domenica
28 Giugno 2026

Rapporto Cab Ravenna: nel lavoro dei campi innovazione e sostenibilità ambientale

Il ruolo delle coop braccianti nell’economia locale: 11.700 ettari di terre lavorate, 600 occupati, 39 milioni di fatturato

Cab Ravenna 2020Il loro lavoro nei campi ha radici che affondano agli inizi del Novecento, con le rivendicazioni e la conquista di autonomia degli operai agricoli. Oggi la cooperazione bracciantile si è evoluta al punto da rappresentare una testa di ponte verso un futuro economico e sociale più sostenibile.
Gli 11.700 ettari di terreni coltivati dalle sette Cooperative Agricole Braccianti della provincia di Ravenna sono un perno per l’innovazione ecologica dell’agricoltura. Un ruolo di traino per la lotta al cambiamento climatico.
È quanto emerge dal Report 2020  delle Cab ravennati presentato recentemente online, tra gli ospiti l’assessore regionale allle politiche agricole Alessio Mammi e il parlamentare europeo Paolo De Castro.

Le Cab ravennati nel 2019 hanno occupato 595 persone e conseguito ricavi netti per 39 milioni di euro. Negli ultimi anni hanno convertito il 16,2% delle proprie superfici in conduzione in biologico, contro una media provinciale del 7,6%. A ciò si aggiungono 886 ettari di terreni destinati ad agroambiente e rinaturalizzazioni con boschi, siepi, maceri e stagni, mentre le due grandi stalle producono 6,5 milioni di litri di latte biologico all’anno.

L’impegno ecologico non termina qui, infatti vanno ricordati gli oltre 40.000 megawatt di energia verde prodotti all’anno da 5 impianti a biogas, strettamente integrati con le attività agricole aziendali, e da alcuni impianti fotovoltaici.

Si confermano stabili a 11.960 gli ettari in proprietà sociale e indivisibile delle cooperative, il cui impiego cresce arrivando a 11.802 di superficie agricola utilizzata destinata per l’ 88,2% a colture erbacee, l’1,4% a frutteto, il 3,1% a vigneto e 7,3% all’agroambiente. Inoltre, é da evidenziare la distintiva vocazione sementiera del gruppo, infatti il 43,8% delle produzioni è destinata a questo tipo di filiera. Da segnalare infine l’incremento degli scambi con le altre cooperative della filiera agroalimentare, che raggiungono l’81,8% per quanto riguarda i conferimenti, mentre notevole si conferma il dato sugli investimenti nel triennio 2016-2019 pari a 18 milioni di cui ben 16 effettuati con risorse proprie.

E non va dimenticato che, storicamente, le CAB sono eredi delle esperienze bracciantili del XIX secolo e rappresentano ancora oggi un’esperienza di impresa gestita democraticamente dai lavoratori unica al mondo, tanto da essere studiata anche negli Usa.

“Dante Plus” su Rai Storia nel racconto sul Poeta dello storico Alessandro Barbero

Appuntamento fra parole e immagini dedicate al “nostro” Dante, giovedì 10 dicembre (alle 21) su Rai Storia

Miccoli Manara Dante
Marco Miccoli (Bonobolabo) e il celebre illustratore Milo Manara con un suo ritratto di Dante

Il profilo del Poeta rivisitato da artisti contemporanei  si innestano nell’originale racconto della vita e delle opere di Dante Alighieri, proposto dallo storico e divulgatore Alessandro Barbero. Così la rassegna ravennate “Dante Plus”, ideata e organizzata da Bonobolabo, sbarca su Rai Storia assieme alle parole del noto studioso.

Giovedì 10 dicembre, alle 21.10 sul canale Rai Storia, il professor Barbero guiderà i telespettatori alla scoperta delll’autore della Divina Commedia, nel film documentario “Alighieri Durante, detto Dante. Vita e avventure di un uomo del Medioevo”, scritto con Davide Savelli, per la regia di Graziano Conversano, che Rai Cultura propone in prima tv affiancato dalle illustrazioni e dai video di “Dante Plus”, per l’appunto l’esposizione curata da Marco Miccoli (Bonobolabo), che dal 2016 riunisce numerosissimi artisti, diversi gli uni dagli altri che, dall’illustrazione al fumetto e alla street art, danno vita ad una nuova identità del poeta.

Soccorso 118, un anno difficile con oltre 400mila chiamate in regione

In prima linea sul fronte Covid il servizio di emergenza non ha trascurato le altre patologie. 37.839 gli interventi nel Ravennate

Un elicottero del servizio di pronto intervento del 118 dell'Emilia-Romagna
Un elicottero del servizio di pronto intervento del 118 dell’Emilia-Romagna

Un anno veramente difficile questo 2020, stravolto dall’emergenza della pandemia, per il pronto intervento del servizio 118 che in Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini, ha risposto – dall’1 gennaio al 30 novembre – a 403.269 chiamate.

La Regione, oltre e rendicontare  questo impegno del 118, in una nota stampa conferma il sostegno a un servizio, quello per il soccorso rapido su ambulanza o elicottero, fondamentale per i cittadini e i territori: una delibera di Giunta approvata in una recente seduta stanzia infatti quasi 39 milioni di euro (38.971.975) per sostenere e potenziare gli interventi di emergenza.
Una cifra, in aumento rispetto allo scorso anno, che va a coprire tutti gli aspetti e le funzionalità del 118, dalla rete radio (per cui sono a disposizione 2,3 milioni di euro) alla rete telefonica (2,4 milioni), dall’elisoccorso (17,3 milioni) alle centrali operative (8,2 milioni), e che comprende anche i costi di gestione (4,5 milioni) e le integrazioni tecnologiche (1,9 milioni).

Mediamente oltre 1.200 al giorno, sono stati gli interventi effettuati nei primi 11 mesi del 2020. Sul totale, nel 43% dei casi si è trattato di codici gialli (cioè situazioni che richiedono un intervento urgente), per il 20% di codici rossi (vere e proprie emergenze). Per quanto riguarda i motivi del soccorso, nei mesi precedenti all’emergenza Covid e durante l’estate i traumi sono stati la principale causa, seguiti dalle patologie cardiache e da quelle respiratorie, mentre nel primo periodo del lockdown le patologie infettive (e principalmente il Covid) hanno richiesto oltre il 70% degli interventi.

«L’impegno di tutto il personale del 118, da chi si occupa di gestire le richieste di intervento a chi guida gli elicotteri, è stato a dir poco fondamentale per la tenuta del nostro sistema sanitario durante quest’anno di pandemia – afferma Raffaele Donini, assessore regionale alle Politiche per la salute –. Donne e uomini che hanno visto il proprio lavoro stravolto durante la prima ondata, quando combattevamo un nemico sconosciuto e le chiamate in una giornata sono arrivate a decuplicarsi, ma hanno saputo reagire prontamente e in maniera efficace, e allo stesso tempo hanno continuato ad occuparsi di ogni altra patologia, perché dobbiamo ricordarci sempre che tutta la sanità non si è mai fermata. Continuare a finanziare con risorse certe e adeguate alle esigenze il servizio di emergenza, anche per potenziarlo da un punto di vista tecnologico è il nostro modo di garantire a tutti gli emiliano-romagnoli che c’è sempre qualcuno pronto a correre in loro soccorso».

Il mese più critico è stato marzo, con 43.068 interventi, mentre al contrario aprile è stato il periodo con meno emergenze, 32.060. A riprova di come il Covid-19 abbia influito sull’attività del servizio, a marzo si registra un aumento di interventi del 10,5% rispetto al 2019. Invece ad aprile, in pieno lockdown, gli interventi sono diminuiti dell’11,1%, a maggio del 13,3% e a giugno del 14,8%, per poi tornare ad agosto a superare i dati 2019.
Gli interventi per codice giallo nei primi 11 mesi del 2020 sono stati 173.746 (il 43,1% in calo rispetto al 44,9% del 2019), quelli per codice rosso 81.209 (20,1%, erano stati il 22,5% un anno fa), i codici verdi 144.781 (il 35,9% rispetto al 31,9% dell’anno precedente) e i codici bianchi 3.533 (0,9% contro lo 0,7% del 2019).

SOCCORSO COPPIA DI VONGOLARI ALLA PIALASSA BAIONA A MARINA ROMEA (RA)In provincia di Ravenna il 118 ha effettuato 37.839 interventi, con il 41,7% di codici gialli, il 21,6% di codici rossi e il 36,7% di codici verdi

Analizzando quattro giornate campione nel corso dell’anno, è facile valutare l’incidenza che la pandemia da Coronavirus ha avuto sul sistema delle emergenze in Emilia-Romagna.
Il 14 febbraio 2020, quindi prima del lockdown, prendendo in considerazione le principali ragioni di uscita del servizio, a fronte di 270 interventi per traumi, 243 per patologie respiratorie e 190 per patologie cardiache, gli interventi per patologie infettive erano stati 22. Poco più di un mese dopo, il 26 marzo, nel pieno della prima ondata, i traumi sono scesi a 116, le patologie respiratorie a 171 e le patologie cardiache a 118, mentre le patologie infettive sono salite a 713. In una giornata estiva standard, come il 28 luglio, i traumi hanno richiesto 315 interventi, le patologie respiratorie 205, quelle cardiache 100 e quelle infettive 49.
 Durante il picco della seconda ondata, il 16 novembre, gli interventi per traumi sono stati 186, quelli per patologie respiratorie 225, quelli per le cardiache 159 mentre quelli per patologie infettive sono tornati nuovamente predominanti con 234 casi.

 

Covid, i contagi non scendono in provincia: 219 casi. Comunicati altri 20 decessi

 

Ancora numeri alti in provincia di Ravenna nel bollettino Covid di oggi, 7 dicembre. Sono 219 (di cui 150 asintomatici) i nuovi casi accertati, su 1.578 tamponi. Sei tra i nuovi contagiati hanno avuto bisogno del ricovero in ospedale.

La Regione ha inoltre comunicato altri 10 decessi, risalenti anche a giorni precedenti. Si tratta di 7 donne (tra 85 e 99 anni) e 3 uomini (di 70, 79 e 93 anni).

Il bollettino regionale del 7 dicembre

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 135.651 casi di positività, 1.891 (di cui 1.068 asintomatici) in più rispetto a ieri, su un totale di 9.865 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 19,2%..

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 69.481 (+1.315 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 66.437 (+1.248), il 95,6% del totale dei casi attivi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 519 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 59.951.

Purtroppo, si registrano 57 nuovi decessi: 20 a Bologna (12 uomini di cui due di 83 anni, due di 88 anni e i rimanenti di 59, 61, 68, 76 77, 85, 90 e 97 anni e 8 donne di cui due di 95 anni e le rimanenti di 77, 79, 85, 87, 90 e 93 anni) 10 a Ravenna (7 donne di 85, 86, 87, 89, 93, 96 e 99 anni e 3 uomini di 60, 79 e 93 anni) 8 a Modena (6 uomini di cui due di 83 anni, due di 90 anni e i rimanenti di 72 e 96 anni e 2 donne di 87 e 91 anni), 5 a Rimini (3 donne di cui duedi 84 e una di 85 anni e 2 uomini di 89 e 91 anni), 4 a Piacenza (4 donne di cui due di 78 anni e le rimanenti di 84 e 92 anni), 4 a Reggio Emilia (3 uomini di cui due di 82 anni e uno di 77 e 1 donna di 86 anni), 3 a Parma (3 uomini di 37, 70 e 78 anni) e 3 in provincia di Forlì-Cesena (2 donne di 77 e 82 anni e un uomo di 88 anni).
In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 6.219.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 239 (-2 rispetto a ieri), 2.805 quelli negli altri reparti Covid (+69). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 13 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 13 a Parma (invariato), 30 a Reggio Emilia (-2 da ieri), 54 a Modena (invariato), 63 a Bologna (invariato), 7 a Imola (invariato), 17 a Ferrara (invariato), 13 a Ravenna (+1), 6 a Forlì (invariato), 2 a Cesena (+1) e 21 a Rimini (-3).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 13.299 a Piacenza (+118 rispetto a ieri, di cui 67 sintomatici), 11.220 a Parma (+149, di cui 69 sintomatici), 19.297 a Reggio Emilia (+227, di cui 71 sintomatici), 24.909 a Modena (+414, di cui 278 sintomatici), 26.224 a Bologna (+276, di cui 54 sintomatici), 4.060 casi a Imola (+59, di cui 25 sintomatici), 6.762 a Ferrara (+103, di cui 19 sintomatici), 9.285 a Ravenna (+219, di cui 69 sintomatici), 4.869 a Forlì (+52, di cui 34 sintomatici), 4.363 a Cesena (+81, di cui 56 sintomatici) e 11.363 a Rimini (+193, di cui 81 sintomatici).

Organizzano una festa privata, 8 multati. E il padrone di casa arrestato per spaccio

Nonostante i divieti anti Covid. Nell’abitazione ritrovato un etto di marijuana e bilancini di precisione

DSC09645I carabinieri hanno interrotto una festa privata organizzata nel weekend, nella notte, in un’abitazione del Cervese.

Una volta giunti sul posto, i militari della compagnia di Cervia-Milano Marittima durante la perquisizione hanno trovato circa 100 grammi di marijuana, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.

È stato quindi arrestato il padrone di casa, un cittadino italiano incensurato, con l’accusa di “detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti”.

Al termine dell’udienza di convalida è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Stazione Carabinieri di Cervia.

Ai partecipanti alla festa, otto persone, è stata contesta la violazione del Dpcm anti Covid, per una multa totale di 3.200 euro.

Ravenna, apre un nuovo Covid Hotel con 46 camere per cittadini in quarantena

Su due piani dell’albergo B&B, all’ingresso della città

Ravenna Esterno B&B HotelÈ stato aperto oggi (7 dicembre) a Ravenna, dopo l’esperienza di quello di Massa Lombarda la cui convenzione è scaduta a fine ottobre, un nuovo Covid Hotel.

La struttura alberghiera, il B&B Hotel Ravenna,  possiede i requisiti di sicurezza previsti e ha a disposizione 46 camere,  dislocate su due piani della struttura alberghiera.

Ospiterà prevalentemente cittadini ravennati, covid positivi asintomatici o paucisintomatici e coloro per i quali è stata disposta la quarantena ma non possono restare isolati in modo adeguato al proprio domicilio. Si tratta di persone  autosufficienti e senza bisogno di particolari  cure, che verranno contattati costantemente dagli operatori sanitari  o dal proprio medico di Medicina Generale per verificare il loro stato di salute.

 

Al posto dei tradizionali cesti, regalano giochi e colori ai bambini della Pediatria

Donazione della Tim Color al reparto dell’ospedale di Ravenna

Tim Color donazione Pediatria RavennaNuova, importante donazione, per la Pediatria di Ravenna, da parte della ditta ravennate “Tim Color Service srl”, che quest’anno al posto dei tradizionali cesti natalizi ha preferito puntare sulla beneficenza.

Luca Spinella e Valentina Saragoni, in rappresentanza dell’azienda, sono giunti alle porte del reparto diretto dal dottor Federico Marchetti, con una notevole quantità di doni, tra cui giochi, strumenti musicali, colori e calendari, predisposti con passione per i bimbi e piccoli pazienti, che vi trascorreranno il Natale e forse anche oltre.

I donatori, essendo loro stessi genitori – sottolinea l’Ausl in una nota inviata alla stampa –, si sono mostrati molto sensibili alla salute dell’infanzia e, accolti dal dottor Marchetti e dal suo staff, hanno tenuto a motivare il loro gesto mosso da vicinanza sia ai sanitari che si trovano ad operare con enorme impegno in un momento particolare, sia ai pazienti che verosimilmente non potranno vivere le festività prossime nel proprio ambiente.

Gnocchi il faentino: «La pandemia mi ha toccato da vicino: ho perso degli amici»

Il comico a tutto tondo: «Lavoro su Rete 4 con Porro, ma resto di sinistra, mi piace Bonaccini. In passato mi hanno proposto cinepanettoni, ma non mi piacevano»

GeneGnocchiGene Gnocchi, 65 anni compiuti lo scorso marzo, è tra i comici più longevi in Italia, con una carriera che va avanti ininterrottamente dall’inizio degli anni ottanta, quando debuttò allo Zelig di Milano, probabilmente annoiato da quella di avvocato iniziata qualche anno prima dopo la laurea in Giurisprudenza.

Originario di Fidenza, è ormai faentino d’adozione. La nostra chiacchierata parte proprio da qui.

Gene, come mai Faenza? Riesci a vivere la città? Come ti trovi?
«Mi sono trasferito da ormai 8 anni perché ho sposato una faentina e qui sono nati i nostri figli. Per quanto possibile, essendo spesso in giro per lavoro, riesco a vivere una città che definirei tranquilla e “curiosa”, con tante manifestazioni interessanti, dal Mei alle iniziative dedicate alla ceramica. Ma frequento anche il resto della provincia, vado al mare a Cervia, conosco Ravenna, dove ci sono i miei amici del Bronson (con cui ha collaborato per il suo ultimo spettacolo a tema musicale, ndr)».

Ti fermano per strada, i faentini?
«Beh sì, capita. Mi chiedono cosa sto facendo, ma anche come fare a mandare la figlia a X Factor, o allo Zecchino d’oro, non so perché».

Come stai vivendo questa pandemia? Sei spaventato? Incazzato? Negazionista?
«No, non certo negazionista, perché purtroppo in particolare la prima ondata mi ha toccato molto da vicino. Sono originario di una zona dove il virus ha colpito forte e ho perso quattro amici, con cui avevo giocato a calcio in gioventù. Gente che in quattro giorni è morta e che stava bene, non aveva “patologie pregresse”. Questa cosa mi ha segnato parecchio e ho paura di poter essere contagiato».

Come ogni cosa, anche la pandemia, con tutto quello che ne consegue, ha però un lato comico. Come lo affronti, da comico?
«Se uno fa questo lavoro deve sforzarsi di trovarlo e in effetti ogni cosa ce l’ha, come dici tu. Poi bisogna avere il buon gusto e la sensibilità di non toccare corde troppo scoperte, di non essere troppo pesanti. Però, ecco, nei miei lavori ho scritto battute sulla pandemia, in particolare sul lockdown, quando pur di uscire la gente divideva i rifiuti in 15-16 sacchettini piccoli. O, ancora, ho diffidato dal cantare dai balconi, per evitare di far emergere tutti quelli abusivi costruiti in Italia».

E hai trovato anche lati positivi, nella pandemia?
«Questa estate lo avevo detto, la pandemia aveva prodotto un risultato positivo: evitare un nuovo arrivo di cantanti spagnoli. È stato un motivo di grande sollievo. Ora però basta, sono disposto a sopportare anche questo, pur di porre fine a questa emergenza».

Emergenza che ha chiuso anche i teatri, mentre i centri commerciali per esempio restano aperti…
«Parto dal fatto che la salute va salvaguardata. Ma non si capisce perché in effetti in altre situazioni con il distanziamento è stato possibile salvaguardare l’attività, mentre il settore culturale non è nemmeno stato preso in considerazione. Non si capisce perché si possa andare al ristorante ma non si possa visitare un museo: l’impressione è che non si sia dato il giusto valore alla cultura. Poi va anche detto che alcuni spettacoli in presenza sono riuscito a farli ed è tutta un’altra cosa. Con il pubblico distanziato, spaventato, la percezione è diversa. Ecco, personalmente preferirei tornare a teatro solo quando sarà di nuovo una festa, quando tutto sarà finito».

Gene Gnocchi SalviniQuindi cosa ne pensi di come la politica sta gestendo questa emergenza?
«Faccio parte di “Quarta Repubblica” (il talk show politico del lunedì in prima serata su Rete Quattro, condotto da Nicola Porro, ndr) e quindi sono in qualche modo anche obbligato a interessarmi di questo aspetto. E posso solo dire che durante la prima ondata era più facile concordare con il Governo, mentre ora alcune decisioni, come quelle di cui parlavamo prima, sono più difficili da capire. In generale si fa molta più fatica ad accettare diktat, anche perché non sono sempre coerenti».

Ecco, parliamo del tuo arrivo quest’anno a “Quarta Repubblica”, dopo aver lasciato “Dimartedì”. Il tuo passaggio da Floris a Porro, è stato parecchio commentato sui social. C’è chi ti ha pure accusato di passare alla destra.
«Che sciocchezza, da Porro ho preso per il culo Salvini senza problemi e allo stesso modo un Boccia o un Toninelli (l’ultima gag di Gene è proprio sull’ex ministro, la cui foto è stata presa da esempio per indicare come si potrebbe rischiare di diventare se non ci si vaccinerà, ndr). Ho interrotto il rapporto con Floris solo perché non credevo più nella “copertina” intesa in senso classico, come una parentesi iniziale di presentazione e stop. Volevo partecipare più attivamente durante tutto il programma, entrare nel contraddittorio. Floris non era dell’idea, con Porro invece ho trovato un accordo. E devo pur sempre mantenere anche due-tre famiglie…».

Quindi non sei diventato di destra…
«Sono stato sempre di sinistra, anche solo per rispetto di mio padre non potrei mai neanche prendere in considerazione di votare per la destra. Nonostante sia comunque una persona aperta, anche nelle letture, per esempio, non posso non definirmi di sinistra. Ma il problema è un altro: qual è la sinistra oggi? Non lo so, francamente».

Non hai quindi un politico di riferimento?
«Se dovessi dire un nome che mi ispira fiducia, visto che l’ho anche conosciuto personalmente, così come in passato Bersani, oggi è quello di Bonaccini (che Gene Gnocchi ha pure imitato e recentemente ha anche presentato sul palco di piazza del Popolo, a Faenza, nella festa di chiusura di campagna elettorale di Massimo Isola, poi eletto sindaco, ndr). Mi sembra uno con la testa sulle spalle, di buon senso e molto “pratico”».

E un politico che ti piace prendere in giro o imitare?
«Qui ovviamente c’è l’imbarazzo della scelta. Tutti fanno o dicono continuamente strafalcioni. Uno particolare che mi piacerebbe “portare” in tv è un giornalista, Ferruccio De Bortoli. O Piero Sansonetti. Anche se sono appunto notisti politici. I politici veri li fa praticamente già tutti Crozza. Ecco, un’idea: potrei fare Crozza».

Sei entrato da poco su Facebook. Cosa ne pensi e come usi i social?
«Diciamo che me l’hanno consigliato. E cerco di utilizzarli per informarmi e per fare promozione alle mie attività. Non mi metto certo a perdere del tempo a rispondere a insulti o cose del genere».

Passiamo al calcio, tua grande passione.
«Ecco sì: chi nasce calciatore (è stato anche un giocatore di serie C, ndr), come me, sa che cosa significa. Se mi dicono che non faccio ridere, poco mi importa, ma se mi dicono che non so, o non sapevo, giocare a calcio, non lo accetto, mi infurio».

Ti piace ancora guardarlo?
«È cambiato tutto. Da rose con 15 giocatori si è passati a 40, con la tv a pagamento ci sono troppe partite. Una volta aspettavi la Coppa Campioni come Natale mentre adesso c’è tutte le settimane. Ma mi piace ancora, il gesto tecnico è sempre affascinante, ora a maggior ragione quando realizzato ad alta velocità».

Cosa ne pensi delle celebrazioni per la morte di Maradona e delle polemiche che ci sono state sulla sua vita privata?
«Beh, uno che ha fatto tali bellezze, va ricordato per quello. Anche se calcisticamente parlando a me piace molto Messi e non so se sia davvero così inferiore. Per quanto riguarda la vita privata, in un personaggio pubblico può essere oggetto di discussione. Ma in questi giorni molti mi sono sembrati lupi in attesa di accanirsi, non mi è piaciuto».

E a proposito di calcio, ogni giorno strappi un sorriso a milioni di italiani con il tuo “Rompipallone” sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport. Da quanti anni esiste? Come fai ad avere questa continuità?
«Sono 12 anni che ho iniziato, ma il calcio è una miniera in questo senso. A volte ne mando anche 3-4 al giorno in Gazzetta e poi scelgono loro in base al tema della prima pagina, spesso purtroppo il meno divertente. E capita che qualcuno si incazzi, gli juventini per esempio, ma con i social, perfino il Canicattì, se tirato in ballo in una battuta…».

Un’ultima curiosità: rispetto ai tuoi colleghi, non hai mai tentato di fare “cassa” con il cinema.
«Mi hanno proposto dei cinepanettoni o simili, che non mi piacevono. Non ho mai voluto fare film che io per primo non sarei andato a vedere. Però qualche soddisfazione con il cinema me la sono tolta, ho avuto la fortuna di lavorare con Lina Wertmüller, è stata una grande palestra, nonostante il fim sia brutto (si tratta di “Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica”, del 1996 ndr). Mentre credo sia molto bello invece quello che ho fatto in quello stesso periodo con Giuseppe Piccioni (“Cuori al verde”, ndr)».

È attivo il “Cashback”: fino a 150 euro di rimborso sulle spese fino al 31 dicembre

Il nuovo meccanismo parte dall’8 dicembre in via sperimentale per gli acquisti di Natale

Pos Bancomat PagamentiÈ attivo il nuovo “Cashback”, il meccanismo di rimborso di Stato del 10% sulle spese con carte, bancomat e app che partirà dall’8 dicembre.

Il governo per il debutto ha preparato diversi vademecum online, a partire da quello reperibile sul sito io.italia.it/cashback che spiega tutti i passaggi da compiere per registrarsi e illustra i dettagli del funzionamento. Il mese di dicembre sarà la fase “sperimentale” e darà diritto a un extra-cashback da massimo 150 euro sugli acquisti di Natale, soldi che saranno accreditati sul conto corrente a partire da febbraio.

A gennaio si entrerà a regime con due rimborsi l’anno da 150 euro, ogni 6 mesi, e due “supercashback”, cioè due rimborsi da 1.500 euro per i primi 100mila cittadini che faranno più transazioni.

Ci sono tre step per l’iscrizione sulla app pubblica. Per prima cosa bisogna munirsi di Spid, l’identità digitale per accedere ai servizi della pubblica amministrazione, o carta d’identità elettronica. Poi va scaricata sul telefonino la app Io, con l’ultimo aggiornamento che renderà operativo il servizio nella sezione “Portafoglio”. Ultima mossa registrare le carte o gli altri metodi di pagamento con cui si intende partecipare al programma e indicare il codice Iban su cui si vuole ricevere il rimborso. Chi già ha registrato le sue carte sulla app dovrà solo cliccare sul pulsante “Attiva il cashback”.

Anche gli operatori stanno rendendo disponibili sistemi per registrarsi al programma senza necessariamente avere Spid e la app io. È il caso di chi utilizza Hype e Satispay o di chi ha carte del circuito Nexi. Ma altri dovrebbero attivare il servizio nelle prossime settimane. Quasi tutti gli operatori hanno aderito al progetto, in ogni caso è bene controllare che la propria carta o app di pagamento sia tra quelle convenzionate.

Una volta registrati e indicati i metodi di pagamento con cui si vuole partecipare ci si potrà presentare al bar, al ristorante, nei negozi, al supermercato e pagare con le carte o le app come si fa abitualmente. Sono inclusi anche i servizi di artigiani e professionisti e non ci sono limiti merceologici (valgono anche gli acquisti in farmacia, per esempio). Sono esclusi invece gli acquisti online. Il sistema registrerà i pagamenti che saranno visibili dopo qualche giorno sulla app, che mostrerà lo storico e i dettagli dei pagamenti ma anche la “posizione in classifica” basata sul numero di transazioni che danno diritto al supercashback. Ognuno saprà quindi in tempo reale quante transazioni mancano per entrare in graduatoria o quante ne servono per scalare la classifica.

Il programma per ora è previsto per due anni, con una prima fase sperimentale di un mese a dicembre. Nel primo anno in tutto si potranno ottenere fino a 3.450 euro, contando anche il supercashback di Natale. Per ottenere i primi 150 euro basteranno 10 transazioni tra l’8 e il 31 dicembre con carte, bancomat o app. Non c’è infatti un limite minimo di spesa ma un numero minimo di transazioni, che a regime diventano 50 a semestre, a partire da gennaio. Ci sono invece limiti massimi: si possono ottenere massimo 15 euro di rimborso ogni singola spesa (il cashback del 10% si applica fino a 150 euro, anche se la spesa effettiva è superiore) e fino a 150 euro complessivi (su 1.500 euro di spesa ogni sei mesi). Il meccanismo è pensato per incentivare gli acquisti quotidiani, compresi i micropagamenti, e ridurre in tutti i campi l’utilizzo del contante. Per cambiare le abitudini di consumo aiuterà anche la scelta di Pagobancomat di azzerare le commissioni sui pagamenti sotto i 5 euro per i prossimi 2 anni, facilitando gli esercenti a dotarsi del Pos.

Addio al contante, dunque, il momento è quello giusto. Alla vigilia di Natale parte il piano Italia Cashless, di cui la ‘lotteria degli scontrini’ è il progetto che ha fatto discutere e incuriosito ma il cui cuore sta nella spinta ad acquistare con le app o con le carte di credito, ingolositi magari da un piccolo premio, il cosiddetto ‘cashback’. “Sono certo che quando le persone inizieranno a pagare in modo elettronico, non torneranno più indietro, generando benefici per tutti” commenta Alberto Dalmasso, ceo e fondatore di Satispay che ha seguito il progetto partecipando al tavolo con il Governo. (Ansa.it)

È morto Mirco Coffari, noto dirigente dell’hospice Villa Adalgisa di Ravenna

Figura di spicco dei servizi sanitari e del volontariato locale, aveva 58 anni. Il cordoglio dell’Arcivescovo e del Sindaco

Mirco MiccoliÈ morto questa notte Mirco Coffari, 58 anni, presidente di “Scienza e Vita Ravenna” e Case manager  – il coordinatore tra la realtà ospedaliera, l’hospice e le cure domiciliari – dell’Hospice Villa Adalgisa, in cui era impegnato dopo anni di servizio a Santa Teresa. Oltre a presiedere “Scienza e Vita”, era anche il referente locale del comitato “Difendiamo i nostri figli” e promotore di tantissime iniziative per diffondere la cultura della vita.

La notizia arriva da un comunicato stampa della Diocesi di Ravenna che traccia brevemente la figura umana e le competenze di Coffari: «Dal punto di vista professionale, dopo anni in prima linea come infermiere di Pronto Soccorso e 118, si era speso anche in ambito formativo come coordinatore didattico, tutor e docente di Scienze Infermieristiche per poi ricoprire vari ruoli di coordinamento a Santa Teresa e all’interno del Polo Sanitario e, dal 2014 all’hospice Villa Adalgisa prima come coordinatore infermieristico e poi come Case manager. Lascia la moglie Fiorella e la figlia Elisabetta, entrambe molto conosciute in Diocesi per l’impegno nel mondo del volontariato e della Pastorale Giovanile. Per via dell’emergenza sanitaria i funerali si terranno in forma strettamente privata ma la famiglia chiede di unirsi nella preghiera per la sua anima».

Fra le tante testimoniaze di cordoglio espresse in queste ore quella dell’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignore Lorenzo Ghizzoni:  «…Era impegnato nella diffusione della cultura della vita. Una perdita molto forte per la sua famiglia, per la comunità cristiana, per il servizio sanitario. Accompagniamo con la preghiera il suo passaggio con la certezza che il Signore lo accoglierà nel suo Regno».

E il ricordo del sindaco De Pascale: «Apprendo con immenso dispiacere della scomparsa di Mirco Coffari. La nostra comunità perde una persona di straordinaria umanità e di grandissima professionalità, molto stimato da tutto il mondo socio-sanitario e anche dalle famiglie degli ospiti della struttura, che trovavano in lui riferimento e conforto. Alla sua famiglia, ai suoi cari, a tutto lo Ior e ai colleghi e alle colleghe dell’Hospice vanno le più sincere condoglianze mie e di tutta l’amministrazione».

 

 

 

Nel Ravennate i nuovi positivi al virus calano a 162. Ma si contano 17 vittime

In Emilia-Romagna i contagi di oggi sono a quota 1.778, i decessi 88. Meno pazienti in terapia intensiva

Tamponi Coronavirus 1280x720Nel Ravennate oggi si sono registrati 168 casi di contagio al Coronavirus. Sono 78 maschi e 90 femmine; 122 asintomatici e 46 con sintomi; 162 in isolamento domiciliare e 6 ricoverati. Sono stati rilevati 111 da contact tracing; 39 per sintomi; 15 per test privati; 2 per rientro dall’estero (Ucraina e Marocco); 1 per test ricovero.  I tamponi eseguiti in provincia sono stati 2.576.
Oggi sono 17 decessi confermati, risalenti  però anche a giorni precedenti Si tratta comunque di 11 pazienti di sesso femminile di 53, 79, 83, 87 89, 91 (2), 93, 94 (2) e 95 anni, e di 6 pazienti di sesso maschile di 58, 81, 83, 86 e 87 (2) anni. Sono state comunicate anche 7 guarigioni.
I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio nel territorio provinciale sono dunque 9.066.

In ambito regionale i nuovi positivi comunicati per oggi sono 1.788 in più rispetto a ieri, su un totale di 11.171 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 16%. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,3 anni.
La situazione dei contagi nelle province vede Modena con 344 nuovi casi, Bologna (367), Reggio Emilia (278), Ravenna (168), Rimini (155), Parma (116), Piacenza (95), Ferrara (140), quindi i territori d Cesena (32), Imola (63) e Forlì (30).

Complessivamente in Emilia-Romagna si contano 88 nuovi decessi per un totale da inizio pandemia di 6.162 vittime.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 241 (-2 rispetto a ieri), 2.736 quelli negli altri reparti Covid (+29). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti:12 a Piacenza (-3 rispetto a ieri), 13 a Parma (-3), 32 a Reggio Emilia (-1 da ieri), 54 a Modena (+1), 63 a Bologna (invariato), 7 a Imola (+2), 17 a Ferrara (+2), 12 a Ravenna (invariato), 6 a Forlì (invariato), 1 a Cesena (-1) e 24 a Rimini (+1).

Ennesima allerta meteo per pioggia e mareggiate fino alla mezzanotte di lunedì

Il maltempo sembra non mollare, l’allarme è moderato, di categoria gialla

PoggiaIn continuità con l’allarme già in corso oggi domenica 6 dicembre, fino alla mezzanotte di domani, lunedì 7 dicembre, è attiva nel territorio del comune di Ravenna una nuova allerta meteo (la numero 96), per criticità idraulica e costiera, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia-Romagna. L’allerta è gialla.

L’allerta completa si può consultare sul portale Allerta meteo Emilia-Romagna (https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it/) e anche attraverso twitter (@AllertaMeteoRER); sul portale sono presenti anche molti altri materiali di approfondimento, tra i quali le indicazioni su cosa fare prima, durante e dopo le allerte meteo, nella sezione “Informati e preparati” (http://bit.ly/allerte-meteo-cosa-fare).

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