giovedì
21 Maggio 2026

Al Benelli passa la Salernitana (0-2), decisiva l’espulsione di Bianconi: la stagione del Ravenna finisce ai quarti di finale

RAVENNA-SALERNITANA 0-2
RAVENNA (3-4-2-1): Poluzzi; Donati, Esposito, Bianconi; Da Pozzo, Lonardi (21′ st Tenkorang), Mandorlini, Di Marco (21′ st Okaka), Falbo (1′ st Bani); Spini (40′ st Corsinelli), Fischnaller (40′ st Corsinelli). A disp.: Anacoura, Stagni, Solini, Rossetti, Rrapaj, Bani, Calandrini, Scaringi, Sermenghi, Karim, Italeng. All.: Mandorlini.
SALERNITANA (3-4-1-2): Donnarumma; Matino, Golemic, Anastasio;Cabianca, Tascone, De Boer, Villa (31′ st Longobardi); Ferraris (36′ st Achik); Ferrari (21′ st Inglese), Lescano (36′ st Antonucci).  A disp.: Brancolini, Berra, Gyabuaa, Capomaggio, Haxhiu, Carriero, Quirini, Molina, Longobardi, Di Vico, Boncori. All.: Cosmi.
ARBITRO: Mastrodomenico di Matera.
RETI: 24′ st Villa, 27′ st Inglese.
AMMONITI: Donati, Andrea Mandorlini, Villa, Bianconi.
ESPULSO: 9′ st Bianconi.
NOTE: spettatori 4.995 (di cui 550 ospiti) incasso 67.710 euro.

Finisce al Benelli, davanti a un pubblico da categoria superiore (cinquemila persone, di cui circa 600 ospiti, tra curva e qualche rappresentanza in tribuna) la stagione del Ravenna, costretto a incassare la seconda sconfitta in altrettante partite contro una Salernitana che ha dimostrato nei 180 minuti di essere superiore. Ma lo 0-2 finale, come spesso capita, è figlio di alcuni episodi. Il primo dopo pochi secondi, quando Ferrari colpisce Donati al volto con quella che vista al replay sembra in tutto e per tutto una gomitata, più che una sbracciata: dal Var però nessun cenno di vita; Donati proseguirà con un tampone nel naso sanguinante e si farà ammonire poco dopo come sorta di reazione, condizionando la propria partita.

A inizio secondo tempo, con la partita ancora bloccata sullo 0-0 (il Ravenna non è riuscito a rendersi pericoloso, con l’intenzione probabilmente di giocarsela nella ripresa), è invece Bianconi a farsi ammonire, ma due volte nel giro di pochi minuti, anche a causa di un’oggettiva difficoltà nel giocare schierato braccetto a sinistra (il mancino Solini è in panchina probabilmente perché non in condizione, dopo l’infortunio e i 90 minuti giocati a Salerno).

Rimasto in dieci uomini al 10′ del secondo tempo, il Ravenna, costretto comunque a vincere con due gol di scarto, non può certo chiudersi e finisce inevitabilmente per subire gol (quattro, per la precisione, di cui due annullati per fuorigioco). Nel finale da segnalare anche l’espulsione di Esposito che spinge il neo-entrato Achik, protagonista poi di una vera sceneggiata: un rosso esagerato che chiude una serata da dimenticare anche per l’arbitro Mastrodomenico.

Finisce con i giallorossi che chiudono sotto la curva, ringraziati dai tifosi per una stagione comunque positiva, terminata come migliore terza dei tre gironi di Serie C da neopromossa.

“Grandi Eventi” alla cantina Randi di Fusignano, per un’estate tra concerti, degustazioni e incontri

A Fusignano tornano i “Grandi Eventi”, con concerti, degustazioni e mercatini d’artigianato promossi dalla cantina Randi con il patrocinio del Comune.

Si parte già da sabato 23 maggio, con la quarta edizione di “Artisti in Vigna”, una giornata dedicata alla creatività e alla sostenibilità con un mercatino handmade che propone abbigliamento, design e oggettistica puntando sul concetto di recupero creativo. In questo contesto, anche un approfondimento sull’arte giapponese del Kintsugi, ovvero la riparazione di oggetti rotti con colate d’oro per impreziosirli. L’appuntamento è tra i filari della cantina di via San Savino 113 alle 16. La serata proseguirà poi con una degustazione dedicata ai vini ancestrali di Randi, il bianco Ramba e il rosé Rous, accompagnati dagli assaggi di pizza di “Nick” Gentile. Seguirà il live della “Confraternita del Punk”, che proporrà una sorta di karaoke aperto il pubblico.

Si prosegue il 20 giugno con una serata d’ispirazione sudamericana, con una cena spettacolo firmata da Nil Do Brasil. Da luglio, la cantina si sposta al mare, con un party di benvenuto in programma il 3 luglio al bagno Losco di Marina Romea. Ultimo appuntamento a fine luglio, di nuovo a Fusignano, dove sabato 25 si festeggia l’ottavo compleanno della cantina.

«Visita guidata, mostra, spettacolo teatrale? La “Città di carta” è un viaggio attraverso le epoche»

Ultimi appuntamenti con La città di Carta, lo spettacolo itinerante tra i corridoi dell’Archivio di Stato firmato da Alessandro Renda per la rassegna “Storie di Ravenna”. Dopo il debutto dello scorso fine settimana, le repliche conclusive sono in programma giovedì 21 e venerdì 22 (ore 18 e ore 20.15) e sabato 23 maggio, alle 11.
A raccontarlo, è Federica Angelini, che l’ha visto per noi.

Visita guidata, mostra, spettacolo teatrale? Difficile tracciare un confine netto, perché La città di carta ideato e diretto da Alessandro Renda di Albe/ Ravenna Teatro è un po’ di tutto questo. Soprattutto è un’esperienza coinvolgente e divertente per il pubblico che viene accompagnato alla scoperta non solo di un luogo, ma anche di ciò che contiene e di ciò che vi accade. È così che l’Archivio di Stato di Ravenna, un edificio che non ha particolari meraviglie da svelare (a parte forse le vedute dalle finestre), si è trasformato per qualche ora in una sorta di labirinto delle storie e, appunto, delle carte. Tra mappe dei beni ecclesiastici e registri di conventi, pergamene “firmate” da papi vissuti oltre mille anni fa che discutevano e trattavano di Sant’Apollinare in Classe, fascicoli del tribunale, manifesti e articoli di giornale che raccontano cosa fu il 1968 nella Bassa Romagna, quello proposto è un viaggio attraverso le epoche sulla base di documenti unici e originali accompagnati da sette attori/archivisti.

È così che il pubblico li osserva mentre sono al telefono, mentre rispondono a richieste che davvero ricevono ogni giorno o organizzano visite guidate allo sterminato patrimonio di cui sono custodi. Da spettatori si ha a tratti la straniante sensazione di essere invisibili e poter “spiare” il lavoro altrui in quelle stanze che sono uffici come tanti altri. Una finzione scenica che si alterna invece a momenti in cui i visitatori diventano un vero pubblico per racconti buffi, drammatici, storici. Ecco allora che si scopre la ricetta di un notaio del ‘700 per produrre il proprio ottimo inchiostro o guardando cartografie del seicento e settecento letteralmente si vede l’opera idraulica di Alberoni sui Fiumi Uniti scoprendo così, incidentalmente, anche l’origine di Punta Ravenna. E ancora, la morte per annegamento di una ventitreenne di Sant’Alberto ci porta sull’orlo delle lacrime come un romanzo ben scritto mentre di nuovo si tratta di documenti che di fiction non hanno proprio nulla. Ed è certo non meno interessante il fascicolo che riguarda la morte di una donna trovata morta a Mandriole da alcuni bambini che portavano i tacchini al pascolo…

In mezzo a plichi centenari si celano anche piccoli oggetti, perché allora ogni prova che veniva raccolta durante le indagini finiva lì, nello stesso fascicolo, comprese le maschere usate da banditi senza scrupoli. Una città nella città fatta di migliaia di vite e storie uniche e irripetibili immortalate durante una visita per la leva, una morte sospetta, una rapina, una deposizione in tribunale. E a questo proposito, grazie a una recente e quanto mai preziosa acquisizione dell’Archivio, ascoltiamo con autentico interesse quella di Nullo Baldini sull’assalto al palazzo delle cooperative, che riprende vita attraverso la voce di Alessandro Argnani (altre voci sono quelle di Laura Redaelli e Roberto Magnani, sempre di Ravenna Teatro). Nel mondo del virtuale, dell’AI, dei big data center, l’odore di polvere della carta assume un valore oserei dire sentimentale e induce a riflettere sul senso della memoria quasi in una sorta di vertigine. Al termine di questo viaggio, vogliamo sapere chi siano gli attori che hanno interpretato gli archivisti e scopriamo che non ce ne sono. Alessandro Renda ci rivela che tutti i protagonisti (Maria Desantis, Michela Dolcini, Fabio Lelli, Marco Mascia, Carmen Morelli, Vito Ronchi e Pamela Stortoni) in realtà interpretano se stessi e quindi a loro va un doppio applauso, perché sembrano invece un cast ottimamente scelto.

Il Fondo Luciana dona mezzo milione per ecografi, ventilatori polmonari e altre apparecchiature

Con l’ultima donazione, dal valore complessivo di quasi 500 mila euro, il Fondo Luciana ha contribuito alla fornitura di ecografi, ventilatori polmonari, un sistema Angio-OCT e una cappa per il Centro di Fisiopatologia della Riproduzione dell’Ospedale “Umberto I” di Lugo. Si tratta del terzo intervento filantropico in pochi mesi a favore della sanità nel plesso della Bassa Romagna, dopo precedenti donazioni per circa due milioni di euro che hanno permesso di potenziare diversi reparti con strumentazioni diagnostiche e terapeutiche di ultima generazione.

«Il Fondo Luciana continua a dimostrare come dietro ogni donazione ci sia una storia di attenzione e legame con una comunità – afferma Simonetta Schillaci, vice presidente esecutivo del Fondo Filantropico Italiano -. Vedere crescere questo progetto e il numero di pazienti che possono beneficiare di cure migliori grazie al nostro benefattore è motivo di grande responsabilità e gratitudine. Questo nuovo intervento conferma come una scelta personale possa trasformarsi in un valore concreto per la collettività e rappresenta un invito a continuare sulla strada della filantropia».

«Per l’Ospedale di Lugo è un grande onore ricevere una donazione di questo livello» dichiara la direttrice facente funzione del presidio ospedaliero, Elena Vetri. La Romagna e Lugo in particolare si confermano territori generosi, ma si tratta comunque di un contributo di straordinario valore. Per individuare al meglio le attrezzature da acquisire sono stati coinvolti i direttori delle unità operative, così da rispondere in modo mirato alle esigenze dei reparti. In parte si è scelto di sostituire strumenti già obsoleti ma ancora funzionali, accelerando un percorso di innovazione che non sempre può essere sostenuto dalle sole risorse aziendali. A nome dell’ospedale esprimiamo profonda gratitudine verso il donatore».

Socialità e creatività a contatto con la natura: torna la “Festa del diritto al gioco”

Torna e raddoppia la “Festa del diritto al gioco”, in programma venerdì 23 maggio al nuovo parco Francesca Da Polenta (via Port’Aurea) e sabato 24 maggio al parco delle Manifiorite (via Eraclea), sempre dalle 15.30 alle 18.30.

Da oltre dieci anni, nel mese di maggio, Ravenna celebra l’articolo 31 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che riconosce il valore del gioco, del riposo, del tempo libero e dell’accesso alla cultura come elementi fondamentali per la crescita e il benessere dei più piccoli. L’iniziativa punta a riportare al centro dell’attenzione questi diritti, mettendo in relazione gioco, socialità, creatività e contatto con la natura, aspetti tra loro strettamente connessi e parte integrante dello sviluppo dei bambini.

«Le attività proposte saranno semplici e inclusive, con l’obiettivo di dimostrare come sia possibile creare occasioni educative e di socialità significative anche con pochi mezzi, valorizzando tradizione, partecipazione e attenzione alla sostenibilità ambientale – fanno sapere gli organizzatori –. Agli adulti è rivolto l’invito ad accompagnare bambine e bambini con uno spirito di partecipazione attiva al gioco, senza sostituirsi a loro, ma facilitandone la libertà di scelta e l’interazione. Un ruolo di supporto discreto, capace di favorire nuove relazioni e momenti di autonomia».

L’iniziativa si inserisce anche nel solco delle indicazioni dell’International Toys and Library Association (ITLA), che invita a celebrare il diritto al gioco intorno al 28 maggio, e dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP), che promuove il gioco libero e il movimento negli spazi pubblici come strumenti fondamentali per il benessere dei bambini, anche in alternativa all’uso degli schermi.

Savelli (Cambia con noi): «Faremo risarcire chi viene a fare danni. Serve un piano di Edilizia Residenziale Sociale»

Pubblichiamo la seconda delle interviste ai quattro candidati a sindaco di Cervia, in vista delle elezioni del prossimo weekend. Dopo aver ricevuto e pubblicato le risposte del candidato di centrosinistra, è il turno del civico con affinità di centrodestra Paolo Savelli.

Una premessa valida per tutti e quattro: si tratta di risposte che abbiamo ricevuto per iscritto perché ci è sembrato giusto dare loro la possibilità di presentare la propria candidatura nella maniera più completa possibile. È evidente che qualora alcune risposte dovessero essere incomplete o fuorvianti, ogni cittadino potrà trarre le proprie conclusioni.

Nome: Paolo.
Cognome:
Savelli.
Età:
49 anni.
Stato civile:
 celibe.
Titolo di studio: laurea in giurisprudenza
Professione: avvocato
Veicoli e immobili di proprietà: «Non capisco l’utilità di questa domanda, preferisco non rispondere».
Ultimo reddito dichiarato: «Non capisco l’utilità di questa domanda, preferisco non rispondere».
Precedenti esperienze in politica: consigliere comunale per tre legislature (2004-2019), candidato sindaco nel 2014.
Tessera da partito (attuale e passate): dal 2013 non ho tessere di partito. Precedentemente sono stato iscritto prima a Forza Italia e poi al Popolo della Libertà sino al suo scioglimento nel novembre 2013. Il giorno successivo mi dimisi da consigliere comunale.
Liste che lo sostengono: Cambia con noi, lista civica

Screenshot

Perché si candida a sindaco? 
«Perché vedo la mia città divisa e in una situazione di fragilità. Poiché mi veniva chiesto di candidarmi, dopo aver riflettuto per una settimana, ho pensato che dopo aver ricevuto tutto dalla mia città, a 48 anni era giunto il momento per me di ripagare Cervia e i cervesi per tutto quanto mi hanno dato e donato».

Tre priorità tre del suo eventuale mandato da sindaco
«Tenga presente che il nostro programma è un programma di fatti, non di voli pindarici. Siamo persone concrete e desideriamo portare concretezza nell’azione amministrativa nell’esclusivo interesse della città tutta. Se mi chiede di tre priorità, posso indicarle queste. Ma le priorità sono più di tre, purtroppo. Sicurezza, per la quale abbiamo un piano articolato che prevede sia l’applicazione sistematica del Daspo Urbano, sia la tolleranza zero verso chi delinque a Cervia. Procederemo in ogni sede per richiedere il risarcimento dei danni subiti dalla città a carico di tutti coloro che verranno identificati per aver posto in essere condotte contrarie alla legge. Chi ha intenzione di venire in questa città per causare problemi imparerà che farlo ha anche un costo economico salato. Chiederemo, sotto l’alta guida del Prefetto e del Questore, di poter sottoscrivere un Patto per la Sicurezza Urbana. Installeremo sistemi di videosorveglianza moderni in grado di registrare immagini h24, così da fornire alle Forze dell’Ordine e di Sicurezza ogni utile elemento e contributo per prevenire e reprimere la commissione di reati. Realizzeremo un vasto piano di Edilizia Residenziale Sociale per garantire ai giovani, alle giovani coppie e alle giovani famiglie di avere una casa a Cervia, crescere qui e, insieme a tutta la comunità, far prosperare la città. Amplieremo la Casa di Riposo Busignani, perché è un dovere morale garantire a chi ha dato tanto e spesso tutto per la nostra comunità di poter trascorrere l’ultima fase della vita a Cervia, in un luogo in cui verrà accudito e amato».

Il primo atto, anche solo simbolico, che metterà in evidenza una discontinuità rispetto al passato
«È mia ferma intenzione procedere subito ad emanare un’ordinanza sindacale finalizzata ad individuare le aree a maggior rischio sicurezza. Questo è un passaggio fondamentale per rendere operativo il Daspo Urbano, primo segnale concreto di attuazione del nostro Piano Sicurezza. In ogni caso, sin dalle prime ore, chiederò di incontrare gli ex sindaci, i dipendenti comunali, i sindacati e le associazioni di categoria: le sfide che attendono la città, per essere affrontate con successo e correttamente, hanno bisogno di grande collaborazione a tutti i livelli cittadini».

Quali ritiene siano stati gli errori più importanti commessi dal Pd nelle precedenti amministrazioni?
«Il Pd è divenuto autoreferenziale. È una tipica degenerazione del processo politico che si manifesta quando non vi è alternanza democratica e Cervia non l’ha sino ad oggi avuta, purtroppo. Certamente, da ultimo, le modalità di azione del Pd e dei suoi alleati nei confronti del sindaco Mattia Missiroli sono state inqualificabili e autoritarie. Quella vicenda ha fatto comprendere a molti che il Pd ha trattato una fase difficile che riguardava tutta la città, come se fosse un mero problema interno alla maggioranza. Questo mi ha profondamente disgustato e credo che questa reazione non sia stata solo mia, ma di molti miei concittadini».

Cosa invece vale la pena mantenere e implementare?
«Purtroppo la città appare trascurata in tantissimi settori e aspetti. Non è solo questione di degrado, di insicurezza o di mancate manutenzioni. È anche questione di mancanza di visione da parte del Pd e dei suoi alleati, che non riescono più a rappresentare un’idea di città. Faccio fatica, onestamente, a individuare ambiti nei quali attualmente non vi siano criticità. Eppure la nostra città ha potenzialità straordinarie. Occorre migliorare sia la nostra capacità di cura dei bisogni, sia il sistema di promo commercializzazione che deve vedere la Fondazione protagonista, sia il comparto delle aree industriali e artigianali, che deve essere sfruttato al meglio perché rappresenta un importantissimo veicolo di produttività e benessere, sia il porto, che sta vivendo problemi anche di natura strutturale, sui quali bisogna intervenire urgentemente. Infine, bisognerà certamente governare le grandi sfide che attendono Cervia nel breve periodo, a partire dalle gare della Bolkestein, ma non solo, penso anche alle esigenze socio-sanitarie della nostra comunità, e soprattutto ai nostri giovani che sempre più si vedono costretti ad andare via da Cervia, su questo dobbiamo assolutamente invertire la rotta. Senza i nostri giovani Cervia non può pensare di crescere o di avere un futuro prospero. Occorrerà anche mettere mano al ribilanciamento tra spiaggia ed entroterra, perché, come spesso ripeto: se muore la spiaggia, muore anche ciò che c’è dietro la spiaggia e se muore ciò che c’è dietro la spiaggia, muore anche la spiaggia. Lo faremo con regolamenti comunali stabili e sfidanti e Protocolli d’Intesa, che permetteranno agli imprenditori di programmare le proprie attività, così da migliorare l’offerta».

Perché il centrodestra non ha trovato un candidato unitario? E chi è disposto a sostenere in caso di ballottaggio?
«La mia Lista Civica “Cambia Con Noi” è al di là delle categorizzazioni centrodestra-centrosinistra. È una lista con candidati che hanno le più svariate provenienze ed esperienze. Noi ci occupiamo di ciò che serve ed è utile a Cervia, senza i condizionamenti dei partiti e senza dover rispondere ad altri che non siano i cervesi. So che viene facile battere il tasto della lista civica di centrodestra, ma è una semplificazione errata, che non rende giustizia delle straordinarie storie personali di chi la compone e che con noi lavora per l’alternanza democratica nella nostra città. La Lista Civica Cambia Con Noi, lo dico con orgoglio profondo, candida 10 donne e 6 uomini, persone che stimo profondamente e che si stanno impegnando senza sosta, con abnegazione e serietà. Per quanto riguarda il ballottaggio, invece, credo che prima ci si debba occupare del primo turno. Penso che il focus debba essere su questo, ora».

Crede che il fatto di essersi già candidato a sindaco, senza successo, possa pesare sull’esito elettorale?
«Lei dice “senza successo” e, a mio modo di vedere, questa è una definizione che non tiene conto di quello che accadeva nel 2014. Il centrodestra era stato atomizzato ed era diviso in partiti la cui consistenza elettorale era sconosciuta, il M5S era già una forte realtà elettorale, il Pd con Renzi raggiunse un risultato straordinario il medesimo giorno alle Europee. C’erano 5 candidati sindaco e, ciononostante, riuscii ad ottenere il 25% dei consensi e per pochissimi voti non costringemmo il PD al secondo turno. Se quindi mi chiede se il risultato del 2014 potrebbe influire su questo del 2026, io le dico che parliamo di due momenti distanti e distinti tra loro, non paragonabili. Queste sono elezioni del tutto diverse da quelle di allora; tante cose sono cambiate e sono cambiato anche io, che non ho più 36 anni».

Nei suoi interventi parla spesso di edilizia pubblica, come crede di affrontare il problema dell’emergenza abitativa?
«Lo sviluppo urbanistico a Cervia è stato mal governato dal Pd per troppo tempo. Si è consumato troppo suolo, senza, tuttavia, pensare alle necessità abitative che i cervesi per primi avevano. Il consumo di suolo zero non è una chimera, ma deve essere un obiettivo chiaro, anche perché è divenuto, a nostro modo di vedere, una necessità. Attualmente i valori del mercato immobiliare rendono assai difficile soprattutto per i giovani poter acquistare casa. Ecco perché il nostro programma prevede un vasto piano di Edilizia Residenziale Sociale, perché solo così potremo dare una risposta che oggi la città non è in grado di fornire, perché mai si è messo mano con decisione a questo dossier importantissimo. La realizzazione di quelle abitazioni farà bene a tutta la comunità e non vedo l’ora di mettermi al lavoro anche su questo capitolo fondamentale per la città intera».

I quartieri Darsena, Gulli e Farini saranno teatro del Festival Sottocasa

Dal 30 maggio al 21 giugno torna a Ravenna la settima edizione del Sottocasa Festival. Nelle vie, nei cortili e nei giardini dei quartieri Darsena, Gulli e Farini sarà possibile imbattersi in archivi visivi, mostre di fotografia, installazioni, film di famiglia sonorizzati dal vivo e prendere parte a laboratori intergenerazionali, eventi teatrali, fotoromanzi partecipativi, visite guidate e passeggiate dadaiste notturne.

Peculiarità di Sottocasa Festival sono le azioni artistiche site-specific progettate e realizzate in luoghi dove normalmente non si consumano eventi culturali. Si rivolgono in primisa un pubblico che abitualmente non frequenta eventi, spettacoli, proposte artistiche. «Sottocasa vuole contribuire a costruire e rafforzare il senso di comunità coinvolgendo giovani, anziani, cittadini con background migratorio, abitanti delle case popolari e nello stesso tempo, anche attraverso il Festival, smentire il senso comune su quartieri spesso considerati solamente luoghi pericolosi e degradati – spiegano Silvia Savorelli e Giuseppe Pazzaglia dell’associazione Sguardi in camera, che promuove e coordina il progetto, condiviso da decine di realtà del territorio – ».

«Sottocasa Festival – ha dichiarato l’Assessore alle Politiche culturali del Comune di Ravenna Fabio Sbaraglia – è un progetto di grande respiro culturale che negli anni ha saputo nutrirsi delle storie popolari, dei racconti delle comunità, restituendo ai quartieri centralità e forza immaginativa. La cifra più importante di questo progetto sta infatti nella capacità di coinvolgere e trasformare gli spazi quotidiani in occasioni di incontro e partecipazione; un’esperienza che come Amministrazione sosteniamo con convinzione, in quanto contribuisce a rendere Ravenna una città sempre più inclusiva e attenta alla coesione sociale».

«La settima edizione di Sottocasa si caratterizza per azioni artistiche studiate a partire da aspetti critici dei quartieri che da mesi abbiamo coinvolto – dichiarano i promotori. Non vogliamo ingigantire né sottostimare le complessità: riconsiderarle attraverso il filtro delle azioni artistiche è forse una possibilità per avvicinare cittadine e cittadini a nuovi modi di vivere la propria quotidianità».

Il programma completo è consultabile al seguente link: https://www.sguardiincamera.it/project/sottocasa-cinema-di-famiglia-e-amatoriale/

Sessanta delegazioni di giardinieri e esperti del verde a Cervia per la 54esima edizione di “Città Giardino”

Cervia torna ad essere “Città Giardino”, con la 54esima edizione della più grande mostra d’arte floreale d’Europa. Si tratta di un’esposizione diffusa su tutte le aree pubbliche del territorio cittadino, con rotonde e aiuole trasformate in opere d’arte floreali a cura di tecnici del verde, esperti e maestri giardinieri internazionali.

L’inaugurazione è fissata per mercoledì 27 maggio, quando verrà presentato il lavoro di realizzato dalle delegazioni partecipanti durante tutto il mese. Nel corso di maggio infatti sono arrivate a Cervia squadre di giardinieri in rappresentanza di oltre 60 città italiane e straniere, aziende, enti, scuole ed associazioni, portando con sé oltre 350.000 piante e fiori e migliaia di metri quadrati di tappeto erboso, sculture, figure e geometrie. I giardini, allestiti fino alla fine della stagione, saranno curati dal Servizio Verde del Comune di Cervia.

Dal 22 al 24 maggio, invece, è in programma l’anteprima nel cuore di Cervia, tra centro storico e viale Roma con una grande mostra mercato dedicata alla natura: a piante e fiori, si uniranno creazioni artigianali, incontri con esperti del verde, musica e show cooking. Tra le novità di questa edizione acquistano un grande valore simbolico due eventi: le celebrazioni dei 50 anni del gemellaggio tra Cervia e la città polacca di Jelenia Góra, ospite d’onore dello Sposalizio del Mare, e la presenza di tre delegazioni canadesi quali la città di Maple Ridge, Stratford, e Yarmouth, a rappresentare l’associazione internazionale Communities in Bloom (che con il suo premio International Challenge ha omaggiato la Città di Cervia con il massimo riconoscimento) e sono impegnati a realizzare un giardino nella centralissima Piazza Garibaldi. Il filo conduttore dell’edizione sarà infatti “Fiori di libertà Radici di speranza”, in onore dell’80esimo anniversario della Repubblica. La presenza delle delegazioni canadesi rappresenta anche un momento di riflessione e memoria, ricordando la liberazione della città proprio per mano dell’armata canadese.  

Per tutta l’estate, lo spirito di Cervia città giardino sarà portato avanti da una serie di iniziative collaterali come la mostra fotografica “I Giardini di Cervia” a cura di Gianni Castellani, le Passeggiate Meditative in Pineta, visite guidate all’orto botanico dei frutti dimenticati a cura dell’Associazione culturale Casa delle Aie, letture tematiche e laboratori per bambini a cura della Biblioteca di Cervia, passeggiate ecologiche alla scoperta del Bosco del Duca d’Altemps (Castiglione di Cervia) a cura di Alteo Missiroli; fino alla mostra mercato conclusiva “Verde mercato autunno”, in programma a ottobre.

Ricercato dal 2024 per rapina, alla vista dei carabinieri tenta la fuga per la pineta di Lido di Classe, ma viene arrestato

Era ricercato dal 2024, dopo una condanna a 3 a 8 mesi di carcere per una rapina commessa nel 2019 a Lido di Classe. Dopo due anni è stato rintracciato e fermato dalle forze dell’ordine nella stessa località. È successo nella serata di lunedì 18, quando i carabinieri dell’aliquota radiomobile di Cervia – Milano Marittima hanno individuato il sessantenne, di origine marocchina, a seguito della segnalazione della presenza di una persona molesta nelle vicinanze di uno stabilimento balneare del lido.

All’arrivo della pattuglia, il sessantenne ha tentato fuggire addentrandosi nella vicina pineta, venendo comunque rintracciato ed identificato poco dopo. Gli accertamenti successivi hanno permesso appurare che l’uomo era già ricercato su ordine della corte d’appello di Bologna. Ora dovrà scontare la pena all’interno delle carceri ravennati.

Invita una donna a casa e la fa bere, poi la violenza sessuale: 30enne arrestato

La polizia ha arrestato un uomo a Ravenna con l’accusa di violenza sessuale aggravata: avrebbe violentato una donna nella propria abitazione dopo averla fatta bere alcolici. L’accusato è un trentenne di nazionalità ivoriana, in regola con le norme di soggiorno. L’arrestato è avvenuto ieri, 19 maggio, quando la squadra mobile ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare: grazie alla collaborazione della Polfer, l’uomo è stato rintracciato in stazione. La violenza risale alla scorso febbraio.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’accusato avrebbe avvicinato la donna alla stazione ferroviaria e l’avrebbe convinta a seguirlo nella propria abitazione a Ravenna. Dopo averle offerto da bere si sarebbe consumata la violenza. La vittima si sarebbe poi allontanata dall’abitazione ore dopo.

L’attività di indagine è partita a seguito del referto medico emesso dal personale dell’ospedale in occasione di una visita ginecologica della vittima da cui apprendeva della violenza. L’analisi dei flussi telefonici ha aggiunto elementi a sostegno della testimonianza.

Da Ravenna a Reggio Calabria in sella a un Piaggio a pedali: la sfida dei tre giovani “Cavalieri del Sì”

Duemiladuecento chilometri in nove giorni, in sella a un “Piaggio Sì” d’epoca, con il portapacchi stipato di tende e bagagli. È l’impresa dei “Cavalieri del Sì”, tre giovani ravennati che sono partiti dal capoluogo bizantino in moto alla volta di Reggio Calabria. «Una sfida nata per caso e, a differenza da quanto si possa pensare, non per una particolare passione per le moto né per i mezzi vintage – raccontano Andrei Alexa, Nicola Spada e Alessandro Natali – piuttosto dalla voglia di “pastrocchiare”, ridare vita con le nostre mani a vecchi motori e vivere insieme un’esperienza diversa dal solito».

Alexa ha 28 anni, vive a Ravenna e lavora come geometra alla Consar, Spada e Natali invece vengono da Santerno, hanno rispettivamente 31 e 28 anni e lavorano come manutentore in un’azienda vinicola locale e come disegnatore meccanico. Nessuno di loro si era mai cimentato prima in un “road trip” di questo tipo. L’idea nasce durante una vacanza: «Andiamo in Calabria, e facciamolo in ciclomotore». Dopo un anno trascorso a cercare, riparare e riverniciare i motocicli, la partenza è stata fissata per il 15 maggio dal centro cittadino. Li contattiamo martedì 19, appena arrivati a Reggio Calabria, dopo quattro notti trascorse in campeggio lungo la costa adriatica: «Appena arrivati, il primo pensiero è stato scattare la foto di rito sotto al cartello, dedicata a amici e colleghi, ma soprattutto a tutti quelli che ci hanno detto che non ce l’avremmo mai fatta», raccontano i tre. Per quanto riguarda il viaggio: «Non ci sono state particolari difficoltà: qualche problema tecnico ai mezzi ci ha portati a deviare l’itinerario e vivere un po’ più “alla giornata” e in salita il motore sotto sforzo ci ha costretti a pedalare con forza». Il ricordo più bello invece resterà «Il viaggio in sé stesso e la nostra reciproca compagnia. È una di quelle esperienze che ricorderemo seduti a un tavolo tra trent’anni. E poi, l’affetto degli sconosciuti: tra curiosi e nuove amicizie, ci hanno fermato lungo tutto il percorso per chiederci di più sulla nostra iniziativa». E infatti, la chiamata viene interrotta da un gruppo di passanti curiosi che si avvicina ai motociclisti, tra stupore e complimenti.

Oggi, 20 maggio, i “Cavalieri del sì” (questo il loro nome sulle pagine social dell’iniziativa) sono già di ritorno verso nord, con rientro previsto per sabato 24: «Un’esperienza breve, anche a causa delle poche ferie a disposizione, ma di certo non l’ultima – concludono – appena saremo a casa, metteremo in cantiere la prossima impresa, magari con un nuovo mezzo di trasporto da recuperare. Intanto, sarebbe bello organizzare piccole trasferte di gruppo tra appassionati, in Sì o in Ciao, alla scoperta di qualche città del circondario».

Antonio Patuelli sarà presidente dell’Abi anche per il prossimo biennio. «Ma sarà l’ultimo mandato»

Antonio Patuelli, presidente de La Cassa di Ravenna Spa, è stato nuovamente confermato anche alla presidenza dell’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana. Ruolo che Patuelli ricopre ininterrottamente dal gennaio del 2013, quando sostituì il dimissionario Giuseppe Mussari, travolto dallo scandalo del Monte dei Paschi di Siena. Il mandato è stato più volte rinnovato, ora anche per il prossimo biennio, come conferma all’Ansa Camillo Venesio, vice presidente Abi e Ad di Banca del Piemonte.

«Esco da un comitato esecutivo dove si è confermata una grande prova di unità del mondo bancario italiano – ha commentato -. Abbiamo, con le dichiarazioni di tutti i componenti del comitato esecutivo, indicato Antonio Patuelli come presidente dell’Abi per il prossimo biennio». Ci sarebbe stata «grande coesione, grande unanimità». Venesio ha anche rivelato che Patuelli avrebbe richiesto espressamente che questo possa essere il suo ultimo mandato alla guida dell’Abi. «Tutti hanno espresso un’estrema positività e gratitudine ad Antonio Patuelli per il ruolo che ha svolto in maniera ottima in rappresentanza dei legittimi interessi delle banche in questi anni».

L’Abi «ha preso una decisione importante, avvieremo il processo di modifiche statutarie in modo tale che si possa ampliare la platea di coloro che possono essere nominati in comitato esecutivo e di conseguenza di coloro che possono diventare presidente dell’Abi».

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