«Il bonus di 600 euro per le partite Iva? Troppo poco e per pochi…»

Il sondaggio effettuato da FreelanceCamp, la community della ravennate Alessandra Farabegoli

Alessandra Farabegoli

Alessandra Farabegoli

Più pessimisti che ottimisti sul futuro, in attesa sull’effettiva consistenza e distribuzione del bonus governativo, che comunque considerano troppo poco e per pochi.

È il risultato di un sondaggio lampo che FreelanceCamp – una delle community più rilevanti e attive nell’universo dei lavoratori indipendenti, che ruota intorno all’omonimo evento fondato dalla ravennate Alessandra Farabegoli – ha effettuato interrogando circa 2mila dei propri iscritti attraverso newsletter e gruppo Facebook.

Dalle oltre 350 risposte ottenute, i freelance sembrano non essere particolarmente né attratti né soddisfatti dal bonus di 600 euro che il governo ha deciso di concedere alle partite Iva, e in ogni caso le difficoltà tecniche sono finora risultate un ostacolo quasi impossibile da superare. Solo il 31 percento è riuscito a effettuare la richiesta sul sito dell’Inps, mentre un altro 25 percento sta ancora combattendo con la richiesta online. In più, molti dichiarano di aver lasciato la pratica al proprio commercialista o all’associazione di categoria e di non saperne ancora l’esito.

Critiche anche alla modalità di erogazione (1sarebbe stato meglio cancellare parte dei contributi annuali Inps»).

È da notare come circa un 22 percento dei freelance intenda astenersi dalla richiesta per lasciare spazio a “colleghi” più in difficoltà, anche se alcuni lamentano il blocco dei pagamenti da parte delle aziende.

Il 27,5 percento dichiara di approvare un sostegno parametrizzato alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente. Qualcuno contesta anche i termini di variazione di reddito introdotti per averne diritto: «Ci sono parametri reddituali stringenti e calcolati in maniera piuttosto “sinistra” come il confronto tra trimestre 2020 e 2019 per calcolare una diminuzione minima del 30% del reddito, invece l’emergenza Coronavirus è iniziata praticamente a metà-fine febbraio 2020».

Il 24,9 percento dei rispondenti propone di rendere il contributo mensile fino alla fine dell’emergenza, e per un altro 19,5 percento i 600 euro mensili sono insufficienti, anche se per qualcuno «è già qualcosa» che il governo si sia ricordato delle Partite Iva.

I rispondenti sono totalmente contrari al contributo a tutti e a pioggia (solo il 3 percento è favorevole), e fanno presente la situazione molto diversa tra chi lavora per la vendita online (ancora funzionante) e la vendita offline (chiusa).

Infine, dovendo assegnare un voto da zero a dieci alle aspettative per il proprio reddito per il 2020 la media delle valutazioni si ferma a 5,33.

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