di mattoncini, pasta fatta a mano, cucito, creatività e area giochi.

Lunedì 5 luglio l’esibizione al Bar Porta Nova diOld Stories, il progetto di folk americano-storytelling di Jader Nonni e Andrea Camprincoli. Il Bar Centrale ospiterà invece Carlo e Fiorenza. Tornano poi i mercatini e tutti i laboratori. Lunedì 13 la rassegna si chiude con il live di Daniela Peroni & Simone Rosty al Porta Nova e l’esibizione dei Wilde Angels _ School of Country Romagna al Centrale. Come per tutte le altre date, restano confermati laboratori, mercatini e occasioni di incontro e convivialità

Brisighella si unisce al ricorso al Tar contro la riforma: «Affrontiamo gli stessi problemi dei comuni montani»

A seguito della nuova classificazione dei comuni montani, che con il Dpcm del 20 febbraio scorso esclude numerosi enti locali dalla qualifica (con possibili ripercussioni sull’accesso a misure di sostegno, finanziamenti dedicati e strumenti di sviluppo) anche il comune di Brisighella ha aderito al ricordo al Tar.

Il comune ravennate, infatti, fa parte della lista degli esclusi e l’amministrazione ritiene che la nuova disciplina presenti «elementi di criticità, in quanto fondata prevalentemente su parametri geomorfologici quali altitudine e pendenza, senza un adeguato riconoscimento delle condizioni socio-economiche, demografiche e territoriali che caratterizzano molte realtà dell’Appennino e delle aree interne».

Nonostante l’altitudine moderata, Brisighella è un territorio che continua a confrontarsi quotidianamente con le sfide tipiche della montagna e della collina interna, «come lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione, la necessità di garantire servizi essenziali ai cittadini e la tutela di un patrimonio ambientale e paesaggistico di grande valore – spiega il sindaco Massimiliano Pederzoli -. L’adesione al ricorso rappresenta un atto di tutela istituzionale nell’interesse della comunità locale. Continueremo a seguire gli sviluppi della vicenda, mantenendo alta l’attenzione sulle opportunità e sugli strumenti necessari a sostenere il futuro del territorio e delle comunità che lo abitano».

Il Summer Festival torna a Lido di Classe per un’estate da vivere in famiglia, tra burattini, musica e “giochi di una volta”

A Lido di Classe l’estate è una stagione di divertimento per tutta la famiglia: torna anche quest’anno il “Summer Festival”, con un calendario di eventi gratuiti dal 12 giugno al 23 agosto.
«Anche quest’anno abbiamo costruito un programma pensato per coinvolgere pubblici diversi e valorizzare il carattere accogliente della nostra località – ha dichiarato Cristina Garoia, presidente del Comitato Cittadino di Lido di Classe –. Il Festival rappresenta un’importante occasione di incontro e socialità, oltre a un elemento distintivo dell’offerta turistica del lido».

Gli appuntamenti sono in programma lungo Viale Caboto, con una proposta che alterna spettacoli per bambini, teatro dei burattini, letture animate, artisti di strada, giochi tradizionali e concerti dal vivo. Tra gli eventi di maggiore richiamo, anche i concerti dei Moka Club, dei Magic Queen, di Margò 80 e della Max Pezzali Tribute Band, affiancati da spettacoli, performance busker e iniziative culturali. Non mancheranno i giochi di una volta di “Nonno Banter”, e gli spettacoli di teatro di figura che richiamano i personaggi contemporanei più amati dai più piccoli come i “Super Pigiamini”, Bing o George. Uno degli appuntamenti più attesi sarà come sempre quello di lunedì 10 agosto, quando il cielo della Riviera si illuminerà con il tradizionale spettacolo pirotecnico alla Foce del Fiume Savio in occasione della Notte di San Lorenzo (a questo link il calendario completo della rassegna). Gli spettacoli per i più piccoli inizieranno alle 20.45 mentre i concerti sono in programma alle 22.

«L’obiettivo è quello di offrire un calendario capace di unire qualità, partecipazione e intrattenimento – ha spiegato Andrea Sansovini, direttore artistico della manifestazione e titolare di Top Service – Il Summer Festival è il risultato di una collaborazione consolidata tra istituzioni, operatori turistici, sponsor e realtà del territorio che condividono la volontà di rendere Lido di Classe sempre più attrattiva durante la stagione estiva».

Il Festival è promosso dal Comitato Cittadino di Lido di Classe con il patrocinio del Comune di Ravenna. Ad arricchire l’offerta estiva della località tornano inoltre i mercatini di Viale Caboto, in programma dal 15 giugno al 26 agosto: il lunedì dedicato ai creativi dell’ingegno, il mercoledì al vintage e il venerdì ai prodotti del Mercato Coldiretti.

Il pronto soccorso si allarga di 1.500 mq, ma mancano 8 medici e 7 infermieri

Si sono conclusi i lavori per l’ampliamento degli spazi del pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. L’inaugurazione, alla presenza delle autorità locali e dei vertici dell’Ausl Romagna, si è svolta stamattina, 11 giugno, al termine di un cantiere durato quattro anni, eseguito senza mai interrompere l’attività ospedaliera.

Il costo totale è 9,4 milioni di euro, di cui 2,5 finanziati dallo Stato e il resto da Regione e Ausl Romagna. Il reparto guadagna 1.500 metri quadrati, raggiungendo una superficie complessiva di 4mila mq (di cui 300 per la cosiddetta camera calda dove accedono utenti e ambulanze), per far fronte a circa 85mila accessi annui (dato del 2025, in calo del 5,6 percento rispetto al 2024).

I cambiamenti in sintesi:

  • da 14 a 32 posti dedicati alla media complessità;
  • da 8 a 12 letti per l’osservazione breve intensiva (Obi);
  • da 3 a 4 postazioni nell’area codici rossi;
  • da 100 mq a 200 per l’area di attesa per i pazienti in barella;
  • aree separate di attesa dedicate a ortopedia e codici minori;
  • separazione dei percorsi tra pazienti ad alta gravità e quelli a bassa gravità e dai soggetti con rischio infettivo;
  • valorizzazione dell’illuminazione naturale e uso di colori rilassanti nelle nuove sale d’attesa per la ricerca di una maggiore umanizzazione degli spazi, nella convinzione che «l’architettura del pronto soccorso – scrive l’Ausl – incide sull’ansia di chi aspetta».

 

La nuova organizzazione dei flussi resa possibile dalla realizzazione di:

  • area bassa intensità posizionata in adiacenza all’ingresso e separata dal resto dell’attività, dotata di tre ambulatori, di cui uno dedicato alla pediatria, area attesa barellati dedicata oltre che ambulatorio per piccola chirurgia;
  • area infetti dedicata;
  • area diagnostica dedicata che evita i flussi dei percorsi verso la radiologia;
  • area di lavoro del personale dedicata e riservata;
  • alta flessibilità funzionale e impiantistica che permette un uso progressivo delle aree anche in prospettiva di eventi infettivi.

 

Gli insegnamenti del Covid
L’opera è nata all’interno del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera per l’emergenza Covid-19. La pandemia ha lasciato insegnamenti. Di conseguenza sono state create aree e stanze di isolamento che possono essere messe a pressione negativa e aree ad alta tecnologia per le emergenze vitali (shock room) per gestire qualsiasi scenario futuro in sicurezza.

Entro il 2027 l’area per la Tac
L’ultimo step riguarderà il completamento dell’area destinata ad accogliere una Tac e una nuova tecnologia per le indagini radiologiche da dedicare ai pazienti del Ps. Questo intervento, inizialmente sospeso per motivi finanziari legati al noto aumento dei prezzi dei materiali, è stato ora sbloccato grazie a nuovi fondi stanziati dell’Ausl: «Si procederà alla progettazione e all’affidamento dei lavori da completarsi nel 2027».

La carenza del personale

Aumentano gli spazi, ma permane la carenza di personale che i vertici dell’Ausl attribuiscono da tempo alla difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Rispetto alla pianta organica teorica, mancano 8 dei 27 medici previsti e 7 dei 74 infermieri. Gli infermieri saranno assunti a breve (in totale 84 nuove assunzioni su Ravenna da un totale di quasi 800 per tutta la Romagna), mentre per i medici continua la difficoltà di reperire il personale. L’Ausl Romagna dovrebbe averne 190 nei pronto soccorso: ne mancano una trentina, distribuiti tra Ravenna, Lugo e Riccione.

Dal 2020 sono stati banditi 26 concorsi e le poche candidature non hanno permesso di colmare le uscite per pensionamenti o trasferimenti. Anche per questo il direttore generale dell’Ausl, Tiziano Carradoni, ha di nuovo inviato un messaggio allo Stato per ribadire la necessità di rendere più appetibile dal punto di vista economico l’incarico dei medici di emergenza.

Gli assessori di Boschetti: età media 52 anni, due conferme, un rientro dal passato e due novità

Il neo eletto sindaco di Cervia, Mirko Boschetti, ha presentato gli assessori che compongono la sua giunta comunale (in totale 5, come previsto dalla normativa per i comuni compresi fra i 10mila e i 30mila abitanti).

Si tratta di tre uomini e due donne, età media 52 anni (Boschetti ne ha 32), due conferme dalla squadra di Missiroli di cui faceva parte anche lo stesso Boschetti come assessore, un ritorno di un ex assessore e due novità di cui una è un profilo tecnico.

Mirko Boschetti, sindaco, 32 anni
Laurea Magistrale in Giurisprudenza. Assessore nella giunta precedente 2024-2026 e già segretario del Partito Democratico di Cervia. E’ stato collaboratore al Parlamento Europeo negli uffici della Presidenza della Commissione ECON (Economic and Monetary Affairs Commitee) e ha lavorato nella Provincia di Ravenna nel Gabinetto di Presidenza.

Deleghe: sicurezza e polizia locale, protezione civile, politiche sulla casa, politiche della salute, porto, ambiente e comunicazione.

Giovanni “Gianni” Grandu, vicesindaco, 68 anni
Laurea in Scienze Sociologiche. Assessore nelle legislature 2009-2014 e 2014-2019, Presidente del Consiglio comunale 2019-2024, Assessore nella Giunta precedente 2024-2026.

Deleghe: sport e impianti sportivi, marketing territoriale, gemellaggi, welfare e servizi sociali, rapporti con il terzo settore e immigrazione, volontariato, benessere degli animali, servizi demografici, supporto relazioni e attività istituzionali.

Federica Bosi, 45 anni
Laurea in Beni storico-artistici e musicali. Consigliera comunale  nella legislatura 2019-2024 e Assessora nella Giunta precedente 2024-2026.

Deleghe: turismo, attività produttive, cultura, pari opportunità e politiche di genere, politiche europee ed internazionali, mobilità e trasporti.

Samuele De Luca, 39 anni
Laurea in Giurisprudenza. Avvocato libero professionista. Consigliere comunale nella legislatura 2019-2024, Presidente del Consiglio comunale nella legislatura 2024-2026.

Deleghe: demanio, patrimonio, urbanistica, edilizia, tradizioni e identità, affari legali e generali.

Morena Parrucci, 56 anni
Libera professionista, esperta in consulenza manageriale, aziendale e bancaria. Presidente del Consiglio d’Istituto IC3 dal 2017 al 2020, Presidente del Consiglio di Zona Malva Nord-Terme dal 2024 al 2026.

Deleghe: bilancio, tributi, partecipate, saline, personale e risorse umane.

Cesare Zavatta, 52 anni
Laurea in Scienze Politiche. Consigliere comunale capogruppo PD nelle legislature 2009-2014 e 2014-2019, assessore dal 2020 al 2024.

Deleghe: lavori pubblici, riqualificazione impianti sportivi, viabilità, manutenzione e decoro, verde, sostenibilità ambientale e Cervia città giardino, politiche educative, pace e cooperazione internazionale, partecipazione del cittadino.

Bosi, De Luca, Zavatta appartengono al Pd, erano candidati nelle liste per il consiglio comunale e sono stati i più votati quindi lasceranno il seggio ai primi non eletti: Paolo Pambianco, Walter Turci e Caterina Seganti. Anche Grandu era candidato ed è stato il più votato e unico eletto della lista Per Cervia: al suo posto in consiglio Alberto Donati.

«I musei non conservano cenere, custodiscono il fuoco»

100 anni di Museo Baracca. A Lugo si festeggia il centenario del luogo che trasmette la storia e la memoria dell’aviatore Francesco Baracca, morto in combattimento durante la Prima Guerra Mondiale: mostre, spettacoli ed eventi (il calendario a questo link) per ricordare il 16 giugno 1926, giorno di apertura dell’istituzione che ancora oggi narra uno dei protagonisti della storia locale e nazionale. Abbiamo intervistato il direttore Massimiliano Fabbri.

Come nasce il museo? Quali sono i primi momenti della sua storia?
«Fu inaugurato il 16 giugno 1926, partendo da quanto aveva conservato innanzitutto lo stesso Baracca quando era in vita e poi dalla sua famiglia, in particolare la madre: cimeli, pezzi di aerei abbattuti, oggetti e lettere che raccontassero la Grande Guerra, il volo, Baracca stesso. Lui era da subito diventato conosciuto, siamo in un’epoca in cui gli aviatori giocano un ruolo fondamentale, danno fiducia agli uomini al fronte e i suoi 34 abbattimenti, un record tutt’oggi ineguagliato, risuonavano lontani sul Carso. La madre si fa poi tramite della sua memoria, nel 1924 dona a Enzo Ferrari il cavallino rampante nero (che Baracca prende dallo stemma del Piemonte Reale), la famiglia lascia casa Baracca al Comune di Lugo per renderla uno spazio di memoria, ricerca, aggregazione, tutt’intorno alla leggenda che nel frattempo l’ereo di guerra era diventato; anche se il museo si sposterà lì solo nel 1993 (dalla prima sede nella Rocca estense, ndr)».

Quale elemento della sua memoria è importante ricordare? Com’è stato usato per propaganda e iconografia dal regime fascista?
«La collezione Baldini di più di 2mila cartoline sulla Grande Guerra e i primi decenni del ‘900 in Italia, continuata oggi dallo scrittore Eraldo Baldini, nipote, racconta bene questo fenomeno. Baracca veniva disegnato e rappresentato in un momento in cui l’analfabetismo ancora dilagava, per infondere sicurezza nello sforzo bellico. Sabato 13 giugno inauguriamo una mostra di aeropittori futuristi, Baracca è ritratto da diversi di loro. Noi riportiamo un mito, una storia di martiri: è morto a 30 anni, in guerra, volando, fu raccontato nell’orazione funebre di D’Annunzio come un ubermensch nietzschiano, un uomo macchina tutt’uno con l’aria e la terra. È divenuto quindi un elemento propagandistico dopo la guerra per il regime fascista e la retorica razional-futurista su cui si basava. La sua statua bronzea qui a Lugo fu inaugurata nel 1936 dal regime, opera di Domenico Rambelli. Dà vita forse all’unica piazza metafisica d’Italia, con la Rocca, il porticato, i 27 metri di ala rivestita in travertino alle sue spalle, un quadro di De Chirico che prende forma. Lui non era però una figura divisiva, dalle lettere lo si evince, è chiaro che la sua immagine e il suo ricordo sono state usate per anni per diversi scopi, ma molte volte se ne fa un racconto non accurato».

Arte e guerra, che rapporto hanno in lui? Cosa lo muoveva al fronte?
«Lui è figlio di una famiglia aristocratica alto borghese, suo padre grande commerciante di vino con molti terreni, sua madre Contessa. La sua educazione è umanistica, frequenta il liceo classico a Firenze, gode di un privilegio che gli permette di conoscere il mondo e le nuove tecnologie. Il suo brevetto di volo civile lo consegue in Francia a Reims, nel 1913 in Italia prende quello militare, rimane però appassionato di musica, suona il violoncello; alcune parti di certe sue lettere richiamano dei tratteggi alla Goethe nelle descrizioni dei paesaggi, delle giornate, quando è nelle grandi città sta bene. Non era un interventista, ma voleva partecipare alla guerra italo-turca del 1911 in Libia, e durante la Prima Guerra Mondiale, dopo il 30esimo abbattimento, scrive di essere in vena di spazzare il cielo. Non è un uomo piatto, i due elementi trovano spazio nella sua vita, non certamente però in egual misura».

Chi è il pubblico di oggi di un Museo dedicato a lui?
«Il nostro è un museo con tante direzioni, una parte dedicata alla sua vita, un’altra alla memoria. La platea quindi è eterogenea, appassionati di storia, tecnologia, aviazione, automobilismo.

Quanti visitatori ci sono ogni anno?
«Circa 10mila, ma potrebbero essere di più: non abbiamo spazi per mostre temporanee, ci appoggiamo per esempio alle Pescherie della Rocca, ma ci stiamo lavorando. Sabato presenteremo un primo restauro di una parte, in stile Art Nouveau, della sede del museo, proprio per cercare di ampliare le nostre capacità espositive».

Come evolverà il concetto di museo in un mondo sempre più artificiale?
«Un museo prima di tutto è luogo dove nascono domande, un occhio guarda al passato, uno al futuro. Sono gli oggetti e le persone a raccontare storie, in modo concreto, lontano dall’artificiale, e sono le storie stesse a tenere tutto insieme. Cerchiamo una dimensione di stupore e meraviglia, una sorta di wunderkammer che sia in grado di parlare a più epoche. I musei non conservano ceneri, custodiscono il fuoco».

Il coreografo da milioni di follower al Ravenna Festival con il suo spettacolo cult in prima italiana

È un mosaico ipnotico di braccia, mani, volti che si muovono in assoluta sincronia. Decine di performer diretti come corpo unico in un’incalzante marea di danza dal coreografo francese Sadeck Berrabah. Lo spettacolo, seconda puntata di un format di enorme successo, fa tappa esclusiva in prima italiana al Ravenna Festival – venerdì 12 giugno, alle 21.30 al Pala De André – e nel suo titolo contiene l’ispirazione originale. Murmuration, infatti, è una parola inglese che richiama il fruscio di migliaia di ali che battono all’unisono e sintetizza così le armoniche formazioni che gli uccelli creano nel cielo. Spunto folgorante per Berrabah che ha ripreso quelle eleganti traiettorie aeree in un linguaggio inedito mescolando hip-hop, arti marziali e danza. È così che ha conquistato milioni di follower sul web e catturato l’attenzione di star come Shakira, che lo ha ingaggiato per il video Don’t Wait Up, o quella di Chris Brown e dei Black Eyed Peas. Berrabah ha siglato con le sue ammalianti coreografie anche la cerimonia di passaggio delle Olimpiadi da Tokyo a Parigi nel 2024, conquistando definitivamente una fama mondiale.

«La mia danza – ha detto il coreografo in una recente intervista – è un antidoto alla pesantezza del nostro tempo che impedisce connessione e unità tra la gente». È stata, a suo tempo, anche la via d’uscita per Berrabah da un’adolescenza inquieta quasi da “ragazzo di strada”. Oggi Sadeck Waff, il suo nome d’arte, è tornato su binari sereni, recuperando legami familiari: il fratello Adel firma con la sigla TRex le sonorità dei suoi spettacoli, un mix elettronico trascinante di ritmi breakbeat e dubstep. Accanto a Sadeck sul web compare spesso anche la figlia adolescente Neylia, mentre duetta con lui nello sfarfallante disegno di braccia e mani diventato la sua inconfondibile cifra stilistica. Alle audizioni per i suoi spettacoli si sono presentati in centinaia da tutta Europa, pronti a mettersi in gioco con le sue direttive di coordinazione, energia e connessione. «Li invito – dice ancora Sadeck – a immaginarsi all’interno del Cubo di Rubik con quadrati che si aprono sopra, sotto, di lato. Quando hanno compreso questo concetto, li spingo a visualizzarsi in sincronia con altri cento Cubi di Rubik». È allora che sono pronti a danzare in coro in questi affreschi escheriani dal respiro universale che in Francia, con il tour di debutto, hanno conquistato più di trecentomila spettatori.

Biglietti: da 22 a 40 Euro (ridotti da 20 a 36); under 18: 5 Euro

Grazie a Start Romagna, navetta gratuita per lo spettacolo con due partenze dalla stazione ferroviaria (20.10, 20.50) e ritorni

La comunità sul palco. Lido Adriano e il destino comune

Mentre le immagini della guerriglia urbana a sfondo razzista a Belfast mostrano strade incendiate e cacce all’uomo alimentate dall’estrema destra, e mentre nei salotti televisivi italiani si dibatte di confini, “remigrazioni” e identità esclusive, dal litorale ravennate arriva un segnale di segno opposto. Al Cisim di Lido Adriano ieri sera (10 giugno) ha debuttato Viaggio in Occidente, una produzione del Grande Teatro di Lido Adriano inserita nel programma del Ravenna Festival. L’opera è un riadattamento, curato dal drammaturgo Tahar Lamri (qui l’intervista di Federica Angelini), del celebre romanzo del XVI secolo Viaggio in Occidente, pietra miliare della letteratura classica cinese. La trama originale narra l’epopea del monaco buddhista Tang Sanzang nel suo viaggio verso l’India – l’ovest – alla ricerca dei testi sacri, protetto da tre discepoli leggendari Sun Wukong (Re Scimmia), Zhu Bajie (Maiale) e Sha Wujing (Monaco Sabbia) a cui la tradizione attribuisce, rispettivamente, l’indole geniale e irrequieta, l’impulsività e la fiducia. Un viaggio che rappresenta un percorso interiore di elevazione spirituale, di autodisciplina e di cammino verso l’illuminazione buddhista.

Nella riscrittura andata in scena ieri sera, quel cammino millenario conserva la sua originaria tensione all’elevazione spirituale, ma si trasforma al contempo in una metafora contemporanea: il viaggio non è più solo uno spostamento geografico, ma un percorso intimo e politico di trasformazione e incontro tra culture apparentemente lontane. La regia di Luigi Dadina, la direzione artistica condivisa con Lanfranco “Moder” Vicari, l’aiuto regia e collaborazione artistica di Spazio A Teatro con Camilla Berardi, Marco Montanari, Marco Saccomandi, la direzione organizzativa e logistica curata da Federica Francesca Vicari, la scenografia di Nicola Montalbini, hanno tradotto la teoria in prassi teatrale, portando sul palco oltre 130 cittadine/i-attrici/attori. Il coro, composto da residenti di un’età compresa tra i 4 e gli 86 anni insieme a giovani e rifugiati del territorio, è il risultato di otto mesi di laboratori comunitari. Sulle partiture musicali composte da Francesco Giampaoli, le diverse voci e generazioni si sono fuse in un unico corpo scenico, annullando distanze anagrafiche e linguistiche. Il debutto di Viaggio in Occidente supera la dimensione del puro evento artistico assumendo precisa valenza civile. Laddove il dibattito pubblico tende a strumentalizzare le paure sociali, la pratica del teatro di comunità del Cisim ha dimostrato, ancora una volta, che la convivenza interculturale è una realtà concreta e già operativa. Questa riscrittura scenica mi ha ricordato il nucleo teorico del concetto di “comunità di destino” di Edgar Morin. Come teorizzato dal filosofo francese da poco scomparso, una “comunità di destino” non si definisce attraverso l’omogeneità dei suoi membri o una presunta purezza delle origini, ma si fonda sulla capacità di connettere e far coesistere le differenze nello spazio comune del pianeta che li ospita: l’esperienza corale di ieri sera ne ha dato forma visibile.

Le repliche di “Viaggio” in Occidente proseguono al Cisim fino al 14 giugno.

Nuovo impianto di climatizzazione all’Opera Santa Teresa: ambienti più freschi per dormitorio e Casa della Carità

È stato completato ed è già operativo il nuovo impianto di climatizzazione al terzo piano dell’Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna, dove trovano accoglienza gli ospiti del dormitorio “Cardinal Ersilio Tonini” e della Casa della Carità “Don Angelo Lolli”. L’intervento consentirà di affrontare il periodo estivo con ambienti raffrescati e di garantire il riscaldamento durante l’inverno.

I lavori sono stati realizzati tra aprile e giugno grazie ai fondi raccolti attraverso la campagna di crowdfunding “Donare Speranza”, promossa dall’associazione Ravenna Galla Placidia. La raccolta ha superato l’obiettivo iniziale di 100mila euro, coinvolgendo 546 donatori tra cittadini, imprese e associazioni.

L’intervento arriva in un momento in cui cresce la domanda di accoglienza legata all’emergenza abitativa. Attualmente il dormitorio dispone di 16 posti letto, tutti occupati, mentre alla Casa della Carità sono accolte circa trenta persone. Secondo quanto riportato dall’Opera Santa Teresa, tra gli utenti non ci sono soltanto senza dimora o cittadini stranieri, ma anche lavoratori, pensionati e persone che, pur avendo un reddito, non riescono più a sostenere il costo di un’abitazione.

La struttura opera in collaborazione con la Caritas diocesana, il Servizio Bassa Soglia del Comune di Ravenna e altre realtà del territorio, offrendo non solo ospitalità ma anche percorsi di accompagnamento per l’accesso ai servizi, alla formazione e alla ricerca di lavoro e alloggio.

Un “dossier” d’autore sulle torri Hamon: la presentazione allo spazio Zara in darsena

Le immagini, le testimonianze e i ricordi legati alle storiche torri di raffreddamento dell’ex Sarom, demolite nel 2024, sono raccolti in un volume che verrà presentato oggi – giovedì 11 giugno alle 19 – allo Spazio Zara di Ravenna (via Zara 27), con ingresso libero, nell’ambito della manifestazione sulla rigenerazione della darsena.

Il libro, intitolato Dossier Hamon e a cura di Tiratura Aps, è il risultato di una campagna di ricerca avviata durante le operazioni di abbattimento delle torri, simboli della Ravenna industriale. Il progetto ha coinvolto cittadini, associazioni e istituzioni del territorio, che hanno contribuito con materiali fotografici e testimonianze successivamente contestualizzati da testi di approfondimento affidati a esperti. L’obiettivo del volume è conservare e trasmettere la memoria collettiva legata alle torri, intrecciandola con la storia industriale, sociale e ambientale della città. Il libro è stato realizzato in una tiratura di 250 copie, rilegate artigianalmente e stampate con carte sostenibili tramite tecnologia Risograph.

Alla presentazione parteciperà anche il professor Alberto Giorgio Cassani, autore di uno dei saggi contenuti nel volume e sostenitore del progetto fin dalle sue origini.

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