venerdì
19 Giugno 2026

I bagni di Cervia forniranno il servizio di salvataggio anche sulle spiagge libere

La cooperativa che riunisce gli imprenditori degli stabilimenti balneari chiede ai turisti senso di responsabilità per rispettare le regole

«Auspichiamo che i turisti abbiamo lo stesso senso di responsabilità sociale degli imprenditori balneari. Solo con la corretta applicazione delle regole si può aprire in sicurezza». Così la Cooperativa bagnini di Cervia si rivolge ai clienti in vista del weekend che segnerà l’apertura degli stabilimenti sulle spiagge dell’Emilia-Romagna. La Regione ha infatti fissato a sabato 23 maggio l’avvio ufficiale della stagione in riviera che inizialmente era prevista per lunedì 25.

Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari la coop sostiene l’apertura per le imprese «che potranno garantire gli standard di sicurezza previsti dal protocollo della Regione con le linee guida balneari post emergenza coronavirus, avendone già acquisito tutte  le specifiche. «Questo weekend avrà un ruolo molto importante per capire il funzionamento dell’estate 2020, è certamente una prova generale per tutti, un richiamo alla responsabilità».

La cooperativa è impegnata nelle mansioni necessarie per essere pronti in totale sicurezza, per evitare il concentramento solo in alcune porzioni di spiaggia, per facilitare e garantire sicurezza e distanziamento tra le persone. Per questo motivo sulle spiagge libere di Cervia, Milano Marittima, Pinarella e Tagliata saranno presenti i marinai di salvataggio per garantire il servizio. Il servizio di cura e controllo sarà a carico della Cooperativa anche durante tutta l’estate.

I bagnini infine ringraziamo l’assessore regionale al Turismo, il cervese Andrea Corsini, «per aver accolto le istanze della Cooperativa sul tema degli aiuti: è di stamattina l’annuncio di un contributo regionale a favore dei balneari sia per quanto riguarda la riduzione dei costi del salvataggio sia per l’abolizione del canone balneare per il 2020».

Novità al mare: l’Amarissimo riapre a Punta Marina, allo stabilimento delle Terme

Dal 22 maggio ristorante attivo a pranzo e cena. E in spiaggia si potrà ordinare e consumare direttamente sotto l’ombrellone

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La terrazza sulla spiaggia del Terme Beach Resort di Punta Marina

Riapre venerdì 22 maggio il ristorante delle Terme di Punta Marina e sarà fin da subito operativo tutti i giorni a pranzo e cena. A gestirlo, così come l’intero stabilimento balneare, ci saranno i titolari del noto bagno Amarissimo di Lido di Savio, chiuso da fine 2018.

Si tratta dei fratelli Fabio ed Enrico Braghittoni, che hanno deciso di ripartire appunto da Punta Marina, in un luogo di cui dicono di essersi fin da subito innamorati, all’insegna del target alto a cui avevano abituato i loro clienti, anche con il servizio catering, che potrà tra l’altro essere sfruttato in futuro in spiaggia per matrimoni e cerimonie.

Amarissimo riparte con un centinaio di coperti a pranzo, a distanza di sicurezza, che verranno dimezzati per la cena: «Sono numeri molto più bassi rispetto a quelli a cui eravamo abituati, ma vogliamo coccolare i nostri clienti, con una nuova filosofia di approccio».

In una spiaggia che sarà attrezzata anche tecnologicamente alla nuova realtà che stiamo vivendo. Tramite App (oltre che telefonicamente), infatti, i clienti potranno prenotare i propri posti (differenziati anche a seconda del tipo di clientela, dalla famiglia con bambini ai single) e verranno accolti in spiaggia da steward appositamente formati che dovranno spiegare loro le nuove norme e presentare il ventaglio di proposte offerto dallo stabilimento. Tra cui anche – come prevede l’ordinanza regionale – la possibilità di ordinare colazione, pranzo o cena direttamente sotto l’ombrellone, che saranno attrezzati con tavolini dove poter consumare i pasti.

In menù in particolare pesce e prodotti del territorio, per un servizio che potrà naturalmente rappresentare un valore aggiunto anche per i turisti che soggiornano nell’adiacente Terme Beach Resort, in un locale che si propone di restare aperto almeno nove mesi all’anno.

Musei, riapre il Mar, per 20 persone alla volta. E presenta un’opera di Rondinelli

Il quadro – «una delle più significative acquisizioni degli ultimi anni» – rimarrà esposto fino al 30 agosto

Attachment (71)Sabato 23 maggio il Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna riapre al pubblico, dopo circa due mesi di sospensione, e per l’occasione presenta un’opera di Nicolò Rondinelli Martirio di san Bartolomeo acquistata dal Mar nel 2018 (l’opera rimarrà esposta fino al 30 agosto).

Il museo apre con nuove modalità organizzative, “seguendo tutte le prescrizioni necessarie, per consentire ai visitatori di svolgere le visite in sicurezza e tornare a una rinnovata normalità”, scrivono dal museo.

Per l’adeguamento dei protocolli sanitari il percorso di visita alle collezioni è a senso unico e segue una linea retrospettiva che parte dalla contemporaneità per risalire alle opere più antiche.

«A sottolineatura dell’evento che la congiuntura dell’emergenza sanitaria rende speciale – affermano l’assessora alla Cultura, Elsa Signorino e il presidente del Mar Mauro Brighi – il Museo presenta al pubblico, per la prima volta, una delle più significative acquisizioni degli ultimi anni. Si tratta di un acquisto per l’incremento dei cosiddetti “Quadri Antichi”, il nucleo originario della Galleria dell’Accademia che si forma con la soppressione delle corporazioni religiose e si unisce ai nuovi ingressi favoriti dalla liberalità del collezionismo locale».

A presentare l’allestimento è il direttore, Maurizio Tarantino, che ne annuncia l’anteprima: «Ho pensato a un debutto in comunità, con una posizione in esergo, così che l’acquisto assuma tutta la rilevanza, anche simbolica, dell’incremento patrimoniale, un segno tangibile del percorso di crescita in un momento come questo. I tempi per lo studio, e per una presentazione più meditata, non mancheranno. Ora è il momento della condivisione perché il dipinto cominci a entrare nei nostri occhi».

A incoraggiarne l’acquisto sono state le particolari consonanze con i modi del ravennate Nicolò Rondinelli al quale si deve il rinnovamento della civiltà figurativa a Ravenna tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, quando cioè la città vive un periodo di rinascita sotto la protezione del Leone di San Marco. Il dipinto, descritto come il Martirio di san Bartolomeo, era riferito genericamente a un pittore italiano del XVI secolo.

“A un esame più accurato – si legge nella cartella stampa –, l’ipotesi attributiva ha trovato conforto nella ricomposizione della Madonna in trono con i santi Nicola da Bari, Pietro, Bartolomeo, Agostino e tre angioletti musicanti, conosciuta come la Pala di San Bartolomeo, realizzata da Nicolò Rondinelli per la chiesa ravennate di San Domenico e che ora si trova a Brera. Considerata dalla storiografia una delle sue prove migliori, la pala era dotata di una predella, ora smembrata, con le scene salienti della vita del Santo. Due erano note e si riferivano al Miracolo della lampada e alla Flagellazione di san Bartolomeo, entrambe conservate a Philadelphia, presso il Museum of Fine Art, ma del Martirio di san Bartolomeo, pur documentato dagli studiosi, si era persa traccia. Con il rinvenimento del tassello mancante, la pala braidense può dirsi ricomposta. E se per Ravenna l’acquisizione costituisce un naturale ritorno a casa, la sua “restituzione”, agli studi e alla comunità scientifica, chiude un cerchio che da ora mette in relazione il Museo di Ravenna con Brera e il Museum of Fine Art di Philadelphia”.

L’ingresso è gratuito (fino al 30 agosto), e si osserveranno i seguenti orari: martedì–sabato 9-18, domenica 14-18, lunedì chiuso (sarà consentito l’accesso a un numero massimo di 20 persone ogni 20 minuti).

Per ulteriori informazioni sulle modalità di accesso e visita, si invita a consultare il sito www.mar.ra.it

Guanti e mascherine vanno buttati, in un sacchetto, nell’indifferenziata

La campagna di Hera: «Possono essere veicolo di ulteriori trasmissioni del virus»

Attachment (69)“Gettali nell’indifferenziata”. È questo il titolo della campagna promossa da Hera in questi giorni per informare e sensibilizzare sul corretto smaltimento di guanti e mascherine, il cui utilizzo accompagnerà la vita di tutti nei prossimi mesi.

Guanti e mascherine – ricordano da Hera – devono essere conferiti nel rifiuto indifferenziato e quindi non avviati a recupero tramite altre raccolte differenziate, come ad esempio carta o plastica.

È bene inoltre inserire questi rifiuti in un sacchetto resistente, per essere sicuri che niente fuoriesca, e chiuderlo bene. E questo per un motivo semplice: sia i guanti che le mascherine potrebbero essere venuti a contatto accidentalmente con il virus, essere contaminati e quindi a loro volta diventare veicolo di ulteriori trasmissioni alle persone che i rifiuti li raccolgono o li lavorano negli impianti di destinazione finale di questi dispositivi.

Hera raccomanda di evitarne l’abbandono a terra, perché i dispositivi sanitari sono molto resistenti e potrebbero durare nell’ambiente decine di anni come accade per le buste di plastica o i flaconi.

La campagna del Gruppo Hera, al via in questi giorni, è declinata su vari canali, dalla tv al web ai social: prevede un video tutorial, con il giornalista e scrittore Giorgio Comaschi e un banner animato, visibile presso gli sportelli Hera e in alcuni siti dei Comuni in cui la multiutility gestisce i servizi ambientali. Nel sito di Hera, inoltre, è consultabile una pagina interamente dedicata a tutte le azioni che Hera ha messo in campo per contrastare il Coronavirus, dove si trova la notizia di come conferire questi dispositivi di protezione personale.

Inoltre in giugno tutti i clienti riceveranno un pieghevole allegato alla bolletta con tutte le spiegazioni e le informazioni per il corretto smaltimento di guanti e mascherine.

«Oggi ancora più di prima pensiamo alla salute, alla qualità delle nostre città e all’ambiente – afferma Gianandrea Baroncini, assessore all’ambiente del Comune di Ravenna -. Stiamo imparando giorno per giorno a mettere in campo comportamenti corretti che ci consentano di dare un contributo alla strategia di contrasto al covid 19 che come Paese stiamo perseguendo. Complessivamente abbiamo saputo reagire con serietà, meglio di altri, a costo di grandi sacrifici. Non gettiamo a terra mascherine e guanti, ma riponiamoli nel modo giusto nei contenitori dei rifiuti, gestiamoli in modo appropriato e come indicato dalle autorità sanitarie e dal gestore”»

«Non disperdiamo nell’ambiente ulteriori plastiche pericolose per il ciclo della vita di tante specie animali – conclude l’assessore -. Mai come in questo momento la consapevolezza e la responsabilità individuale e collettiva dei cittadini e delle imprese, è decisiva per vincere la sfida e tornare gradualmente alla normalità».

 

 

Cervia, ritrovati circa 500 prodotti per parrucchieri rubati in un salone in aprile

Denunciati due fratelli, che avevano nascosto la merce

Carabinieri ParrucchieraI carabinieri di Cervia nei giorni scorsi hanno fermato per un controllo un pregiudicato che alla vista dei militari ha tentato la fuga, opponendo poi resistenza. I carabinieri hanno così approfondito i controlli, arrivando a perquisire un locale nella disponibilità del fratello del 45enne, trovando numerosi articoli da acconciatore per donna, di cui non è stata fornita alcuna giustificazione.

La merce è stata quindi sequestrata dai carabinieri e dalle indagini è emerso che era stata rubata in aprile ad un salone da donna cervese che aveva denunciato il furto di circa 500 prodotti professionali tra colori per tinta, oli per trattamenti dei capelli, forbici, rasoi, piastre e phon, per un valore di circa 2mila euro.

La refurtiva è stata consegnata alla proprietaria mentre il 45enne e il fratello (di nazionalità rumena) sono stati denunciati per ricettazione e, nel caso del 45enne, anche resistenza a pubblico ufficiale.

Novità dalla Regione: i bagni al mare possono riaprire già da sabato 23 maggio

L’assessore Corsini: «Diversi stabilimenti sono pronti». Le regole: 12 metri quadrati per ombrellone, aree giochi a numero chiuso

Andrea Corsini Emilia Romagna BalneariAnticipato a sabato 23 maggio l’avvio ufficiale della stagione balneare in riviera.

Inizialmente prevista per lunedì 25, la riapertura degli stabilimenti balneari è stata anticipata di un paio di giorni per decisione della Regione Emilia-Romagna.

«Dopo la pubblicazione dei protocolli con le linee guida balneari post emergenza coronavirus – spiega Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo e Trasporti – diversi stabilimenti si sono organizzati e sono pronti e attrezzati per garantire servizi in sicurezza già dai prossimi giorni. Abbiamo quindi ritento fosse giusto, dopo la lunga chiusura, consentire di accogliere i primi clienti già da questo fine settimana».

La raccomandazione, ribadita da parte della Regione, è di evitare il concentramento solo in alcune porzioni di spiaggia, per facilitare e garantire sicurezza e distanziamento tra le persone.

Le linee guida per gli stabilimenti balneari

In sintesi, i protocolli con le linee guida balneari post emergenza coronavirus prevedono una superficie minima a ombrellone di 12 metri quadrati (indicativamente 4 e 3 metri tra paletti degli ombrelloni e delle file); 1,5 metri tra le attrezzature di spiaggia, come lettini e sdrai sulla battigia; numerazione e assegnazione delle postazioni o degli ombrelloni; steward appositamente formati per accompagnare gli ospiti all’ombrellone o al lettino; pasti ordinati attraverso un servizio di delivery con consegna per la consumazione all’ombrellone-lettino, oppure in aree ristorazione in grado di garantire il distanziamento sociale; aree giochi per bambini delimitate e con un numero massimo di presenze consentite; servizi igienici, docce e cabine pulite e disinfettate ogni giorno e ad ogni cambio di clientela.

E poi spiagge libere con la possibilità, da parte dei Comuni, di prevedere accessi contingentati.

 

Dalla Regione 3,3 milioni per incentivare l’uso della bicicletta

In programma anche incentivi fino a un massimo di 50 euro al mese ai lavoratori che scelgono le due ruote

BiciL’Emilia-Romagna si prepara alla fase 3 mettendo a disposizione, per i 30 comuni firmatari del Piano aria integrato regionale (Pair) – tra cui, in provincia, Ravenna, Faenza e Lugo – 3,3 milioni di euro di risorse regionali per incentivare, con interventi strutturali, l’uso della bicicletta nelle città e allargare – fino ai Comuni con meno di 50mila abitanti – la platea dei beneficiari di contributi statali per le due ruote, indicati nel Decreto Rilancio del Governo. Ecco di cosa si tratta.

Finanziamenti fino al 70% per interventi strutturali per realizzare corsie riservate al trasporto pubblico locale e per realizzare piste ciclabili, installare rastrelliere ed evitare furti durante la sosta e altre misure per rendere agevole muoversi sulle due ruote in città.

E poi rimborsi fino al 60% del costo sostenuto per l’acquisto di bici e altri veicoli elettrici per i cittadini dei Comuni firmatari del Pair esclusi dal ‘bonus statale’.

E, ancora, incentivi chilometrici fino a un massimo di 50 euro al mese, ai lavoratori che scelgono le due ruote per andare in azienda. Ancora: fino a 300 euro agli abbonati ferroviari per comprare la bici pieghevole.

«Eravamo pronti con il provvedimento da un paio di settimane, ma abbiamo voluto attendere il “bonus bici” inserito nel Decreto Rilancio dalla ministra De Micheli – afferma l’assessore regionale a Mobilità e Infrastrutture, Andrea Corsini -, per promuovere una misura complementare e permettere a un numero maggiore di cittadini di poter ricevere un contributo per l’acquisto di biciclette e altri veicoli elettrici, premiando i Comuni firmatari del Piano aria regionale. Inoltre, con gli interventi strutturali che andiamo a finanziare, renderemo sempre più vantaggioso muoversi con le due ruote. Un provvedimento che si aggiunge ai circa 60 già attivi in Emilia-Romagna per lo sviluppo della mobilità ciclabile e agli oltre 250 km di piste ciclabili, finanziati con circa 35 milioni di euro. Vogliamo così spingere, sempre più e dove possibile, i cittadini ad utilizzare mezzi ecologici alternativi all’auto privata per gli spostamenti casa-lavoro con l’obiettivo di incidere in modo significativo alla decongestione del traffico nelle nostre città».

«Il progetto ‘Bike to work’ messo in campo dalla Regione premia i 30 Comuni firmatari del Piano aria integrato regionale e apre da subito nuovi investimenti e incentivi per promuovere l’uso della bicicletta- spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Irene Priolo – con indubbi benefici per la qualità dell’aria dei nostri centri urbani. È una iniziativa che sosteniamo con risorse regionali perché riteniamo che spostare il più possibile la mobilità privata su mezzi sostenibili ed ecologici possa contribuire a migliorare in modo significativo la vita nelle città.  Una scelta che riteniamo ancora più necessaria in questa fase di emergenza per dare risposte di qualità alle necessità di spostamento delle persone garantendo allo stesso tempo la sicurezza e la salute. Mobilità, ambiente e sostenibilità devono diventare sinonimi dell’approccio che la Regione metterà in campo in questo mandato».

Gli interventi

Tre le direttrici di intervento per disincentivare l’uso delle auto private e aumentare il numero di biciclette sulle strade nei 30 Comuni firmatari del Piano aria integrato regionale.

La prima linea di investimento, con una dotazione di 1,5 milioni di euro, finanzia interventi strutturali. Corsie riservate di nuova generazione previste nel decreto ministeriale, opere per moderare la velocità e per facilitare la circolazione delle due ruote, rastrelliere per l’ancoraggio sicuro delle biciclette.

La seconda linea di finanziamenti della Regione, con una dotazione di altri 1,5 milioni di euro, prevede – ed è la prima volta – incentivi chilometrici per gli spostamenti, riduzioni del costo del bike sharing e del deposito nelle velostazioni dedicate agli scambi intermodali, per i dipendenti delle aziende.

Infine, la terza linea d’azione, con 300mila euro, è destinata agli abbonati ferroviari per l’acquisto di bici pieghevoli utilizzate per gli spostamenti iniziali e finali da e per il posto auto o bus (si ricorda che in tale caso non si paga il biglietto a bordo come previsto per una bici tradizionale, quindi un incentivo per i pendolari).

Bike to work: contributi e incentivi per la mobilità ciclabile

Gli investimenti dei Comuni – che dovranno sottoscrivere un protocollo con la Regione – sono finanziati nella misura massima del 70% rispetto ai costi di realizzazione di percorsi ciclabili, interventi di moderazione del traffico come l’attivazione di corsie riservate bus e piste ciclabili, bike lane ad uso promiscuo, rastrelliere portabiciclette e attrezzature per la sosta per scongiurare i furti. Possono essere finanziate spese sostenute a partire dal 20 maggio 2020.

Per i dipendenti delle aziende, a  seguito di accordi con i mobility manager, verranno attivati incentivi chilometrici pari a 20 centesimi a km, fino ad un massimo di 50 euro al mese a persona: incentivi per ridurre i costi del bike sharing da utilizzare prioritariamente per gli spostamenti casa-lavoro, oltre a incentivi mirati a ridurre il costo del deposito delle biciclette presso le velostazioni o altri depositi finalizzati all’interscambio modale che siano convenzionati con il Comune.

Infine, sono previste risorse regionali, erogate attraverso Fer, rivolte agli abbonati ferroviari per l’acquisto di bici pieghevoli da utilizzare per gli spostamenti iniziali e finali.  A questo scopo sarà riconosciuto un contributo fino a 300 euro pari al 50% del costo di acquisto di una bicicletta pieghevole per i cittadini residenti nei comuni dell’Emilia-Romagna che non possono beneficiare di altri contributi statale o regionale.

Coronavirus, altri due contagiati (ma nessun morto) in provincia di Ravenna

 

Dall’inizio dell’epidemia da coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 27.364 casi di positività, 50 in più rispetto a ieri. 6.162 i tamponi effettuati, che raggiungono così complessivamente quota 274.362. Le nuove guarigioni oggi sono 271 (18.258 in totale), mentre continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi che a oggi sono scesi a 5.098 (-232).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi, 20 maggio, sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 4.376, – 185 rispetto a ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 96 (-3). Diminuiscono anche quelli ricoverati negli altri reparti Covid (-44).

Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 18.258 (+271): 1.640 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 16.618 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Purtroppo, si registrano 11 nuovi decessi: 4 uomini e 7 donne. Complessivamente, in Emilia-Romagna sono arrivati a 4.008. I nuovi decessi riguardano 1 residente nella provincia di Piacenza, 2 in quella di Parma, 1 in quella di Reggio Emilia, 1in quella di Modena, 2 in quella di Bologna (nessuno nell’imolese), 1 in quella di Ferrara, 1in quella di Forlì-Cesena (nel Forlivese), 2 in quella di Rimini. Nessun decesso tra i residenti nella provincia di Ravenna e da fuori Regione.

Questi i casi di positività sul territorio, che invece si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.447 a Piacenza (11  in più rispetto a ieri), 3.412 a Parma (10 in più), 4.910 a Reggio Emilia (10 in più), 3.880  a Modena (1 in più), 4.510 a Bologna (8 in più); 391 le positività registrate a Imola (dato invariato), 983 a Ferrara (3  in più). In Romagna i casi di positività hanno raggiunto quota 4.831 (7 in più), di cui 1.017 a Ravenna (2 in più), 939 a Forlì (1 in più), 768 a Cesena (dato invariato), 2.107 a Rimini (4 in più).

Più tavolini all’aperto, iter semplificato e autorizzazioni in tempi brevi a Ravenna

Approvate dal Comune nuove disposizioni per l’occupazione di suolo pubblico

Fricando TavoliniSono stati approvati dalla giunta del Comune di Ravenna nuove disposizioni e criteri semplificati per l’occupazione di suolo pubblico negli esercizi di somministrazione alimenti e bevande alla luce delle esigenze sopraggiunte con l’emergenza sanitaria legata al Covid-19.

I nuovi criteri – si legge in una nota del Comune – «intendono contemperare le misure di contrasto al coronavirus legate al distanziamento sociale con le esigenze di agevole ripresa delle attività di bar e ristoranti, che hanno dovuto sopportare il lockdown, cercando di privilegiare il consumo all’aperto e ampliando, laddove possibile, le aree da concedere».

È stato pertanto semplificato l’iter per le richieste delle occupazioni di suolo che non dovranno più aspettare i pareri dei servizi di competenza, potranno ottenere le autorizzazioni in tempi più brevi e le domande possono essere inviate su modulo appositamente predisposto tramite posta elettronica certificata all’indirizzo: attivitaeconomiche.comune.ravenna@legalmail.it in alternativa al portale telematico “Accesso unitario”.

È prevista, inoltre, dal decreto legge 19 maggio 2020 (cosiddetto decreto Rilancio), l’esenzione dall’imposta di bollo nonché l’esenzione dalla tassa di occupazione suolo pubblico.

La Federcalcio vuole finire i campionati professionistici: Ravenna sulle spine

Competizioni da concludere entro il 20 agosto. La decisione definitiva dall’incontro con il Governo in programma il 28 maggio. Alla sospesione dell’attività i giallorossi erano in zona playout

B98A4460La Federcalcio è intenzionata a fermare il calcio dei dilettanti e a far riprendere i campionati dei professionisti (serie A, B e C) per arrivare a conclusione entro il 20 agosto. È quanto emerge, secondo le cronache dei siti nazionali, dal Consiglio della Figc in corso a Roma nel pomeriggio del 20 maggio. Per Ravenna questo vorrebbe dire tornare in campo per le ultime undici partite che mancano del girone B della serie C: quando il campionato venne sospeso il 23 febbraio scorso i giallorossi erano sedicesimi su 20, in zona playout quindi con la salvezza ancora da conquistare.

La decisione definitiva sull’effettiva ripresa delle competizioni dovrà però arrivare dal Governo. Il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, aveva annunciato ieri, 19 maggio, l’ok definitivo agli allenamenti collettivi, fissando per il 28 maggio un incontro con tutte le componenti del calcio per decidere se e quando far ripartire i campionati.

L’assemblea del campionato di Serie C dell’8 maggio scorso aveva deciso di rendere definitiva la sospensione dei tre gironi nazionali, dichiarando quindi conclusa la stagione 2019/20. L’assemblea ha anche proposto la promozione in serie B di Monza, Vicenza e Reggina — le squadre in testa ai tre gironi al momento della sospensione — mentre l’eventuale quarta e ultima promozione dovrà essere stabilita in base alle media punti del campionato. L’assemblea ha quindi deciso di bloccare le retrocessioni in serie D, salvando di fatto, tra le altre squadre in corsa, anche l’unica società professionistica della provincia, il Ravenna Fc.

Ravenna, il Comune concede parchi e aree verdi a palestre e associazioni sportive

Il sindaco: «Siamo certi che i nostri parchi si trasformeranno in palestre a cielo aperto e che i fruitori rispetteranno le necessarie distanze di sicurezza»

Palestre Cielo ApertoIl Comune di Ravenna ha stabilito una procedura semplice e pratica per consentire alle palestre e alle associazioni sportive di organizzare attività individuali o di gruppo nei parchi, nelle aree verdi o comunque nelle aree esterne del territorio comunale, naturalmente nel rispetto dell’ultimo decreto, quello del 17 maggio, sulla prevenzione e il contrasto della diffusione del Coronavirus. Che all’articolo 1, lettera d recita: “È consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività, salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti”.

Palestre e associazioni sportive dovranno seguire le seguenti indicazioni:

1) l’utilizzo è sempre consentito per attività di corpo libero e con l’assunzione di responsabilità del rispetto delle regole di distanziamento da parte della palestra o delle associazioni sportive in presenza di lezione di gruppo.

2) al fine dello svolgimento delle attività si possono portare attrezzi leggeri, ma non si possono chiedere ad uso esclusivo attrezzi ginnici, palestre, campi da gioco, piastre polivalenti e giochi bimbi già presenti nelle aree attrezzate.

Per le palestre e le associazioni sportive la richiesta va presentata all’Ufficio sport del Comune di Ravenna via mail uffsport@comune.ra.it compilando il modulo allegato.

L’autorizzazione verrà rilasciata con un nulla osta.

Il criterio di assegnazione valuterà prioritariamente la prossimità del parco o dell’area verde richiesta alla sede della palestra o dell’associazione sportiva richiedente.

«Dal 25 maggio – dichiara il sindaco Michele de Pascale – potranno riaprire palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, nel rispetto di protocolli ai quali la Regione sta lavorando. Come ulteriore opportunità, complice anche la bella stagione, abbiamo pensato di concedere a queste realtà, attraverso una procedura di prenotazione molto agile, l’occasione di sfruttare i nostri ampi spazi verdi, modalità che peraltro consente di rispettare in maniera molto più semplice le procedure di contrasto della diffusione del virus. Siamo certi che i nostri parchi si trasformeranno in palestre a cielo aperto e che i fruitori rispetteranno le necessarie distanze di sicurezza».

«Quello tra sport e natura – aggiungono gli assessori all’Ambiente Gianluigi Baroncini e allo Sport Roberto Fagnani – è sempre stato un connubio perfetto e lo è ancor di più in un momento come questo nel quale la possibilità di fruire di ampi spazi aperti diventa non solo la condizione ottimale per la pratica sportiva ma anche uno strumento in più per contrastare la diffusione del virus. Il nostro straordinario patrimonio di parchi e spazi verdi consentirà quindi alle associazioni di organizzare attività all’aperto e ai nostri concittadini non solo di praticare attività sportiva ma anche di riappropriarsi, in sicurezza, di quella socialità che in questo periodo è mancata tantissimo a tutti noi».

In aprile consegne di acquisti online aumentate del 39 percento rispetto al 2019

I dati di Poste Italiane in provincia di Ravenna sono un segnale dell’incremento di e-commerce legato alla permanenza a casa

Foto E CommerceNel mese di aprile i pacchi consegnati dalle Poste in provincia di Ravenna per acquisti online hanno avuto un incremento del 39 percento rispetto allo stesso periodo del 2019. Un numero che misura l’incremento dell’e-commerce legato anche alla permanenza a casa per la quarantena anti-Covid.  A livello nazionale da gennaio a marzo, sono stati recapitati 38 milioni di pacchi, con un incremento di circa il 10 percento sullo stesso trimestre dello scorso anno, determinato principalmente dal più 26 percento derivante dal comparto e-commerce.

Alcuni studi hanno evidenziato come nei primi quattro mesi del 2020, con i negozi chiusi e gli italiani costretti a rimanere in casa, i settori maggiormente trainati dal commercio online siano stati, dopo ovviamente quello alimentare, quello dell’intrattenimento (+112 percento), della tecnologia (+64 percento) e degli accessori per la casa (+29 percento). Poste Italiane può contare in tutta Italia su circa 27mila portalettere, 33.500 mezzi e oltre 1.800 centri di distribuzione, di cui 5 in provincia di Ravenna. Poste Italiane registra un altro importante incremento: nel Ravennate hanno superato quota 62 mila le carte PostePay attivate, ideali per gli acquisti online.

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