In provincia di Ravenna 198 denunce all’Inail per infortuni sul lavoro da Covid

I dati forniti dalla Cisl. Sette su dieci sono donne. Nel ravennate anche uno dei 14 decessi in regione a seguito di denuncia. Il segretario: «Sono a rischio i lavoratori fragili»

Infermiere CovidIn provincia di Ravenna le denunce all’Inail per infortuni sul lavoro da Covid-19 fino al 31 maggio sono state 198 (137 donne e 61 uomini): è la provincia della Romagna con i numeri più bassi ma anche quella dove si è registrato l’unico decesso a seguito di denuncia di infortunio (14 in totale in regione). Il totale dei lavoratori infortunati in Romagna è 957, il 20 percento del totale regionale (4.777). Sono dati diffusi dal sindacato Cisl.

A livello romagnolo l’incidenza delle donne è al 72 percento. «Questo è spiegabile – afferma Francesco Marinelli, segretario generale della Cisl Romagna – dal fatto che le professioni più colpite e più a contatto con il virus sono prevalentemente svolte da donne. Il 66 percento degli infortuni infatti proviene da lavoratori impiegati nella sanità e nell’assistenza sociale, a seguire i lavoratori della pubblica amministrazione (19 percento) e 1,6 percento invece nel commercio».

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In Emilia-Romagna tra i tecnici della salute le maggiori denunce di contagio provengono da infermieri, mentre tra le professioni nei servizi sociali e sanitari il 99,6 percento sono Oss. Anche nei decessi a seguito di denuncia di infortunio da Covid oltre la metà riguardano medici infermieri e operatori sanitari.

«Come organizzazione sindacale siamo stati molto impegnati nella preparazione e sottoscrizione di centinaia di protocolli anticontagio aziendali, – continua Marinelli -. Ora è importante che vengano rispettati affinché non si fermi la discesa dei contagi. Dai sopralluoghi che i nostri Rls/Rlst stanno facendo nelle aziende per verificare l’attuazione dei protocolli, riscontriamo come, soprattutto nelle piccole aziende, poca attenzione è stata data ai lavoratori fragili, ovvero quei lavoratori o lavoratrici affetti da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, che sono invece coloro che più di tutti devono proteggersi dal contagio».

Marinelli sostiene la necessità per il datore di lavoro di operare con l’ausilio dell’Rspp, ma soprattutto del medico competente per definire “accomodamenti ragionevoli”, «le soluzioni appropriate che possano garantire al lavoratore “fragile” il re-inserimento e la permanenza al lavoro in salute e sicurezza».

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