Stoccaggio San Potito: in consiglio regionale Coraggiosa chiede chiarimenti

Presentata una interrogazione alla giunta per fare luce sulle autorizzazioni richieste da Edison per il sito nella Bassa Romagna

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L’impianto di San Potito

La concessione di stoccaggio gas San Potito e Cotignola è al centro di un’interrogazione presentata da Igor Taruffi e Federico Amico, consiglieri regionali di Emilia-Romagna Coraggiosa. I due chiedono lumi alla giunta sull’autorizzazione delle prove di iniezione in sovrapressione richieste da Edison Stoccaggio.

Il 13 marzo 2018 Edison Stoccaggio ha presentato l’istanza per eseguire prove di iniezione nel giacimento di San Potito (BB1) con l’obiettivo di ampliare la capacità di stoccaggio grazie al superamento dell’originaria pressione statica di fondo. La richiesta è stata autorizzata dal ministero dell’Ambiente nel 2019, che ha disposto anche l’esclusione dalla procedura di valutazione di impatto ambientale (Via). Al contrario la Regione, nelle sue osservazioni del 7 maggio 2018 alla procedura, riteneva “opportuno e necessario assoggettare il progetto alla Via». Inoltre nella scorsa estate il ministero dello Sviluppo economico non aveva ancora autorizzato le prove di iniezione in sovrapressione.

Nell’interrogazione i consiglieri sottolineano che “Edison Stoccaggio aveva proposto di eseguire le prove di iniezione in due fasi distinte: il primo anno, con una sovrapressione statica massima del 7% e il secondo anno, con un obiettivo di sovrapressione da stabilire in accordo con gli enti preposti, in base agli esiti dei relativi monitoraggi. La richiesta di Edison di sperimentazione dello stoccaggio in sovrapressione – rimarcano Tauffi e Amico – di fatto esula dalle condizioni che generarono l’approvazione del progetto originario risalente al 2009. Infatti la richiesta di superare la pressione originaria ha lo scopo di sgombrare il sito del giacimento esausto dalla presenza di acqua di falda, che limitava la capacità al 55% della potenzialità di stoccaggio per cui Edison aveva investito nell’acquisizione della concessione».

Per questo domandano alla Giunta “se il ministero abbia autorizzato le prove di iniezione in sovrapressione nel giacimento e, nel caso, quali attività abbia messo in atto Edison Stoccaggio”, “se la Regione partecipi ai monitoraggi di queste prove e quali siano le risultanze a oggi” e, infine, “se la Regione non ritenga che questa attività di sovrapressione rappresenti una violazione di legge (la 221 del 28 dicembre 2015) con cui viene stabilito che devono essere precluse le attività di stoccaggio di gas naturale in acquiferi profondi”.

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