domenica
21 Giugno 2026

Matilda e Lucciola non ballano: «Regole non chiare, aspettiamo norme precise»

Gestori e organizzatori delle serate nella discoteca e nel bagno di Marina attendono norme più precise per riaprire in sicurezza in caso di controlli

69476093 10156362260131196 4684754304169410560 ODal 19 giugno in Emilia-Romagna possono riaprire le discoteche se all’aperto e molti locali si sono rimessi in moto ma non il Matilda e il bagno Lucciola che organizza la serata “Ballo Scalza”: i gestori vedono «conflittualità fra la norma, la sua attuazione e i potenziali controlli».

L’apertura della stagione estiva 2020 quindi è ancora rimandata per almeno un’altra settimana. Il Matilda riaprirà il 26 giugno, per il Ballo Scalza si attenderà probabilmente venerdì 3 luglio.

Mattia Montanari, gestore del Matilda, Alberto Celli, titolare del Lucciola ed Enea Casadei Baldelli di Abc Group che organizza “Ballo Scalza” spiegano la loro decisione: «Non c’è polemica, consapevoli delle difficoltà con cui comunque si è arrivati ad autorizzare le riaperture in una fase come questa: la nostra scelta è motivata solamente dal desiderio di essere sicuri su come comportarci, condividendo con le autorità un metodo di lavoro che non crei problemi. Sappiamo che Regione e Comune stanno ragionando fra loro su questo, quindi aspettiamo. Tutti abbiamo voglia di aprire, ma vogliamo farlo in un contesto regolare, con tranquillità: aspettiamo le norme precise, che sono in arrivo in questi giorni».

Scontro frontale moto-camion: la vittima è Enio Villa, aveva 45 anni

L’incidente del 19 giugno in via San Giovanni, all’altezza dell’incrocio con via Gaggio

La vittima dell’incidente stradale avvenuto ieri, 19 giugno, a Cotignola è Enio Villa. Il 45enne abitava in paese ma era originario di Faenza. In sella alla sua motocicletta, una Bmw 800, si è schiantato contro un camion in via San Giovanni, all’altezza dell’incrocio con via Gaggio. Il 118 è intervenuto con un’ambulanza e l’elicottero ma non è stato possibile salvare la vita del motociclista. Il camionista, un 52enne, è rimasto illeso ma molto scosso dall’accaduto. Il motociclista viaggiava verso Lugo, l’autoarticolato procedeva in senso opposto e stava per svoltare a sinistra per entrare in un’azienda.

Ordinanze antialcol e antivetro fino al 31 ottobre in via Gulli e zona stazione

Prorogati i provvedimenti che scadevano il 30 giugno: divieto di consumo di bevande alcoliche in qualsiasi contenitore, divieto di consumare alimenti e bevande in genere forniti in bottiglie di vetro e lattine. Sanzioni da 200 a 500 euro

Polizia Municipale1Il Comune di Ravenna ha prorogato fino al 31 ottobre le ordinanze antialcol e antivetro nella zona della stazione e isola San Giovanni e in quella di via Gulli, tra le vie Aquileia e Nicolodi in scadenza il 30 giugno. La motivazione sta «negli effetti positivi delle precedenti ordinanze che hanno permesso il contenimento di fenomeni di degrado urbano e ambientale, tutelando la sicurezza».

Le due ordinanze impongono il divieto di consumo di bevande alcoliche in qualsiasi contenitore (ad eccezione delle aree di pertinenza degli “esercizi pubblici di somministrazione bevande”, “esercizi commerciali” e “attività artigianali del settore alimentare”), il divieto di consumare alimenti e bevande in genere forniti in bottiglie di vetro e lattine e quello di abbandonare bottiglie di vetro, lattine e contenitori in genere. Sono ammesse deroghe in concomitanza con particolari eventi di interesse per la cittadinanza (feste di quartiere, ricorrenze, eccetera) previa autorizzazione del sindaco, sentito il comando di polizia locale.

Tali divieti saranno in vigore nell’ambito della zona Isola San Giovanni, giardini Speyer ed aree limitrofe di piazza Anita Garibaldi, via Giosuè Carducci e le laterali via San Giovanni Bosco e parco Amadesi e via Monghini, viale Carlo Luigi Farini, piazza Carlo Luigi Farini, viale Giorgio Pallavicini, via Alberoni (nel tratto compreso fra viale Pallavicini e via Candiano) e via Candiano, via di Roma (nel tratto compreso tra via Diaz e via Carducci), piazza Mameli, via Maroncelli (nel tratto compreso tra viale Farini e via Colonna) e nell’ambito di via Gulli nel tratto compreso tra le intersezioni con via Aquileia e via Nicolodi.

Ferma restando l’eventuale applicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste dalle vigenti disposizioni legislative e regolamentari, le violazioni alla presente ordinanza sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 200 euro ad un massimo di 500 euro.

Royal Caribbean sposta la partenza delle crociere da Venezia a Ravenna per il 2021

Le incertezze per le navi in laguna hanno spinto la compagnia americana a scegliere Porto Corsini come home port per i viaggi della Rhapsody of the Seas

Una nave attraccata al terminal crociere di Porto Corsini

La compagnia americana di crociere turistiche Royal Caribbean nel 2021 userà Ravenna come porto di partenza e arrivo per la nave Rhapsody of the Seas (2.400 passeggeri) che attualmente usa Venezia e in passato aveva già toccato il terminal di Porto Corsini.

La scelta, secondo quanto riporta la stampa specialistica, sarebbe già stata comunicata ai clienti che avevano prenotazioni concluse e sarebbe dettate dalle incertezze attorno alla presenze delle navi nella laguna veneta. Da Venezia la Rhapsody attualmente parte per tre tipi di crociera: isole greche, Grecia e Croazia, nord Adriatico. Il sito della compagnia propone una partenza a settimana per i mesi di settembre e ottobre.

E così la compagnia infiocchetta Ravenna per far ingoiare la pillola ai suoi clienti: «Una città a sole due ore a sud da Venezia». Royal Caribbean offrirà il trasferimento gratuito ai passeggeri dall’aeroporto di Venezia a Ravenna e ritorno.

Il terminal passeggeri di Porto Corsini passa all’incasso vedendo realizzarsi uno scenario da tempo ipotizzato: le restrizioni e le polemiche per le grandi navi sotto il campanile di San Marco stanno invogliando alcune compagnie a rivedere le rotte e Ravenna non è così distante. Diventare home port di una rotta può avere ricadute sulle presenze turistiche locali.

Trasporto pubblico: più posti sui bus, evitando di stare faccia a faccia

Le nuove regole consentono di arrivare al 60 percento della capienza ma rimangono alcune limitazioni

Autobus PiazzaIn base alle nuove disposizioni previste dal Dpcm 11 giugno, da sabato 20 giugno aumenta la capacità dei bus del trasporto pubblico locale in Romagna. Sarà possibile garantire un riempimento dei mezzi fino al 60 percento dei posti normalmente consentiti, privilegiando i posti in piedi. «Sarà inoltre consentito – si legge in un comunicato dell’azienda pubblica di trasporti – l’utilizzo in verticale delle sedute senza alternanza, purché sia escluso il posizionamento “faccia a faccia” e l’affiancamento tra due persone». Al raggiungimento del carico massimo consentito i mezzi effettueranno solo fermate in discesa, inibendo il carico fino ad una nuova capacità.

Sono confermate tutte le misure adottate in precedenza al fine di prevenire le occasioni di contagio: l’obbligo di utilizzo della mascherina a bordo dei bus e alla fermata di attesa, l’inibizione mediante apposita segnaletica di alcuni sedili per la seduta, per garantire il distanziamento sociale. La porta anteriore del mezzo continuerà a restare chiusa: per la salita e la discesa potranno essere utilizzate le altre porte, nel rispetto dell’apposita segnaletica esposta. In caso di presenza alla fermata di clienti con cane guida o bastone bianco, l’autista fermerà l’autobus con la porta di salita attualmente definita davanti alla persona, alla quale sarà riservato un posto in prossimità della stessa porta.

È consigliato l’acquisto di titoli di viaggio on line o con app. La vendita da parte del conducente è sospesa. Le emettitrici di bordo, ove presenti, sono invece utilizzabili.

Start Romagna ricorda che i propri mezzi sono regolarmente sanificati da personale specializzato. A partire da lunedì 22 giugno, per attestare l’avvenuta sanificazione, sul finestrino lato guida verrà apposto un bollino adesivo rotondo, di colore diverso in base al giorno della settimana in cui la sanificazione viene operata.

A 63 anni è morto Giorgio Re, operatore pastorale di Santa Maria in Porto

Molto noto nell’ambiente diocesano, collaboratore del Carnevale dei Ragazzi Città di Ravenna

GiorgioAll’età di 63 anni è morto Giorgio Re, operatore pastorale della parrocchia di Santa Maria in Porto, collaboratore del Carnevale dei Ragazzi Città di Ravenna, membro del comitato diocesano Madonna Greca, collaboratore di tante iniziative diocesane. Re era molto noto negli ambienti diocesani.

L’arcidiocesi di Ravenna-Cervia si unisce al dolore della famiglia, della moglie Anna Maria e dei figli Agnese e Stefano, dei parenti, degli amici. Il vescovo Lorenzo Ghizzoni, e tanti sacerdoti lo ricordano «per la generosità, l’ingegno, la costanza e la fedeltà agli impegni, la fede franca e l’amore alla nostra Chiesa.

I funerali si terranno lunedì 22 giugno alle 16 nella sua parrocchia, Santa Maria in Porto.

Il concerto di Massimo Ranieri in piazza a Cervia slitta da luglio a settembre

Il sindaco soddisfatto per aver recuperato uno dei tre grandi eventi in centro

Il concerto-spettacolo “Oggi è un altro giorno – Sogno e son desto” di Massimo Ranieri previsto per l’11 luglio in piazza Garibaldi a Cervia è stato spostato al 5 settembre nella stessa sede. «Abbiamo lavorato intensamente come amministrazione per confermare l’evento – dice il sindaco Massimo Medri –, non potevamo permetterci di perdere tutte e tre le date in Piazza Garibaldi (De Gregori e Ficarra e Picone le altre due, ndr). Sarà un concerto che rispetterà tutte le misure Covid, ma una grande festa per tutta la città. La musica a Cervia non si ferma e continuerà ad essere viva e presente anche quest’anno». I biglietti già emessi saranno validi per la nuova data. I nuovi biglietti si possono già trovare sul circuito Ticketone.

Coop Alleanza ha piantato 1.240 alberi nella pineta distrutta dalla tromba d’aria

Specie arboree autoctone: il pino, l’acero campestre, il frassino e l’orniello

Parco Naturale InauguratoNell’area della pineta di Cervia colpita a luglio 2019 da una tromba d’aria sono stati piantati 1.240 giovani alberi grazie all’iniziativa di Coop Alleanza 3.0 che rientra nella Campagna Mosaico Verde di AzzeroCO2 e Legambiente. Stamani, 19 giugno, si è inaugurato l’intervento di forestazione.

Il parco naturale di Cervia è costituito da una pineta di circa 27 ettari che si estende fino a Milano Marittima e rientra all’interno di un Sic (Sito di Importanza Comunitaria). L’intervento di piantumazione ha interessato quattro aree tra loro contigue, le specie arboree scelte sono tutte autoctone, coerenti con le condizioni climatiche e naturalistiche dell’area, tra le quali: il pino, l’acero campestre, il frassino e l’orniello.

L’iniziativa di Coop Alleanza 3.0 si chiama “Un nuovo socio un nuovo albero”: prevedeva dall1’ ottobre al 30 novembre scorsi, per ogni giovane nuovo socio tra i 18 e i 25 anni l’impegno della cooperativa a piantare un nuovo albero.

Coronavirus, giornata da zero assoluto: nessun caso, nessun morto, nessun guarito

Il dato per la provincia resta stabile a 1.036 diagnosi di cui già 900 guariti e 87 deceduti

maturità 2020Anche per la giornata di oggi, 19 giugno, per il territorio provinciale di Ravenna non sono stati diagnosticati nuovi casi di positività al coronavirus rispetto a ieri. Non vi sono stati neppure decessi né nuove guarigioni. I casi complessivamente diagnosticati da inizio contagio (fine febbraio) nel Ravennate restano dunque 1.036, confermati alle 12 del 19 giugno. Sono, invece, 88 le persone in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.

La distribuzione per comune resta la seguente:
456 Ravenna
133 Faenza
79 Cervia
68 Lugo
62 Russi
40 Bagnacavallo
31 Alfonsine
23 Castelbolognese
21 Fusignano
16 Cotignola
12 Massa Lombarda
11 Brisighella
8 Conselice
8 Riolo Terme
6 Solarolo
4 Sant’Agata sul Santerno
2 Casola Valsenio
1 Bagnara
57 residenti al di fuori della provincia di Ravenna

Con la moto contro un camion cisterna: 45enne muore sul colpo

Scontro frontale in via San Giovanni. Il mezzo pesante stava svoltando

35c20806 C672 4946 8a69 Ce3484e8358cLo scontro frontale con un camion cisterna è stato fatale per un uomo di 45 anni che percorreva via San Giovanni da Cotignola a Barbiano in sella a una motocicletta. L’incidente si è verificato nel pomeriggio di oggi, 19 giugno, verso le 16. Il motociclista è morto sul colpo: quando il 118 è arrivato sul posto ha potuto solo constatare il decesso.

L’esatta dinamica dovrà essere ricostruita dalle forze dell’ordine che stanno svolgendo i rilievi. Al momento si sa che il mezzo pesante viaggiava in direzione opposta alla moto e stava svoltando a sinistra per entrare in un’azienda.

L’incidente arriva a distanza di soli due giorni da un’altro che era costato la vita a un uomo in scooter.

In provincia di Ravenna 198 denunce all’Inail per infortuni sul lavoro da Covid

I dati forniti dalla Cisl. Sette su dieci sono donne. Nel ravennate anche uno dei 14 decessi in regione a seguito di denuncia. Il segretario: «Sono a rischio i lavoratori fragili»

Infermiere CovidIn provincia di Ravenna le denunce all’Inail per infortuni sul lavoro da Covid-19 fino al 31 maggio sono state 198 (137 donne e 61 uomini): è la provincia della Romagna con i numeri più bassi ma anche quella dove si è registrato l’unico decesso a seguito di denuncia di infortunio (14 in totale in regione). Il totale dei lavoratori infortunati in Romagna è 957, il 20 percento del totale regionale (4.777). Sono dati diffusi dal sindacato Cisl.

A livello romagnolo l’incidenza delle donne è al 72 percento. «Questo è spiegabile – afferma Francesco Marinelli, segretario generale della Cisl Romagna – dal fatto che le professioni più colpite e più a contatto con il virus sono prevalentemente svolte da donne. Il 66 percento degli infortuni infatti proviene da lavoratori impiegati nella sanità e nell’assistenza sociale, a seguire i lavoratori della pubblica amministrazione (19 percento) e 1,6 percento invece nel commercio».

In Emilia-Romagna tra i tecnici della salute le maggiori denunce di contagio provengono da infermieri, mentre tra le professioni nei servizi sociali e sanitari il 99,6 percento sono Oss. Anche nei decessi a seguito di denuncia di infortunio da Covid oltre la metà riguardano medici infermieri e operatori sanitari.

«Come organizzazione sindacale siamo stati molto impegnati nella preparazione e sottoscrizione di centinaia di protocolli anticontagio aziendali, – continua Marinelli -. Ora è importante che vengano rispettati affinché non si fermi la discesa dei contagi. Dai sopralluoghi che i nostri Rls/Rlst stanno facendo nelle aziende per verificare l’attuazione dei protocolli, riscontriamo come, soprattutto nelle piccole aziende, poca attenzione è stata data ai lavoratori fragili, ovvero quei lavoratori o lavoratrici affetti da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, che sono invece coloro che più di tutti devono proteggersi dal contagio».

Marinelli sostiene la necessità per il datore di lavoro di operare con l’ausilio dell’Rspp, ma soprattutto del medico competente per definire “accomodamenti ragionevoli”, «le soluzioni appropriate che possano garantire al lavoratore “fragile” il re-inserimento e la permanenza al lavoro in salute e sicurezza».

Stoccaggio San Potito: in consiglio regionale Coraggiosa chiede chiarimenti

Presentata una interrogazione alla giunta per fare luce sulle autorizzazioni richieste da Edison per il sito nella Bassa Romagna

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L’impianto di San Potito

La concessione di stoccaggio gas San Potito e Cotignola è al centro di un’interrogazione presentata da Igor Taruffi e Federico Amico, consiglieri regionali di Emilia-Romagna Coraggiosa. I due chiedono lumi alla giunta sull’autorizzazione delle prove di iniezione in sovrapressione richieste da Edison Stoccaggio.

Il 13 marzo 2018 Edison Stoccaggio ha presentato l’istanza per eseguire prove di iniezione nel giacimento di San Potito (BB1) con l’obiettivo di ampliare la capacità di stoccaggio grazie al superamento dell’originaria pressione statica di fondo. La richiesta è stata autorizzata dal ministero dell’Ambiente nel 2019, che ha disposto anche l’esclusione dalla procedura di valutazione di impatto ambientale (Via). Al contrario la Regione, nelle sue osservazioni del 7 maggio 2018 alla procedura, riteneva “opportuno e necessario assoggettare il progetto alla Via». Inoltre nella scorsa estate il ministero dello Sviluppo economico non aveva ancora autorizzato le prove di iniezione in sovrapressione.

Nell’interrogazione i consiglieri sottolineano che “Edison Stoccaggio aveva proposto di eseguire le prove di iniezione in due fasi distinte: il primo anno, con una sovrapressione statica massima del 7% e il secondo anno, con un obiettivo di sovrapressione da stabilire in accordo con gli enti preposti, in base agli esiti dei relativi monitoraggi. La richiesta di Edison di sperimentazione dello stoccaggio in sovrapressione – rimarcano Tauffi e Amico – di fatto esula dalle condizioni che generarono l’approvazione del progetto originario risalente al 2009. Infatti la richiesta di superare la pressione originaria ha lo scopo di sgombrare il sito del giacimento esausto dalla presenza di acqua di falda, che limitava la capacità al 55% della potenzialità di stoccaggio per cui Edison aveva investito nell’acquisizione della concessione».

Per questo domandano alla Giunta “se il ministero abbia autorizzato le prove di iniezione in sovrapressione nel giacimento e, nel caso, quali attività abbia messo in atto Edison Stoccaggio”, “se la Regione partecipi ai monitoraggi di queste prove e quali siano le risultanze a oggi” e, infine, “se la Regione non ritenga che questa attività di sovrapressione rappresenti una violazione di legge (la 221 del 28 dicembre 2015) con cui viene stabilito che devono essere precluse le attività di stoccaggio di gas naturale in acquiferi profondi”.

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