venerdì
29 Agosto 2025

Alberghini: mail per tutti, cartelli turistici in dialetto, Accademia in piazza Caduti

Presentato il programma del centrodestra, alcuni spunti più curiosi
o distintivi: un cimitero per gli animali e una delega per la Famiglia

Dovevano essere dieci pagine, racconta il candidato sindaco Massimiliano Alberghini, sono diventate una cinquantina e affrontano vari aspetti di Ravenna. La coalizione di centrodestra (Lista per Ravenna, Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia) presenta il suo programma elettorale, «scritto con il contributo anche di tecnici e persone che non necessariamente appartengono ai nostri partiti», ha spiegato il parlamentare leghista Gianluca Pini che si è detto, come tutti, molto soddisfatto del risultato. «Provate a cercare incoerenze e incongruenze con il programma di Lista per Ravenna – ha tenuto a sottolineare il decano della lista civica Alvaro Ancisi – non ne troverete». Il documento è scaricabile dal link in fondo alla pagina.

I temi trattati come ha illustrato lo stesso Alberghini sono quelli in gran parte noti e su cui noi stessi di R&D abbiamo intervistato i vari candidati sul settimanale in questi mesi e negli aperitivi con i candidati. Lo abbiamo scorso alla ricerca di qualche progetto inedito, novità non ancora emersa nel dibattito convinti che a questo punto della campagna elettorale più che i grandi discorsi sulle intenzioni, possano parlare le idee. A breve la coalizione ha annunciato che verranno presentati i tempi di realizzazione delle idee.

Se l’ordine in cui sono disposti gli argomenti dice qualcosa sulle priorità, allora come da attesa il capitolo 1 è dedicato alla “Sicurezza”. Oltre naturalmente al presidio del territorio grazie anche ai gruppi di cittadini (con colonnine Sos adibite a questo scopo), al sistema Targa System e al potenziamento della Pm, spicca l’idea di obbligare gli stranieri che chiedano prestazioni sociali al Comune di seguire progetti di educazione alla legalità che saranno appositamente attivati dal Comune stesso anche per i giovani nelle scuole. Oltre a ordinanze e misure contro l’abusivismo commerciale, c’è l’idea di assegnare la gestione dei parcheggi ad associazioni o cooperative per l’inserimento lavorativo per evitare la presenza dei cosiddetti “parcheggiatori abusivi”. Rispetto al tema dell’accoglienza dei profughi viene messo nero su bianco che sarà privilegiato «il volontariato cristiano e sociale rispetto alle imprese od organizzazioni, anche cooperative, interessate ai propri benefici materiali o politici». Infine, si chiude non escludendo a priori la possibilità futura di un campo nomadi (oggi inesistente sul territorio comunale ravennate) purché a costo zero per la collettività «e a patto che gli adulti abbiamo un lavoro, che i minori frequentino le scuole e che risiedano in strutture con standard sanitari di legge».

Legalità e trasparenza” sono il secondo capitolo dove si legge, tra le altre cose, l’intenzione di attivare lo strumento di consultazione popolare su decisioni di importanza strategica utilizzando le nuove tecnologie. Vengono poi nel dettaglio spiegate le funzioni del nucleo legalità e della «Task force Controlli».

Per il capitolo “Turismo e cultura” si vuole lanciare il marchio “Ravenna Capitale” e valorizzare anche la città barocca e ci sarà l’impegno perché «anche l’Opera di Religione faccia squadra con la città». Si immagina una figura di alto profilo a gestire il comparto e non manca una stoccata a Ravenna Antica di cui si dice che «non ha funzionato come auspicato ed ha anzi spesso ostacolato altre iniziative di libera cultura». Per i finanziamenti si parla di «bandi meritocratici e le selezioni saranno fatte da commissioni composte, a rotazione, dagli stessi operatori culturali stabilmente attivi sul territorio ravennate, coordinati dal Nucleo Anticorruzione e Legalità (una delle misure previste al capitolo, ndr.)». Per la Darsena si parla di sinergia dei programmi culturali secondo il filo conduttore «di una città interculturale di acqua e di porto». Per quanto riguarda il turismo balneare si immagina «una nuova opera pubblica importante in ogni lido» da decidere insieme a operatori e associazioni pro loco e di promozione del lido stesso, oltre a un grande parco alle spalle di Lido Adriano, valorizzazione delle pinete e priorità agli stradelli retrodunali. Infine, una curiosità, oltre a un restyling delle strade di accesso alla città, alla necessità di un unico grande portale web multilingue si lancia l’idea di una cartellonistica di benvenuto anche in inglese e in romagnolo.

Al capitolo “Forese” la promessa di un incremento di rete dei trasporti con due corse al giorno gratuite per i minori, cinque anni di esenzioni di imposte comunali per nuove attività e uno sportello unico itinerante dell’Amministrazione nei giorni di mercato per tutti i cittadini.

Naturalmente il capitolo dedicato al “Centro storico” è quello connesso al traffico con una proposta articolata sui parcheggi. Spicca l’idea di bus navetta gratuiti da Cinemacity e Pala De Andrè il sabato pomeriggio, la domenica e i festivi e l’idea di aprire alcune Ztl dalle 17.30. Non mancano anche riferimenti alla necessità di migliorare l’arredo urbano e di toilette pubbliche, a cominciare da viale Pallavicini.

Per i “Servizi sociali” viene ribadita la necessità di abolire l’Asp e bocciata la proposta del candidato del Pd Michele de Pascale di una gestione dentro un’ipotetica Unione dei comuni. Più posti per gli anziani nelle case protette, finanziamenti solo a famiglie con 5 anni di residenza, una task force per aiutare le famiglie con figli disabili, un’attenzione a chi soffre di diabete. L’assessorato alle Politiche sociali si accompagnerà a una delega alla Famiglia: riduzione del costo dei nidi, quoziente famigliare e aiuti a chi ha più di un figlio tra gli intenti primari.

Un capitolo è dedicato alla “Sanità” per condannare il presunto depauperamento dell’ospedale di Ravenna e la rivendicazione di un ruolo primario.

Molte le proposte per sburocratizzare e incentivare e facilitare l’impresa nei vari settori, compresi quello chimico e quello dell’agricoltura.

Oltre al mantra della Ferrara-Ravenna al capitolo 9 “Infrastrutture e strade” si parla anche della necessità di mettere in sicurezza la Ravegnana e di una stazione a doppia apertura.

Attenzione anche a “Scuola e università” dove si torna sul tema della necessità di andare verso L’Università della Romagna ma anche di slegare l’Accademia di belle arti da Bologna per farla tornare civica e trovarle sede nell’attuale Palazzo della Provincia.

Nessuna sorpresa per quanto riguarda le posizioni, pesantissime, sul porto che secondo Alberghini & Co. va ovviamente escavato e affidato a una personalità locale nel ruolo di presidente di Autorità portuale.

Confermata naturalmente anche la vendita delle azioni di Hera da cui nel programma si ipotizza di poterne ricavare 16 milioni di euro a cui andrebbero aggiunti i 4 della vendita delle azioni di Romagna Acque, fondi da impiegare per ristrutturare in primis strade e scuole.

Nel capitolo “Ambiente” un intero paragrafo in più punti è dedicato al benessere degli animali con tanto di campagne dedicate alle madri incinte sulla convivenza tra bambini e animali domestici e l’istituzione di un cimitero per gli animali.

Dopo il capitolo dello “Sport”, c’è quello per la “Regione Romagna”: la coalizione di Alberghini si impegna, appena ce ne fossero le condizioni (ossia un terzo dei comuni interessati) a indire un referendum per diventare regione autonoma.

Si chiude sull’agenda digitale promettendo, oltre al wifi, un indirizzo di posta elettronica a ogni ravennate: cognome.nome.datanascita@comune.ravenna.it su cui ricevere comunicazioni dall’amministrazione.

Questi gli spunti che ci sono sembrati più curiosi, caratteristici o distintivi. Ma si tratta naturalmente di un documento ben più corposo che alleghiamo integralmente di seguito.

Paziente psichiatrico ruba un’ambulanza e parte a sirene spiegate poi si schianta

All’ospedale l’equipaggio della Pubblica Assistenza stava prendendo un dializzato da riportare a casa. Uscita di strada in viale Alberti

L’ambulanza della Pubblica Assistenza era in sosta sulla rampa dell’ospedale di Ravenna: mentre l’equipaggio stava prendendo un dializzato per riaccompagnarlo a casa, un 22enne paziente psichiatrico è salito sul veicolo ed è partito a sirene spiegate. L’episodio è accaduto stamani, 9 maggio, in tarda mattinata: il giovane fuggitivo ha percorso viale Randi giungendo e viale Alberti dove la sua fuga è terminata quando è arrivato alla lunga curva a sinistra dopo via Le Corbusier ed è uscito fuori strada ribaltandosi nel campo adiacente alla strada e all’argine del fiume. Il 22enne non ha riportato ferite gravi ed è stato subito trattenuto. Notevoli i danni al mezzo di soccorso. Sul posto per i rilievi dell’incidente sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Ravenna mentre la polizia di Stato si è occupata del furto dell’automezzo incidentato. 

Cade in un fosso con il cane e perde l’orientamento: ritrovato dopo due ore

L’uomo ha chiamato un familiare ma non ha saputo indicare la sua posizione precisa: soccorso dai vigili del fuoco decollati in elicottero

Era uscito con il cane per una passeggiata in campagna quando è scivolato in un fossato e non è più riuscito a venire fuori a causa del pantano sul fondo: ha chiamato un familiare senza essere in grado di dare indicazioni precise sulla sua posizione ed è stato l’intervento dei vigili del fuoco a permettere il ritrovamento di un uomo di 67 anni nella zona di Mensa Matellica. Le ricerche, condotte a terra e dal cielo con un elicottero dei pompieri, sono durate un paio di ore nella tarda mattinata di oggi, 9 maggio. L’uomo è stato ritrovato con il cane in stato confusionale e portato al pronto soccorso per accertamenti.

Le quattro giornate del rusco

Tra il 10 e il 14 maggio il Tar e Hera decideranno il destino dell’appalto
Resterà Ambiente 2.0 o il servizio tornerà nella mani di Ciclat?

Il caos nella raccolta dei rifiuti che ha travolto la provincia di Ravenna a un mese dalle elezioni nel comune capoluogo, con cassonetti e campane della differenziata rimasti pieni per giorni e accumuli di immondizia a bordo strada per problematiche nel servizio dopo il cambio di fornitore scelto da Hera con un bando pubblico, avrà una svolta nei quattro giorni tra domani e sabato.

A Bologna il 10 maggio è in calendario l’udienza al tribunale amministrativo regionale cui ha fatto ricorso il raggruppamento di imprese capeggiato dalla ravennate Ciclat, uscito sconfitto dalla gara andata al consorzio Ambiente 2.0 del gruppo Biancamano: la cooperativa ravennate chiede l’affidamento dell’appalto dopo l’annullamento dell’assegnazione decisa dalla multiutility e ritenuta illegittima perché non si sarebbero tenuti in dovuta considerazione i presunti errori professionali che costellano il passato delle società riunite in Ambiente 2.0 (per maggiori info sul ricorso vedi tra i correlati). La decisione del Tar potrebbe arrivare il giorno stesso: nei giorni scorsi si era ipotizzato uno slittamento dovuto al ricorso aggiuntivo presentato da Ciclat su una mossa tentata da Hera ma gli ultimi sviluppi delle parti in causa lasciano spazio alla possibilità di una sentenza.

Per il 14 maggio invece dovrà pronunciarsi Hera che a fronte dei palesi disservizi sotto gli occhi di tutti ha avviato la procedura di contestazione che potrebbe concludersi con la rescissione del contratto. Come previsto dal codice degli appalti è stata inviata l’intimazione a sanare le mancanze: Hera dovrà valutare l’effettiva risoluzione e decidere quindi se ritenerla soddisfacente o meno, applicando eventuali penali. Queste ultime potranno essere richieste anche qualora il Tar dovesse aver già deciso a favore di Ciclat quattro giorni prima. Nel caso in cui invece il Tar si esprimesse per Ambiente 2.0, Hera potrebbe rescindere il contratto e la legge a quel punto prevede che venga consultato il secondo classificato in graduatoria che potrà accettare se subentrare ma dovrebbe farlo alle condizioni previste dal vincitore (in parole povere applicando il ribasso del 14 percento con cui Ambiente 2.0 ha battuto Ciclat).

Intanto Hera ha già preso una decisione nei giorni scorsi: il servizio di pulizia spiagge da Casalborsetti a Lido di Savio resterà al gruppo Ciclat con una proroga fino al 30 settembre, dopo che Ambiente 2.0 avrebbe riconosciuto di avere delle problematiche per poterlo svolgere, dovute anche alla mancanza di mezzi idonei che i vecchi operatori hanno deciso di non vendere ai nuovi concorrenti.

Per quanto riguarda la situazione sul territorio, continuano a giungere segnalazioni di ritardi e disservizi da zone della provincia: Hera ha più volte ribadito di aver inviato suoi mezzi per dar manforte alla flotta di Ambiente 2.0 e si sta intervenendo più tempestivamente possibile.

Le quattro giornate del rusco

Tra il 10 e il 14 maggio il Tar e Hera decideranno il destino dell’appalto Resterà Ambiente 2.0 o il servizio tornerà nella mani di Ciclat?

Il caos nella raccolta dei rifiuti che ha travolto la provincia di Ravenna a un mese dalle elezioni nel comune capoluogo, con cassonetti e campane della differenziata rimasti pieni per giorni e accumuli di immondizia a bordo strada per problematiche nel servizio dopo il cambio di fornitore scelto da Hera con un bando pubblico, avrà una svolta nei quattro giorni tra domani e sabato.

A Bologna il 10 maggio è in calendario l’udienza al tribunale amministrativo regionale cui ha fatto ricorso il raggruppamento di imprese capeggiato dalla ravennate Ciclat, uscito sconfitto dalla gara andata al consorzio Ambiente 2.0 del gruppo Biancamano: la cooperativa ravennate chiede l’affidamento dell’appalto dopo l’annullamento dell’assegnazione decisa dalla multiutility e ritenuta illegittima perché non si sarebbero tenuti in dovuta considerazione i presunti errori professionali che costellano il passato delle società riunite in Ambiente 2.0 (per maggiori info sul ricorso vedi tra i correlati). La decisione del Tar potrebbe arrivare il giorno stesso: nei giorni scorsi si era ipotizzato uno slittamento dovuto al ricorso aggiuntivo presentato da Ciclat su una mossa tentata da Hera ma gli ultimi sviluppi delle parti in causa lasciano spazio alla possibilità di una sentenza.

Per il 14 maggio invece dovrà pronunciarsi Hera che a fronte dei palesi disservizi sotto gli occhi di tutti ha avviato la procedura di contestazione che potrebbe concludersi con la rescissione del contratto. Come previsto dal codice degli appalti è stata inviata l’intimazione a sanare le mancanze: Hera dovrà valutare l’effettiva risoluzione e decidere quindi se ritenerla soddisfacente o meno, applicando eventuali penali. Queste ultime potranno essere richieste anche qualora il Tar dovesse aver già deciso a favore di Ciclat quattro giorni prima. Nel caso in cui invece il Tar si esprimesse per Ambiente 2.0, Hera potrebbe rescindere il contratto e la legge a quel punto prevede che venga consultato il secondo classificato in graduatoria che potrà accettare se subentrare ma dovrebbe farlo alle condizioni previste dal vincitore (in parole povere applicando il ribasso del 14 percento con cui Ambiente 2.0 ha battuto Ciclat).

Intanto Hera ha già preso una decisione nei giorni scorsi: il servizio di pulizia spiagge da Casalborsetti a Lido di Savio resterà al gruppo Ciclat con una proroga fino al 30 settembre, dopo che Ambiente 2.0 avrebbe riconosciuto di avere delle problematiche per poterlo svolgere, dovute anche alla mancanza di mezzi idonei che i vecchi operatori hanno deciso di non vendere ai nuovi concorrenti.

Per quanto riguarda la situazione sul territorio, continuano a giungere segnalazioni di ritardi e disservizi da zone della provincia: Hera ha più volte ribadito di aver inviato suoi mezzi per dar manforte alla flotta di Ambiente 2.0 e si sta intervenendo più tempestivamente possibile.

«I nostri figli autistici senza diritto alla salute»

Un gruppo di madri: «Oltre mille euro al mese di spese per le terapie e l’Ausl latita. Vogliamo la possibilità di far vivere loro una vita piena»

Stanche, ma combattive e sorridenti, decise a rivendicare il diritto di cura per i loro figli, tutti minorenni, tutti con una diagnosi di autismo. Si sono conosciute nei corridoi della neuropsichiatria infantile (perché, raccontano, non c’è nemmeno una sala d’aspetto), in piscina, alle riunioni dell’associazione Angsa locale e tra loro ne hanno parlato tante volte.

Adesso hanno deciso di parlarne anche a chi non sa cosa significa vivere con un bambino autistico che cresce oggi a Ravenna. I nomi sono tutti di fantasia, per tutelare la privacy dei minori, ma le storie sono tutte drammaticamente vere.

Davanti a un caffè, raccontano di una quotidianità complicata dove l‘Ausl da un po’ di tempo a questa parte passa ormai solo un’ora di logopedista alla settimana a bambini che dovrebbero, a detta di tutti i medici che hanno consultato, lavorare tutti i giorni. Fino a qualche mese fa le ore erano due, perché ce n’era anche una di psicoterapia che però di recente non è più stata garantita, una sorta di interruzione del servizio. E comunque la terapia è prevista solo fino ai sette anni di età, perché dopo i bambini autistici non hanno più diritto a cure gratuite pur avendone bisogno. E così, chi può si rivolge a terapeuti privati, con enormi sacrifici. «Io spendo in media un migliaio di euro al mese per pagare la terapeuta – racconta Giorgia – mio marito è operaio, io lavoro in una mensa. Abbiamo tre figli. A spese nostre siamo stati a farlo visitare in vari centri in tutta Italia e tutti ci hanno detto che per acquisire una maggiore autonomia dovrebbe lavorare tutti i giorni e continuare a farlo, perché purtroppo le competenze acquisite possono perdersi facilmente, ci possono essere regressioni». Per esempio, ci racconta, suo figlio ha smesso di saper attraversare la strada. «Sta passando un momento complicato con l’ingresso a scuola, io in questo periodo ho dovuto calare le ore di lavoro e così abbiamo dovuto diminuire anche quelle di terapia, per ragioni di costi, e questo è il risultato». Suo figlio è affetto da uno spettro di autismo, ha problemi comportamentali e relazionali ma a livello cognitivo è al pari dei bambini della sua età (tanto che non gli è stato concesso l’anno in più alla materna che di solito è previsto per questi bambini, nonostante la richiesta della madre). Così come Alberto, il figlio di Anna, una signora che ogni mese lo porta per tre giorni nelle Marche, dove viene praticato un particolare tipo di terapia da cui il figlio sta traendo grande beneficio. Tutto a carico della famiglia, naturalmente. 500 euro al mese più tutte le spese di trasferta. Il tutto in famiglie dove spesso le madri, come Anna, hanno dovuto rinunciare a qualsiasi ambizione lavorativa per star dietro ai figli.

L’autonomia, l’obiettivo principale di tutti. «Ogni bambino ha bisogni diversi, dipende dal tipo e dalla gravità – ci racconta Marta, mamma di Virginia, 7 anni – c’è chi è più o meno verbale, chi ha più difficoltà nella gestualità. Per molti un obiettivo è riuscire a vestirsi da soli, per esempio. Il nostro scopo è quello di permettere loro di acquisire le competenze per poter fare una vita il più possibile piena: la scuola, le passeggiate, l’attività sportiva. L’anno scorso per esempio mia figlia è andata sugli sci!». Ma tutto questo ha un costo, costa anche l’attività motoria in acqua, così come costa l’attività sportiva, la psicomotricità. Costa qualsiasi cura che non sia quell’ora di logopedista e di terapia fino ai sette anni e, dopo i sette anni, anche quello. Ultimamente, ad alcuni costa perfino la psicologa che tiene i rapporti con gli insegnanti di sostegno e interviene a scuola, per un disservizio dentro l’Ausl.

Unico vero aiuto alle famiglie è l’assegno di accompagnamento o l’indennità. 260 euro per i meno gravi e 500 per i più gravi. Con il terrore paradossale che in caso di miglioramento possano essere dimezzati i contributi e ci si trovi quindi costretti a dover tagliare le cure, assistendo a una regressione del bambino, in un crudele circolo vizioso. «Ai bambini diabetici sono giustamente assicurate tutte le cure, perché i nostri no?», chiede Marta. Ma tra di loro, c’è anche chi è più rassegnato, come Giovanna: «Per un anno e mezzo lo abbiamo mandato tutti i giorni in terapia, ma non abbiamo visto miglioramenti. Mio figlio, che ha sei anni, è nato così e non credo davvero potranno esserci progressi». Ha smesso di lavorare per seguirlo e parla di una vita difficile e a volte frustrante anche per la sorella adolescente del bimbo. E un’assistenza alla famiglia è quella che chiedono soprattutto le madri che hanno anche altri figli.

«Mia figlia maggiore l’anno scorso ha avuto uno sfogo cutaneo psicosomatico da stress – racconta ancora Giorgia – è stata ricoverata per tre giorni. È evidente che la causa è la condizione del fratellino, che inevitabilmente influisce sulla vita di tutti in casa, assorbe spesso troppo del mio tempo, mi sembra di trascurare tutto il resto… insomma, è un equilibrio complicato. Ma nemmeno su questo fronte riceviamo alcun aiuto». E a proposito di difficoltà famigliari, ci sono addirittura casi, racconta Antonia, in cui i nonni hanno chiuso le porte al nipote una volta scoperto che soffriva di autismo, come racconta Antonia. «Volevano il nipote perfetto, e invece mio figlio non lo è. Li vediamo giusto a Natale». «E in generale – confermano tutte – la vita con il resto della famiglia o con gli amici diventa molto complicata. Le persone non capiscono, si spaventano e si allontanano».

E tuttavia, tutto paiono queste madri fuorché donne che amino crogiolarsi nel vittimismo. Autoironiche e combattive, rivendicano ciò che credono sia giusto che i loro figli abbiano. «Non vogliamo istituti o centri dove lasciarli per ore (detto questo da genitori che di certo non possono affidarsi a una qualsiasi baby-sitter, ndr), ma la possibilità di far loro seguire le terapie di cui hanno bisogno. La verità è che i bambini di famiglie prive di mezzi economici non hanno nessuna possibilità di ricevere davvero le cure di cui hanno bisogno».

L’Amleto palestinese di Paolini e Vacis

Al teatro Alighieri dal 10 al 13 maggio
In scena l’attore e otto giovani

ritaglio

Amleto a Gerusalemme. Palestinian Kids Want To See The Sea con Marco Paolini e la regia di Gabriele Vacis sarà al teatro Alighieri per la Stagione di Prosa dal 10 al 13 maggio alle 21. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, è interpretato da Marco Paolini e da un gruppo di giovani attori palestinesi e italiani: Alaa Abu Gharbieh, Ivan Azazian, Mohammad Basha, Giuseppe Fabris, Nidal Jouba, Anwar Odeh, Bahaa Sous, Matteo Volpengo. 

Amleto a Gerusalemme riunisce due grandi protagonisti del teatro italiano, Gabriele Vacis e Marco Paolini, artefici della lunga e felice stagione del teatro di narrazione; lo spettacolo è un loro progetto che ha radici molto lontane, così come la loro amicizia e collaborazione artistica. Un’idea che nasce nel 2008 a Gerusalemme, al Palestinian National Theatre di Gerusalemme Est, sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri Italiano e della Cooperazione per lo Sviluppo: una scuola di recitazione per ragazzi palestinesi, la cui voglia di lavorare in teatro è più forte dei pregiudizi sociali. L’anno successivo il laboratorio prosegue in Italia, dove i ragazzi lavorano anche con Laura Curino, Emma Dante, Valerio Binasco, Alessandro Baricco e Roberto Tarasco. La scuola Tam (Theatre and Multimedia Arts) ha presentato esiti del proprio lavoro alla Biennale di Venezia, al Teatro Valle di Roma e alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Nucleo fondamentale della didattica che Vacis mette in opera è la schiera, un processo che unisce movimento e attenzione che da tempo è alla base dei lavori del regista: «Schiera – spiega Vacis – è l’esercizio che sto elaborando da molti anni. Insegna a vedere quello che si guarda e ad ascoltare quello che si sente. Saper vedere, sapere ascoltare, è necessario per un attore che voglia essere autore della propria presenza in scena». E la chiave per poter ascoltare e realizzare un percorso teatrale è partire dall’Amleto di Shakespeare, dalla consapevolezza che in esso si scorgono tutte le sfaccettature della vita, complicate dalle esperienze di chi vive in Palestina: i riti di passaggio, il rapporto uomo/donna, il conflitto con la famiglia, le generazioni a confronto, la rabbia, la pazzia, l’amore».

Venerdì 13 maggio alle 17.30 alla sala Corelli del teatro Alighieri si svolgerà l’incontro con la Compagnie, Gerardo Guccini docente del Dams di Bologna e Franco Nasi docente del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali dell’Università di Modena e Reggio-Emilia.

Caos rifiuti, la Lega chiede una seduta straordinaria della commissione regionale

Gardin, segretario provinciale del Carroccio a Ravenna, si rivolge al presidente Bonaccini e ai rappresentanti delle aziende in appalto

Sul caos rifiuti che caratterizza il territorio ravennate dal 16 aprile, quando è entrato in servizio il nuovo fornitore scelto da Hera con una gara d’appalto, torna a farsi sentire la Lega Nord che sollecita la convocazione straordinaria della commissione regionale competente. Samantha Gardin, segretario provinciale del Carroccio e candidata al consiglio comunale, attacca la giunta Bonaccini: «Situazione fuori controllo e di una gravità inaudita».

Gardini chiede formalmente all’esecutivo regionale di riferire sui fatti: «Considerata la gravità della situazione e l’impatto sulla salute pubblica, chiediamo che vengano urgentemente a relazionare sulla vicenda in commissione 3 il presidente Stefano Bonaccini, l’assessore Paola Gazzolo, il presidente del consiglio di amministrazione di Hera Tomaso Tommasi di Vignano e il consigliere Danilo Manfredi, il presidente di Aimeri Ambiente Francesco Maltoni (azienda mandataria del consorzio Ambiente 2.0 che ha vinto l’appalto, ndr) e l’amministratore delegato del gruppo Biancamano Giovanni Battista Pizzimbone (che controlla Aimeri, ndr)».

Travolto da una rotoballa di 5 quintali a Savio: agricoltore al Bufalini

E nella notte un incendio ha devastato un’azienda vivaistica

Un cortocircuito di un quadro elettrico ha scatenato un incendio nella notte tra sabato e domenica in una azienda vivaistica di via Ragazzena, a Savio di Cervia. Sono stati danneggiati una serra e alcuni macchinari agricoli per un danno stimato complessivo di circa 10mila euro. Sul posto i vigili del fuoco di Cervia che hanno domato l’incendio e i carabinieri che hanno forntio una prima assistenza. Nessun ferito.

Poche ore dopo, sempre a Savio, un agricoltore 49enne nel corso di alcuni lavori attorno alla sua abitazione è stato travolto da una rotoballa di 5 quintali. Trasportato in elicottero al Bufalini, è ora ricoverato in osservazione, ma non in pericolo di vita. Sul posto i carabinieri della stazione di San Pietro in Vincoli.

Rissa a colpi di bastone: un ferito in ospedale completamente ubriaco

Aveva un tasso di alcol nel sangue pari a sei volte il consentito

In due, ubriachi, sono entrati al bar per chiedere ancora da bere, ma al rifiuto del barista se ne sono andati protestando, per poi tornare con una terza persona e impugnando un palo di lamiera lungo un paio di metri. Il titolare del bar – un locale di Lido di Classe – ha affrontati i tre, di nazionalità marocchina, poco distante, anche lui con un bastone metallico in mano.

La rissa è finita con il colpo in testa ricevuto da uno dei marocchini che poi è finito in ospedale scortato dai carabinieri. Qui, la Tac ha escluso lesioni gravi alla testa, mentre il tasso alcolemico che aveva nel sangue era di circa 3 g/l, ben sei volte sopra il consentito.

Tutti i duellanti sono stati denunciati per le reciproche minacce, i marocchini anche per ubriachezza.

Info utili per il voto del 5 giugno: meglio rifare prima la tessera elettorale 

Orari e luoghi dove poter ricevere un nuovo doumento

Quando manca meno di un mese alle elezioni amministrative, il Comune invita i cittadini a premunirsi fin d’ora dei documenti necessari all’espressione del voto, evitando così file agli sportelli dell’Anagrafe a ridosso della scadenza del 5 giugno.

In particolare, si invitano gli elettori a controllare fin d’ora gli spazi ancora bianchi nella tessera elettorale: se esauriti si può già richiedere e ottenere subito una nuova tessera elettorale nei seguenti uffici: Sportello Unico Polifunzionale (Anagrafe) in Via E. Berlinguer 68 dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13, martedì e giovedì pomeriggio anche dalle ore 14.30 alle ore 16.30 e il sabato: dalle ore 8.30 alle ore 12.30; Ufficio Elettorale di viale Berlinguer 54 (sotto il porticato) nelle giornate di martedì e giovedì pomeriggio dalle 16.30 alle 17.30; uffici decentrati della città e del forese (in questo caso la tessera verrà consegnata qualche giorno dopo la richiesta).

Nella settimana antecedente le votazioni verrà ulteriormente potenziata l’apertura dello Sportello Unico Polifunzionale (Anagrafe) di Viale Berlinguer 68 nelle seguenti giornate: venerdì 3 giugno dalle 8 alle 18 (orario continuato); sabato 4 giugno ore 8,30 – 18,00 (orario continuato); domenica 5 giugno ore 7,00 – 23,00 (orario continuato per tutta la durata delle votazioni).

Disabili e persone anziane con difficoltà di deambulazione, che non hanno ricevuto la tessera elettorale, possono telefonare all’Ufficio Elettorale (tel. 0544 482283) per chiedere la consegna della stessa presso il proprio domicilio.

Gli elettori che non possono spostarsi dalla propria abitazione poiché in condizione di dipendenza continuativa da apparecchiature elettromedicali, o totalmente infermi possono avvalersi della facoltà di votare nella propria residenza documentando la propria situazione. Tali requisiti dovranno infatti essere certificati da un medico dell’Ausl prenotando la visita al numero 0544.286698 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. Tale certificato abbinato alla dichiarazione dell’interessato di voler votare a domicilio (specificando indirizzo e recapito telefonico) va consegnata entro lunedì 16 maggio all’ufficio elettorale del Comune, viale Berlinguer 54, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13; il giovedì dalle 14.30 alle 17.30.
Il modello per la dichiarazione è scaricabile da http://www.comune.ra.it/Aree-Tematiche/Anagrafe-e-immigrazione/Elettorale-e-Leva/Esercitare-il-diritto-di-voto-in-casi-particolari/Voto-domiciliare-per-elettori-in-dipendenza-vitale-da-apperecchiature-elettromedicali-od-affetti-da-gravissime-infermita

Per informazioni Ufficio elettorale di viale Berlinguer 54, telefono 0544 482283, fax 0544 482543, e-mail elettorale@comune.ra.it.

Info utili per il voto del 5 giugno: meglio rifare prima la tessera elettorale 

Orari e luoghi dove poter ricevere un nuovo doumento

Quando manca meno di un mese alle elezioni amministrative, il Comune invita i cittadini a premunirsi fin d’ora dei documenti necessari all’espressione del voto, evitando così file agli sportelli dell’Anagrafe a ridosso della scadenza del 5 giugno.

In particolare, si invitano gli elettori a controllare fin d’ora gli spazi ancora bianchi nella tessera elettorale: se esauriti si può già richiedere e ottenere subito una nuova tessera elettorale nei seguenti uffici: Sportello Unico Polifunzionale (Anagrafe) in Via E. Berlinguer 68 dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13, martedì e giovedì pomeriggio anche dalle ore 14.30 alle ore 16.30 e il sabato: dalle ore 8.30 alle ore 12.30; Ufficio Elettorale di viale Berlinguer 54 (sotto il porticato) nelle giornate di martedì e giovedì pomeriggio dalle 16.30 alle 17.30; uffici decentrati della città e del forese (in questo caso la tessera verrà consegnata qualche giorno dopo la richiesta).

Nella settimana antecedente le votazioni verrà ulteriormente potenziata l’apertura dello Sportello Unico Polifunzionale (Anagrafe) di Viale Berlinguer 68 nelle seguenti giornate: venerdì 3 giugno dalle 8 alle 18 (orario continuato); sabato 4 giugno ore 8,30 – 18,00 (orario continuato); domenica 5 giugno ore 7,00 – 23,00 (orario continuato per tutta la durata delle votazioni).

Disabili e persone anziane con difficoltà di deambulazione, che non hanno ricevuto la tessera elettorale, possono telefonare all’Ufficio Elettorale (tel. 0544 482283) per chiedere la consegna della stessa presso il proprio domicilio.

Gli elettori che non possono spostarsi dalla propria abitazione poiché in condizione di dipendenza continuativa da apparecchiature elettromedicali, o totalmente infermi possono avvalersi della facoltà di votare nella propria residenza documentando la propria situazione. Tali requisiti dovranno infatti essere certificati da un medico dell’Ausl prenotando la visita al numero 0544.286698 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12. Tale certificato abbinato alla dichiarazione dell’interessato di voler votare a domicilio (specificando indirizzo e recapito telefonico) va consegnata entro lunedì 16 maggio all’ufficio elettorale del Comune, viale Berlinguer 54, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13; il giovedì dalle 14.30 alle 17.30.
Il modello per la dichiarazione è scaricabile da http://www.comune.ra.it/Aree-Tematiche/Anagrafe-e-immigrazione/Elettorale-e-Leva/Esercitare-il-diritto-di-voto-in-casi-particolari/Voto-domiciliare-per-elettori-in-dipendenza-vitale-da-apperecchiature-elettromedicali-od-affetti-da-gravissime-infermita

Per informazioni Ufficio elettorale di viale Berlinguer 54, telefono 0544 482283, fax 0544 482543, e-mail elettorale@comune.ra.it.

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