lunedì
23 Marzo 2026

“No Mud, No Lotus”: il primo murale del progetto post-alluvione a Faenza

A due anni dall’alluvione che ha colpito duramente Faenza, ecco “Impronte di Solidarietà”, un progetto di arte urbana diffusa promosso dal Distretto A APS. Curato dall’architetto Bianca Maria Canepa, il progetto mira a trasformare i luoghi simbolo della tragedia in spazi di bellezza e riflessione, grazie al contributo di sei artisti selezionati tra oltre 60 candidati. La prima opera faentina sta prendendo forma sul muro all’interno del parcheggio del centro commerciale Faenza 1. Si intitola “No Mud, No Lotus” ed è firmata da Kathrina Rupit, in arte KinMx, artista messicana attiva a Dublino, con alle spalle collaborazioni con ONU, Amnesty e Greenpeace.

Il murale trae ispirazione dalla filosofia tibetana: il fiore di loto, che cresce nel fango per sbocciare sopra acque torbide, diventa simbolo di resilienza e rinascita. Accanto al loto, due mani stilizzate rappresentano la solidarietà e la forza collettiva, emerse in modo straordinario durante e dopo l’emergenza del 2023.

Dopo l’anteprima dello scorso anno con l’opera “Cuore” di Igor Scalisi Palminteri in via Sant’Ippolito, e i murales realizzati a Modigliana e Tredozio, il progetto entra così nella sua prima fase faentina, con l’obiettivo di lasciare “impronte” visive e culturali nei quartieri più colpiti.

Donati un mosaico e 5.500 euro alla Dermatologia di Ravenna per il miglioramento delle cure e degli spazi

Si è svolta la cerimonia di ringraziamento per la donazione di un mosaico e la consegna di un assegno da parte della famiglia Gobbi a favore dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’ospedale di Ravenna. Il mosaico è stato collocato nella sala d’attesa del reparto di dermatologia, dedicata a Enrico Gobbi, il giovane cervese figlio di Francesca e Paride, scomparso prematuramente per una rara forma di melanoma cutaneo.

L’opera è stata acquistata grazie ai proventi della raccolta fondi tenutasi nel 2024 dai genitori di Enrico durante l’ormai tradizionale torneo di beach tennis che si svolge annualmente in agosto. La cerimonia di  inaugurazione del mosaico è stata anche l’occasione per la famiglia Gobbi per donare al reparto i proventi della raccolta fondi 2025, che ha coinvolto, oltre alla stessa famiglia, la Fondazione Famiglia Tortora, Focaccia Group e l’istituto Beautech. I proventi saranno utilizzati per l’acquisto di nuovi dermatoscopi di ultima generazione, fondamentali in ambito onco-dermatologico per la diagnosi dei tumori della pelle, incluso il melanoma.

Il mosaico, creato utilizzando smalti vetrosi provenienti dalle antiche fornaci di Murano e Venezia, richiama il mare e il cielo, la libertà e gli spazi aperti, molto amati da Enrico, e si inserisce nel progetto di umanizzazione del reparto con l’obiettivo di migliorare l’accoglienza dei pazienti creando spazi funzionali e ospitali.

La direttrice dell’Unità Operativa di Dermatologia di Ravenna, dott.ssa Michela Tabanelli, insieme a tutta l’equipe, ha espresso il suo profondo ringraziamento alla famiglia Gobbi per l’importante gesto, precisando che anche questa donazione sarà tesa a migliorare l’assistenza e l’accoglienza dei pazienti con patologie dermatologiche, in particolare nell’ambito della prevenzione dei tumori della pelle, e ha ricordato come anche la precedente donazione fatta dalla famiglia Gobbi, con i proventi del torneo  del 2024,  sia stata utilizzata  per la creazione di una sala d’attesa dedicata ai pazienti pediatrici, l’acquisto di uno schermo per le proiezioni all’interno della nuova sala riunioni del reparto e l’acquisto di lettini ambulatoriali e chirurgici per la dermatologia nei tre presidi ospedalieri di Ravenna, Lugo e Faenza.

Francesca Minotti, madre di Enrico ha spiegato la scelta dei colori e degli elementi che compongono il mosaico: “Blu è il colore di Enrico; il cielo rappresenta l’infinito ed è il luogo dove oggi lui si trova; il mare è la vita e la libertà è uno spazio senza confini, lontano ma sempre vicino a noi”.

All’incontro erano presenti Alessandro Barattoni, Sindaco di Ravenna, Francesca Bravi, Direttrice sanitaria dell’Azienda USL della Romagna, Aura Brighenti, Direttrice del presidio ospedaliero di Ravenna; Michela Tabanelli, Direttrice dell’unità operativa di Dermatologia di Ravenna; i donatori, Francesca Minotti e Paride Gobbi;  Mirella Falconi, coordinatrice del corso di laurea in Medicina e Chirurgia del Campus di Ravenna dell’Università di Bologna;  Giovanni Morgese e Carlo Serafini , presidente e vicepresidente dell’Associazione di promozione sociale ravennate Cuore e Territorio, che da tempo supporta la Dermatologia dell’Ospedale di Ravenna.

Cristina Mazzavillani Muti, Maria Pia Parisi e Paola Batani ospiti di “La Sala delle Donne incontra”

Prosegue il percorso di valorizzazione della leadership femminile promosso da Terziario Donna Confcommercio Ravenna con un nuovo incontro dedicato alle storie, al coraggio e alla visione delle donne che hanno contribuito e contribuiscono allo sviluppo economico, culturale e sociale del territorio. L’iniziativa, dal titolo “La Sala delle Donne incontra”, si terrà giovedì 23 ottobre 2025 alle ore 17.30 nella Sala del Refettorio del Museo Nazionale di Ravenna, e vedrà il confronto tra protagoniste di primo piano del mondo dell’impresa e della cultura.

Dopo i saluti di Giorgio Guberti (Presidente Camera di Commercio Ferrara Ravenna) e di Andrea Sardo (Direttore dei Musei Nazionali di Ravenna), ci saranno gli interventi di Cristina Mazzavillani Muti (Presidente Onorario Ravenna Festival), Paola Batani (Imprenditrice, CEO Gruppo Batani Select Hotels), Maria Pia Parisi (Presidente Tribunale di Ravenna) e Angela Longo (Co-titolare Libreria Longo Ravenna). Modererà l’incontro Aida Morelli (Presidente Terziario Donna provincia di Ravenna e Vice Presidente Confcommercio Ravenna).

L’evento si inserisce nel solco della mostra “Sala delle Donne”, inaugurata lo scorso febbraio, allestita e visitabile presso il Tribunale di Ravenna (in via Giovanni Falcone 67).   La mostra celebra le figure femminili che, nel passato e nel presente, hanno avuto un impatto significativo sulla comunità ravennate. Donne che, nel passato e nel presente, si sono battute non solo per affermarsi professionalmente, ma anche per aprire la strada ad altre donne, contribuendo al miglioramento della società e alla promozione della parità di genere. “La Sala delle Donne incontra” rappresenta il naturale proseguimento di questo percorso: una serie di appuntamenti dedicati al racconto corale e all’ascolto delle esperienze di donne ravennati che, con il loro esempio, offrono ispirazione e consapevolezza.

Nuovo punto lettura all’interno della scuola primaria Maria Bartolotti

Giovedì 23 ottobre, dalle 15 alle 18, sarà per la prima volta aperto al pubblico il nuovo punto lettura all’interno della scuola primaria Maria Bartolotti di Savarna.

Una volta al mese la biblioteca accoglie le famiglie per prendere i libri in prestito, incontrarsi e stare insieme. Le prossime aperture saranno il 27 novembre, l’11 dicembre e il 22 gennaio, sempre dalle 15 alle 18. Il patrimonio verrà riorganizzato dal punto di vista catalografico grazie alla presenza di una bibliotecaria che potrà effettuare i prestiti, guidare il pubblico nella conoscenza dei libri e registrare l’iscrizione di nuove lettrici e nuovi lettori alla Rete di Romagna.

L’apertura della biblioteca della scuola di Savarna è resa possibile dal progetto “In cerca di guai” finanziato dal Cepell, Centro per il libro e la lettura – ministero della Cultura, che l’Istituzione Biblioteca Classense si è aggiudicata.

8,1 milioni di investimento per il fabbisogno energetico di 3.500 famiglie: ecco l’impianto fotovoltaico AEB

Faenza sempre più green grazie al gruppo brianzolo AEB, che ha inaugurato ed avviato un nuovo impianto fotovoltaico. L’investimento, pari a 8,1 milioni di euro, ha consentito la realizzazione di una struttura da 7,6
MW di capacità installata, in grado di generare circa 11 GWh di energia elettrica all’anno: una quantità sufficiente coprire il fabbisogno di oltre 3.500 famiglie e ad abbattere le emissioni di anidride carbonica di circa 1.880 tonnellate annue.
Il progetto sorto a Faenza, è stato acquisito nel 2024 dalla società 2B – che aveva ottenuto l’autorizzazione per la costruzione dell’impianto –  e si è concluso nei tempi previsti, con l’entrata in esercizio della struttura nel secondo semestre 2025.

“Grazie a questa infrastruttura, possiamo fornire alla nostra società di vendita Gelsia e ai suoi clienti nuova energia rinnovabile – dichiara Annamaria Arcudi, amministratore delegato di AEB –. Forti della collaborazione industriale con il Gruppo A2A, riusciamo a generare valore nei territori, mettendo in campo know-how e capacità operative fondamentali per lo sviluppo sostenibile locale”.

Faenza capitale del cachi: Agrintesa inaugura nuove linee di lavorazione ad alta automazione

Il profumo dell’autunno, in Romagna, sa anche di cachi. Lo conferma la nuova campagna inaugurata a Faenza da Agrintesa e dal Gruppo Alegra con il primo “Kaki Day – L’oro d’autunno”, evento che ha acceso i riflettori su una filiera in piena espansione, radicata nel territorio e proiettata verso i mercati europei.

Al centro della giornata, le nuove linee di lavorazione ad alta automazione appena entrate in funzione nello stabilimento faentino di Agrintesa: due impianti all’avanguardia in grado di gestire fino a 8 tonnellate all’ora, con picchi di oltre 100 tonnellate al giorno. «Abbiamo installato il sistema Apricot Vision 3.0 di Unitec, finora mai applicato su un frutto così delicato – ha spiegato Cristian Moretti, Direttore Generale di Agrintesa –. Grazie alla preselezione automatica, ogni frutto viene analizzato per colore, dimensione e integrità, anche prima della maturazione controllata. Così garantiamo confezioni più omogenee e riduciamo gli scarti, migliorando l’efficienza di tutta la filiera».

Il cachi è diventato negli anni un prodotto identitario per il territorio romagnolo: sono circa 300 gli ettari coltivati dai soci Agrintesa, per un totale di 7.000 tonnellate gestite ogni anno, equamente suddivise tra le varietà Loto di Romagna (morbido e zuccherino) e Rojo Brillante (croccante e compatto), a cui si aggiunge una quota bio in crescita distribuita da Brio con il marchio Alce Nero. «La nuova tecnologia ci permette di automatizzare le fasi più tecniche, come la selezione e la calibratura – ha aggiunto Moretti –. In questo modo il nostro personale specializzato può concentrarsi sul confezionamento, che resta una fase delicata e strategica per la qualità finale del prodotto».

Il 60% dei volumi resta sul mercato italiano, dove il Gruppo Alegra (composto dalle tre società Alegra, Valfrutta Fresco e Brio) consolida la propria leadership. Ma cresce anche l’export, con la Svizzera e la Francia che si confermano mete principali per il Loto di Romagna, mentre il Rojo Brillante trova spazio in tutta Europa, anche grazie al suo formato pratico e versatile, sempre più apprezzato da un pubblico giovane. «Ci piace definirci dei fanatici del cachi – ha commentato con entusiasmo Enrico Bucchi, Direttore Generale di Valfrutta Fresco –. È un frutto che fa parte della nostra identità e in cui crediamo fortemente. I dati NielsenIQ ci dicono che è il frutto preferito dal 12% degli italiani: dobbiamo fidelizzare chi lo ama già e coinvolgere nuove fasce di consumatori».

A Roma manifestazione nazionale sul lavoro: la Cgil organizza pullman dalla provincia di Ravenna

La Cgil torna in piazza a Roma. Il 25 ottobre è in programma la manifestazione nazionale “Democrazia al lavoro”. L’appuntamento avrà il concentramento in piazza della Repubblica alle 13,30 e la conclusione in piazza San Giovanni in Laterano. Dalla provincia di Ravenna partiranno diversi pullman che raggiungeranno la capitale: da Cervia (ore 5,30 in via dell’Ospedale); Alfonsine (ore 5,30 in piazza della Resistenza); Lugo (ore 5,45 autostazione corriere); ore 6 (Ravenna, parcheggio Cinemacity); Bagnacavallo (ore 6, rotonda autostrada); Faenza (ore 6, piazzale Iemca). È ancora possibile prenotarsi telefonando allo 0544 244280 oppure mandando una email a info-ravenna@er.cgil.it.

«Ci sono problemi strutturali in questo Paese – commenta la segretaria generale della Cgil di Ravenna, Manuela Trancossi –. Si chiamano lavoro, pensioni, fisco, sanità, istruzione, investimenti tecnologici ed ecologici. A ciò recentemente si sono aggiunti altri fattori, come la corsa al riarmo e i dazi imposti da Trump, ai quali l’Europa non ha saputo contrapporsi. La Cgil scenderà in piazza il prossimo 25 ottobre per chiedere con forza delle risposte, perché non sono accettabili le condizioni in cui vive la maggior parte delle persone in Italia. Ci sono persone in povertà assoluta e in povertà lavorativa. Permangono il problema del precariato e gli alti tassi di dispersione scolastica. Sempre più persone rinunciano a curarsi per l’impossibilità di sostenere le spese. Tutto questo non è accettabile e siamo preoccupati dalle crescenti previsioni di spesa per l’industria bellica. Serve costruire un mondo di pace, di diritti e di equità per i cittadini».

Valle Mandriole, nuova torretta di avvistamento: intervento da 190mila euro con fondi Eni

Nuova torretta di avvistamento per osservare la flora e la fauna del Parco del Delta del Po. La struttura si trova nell’avifauna di Valle Mandriole, anche detta valle della Canna, in fregio al fiume Lamone, a pochi passi dalla foresta allagata di Punte Alberete. La nuova torretta sostituisce quella danneggiata, e successivamente demolita, a seguito di lesioni importanti derivanti da un principio d’incendio.

L’intervento, del valore di 190mila euro, è stato realizzato con fondi Eni nell’ambito del nono accordo di collaborazione con il Comune, e grazie ad un accordo operativo tra Comune e Parco del Delta del Po, ente cha gestisce l’area. La torretta, principalmente realizzata in legno per un migliore inserimento paesaggistico, riproduce la pianta esistente ed è alta 12 metri (come la precedente). Travi e pilastri sono in legno lamellare di larice con finitura mordenzata color noce scuro. Le controventature, per una maggiore stabilità, sono in tondini di acciaio con piastre ancorate alle parti in legno e appositi tenditori. I nuovi gradini, per garantire una miglior durabilità, sono stati realizzati con un sistema prefabbricato del tipo a lamiera stirata. Il ripristino è avvenuto senza variazioni volumetriche rispetto alla struttura già esistente da molti anni.

All’evento di inaugurazione di venerdì 24 ottobre alle ore 9, saranno presenti Barbara Monti, assessora alle Aree naturali e al Parco del Delta del Po del Comune di Ravenna assieme ai tecnici del Servizio tutela ambiente e territorio; la presidente dell’Ente Parco Aida Morelli insieme al direttore Massimiliano Costa; il presidente del consiglio territoriale di Sant’Alberto Maurizio Melandri; Stefano Fabbri, responsabile permitting distretto centro-settentrionale Eni; Lorenzo Ceccolini e Giada Tarantino, relazioni istituzionali di Eni.

«Siamo particolarmente orgogliosi di questo intervento – ha affermato l’assessora Monti – che valorizza una delle zone naturali più importanti del nostro territorio e che è tra le più frequentate, non solo dagli addetti ai lavori per la sua cura e per l’osservazione faunistica, ma anche da tante persone che amano il birdwatching e semplicemente per godere di una vista davvero suggestiva di questa parte del Parco che sempre più attrae visitatori».

«La nuova torretta di avvistamento, realizzata nel cuore di una zona umida così importante – ha detto la presidente Morelli –, offre un punto di osservazione privilegiato sulla natura. Dall’alto, come gli uccelli, sarà possibile ammirare il paesaggio, riconoscere le specie presenti e vivere un’esperienza unica a contatto con l’ambiente. Questa torretta rappresenta un importante strumento per l’educazione ambientale e la valorizzazione del Parco del Delta del Po. È un’occasione per scoprire la bellezza e la biodiversità di questo ecosistema».

Basket, sconfitte esterne per Faenza e Ravenna. Nulla da fare contro Livorno e Pesaro

Weekend non positivo per il basket della provincia di Ravenna. Sia Tema Sinergie Faenza, che Orasì Ravenna perdono lontano dal proprio parquet. Per Faenza non bastano le prestazioni offensive di Vettori e Van Ounsem (21 e 20 punti) per superare Pielle Livorno in un caldissimo Pala Macchia. I leoni bizantini, invece, non sono mai in partita contro un’abbordabile Consultinvest Loreto Pesaro, che afferra il timone della gara fin dal primo quarto.

Il primo stop in campionato della Tema Sinergie (dopo cinque vittorie consecutive) arriva contro una vera e propria corazzata come la Pielle Livorno. Faenza parte forte trascinata da Vettori (6/8 da tre per lui) e si porta sul 18-9 approfittando delle basse percentuali offensive di Livorno. Ogni errore al tiro dei toscani diventa un rimbalzo catturato e al primo riposo i faentini conducono 18-12. Poi la Verodol sfoggia tutti i suoi cecchini segnando 28 punti nel secondo periodo, ma tutto sommato la Tema Sinergie regge l’urto, facendosi superare 34-35 e arrivando all’intervallo sotto 34-40. Il momento più difficile della partita è nel terzo quarto, dove Livorno si esalta e tocca il 57-40, ma i Raggisolaris non ci stanno. Una pronta reazione guidata da Vettori e Van Ounsem regala il 15-4 e il -6 (55-61) e l’unica nota stonata è la tripla concessa allo scadere a Lucarelli per il 64-55. Poi la Pielle alza l’aggressività in difesa e Faenza segna un solo punto nei primi cinque minuti e si ritrova sotto 56-77, ma neanche questa volta molla. L’ennesima reazione permette di ricucire fino al -10 che poi si traduce nel 87-75 sulla sirena. Domenica 26 ottobre Faenza andrà in scena in un altro campo particolarmente caldo: quello della Malvin PSA Basket Casoria, in provincia di Napoli.

Verodol Livorno 87 Tema Sinergie Faenza 75 (12-18; 40-34; 64-55)

VERODOL LIVORNO: Ebeling 6, Kouassi ne, Mennella 2, Alibegovic 13, Leonzio 8, Venucci 9, Gabrovsek 18, Bonacini 10, Klyuchnyk 6, Virant ne, Lucarelli 15. All.: Turchetto

TEMA SINERGIE FAENZA: Bianchi ne, Rinaldin, Stefanini, Mbacke 7, Vettori 21, Van Ounsem 20, Longo, Fragonara 7, Santiangeli 13, Fumagalli 7. All.: Pansa

 

L’Orasì Ravenna perde male a Pesaro, contro una squadra ancora ferma al palo dopo cinque giornate. Il quintetto di Coach Auletta costruisce bene le prime soluzioni offensive e trova punti con Jakštas e Ghigo, ma Pesaro risponde subito con la tripla di Tognacci che apre un parziale favorevole ai padroni di casa. I giallorossi restano in partita grazie all’energia di Brigato e alle iniziative di Paolin, ma la maggiore precisione al tiro di Pesaro consente loro di chiudere avanti il primo quarto sul 27-19. Nel secondo periodo la reazione dell’OraSì è immediata: Ghigo e Cena accorciano con due triple, la difesa cresce di intensità e i giallorossi costringono Pesaro a forzare diverse conclusioni. Nel momento migliore dei giallorossi arriva però una nuova fiammata dei padroni di casa che ristabiliscono le distanze, ma Ravenna resta pienamente in partita e va all’intervallo sul 46-40 dopo un primo tempo caratterizzato da momenti favorevoli ad entrambe le squadre. Dopo la pausa lunga il ritmo si abbassa e la partita diventa più fisica. Ravenna fatica a trovare fluidità in attacco mentre Pesaro trova due triple consecutive che riportano l’inerzia dalla sua parte. I giallorossi provano a reagire sfruttando il bonus raggiunto dagli avversari e trovando punti importanti ai liberi, ma la Consultinvest incrementa il vantaggio con lucidità e chiude il terzo periodo avanti di 16 punti (65-49). L’OraSì prova a restare attaccata al punteggio con le iniziative di Cena e Brigato, ma i padroni di casa dimostrano solidità nei momenti decisivi e, cavalcando l’entusiasmo acquisito, riescono a trovare diversi canestri in contropiede e chiudono la partita sul risultato finale di 81-65. L’OraSì tornerà in campo domenica 26 ottobre al PalaCosta per la sfida contro Latina alle ore 18:00, con l’obiettivo di ritrovare il successo davanti al proprio pubblico.

 

Tabellino:

Primo quarto: 27-19

Secondo quarto: 19-21

Terzo quarto: 19-9

Quarto quarto: 16-16

Finale: 81-65

Consultinvest Loreto Pesaro

Pillastrini 4, Terenzi 14, Valentini 6, Graziani 12, Delfino 18, Pezzi (n.e), Tognacci 17, Lomtazde 0, Del Prete 0, Aglio 2, Sgarzini 8, Buscaglia (n.e).

OraSì Basket Ravenna

Jakstas 17, Paiano 4, Ghigo 5, Feliciangeli 2, Dron 4, Morena 2, Brigato 9, Paolin 10, Cena 12, Catenelli (n.e)

Femminicidio Genini, perché non è scattato il Codice rosso dopo l’aggressione di Cervia? Aperta una seconda inchiesta

La procura di Bergamo ha aperto una seconda inchiesta sul femminicidio di Pamela Genini per verificare se già nel 2024 si sarebbe potuto attivare il “Codice rosso“, legge che tutela le vittime di violenza domestica e di genere, dopo l’aggressione subita dalla donna da parte del fidanzato Gianluca Soncin nella sua casa di Cervia. Soncin, come noto, è ora in carcere per aver ucciso la 29enne lo scorso 14 ottobre.

I fatti al centro della seconda inchiesta risalgono al 3 settembre quando – come detto – Genini avrebbe subìto un’aggressione da Soncin nella casa di Cervia, dove lui viveva e dove i due avevano convissuto per alcuni mesi. Su richiesta di Genini quella sera arrivarono i carabinieri. Che secondo il procuratore capo di Ravenna, Daniele Barberini, hanno seguito la procedura corretta. «La casa era in ordine – ha dichiarato Barberini in un’intervista a Repubblica nei giorni scorsi -, hanno sentito informalmente e separatamente entrambi. La signora si è limitata a riferire di una lite, è stata invitata ad andare in ospedale e non è andata, le hanno detto se volesse formalizzare una denuncia e non l’ha fatto. Apparentemente, lesioni non ce n’erano».

Il giorno dopo l’aggressione di Cervia, la 29enne tornò nella sua Bergamo e decise a quel punto di andare al pronto soccorso dell’ospedale di Seriate per farsi curare il dito che Soncin le aveva fratturato la sera prima. Nel referto del pronto soccorso – citiamo la ricostruzione pubblicata in un articolo del Post – si riporta la testimonianza di Genini che aveva riferito di essere stata «buttata a terra e colpita alla testa con pugni, trascinata poi per i capelli per diversi metri». E che Soncin le aveva lanciato vari oggetti addosso provocandole un trauma a un dito della mano destra. Nel referto si dice poi che sul corpo di lei sono stati rilevati «plurimi graffi agli arti inferiori», che «le è stata strappata una ciocca di capelli». Si dice, ancora, che Genini aveva negato di aver subito una violenza sessuale, violenza che aveva però detto di aver subito in passato, che quello non era il primo episodio, che aveva ricevuto anche numerose minacce verbali e per messaggio, e che negli ultimi mesi gli episodi di violenza si erano fatti frequenti. A quel punto al pronto soccorso era iniziato l’iter previsto per questi casi, tra cui la compilazione di un questionario per misurare il rischio di ricomparsa o di escalation della violenza. Genini rispose “sì” a quattro domande su cinque (“Crede che lui sia capace di ammazzarla?”, “La violenza fisica è aumentata di frequenza e gravità negli ultimi 6 mesi?”, “Ha mai usato un’arma o l’ha mai minacciata con un’arma?”, “Lui è fortemente e costantemente geloso di lei?”), rispondendo di no solo alla domanda che riguardava il fatto di essere mai stata picchiata in gravidanza. Viste le risposte date da Genini vennero correttamente allertate le forze dell’ordine, ma le informazioni acquisite dai carabinieri di Seriate in pronto soccorso non arrivarono mai in procura. Il referto con cui Genini venne dimessa dal pronto soccorso parlava infatti di lesioni, ma la prognosi corrispondente era di 20 giorni, prognosi che secondo il “Codice rosso” non prevede la procedura d’ufficio della trasmissione della notizia di reato in automatico alla procura (la soglia è 40 giorni). Dopo cinque ore di pronto soccorso la ragazza venne dimessa: nel referto finale si legge del suo avvenuto «colloquio con le forze dell’ordine» dopo il quale «non vi è indicazione ad attivazione del Codice rosso».

Una volta acquisito il referto, i carabinieri di Seriate lo inviarono ai colleghi di Cervia per competenza, i quali trasmisero a loro volta a Seriate l’annotazione dell’intervento in casa del 3 settembre. Poiché ai carabinieri di Seriate Genini aveva riferito che Soncin aveva delle armi e dei coltelli, a Cervia venne effettuato un controllo sulle armi, «per l’articolo 38 del testo unico di pubblica sicurezza», ha spiegato il procuratore di Ravenna Daniele Barberini. Da Cervia venne inoltre chiesto ai colleghi bergamaschi di sentire la donna e di raccoglierne la denuncia, che Genini non presentò. Nella banca dati delle forze di polizia relativamente all’aggressione di Genini venne infine inserito un generico intervento per «presunta violenza di genere», mentre non venne segnalato niente nel sistema cosiddetto Scudo, lo strumento usato per monitorare anche in assenza di denuncia episodi a rischio, non sempre caratterizzati da particolari gravità o aggressività, ma che, attraverso una condotta abituale, potrebbero in futuro assumere rilievo penale. Non furono infine informate né la procura di Bergamo né quella di Ravenna.

Il procuratore capo di Bergamo, Maurizio Romanelli, ha spiegato che la seconda inchiesta è stata aperta «con il compito di verificare se siano state adeguatamente rispettate le procedure dirette alla tutela della persona offesa. Non in prospettiva necessariamente sanzionatoria ma per la verifica del sistema, nel quale è necessario da parte di tutti che prevalga un’attenzione sostanziale senza limitarsi al rispetto burocratico degli adempimenti».

Riqualificazione ex consorzio agrario: un supermercato Conad, cento posti auto, più verde e ciclabili

Sarà riqualificata l’area dell’ex consorzio agrario di Lugo, dismessa da oltre vent’anni. Il lotto di circa 5.700 mq tra via Acquacalda, vicolo Macello Vecchio e via Manet è oggetto di un investimento del gruppo Conad. Che quattro anni fa, nella stessa città, inaugurò il negozio realizzato nella riqualificazione dell’ex acetificio Venturi nel quartiere Stuoie.

Il progetto per il comparto di vicolo Macello Vecchio è ideato dall’architetto Alessandro Bucci e richiede un anno di lavori, l’obiettivo è completare le opere entro la fine del 2027. Sarà trasferito il supermercato Conad che oggi è in via Ricci Curbastro (spazi di altri proprietari per cui non è nota un’eventuale nuova destinazione), verranno creati circa cento nuovi posti auto a uso pubblico su cemento drenante, sarà ampliata la superficie permeabile di mille mq grazie alla presenza di aiuole e alberi per contribuire alla mitigazione dell’effetto isola di calore. Al momento Conad non fornisce dettagli sull’investimento economico necessario, limitandosi a parlare di «alcuni milioni di euro».

Si tratta di una variante al progetto di riqualificazione urbana che fu approvato nel 2009. Il nuovo piano dimezza i volumi complessivi di costruzione e consumo del suolo, in linea con gli obiettivi dalla legge regionale 24/2017 sulla tutela e l’uso del territorio.

L’intervento non è ancora definito nei suoi dettagli, ma solo nella visione complessiva. Il Comune e il committente hanno scelto di presentarlo alla cittadinanza in un’assemblea pubblica stasera, 21 ottobre, nel salone estense della Rocca di Lugo. Erano presenti i rappresentanti dell’amministrazione comunale e il progettista. La sindaca Elena Zannoni lo ha definito «uno dei progetti cardine per la città nei prossimi anni».

IL PROGETTO
L’idea progettuale richiama la conformazione degli immobili che hanno sempre ospitato attività produttive, rivista in chiave contemporanea. La superficie oggi occupata da edifici dismessi sarà destinata alla costruzione di nuovi spazi per il trasferimento del punto vendita Conad per circa 1.600 mq. Circa 800 mq destinati a parcheggi pubblici, superiori al minimo previsto dalle norme urbanistiche, a cui si aggiungono i parcheggi a servizio del punto vendita, che saranno fruibili anche negli orari di chiusura. Si stima che saranno realizzati oltre cento nuovi posti auto (oggi sono 17). In via Manet sarà creata la zona di accesso alle attività logistiche, per i lavori di carico e scarico necessari al punto vendita, con una particolare attenzione alla schermatura e all’introduzione di strutture utili alla minimizzazione dei rumori.

LA  VIABILITÀ
Il parcheggio della struttura commerciale avrà un accesso da via Acquacalda, mentre l’immissione in vicolo Macello Vecchio da via Acquacalda sarà consentita esclusivamente al traffico ciclo-pedonale. In vicolo Macello Vecchio sarà creata una nuova pista ciclo-pedonale che collegherà via Acquacalda e viale Europa, principalmente utile a raggiungere la vicina scuola e la futura palestra (il Comune conta il trasloco delle attività sportive a giugno 2026). In viale Europa verranno realizzati due nuovi attraversamenti ciclo-pedonali, uno in corrispondenza della scuola primaria Codazzi-Gardenghi e l’altro all’incrocio con via Manet. «È stato commissionato uno studio del traffico – ha detto l’assessora Veronica Valmori (Lavori pubblici) – che ha stimato un impatto sulla circolazione cittadina trascurabile, ma si potranno comunque attuare ulteriori accorgimenti per migliorare la scorrevolezza del traffico».

L’AREA EX VENIERI
Oltre alla riqualificazione urbana dell’ex consorzio agrario, il progetto prevede una serie di interventi anche nelle aree dismesse sul lato opposto di vicolo Macello Vecchio, che saranno oggetto di affinamenti progettuali e divulgazione pubblica nei prossimi mesi, ma che sono integrate in modo organico e coerente nella progettualità con l’obiettivo di lavorare sulla riqualificazione complessiva di un’intera area abbandonata da anni. In questa area dovrebbe trovare spazio un negozio della catena Pet Store, il marchio del gruppo Conad dedicato alla cura degli animali domestici. Potrebbero esserci spazi anche per altre attività commerciali.

L’AREA DI LAMINAZIONE FUORI COMPARTO
L’intervento di Conad prevede anche un’opera a beneficio della collettività. Un’area verde di circa 21.600 mq è stata acquisita da Conad, attraverso una trattativa privata con il convento delle ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante, nella zona tra il Pala Sabin e la chiesa di San Gabriele. Intenzione dell’amministrazione comunale è quella di realizzare una vasca di laminazione a tutela della sicurezza idraulica del quartiere Lugo Est. Per questo intervento il Comune aveva preventivato una spesa di circa 500mila euro che ora dovrà essere definita più nel dettaglio.

 

L’ex fidanzato: «Pamela terrorizzata da Soncin, non lo ha denunciato per paura»

«Le parlavo sempre, ero sempre in contatto con lei, le dicevo di denunciarlo, ma lei non lo faceva perché aveva paura, perché lui minacciava lei e la sua famiglia, era terrorizzata». È quanto ha riferito, in sostanza, Francesco, l’ex fidanzato di Pamela Genini e anche l’ultima persona che era al telefono con lei poco prima che Gianluca Soncin la uccidesse con più di 30 coltellate, a Milano.

Nella sua testimonianza, davanti ad investigatori e inquirenti, l’ex compagno, poi diventato amico, ha ricostruito tutti gli episodi di violenze e soprusi che la 29enne gli raccontava e che ha subito da Soncin per quasi un anno e mezzo. Tutti fatti che aveva già messo a verbale in una lunga deposizione dopo il femminicidio e dopo che era stato proprio lui a chiamare la Polizia, che ha tentato di salvare la donna, uccisa una settimana fa nella sua abitazione.

Il teste – a cui i pm, poi, hanno indicato di non parlare coi media della sua deposizione – avrebbe fatto riferimento anche a quell’episodio del pestaggio a Cervia, a casa di lui, del 3 settembre, con la ragazza che poi il giorno dopo era andata all’ospedale di Seriate (Bergamo) per farsi curare un dito rotto, ma non aveva denunciato. E non era scattata la procedura del codice rosso, pur avendo parlato delle violenze ai medici.

In generale, dalle testimonianze di questi due giorni di amici ed ex fidanzati è emersa la figura di una giovane vulnerabile, fragile, sola che viveva in un contesto fatto di “immagine e feste”. E proprio ad una di queste feste aveva conosciuto Soncin, tramite amici.

Nel corso della sua deposizione l’ex fidanzato ha anche mostrato agli inquirenti i messaggi nel suo telefono per ricostruire i dialoghi con Pamela. Intanto, nelle indagini della Polizia, coordinate dall’aggiunta Letizia Mannella e dalla pm Alessia Menegazzo, si sta ricostruendo, attraverso l’analisi delle immagini dei varchi autostradali, pure il percorso di Soncin quel giorno. Sarebbe arrivato appositamente a Milano per ammazzare la donna, che lui considerava come un oggetto e che, secondo gli inquirenti, doveva annientare perché non voleva stare più con lui. E lo ha fatto anche se gli agenti erano già arrivati sotto l’abitazione e stavano salendo le scale proprio in quegli istanti.

Sono stati ascoltati come testi anche il proprietario della casa che Pamela aveva preso in affitto e un fabbro, in relazione alla copia delle chiavi che l’uomo fece di nascosto per fare irruzione nell’appartamento. Ha agito, secondo le indagini, con freddezza, lucidità e subito dopo l’omicidio, poi, ha detto che viveva in quella casa con lei, ma non era vero. E ciò per tentare di allontanare l’accusa di un delitto premeditato.

Soncin aveva a disposizione, come ricostruito finora nell’inchiesta, molti soldi anche frutto di evasioni fiscali negli ultimi anni e per le quali è stato anche condannato in passato. (fonte Ansa.it)

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