sabato
04 Aprile 2026

Il compagno la sgrida perché è rientrata ubriaca e lei lo prende a coltellate

Arrestata una 39enne: con due coltelli da cucina ha ferito un 49enne alle mani. La madre dell’uomo ha chiamato i carabinieri

È rientrata a casa tardi, ubriaca dopo una serata con gli amici e quando il compagno l’ha redarguita è scoppiata la lite tra i due finita con la donna che ha impugnato due coltelli da cucina e ha ferito l’uomo alle mani. Lui è un 49enne e se la caverà con 10 giorni di prognosi, lei è una 39enne ed è stata arrestata dai carabinieri intervenuti nella serata di ieri 21 maggio a San Pietro in Vincoli su richiesta della madre dell’uomo che ha chiamato il 112. La donna è disoccupata e già nota alle forze dell’ordine per numerosi episodi violenti. L’uomo è un operaio altrettanto noto alle forze dell’ordine. Per l’arrestata, dopo la notte in cella, è arrivata la convalida in tribunale che ha concesso 5 giorni di tempo per consentire di approntare la difesa a aggiornare il processo. Applicata la misura cautelare del divieto di dimora nel quartiere.

Barricata in casa con il figlio mentre l’ex marito assalta una finestra: arrestato

Alla vista dei militari il 30enne ha tentato di fuggire ma gli uomini in divisa sono riusciti a bloccarlo ed ammanettarlo

Aveva già rotto la recinzione esterna e stava danneggiando gli infissi di una finestra per entrare nella casa dell’ex moglie che si era barricata dentro spaventata con il figlio minorenne: i carabinieri hanno arrestato un 30enne albanese a Godo di Russi la serata del 20 maggio. L’intervento è stato richiesto dalla donna stessa che aveva segnalato un’aggressione in atto: la pattuglia della stazione di via Alberoni è intervenuta trovando l’uomo alla finestra.  Alla vista dei militari il 30enne ha tentato di fuggire ma gli uomini in divisa sono riusciti a bloccarlo ed ammanettarlo. Dopo aver raccolto le dichiarazioni della vittima e dei testimoni, che facevano delineare un quadro di pregresse e ripetute aggressioni, i carabinieri hanno proceduto all’arresto. Il giudice stamani ha disposto il divieto di avvicinamento alla vittima che lo aveva allontanato da casa da tempo perché violento. L’arrestato è accusato di violenza privata, atti persecutori e danneggiamento.

Lotta all’abusivismo: arriva una task force di 28 agenti sulla spiaggia

Il vicesindaco annuncia il nuovo impegno del Comune: «In prima linea contro questo fenomeno». Rinnovato il protocollo con le forze dell’ordine e le associazioni di categoria

AbusivismoIl Comune di Ravenna implementerà quest’anno l’attività di vigilanza contro il commercio abusivo nelle spiagge, con una task force di 28 agenti sul litorale. Ad annunciarlo è il sindaco Michele De Pascale insieme al vicesindaco con delega alla Sicurezza, Eugenio Fusignani. «Come amministrazione – dice Fusignani – siamo impegnati in prima linea». Gli agenti hanno il compito di «presidiare le nostre spiagge, grazie al quale abbiamo ottenuto risultati positivi e tangibili restituendo benefici concreti a turisti e cittadini».

Il Comune dice di non trascurare la prevenzione sociale, «per migliorare la vivibilità e qualificazione dei luoghi di vita ed evitare il manifestarsi di fenomeni di disagio sociale e di degrado urbano, dall’altra, per concorrere insieme alle forze dell’ordine nell’azione di contrasto all’illegalità e nella lotta all’abusivismo commerciale».

L’annucio è arrivato questa mattina, lunedì 22 maggio, alla sala Cavalcoli della Camera di Commercio di Ravenna, dove si teneva il convegno in cui veniva presentato l’Accordo di collaborazione tra Prefettura, Provincia di Ravenna, Comuni di Ravenna e Cervia, Camera di commercio, Legacoop, Confcooperative, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Cooperativa spiagge Ravenna e Cervia e Anaci che riguarda le azioni sinergiche per la sicurezza in riviera.

Attraverso la rinnovazione dell’accordo, volto a rafforzare la partnership tra le varie istituzioni, forze dell’ordine, le associazioni di categoria e i sindaci di Ravenna e Cervia, sono state confermate, anche per l’ormai imminente stagione estiva 2017, le i azioni di potenziamento e di coordinamento intraprese nella prevenzione e nel contrasto alla contraffazione ed all’abusivismo commerciale.

A Fusignano profumo di calcio di serie A: c’è il Sassuolo per un amichevole benefica

Il ricavato servirà per ampliare il Giardino di Lorenzo, parco intitolato al bimbo morto a soli tre anni per un improvviso malore. Fischio d’inizio alle 18 del 24 maggio

Il campo sportivo comunale di Fusignano ospiterà la partita di calcio amichevole tra la squadra di casa e il Sassuolo, formazione del campionato di serie A allenata da Eusebio Di Francesco. L’appuntamento è per le 18 del 24 maggio, organizzato dall’associazione Real Fusignano 2009 con l’aiuto di Arrigo Sacchi, e il ricavato sarà usato per l’ampliamento de “Il Giardino di Lorenzo”, il parco verde creato dall’omonima associazione di Fusignano nata nel 2011 su iniziativa dei genitori di Lorenzo Salsiccia, morto nel 2007 a tre anni per un malore improvviso.

Per il pubblico presente sarà l’occasione per vedere da vicino i campioni della serie A come il capitano Francesco Magnanelli, il portiere Andrea Consigli, i giocatori Federico Peluso, Francesco Acerbi, Paolo Cannavaro, Davide Biondini, Gregoire Defrel, Alessandro Matri e Domenico Berardi.

Per i bambini fino a 6 anno l’accesso è gratuito, mentre per gli altri il costo del biglietto è di 5 euro. I biglietti si possono acquistare direttamente alla cassa dello stadio il giorno stesso della partita, a partire dalle 16.45. L’ingresso per i partecipanti è in via Cantagallo 74.

Durante l’evento sarà disponibile una piccola ristorazione.

Per l’OraSì nuovo trasferimento in vista: match casalinghi in programma a Forlì

Basket Serie A2 playoff / I giallorossi disputeranno al PalaGalassi le gare interne delle semifinali contro la Virtus Bologna. Le date sono il 2 giugno per gara3 e il 4 giugno per l’eventuale gara4. La prima partita della serie si giocherà al PalaDozza domenica prossima

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I tifosi giallorossi dovranno seguire a Forlì le prossime gare casalinghe dell’OraSì

Dopo il Pala De André di Ravenna e il PalaCattani di Faenza, sarà il PalaGalassi (ex PalaCredito) di Forlì la nuova “casa” per le partite interne dell’OraSì. Gara3 e l’eventuale gara4 delle semifinali dei playoff di Serie A2 contro la blasonata Virtus Bologna, avversaria designata ieri sera dopo il successo sul campo di Roseto (serie dei quarti terminata 3-1 a favore dei felsinei), si disputeranno quindi nel palazzetto forlivese, “obbligando” i tifosi giallorossi al terzo trasferimento nel giro di qualche settimana.

Prima però bisognerà disputare i due match al PalaDozza di Bologna, in virtù della migliore posizione raggiunta dalle “V nere” al termine della regular season (terza contro la quarta dei ravennati), in programma domenica 28 maggio (inizio ore 18) e martedì 30 maggio (alle ore 20.30). A questo proposito il Basket Ravenna organizza la prevendita dei biglietti per la prima partita, che si svolgerà nella sede di via della Lirica 21 nelle giornate di giovedì (ore 10-13 e 17-19), venerdì (ore 10-13 e 17-19) e sabato (ore 10-13). A disposizione ci saranno duecento tagliandi, al costo di 24 euro.

Tornando ai match casalinghi previsti a Forlì, gara3 è prevista al PalaGalassi nella giornata di venerdì 2 giugno (orario 20 o 20.30, probabile diretta televisiva), mentre l’eventuale gara4 è in calendario sempre nel palazzetto forlivese domenica 4 giugno (ore 18). La società giallorossa entro un paio di giorni comunicherà le modalità organizzative (pullmann, prevendita biglietti, ecc.) riguardanti il primo di questi due incontri. La “bella”, se sarà necessaria, è prevista per mercoledì 7 giugno e si giocherà al PalaDozza di Bologna.

Investita da un’auto mentre attraversa la strada: 56enne in gravi condizioni

Pare che la donna fosse in corrispondenza delle strisce pedonali. La polizia municipale dovrà accertare la dinamica esatta

Una 56enne  è ricoverata all’ospedale di Ravenna per le ferite riportate in un incidente avvenuto in città a metà mattina di oggi, 22 maggio, in via Destra Canale Molinetto: la donna è stata investita da un’auto mentre attraversava all’altezza del passaggio a livello, secondo quanto si apprende finora pare che fosse in corrispondenza delle strisce pedonali. Saranno i rilievi dell’ufficio infortunistica della polizia municipale a fare chiarezza su questo e altri aspetti per inquadrare con precisione la dinamica dell’evento. Dopo il violento impatto la donna è rimasta a terra dove è stata soccorsa dal personale del 118 intervenuto sul posto per l’immediato trasporto al Santa Maria delle Croci.

Claudia, Giorgio e sei figli: «Un prestito dalla banca per le tasse scolastiche»

Il più grande ha 20 anni e la più piccola ne ha 7, la famiglia vive a Sant’Alberto: «Qui ci sono spazi per giocare, ma servono due auto per gli spostamenti»

Famiglia NumerosaIl primo figlio ha vent’anni, l’ultima ne ha sette. In mezzo, ce ne sono altri quattro. Una famiglia con sei figli fino a mezzo secolo fa non sarebbe stata forse una grande notizia ma, in tempi di calo costante delle nascite, la “squadra” messa su in tredici anni da Claudia Spada e Giorgio Montanari è un caso più unico che raro. In tredici anni nella loro casa di Sant’Alberto la cicogna ha portato Federico, poi il 17enne Lorenzo. Tre anni dopo è nata Martina, poi Francesco, che oggi fa la prima media. A pareggiare il conto di maschi e femmine sono arrivate Lucia, nove anni, e Viola, la più piccola di casa nata nel 2010. Insomma, una serie di fiocchi azzurri e rosa da guinness. La nostra chiacchierata con la signora Spada non può che partire con una domanda. È possibile avere sei figli nel Terzo millennio? «Si fa, si fa. Però non è facile, sia dal punto di vista organizzativo sia da quello economico. Serve una collaborazione tra i genitori che non è scontata in tutte le famiglie. Alla fine le gioie valgono le fatiche».

Di certo una buona mano alla mamma, oggi 49enne, lo ha dato il posto di lavoro: «Sono impiegata nella pubblica amministrazione, mi occupo di contabilità. Non nego che avere questo tipo di impiego è stato fondamentale. Dopo il terzo figlio ho dovuto chiedere un part time che mi è stato concesso senza problemi». Il marito, il 53enne Giorgio, è invece libero professionista. Non sono comunque mancate le difficoltà, anche economiche: «Se non si è ricchi, l’ostacolo più grande per allargare una famiglia è proprio questo. Lo Stato non aiuta, per ottenere il bonus bebè devi avere un reddito molto basso. Ci siamo dovuti arrangiare, ad esempio chiedendo un finanziamento in banca per pagare tutte le tasse scolastiche. Gli asili nido in particolare sono molto cari ma sono fondamentali». Banalmente: per avere anche solo un figlio, oggi, bisogna lavorare in due e per farlo serve un posto in cui lasciare il bambino.

La fase dell’infanzia è passata, semmai oggi a preoccupare Claudia è una squadra di ragazzi tra la preadolescenza e l’adolescenza: «Eh già – ride lei -, siamo in quel periodo lì. Non mi lamento, sono bravi, si aiutano a vicenda e mi danno una grande mano con i più grandi che sostengono i più piccoli».  La famiglia vive – come detto – a Sant’Alberto, dove crescere un numero così elevato di bambini comporta qualche svantaggio ma anche il vantaggio di «una casa con un giardino e più spazi verdi. Io vengo dalla città, ho fatto un po’ fatica ad abituarmi, soprattutto perché devi muoverti con due auto e affidarti agli autobus per mandare i ragazzi a scuola. Ma la campagna ti dà qualche opportunità in più, oltre alla quiete, se si desidera far giocare i bambini in un ambiente protetto». In progetto non c’è il settimo figlio – «Direi che ho già dato…» – ma il bilancio è certamente positivo: «Un’esperienza di questo tipo ti fa crescere, dandoti moltissime gioie. Se consiglierei ad altre persone di fare sei figli? Ogni famiglia ha una storia a parte, va valutata la situazione. Certo, se le istituzioni dessero una mano in più…».

Traffico merci, marzo nero per il porto

I numeri negativi del terzo mese trascinano giù tutto il primo trimestre 2017

Il porto di Ravenna
Il porto di Ravenna

Nei primi tre mesi dell’anno il traffico portuale di Ravenna ha perso il cinque percento tondo rispetto allo stesso periodo del 2016. È quanto emerge dai dati pubblicati nei giorni scorsi dall’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro-settentrionale. Nel trimestre in banchina sono stati movimentati 6,22 milioni di tonnellate contro le 6,55 dello scorso anno.

In sofferenza tutte le principali categorie merceologiche prese in esame. Diminuisce sensibilmente anche il numero delle navi. Le 1.529 toccate dello scorso anno sono diventate 1.407: 122 in meno (meno otto percento). Navi, peraltro, sempre più piccole dato che la stazza lorda totale è scesa del 13,1 percento.
Sono in flessione i container: il numero totale dei contenitori diminuisce dell’1,6 percento. Si passa da 55.520 a 54.638 teu ma la flessione diventa più marcata prendendo in analisi i soli “pieni” (-5,1 percento), pari a 42.568 teu.

Non va bene nemmeno il traffico principale del porto ravennate, quello delle rinfuse solide. Il calo è di 238.610 tonnellate, pari all’8,7 percento. In sofferenza traffici tradizionalmente molto solidi, come quello dei cereali (-127.285 tonnellate, pari al 23,9 percento) e delle derrate alimentari (-65.248 tonnellate, flessione del 13 percento). In calo ma in sostanziale tenuta invece il traffico di minerali, cementi e calci (-2,1 per cento, movimentate poco più di un milione di tonnellate).

Unica voce in attivo del primo trimestre è quella che riguarda i prodotti liquidi (+7,7 per cento), commercio che rimane positivo anche non considerando i prodotti petroliferi (in aumento del 12,9 percento). Da segnalare l’incremento dei prodotti chimici (+3,6 per cento), uno degli indicatori dello stato di salute del comparto.

Prendendo in esame solo marzo si scopre che si è trattato di un mese pessimo per il traffico portuale ravennate. Le merci secche rispetto allo scorso anno sono calate del 17 percento (i prodotti agricoli del 22,73 percento, i concimi del 45,82 per cento). Nessun segno di una inversione di tendenza, se non un dato positivo delle merci movimentate su trailer-rotabili, che hanno registrato in aumento del 12,96 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno. In totale marzo ha chiuso con una flessione del 10,69 per cento. Un dato preoccupante, anche a vedere la tendenza degli ultimi due mesi: a febbraio la flessione era stata del 5,49 percento, a gennaio del 3,47 percento. Il 2016 si era invece chiuso con una crescita del traffico di dicembre del 4,95 percento.

Ribelle e Alfonsine unite dallo stesso amaro epilogo: retrocessione in Eccellenza

Calcio Serie D playout / Negli spareggi salvezza piangono sia la squadra di Castiglione di Ravenna, sconfitta 3-1 dall’Adriese, sia i ragazzi che Candeloro, ko in casa per mano del Castelfidardo. Entambe le squadre non riescono a raggiungere l’obiettivo salvezza

Adria Ribelle
Le squadre dell’Adriese e della Ribelle schierate a centrocampo a inizio match

Sono unite dallo stesso amaro destino la Ribelle e l’Alfonsine, sconfitte nei rispettivi spareggi playout da Adriese e Castelfidardo e quindi retrocesse in Eccellenza. Nel girone D il compito della Ribelle era sulla carta più difficile, in quanto giocava in trasferta contro un’Adriese in gran forma. Vincono infatti i padroni di casa 3-1, al termine di una partita vivace ed equilibrata in particolare nella ripresa. Il primo tempo è tutto di marca veneta, con le reti di Marangon e Cesca che lanciano la squadra di Mattiazzi sul 2-0. Nella seconda frazione cambia la musica, con Donini che nega il tris all’Adriese e con Bernacci che accorcia le distanze. Nel concitato finale i biancazzurri romagnoli reclamano per un intervento in area ai danni dello stesso attaccante, ma l’arbitro non concede il rigore e il tecnico Groppi viene allontanato per proteste. A chiudere la sfida è sui titoli di coda ancora Marangon, bravo infilare per la terza volta l’incolpevole Donini.

Alfonsine Calcio
L’organico dell’Alfonsine

Nel girone F l’Alfonsine giocava in casa ma esce sconfitto 1-0 per mano del Castelfidardo, che ha dato battaglia per tutto il match, sfruttando al massimo la prova sfortunata della formazione di Candeloro. Nel primo tempo le emozioni arrivano nel seconda parte, con Calderoni che sventa in anticipo una pericolosa incursione del marchigiano Montagnoli, mentre a pochi minuti dall’intervallo Salomone tira debole da ottima posizione, favorendo la parata del portiere. Nella ripresa i biancazzurri di casa non hanno la Dea bendata dalla loro parte, con la conclusione di Tosi che sbatte contro il palo interno. Un paio di giri di lancette ed ecco che arriva la rete del vantaggio degli ospiti, che esultano grazie a Montagnoli. L’Alfonsine prova a gettarsi a capofitto nell’area avversaria ma, a parte un colpo di testa di Molossi, non spaventa più di tanto il numero 1 Melillo.

I TABELLINI DELLE PARTITE

Playout girone D

Adriese-Ribelle 3-1
ADRIESE: Milan, Bonilla, De Gregorio (35′ st De Crescenzo), Arvia, Ballarin, Colman, Matei, Lestani (46′ st Castellan), Cesca, Marangon, Marcandella (35′ st M. Dall’Ara). A disp.: Bertasini, Bellemo, Nava, Zanellato, Amadio, Di Bari. All.: Mattiazzi.
RIBELLE: Donini, Alberighi, Lo Russo, Dall’Ara (20′ st Mancini), Piscopo, Perini, Seck (8′ st Rufini), Bisoli, Bernacci, Orlandi, Rizzitelli (35′ st Federico). A disp.: Carroli, Maraldi, Ciurlanti, Camorani, Petricelli, Colonnello. All.: Groppi.
ARBITRO: Fontani di Siena (assistenti Varrà e Colasanti).
RETI: 14′ pt e 41′ st Marangon, 29′ st Bernacci, 38′ pt Cesca.
NOTE: amm. F. Dall’Ara, Lestani, Colman, Rizzitelli, Milan, Bisoli, Lo Russo. Allontanato Groppi al 37′ st per proteste.

Playout girone F

Alfonsine-Castelfidardo 0-1
ALFONSINE: Calderoni, Bajrami, Magliozzi, Bamonte, Bertoni, Chamangui, N. Lombardi (41’ st Ricci Frabattista), Molossi (41’ st Ricci Maccarini), Salomone, Tosi, Magri (24’ st Manuzzi). A disp.: G. Lombardi, Sarto, De Cristofaro, Fantinelli, Di Domenico, Rosetti. All.: Candeloro.
CASTELFIDARDO: Melillo, Silvestri, Massi (13’ st Maisto), Pigini, Orlando, Filipponi, Bordi, Berardi (38′ st Lodi), Galli (30′ st Soragna), Albanesi, Montagnoli. A disp.: Carnevali, Negro, Marchetti, Marconi, Tombolini, Alessandrelli. All.: Bolzan.
ARBITRO: Maninetti di Lovere (assistenti Segat e Fulin).
RETE: 17′ st Montagnoli.
NOTE: amm. Chmangui , Lombardi N., Bajrami, Salomone, Albanesi, Bordi, Montagnoli, Soragna.

E’ gioia giallorossa: la Conad SiComputer passa al tiebreak in Irpinia e vola in A2

Volley B1 femminile playoff / Nel ritorno della finale playoff le ravennati vincono 3-2 sul campo del Montella al termine di una battaglia lunga più di due ore e centrano una promozione attesa da tredici anni

Montella-Teodora Ravenna 2-3
(25-22, 19-25, 23-25, 25-22, 10-15)
ACCA MONTELLA: Piscopo 10, Mauriello 17, Boccia 16, Diomede 16, Saveriano 2, Ventura 19, Giacomel (L); Devetag 2, Granese. Ne: Negro, Maffei, Zonta. All.: Guadalupi.
CONAD SICOMPUTER TEODORA RAVENNA: Aluigi 8, Torcolacci 11, Nasari 31, Rubini 21, Sestini 2, Mazzini 3, Mastrilli (L); Lugli 4. Ne: Bernabè, Cottifogli, Bissoni (L), Raggi. All.: Caliendo.
ARBITRI: Verrascina di Roma e Dell’Orso di Pescara.
NOTE – Montella: bs 16, bv 4, errori 13, muri 12; Teodora: bs 7, bv 4, errori 15, muri 13. Durata set: 29′, 29′, 31′, 31′, 18′ (tot. 138′).

Esultanza Teodora Serie A2
L’esultanza delle giallorosse al termine del match che vale la promozione in A2

La Conad SiComputer vince la battaglia di Cassano Irpino, durata più due ore, e fa tornare la storica Teodora in Serie A dopo 13 anni. Si tratta di A2, e non di A1 come nella stagione 2003-04, ma l’entusiasmo degli appassionati ravennati è comunque lo stesso, con la conquista di un obiettivo atteso da tantissimo tempo, raggiunto al termine di un periodo ricco di delusioni, caratterizzato addirittura dalla discesa nei campionati regionali.

Nel ritorno della finale playoff ci vogliono cinque set per piegare le padrone di casa dell’Acca Montella, che non perdeva sul suo campo da novembre, con la squadra di Caliendo che riesce a rispondere colpo su colpo agli assalti delle irpine. Sotto di una frazione, le giallorosse compiono il sorpasso aggiudicandosi i due parziali successivi (il terzo in volata 23-25), per poi essere riprese sul 2-2. Al tiebreak, però, la Conad SiComputer si dimostra più concreta nel momento decisivo, accelerando dopo una fase di equilibrio che porta il punteggio sull’8-8. Sono Torcolacci e Nasari a mettere a terra i palloni della svolta (9-12), poi è sempre l’opposto a firmare i due punti per il 10-14 e infine è Lugli a chiudere l’interminabile sfida al primo match point.

Tutte le giocatrici hanno portato il loro contributo, dalla palleggiatrice Mazzini, sempre lucida in regia, fino alle centrali Torcolacci (6 muri) e Sestini, passando dalle bande Aluigi, Lugli e Rubini, per terminare con la top scorer Nasari (31 punti) e il libero Mastrilli (59% di positività in ricezione). Con questo successo la Conad SiComputer mette il suggello a un’ottima stagione, che l’ha vista sempre stazionare nelle prime posizioni in classifica, terminando al secondo posto alla fine della regular season. Ora il Montella potrebbe ritrovarsi di fronte un’altra ravennate, l’Olimpia Cmc: le irpine, infatti, nella finale della seconda fase dei playoff sfideranno la vincente della serie tra le bizantine di Breviglieri e la Tuum Perugia.

Prova aperta del primo canto dell’Inferno delle Albe per tutta la città

L’invito a tutti è di partecipare e dar vita a un grande coro estemporaneo

Inferno del teatro delle albe

Martedì 23 alle 19.15 Ravenna Festival e Teatro delle Albe/Ravenna Teatro invitano tutta la città alla Tomba di Dante per partecipare alla speciale prova aperta del primo canto dell’Inferno, diretto da Marco Martinelli e Ermanna Montanari. Sarà l’occasione per immergersi nello spirito di totale coinvolgimento con cui è nato Inferno. Chiamata pubblica per la “Divina Commedia” di Dante Alighieri, che dal 25 maggio al 3 luglio per 34 serate accompagnerà il Festival nell’universo dantesco. Chiunque lo desideri potrà unirsi agli oltre 700 cittadini che hanno risposto alla chiamata pubblica, a tutto lo staff del Festival e di Ravenna Teatro, per ripetere le terzine del I Canto dell’Inferno declamate da Marco Martinelli e Ermanna Montanari, creando un enorme coro estemporaneo che esalterà gli immortali versi del Poeta proprio sulla soglia del suo sepolcro. All’evento sono stati invitati anche i consiglieri comunali. Lo spettacolo integrale che andrà in scena appunto da giovedì prossimo prevede, dopo la partenza dalla tomba di Dante, una tappa davanti alla basilica di Sant’Appollinare Nuovo e poi, per chi ha il biglietto, l’ingresso in un teatro Rasi completamente stravolto.
L’evento sarà trasmesso in diretta sui social del Festival e dalla ripresa sarà tratto un video che diventerà l’icastico biglietto da visita del progetto in tutto il mondo.

Info. 0544 249237 – www.ravennafestival.org

«L’omertà della Chiesa sui casi di pedofilia per proteggere soldi e immagine»

Due libri-inchiesta di Emiliano Fittipaldi hanno messo in luce le coperture del Vaticano su reati sessuali e affari economici. Il 23 maggio l’inviato dell’Espresso ospite a Ravenna alle 18.30 per Scrittura Festival e a Lugo alle 21 per Caffè Letterario

La fascetta sulla copertina del libro dice “Torna il giornalista processato in Vaticano”. E infatti per Emiliano Fittipaldi, inviato speciale de l’Espresso, è andata così: il libro-inchiesta Avarizia sugli scandali finanziari della Chiesa l’ha portato alla sbarra nel 2015 al «tribunale di Dio», per usare la sua definizione. Mentre si celebravano le udienze stava già lavorando al secondo libro, Lussuria, uscito nei mesi scorsi. Il 23 maggio Fittipaldi sarà alle 18.30 a Palazzo Rasponi delle Teste in piazza Kennedy a Ravenna per Scrittura Festival e anche a Lugo, alle 21 all’albergo Ala d’Oro per la rassegna “Caffè Letterario”.

Lussuria, come si legge nel sottotitolo, racconta “peccati, scandali e tradimenti”. Ma è anche un libro sull’omertà e sulle coperture della Chiesa. Non stupisce che ci sia ancora questo atteggiamento di opacità?
«Francamente sì, mi stupisce. Mi ero fatto l’idea che si trattasse di scandali appartenenti al passato ma in realtà era una convinzione dettata dal fatto che più o meno dal 2010 i giornali hanno smesso di scrivere di questi argomenti. Nei primi tre anni di pontificato di Francesco sono arrivate a Roma all’ufficio disciplinare della Congregazione per la dottrina della fede circa 1.200 denunce di casi di molestie sui più piccoli. Quando ho avuto a disposizione i numeri è nata l’idea del libro perché ho scoperto che la protezione di questi casi funziona esattamente come 50 anni fa: i sistemi con cui le gerarchie proteggono i mostri sono ancora gli stessi e invece credo che alla Chiesa farebbe molto meglio una vera trasparenza».

Emiliano Fittipaldi, inviato de l’Espresso e autore dei libri-inchiesta Avarizia e Lussuria sugli scandali del Vaticano

Perché la Chiesa non la pensa allo stesso modo?
«Forse il bubbone è talmente gigantesco che c’è paura si possa creare il panico e allontanare i fedeli ancora di più. Penso che soldi e immagine possano essere i motivi più importanti per cui si sceglie la strada dell’assoluta omertà. La cosa che mi dà più fastidio è la distanza tra le promesse fatte da pontefici e cardinali per contrastare la pedofilia e le poche azioni concrete che vengono fatte».

Eppure Bergoglio gode di grande apprezzamento sui media. Che figura è questo Papa?
«I media l’hanno osannato dall’inizio. È vero che ha un carisma impressionante che il predecessore non aveva, piace più ai laici che ai cattolici, con una simbologia molto forte. Lo definisco populista nel senso positivo del termine. E i frequenti richiami agli ultimi sono molto importanti nei tempi che viviamo, non credo sia solo marketing. L’aspetto della stampa che critico è quello di non misurare la propaganda del potere. Se il Papa dice che vuol combattere la pedofilia è giusto riportare la sua dichiarazione poi il giornalista deve andare a vedere cosa ha fatto davvero. E non è detto che sia mancanza di volontà, magari c’è un pezzo della curia che ha impedito una seria riforma? La stampa italiana, a differenza di quella anglosassone, ha questo difetto con tutta la propaganda».

In Italia manca l’obbligo di denuncia alla magistratura ordinaria per il prelato che venga a conoscenza di possibili reati. Che limite rappresenta?
«È in assoluto la cosa più incredibile. La commissione per la tutela dei minori non è riuscita nemmeno a cambiare le linee guida della Cei per introdurre questo obbligo. In Italia è così per via dei Patti lateranensi del 1929, in altri Stati è diverso ma su questo c’è un disinteresse totale delle forze politiche. È drammatico. È inutile sentir dire che c’è un obbligo morale quando poi c’è il teologo Anatrella che ai vescovi ha ricordato di non avere l’obbligo di denunci: significa invitarli a stare zitti. E stiamo parlando di una monarchia assoluta, a Bergoglio basterebbero 60 secondi per introdurre questo obbligo».

Il quarto capitolo si intitola “La lobby gay”, è una parte del libro che ha fatto discutere molto.
«L’intenzione anche in questo caso è solo quella di sottolineare le contraddizioni. Bergoglio nel 2013 su un volo dal Brasile all’Italia disse “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?”. Fu indubbiamente una grande apertura al mondo Lgbt ma al di là delle sue parole resta che nella dottrina cattolica non è cambiato nulla nei confronti della omossessualità. Il catechismo su questo tema è tuttora durissimo, parla di comportamento deviante. Stiamo parlando di un comportamento sessuale da considerare assolutamente lecito e infatti ne parlo solo nei termini in cui ci vedo una grande ipocrisia se la dottrina è così violenta contro l’omossessualità e poi una fetta importante della Chiesa ha avuto storie piuttosto vivaci anche di cardinali gay».

Nel libro c’è una carrellata di casi da sud a nord “contra sextum”, cioè per violazioni del sesto comandamento. Ma non è citato il ravennate don Desio…
«Se avessi dovuto citarli tutti sarebbe servita un’enciclopedia. Conosco la vicenda di Desio ma ho scelto di elencare quelli in cui ci sono più segnali di collegamenti con il Vaticano o insabbiamenti. Nel caso ravennate non mi risultano queste circostanze».

Com’è stato ritrovarsi sotto processo in Vaticano per Avarizia, il precedente libro? Visto l’esito, non è stato un autogol clamoro per la Chiesa?
«Il processo è stato un boomerang per la Chiesa: ha reso due giornalisti (l’altro è Gianluigi Nuzzi autore di Via Crucis, ndr) famosi in tutto il mondo e i nostri libri sono stati tradotti in tutte le lingue. A quel punto si sono resi conto della cosa e l’hanno chiusa in maniera un po’ goffa perché l’eventuale difetto di giurisdizione si valuta prima di aprire un processo. In un certo senso però hanno ottenuto una cosa a cui tenevano molto: spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dagli scandali finanziari raccontati nei libri alla questione del furto dei documenti. Sui giornali si è finiti a parlare più del babydoll della Chaouqui e meno dell’attico di Bertone. Questo è stato un successo mediatico».

E nessuno è entrato nel merito…
«Non è mai stato smentito un rigo di quello che ho scritto».

Per questa inchiesta, come per ogni altra inchiesta, sono servite fonti qualificate negli ambienti. Significa che c’è un seme di trasparenza che germoglia da dentro?
«Il processo in Vaticano mi ha costretto a decine di udienze e in un certo senso questo mi ha aiutato a entrare in contatto con altre fonti. Non c’è dubbio che dentro alla Chiesa ci sia chi vorrebbe più trasparenza ma resta una goccia nell’oceano. I giornalisti investigativi cercano di raccontare verità ma è chiaro che spesso le fonti non ti parlano per amore della trasparenza, ma per danneggiare possibili competitor. Ma questo credo che valga per il 90 percento delle fonti, sono rari i casi di chi è mosso da una rabbia etica e morale».

E il giornalista come si comporta?
«Come sempre: deve verificare. Si valuta se la fonte è attendibile, se la notiziaè vera, se c’è un interesse pubblico e a quel punto se tutto torna diventa del tutto secondario il motivo che ha spinto la fonte e hai il dovere di pubblicare altrimenti, se la conservi nel cassetto, diventi un ricattatore».

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