È successo durante i lavori di adeguamento sismico. Interrogazione della Lega in Regione
L’edificio delle scuole Pezzani di Solarolo
A pochi giorni dall’inizio delle lezioni, durante i lavori di adeguamento sismico, due travi hanno ceduto ed è caduta una parte del controsoffitto della scuola elementare.
È accaduto alla “Pezzani” di Solarolo, come riporta oggi (3 settembre) il Carlino Ravenna.
I lavori, che sarebbero dovuti terminare entro l’inizio della scuola, verranno così prolungati e nove aule saranno inagibili. «Sei o forse sette troveranno spazio alle scuole medie», ha dichiarato al Carlino il sindaco Briccolani, mentre per le altre si valutano soluzioni alternative.
Il caso è finito anche sui banchi della Regione Emilia-Romagna, con un’interrogazione depositata dal consigliere faentino della Lega Andrea Liverani.
«Il crollo comporterà un prolungamento dei lavori – conferma Liverani –, e quindi sarà impossibile alle classi nella data di inizio dell’anno scolastico. Dovranno trovarsi luoghi alternativi per gli alunni e sperare che il cantiere non si protragga per troppo tempo. Purtroppo lo stato degli edifici scolastici su tutto il territorio provinciale è preoccupante, nonostante i tanti interventi le scuole ormai vecchie hanno gravi carenze strutturali, e a Solarolo ci è andata bene che la scuola fosse chiusa per il periodo estivo».
Liverani chiede alla Regione «se si attiverà per ulteriori verifiche strutturali, e se è disponibile ad aiutare economicamente il Comune di Solarolo di fronte a questo imprevisto. Monitoreremo la situazione per verificare che le strutture siano solide, non abbiano carenze, e che sia ripristinato il precedente servizio nel più breve tempo possibile».
Stanno diventando virali sui social alcuni video del cinghiale che è stato avvistato poco dopo l’alba di questa mattina (martedì 3 settembre), libero, sulla spiaggia di Punta Marina.
Un avvistamento senza dubbio anomalo, su cui si stanno interrogando in particolare gli utenti di Facebook dei gruppi “Sei di Ravenna se” e “Sei di Punta Marina se”.
Dal 4 al 7 settembre protagonisti la giornalista Silvia Brasca, l’editore Daniele Olschki, il linguista Emanuele Banfi e lo storico dell’arte Carlo Francini
Silvia Brasca
Dante parla a ognuno di noi – “a la futura gente” (Par., XXXIII, v. 72), come vuole il titolo della nona edizione di Dante2021 – e ognuno di noi ha un Dante da raccontare: è questa la premessa di D.H.O. Dante Hors d’Oeuvre, preludio in quattro parti del festival dedicato al padre della lingua italiana e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca.
Le brevi letture dantesche di D.H.O. sono affidate non a dantisti ma a professionisti di altri settori, che mescolano esperienze scolastiche, ricordi personali, incontri inconsueti, memorie di famiglia; un appuntamento del tardo pomeriggio – alle 17 – nell’antico Refettorio del monastero benedettino di San Vitale (oggi Museo Nazionale), nella Sala Dantesca della Biblioteca Classense, ma anche nello spazio informale del Caffè Letterario in via Diaz. E, dopo il punto di vista inusuale di Dante Hors d’Oeuvre (dal 4 al 7 settembre), il programma di Dante2021 si inaugura mercoledì 11 settembre e continua fino a domenica 15 con incontri, concerti, spettacoli sempre sotto il segno di Dante, poeta ma anche uomo che continua a parlarci a dispetto della distanza dei secoli. Tutti gli eventi, compresi gli appuntamenti di D.H.O., sono a ingresso libero.
Mercoledì 4 settembre, al Museo Nazionale di Ravenna, D.H.O. riparte anche quest’anno da una delle più alte pagine della letteratura del Novecento…e da uno dei più attenti commenti a un passo della Commedia: “Il canto di Ulisse” da Se questo è un uomo di Primo Levi, l’indimenticabile episodio in cui Levi accetta di insegnare la lingua italiana al compagno di prigionia Pikolo (Jean Samuel) e sceglie di farlo attraverso la Commedia. Così, in quell’altro Inferno che è il campo di concentramento, le parole di Ulisse sopraggiungono nella tragedia dell’Olocausto e consentono di ritrovare, sia pure per pochi momenti, il senso e il valore della dignità umana e della libertà. Lettura e commento sono affidati a Silvia Brasca, giornalista e caporedattrice del TG La7; formatasi sulla cronaca di Mani Pulite, è stata caporedattore del programma televisivo Matrix ai tempi della direzione di Enrico Mentana.
Giovedì 5 settembre è la Sala Dantesca della Biblioteca Classense a ospitare – con l’introduzione del Direttore della Biblioteca, nonché dirigente alla Cultura del Comune di Ravenna, Maurizio Tarantino – Dante Alighieri: una questione di famiglia. La testimonianza è quella dell’editore Daniele Olschki, erede di una tradizione iniziata nel 1886 con il bisnonno Leo Samuel. Tedesco di origini polacche, in Italia Leo si dedicò all’attività editoriale e al commercio antiquario dei libri: un esordio che ha segnato la storia di famiglia, sviluppatasi sotto il segno di Dante. L’incontro alla Classense è per Daniele Olschki anche una… visita di famiglia: nelle sue sale si conserva infatti la splendida collezione dantesca che nel 1905 la Biblioteca acquistò dal bisnonno, collezione che comprende tutte le principali edizioni a stampa della Commedia fin dai primi incunaboli.
Venerdì 6 settembre appuntamento al Caffè Letterario (via Diaz 26) con Il mio Dante: da L’inferno di Topolino alle traduzioni in cinese e giapponese della Commedia. Emanuele Banfi, glottologo dell’Università di Milano-Bicocca, racconta momenti salienti, formativi, ma anche divertenti della propria vita. Un percorso lungo il quale Dante è sempre stato, da quando Banfi aveva poco più di sei anni, un fido compagno: dalle pagine del fumetto più famoso, e dalle avventure di Topolino nell’Inferno dantesco, fino al confronto con la sfida delle traduzioni della Commedia in lingue che appartengono a una sfera culturale lontanissima dalla nostra e che forse sono, in particolare nel caso del cinese, le lingue del futuro. Banfi si è occupato di storia linguistica dei Balcani e quindi di lingue orientali (arabo, cinese, giapponese, coreano), trascorrendo periodi di studio in Cina e in Giappone.
Sabato 7 settembre ancora al Caffè Letterario per la conclusione di D.H.O.: la parola passa a Carlo Francini, storico dell’arte e responsabile dell’Ufficio Unesco del Comune di Firenze. Il racconto del “suo” Dante è una narrazione divertita – ma profondamente competente – a partire dal confronto fra la statura imponente dello studioso e la piccolissima eppur fedelissima copia di riferimento della Commedia. Così Un metro e novanta per il Dante minuscolo hoepliano (cm 7,5 x 12) è una passeggiata fra ricordi e strade fiorentine – quelle che furono testimoni della vita, della poesia e dei pensieri dell’Alighieri – con una guida d’eccezione.
Francini ha curato numerosi restauri di monumenti fiorentini per conto dell’Amministrazione Comunale e pubblicato monografie sulla scultura fiorentina del Cinquecento e sulla museologia tra Otto e Novecento a Firenze; fra i suoi principali interessi Baccio Bandinelli e Michelangelo (è infatti anche membro del comitato scientifico della Fondazione Casa Buonarroti).
Un assessore tra gli ospiti della Festa dell’Unità non è certo una notizia. Lo diventa invece, forse, se l’assessore in questione non partecipa a un dibattito ma imbraccia una chitarra elettrica sul palco centrale, lo stesso che domani (4 settembre), tanto per dire, ospita Gino Paoli.
È il caso di Roberto Fagnani, in giunta a Ravenna con le deleghe a Sport e Lavori pubblici, che il 2 settembre si è esibito alla festa nazionale del Pd in cover che hanno fatto la storia del rock con alcuni musicisti professionisti come Ricky Portera, chitarrista di Stadio e Lucio Dalla, Gigi Puzzo dei Corvi, il batterista Roby Morsiani e Mimmo Camporeale.
Fagnani è chitarrista per hobby e non è l’unico musicista all’interno della giunta di Ravenna.
Gianandrea Baroncini (assessore all’Ambiente) è infatti cantautore a tempo perso (ne aveva pure parlato il nostro Moldenke…) e anche Valentina Morigi (assessora al Bilancio) ha calcato i palchi della zona come bassista, con la band Caracoles.
Una 41enne trovata dalla polizia in una area di servizio dell’autostrada: era diretta in Germania
Viaggiava a bordo di un Suv con undici cuccioli di cane di razza meticcia di tre mesi di vita stipati in due trasportini di plastica senza documenti e senza microchip: una 41enne tedesca è stato denunciato dalla polizia per detenzione di animali vivi in condizioni incompatibili con la loro natura. L’episodio è avvenuto nelle prime ore della mattina di ieri, 1 settembre, nell’area di servizio Santerno sulla A14, nel comune di Solarolo. La donna si è dichiarata proprietaria dei cuccioli che a suo dire erano diretti in Germania.
Un equipaggio del distaccamento della polizia stradale di Faenza è intervenuto dopo le segnalazioni di altri automobilisti che avevano visto nell’autogrill una Alfa Romeo Stelvio con a bordo un anomalo numero di cuccioli. Per verificare lo stato di salute degli animali i poliziotti hanno fatto intervenire il veterinario reperibile: le bestiole si presentavano denutrite e sono state sequestrate e affidate alle cure della onlus Amici degli Animali.
Incendio alla ditta Albatros nella zona industriale. L’agenzia per l’ambiente ha sistemato una strumentazione a Marina di Ravenna per valutare le ricadute
Dopo aver verificato le previsioni di vento col Servizio Meteo, è stato collocato un campionatore di aerosol a Marina di Ravenna, zona indicata significativa per le possibili ricadute dei fumi provocati dal rogo. Mentre durante le prime fasi dell’incendio il vento (molto debole) proveniva da sudest – spostando in quota la colonna di fumo verso nordovest – successivamente ha cambiato direzione verso est-nordest. Il primo campione di aerosol è stato raccolto tra sabato sera e domenica mattina per 12 ore. Il secondo, nella medesima località, quando l’incendio era già spento, è stato raccolto per 24 ore tra ieri mattina e questa mattina. La raccolta del terzo campione – a scopo precauzionale – è tuttora in corso (da oggi a domani mattina).
Queste le informazioni divulgate da Arpae: «I risultati del primo campionamento mostrano una concentrazione di diossine/furani di 0,035 pg Who-Te/m3, con assenza del congenere più tossico Tcdd, e di Benzo(a) Pirene di 0.027 ng/m3. Valori molto contenuti e di poco superiori al limite di quantificazione». Sono in corso le analisi dei metalli. Nella centralina di Ravenna San Vitale (sottovento rispetto all’incendio, almeno nelle prime fasi) non si sono riscontrati valori anomali di concentrazioni di polveri Pm10 e Pm 2,5.
Frontale sulla rampa che collega via Stradone e la Classicana. Le persone coinvolte tutte al pronto soccorso con ferite di media gravità
Due auto si sono scontrate frontalmente, nel pomeriggio del 2 settembre, a Porto Fuori sulla rampa di collegamento tra via Stradone e la Classicana: il bilancio è di sette feriti tra cui due bambini, per tutti le ferite sono di media gravità e sono stati trasportati al pronto soccorso. Illeso il cane che viaggiava a bordo di uno dei veicoli. Su un suv viaggiavano quattro adulti, due uomini e due donne originari della provincia di Modena e con loro l’animale, mentre su un monovolume si trovava una donna con il figlio e un suo compagno.
Il 118 è intervenuto sul posto con quattro ambulanze e l’elicottero. Per il recupero dei feriti anche i vigili del fuoco hanno fornito il proprio contributo mentre la polizia locale si occuperà dei rilievi di legge.
Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione con tanto di fotogallery di un lettore che si lamenta dello stato di piazza San Francesco e dintorni, in centro a Ravenna.
«Di Dante a Ravenna si straparla da qualche anno a questa parte, complice la ricorrenza del 2021, eppure il contenitore (allargato) che ne contiene i resti mortali non è esattamente al centro delle attenzioni di questa amministrazione, esattamente come non lo è stato per quelle che l’hanno preceduta. Nel selciato di Piazza San Francesco si lascia crescere l’erba, negli interstizi tra una pietra e l’altra e, per agevolare la formazione di quegli interstizi, si continua colpevolmente a chiudere entrambi gli occhi sui furgoni che quotidianamente utilizzano la piazza per fare inversione ed uscire dal cul de sac di via Corrado Ricci. L’erba nel selciato è visibile anche con google street view: ne sarà fiero lo smart assessore che ha la delega anche del Turismo. Siccome al peggio non c’è limite, da tempo un cartello stradale è inspiegabilmente legato con filo di ferro alla recinzione del giardino intitolato a Rinaldo da Concorezzo: nessuno lo avrà notato, men che meno lo avranno notato dal prospiciente ufficio turismo, ufficio al quale il decoro della città dovrebbe stare a cuore». Enrico Bonfatti
L’analisi dell’Osservatorio regionale dice che la metà degli incidenti mortali è connessa all’abuso di alcol e stupefacenti. Dal 2020 l’etilometro collegato alla vettura: se non sei sobrio non va in moto
Aumentano i morti sulle strade ravennati. Nei primi otto mesi del 2019 sono stati 24, una media di tre al mese, mentre nello stesso periodo dell’anno scorso il triste conteggio si era fermato a 19. Un aumento che riguarda soprattutto automobilisti e motociclisti, passati rispettivamente da 6 vittime a 13 e da 5 a 8. In calo invece camionisti e pedoni. I dati sono dell’Osservatorio regionale.
In Emilia-Romagna da gennaio ad agosto compreso sono morte 202 utenti della strada (160 maschi e 42 femmine). Oltre a Ravenna le vittime crescono nelle province di Bologna, Modena e la vicina Forlì-Cesena: in quest’ultima si è passati da 18 a 33.
Il presidente dell’Osservatorio, Mauro Sorbi, segnala il continuo aumento di incidenti mortali correlati all’abuso di alcolici: «Il rischio di incidente aumenta di 36 volte e da recenti statistiche risulta che quasi la metà degli incidenti mortali abbia come concausa l’abuso di alcol o stupefacenti». Con una novità evidenziata dalle statistiche: il fenomeno colpisce di più tra gli over 40 e si sono ridotte le cosiddette stragi del sabato sera tra i più giovani.
Anche per questo Sorbi accoglie con speranza l’arrivo del alcollock: dal 2020 i veicoli nuovi dovranno uscire dalla fabbrica con un dispositivo che impedirà l’accensione se il conducente ha assunto acolici oltre i limiti di legge.
Nel mese di ottobre sarà inoltre realizzato il nuovo impianto di illuminazione pubblica
Saranno conclusi nella giornata di oggi – lunedì settembre – i lavori di manutenzione straordinaria del parcheggio di largo Firenze e piazzetta Severino Ragazzini. Nella mattinata di domani martedì 3 settembre la zona tornerà perciò transitabile e sarà ripristinata la sosta a pagamento nel parcheggio.
Gli interventi hanno comportato la realizzazione di nuovi tratti di marciapiede sul lato est e sul lato sud; la ripavimentazione della piazza, in conglomerato bituminoso; la ridistribuzione funzionale e l’adeguamento dell’area di parcheggio con la messa a norma dimensionale degli stalli di sosta e delle corsie di manovra. Nel mese di ottobre sarà realizzato il nuovo impianto di illuminazione pubblica; fino al completamento di quest’ ultimo rimarrà in funzione l’impianto esistente. Il valore dei lavori ammonta a circa 100mila euro.
Pare che il maltempo stia soltanto tardando rispetto alle previsioni ma nelle prossime ore colpirà l’intera provincia
La Protezione Civile dell’Emilia Romagna ha emanato una nuova allerta per temporali, la n.79 del 2019 valida per la giornata di martedì 3 settembre. Ha così aggiornato con una nuova allerta quanto già previsto per la giornata di lunedì. In particolare il transito del veloce sistema perturbato interesserà anche la giornata di martedì 3 settembre il settore centro-orientale della regione. Si prevedono nella notte fra lunedì e martedì e nelle prime ore della mattinata di martedì temporali organizzati di forte intensità con venti provenienti da nord-est di forte intensità.
L’allerta completa (la numero 79 del 2019) si può consultare sul portale Allerta meteo Emilia-Romagna (allertameteo.regione.emilia-romagna.it) e anche attraverso Twitter (@AllertaMeteoRER). Si ricorda di mettere in atto le misure di protezione individuale previste dal piano di emergenza e di Protezione civile e consultabili all’indirizzo www.labassaromagna.it/Guida-ai-Servizi/Sicurezza/Protezione-civile/Documenti-utili. Per emergenze è attivo il numero verde 800 072525.
Tavola rotonda inserita nel programma della settimana di studio e riflessione: il docente di storia ed ex sindaco di Forlì si confronta con il due volte presidente del Consiglio
Romano Prodi
terrà mercoledì 4 settembre alle 18 nella Sala Dantesca della Biblioteca Classense, la tavola rotonda Quale futuro per il processo di integrazione europea?, occasione di dibattito e riflessione pubblica di alto profilo nella quale si confronteranno personalità del calibro di Roberto Balzani, storico, saggista e politico, e Romano Prodi, già presidente del Consiglio (1996-1998 e 2006-2008) e presidente della Commissione dal 1999 al 2004 (anni cruciali per l’introduzione della moneta unica e per l’allargamento ai Paesi dell’Est).
Il processo di integrazione europea a 30 anni dal crollo del Muro di Berlino e a quindici dall’allargamento ai Paesi dell’ex blocco sovietico del 2004 necessita di una nuova ripartenza. Dimensione regionale, nazionale ed europea devono essere ripensate per proporre, in un mondo che poco assomiglia a quello del dopo Seconda Guerra Mondiale, un nuovo patto fondativo. Le molteplici crisi dell’attuale congiuntura internazionale e le minacce sempre più evidenti al modello liberal-democratico impongono uno sforzo culturale ed intellettuale.
Questi i temi al centro della tavola rotonda, inserita nel programma del September Seminar (2-6 settembre, Palazzo Verdi), settimana di studio, riflessione e approfondimento sui temi del processo di integrazione europeo organizzata dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna e realizzata grazie al sostegno economico del Comune di Ravenna e della Fondazione Flaminia.
Roberto Balzani
La tavola rotonda si aprirà con i saluti del sindaco Michele de Pascale e del direttore del Dipartimento di beni Culturali Luigi Canetti. Introdurrà e coordinerà i lavori Michele Marchi, docente del Dipartimento di Beni Culturali, tra gli organizzatori scientifici dell’evento. Accanto a Prodi e a Balzani, partecipano al dibattito Steve Austen della Felx Meritis Foundation di Amsterdam e l’assessora alle Politiche Europee del Comune di Ravenna Ouidad Bakkali.