sabato
18 Aprile 2026

Tenta di strozzare la compagna al bar, salvata da un cliente che chiama il 112

Arrestato un 28enne per maltrattamenti in famiglia: l’aggressione nel locale di proprietà della donna

È andato nel bar dove lavora la compagna e, al culmine di una lite, l’ha afferrata al collo e stava tentando di strangolarla: un 28enne è stato arrestato ieri, 26 marzo, dai carabinieri intervenuti su richiesta di un cliente che ha assistito alla scena in locale sulla costa ravennate. Stamani con la convalida il giudice ha disposto l’immediato allontanamento dell’uomo dalla casa famiglia ed il divieto di avvicinamento alla donna. Che, dopo le cure ricevute in ospedale, se la caverà con qualche giorno di cure e riposo. Alla vista dei carabinieri l’uomo ha tentato di fuggire ma i militari sono riusciti a bloccarlo ed ammanettarlo. Le dichiarazioni della vittima e dei testimoni facevano delineare un quadro di pregresse e ripetute aggressioni.

Stacchi una striscia e diventano Adidas: sequestrate 2mila paia di scarpe false

La guardia di finanza ha scoperto il trucco perché le calzature non fossero riconducibili a brand. Due persone denunciate

Sul lato della scarpa c’erano quattro strisce bianche non riconducibili a qualche specifica firma ma una delle quattro era semplicemente adesiva: poteva essere facilmente rimossa trasformando la calzatura in una copia contraffatta di Adidas. È l’ingegnoso meccanismo escogitato dai falsari per rendere apparentemente legali alcuni modelli di scarpe. La guardia di finanza di Cervia ha sequestrato duemila paia di tarocchi trovati in un deposito della località costiera e denunciato due persone.

Da qualche mese i Finanzieri del comando provinciale di Ravenna hanno avviato una serie di attività per individuare obiettivi sensibili sui quali puntare l’attenzione per intercettare flussi di merce contraffatta destinata ad alimentare la rete dei venditori abusivi (e non), che nel periodo estivo giungono in riviera per piazzare prodotti illegali. Una mirata attività di intelligence volta ad individuare i possibili canali di approvvigionamento e di distribuzione che possono alimentare il mercato illegale in provincia, in modo da intervenire ancor prima che i prodotti contraffatti siano posti in vendita.

Nel corso di questi servizi anticontraffazione ed antiabusivismo, nei giorni scorsi una pattuglia delle Fiamme Gialle di Cervia ha sottoposto a controllo un italiano mentre con il proprio furgone usciva da un magazzino di stoccaggio di calzature all’ingrosso. L’immediata verifica del carico trasportato ha permesso di scovare, occultate tra varie calzature regolari, un centinaio di scarpe sportive contraffatte. Con quel riscontro in mano, i militari hanno perquisito il sito rinvenendo tra gli scaffali numerose calzature riproducenti dettagli e caratteristiche proprie di molte scarpe originali di noti brand sportivi

Auto fuori strada, finisce nel fossato: muore 79enne

L’anziano è morto sul colpo. Rilievi affidati alla polizia municipale.

L’auto è uscita di strada finendo cappottata nel fossato a lato della carreggiata: è morto così un 79enne, al volante della vettura, stamani 27 marzo a Cotignola in via Destra Canale Naviglio. La dinamica dell’incidente è al vaglio della polizia municipale della Bassa Romagna ma al momento sembra non ci siano altri veicoli coinvolti. L’incidente è avvenuto nei pressi della rotonda con la Madrara. Gli accertamenti delle autorità cercheranno di stabilire se l’uomo sia morto per le conseguenze dell’impatto (nel fossato c’era anche acqua) o se l’auto sia uscita di strada per un malore del conducente.

Classense: in calo utenti, prestiti e acquisti. Ma crescono le decentrate

Nel 2016 in totale 14.683 utenti attivi. Nel 2014 erano 16.546. Il patrimonio sale a 613mila tra volumi, periodici e materiali multimediali

Una biblioteca di valore mondiale, in un complesso storico di pregio indiscusso, ma anche una biblioteca civica misurabile in termini numerici per quanto riguarda innanzitutto l’utenza che segna un decremento negli ultimi anni. Gli utenti attivi (quelli con almeno 1 prestito l’anno) sono stati infatti nel 2016 14.683 contro i 15.027 del 2015 e gli oltre 16mila e 500 del 2014. In calo anche il numero di prestiti pari a 175.170 contro i 177.259 del 2015 e i 199.774 del 2014. Sul numero di prestiti incidono per quasi il 40 percento quelli effettuati dalle biblioteche decentrate che vantano tutti numeri in crescita. Si tratta del Bibliobus (3.393 prestiti contro i 3.141 dell’anno prima) e delle biblioteche nel forese: Castiglione registra 3.637 prestiti contro i 3.461 dell’anno precedente, ma calano gli utenti attivi; Marina ha effettuato 6.810 prestiti (oltre mille in più rispetto a quelli del 2015) per 828 utenti attivi (e il record di 352 nuovi iscritti); Piangipane è in testa alla classifica 2016 con 8.836 prestiti (oltre 1.300 in più rispetto al 2015), ma crescono anche Santo Stefano (3.978 prestiti contro i 3.816) e Sant’Alberto, passata dai 5.111 prestiti del 2015 ai 5.449 del 2016. Segno più anche per casa Vignuzzi.

Tornando alla sede centrale, calano anche gli accessi che superano di poco i 240mila con un calo di 7mila rispetto al 2015 e di ben 18mila dal 2014. Rispetto al 2015 sono però aumentati i nuovi utenti pari a 5.849 (ma nel 2014 erano stati quasi 7mila). Segnano invece naturalmente un più i numeri relativi al patrimonio documentario complessivo che sale a 613.547 documenti inclusi volumi, periodici, materiali multimediali. Si torna invece a un segno meno quando si va alla voce “nuove acquisizioni”, se infatti nel 2015 erano state quasi 21mila nel 2016 ci si è fermati a 16.622 di cui 4.434 sono doni, 562 sono per la sezione ragazzi, 750 i materiali multimediali e 5.213 le novità librarie. Infine, 28 sono stati gli eventi organizzati dalla Classense che si stima abbiano portato 5.704 visitatori a cui si aggiungono 11 eventi in collaborazione realizzate in collaborazione con altri nel corso del 2016.

Enter, in scena gli «imperdonabili»

La chiamata di Ermanna Montanari agli artisti
tra teatro, cinema e scrittura al Rasi dall’1 aprile

La vita ferma, Lucia CalamaroDal 1 al 9 aprile il Teatro Rasi e altri luoghi di Ravenna saranno pervasi da una rinnovata energia artistica, con un calendario di nove giorni in cui si intrecceranno opere, dialoghi e seminari: Enter è il titolo di questa “chiamata agli artisti in forma di festival”, un progetto inedito a cura di Ermanna Montanari e con la collaborazione di Marco Martinelli e del Teatro delle Albe, in cui l’attrice intende segnare in maniera indelebile la scena contemporanea con la messa in gioco di una visione radicale del rapporto tra arte e vita.
«Ispirandomi al libro di Cristina Campo, ho rivolto l’invito agli “imperdonabili” – spiega la direttrice artistica Ermanna Monatanari – cioè a quelle figure, quegli artisti, che sappiano aprire gli occhi sulla bellezza e sulla sua terribilità, in un’epoca in cui essa è crocifissa». Con la collaborazione di Silvia Pagliano e Cristina Ventrucci, «ho cercato dei percorsi che segnassero passi senza ritorno nel teatro, nella danza, nella performance e nel cinema, che entrassero in luoghi segreti, in un interiore che si avvicina per fragilità alle pareti dell’intestino, l’enteron greco per l’appunto da cui deriva il nome del festival» precisa Montanari. Fra gli “imperdonabili” ci sarà Yuri Ancarani, talento della videoarte e regista ravennate di fama mondiale, che giovedì 6 aprile, alle ore 20.30 nella sala 1 del Cinema City,presenterà a Ravenna il suo primo lungometraggio intitolato The Challenge, premiato al Festival di Locarno. Per l’occasione, sarà presente il critico e produttore cinematografico Marco Müller.

A inaugurare Enter sabato 1 aprile, alle ore 19, ci sarà letteralmente il fuoco: con la performance [ante] Lumen di Luigi De Angelis e Emanuele Wiltsch Barbiero, «il pubblico e gli artisti dovranno passare attraverso il varco di fuoco in cui verrà trasformato l’ingresso del Teatro Rasi, come se si trattasse di un battesimo, di un rito iniziatico» precisa Ermanna. A seguito di uno studio e un lavoro sui canti e sulla musica sciamanica, De Angelis e Barbiero propongono una performance in cui la possessione del fuoco e l’abbandono ancestrale al suono si uniscono, per ritornare al ritmo universale e atavico. A seguire, alle ore 20 all’interno del Teatro Rasi, andrà in scena il dramma di pensiero in tre atti La vita ferma, di Lucia Calamaro (nella foto); si tratta di un ritratto grottesco e psichico sul rapporto con la memoria e la sua tragica inconsistenza incentrato su tre figure, dove padre e figlia dovranno rapportarsi con la scomparsa della madre, la cui presenza sarà «più viva dei vivi» precisa Montanari. La Calamaro condurrà anche Come faccio scrivendo di me a parlare di te, un seminario di drammaturgia che si svolgerà da venerdì 31 marzo a martedì 4 aprile, dalle 14 alle 18, presso il Teatro Rasi, e culminerà con la lettura di frammenti inediti l’ultima giornata.
Il calendario serrato continua domenica 2 aprile con Napucalisse: al Teatro Rasi, ore 21, il drammaturgo e attore partenopeo Mimmo Borelli si esibirà in un monologo-invettiva-preghiera per Napoli, entrando nelle viscere di un’umanità dolente e arrabbiata destinata a esplodere. «Napucalisse bisogna vederlo da vicino» spiega la direzione artistica, per questo i posti sono limitati e quindi è obbligatoria la prenotazione.
Attraverso il linguaggio della musica e della danza, con Sleep Technique la giovane formazione Dewey Dell si calerà nella vertigine del tempo per esplorare il mistero custodito nella grotta di Chauvet, in Francia, e dialogare con i dipinti murali in essa custoditi risalenti a trentaseimila anni fa. Sleep Technique è una prima nazionale, e andrà in scena al Teatro Rasi mercoledì 5 aprile, alle ore 21.
In occasione di La vita Ferma, Napucalisse, Sleep Technique e The Challenge  è prevista l’organizzazione di un pullman per il rientro a Bologna.

In questa prima edizione di Enter, oltre agli artisti che proporranno poetiche molto diverse tra loro, ci saranno altri importanti appuntamenti: i “Parlamenti di Aprile”, quest’anno Sulla Bellezza, il 5 aprile, e Sul narrare il giorno seguente; i due seminari si svolgeranno alle ore 16 presso il Teatro Rasi; il secondo a chiusura prevede una visita alla Basilica di Sant’Apollinare Nuovo. L’8 e il 9 aprile ci sarà invece la prima festa di doppiozero.com, Gli irregolari, dove la redazione della rivista web festeggerà la comunità dei lettori e dei collaboratori cresciuta dal 2012, con incontri a più voci tra artisti, scrittori, pensatori.
Per tutta la durata di Enter, dal 2 al 9 aprile, ore 15-19, sarà possibile visitare la mostra di Antonino Costa Scorciatoie, presso lo Studio Danilo Montanari.

Per maggiori informazioni, è possibile recarsi agli uffici di Ravenna Teatro presso il Teatro Rasi, aperti dal lunedì al venerdì, 10-13 e 15-18, oppure telefonare lo 0544 36239 (sabato e domenica 333 7605760) o scrivere un’email a info@ravennateatro.com
Informazioni più dettagliate sul programma si trovano anche sui siti di ravennateatro.com, teatrodellealbe.com e doppiozero.com, sulla pagine Facebook del Teatro delle Albe e Twitter di @RavennaTeatro.

Claudia Giuliani, una vita in Classense da animatrice a direttrice

L’ex dirigente ora in pensione racconta come è cambiata la biblioteca in questi anni, a cominciare dall’utenza

52451Quando Claudia Giuliani iniziò a lavorare alla Classense il presidente del consiglio era Giulio Andreotti, il sindaco era il socialista Aristide Canosani, sui giradischi suonava Rimini di Fabrizio De Andrè e Ferdinando Camon vinceva il Premio Strega. Era il 1978 e Giuliani era una giovane laureata che entrava in servizio alla Classense come “animatore di biblioteca”, un titolo che non esiste più. Poi la lunga carriera che da 15 anni a questa parte l’ha vista come dirigente della Classense, prima con Donatino Domini e poi da sola alla guida dell’istituzione.

Come è cambiata la Classense da quando iniziò a lavorarci a oggi?
«È cambiata moltissimo. Ho conosciuto la biblioteca da molti punti di vista perché vi ho svolto lavori diversi. Quando l’ho conosciuta era una biblioteca di conservazione austera, ma molto frequentata, affiancata da una biblioteca popolare, la Ponti. Direi che e rimasto poco di quegli anni, in cui però inizio il cambiamento. La mia più grande passione è stato fin da subito il libro antico. Ho lavorato molto sulle edizioni del XVI secolo, numerose e importanti alla classense e ho cominciato a conoscerne il patrimonio e la storia. Questo ha creato i presupposti per guardare avanti».

Come è diventata la Classense che si accinge a lasciare?
«Oggi abbiamo una biblioteca aperta che ascolta la città. Ho creduto al fatto che diversi pubblici facciano la biblioteca. Ho voluto attivare un dialogo con interessi che la città esprimeva in modo che in Classense trovasse un appoggio istituzionale, sia sulla ricerca che sull’attività culturale. È un luogo che esprime una forte identità come deposito di eredità e di memoria culturale, ma rappresenta anche una opportunità per la città come luogo di accoglienza e di espressione, di pensiero critico e di rielaborazione della memoria collettiva».

Anche come edificio è molto cambiato, hanno aperto nuove aree come lo spazio Holden per i ragazzi, fino alla Sala Dantesca pochi giorni fa…
«Sono stati anni di lavori ininterrotti e di continue inaugurazioni di nuovi spazi, sempre pensati con una funzione precisa, e non aperti alla cieca».

Come sono cambiati i fruitori della biblioteca in questi molti anni?
«Sono cambiati radicalmente. Oggi si parla di “biblioteca sociale”. gli utenti non sono più semplicemente lo studioso che approfondisce le fonti o lo studente che cerca un libro, ma ci sono lavoratori online, studenti delle superiori che non vogliono più il libro ma cercano la biblioteca come luogo di concentrazione e ritrovo, e anche utenti insoliti a cui non eravamo abituati, che non sono interessati ai libri, ma vengono da situazioni di disagio, come senza tetto o rifugiati, e trovano nella biblioteca un posto dove scaldarsi, bere un caffé, connettersi a internet ma anche un luogo bello in cui stare e in cui tutti sono uguali».

Questa apertura a un pubblico così variegato ha dato anche dei problemi…
«È un fenomeno che avviene in tutto il mondo. La biblioteca accogliente comunque non puo avere una vocazione sociale indiscriminata, e deve rimanere un luogo di riflessione , di lettura, di apprendimento. Ci sono delle criticità da governare la convivenza non è facile, ma al contempo la biblioteca non può sottrarsi a questa nuova funzione, che altrove, in altri paesi, è stata affrontata in modo piu strategico dalle politiche bibliotecarie».

Qual è una bellezza della Classense che i ravennati conoscono poco?
«I libri, ancora troppo poco conosciuti. Ci sono dei libri importantissimi come degli straordinari manoscritti liturgici con miniature di grande eleganza, antichi libri a stampa, rare prime edizioni novecentesche, potrei fare tanti esempi…»

Ha qualche rimpianto?
«Sì, molti. Tante cose che volevo fare, ma non ho avuto tempo… Ci sono biblioteche private da studiare, carteggi da esaminare, nuovi spazi della biblioteca da aprire, le antiche librerie superiori, per esempio. Queste sono le cose che mi piacerebbe ancora fare».

Quello di direttore della Classense è un ruolo molto complesso, il suo successore sarà sia direttore della biblioteca che dirigente comunale, crede sarà difficile seguire tutte queste cose contemporaneamente?
«Credo ci sia il grande desiderio di fare a l meglio. Sicuramente ci saranno delle difficoltà, che andranno affrontate e superate con competenze manageriali e scientifiche. Ma quello di direttore di biblioteca è un lavoro quotidiano di contatto con la realtà sempre molto stimolante».

Un consiglio al nuovo direttore?
«Ascoltare e conoscere le realtà. La Classense svolge, grazie a competenti bibliotecari, attività di ricerca e di servizio sul patrimonio e per il pubblico, su diverse fasce di età, è un luogo aperto con problematiche legate alla fruizione e alla conservazione, anche del complesso storico monumentale dell’edificio, e inoltre la città vuole sempre essere ascoltata. Insomma è un lavoro complesso, faccio il mio in bocca al lupo al mio successore».

E lei ora lei cosa farà?
«Continuerò a lavorare, come ho sempre fatto».

Pd, 41 tessere rifiutate, 211 nuovi iscritti La soddisfazione della segretaria Proni

Affluenza al voto intorno al 50 percento. Renzi in testa

Con Matteo Renzi in testa, Orlando dietro ed Emiliano assai distaccato (è nato intanto anche un suo comitato in provincia), prosegue la campagna congressuale nei circoli del Pd. In questa fase, come noto, il voto è riservato ai soli iscritti, mentre il 30 aprile sarà aperto anche a elettori e simpatizzanti. Per ora, fanno sapere dallo stesso Pd, si è registrata una partecipazione pari a metà degli iscritti (circa il 50% con alcuni picchi come il 70% a Castel Bolognese).

Inoltre, comunicano sempre da via della Lirica, “prosegue anche, con ottimi risultati, la campagna di tesseramento al partito per il 2017. Gli iscritti nella federazione provinciale di Ravenna sono 1906 pari al 33.44% dell’anno precedente. Alla stessa data nel 2016 gli iscritti erano 1344 pari al 20.86%. I nuovi iscritti sono 211, in forte crescita rispetto all’anno precedente, quando alla stessa data erano 51. Le tessere rifiutate sono 41. Nei comuni di Bagnara, Brisighella, Casola, Massa Lombarda, è già stato superato il 60% degli iscritti così come nei circoli di Piangipane, Savarna, Voltana, Castiglione di Cervia, Cervia centro e Glorie. Il migliore dato rilevato è quello di Riolo Terme che ha già registrato il 94% degli iscritti, un fatto che il Partito Democratico ritiene molto positivo in vista delle amministrative di primavera.

“Sono molto soddisfatta – ha dichiarato la segretaria del PD Eleonora Proni – della partecipazione ai congressi e dei dati del tesseramento. Non è una percentuale scontata in questo momento, segno che la volontà di molti è quella di rimanere nel nostro partito e di impegnarsi nella nostra comunità. Fare la tessera significa riconoscere la rappresentanza e la credibilità di una organizzazione che può ancora interpretare le istanze dei cittadini. Significa condividere una visione e accettare la dialettica fisiologica di un partito senza drammatizzazioni conflittuali ma con una discussione franca e costruttiva che abbia l’obiettivo di rafforzare il Pd e le istituzioni che il Pd ha la responsabilità di guidare.”

 

 

Assalto alla caserma dei carabinieri: nessuna bomba e nessun motivo

Non solo non c’era la bomba in auto, ma pare non ci sia nemmeno nessun motivo per l’assurdo gesto di due uomini che ieri, sabato 25 marzo, hanno sfondato la barriera del comando provinciale dei Carabinieri a Ravenna gridando di avere una bomba a bordo. Padre e figlio, rispettivamente di 76 e 46 anni, in città per far visita a un parente, non hanno saputo fornire ragioni plausibili per quel gesto che ora gli è costato l’arresto per una serie di reati che vanno dall’introduzione in luoghi militari a procurato allarme. Alla guida c’era il figlio, disoccupato, che potrebbe aver avuto l’idea dell’insano gesto. I due non sembravano sotto l’effetto di stupefacenti.

Sparò al parco, assolto e ora espulso Imbarcato per Tirana il 23 marzo

Su di lui aveva indagato anche l’antiterrorismo per scritte inneggianti ad Allah. Il rimpatrio per elementi di pericolosità

È stato accompagnato alla frontiera su ordine del questore Fortion Llusha, l’uomo arrestato il 17 luglio dello scorso anno per aver sparato due colpi di pistola in un’area verde in via Vulcano. Il 29enne, di origine albanese, fu arrestato e all’epoca si parlò molto di una possibile connessione con il terrorismo internazionale. La Direzione distrettuale antiterrorismo della procura di Bologna aveva però escluso legami con cellule jihadiste, orientando l’accusa verso una personalità molto disturbata e portata – in buona sostanza – ad una possibile radicalizzazione.

La sentenza del Gip è arrivata il 14 marzo: il 29enne è stato dichiarato incapace di intendere e di volere al momento dei fatti, perciò non imputabile. È stato perciò assolto e liberato e, in questo modo, si sono anche interrotte le procedure di espulsione a suo carico per motivi di sicurezza nazionale che erano state iniziate dalle procure di Ravenna e Bologna. Il questore nei giorni scorsi, sulla base degli elementi di pericolosità, ha emesso a sua volta un provvedimento di espulsione convalidato dal giudice di pace di Ravenna. Venerdì 23 marzo l’uomo è stato imbarcato su un volo di linea diretto a Tirana.

Sfondano la barriera del comando dei Carabinieri dicendo di avere una bomba

I due uomini sono ora sotto interrogatorio. Artificeri al lavoro sull’auto. Chiusa la strada, ma non c’era alcun ordigno

Momenti di tensione al Comando provinciale dei Carabinieri di Ravenna dove due uomini nella tarda mattinata hanno sfondato le barriere dicendo di avere a bordo un ordigno. Gli artificeri, giunti da Bologna, sono al lavoro ed è stata chiusa la strada per permettere le operazioni di brillamento dell’eventuale ordingno, mentre i due uomini, padre e figlio di Pordenone, sono ora sotto interrogatorio. 

Dopo ore di lavoro, è esclusa l’ipotesi di un ordigno effettivamente presente. Proseguono gli interrogatori dei due.

 

 

L’Omc per superare la crisi dell’offshore Attesi 20mila visitatori e 650 espositori

L’indotto per la città è stimato in circa 4 milioni di euro. Il sindaco: “Ravenna diventi un centro di ricerche”.

I dipendenti del settore erano novemila, oggi sono seimila. Il fatturato era di due miliardi di euro, si è dimezzato. Colpa della crisi economica che da tre anni morde il settore dell’offshore, causata dalla caduta verticale dei prezzi del petrolio, arrivati a 29 dollari al barile dopo aver toccato le vette dei 110. L’Omc del 2017 cercherà di indicare agli imprenditori la via d’uscita del settore.

La fiera inizierà mercoledì 29 marzo al Pala De André. Sia il sindaco Michele De Pascale sia il presidente della Camera di Commercio Natalino Gigante sottolineano la volontà di mantenere a Ravenna questo evento: “Sappiamo – ha detto il primo cittadino nella conferenza stampa di presentazione – che c’è molta concorrenza per avere l’Omc ma per Ravenna si tratta di un evento importante e faremo di tutto per non farcelo scappare in futuro”. Del resto le stime dicono che ogni edizione porta in città un giro di affari quantificabile in quattro milioni di euro.

I dati della crisi li ha forniti Franco Nanni, presidente del Roca (Ravenna Offshore Contractor Association). Oltre alla crisi del settore, va considerato anche l’indotto che era “superiore di 215 milioni di euro annui tra affitti di abitazioni, alberghi, ristoranti, consumi. Una media per abitante pari a circa 1.800 euro”.

Secondo De Pascale Ravenna deve diventare “il centro europeo di ricerca anche sull’utilizzo delle nuove tecnologie”. Nanni del resto definisce la città come “la capitale mediterranea dell’offshore” e “ci sono tutte le condizioni affinché l’attività possa riprendere, grazie ad un dialogo costante con le istituzioni e le aziende”. Gli imprenditori si augurano che l’Omc – che si concluderà venerdì – sia un momento di confronto e dialogo in attesa della nuova strategia energetica nazionale.

Sono attesi ventimila visitatori – seimila quelli già registrati – e importanti ospiti internazionali. Tra i nomi più attesi quello del ministro Carlo Calenda e di Claudio Descalzi, ad di Eni. Parleranno nella sessione inaugurale, alle 10.30. La fiera si sviluppa su un’area di trentamila metri quadri, ospiterà 650 espositori provenienti da trenta paesi.

 

Show cooking, arte e musica in Germania per promuovere Ravenna e Cervia

L’assessore Costantini: “Abbiamo fatto vivere un’esperienza multisensoriale, prossima tappa l’Eductour”

L’Amministrazione comunale parla di un “bilancio più che positivo per le serate di presentazione turistica in Germania, organizzate dalle due amministrazioni comunali a Düsseldorf e Berlino, con lo scopo di illustrare l’offerta del territorio di Ravenna e Cervia e mettere in evidenza il variegato calendario degli eventi”. Hanno partecipato alla trasferta anche diverse realtà imprenditoriali del territorio, tra cui il Grand Hotel Mattei, Mirabilandia, Ravenna Incoming e Cervia Turismo.

I programmi di entrambe le serate prevedevano una prima parte dedicata alla presentazione istituzionale, a cura degli amministratori e dei rispettivi servizi turismo, a seguire due show cooking a cura di chef ravennati e intrattenimenti musicali, anticipazione delle  importanti rassegne che si svolgono sul nostro territorio, spaziando dal Ravenna Festival e la Muti Accademy a Spiagge Soul e Beaches Brew.

La serata a Düsseldorf, organizzata nel locale Va Veloce Due, gestito dal ristoratore italiano Giuseppe Saitta, ha visto la partecipazione di 30 persone, tra le quali il Console generale a Colonia, Emilio Lolli e il direttore IIC Colonia, Lucio Izzo. La cena offerta è stata preparata dallo staff del Ristorante Alexander di Ravenna e in particolare dallo chef Mattia Borroni e i vini sono stati offerti dalla Cantina Treré di Faenza; intrattenimento musicale della serata a cura del Trio Mariquita, terzetto d’archi romagnolo.

Alla serata di Berlino, hanno preso parte 80 partecipanti, tra i quali alcuni funzionari della nostra ambasciata e il rappresentante del Governo federale. La cena è stata preparata dallo chef ravennate Mauro Paglialonga, titolare del ristorante Sala da mangiare a Berlino. Per concludere DJ set del DJ Lappa, ad anticipazione del Beaches Brew.

“Questa è solo una prima azione per costruire relazioni e per incrementare la reputazione delle destinazioni di Ravenna e Cervia nel mercato della Germania del nord – commenta l’assessore al turismo, Giacomo Costantini – abbiamo scelto per cominciare le città di Düsseldorf e di Berlino in virtù dei numerosi collegamenti aerei attivati con l’aeroporto di Bologna, anche attraverso vettori low cost come Air Berlin e Ryanair. Le iniziative hanno avuto grande partecipazione e coinvolgimento. Abbiamo voluto far vivere un’esperienza multi-sensoriale raccontando l’identità del nostro territorio attraverso il gusto, con la nostra cucina squisita; l’udito, con intrattenimenti musicali che parlano di noi, tradizionali e più contemporanei; la vista, attraverso le meravigliose immagini del nostro territorio, evidenziando il forte legame della città d’arte con il mare e il patrimonio naturalistico. Ci siamo presentati come una destinazione non sovraccarica, in grado di offrire il vero lifestyle italiano. Il prossimo passo – continua l’assessore Costantini – sarà un eductour, ovvero una serie di visite guidate alle bellezze del nostro territorio studiate apposta per tour operator selezionati”.

L’iniziativa è costata circa 30mila ed è finanziata con i fondi destinati alla promozione turistica della Regione, con la compartecipazione dei due comuni. Tutti i soggetti privati che hanno partecipato alla spedizione hanno invece coperto le proprie spese.

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