domenica
12 Aprile 2026

Il computer della polizia scientifica incastra un 38enne sospettato per uno scippo

Comparazione tra le immagini delle telecamere di sicurezza e una foto segnaletica

Gli accertamenti della polizia scientifica, che ha eseguito una comparazione tecnica fra la foto segnaletica di un sospettato e i fotogrammi della videosorveglianza, hanno permesso di identificare l’autore di uno scippo commesso nei mesi scorsi in via Laghi a Faenza ai danni di una donna. Si tratta di un 38enne italiano con numerosi precedenti per rapina, furto, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, evasione, spaccio, porto d’armi.

La donna è stata aggredita all’uscita da una farmacia: avvicinata dall’uomo che prima ha gridato di consegnargli i soldi contenuti nella borsetta e poi l’ha presa strattonandola, facendola rovinare a terra. Durante la fuga il ladro è stato raggiunto da un passante che ha cercato di bloccarlo: nella breve colluttazione che ne è seguita il malvivente è riuscito a fuggire, ma è stato costretto ad abbandonare la refurtiva.

Il 38enne è stato segnalato all’autorità giudiziaria anche perché nel corso delle indagini gli investigatori hanno accertato che, nonostante fosse sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora in un paese della periferia faentina, in più occasioni si era allontanato raggiungendo varie località del nord Italia. L’uomo è stato denunciato per il reato di furto con strappo e, a seguito delle violazioni all’obbligo di dimora, è stato emesso un provvedimento di custodia in carcere.

Si impicca in garage ma le grida della moglie attirano due turisti che lo salvano

Ha legato una corda a una trave del garage di casa e ha provato a suicidarsi impiccandosi ma la moglie l’ha trovato in tempo e si è messa urlare in preda al panico attirando così l’attenzione di due turisti di passaggio nei pressi dell’abitazione che sono intervenuti e hanno salvato l’uomo. Sono intervenuti anche i carabinieri ma quando sono arrivati l’uomo era già stato salvato: attualmente ricoverato in ospedale per le cure del caso.

Riolo Terme, De Carli (Pdf): «Se diventerò sindaco non celebrerò unioni civili»

Il ravennate che ha raccolto l’1,3 percento alle amministrative 2016 di Bologna ora ci prova nel comune faentino sempre con il Popolo della Famiglia: «Ci sono le condizioni per tentare un laboratorio politico». Uno sguardo in Francia: giudica «innaturale» il matrimonio tra Macron e la moglie di 24 anni anni più vecchia

MirkoGià candidato sindaco a Bologna nel 2016 (dove raccolse l’1,3 percento) e responsabile nazionale del Pdf, il ravennate Mirko De Carli correrà come sindaco a Riolo Terme l’11 giugno contro Alfonso Nicolardi del Pd che cerca la riconferma, mentre il presidente nazionale del partito, Mario Adinolfi, sarà candidato a Ventotene.

De Carli, perché questa scelta?
«Perché a Riolo ci sono le condizioni per tentare una sorta di laboratorio politico. Oltre al Pd siamo l’unica forza strutturata, con una propria sede in paese e abbiamo persone pronte a candidarsi».

Quindi andrete da soli e con il vostro simbolo?
«Certo, siamo aperti al dialogo con le persone, chiunque condivida il nostro programma è ben accetto, ma non ci interessano apparentamenti, anche perché, ripeto, a Riolo non ci sono altre forze in grado di organizzarsi».

Che tipo di laboratorio politico immagina?
«Come a Ventotene, vogliamo dar vita a una “città della famiglia” con una serie di politiche tese all’incremento della natalità e a facilitare l’insediamento di famiglie giovani tramite misure amministrative come il reddito di maternità, bonus bebé, bonus famiglia, una modulazione dell’addizionale Irpef che pesi meno sulle famiglie numerose e un fondo di garanzia destinato a coppie giovani senza contratti stabili e idonei a ottenere mutui e contratti di affitto per la casa. E pensiamo a un progetto di rilancio turistico legato alle terme attraverso un dialogo fattivo con i funzionari europei incentrato sulle terme e sull’Abbazia di Valsenio».

Ma con quali finanze pensa di poter coprire i costi di tutti questi bonus e incentivi?
«Presenteremo le cifre nel dettaglio a ridosso delle elezioni».

E se fosse eletto cercherebbe di agire anche sui consultori rispetto al tema dell’aborto?
«Certo, rispettando la legge, la 194. Perché la battaglia per cambiare una legge va fatta in Parlamento, qui ci adoperemo perché ogni donna che chiede di abortire sia pienamente consapevole delle scelte alternative che può compiere. Siamo una forza pro vita, che vuole contrastare la cultura della morte».

E naturalmente non celebrerebbe unioni civili…
«Esatto, obiezione di coscienza per sindaco, assessori e consiglieri di maggioranza. Ma non siamo dei barbari, ci sarebbe un funzionario a garantire l’applicazione delle legge per le coppie che volessero unirsi civilmente».

Un’ultima domanda: se fosse in Francia chi voterebbe?
«Farei scheda bianca, perché Macron è un prodotto dei finanzieri e dei burocrati europei, ma la Le Pen appartiene a una cultura di destra che rischia di ghettizzare battaglie giuste come quelle che portiamo avanti noi per la famiglia».

Adinolfi ha definito “innaturale” il matrimonio di quello che viene dato come il probabile presidente della Francia, Macron, e sua moglie, di 24 anni più vecchia di lui. È d’accordo con lui?
«Si tratta di un’opinione personale di Mario con cui concordo. Ormai si vuol far passare per “normale” ciò che normale non è, ma credo che anche tanti media vogliano concentrarsi su questo aspetto per non parlare di altro, di chi ha davvero messo lì quel Frankestein politico…»

Finge guasto all’auto, scrocca al bar lasciando documenti poi denuncia smarrimento

In un noto bar in via Dismano ha raccontato di essere rimasto a piedi e si fatto pure prestare 50 euro per il soccorso stradale: carta d’identità e patente lasciati in garanzia…

È entrato in un bar lamentandosi per essere rimasto a piedi con l’auto: ha consumato senza pagare e ha chiesto 50 euro in prestito per il soccorso stradale lasciando i documenti come garanzia ma dopo due settimane invece di saldare i debiti ha denunciato lo smarrimento del portafoglio con i documenti. I carabinieri di Campiano, frazione nel forese sud di Ravenna, hanno denunciato per insolvenza fraudolenta e falsità ideologica un 38enne nullafacente della provincia di Forlì. L’uomo all’inizio di aprile si è presentato in un noto bar in via Dismano e dopo aver ringraziato il barista per la consumazione e il prestito ha lasciato a garanzia la carta di identità e patente di guida. Era sembrato abbastanza al barista per fidarsi. Dopo la denuncia è stato avviato l’iter per il foglio di via obbligatorio dal comune Ravenna.

La stazione mobile di Radio Immaginaria a Darsena Pop Up: adolescenti al microfono

Nel weekend del 29-30 aprile sulla banchina del Candiano l’emittente animata da chi ha tra 11 e 17 anni: trasmissioni dallo Startkube, uno studio audio alimentato a pannelli solari (realizzato da Biostile e Inci utilizzando un container dismesso) che sarà destinato alle zone terremotate

IMG 4276Nel villaggio dei container sulla banchina del Candiano a Ravenna arriva la radio fatta esclusivamente dagli adolescenti e rivolta agli adolescenti. Lo spazio Darsena Pop Up ospita il 29 e 30 aprile una stazione mobile di Radio Immaginaria, il network europeo gestito da 230 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni dando spazio a chiunque voglia sperimentare indossando le cuffie e facendo sentire la propria voce per conoscere da vicino il mondo della radio. L’inaugurazione alle 18.30 di oggi, 29 aprile, con l’assessore comunale al Turismo, Giacomo Costantini.

Le trasmissioni avverrano dai microfoni di Startkube, uno studio mobile realizzato da Radioimmaginaria con la preziosa collaborazione e le competenze di Biostile (design Made in Italy) e Inci (leader nelle strutture metalliche rapide e antisismiche): si tratta di una postazione alimentata da pannelli solari poi destinata a una redazione del cratere dell’ultimo terremoto nelle Marche, allo scopo di portare in queste aree disagiate dal sisma un luogo di ritrovo per gli adolescenti. Gli speaker di Radioimmaginaria in darsena sono pronti ad intervistare ragazzi coetanei, dj e musicisti presenti al festival Loose in programma nel vicino Almagià.

17917072 1326192837462213 213967897 OAlle spalle dello Startkube c’è una storia di recupero, riciclo, elaborazioni e collaborazioni tutte finalizzate ad un impiego positivo del tessuto socio economico. Lo spazio in questione era originariamente un container da cantiere destinato allo smaltimento e invece, grazie ad una squadra di professionisti, è stato recuperato e portato a nuova vita (la stessa filosofia che ha ispirato la nascita dell’intero spazio Darsena Pop Up). Design da una parte e nuove tecnologie a bordo per un consumo di energia minima. L’obiettivo connesso ai prossimi Startkube è offrire una soluzione ideale a coloro che desiderano reinventarsi e trasformare una passione in laboratorio e officina di lavoro.

Sale sul controsoffitto per entrare nel negozio e cade da 3 metri: grave operaio

Il ferito è un 41enne che lavora per il parco dove si occupa di manutenzione: doveva aprire la porta di un punto vendita chiusa dall’interno

Nel tentativo di entrare in uno dei negozi dello zoo safari di Ravenna, per aprire la porta rimasta chiusa dall’interno e far entrare i dipendenti del punto vendita, un operaio di 41 anni è salito con una scala sul controsoffitto del locale ed è caduto rovinosamente da un’altezza di tre-quattro metri colpendo la testa e riportando un trauma cranico: l’uomo è ricoverato all’ospedale di Cesena in prognosi riservata.

L’incidente è avvenuto nella tarda mattinata di oggi, 29 aprile, nel parco faunistico tra Savio e Fosso Ghiaia, adiacente a Mirabilandia. Il 41enne è un dipendente del parco chiamato insieme a un collega per aprire la porta di uno dei punti vendita al servizio dei visitatori. Questa la ricostruzione dell’episodio fatta dai carabinieri di Cervia intervenuti sul posto: mentre il collega tentava di sbloccare la serrature, l’uomo ha preso una scala ipotizzando di poter passare dal soffitto. Che invece sotto il peso della persona ha ceduto.

Mercato del pesce, un secolo di storia: ora c’è un progetto per la riqualificazione

Negli anni Trenta in Europa solo altri quattro vantavano lo stesso sistema di asta che eliminava le polemiche sul mediatore. Il 1957 l’anno d’oro con 23mila quintali venduti, poi il declino

Il mercato del pesce a Marina di Ravenna ha un futuro. Sul tavolo del Comune, dopo anni di dibattito, c’è uno studio concreto per la riqualificazione della struttura e si cercherà di accedere a fondi europei che portino i finanziamenti necessari. Che un progetto esista lo conferma anche l’assessore alle Attività Produttive, Massimo Cameliani: «Per ora non posso dare troppi dettagli ma se tutto va come deve potrebbero esserci novità a breve».

Il complesso è costituito da un corpo centrale fronte canale, all’altezza del bacino pescherecci a valle dell’attracco del traghetto, in cui si trova la sala principale con l’asta meccanizzata e da due ali laterali, gli ex magazzini. Questi in alcuni casi sono stati riconvertiti in pescherie o piccoli negozi di vendita diretta del pesce. Al centro un grande piazzale usato come parcheggio e zona di carico/scarico ma che potrebbe essere riconvertito per eventi culturali. La differenza di questo nuovo studio, rispetto ad altre idee precedenti, starebbe nel mantenere centrale la pesca e in generale le attività ad esse legate, senza snaturare troppo la funzione originaria del mercato.

Le strade attorno, la banchina del bacino pescherecci e la struttura stessa avrebbero un gran bisogno di manutenzione. L’edificio del resto non è dei più nuovi: fu costruito alla fine degli anni Trenta quando, da una decina d’anni, il Comune aveva preso in mano la gestione diretta del mercato del pesce.

Oggi è tenuto in vita
grazie a una collaborazione
tra un’associazione di giovani biologi
e i pescatori del bacino

Si trattava allora di una struttura avveniristica, in particolare per l’asta elettromeccanica che poneva fine ad alcune polemiche legate al vecchio sistema che si affidava ad un mediatore per la vendita del pesce. Il nuovo meccanismo era presente solo in cinque mercati in tutta Europa e fece di Marina di Ravenna uno dei punti di eccellenza d’Italia. Il pesce – racconta Pericle Stoppa nel suo libro Porto Corsini, Marina di Ravenna, una storia – era «posto in cassette tutte uguali, veniva portato nell’antisala, dove si stabiliva l’accesso alle vendite con un semplice sorteggio tra i pescatori presenti. A quel punto, i pescivendoli e i mercanti venivano chiamati all’asta dal direttore col suono di una sirena e tutti i 150 posti riservati ai compratori nell’ampia sala ad anfiteatro venivano giornalmente occupati». Il mercato del pesce arrivò a vendere negli anni Cinquanta oltre ventimila quintali di pesce annuo, con il valore massimo nel 1957 (23.502 quintali). Gli scambi si sono via via ridotti: sei anni dopo, la quantità era scesa a quota 7.474 quintali. Negli anni Ottanta la pesca era già residuale e da una trentina d’anni l’asta meccanica non è più in funzione. La causa della decadenza del centro vendite di Marina è l’ascesa di mercati molto forti come quello di Cesenatico e Porto Garibaldi. Cozze a parte, la pesca vera e propria sopravvive grazie ai cosiddetti “barchini”: imbarcazioni che lavorano sotto costa con reti da posta e che si dedicano alla cattura di seppie, sogliole e altro pesce tipico dell’Adriatico. Abbastanza per sopravvivere singolarmente, vendendo anche al dettaglio, ma non per rimettere in moto l’asta.

In programma ci sono
visite guidate
e un’apertura serale

La sala del mercato del pesce è oggi tenuta in vita da Cestha, un’associazione di giovani biologi e ricercatori che per il secondo anno collabora con i pescatori del bacino. Il 23 aprile scorso, dopo qualche apertura sperimentale nel 2016, c’è stata la prima visita guidata al mercato a cui è seguita la degustazione di cozze di Marina di Ravenna. Ci saranno altre aperture e per la prima volta si dovrebbe riuscire a realizzare una visita guidata serale.  A raccontare la realtà di Cestha è uno dei fondatori, Simone D’Acunto: «Lo scorso anno abbiamo vinto un bando regionale che ci ha permesso di riaprire il mercato del pesce, anzi è stata proprio la presenza di questa struttura a rivelarsi un elemento chiave per ottenere i finanziamenti». Dietro la tribuna sono state realizzate delle vasche di recupero per le “catture accidentali” che finiscono nelle reti dei pescatori. Il primo passo di Cestha è stato proprio quello di collaborare con chi gestisce il mercato del pesce, la storica cooperativa La Romagnola. «I pescatori sono stati disponibili e interessati, così siamo riusciti a portare avanti i nostri progetti». La collaborazione è evidente: mentre D’Acunto racconta la loro realtà, i pescatori della “Nemo”, la barca che ha un piccolo banchetto all’interno del mercato, a pochi metri da lui sistemano le reti da seppie destinate alla pesca.

Proprio sulle seppie c’è stato uno dei progetti più interessanti di Cestha: il recupero delle uova e la costruzione di captatori per la deposizione in mare. Ne finiscono a migliaia nelle reti e finirebbero malissimo se non fosse per alcuni pescatori volenterosi che le recuperano, le portano al centro dove si fanno schiudere e si poi salvano i futuri seppiolini. «È evidente – spiega D’Acunto – che in questo modo ne guadagna anche il mare e, di riflesso, la pesca: la fauna ittica viene ripopolata». Lo scorso anno sono state salvate in questo modo 15mila seppie, quest’anno anche grazie ai collettori di uova si punta a 150mila. L’obiettivo di Cestha è diventare il primo centro di recupero per l’ittofauna, grazie anche alla crescente rete di collaborazioni che vanta tra i partner, il Cnr di Ancona e l’univesità di Bologna. L’associazione, presieduta dalla biologa marina Sara Segati, opera da quattro anni ed è partita occupandosi delle dune costiere e proprio a Casal Borsetti avvierà a giorni un nuovo programma sperimentale. L’apertura del mercato del pesce ha permesso a Cestha di farsi conoscere, anche grazie all’apertura alle scuole: ogni anno visitano le tribune del mercato, che è diventato una sorta di aula didattica, circa 1.500 alunni.

Ruba giubbotto, minaccia di morte la commessa e fugge dopo l’alt di un carabiniere

Il militare era fuori servizio. Fuga su un’auto rubata poi a piedi dopo aver colpito un marciapiedi. Fermato un sospettato

IMG 0736Ha minacciato di morte la commessa del negozio che gli chiedeva di restituire il giubbotto appena rubato e non si è fermato nemmeno all’alt di un carabiniere in borghese che era in zona: è fuggito salendo su un’auto, risultata rubata, e dopo pochi metri ha proseguito a piedi quando ha dovuto abbandonare la vettura ormai inutilizzabile perché danneggiata dall’urto contro un marciapiedi. È la sintesi sommaria di quanto accaduto stamani, 29 aprile, tra via della Lirica e viale Pertini a Ravenna. Poco più tardi gli agenti della squadra mobile hanno fermato un uomo nel vicino viale Randi che si ritiene possa essere il fuggitivo.

Tutto è iniziato verso le 11.30 nel punto vendita Squash, negozio sotto i portici di fronte al comando provinciale dei carabinieri. L’uomo, un 30enne secondo una testimonianza raccolta sul posto, è entrato e ha provato alcuni vestiti poi ha preso un giubbotto ed è uscito. Alla commessa che ha cercato di impedirlo avrebbe detto «ti ammazzo» cercando di allontanarla con una spinta. Il militare di passaggio è stato attirato dal movimento ed è intervenuto ma non è bastato per fermare il malvivente.

L’auto usata per la fuga è risultata rubata, non è ancora chiaro quando sia avvenuto il furto. Il ladro ha dovuto abbandonarla in mezzo a viale Pertini, ancora accesa ma con il semiasse danneggiato dal colpo contro il cordolo dello svincolo. Poi la fuga a piedi e le ricerche diramate a tutte le forze di polizia con le indicazioni raccolte dal carabiniere che ha tentato di bloccare il fuggitivo. Il fermo di un giovane è avvenuto poco dopo. Al momento sono in corso le verifiche per stabilire se sia l’autore del furto. L’auto è stata recuperata per i rilievi.

In bici in valle sulle tracce di Garibaldi

Al via il primo percorso naturalistico su due ruote fra natura e storia nei dintorni di Ravenna

Garibaldi In BiciLa mattina di domenica 30 aprile si inaugura il primo dei percorsi naturalistici per “Bike Lovers” che il Comune di Ravenna sta mettendo in rete. La giornata propone un percorso cicloturistico, di valenza storico ambientale, nell’entroterra dei Lidi Nord di Ravenna, a ricordo della Trafila garibaldina del 1849. L’itinerario, ideato e realizzato dal Comitato Acque Terre in collaborazione con la Fondazione Museo del Risorgimento e l’Accademia di Belle Arti, propone un percorso tematico sulle tracce di Garibaldi che toccherà i luoghi più significativi della Trafila, oggi segnalati da pietre decorate a mosaico che integrano la segnaletica già esistente. Trail Romagna insieme a Legambiente e Fiab, coordinerà l’escursione che prevede tre partenze: alle ore 8 da Piazza Garibaldi a Ravenna; alle 8.30 dalla ProLoco di Porto Corsini (con passaggio a Marina Romea e Casalborsetti); alle 9.30 dalla Fattoria Guiccioli di Mandriole, dove convergeranno i due gruppi. Identica per tutti la meta finale, il Capanno Garibaldi dove si svolgeranno festa e ristoro finale.
Il progetto “Sulle tracce di Garibaldi” intende rinnovare la memoria della “trafila” che salvò Garibaldi nel 1849, collegando in una trama di continuità i luoghi che testimoniano il passaggio dell’Eroe con cippi, epigrafi, stele, e, là dove mancavano riferimenti, con quattro “pietre della memoria” decorate a mosaico, di recente installazione (Ca’ Bianca, Forte Michelino, Bardello, Taglio Baiona). Per realizzare questo obiettivo il Comitato ha condotto una accurata ricerca storica e cartografica, la cui risultante è stata la guida presentata il 4 agosto 2016 alla Fattoria Guiccioli, ha effettuato sopralluoghi per verificare le testimonianze delle fonti e insieme la fattibilità di un “itinerario garibaldino”, ha prodotto un pieghevole utile per chi, in bici o a piedi, vuole far esperienza di “mobilità dolce”. L’obiettivo finale del progetto è infatti quello di lanciare un percorso ciclo-pedonale a scopo escursionistico e turistico che evoca memoria e suggestioni di fatti storici, ma anche invita a scoprire le peculiarità e le bellezze di ambienti naturalistici compresi nell’ambito del Parco del Delta del Po.

Più posti auto nel parcheggio davanti all’ex macello: in arrivo un piano rialzato

Il Comune di Ravenna sta valutando un intervento simile a quello di via Guidarelli che potrebbe essere la premessa per lo stop alle vetture nella piazzetta del Borgo San Rocco tra via San Mama e via Castel San Pietro

ParcheggiomacelloNon solo via Guidarello Guidarelli, la rinnovata piazza Baracca e il rifacimento di quello di via Port’aurea; a breve a Ravenna dovrebbe arrivare anche il rifacimento del parcheggio di fronte all’ex macello, in via Renato Serra. Il piano che il Comune pare avrebbe in mente per i posteggi attorno al centro non è ancora completato e già nel 2018 dovrebbe appunto riguardare lo spazio a ridosso del borgo San Rocco.

Qui l’intenzione è quella di sopraelevare di un piano la struttura per aumentare gli stalli, come avvenuto in via Guidarello, ma il parcheggio dovrebbe restare in mano al Comune e funzionare, per quanto riguarda accesso e pagamento, come quello appena riaperto in piazza Baracca. Telecamere in funzione, sbarra d’accesso, possibilità di pagare anche con MyCicero o all’uscita per il tempo di effettiva sosta mediante lettura automatica della targa dei veicoli in ingresso (senza emissione di biglietto) abbinato ad un display indicante il livello di occupazione in tempo reale dei posti auto.

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La piazzetta del Borgo San Rocco a Ravenna tra via San Mama e via Castel San Pietro

Una novità, quella in via Renato Serra, che potrebbe preludere a progetti importanti che riguardano appunto la viabilità del borgo San Rocco e l’eventuale pedonalizzazione della piazzetta di via Romolo Ricci oggi utilizzata come parcheggio. Un altro spazio da recuperare, dopo lo stop alle auto nella centralissima piazza Kennedy, per la socialità di una zona a ridosso del centro storico su cui già si aprono alcuni esercizi pubblici. Prima, tuttavia, nell’area tra via San Mama e via Castel San Pietro dovrebbero essere messi a pagamento anche i posti sull’isola centrale rialzata (dove oggi la sosta è gratuita, mentre è a pagamento quella sui lati).

Ovini, suini, equini e altro: viaggio tra le bestie di campagna, tra show e storia

A Bastia torna l’appuntamento diventato un richiamo per operatori del settore, appassionati e curiosi: mostre, dimostrazioni dell’attività zootecnica e agricola e momenti didattici dal 5 maggio

Si potranno ammirare esemplari di animali come pecore, capre, bovini, asini romagnoli, suini di razza mora, pony e un gruppo di alpaca; si terranno la mostra regionale del cavallo agricolo italiano da tiro pesante rapido con una quarantina di equini e la mostra regionale di circa duecento ovini di razza Suffolk e Bergamasca. Il comitato feste di Bastia organizza anche per quest’anno, in compartecipazione con il Comune, la tradizionale sagra paesana che si svolgerà dal 5 al 15 maggio nell’area di via Petrosa 230. «La manifestazione nel corso degli anni – scrive il Comune di Ravenna – ha raggiunto sempre più i connotati di una vera e propria fiera, toccando e sviluppando argomenti non solo zootecnici ma anche storico culturali». Inaugurazione prevista per le 18.30 di sabato 6 maggio con l’intevento di Massimo Cameliani, assessore comunale alle Attività produttive: «Si tratta di un evento sempre più strutturato e consolidato, che sosteniamo perché valorizza l’importante vocazione del nostro territorio all’agricoltura e all’allevamento, richiamando partecipanti dall’Emilia Romagna e non solo. Inoltre si rivolge sia agli esperti del settore che alle famiglie e agli studenti, proponendo anche numerose iniziative di carattere didattico e culturale».

Non mancheranno manifestazioni sportive equestri con una gimkana veloce a cavallo a cui parteciperanno oltre 40 team, alcuni di fama nazionale. Come da tradizione ci saranno carrozze con tiri storici di cavalli da tiro pesante rapido e altri cavalli, ma l’aspetto più interessante dal punto di vista storico culturale saranno i tiri da lavoro con attacchi di antichi attrezzi, tiri effettuati da cavalli da tiro pesante rapido e buoi romagnoli. Ci sarà inoltre una ricca esposizione di cavalli arabi e da Cisterna arriveranno i butteri con una ventina di cavalli maremmani che effettueranno uno spettacolo richiamante l’antico lavoro dei butteri, evento mai presentato in Romagna. Ci saranno poi diverse manifestazioni di abilità a cavallo. I cavalli partecipanti ammonteranno in totale a circa 150.

Diversi momenti didattici con la presenza degli alunni delle scuole elementari e medie del territorio ai quali saranno illustrati ad esempio la mungitura e la lavorazione del latte; saranno presenti anche 150 studenti dell’istituto agrario Perdisa di Ravenna i quali saranno coinvolti nelle valutazioni del bestiame. Saranno inoltre presenti oltre 40 espositori del settore e due aziende della zona terremotata di Norcia. Inoltre ci saranno dimostrazioni di aratura in campo utilizzando trattori ed attrezzi antichi preparati per l’occasione. Alla realizzazione della manifestazione contribuiscono molte attività commerciali della zona e sono coinvolti oltre cento volontari.

Barricato in casa spara ai carabinieri, 86enne esce dopo una trattativa in dialetto

Tre fucilate dalla finestra contro i militari che avevano suonato alla porta cercando la badante dell’anziano. Colloquio condotto in romagnolo anche con l’aiuto del nipote 62enne

Immagine di repertorio

Quando i carabinieri hanno suonato alla porta attorno alle 21 chiedendo della badante che lo assiste, l’86enne padrone di casa li ha cacciati minacciando di prendere il fucile e poi è passato dalle parole ai fatti barricandosi in casa e sparando tre colpi dalla finestra del primo piano contro i militari: dopo una trattativa condotta in dialetto, anche al nipote 62enne che traduceva al megafono i suggerimenti del mediatore, l’anziano ha deposto l’arma ed è uscito di casa. Sono state ore di tensione quelle vissute in via Liguria a Bagnacavallo nella serata di ieri, 28 aprile. A riportare la notizia sono le edizioni odierne di Corriere Romagna e Resto del Carlino. I carabinieri si era presentati in divisa per un controllo di routine e sono usciti illesi dalla sparatoria perché ripatisi in tempo dopo aver visto la sagoma dell’uomo dalla finestra che imbracciava il fucile (regolarmente detenuto). L’uomo è stato poi affidato al personale medico del 118 e condotto in ospedale.

 

 

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