venerdì
26 Giugno 2026

Le illustrazioni di Damassa nel calendario di Legacoop con le date del movimento

Il giovane illustratore che trasformò i candidati sindaco di Ravenna in un mazzo di carte ora si cimenta con un altro soggetto: la costituzione di nuove imprese mutualistiche

Calendario Legacoop 01Il calendario 2023 di Legacoop Romagna, Federcoop Romagna e Federazione delle Cooperative della provincia di Ravenna è dedicato alla attività di promozione di nuove cooperative ed è illustrato con le tavole originali di un giovane disegnatore, Giacomo Damassa, chiamato a misurarsi con un soggetto preciso, la costituzione di nuove imprese mutualistiche. Le sue illustrazioni, appositamente realizzate per Legacoop, si ispirano al progetto Coopstartup Romagna realizzato in collaborazione con Coopfond e Coop Alleanza 3.0.

«Dalla sua nascita nel 2018 — dice il presidente di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti — Coopstartup Romagna ha visto partecipare più di 120 progetti e coinvolto quasi 600 persone, portando alla nascita di tante nuove realtà, in particolare di giovani. Il 15 gennaio si apriranno le iscrizioni per la sesta edizione e abbiamo quindi pensato di dedicare il nostro calendario al tema della costituzione di nuove cooperative, un argomento che ci sta particolarmente a cuore e verso il quale abbiamo dedicato e dedicheremo molte energie».

Candidati Sindaco CarteDamassa, classe 2002, nonostante la giovane età è già noto a Ravenna e in Romagna per avere firmato disegni e campagne per periodici, aziende, brand e progetti e cinematografici. Attualmente risiede a Londra, dove frequenta il secondo anno alla University of St. Martin. A settembre 2021, per Ravenna&Dintorni, elaborò una serie di vignette dedicate ai candidati sindaci di Ravenna trasformandoli in un mazzo di carte.

Le date più importanti del movimento cooperativo — selezionate in collaborazione con il docente dell’Università di Bologna Tito Menzani — si susseguono nei dodici mesi del calendario in distribuzione in questi giorni alle cooperative associate e può essere richiesto gratuitamente agli uffici di Legacoop di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Legacoop Romagna rappresenta circa 380 imprese associate nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, con un valore della produzione di oltre 6 miliardi di euro, 80 mila soci e oltre 23mila lavoratori. Federcoop Romagna è il polo nazionale specializzato in servizi alle cooperative che fa capo a Legacoop Romagna. Al suo interno operano un centinaio di professionisti nei campi contabile, fiscale, legale, del lavoro, ambientale e della consulenza avanzata.

Consiglio comunale: 45 ore di riunione nel 2022, un’interrogazione su tre dalla Lega

Il bilancio dell’attività annuale: in totale 13 sedute con una presenza media dei consiglieri (divisi in 10 gruppi) del 91,7 percento

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Il presidente del consiglio comunale di Faenza, Niccolò Bosi e il vicepresidente Massimiliano Penazzi

Nel 2022 il consiglio comunale di Faenza si è riunito tredici volte, due in più rispetto all’anno precedente. Le sedute sono durate complessivamente 2.698 minuti, pari a 45 ore, per una media di 3 ore e 27 minuti per consesso.

Con l’anno appena concluso, il consiglio comunale manfredo tira le somme dell’attività. Il 2022 è partito ancora sotto al segno delle restrizioni legate all’emergenza sanitaria da Covid-19, infatti le prime sedute si sono svolte ancora in forma mista, in presenza e in collegamento streaming.

Dodici sedute sono state ordinarie e deliberative, mentre il 19 novembre, a Palazzo del Podestà, si è tenuta una seduta sul tema della sanità che ha avuto come ospite, tra gli altri, anche il direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori.

Si conferma, come già per l’anno passato, la presenza di almeno 14 consiglieri in tutte le sedute, corrispondente al 58,3 percento, mentre la presenza media alle sedute consiliari è stata del 91,7 percento. Da segnalare la costituzione, a febbraio, di una nuova realtà politica, rientrante prima nel gruppo misto, poi consolidatosi, a giugno, in “Area Liberale”, facendo arrivare a dieci il numero dei gruppi politici che siedono nella sala De Giovanni.

Nel corso delle sedute sono state discusse e approvate 81 delibere (oltre sei per seduta), in leggero aumento rispetto all’anno precedente che ne ha viste 73, portando così a 174 le delibere discusse e poi approvate dall’insediamento, ottobre 2020, a oggi. Durante l’anno sono stati inoltre presentati otto ordini del giorno, sette dei quali approvati e 15 mozioni, di cui 13 approvate.

Sul fronte delle delibere, nove sono state legate a cultura, sport, istruzione e servizi sociali; 24 quelle provenienti dal Settore finanziario e sviluppo economico; 27 provenivano dal Personale, Affari legali e istituzionali, Demografia e Informatica. Infine, dai Lavori pubblici e dal Territorio, le delibere approvate sono state 21.

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L’assessora Milena Barzaglia è la componente di giunta che ha risposto a più interrogazioni. A lei le deleghe Bilancio e Lavori pubblici

Le interrogazioni si confermano uno strumento importante per l’attività consigliare e in particolare per le forze di opposizione. Durante l’anno ne sono state presentate 113, con un incremento di 34 rispetto al 2021 (più 43 percento). Il Pd ne ha presentate 4, Faenza Cresce 1, Faenza Coraggiosa 1, Movimento 5 Stelle 2 e Italia Viva 21. Per le opposizioni il gruppo Lega Salvini Premier ha presentato 34 interrogazioni; Fratelli d’Italia 31, Insieme per Cambiare 6, Per Faenza 4 e il Gruppo Misto, poi Area Liberale 10.

Guardando i componenti della giunta che hanno risposto alle interrogazioni si possono desumere i temi maggiormente oggetto di richiesta. Il sindaco ha risposto a 10 interrogazioni, il vicesindaco a 12, l’assessore Davide Agresti a 8, l’assessora Milena Barzaglia a 32, l’assessore Massimo Bosi a 27, l’assessora Martina Laghi a 7 e l’assessore Luca Ortolani a 17.

«L’asfalto del ponte Teodorico ha di nuovo un dislivello pericoloso per le moto»

Ancisi (Lpr) segnala il ripetersi della problematica nei pressi del giunto di dilatazione tra la struttura e via Darsena. Era già successo quando venne inaugurato due anni fa

Giunto PericolosoNell’asfalto tra il nuovo ponte Teodorico e via Darsena a Ravenna si è formato di nuovo un dislivello pericoloso per la circolazione stradale, soprattutto per i motociclisti. Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna, segnala il problema e chiede al sindaco se intenda segnalare al servizio Strade la necessità che si ponga rimedio alla situazione.

Il ponte venne inaugurato il 26 marzo 2021 con tre mesi di ritardo rispetto alle previsioni (la strada rimase chiusa in tutto undici mesi, costo di oltre 9 milioni di euro). «All’ingresso e all’uscita presentava un dislivello quasi pari ad un gradino – ricorda il decano dell’opposizione – e rivolsi al sindaco un’interrogazione chiedendo il ripianamento per la sicurezza dei veicoli a motore con due ruote e dei loro guidatori».

L’allora assessore ai Lavori pubblici, Roberto Fagnani, confermò l’esistenza del dislivello «in corrispondenza del giunto di dilatazione tra la struttura del ponte ed il rilevato stradale», affermando che ne erano «a conoscenza anche la Direzione Lavori e tecnici della Rete Ferroviaria Italiana, i quali, da noi contattati, si sono resi disponibili ad intervenire per eliminare tale piccola differenza di quota e dirimere ogni questione. Sono imperfezioni che di solito derivano dalla compattazione dei rilevati stradali, ma soprattutto che si evidenziano solo all’apertura al transito delle strutture». Il ripianamento è poi stato effettuato.

«A un anno e nove mesi dall’inaugurazione ci è stato però nuovamente segnalato, anche col supporto di un breve video, il dislivello pericoloso del giunto posto tra la struttura del ponte e la via Darsena. È pericoloso per i motociclisti provenienti dal centro città in discesa verso il porto quando rallentano, in quel punto, per curvare immediatamente a destra».

«Il Comune porti in consiglio i progetti per le varianti di Adriatica e Ravegnana»

La richiesta del consigliere comunale Alvaro Ancisi (Lpr): «Se Anas ha rispettato i tempi dovrebbero essere stati consegnati i documenti entro fine anno 2022»

In Romagna, e nel Ferrarese, gli attraversamenti dei centri abitati da parte della statale Adriatica da anni sono stati sostituiti da varianti o sono in fase avanzata di soluzione, tranne che in provincia di Ravenna. Lo sottolinea Alvaro Ancisi, consigliere comunale di opposizione con Lista per Ravenna

«Alla vigilia di Capodanno, Argenta ha festeggiato la prossima approvazione del progetto definitivo di variante alla Statale 16 Adriatica che la congiungerà col Ponte della Bastia sul fiume Reno, entrando per poche centinaia di metri nella provincia di Ravenna. Di una superstrada Ravenna-Ferrara, tramite varianti dell’Adriatica poste fuori dei centri abitati, si progetta e si opera da qualche decennio. Dei suoi circa 75 chilometri, la variante di cui sopra completerà l’intero tratto della provincia di Ferrara, per una cinquantina di chilometri. Nella provincia di Ravenna, è stata invece realizzata la sola variante di Alfonsine/Taglio Corelli. Restano tal quale i tratti Ravenna/Glorie e Taglio Corelli/Ponte Bastia, una decina di chilometri ciascuno. Benché quest’ultimo non attraversi alcun centro abitato, la sua variante è però abbastanza avanti, già finanziata e prossima al progetto definitivo. Sul tratto ravennate non esiste invece niente, nonostante sia ormai l’unico, tra Ravenna e Ferrara, che attraversi ancora dei centri abitati, addirittura tre: Camerlona, Mezzano e Glorie. La stessa tragica sorte perseguita inoltre la variante all’Adriatica di Fosso Ghiaia».

Il quadro si completa con la ristrutturazione della statale 67 Tosco-Romagnola tra Ravenna e Forlì, cosiddetta “nuova Ravegnana”, anch’essa praticamente al punto zero, mentre quella “vecchia” attraversa Ghibullo e Coccolia.

Il decano dell’opposizione elenca le disgrazie che derivano e deriveranno a lungo: «Pesante inquinamento atmosferico ed acustico, percorrenze al rallentatore, una serie ininterrotta di incidenti stradali, spesso disastrosi ed a volte mortali, collegamenti stradali pietosi per le attività economico-commerciali di Ravenna e del suo porto. Ravenna è dunque l’ultima ruota del carro anche nei trasporti stradali. Ne abbiamo parlato spesso, addebitandone la responsabilità al governo comunale, che non ha sostenuto le proprie varianti alle strade statali presso la Regione, facendosi sopravanzare da tutti gli altri capoluoghi romagnoli, e la stessa Regione, che dal 1998 al 2018 le aveva escluse in blocco dal primo Piano Regionale Integrato dei Trasporti. Sono state inserite all’ultimo momento nella seconda edizione, adottata nel 2019, grazie ad emendamenti formulati in partenza da Lista per Ravenna e sostenuti dalla Lega Nord nell’Assemblea regionale».

Il 26 ottobre 2021 è stata annunciata dall’assessore regionale ai Trasporti Andrea Corsini la stipula di una convenzione tra Anas e Regione, finanziata con oltre 8,75 milioni, per redigere alcuni progetti stradali, tra cui i tre di fattibilità tecnica ed economica che riguardano il comune di Ravenna: «Vale a dire le suddette varianti di Mezzano e di Fosso Ghiaia sulla statale 16 e la “nuova Ravegnana” sulla statale 67. Se i patti sottoscritti con la convenzione sono stati rispettati, Anas ha sottoposto le prime bozze dei progetti alla valutazione degli enti interessati, nel nostro caso il Comune di Ravenna, mentre la successiva consegna degli elaborati conclusivi è avvenuta al massimo entro il 31 dicembre. È dunque ora che la giunta de Pascale tiri fuori le carte. La sede pubblica per una prima loro presentazione e valutazione deve essere il consiglio comunale, a cui spettano le decisioni fondamentali. Chiedo pertanto al sindaco se, convenendo democraticamente con questa proposta, intende darle corso sollecito, evitando iniziative di convocazione del Consiglio stesso da parte dei gruppi consiliari».

Primarie Pd: il sindaco di Lugo è il coordinatore del comitato regionale per Cuperlo

Prima riunione online con 70 collegati. L’ex presidente è il quarto candidato. Si vota il 26 febbraio. Ranalli non ha dubbi: «L’indiscutibile profilo di sinistra di Gianni sta convincendo molti iscritti»

Ranalli Lugo Capitale Libro
Il sindaco di Lugo, Davide Ranalli

Il sindaco di Lugo, Davide Ranalli, è il coordinatore del comitato regionale in Emilia-Romagna a sostegno di Gianni Cuperlo alle prossime primarie del Partito democratico per il futuro segretario (al momento previste per il 19 febbraio ma con la concreta possibilità di slittare al 26). Alla prima riunione, svolta in modalità online con circa settanta persone collegate, ha partecipato anche il 61enne candidato, oggi deputato e già presidente del Pd tra il 2013 e il 2014.

Ranalli ha confermato come un radicamento sul sostegno a Cuperlo sia presente in tutte le province della regione: «La sua candidatura sta raccogliendo consensi da parte dei tanti che non avevano trovato finora piena cittadinanza alle proprie idee nei nomi già in campo (Bonaccini, Schlein, De Micheli, ndr). L’indiscutibile profilo di sinistra di Gianni, unito alla sua esperienza e alla sua coerenza nella vita del nostro partito, sta convincendo molti iscritti e anche molti che si stanno iscrivendo in queste ore proprio per partecipare e dare forza a un nuovo Pd. Un fatto molto positivo perché noi crediamo che, se una tessera arriva con la forza delle idee, allora quell’iscritto o iscritta si daranno da fare e avranno voglia di contribuire alla vita del partito».

Durante la riunione da più parti è stato evidenziato che il Pd, dopo la sconfitta del 25 settembre, deve essere all’altezza del ruolo che gli spetta: «Una forza di opposizione a una destra che già nei primi provvedimenti, ha mostrato una robustezza identitaria che va contrastata attraverso un rafforzamento della propria identità culturale e politica».

Durante la riunione è stato anche delineato il lavoro da fare in queste settimane: «La proposta emersa è di aprirsi alle tante e ai tanti che in questo momento sono smarriti e, pur provenendo da storie e condizioni sociali diverse, si riconoscono in una chiara adesione ai valori del progressismo a cominciare da quelli legati all’uguaglianza, alla solidarietà, all’attenzione per l’ambiente e per il lavoro nelle sue varie articolazioni».

Nei prossimi giorni agli iscritti e agli elettori dell’Emilia-Romagna arriverà una lettera, firmata dallo stesso Cuperlo, che spiegherà le ragioni della sua candidatura e prenderanno vita i comitati locali a sostegno della mozione come quello di Bologna che si è già costituito. Cuperlo ha poi confermato la volontà di venire in regione: «Sicuramente organizzeremo un’iniziativa a Bologna – aggiunge Ranalli –. Ma non è escluso che Gianni possa toccare più province nella nostra regione. Sentiamo che la sua figura ha mobilitato e riacceso una speranza che in fondo è il fine più nobile della politica».

Nott de Bisò, distribuiti 5mila litri di vin brulè. Le foto del rogo in piazza

Grande affluenza per il ritorno della tradizionale nottata che segna la fine del palio del Niballo

324334262 876420880170771 2188194690110848707 NIl centro di Faenza è tornato a pullulare di gente per la tradizionale Nott de Bisò che si svolge il 5 gennaio con stand gastronomici, intrattenimento musicale e l’emblematico rogo del Niballo di mezzanotte, evento clou della socialità faentina che chiama in raccolta ogni anno migliaia di persone e che, con forte significato di unione e coesione sociale, chiude il calendario delle manifestazioni del Niballo Palio di Faenza 2022.

Il Niballo, grande simulacro raffigurante Annibale, guerriero saraceno che simboleggia le avversità, fa il suo ingresso in piazza sul carro trainato dai buoi come da antica tradizione, e viene bruciato in un grande falò posizionato al centro dei corsi allo scoccare della mezzanotte. Il Borgo Durbecco, rione vincitore del palio di giugno 2022, ha avuto l’onore di dare fuoco al Niballo. La direzione verso cui cade la testa del fantoccio sarebbe un’indicazione dell’esito del prossimo palio. Si dibatte se due sere fa sia caduto verso il Rosso o verso il Nero.

Il Bisò è il tradizionale vin brulè che viene sorseggiato nella nottata. Un dato può misurare l’affluenza di pubblico: ognuno dei cinque rioni aveva preparato circa mille litri della bevanda e sono andati tutti esauriti.

Un incontro pubblico per conoscere le comunità energetiche, norme e primi progetti

Un esperto di Legacoop interverrà all’iniziativa promossa da Ravenna Coraggiosa per presentare le associazioni tra privati destinate all’autoconsumo tramite fonti pulite

Comunità Energetiche RinnovabiliUna comunità energetica consiste in un’associazione tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali e piccole/medie imprese che decidono di unire le proprie forze con l’obiettivo di produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili su scala locale. Come si fa? Se ne parlerà in un’assemblea pubblica aperta a tutti organizzata dal partito Ravenna Coraggiosa per lunedì 9 gennaio alle 20.30 alla Ca’ Rossa di Ravenna in via delle Industrie 7 (di fronte al Mausoleo di Teodorico). Verranno illustrate le nuove normative che rendono possibile l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili anche per cittadini e imprese che non hanno lo spazio fisico (es. tetti idonei) per ospitare direttamente impianti fotovoltaici per l’autoconsumo.

Emiliano Galanti, referente sul tema per Legacoop Romagna, introdurrà la serata illustrando anche un progetto, in corso di avvio, che coinvolgerà diverse imprese cooperative del territorio ravennate. L’incontro sarà concluso da Gianandrea Baroncini, assessore alla Transizione Ecologica del Comune di Ravenna.

L’Unione Europea si è posta l’obiettivo di ridurre del 55 percento le emissioni di anidride carbonica entro il 2030; la Regione Emilia-Romagna, nel nuovo Piano energetico aggiornato a dicembre 2022, ha programmato per il 2035 l’impiego di energie rinnovabili al 100 percento. Lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili risulta allora una delle possibili strategie per conseguire tali importanti obiettivi.

Grazie alla conversione in legge del Decreto Milleproroghe 162 del 2019, sono state introdotte anche nel nostro Paese le “Comunità Energetiche Rinnovabili” previste dalla Direttiva Europea RED II (2018/2001/UE); le norme attuative del decreto dovrebbero essere ormai prossime alla conclusione.

Al tema delle comunità energetiche è stato dedicato anche un primo piano del settimanale Ravenna&Dintorni lo scorso giugno. A questo link si può sfogliare il giornale.

A Cervia tuffo della Befana da record: acqua a 12 gradi e quasi 200 persone a mollo

Torna l’iniziativa sulla spiaggia di Tagliata dopo due anni di assenza per la pandemia: la tradizione vuole che sia di buon auspicio per la prossima stagione turistica

Il ritorno del tradizionale tuffo in mare per l’Epifania a Cervia, annullato per due anni a causa della pandemia, è stato all’insegna di numeri da record: a Tagliata quasi duecento persone sono entrate in un’acqua a circa 12 gradi di temperatura, circostanza che ha reso il bagno un po’ meno estremo rispetto a passate edizioni. Numeri anomali quindi sia per i partecipanti che per le condizioni climatiche, circostanze probabilmente fra loro connesse.

Dopo l’immersione nell’Adriatico tutti attorno al falò per cercare tepore e asciugarsi. Ma oltre ai duecento temerari, c’erano tante centinaia di persone sulla spiaggia ad assistere allo spettacolo: tanti dei tuffatori avevano scelto di partecipare con costumi goliardici o scherzosi. Il primo bagno dell’anno, secondo la tradizione popolare, vuole essere un gesto ben augurante per la stagione futura.

L’esperimento: navetta gratis ogni 15 minuti per i primi tre sabati di saldi

Iniziativa del Comune a partire dal 7 gennaio (servizio dalle 8.45 alle 12) che servirà anche per testare nuove fermate di una linea di trasporto pubblico

Navetta Saldibus 1Una navetta gratuita che passa ogni 15 minuti con due obiettivi: portare clienti ai negozi del centro nei primi tre sabati di saldi invernali e testare una nuova linea di trasporto pubblico. A Lugo parte da oggi, 7 gennaio, il Saldibus. Un’iniziativa che il Comune ha messo a punto per sostenere le attività commerciali e misurare il gradimento per una nuova linea di trasporto che verrà effettuata dal consorzio Coerbus.

Dalle 8.45 alle 12 (orario ultima partenza) il servizio sarà svolto ogni quarto d’ora su un percorso circolare che prevede due nuove fermate e fermate già esistenti di trasporto pubblico:

via Lato di Mezzo incrocio via Madonna Stuoie (corrispondente al numero civico 60), nuova fermata
via Piano Caricatore (civico 39 di fronte ingresso Conad), nuova fermata
Stazione FS (pensilina-fermata esistente)
viale Masi c/o ingresso Ospedale (fermata esistente davanti al chiosco piadina)
via Acquacalda (fermata esistente nei pressi dei Carabinieri)
via Foro Boario- inizio via De’ Brozzi (inizio di via De’ Brozzi, fermata esistente)
via Circondario Ponente (davanti al civico 44, fermata esistente)

Navetta SaldibusCon la possibilità di arrivare in centro via navetta, si intende offrire all’utenza che vive a Lugo o arriva in città (vista la fermata stazione ferroviaria) un modo alternativo all’auto per andare nei negozi e liberare possibilità per la sosta dei veicoli. La partenza da via Madonna delle Stuoie rappresenta anche un incentivo a raggiungere il cuore della città per gli abitanti del quartiere Lugo sud.

«Con questa sperimentazione vorremmo centrare due obiettivi – dice l’assessore alle Attività Produttive Luciano Tarozzi –, essere ulteriormente al fianco dei commercianti che in questi anni hanno affrontato varie crisi, dal covid a quella energetica, e aumentare gli spostamenti sostenibili anche nella nostra città perché gli effetti del cambiamento climatico sono sotto gli occhi di tutti. Testeremo il gradimento dell’iniziativa per valutare come proseguire in futuro».

Lotteria della Befana Advs 2023: ecco tutti i biglietti che hanno vinto

Al primo premio (su 8,437 tagliandi venduti) è andata una nuova vettura Peugeot 208. Estratti anche altri 15 premi di valore

Estrazione Lotteria ADVS 2023

Venerdì 6 gennaio, in piazza San Francesco, si è svolta l’estrazione della Lotteria della Befana 2023 di Advs. Fidas Ravenna, i donatori di sangue dell’Ospedale di Ravenna. Sono stati 8.437 i biglietti venduti, il cui ricavato verrà utilizzato per la promozione della donazione di sangue e plasma.
I vincitori possono contattare la segreteria di Advs Ravenna tutti i giorni dalle 8 alle 13.30 al numero telefonico 0544 403462 per ritirare i premi. Per il ritiro del premio è necessario presentare il biglietto vincente in originale.

«Anche quest’anno la nostra tradizionale Lotteria della Befana conclude le festività natalizie trascorse in Piazza San Francesco con il Villaggio di Natale – spiega Flavio Vichi, Responsabile della Comunicazione di Advs. Ravenna – lo scopo principale come sempre è quello di avvicinare tante persone alla donazione di sangue e plasma. Un gesto salvavita necessario e insostituibile, per invitiamo tutti i ravennati che vogliano iniziare a donare il sangue, a venirci a trovare al Servizio Trasfusionale dell’Ospedale di Ravenna, tutti i giorni dalle 8 alle 10.30».

Lo schema dei risultati dell’estrazione

BigliettiVincenti LotteriaADVS Befana2023

 

Tartufo gigante trovato nelle campagne di Ammonite

La “pepita” pesa sette etti ed è stata scovata dall’esperto cercatore Nello Andreini e grazie al fiuto del cane Flipper, razza Lagotto Romagnolo

Tartufo Gigante AmmoniteUna profumata “pepita” gigante, vero e proprio tesoro gastronomico, è emerso recentemente nella campagna ravennate. Si tratta di un enorme tartufo di oltre 15 centimetri di diametro, e del peso di 700 grammi, trovato nei pressi di Ammonite, dall’esperto cercatore Nello Andreini, insieme al suo impareggiabile cane Flipper, razza Lagotto Romagnolo dal fiuto straordinario.
Il luogo ovviamente rimane segreto ben custodito da Nello. Non si sa mai che li intorno, nel sottosuolo si celino altri tesori del genere.

Emergenza climatica planetaria: «per fortuna i giovani si indignano»

Riflessioni sull’episodio  di “imbrattamento” di Palazzo Madama da parte degli attivisti ambientalisti di “Ultima Generazione”, nato dalla campagna internazionale “Extinction Rebellion”

Blitz Ambientalisti Al Senato, 'contro Disinteresse Politica'
Il blitz degli ambientalisti di “Ultima Generazione” che hanno lanciato vernice sulla facciata del Senato a Roma, 2 gennaio 2023. [Ansa/Ultima Generazione, editorial use only no sales]
Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Marina Mannucci, attivista, ricercatrice e pubblicista ravennate nel campo dell’ambiente e dei cambiamenti climatici, dei diritti civili e delle discriminazioni razziali e di genere

Il 2 gennaio scorso, un gruppo di attivisti climatici del gruppo “Ultima Generazione”, nato dalla campagna internazionale Extinction Rebellion – Extinction Rebellion (XR) è un movimento internazionale, “dal basso”, nonviolento, fondato in Inghilterra –, ha spruzzato della vernice arancione sulla facciata di palazzo Madama utilizzando degli estintori.
Il giudice per le direttissime del tribunale di Roma ha convalidato gli arresti per gli attivisti, disponendone la scarcerazione. Il processo per Davide Nensi, Alessandro Sulis e Laura Paracini, accusati di danneggiamento aggravato, è stato fissato al 12 maggio. La procura aveva sollecitato la misura dell’obbligo di dimora per i tre indagati.

Nel corso dell’udienza i tre accusati hanno rivendicato quanto compiuto: «Dopo aver visto il disastro della Marmolada ho paura per il nostro futuro. Ho aderito a “Ultima Generazione” perché propone un cambiamento – ha dichiarato uno degli arrestati –, in particolare di fermare le emissioni di gas e puntare sulle energie rinnovabili».
Nel libro Disobbedienza civile (Chiarelettere, 2017) l’autrice Hannah Arendt si schiera dalla parte delle ragioni dei movimenti di protesta in corso in quel momento negli Stati Uniti e individua nella disponibilità ad associarsi sulla base dell’impegno reciproco, a partecipare alle questioni di pubblico interesse: una pratica di “libertà pericolosa”, capace di sfidare il luogo comune.

La disobbedienza civile insorge quando i canali consueti del cambiamento non funzionano più, quando cittadine e cittadini non si sentono più ascoltate/i, non viene dato seguito alle loro rimostranze e il governo di un paese ha una condotta dubbia in termini di costituzionalità e legalità. La disobbedienza civile che sfida la legge in modo manifesto non è disobbedienza criminale che nasconde il proprio agire. La disobbedienza civile, pur agendo in disaccordo con la maggioranza, opera nel nome e nell’interesse di un gruppo; sfida la legge e le autorità costituite per manifestare un dissenso non perché vuole fare un’eccezione per sé e beneficiarne come individuo.

Nel 2020 la casa editrice Marietti pubblica  una nuova traduzione del libro di Henry David Thoreau, Disobbedienza civile, con una nota di lettura di Goffredo Fofi.
La disobbedienza di cui parla Thoreau è civile perché presuppone l’esistenza di uno Stato continuamente sottoposto al controllo di cittadine e cittadini, che prima di essere tali sono donne e uomini con coscienza e capacità di discernere ciò che è giusto per la comunità da ciò che invece viene perseguito per l’interesse di pochi.  Si legge nel testo di Thoreau: «Siamo abituati a dire che la massa degli uomini è impreparata, ma in realtà la via del progresso scorre lentamente perché i pochi non sono sostanzialmente più saggi o migliori di molti. Non basta opporsi alla situazioni che si ritengono ingiuste in linea di principio, è necessario fare qualcosa in pratica per porvi fine».

L’invito, come chiarisce Fofi nella sua nota Saper dire di no, è a non accettare il mondo così com’è e a mettersi in gioco.
Sorrido quando “benpensanti” gridano scandalizzati alle azioni di questi ragazzi e restano in silenzio di fronte agli imperanti modelli di mercificazione del mondo della cultura a partire dagli atenei universitari convertiti in aziende produttrici di utilità, guidate da dinamiche di mercato e dalla ricerca di un profitto. Così come per teatri, musei, biblioteche…

 

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