lunedì
15 Giugno 2026

«Medici e infermieri in vacanza gratis nei nostri campeggi la prossima estate»

L’iniziatica del Consorzio Camping & Natura Villages, con una dozzina di strutture sui lidi ravennati

Camper OkL’idea è nata dal Campeggio Cesenatico che l’ha subito condivisa con il “Consorzio Camping & Natura Villages” che raggruppa 30 Campeggi e Villaggi in Romagna, dai Lidi di Comacchio fino a Riccione (di cui una dozzina sui lidi ravennati).

«Daremo la possibilità – si legge in un comunicato inviato alla stampa dal gruppo – a chi ha impegnato tutte le proprie energie, il proprio tempo,  in questa battaglia, di venire in Romagna a trascorre un periodo di vacanza estiva al mare  con i propri cari,  e avere la possibilità di riconquistare serenità ed equilibrio. I medici, gli infermieri, i tecnici sanitari verranno ospitati gratuitamente nei nostri campeggi, durante la prossima estate, non appena ci saranno le condizioni per poter tornare a fare vacanza. Ognuno dei 30 Villaggi metterà a disposizione 5 settimane di vacanza, a scelta sia alloggio in Mobilhome che in piazzola, per un totale di 150 settimane».

«Ci stiamo già attivando per condividere l’iniziativa con i sindaci dei Comuni della Romagna dove si trovano i campeggi e poter così concertare con le Ausl di riferimento le modalità migliori per poter attivare questa donazione. Non appena definiti i dettagli operativi verranno comunicati in modo tempestivo. Ci auguriamo che questa iniziativa, unita alle tante che fortunatamente si sono attivate in tutto il territorio nazionale, possa contribuire a dare speranza e sostegno a chi si sta impegnando senza indugio, quotidianamente».

«Il bonus di 600 euro per le partite Iva? Troppo poco e per pochi…»

Il sondaggio effettuato da FreelanceCamp, la community della ravennate Alessandra Farabegoli

Alessandra Farabegoli
Alessandra Farabegoli

Più pessimisti che ottimisti sul futuro, in attesa sull’effettiva consistenza e distribuzione del bonus governativo, che comunque considerano troppo poco e per pochi.

È il risultato di un sondaggio lampo che FreelanceCamp – una delle community più rilevanti e attive nell’universo dei lavoratori indipendenti, che ruota intorno all’omonimo evento fondato dalla ravennate Alessandra Farabegoli – ha effettuato interrogando circa 2mila dei propri iscritti attraverso newsletter e gruppo Facebook.

Dalle oltre 350 risposte ottenute, i freelance sembrano non essere particolarmente né attratti né soddisfatti dal bonus di 600 euro che il governo ha deciso di concedere alle partite Iva, e in ogni caso le difficoltà tecniche sono finora risultate un ostacolo quasi impossibile da superare. Solo il 31 percento è riuscito a effettuare la richiesta sul sito dell’Inps, mentre un altro 25 percento sta ancora combattendo con la richiesta online. In più, molti dichiarano di aver lasciato la pratica al proprio commercialista o all’associazione di categoria e di non saperne ancora l’esito.

Critiche anche alla modalità di erogazione (1sarebbe stato meglio cancellare parte dei contributi annuali Inps»).

È da notare come circa un 22 percento dei freelance intenda astenersi dalla richiesta per lasciare spazio a “colleghi” più in difficoltà, anche se alcuni lamentano il blocco dei pagamenti da parte delle aziende.

Il 27,5 percento dichiara di approvare un sostegno parametrizzato alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente. Qualcuno contesta anche i termini di variazione di reddito introdotti per averne diritto: «Ci sono parametri reddituali stringenti e calcolati in maniera piuttosto “sinistra” come il confronto tra trimestre 2020 e 2019 per calcolare una diminuzione minima del 30% del reddito, invece l’emergenza Coronavirus è iniziata praticamente a metà-fine febbraio 2020».

Il 24,9 percento dei rispondenti propone di rendere il contributo mensile fino alla fine dell’emergenza, e per un altro 19,5 percento i 600 euro mensili sono insufficienti, anche se per qualcuno «è già qualcosa» che il governo si sia ricordato delle Partite Iva.

I rispondenti sono totalmente contrari al contributo a tutti e a pioggia (solo il 3 percento è favorevole), e fanno presente la situazione molto diversa tra chi lavora per la vendita online (ancora funzionante) e la vendita offline (chiusa).

Infine, dovendo assegnare un voto da zero a dieci alle aspettative per il proprio reddito per il 2020 la media delle valutazioni si ferma a 5,33.

Al via i lavori per la pavimentazione dello svincolo tra via Trieste e zona portuale

Modifica alla viabilità, dal 6 al 10 aprile, alle porte di Ravenna

Via Trieste PortoDa lunedì 6 a venerdì 10 aprile saranno in corso a Ravenna lavori per la sistemazione della pavimentazione dello svincolo che collega via Trieste con la zona portuale.

Tali lavori comporteranno una  deviazione temporanea e quindi una modifica alla viabilità.

Lo svincolo interessato dai lavori è quello che consente da via Trieste l’accesso al porto e contemporaneamente da via Classicana rende possibile l’uscita verso Marina di Ravenna.

Per accedere all’area portuale occorrerà arrivare alla rotonda degli Sgobbolari per poi tornare su via Trieste e imboccare il primo svincolo di ingresso per il porto; invece gli automobilisti provenienti da via Classicana e diretti a Marina di Ravenna dovranno entrare in area portuale per poi uscirne al primo svincolo su via Trieste.

L’intervento rientra tra i lavori di manutenzione straordinaria sulla viabilità in ambito portuale finanziati dal Comune con un investimento di 1.050.000 euro.

«I lavori – sottolinea in una nota il Comune – aggiudicati all’impresa CBR Cooperativa braccianti riminese, saranno eseguiti adottando tutte le procedure di sicurezza e le  misure di prevenzione in ottemperanza ai Dpcm del 9 marzo e dell’11 marzo 2020, relativi alle misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del Covid-19 e di gestione dell’emergenza epidemiologica, finalizzati alla tutela dei lavoratori nello svolgimento di attività lavorative e produttive».

Il mercato è fermo e la cooperativa regala le cozze in esubero ai cittadini

Il sindaco di Cervia ringrazia La Fenice. I mitili a disposizione all’Emporio Solidale

CozzeLe cozze vanno coltivate ed il ciclo produttivo non si può fermare, ma il mercato è fermo. I ristoranti sono chiusi (fatta eccezione per le consegne a domicilio) e il commercio estero è attivo solo in parte. La Cooperativa “La Fenice” che dal 1993 opera nel settore della mitilicoltura di qualità ed è specializzata nella produzione e commercializzazione di cozze a marchio “Cozza di Cervia” ha deciso così di mettere a disposizione la produzione in esubero, facendone dono ai cittadini. Una parte di produzione che non vede sbocco sul mercato nella situazione attuale determinata dalle chiusure forzate dei mercati.

Il Comune di Cervia ha apprezzato molto il gesto della cooperativa e si è adoperato per trovare accordi per la distribuzione gratuita del prodotto nell’ambito della fornitura alimentare. La prima forma di collaborazione è stata raggiunta con l’Emporio Solidale, quindi le cozze di Cervia saranno disponibili già nell’apertura settimanale (il venerdì) di domani (3 aprile). All’interno dell’Emporio sarà allestito un banco con il prodotto in distribuzione gratuita. Si sta lavorando anche con altri esercizi commerciali per trovare altre forme di distribuzione delle cozze del mare di Cervia .

«In questo periodo di difficoltà sono felice di avere continua conferma della creatività e dello spirito solidale dei nostri concittadini – dichiara il sindaco Massimo Medri -. Questa iniziativa, oltre ad essere lodevole ed apprezzabile è indice di grande maturità. Le cozze di Cervia sono un prodotto di eccellenza del nostro territorio, apprezzate ampiamente sul mercato. L’iniziativa è anche un bel modo per contribuire agli aiuti alle persone che oggi purtroppo si trovano in difficoltà. Ringrazio di cuore la Cooperativa La Fenice, il suo presidente Filippo Domeniconi e tutti coloro che lavorano nella catena produttiva per questo bel gesto che sarà sicuramente apprezzato da tutti».

Tenta la rapina alle Poste con mascherina e pistola giocattolo: ferita la direttrice

Il sindaco chiede alla direzione territoriale di riaprire l’ufficio di Conselice

Lavezzola PosteUn uomo con il volto coperto dalla mascherina anticoronavirus ha tentato di rapinare con una pistola giocattolo l’ufficio postale di Lavezzola. Non riuscendo nel proprio intento, il malvivente è scappato a mani vuote dopo aver anche colpito e ferito la direttrice dell’ufficio postale.

L’ufficio postale è rimasto chiuso e il sindaco di Conselice, Paola Pula, è intervenuta sul tema con una dichiarazione inviata alla stampa in cui chiede «alla direzione territoriale di Poste Italiane di poter riaprire l’ufficio di Conselice, chiuso ormai da diversi giorni a seguito di un’altra azione criminosa ai danni del bancomat».

«In primis, facciamo gli auguri di pronta guarigione alla direttrice, condannando il gesto violento del rapinatore, che speriamo venga al più presto individuato dalle forze dell’ordine – scrive Pula –. In secondo luogo, pur capendo la difficoltà delle Poste di lavorare in una fase di emergenza come questa, credo che il ripristino della sede principale a Conselice non sia più rimandabile, se si vuole evitare una situazione di grave difficoltà da parte dei numerosi cittadini che utilizzano abitualmente i servizi postali – anche economici – e che in questa particolare situazione sarebbero ancor più penalizzati».

Pubblica Assistenza: «Le nostre mascherine sequestrate dalla Protezione Civile»

Lo sfogo della presidente: «Fa rabbia sentire che vengono distribuite a destra e a manca: che siano anche quelle pagate da noi e mai arrivate?»

Pubblica Assistenza Ravenna 02Gli operatori e i volontari della Pubblica Assistenza Città di Ravenna raccontano in una nota inviata alla stampa locale questi «giorni interminabili» di emergenza coronavirus, «fatti di lavoro per l’Unità di Crisi, impegnati a stilare procedure per informare e formare gli equipaggi, cercare fornitori per l’approvvigionamento di Dpi, i dispositivi di protezione individuale indispensabili alla tutela di chi opera sulle ambulanze a contatto con pazienti covid-19. Ore e ore ad insegnare agli equipaggi la decontaminazione dei mezzi, la vestizione e la svestizione per affrontare i trasporti».

«La ricerca dei Dpi – racconta Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna – era e resta un vero incubo. Qualche giorno fa quando pensavamo di essere riusciti nell’intento è arrivata la notizia che il nostro materiale, principalmente le famigerate mascherine chirurgiche, erano bloccate in dogana. Ci veniva riferito dai nostri fornitori che erano sequestrate ora dalla Protezione Civile ora dalla Guardia di Finanza».

Pubblica Assistenza Ravenna 01Ecco allora insorgere la necessità di contingentare le mascherine chiedendo agli equipaggi di utilizzarle più giorni e di conservarle in una busta di plastica: «In questa difficile fase – prosegue ancora la presidente – siamo stati aiutati dalla Croce Rossa Italiana Comitato di Ravenna che ci ha donato 250 mascherine. Ci hanno aiutato anche medici dentisti e medici veterinari, oltre a singoli cittadini che si sono privati delle loro scorte per donarle a noi e permetterci così di proseguire in sicurezza la nostra attività. Abbiamo elemosinato mascherine ovunque. Ci hanno aiutato una Pubblica Assistenza di Maranello e una di Cesena».

Il senso di responsabilità era, e resta, lo stimolo maggiore anche in questi giorni così difficili: «Siamo sempre al servizio della collettività e abbiamo instaurato uno stretto rapporto con la Centrale 118 Area Vasta Romagna. Incontri pressoché quotidiani per accordarci su come procedere. Fa rabbia sentire in tv e leggere sulla stampa – dice senza giri di parole Angela Gulminelli – che la Protezione Civile distribuisce a destra e manca mascherine chirurgiche piuttosto che FFP2 e FFP3. Ci siamo chiesti spesso se sono quelle ordinate e pagate da noi e mai arrivate». La presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna prosegue poi nel suo sfogo: «È vero, siamo in una situazione surreale. Tuttavia con le tecnologie che esistono oggi sarebbe stato possibile monitorare le esigenze a livello nazionale come si riesce in tempo reale a monitorare la situazione Covid. Questo per far sì che tutti potessero avere forniture, anche piccole, anche insufficienti. Avremmo continuato a chiedere agli equipaggi di utilizzare lo stesso presidio per più giorni, ma ci saremmo comunque sentiti parte di un sistema. Perché questo discorso? Per dire semplicemente che, in questo difficile momento, siamo stati lasciati soli da chi avrebbe dovuto considerarci parte integrante di un sistema nazionale. Siamo osannati quando non serve e ignorati quando siamo in difficoltà. Perché?».

E la risposta è tutt’altro che ironica: «Perché pur lamentandoci, continuiamo a lavorare. Nonostante tutto i nostri volontari hanno controllato la temperatura ai passeggeri in arrivo all’Aeroporto di Bologna, consegnano la spesa a domicilio alle fasce più deboli e tanto altro ancora. Perché le ambulanze continuano a prendere servizio ogni mattina – sottolinea Angela Gulminelli – sia per i servizi ordinari che per i trasporti di pazienti Covid-19. Perché continuiamo ad arrabattarci per il reperimento dei DPI temendo per la salute di tutti i nostri operatori. Ma non ci arrendiamo e ogni mattina siamo qui pronti a ricominciare. Arrabbiati, ma silenziosi. Amareggiati ma operosi».

Poi lo sguardo di rivolge al personale della PA: «Voglio ringraziare tutti, veramente tutti, per l’impegno che mettono in questa sfida. Grazie ai dipendenti e alle loro famiglie che li accolgono tutti i giorni al rientro da una pesante giornata di lavoro e non sanno se tutto è andato bene. Grazie a tutti i volontari che si sono messi da subito a disposizione, lasciando le loro famiglie per andare a vivere anche da soli in appartamenti che alcuni cittadini ci hanno messo a disposizione con grande senso di solidarietà. Grazie all’Unità di Crisi che lavora giorno e notte per tenere gli operatori sempre aggiornati. Sono molto orgogliosa nella mia associazione e di quello che sta facendo – conclude Angela Gulminelli – e non so se tutti possono dire la stessa cosa».

Dalla Cassa 2 milioni di euro per finanziamenti agevolati agli stabilimenti balneari

A disposizione delle oltre duecento imprese associate alla Cooperativa Spiagge

Spiaggia Con Canoa2La Cassa di Ravenna Spa, per sostenere con immediatezza gli stabilimenti balneari e le imprese associate a Cooperativa Spiagge Ravenna, oltre 200 imprese balneari situate nella fascia litoranea compresa tra Casal borsetti e Lido di Savio, colpite dall’impatto economico causato dall’emergenza Covid-19, «ha immediatamente messo a disposizione un primo plafond di due milioni di euro per finanziamenti agevolati agli stabilimenti balneari associati, atti a fronteggiare la negativa congiuntura economica».

«Tali finanziamenti, a condizioni e tassi particolarmente vantaggiosi e senza costi di istruttoria – specifica la Cassa –, sono riservati a tutti coloro che attestino di aver subito danni in relazione alla emergenza sopra indicata».

I finanziamenti possono essere erogati, per singolo beneficiario, fino ad un massimo di 50.000 euro attraverso apertura di credito in conto corrente, della durata massima di 18 mesi; con finanziamenti chirografari della durata massima di 36 mesi e importo massimo per singolo beneficiario di 100.000 euro.

«Accogliamo con grande soddisfazione il sostegno finanziario messo in campo da La Cassa di Ravenna Spa – commenta il presidente della cooperativa, Maurizio Rustignoli –, un modo concreto e veloce per essere al fianco delle imprese balneari aderenti a CSR, una chiara dimostrazione di fiducia, molto importante in questo difficile momento, per le imprese balneari del nostro territorio».

Fu uccisa sette anni fa dal compagno, il ricordo di Linea Rosa e Opi Ravenna

In arrivo anche un percorso in due fasi rivolto ai detenuti della casa circondariale

SIMONA ADELA ANDRO
Simona Adela Andro

Ricorre il settimo anniversario della morte di Simona Adela Andro, l’infermiera trentaseienne ravennate uccisa dal compagno Valer Ispas Baciu il 2 aprile 2013.

Un atto di inaudita violenza, ricordato ogni anno nel giorno del triste anniversario da Linea Rosa e OPI Ravenna, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche locale di cui Adela faceva parte. «Quest’anno per ovvie ragioni legate alla pandemia in corso non è possibile commemorare pubblicamente Adela ma ci stringiamo insieme, seppur a distanza, nel suo ricordo, trovando al contempo l’occasione per condannare ancora una volta con fervida veemenza atti di simile crudeltà», dichiara la presidente di Linea Rosa Alessandra Bagnara.

Rimandato dunque a data da destinarsi l’avvio ufficiale del progetto “Muoviti in carcere – Mai più uomini violenti”, un percorso in due fasi rivolto ai detenuti della Casa Circondariale di Ravenna. Il progetto vuole suscitare una riflessione partendo dalla proiezione del film-documentario “Ma l’amore c’entra?” di Elisabetta Lodoli, in cui si riportano le testimonianze di uomini dal passato macchiato da episodi di violenza domestica, ma che hanno intrapreso un percorso di cambiamento. «Successivamente verranno organizzati incontri volti a sviluppare la consapevolezza del proprio agito problematico e favorire un cambiamento positivo nelle relazioni di vita», spiega la presidente di OPI Ravenna Paola Suprani.

L’intera attività di informazione e sensibilizzazione è stata promossa da Associazione Dalla Parte dei Minori, Linea Rosa, Muoviti/Coop. Libra, Lions Host e OPI Ravenna, e finanziata da Banca Credito Cooperativo, Lions Host e OPI Ravenna.

«Non poter fisicamente schierarsi contro la violenza sulle donne non significa che Linea Rosa non ci sia, al contrario, pur nel rispetto delle limitazioni imposte, le nostre operatrici sono quotidianamente al lavoro per combattere quella che sta diventando una vera e propria emergenza sociale. Ricordiamo a tutte coloro che si trovano in difficoltà che anche in questo periodo di reclusione forzata si può trovare il modo di sfuggire al proprio aguzzino e di denunciarne i maltrattamenti al numero 0544 216316, approfittando di quei brevi momenti di uscita per servizi e/o commissioni, oppure inviando una mail a linearosa@racine.ra.it», conclude Alessandra Bagnara.

Blocchi fino al 13 aprile. Il premier: «Non possiamo ancora allentare le misure»

Conte: «Il passeggio coi bambini? Per la spesa, non per andare a spasso»

Conte, Firmato Dpcm Proroga Blocchi Fino Al 13 AprileIl premier Giuseppe Conte ha firmato il dpcm proroga blocchi fino al 13 aprile. I morti sono «una ferita che mai potremo sanare: non siamo nella condizione di poter allentare le misure restrittive e alleviare i disagi e risparmiarvi i sacrifici a cui siete sottoposti», ha detto il presidente del Consiglio in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

«C’è una sparuta minoranza di persone che non rispetta le regole: abbiamo disposto sanzioni severe e misure onerose. Non ci possiamo permettere che l’irresponsabilità di alcuni rechino danni a tutti».

«Se iniziassimo ad allentare le misure, tutti gli sforzi sarebbero vani, quindi pagheremmo un prezzo altissimo, oltre al costo psicologico e sociale, saremmo costretti a ripartire di nuovo, un doppio costo che non ci posiamo permettere. Invito tutti a continuare a rispettare le misure».

«Non siamo nelle condizioni di dire che il 14 aprile allenteremo le misure. Quando gli esperti ce lo diranno, entreremo nella fase 2 di allentamento graduale per poi passare alla fase 3 di uscita dall’emergenza, della ricostruzione, del rilancio».

«La fase due sarà di convivenza con il virus. Poi, la fase tre, sarà di uscita dall’emergenza e di ripristino della normalità lavorative, sociali, della ricostruzione e del rilancio».

«Non abbiamo affatto autorizzato l’ora del passeggio coi bambini. Abbiamo solo detto che quando un genitore va a fare la spesa si può consentire anche l’accompagno di un bambino. Ma non deve essere l’occasione di andare a spasso e avere un allentamento delle misure restrittive».

Nel nuovo dpcm si vietano gli allenamenti anche degli atleti professionisti «onde evitare – ha spiegato Conte – che delle società sportive possano pretendere l’esecuzione di una prestazione sportiva anche nella forma di un allenamento. Ovviamente gli atleti non significa che non potranno più allenarsi: non lo faranno in maniera collettiva ma individuale».

«Io sono stato ben chiaro: nelle nostre decisioni politiche abbiamo fatto una scelta. Partiamo dal presupposto che la nostra Costituzione attribuisce valore prioritario alla tutela della salute e poi cerchiamo anche di contemperare le esigenze dell’economia», ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi parlando delle misure anti contagio adottate dal governo. «Credo – aggiunge – che una decisione politica debba avere una base scientifica. Non ho mai detto che seguiamo alla lettera le valutazioni del comitato tecnico scientifico: ho detto che valutiamo le indicazioni degli scienziati. La politica sta affrontando un nemico sconosciuto che non è abituata ad affrontare, così come gli scienziati. Ma poi interviene la politica e la prospettiva è diversa perché il decisore politico deve agire in scienza e coscienza tenendo conto di tutti gli interessi in gioco. E soprattutto deve essere guidato dai principi costituzionali, che sono anche nella Costituzione a volte in contrasto tra loro». (Ansa.it)

Sono morti 4 uomini con coronavirus: avevano tra 71 e 81 anni e altre patologie

In tutto 605 infetti e 637 persone in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi

Foto DonazioneLa striscia di decessi con coronavirus in provincia di Ravenna si allunga ancora per l’undicesimo giorno consecutivo: tra il 31 marzo e l’1 aprile sono morti quattro uomini che avevano 71, 73, 76 e 81 anni. Secondo quanto fa sapere la Provincia erano tutti erano ricoverati da vari giorni e presentavano patologie pregresse. In totale 37 decessi, dal 22 almeno due al giorno. Il quadro statistico dei morti dice che 5 avevano meno di 70 anni e 19 più di 80.

Si allunga però anche l’elenco dei guariti. Sono cinque le guarigioni cliniche, quattro uomini e una donna, cui si aggiunge una guarigione definitiva: nel primo caso sono persone divenute asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, nel secondo invece ci sono stati due tamponi negativi di seguito a distanza di 24 ore. Il totale delle guarigioni è 60.

Morti e decessi vanno conteggiati nel totale dei positivi che a oggi è 605. Le nuove positività odierne sono 25: 14 donne e 11 uomini. Una persona è residente fuori provincia. Venti pazienti sono in isolamento domiciliare poichè privi di sintomi o con sintomi leggeri, gli altri 5 sono ricoverati, nessuno in terapia intensiva. Sul fronte epidemiologico, si tratta principalmente di pazienti che hanno avuto contatti stretti con casi già accertati.

Infine nel quadro complessivo vanno aggiunte 637 persone in quarantena e sorveglianza attiva in quanto contatti stretti con casi positivi o rientrate in Italia dall’estero.

Per quanto riguarda la distribuzione fra comuni, il quadro dei 605 casi è il seguente:

272 Ravenna
97 Faenza
42 Cervia
42 Lugo
18 Castelbolognese
16 Bagnacavallo
16 Russi
13 Alfonsine
12 Cotignola
9 Fusignano
8 Conselice
8 Massa Lombarda
6 Riolo Terme
5 Solarolo
5 Brisighella
3 Sant’agata Santerno
1 Casola Valsenio
32 residenti al di fuori della provincia di Ravenna ma diagnosticati sul territorio per varie ragioni.

Per quanto riguarda la disponibilità di posti letto per fronteggiare la pandemia, al momento lo scenario in provincia di Ravenna vede 113 letti a Ravenna (di cui 12 per terapia intensiva a cui si aggiungono ulteriori 8 posti messi a disposizione dall’ospedale privato Maria Cecilia di Cotignola per la terapia intensiva) e 93 Lugo di cui 10 per terapia intensiva. In totale in Romagna sono 722 (258 Rimini, di cui 39 per terapia intensiva; 41 Riccione; 89 Forlì, di cui 10 per terapia intensiva; 120 Cesena, di cui 17 per terapia intensiva).

Camminate con i figli vietate a Piacenza e Rimini. «A Ravenna si può, vicino a casa»

Il sindaco De Pascale ribadisce: «Si può camminare nei pressi dell’abitazione, ma usiamo il buon senso»

Mamma FigliNella provincia di Piacenza e in quella di Rimini «non trova effetto la circolare del ministero dell’Interno del 31 marzo 2020, con la conseguenza che le uscite per passeggiate genitori-figli minori rimangono non consentite». Lo affermano in una nota le istituzioni delle due province, le uniche “zona rossa” in Emilia-Romagna, sottoposte a misure ancor più restrittive rispetto alle altre.

In provincia di Ravenna, invece, il sindaco Michele de Pascale ha precisato ulteriormente: «Si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute. La circolare del ministero dell’Interno del 31 marzo si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. È stato specificato che la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare, purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione di spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute. Per quanto riguarda l’attività motoria è stato chiarito che, fermo restando le limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione. Usiamo il buon senso, non possiamo assolutamente creare occasioni di aggregazione per strada anche solo con i vicini. Con intelligenza possiamo gestire questa fase difficile per tutti, anche per i più piccoli».

La Regione chiede al Governo un “bonus vacanze” per far ripartire il settore

Tra le richieste dell’assessore Corsini anche aiuti per i lavoratori stagionali e proroghe dei pagamenti

Corsini Bonaccini
Corsini con Bonaccini

Anche le vacanze serviranno a far ripartire, una volta passata la fase acuta dell’emergenza sanitaria, le abitudini delle famiglie e l’attività delle tante aziende legate al turismo: una delle principali voci dell’economia italiana e dell’Emilia-Romagna. E uno dei settori che più di altri avrà bisogno di tempo e di un grande sostegno pubblico per riprendere la corsa.

A questo proposito, l’assessore regionale al Turismo e commercio, il ravennate, Andrea Corsini ha scritto al ministro per i Beni culturali e turismo Dario Franceschini sollecitando, anche a nome delle altre Regioni, un  pacchetto di misure a sostegno dell’industria turistica e di tutto il comparto, gravemente colpito dall’allarme coronavirus e dalla crisi economica che ne consegue. Tra gli interventi: un “bonus vacanze” per ampliare la domanda interna e aiutare grandi e piccole attività a rimettersi in moto, aiuti ai lavoratori  stagionali, che rappresentano la maggior parte degli occupati del settore, provvedimenti per immettere liquidità attraverso proroghe fino a dicembre dei pagamenti di varia natura.

«Servirà tempo, lungimiranza, visione strategica e un grande patto fra Istituzioni, cittadini, sindacati e associazioni di categoria per affrontare la fase della ricostruzione sociale ed economica – afferma Corsini -.  L’industria turistica è il comparto che più di ogni altro ha subito e subirà un contraccolpo negativo, in alcuni casi devastante, in seguito al diffondersi della Covid-19. Le giuste misure prese per arginare la diffusione del virus impediscono il movimento delle persone e va da sé che il turismo, essendo legato agli spostamenti, ora è in ginocchio e domani risulterà fortemente penalizzato. Come Commissione Turismo delle Regioni italiane abbiamo avanzato una serie di proposte emendative al decreto ‘Cura Italia’ che partono dall’inspiegabile mancanza di un articolo dedicato alle misure di sostegno al settore che, ancorché insufficienti, sono presenti in diverse parti del decreto».

Sempre con l’obiettivo di un’azione coordinata, Corsini chiede l’istituzione di una cabina di regia sul turismo per affrontare i prossimi mesi guidata dal Ministero con la partecipazione di Regioni e associazioni di categoria.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi