mercoledì
01 Luglio 2026

«Un campus universitario nell’ex zuccherificio di Massa Lombarda»

La proposta dell’Amministrazione, nell’ambito del progetto di recupero e rigenerazione dello storico edificio

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Il sindaco Daniele Bassi davanti all’ex zuccherificio di Massa Lombarda

Prosegue l’impegno dell’Amministrazione comunale per il recupero dell’area dell’ex Zuccherificio a Massa Lombarda. Nei giorni scorso si è svolto in videoconferenza un consiglio comunale informale alla presenza degli architetti Maria Cristina Garavelli e Lara Bissi di Officina Meme, che si occupano del progetto di riqualificazione.

Durante l’incontro è stato illustrato il percorso per il recupero della struttura, che terrà sempre conto della sua storia e della tradizione di uno dei migliori esempi di archeologia industriale della regione, risalente ai primi anni del ’900. L’intervento, all’interno del Piano Operativo Comunale, prevede il recupero, il restauro e la rigenerazione degli immobili grazie a un progetto che potrà restituire alla città un’area che è parte importante della sua storia e allo stesso tempo offrire importanti stimoli, spazi e occasioni di ulteriore crescita.

«Prosegue costantemente il dialogo tra l’Amministrazione comunale, la proprietà della struttura Syngenta e i potenziali investitori – spiega il sindaco Daniele Bassi – per la riqualificazione dell’area dell’ex Zuccherificio, vasto spazio a ridosso del centro storico che merita di essere recuperato. Le idee in campo per restituire questo luogo alla comunità sono tante. Tra le proposte portate avanti dall’Amministrazione comunale c’è la possibilità di realizzare al suo interno un campus universitario dedicato al laboratorio di ricerca per le eccellenze produttive del territorio. Questo permetterebbe di sviluppare la ricerca in ambito agroalimentare e green per valorizzare le peculiarità non solo di Massa Lombarda ma di tutta la Bassa Romagna. Inoltre, una parte dell’ex Zuccherificio potrebbe essere utilizzata come sede della Polizia Locale e della Protezione civile, assumendo così anche una valenza di guardiania di quegli spazi. Noi continueremo a portare avanti il nostro ruolo per la promozione e facilitazione dell’operazione, ma determinante sarà la presenza di investitori interessati, insieme a Syngenta, a concludere l’operazione».

Allevamenti di visoni chiusi per tutto il 2021: «Così sono sospese le riproduzioni»

La capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle soddisfatta dell’ordinanza del ministro Speranza che coinvolge anche la struttura di Ravenna

Gli animalisti all'allevamento dei visoni di San Marco«La chiusura per tutto il 2021 degli allevamenti di visoni è un’ottima notizia e va nella direzione che qualche mese fa avevo proposto anche in Emilia-Romagna. Adesso che è chiaro che queste strutture, oltre ad essere un concentrato di crudeltà verso gli animali, sono anche un rischio per la salute pubblica, non resta che chiuderli definitivamente e per sempre».

È questo il commento di Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, dopo che il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che prolunga la sospensione degli allevamenti di visoni in Italia per tutto il 2021, tra i quali ci sono anche le due strutture emiliano-romagnole a Galeata e a Ravenna.

«Questo stop significa che le riproduzioni, che avrebbero dovuto iniziare nelle prossime settimane, saranno sospese almeno fino alla prossima primavera – aggiunge Silvia Piccinini – In questo modo si risparmierà la morte a circa 35 mila capi che sarebbero dovuti nascere per poi essere uccisi dopo pochi mesi. Averlo evitato è un’ottima notizia che deve rappresentare il primo passo per la chiusura definitiva di queste strutture così come auspicato anche dalla Regione rispondendo proprio a un mio question time in aula qualche mese fa. Un obiettivo che sono convinta, anche grazie all’impegno e alla mobilitazione dei cittadini e delle associazioni animaliste, potremo raggiungere presto», conclude la capogruppo regionale M5S.

In regione vaccinato 1 anziano su 4. Da lunedì via alle prenotazioni per gli over 80

Molte modalità disponibili: bastano i dati anagrafici oppure il codice fiscale

CAMPAGNA VACCINALE PALA DE ANDRE' RAVENNAIn Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini, sono quasi 84mila (di cui 23mila in Romagna) gli anziani già vaccinati contro il Covid-19, tra degenti delle Rsa, assistiti a domicilio e over 85enni. Un numero che colloca la regione in testa a livello nazionale, con il 25 percento di coperture già effettuate.

E adesso è la volta degli ottantenni e oltre, quindi i nati tra il 1937 e il 1941, che da lunedì 1^ marzo potranno iniziare a prenotarsi, con le prime vaccinazioni che partiranno già il giorno successivo, martedì 2.

Molte le modalità disponibili: recandosi agli sportelli dei Centri Unici di Prenotazione (Cup), o nelle farmacie che effettuano prenotazioni Cup; online attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse), l’App ER Salute, il CupWeb (www.cupweb.it); oppure telefonando ai numeri previsti nella Usl di appartenenza per la prenotazione telefonica (per la provincia di Ravenna 800 002 255, da lunedì a venerdì, dalle 7.30 alle 19; sabato dalle 7.30 alle 13.30).

Non serve la prescrizione medica: bastano i dati anagrafici – nome, cognome, data e comune di nascita – o, in alternativa, il codice fiscale. All’atto della prenotazione, al cittadino saranno comunicati la data, il luogo dove recarsi e tutte le ulteriori informazioni necessarie.

Palpeggiava in auto l’allieva 13enne: allenatore condannato a 3 anni e 6 mesi

Succedeva durante i viaggi tra palestra e casa. L’uomo condannato anche a versare 20mila euro alla famiglia

1517513465643.jpg Marsala Palpeggia Ragazzina Condannato AvvocatoUn istruttore ravennate di arti marziali è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione per violenza sessuale aggravata nei confronti di una delle sue allieve, all’epoca dei fatti (oltre 4 anni fa) poco più che 13enne.

L’allenatore è stato condannato anche a versare provvisionali per 20mila euro alla famiglia ed è stato temporaneamente interdetto dai pubblici uffici (non potrà quindi allenare in scuole e palestre).

La notizia è riportata dai due quotidiani in edicola oggi, 27 febbraio.

La condanna di ieri pomeriggio ha certificato il racconto della ragazza che all’epoca si era confidata con la madre. Ne era seguita un’indagine della Squadra Mobile: in estrema sintesi, l’allenatore avrebbe preteso dei baci e palpeggiato più volte la ragazza, in auto, durante il tragitto dalla palestra alla casa della minorenne. Era stata la stessa famiglia a chiedere all’istruttore il favore di accompagnare la 13enne a casa dopo gli allenamenti.

L’ultimo episodio, quello più grave e che ha portato poi alla denuncia, avrebbe visto l’allenatore fermarsi con il proprio furgone in un luogo isolato in piena campagna e palpeggiare pesantemente la 13enne, togliendole il reggiseno.

«Impatto devastante della pandemia sulla musica»: il grido di dolore dei live club

Dal Rock Planet: «Davamo da lavorare a 300 persone all’anno, ci hanno azzerato». Dal Bronson: «Hanno colpito cultura, sport e intrattenimento: ora servono ammortizzatori»

Marlene Bronson
Il Bronson sold out per un concerto dei Marlene Kuntz

Il grido d’allarme lanciato dai live club è diventato in queste settimane un hashtag e una campagna a tappeto per ricordare a tutti di supportare un settore fermo da ormai un anno. “#ultimoconcerto” è l’iniziativa lanciata e promossa anche con un sito internet che mette in risalto una mappa di punti interrogativi che costellano l’intero Stivale. Sono gli oltre 120 live club aderenti che si domandano “Ci sarà un ultimo concerto? O c’è già stato?”. La campagna sottolinea l’importanza delle attività legate alla musica dal vivo.

Ogni anno sono coinvolte oltre 7 milioni di persone a livello nazionale contando soltanto le presenze che partecipano agli eventi in club e festival e fornisce lavoro a circa 30mila professionisti.

Per supportare la causa, oggi (sabato 27 febbraio) alle 21 oltre 50 artisti suoneranno dal vivo (e in diretta streaming) in tutta Italia con lo scopo di attirare l’attenzione sullo stato di salute del settore. Ad aderire alla campagna in provincia di Ravenna è il Rock Planet di Pinarella di Cervia, che ha preferito però non ospitare alcun concerto il 27 febbraio. «Anche perché lo streaming non c’entra niente con la musica live, preferisco non partecipare, pur aderendo all’iniziativa», ci dice al telefono il titolare della società, Marco Trioschi.

«Nell’ultimo anno tutto è stato praticamente azzerato – continua Trioschi, rispondendo alle nostre domande – i ristori non rappresentano nulla a fronte del giro d’affari di un’azienda come la nostra, che in un anno normale con due locali (oltre al Rock Planet gestisce anche il vicino King, ndr) dà da lavorare a 300 persone e organizza oltre 50 concerti». Spiragli per la ripartenza? «Stiamo lavorando per cercare di fare un’estate dignitosa, qualcosa per agosto si sta già muovendo tra i promoter, ma i grandi eventi ripartiranno con tutta probabilità solo da settembre…».

L’altro live club in provincia (che non aderisce però all’iniziativa) è il Bronson di Madonna dell’Albero. Abbiamo parlato della situazione attuale con il direttore Christopher Angiolini. «L’impatto della pandemia sulla musica dal vivo è stato devastante – attacca -. Dopo un anno si può tranquillamente dire che molti protagonisti della filiera si sono trovati di fronte a un ostacolo insormontabile e si sono visti costretti a reinventarsi, trovando anche altri lavori; difficile valutare se si tratterà di una parentesi o di una scelta definitiva, considerando che il settore non godeva di ottima salute nemmeno prima. Per quanto riguarda il Bronson, siamo chiusi da un anno, per cui non si può nemmeno parlare di calo di fatturato, stiamo parlando di un anno di inattività di un ramo d’azienda, per il quale nonostante i numerosi proclami mediatici non è arrivato alcun ristoro dopo quello di aprile, in un sistema come al solito labirintico e kafkiano come quello italiano».

Secondo Angiolini, la scelta di fermare il comparto, pandemia a parte, è stata presa scientemente. «Credo – continua – che ad un certo punto con il secondo lockdown di ottobre si sia deciso di individuare categorie e attività “sacrificabili”. Non è un caso che ci siano cadute in pieno cultura, sport e intrattenimento. Anche l’idea del coprifuoco la ritengo socialmente molto pericolosa». E la ripartenza? «I protocolli per ripartire esistono già, però serviranno anche ristori e ammortizzatori adeguati per questi settori fortemente penalizzati che altrimenti non avranno le forze per rimettersi in moto. Per quanto riguarda i concerti tutti si augurano un ritorno alla normalità, ma ad oggi è davvero impossibile definire un orizzonte temporale»

Ravenna, al mercato coperto apre anche una nuova cioccolateria

 

New entry al Mercato Coperto di piazza Costa, a Ravenna. Si tratta della cioccolateria aperta questo weeken (al momento per l’asporto) collocata all’ingresso del Mercato, tra il bar e la gelateria.

Punto di forza della nuova offerta sono i prodotti a base di cioccolato dell’azienda Gardini di Forlì, uno dei principali marchi capaci di fondere assieme artigianalità e innovazione.

La cioccolateria proporrà anche i liquori della selezione Leonardo Spadoni che prossimamente daranno vita a prodotti ad hoc. In arrivo, a giorni, l’allestimento pasquale.

Teatri e cinema potranno riaprire dal 27 marzo, dice il ministro

Franceschini su Twitter apre anche all’accesso ai musei nel weekend. In zona gialla

Teatro Alighieri«Il confronto con il Cts e le integrazioni ai protocolli di sicurezza potranno consentire, in zona gialla, la riapertura dei teatri e cinema dal 27 marzo, Giornata mondiale del teatro, e l’accesso ai musei su prenotazione anche nel weekend».

Lo scrive il Ministro della Cultura Dario Franceschini su Twitter, dando così per la prima volta una data di ripartenza a un intero comparto.

Scuola, a Lugo si va in gita in piena pandemia. Con i visori di realtà virtuale

La scuola media Baracca ne ha noleggiati 30 dalla Wap per far vivere nuove esperienze didattiche

Da Sinistra Giuseppe Falconi, Maria Elena Dalmonte E Ornella GrecoGite scolastiche anche in piena pandemia? Non sono per forza un miraggio, ma una possibilità conquistata grazie anche all’aiuto della tecnologia. Mostre, monumenti, città e nuove esperienze didattiche possono infatti essere vissuti anche a distanza grazie ai visori di realtà virtuale. Questo strumento consente di vivere un’esperienza, virtuale ma allo stesso tempo reale. Si possono, ad esempio, ammirare i quadri di una mostra, visitare le stanze di un palazzo antico, suonare uno strumento o tentare un esperimento di scienza come se fosse reale, ma comodamente seduti al proprio banco.

Un’occasione, quella di far vivere ai propri alunni una nuova speciale esperienza, colta dalla scuola secondaria di primo grado “Francesco Baracca” di Lugo, che ha noleggiato 30 visori, messi a disposizione dal settore digital di Wap Agency, che da anni investe nell’ambito dei tour virtuali, vantando primati a livello regionale in questo settore.

VisoreIl visore 3D permette quindi agli studenti, costretti da questa emergenza sanitaria a rinunciare alle gite e alle uscite didattiche, di non perdere altre esperienze formative. Questo strumento consente di accedere ai mondi virtuali senza necessità dello smartphone o di un Pc per vivere una totale esperienza in un qualsiasi evento; riconosce l’inclinazione del volto sui tre assi, inoltre un software permette di “teletrasportarsi” nelle varie direzioni puntando il controller nel luogo desiderato in base alle app prescelte.

«In questo anno scolastico – spiega la professoressa Ornella Greco, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Francesco Baracca” – la situazione epidemiologica non ci consente di poter organizzare visite guidate e viaggi d’istruzione e la realtà virtuale ci offre una grande possibilità per colmare questo gap, un’occasione che abbiamo voluto cogliere senza alcuna esitazione, in quanto crediamo che sia un’ottima alternativa in grado di agire sul processo di apprendimento per arricchire l’esperienza educativa. Numerosi studi scientifici dimostrano come strumenti legati convenzionalmente al mondo dell’intrattenimento possano avere un largo impiego anche in ambito scolastico e nella didattica in generale. Si tratta di un’esperienza che guarda al futuro e che ben si concilia con le iniziative di sperimentazione didattica che da anni promuoviamo presso la nostra Scuola e al contempo, rappresenta un momento di divertimento e speriamo che le nostre ragazze e i nostri ragazzi possano vivere questa esperienza con spensieratezza, dimenticando almeno per un giorno, quanto la pandemia ci ha tolto».

La scuola Baracca di Lugo è tra le prime in regione ad aver adottato questa nuova modalità didattica destinata agli studenti.

Ravenna, pizzaiolo della Nazionale acrobati apre un locale con l’amico d’infanzia

In via Nigrisoli. Il 28 febbraio una pizza gratis per ogni cliente

Artigiano Pizza Ravenna AsportoSono amici di infanzia, vicini di casa, ex compagni perfino all’asilo. Oggi, a 28 anni, decidono di aprire una nuova attività insieme, in piena pandemia. E in questo periodo di chiusure, non poteva che essere una pizzeria d’asporto. Si chiama L’artigiano della pizza e aprirà in via Nigrisoli 15, a Ravenna, zona ospedale.

L’inaugurazione è in programma domenica, 28 febbraio, dalle 16 alle 20, con una pizza d’asporto in regalo per ogni cliente che si presenterà.

Dal giorno dopo, lunedì 1 marzo, inizierà l’attività ordinaria, con anche consegna a domicilio.

Artigiano Pizza Ravenna«Sarà possibile ordinare anche direttamente dalle pagine web, dai social e da Whatsapp», ci dice Federico Pozzi, che sottolinea come la pizza dell’Artigiano avrà una caratteristica che la renderà molto riconoscibile: «A differenza di altri che lo dicono ma in realtà non lo fanno, la nostra avrà un impasto lievitato 48 ore e quindi un’elevatissima digeribilità».

Il pizzaiolo è Denni Bini, che praticamente fa pizze da metà della sua vita, avendo iniziato a 14 anni. «Dopo tanti anni e tanti maestri, è arrivato il momento di aprire qualcosa di mio».

Bini (come si può evincere dal video qui sotto) fa parte della squadra nazionale dei pizzaioli acrobati. «Ma l’impasto che usiamo per fare freestyle non si mangia – ci rivela –. In pizzeria, con l’impasto, non si scherza…»

Nuovo balzo dei contagi: in regione sono 2.575. Altri 31 morti in Emilia-Romagna

 

Sono 216 i nuovi casi di positività al coronavirus registrati in 24 ore (dato aggiornato alle 12 di oggi, 26 febbraio) in provincia di Ravenna, di cui 135 asintomatici e 81 con sintomi; 212 in isolamento domiciliare e 4 ricoverati. I tamponi eseguiti sono stati 2.640.

Nessun decesso invece comunicato dalla Regione, mentre restano sei le persone positive ricoverate in terapia intensiva e circa 80 le guarigioni in provincia.

IL BOLLETTINO REGIONALE DEL 26 FEBBRAIO

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 255.479 casi di positività, 2.575 in più rispetto a ieri (poco più di mille gli asintomatici), su un totale di 40.148 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 6,4%.

Le persone complessivamente guarite, sono 1.004 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 205.768.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 39.222 (+1.540 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 36.919 (+1.495), il 94% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 31 nuovi decessi: 4 a Piacenza (3 donne, di 82, 85 e 91 anni, e un uomo di 81); 2 nella provincia di Parma (entrambi uomini, di 76 e 99 anni); 7 nella provincia di Reggio Emilia (2 donne, di 84 e 88 anni, e 5 uomini, rispettivamente di 62, 79, 82, 83, 87 anni); 3 nel modenese (2 donne, di 82 e 86 anni, e un uomo di 83 anni); 9 in provincia di Bologna (5 donne – rispettivamente di 82, 87, 90 e 2 di 91 anni – e 4 uomini, di 71, 79, 82, 85 anni); 1 nel ferrarese (una donna di 84 anni); 4 in provincia di Forlì-Cesena (3 donne, di 82, 94 e 97 anni, e un uomo di 93). Nessun decesso nelle provincie di Ravenna (dove è stato eliminato anche un decesso dal conteggio generale, accertato non Covid) e Rimini. Infine, si segnala il decesso di un uomo di 75 anni a Parma, ma residente a Verona.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.489.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 211 (+8 rispetto a ieri), 2.092 quelli negli altri reparti Covid (+37).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 10 a Piacenza (+1), 13 a Parma (+1), 18 a Reggio Emilia (+1), 44 a Modena (invariato), 52 a Bologna (+1), 18 a Imola (+2), 22 a Ferrara (-1), 6 a Ravenna (numero inviato rispetto a ieri), 3 a Forlì (invariato), 8 a Cesena (+2) e 17 a Rimini (+1).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi:19.855 a Piacenza (+48 rispetto a ieri, di cui 35 sintomatici), 17.553 a Parma (+162, di cui 88 sintomatici), 32.682 a Reggio Emilia (+229, di cui 140 sintomatici), 44.593 a Modena (+515, di cui 383 sintomatici), 52.057 a Bologna (+663, di cui 398 sintomatici), 8.942 casi a Imola (+89, di cui 53 sintomatici), 14.798 a Ferrara (+122, di cui 41 sintomatici), 19.327 a Ravenna (+216, di cui 81 sintomatici), 9.704 a Forlì (+101, di cui 80 sintomatici), 11.670 a Cesena (+172, di cui 109 sintomatici) e 24.298 a Rimini (+258, di cui 130 sintomatici).

Le temperature sono da primi giorni di maggio. E c’è già chi si è messo il costume

Ravennati in spiaggia il 26 febbraio. Registrati oltre 20 gradi

Sono stati superati i 20 gradi anche in provincia di Ravenna, temperature da record, solo di poco inferiori a quelle registrate nel 1998 e nel 2019 (come ricorda Pierluigi Randi del Meteo Center di Faenza).

Temperature da fine aprile-inizio maggio, con i ravennati che ne hanno approfittato per vivere il mare già in febbraio, con tanto di partite a “racchettoni”. E in una foto dei nostri lettori spunta anche una donna in costume, il 26 febbraio…

Ci sono i lupi nel Ravennate. L’appello delle istituzioni: «Niente cibo, né minacce»

Tramite la tecnologia è stato possibile accertare la presenza di Ginevra, lupa recuperata nelle Marche e rimessa in libertà

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La lupa Ginevra durante la degenza nelle Marche

Recentemente nella parte di Parco del Delta che si estende a sud di Ravenna è stata riscontrata la presenza di un lupo. Lo comunica in una nota inviata alla stampa la Provincia di Ravenna

Si tratta di “Ginevra”, giovane lupa investita nelle Marche, recuperata dal Centro recupero animali selvatici Marche, affidata al Centro di Recupero della fauna selvatica di Monte Adone (Sasso Marconi – Bologna) e liberata nella sua zona di origine sull’Appennino marchigiano dopo essere stata dotata di radiocollare. Tramite l’apparecchiatura è stato possibile seguire l’animale, che si è spostato autonomamente e da qualche tempo è arrivato nel Ravennate. È stato possibile verificare che la lupa è in contatto con almeno un altro esemplare, maschio.

Tali presenze si inseriscono in un contesto che vede i lupi in fase di espansione in Italia, e anche in Emilia-Romagna; l’Appennino Faentino è stabilmente abitato da ormai quasi 20 anni e le osservazioni, anche in aree pedecollinari, sono diventate sempre più frequenti. Per quanto riguarda il territorio del comune di Ravenna, le presenze sono state finora sporadiche, ma l’8 marzo 2019 una fototrappola, istallata per monitoraggio dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Punta Marina in una delle pinete demaniali costiere dei Lidi Nord, rilevò con certezza per la prima volta la frequentazione del litorale da parte della specie.

Attualmente è in corso un censimento nazionale del lupo coordinato dall’Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale. Localmente, la Regione Emilia-Romagna, il Reparto Carabinieri Biodiversità di Punta Marina, l’Ente Parchi e Biodiversità-Delta del Po e il Comune di Ravenna collaborano ai rilievi, assieme ad alcuni volontari del Wwf.

Dalla Provincia arrivano alcune indicazioni su come comportarsi in caso di avvistamento: «Occorre innanzitutto considerare il lupo per quello che è: un animale selvatico – si legge nel comunicato inviato alla stampa –, che tale deve rimanere. Semplicemente, una specie che fa naturalmente parte dell’ecosistema del nostro territorio e, come tale, da rispettare, con razionale distacco, evitando ogni interferenza, positiva o negativa. In altre parole, il lupo non va assolutamente avvicinato, alimentato, aiutato. Non ne ha bisogno. D’altro canto, non va molestato, allontanato, minacciato. Solo le condizioni naturali dell’ecosistema ci diranno se in questo territorio può o meno sopravvivere, in equilibrio con le aree naturali del Parco del Delta».

Per evitare che il lupo trovi fonti di cibo “non naturali”, quindi, «occorre non abbandonare mai resti di alimenti ed è molto importante ricoverare durante la notte tutti gli animali domestici (ovini, polli e altri avicoli, cani e gatti); l’attacco ad animali più grandi, come equini e bovini, è altamente improbabile. Si tratta di un predatore particolarmente schivo, che teme l’uomo».

Se dovessero essere osservati esemplari stranamente confidenti, è opportuno segnalarlo immediatamente ai Carabinieri Forestali.

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