martedì
21 Aprile 2026

Risultava un appalto a una coop esterna ma era manodopera fornita dai caporali

Al vertice tre fratelli, arrestati con i due capi squadra: fornivano lavoratori a aziende agricole che non sapevano delle irregolarità

Ci sono anche aziende agricole ravennati tra quelle che appaltavano lavori, come la vendemmia o l’ingabbiamento di animali per la vendita, a cooperative esterne che sembrano in regola ma in realtà erano il braccio operativo usato dal caporalato. La guardia di finanza di Cesena ha arrestato cinque uomini eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere: gli arrestati – tutti di nazionalità marocchina – rispondono del reato di associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e di impiego di lavoratori privi di permesso di soggiorno. Risultano indagati a piede libero altri quattro soggetti per favoreggiamento: durante le indagini hanno reso false dichiarazioni.

Secondo quanto emerso finora nel corso delle indagini partite a settembre del 2016, non risultano coinvolgimenti delle aziende che appaltavano i lavori all’esterno. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle però proseguiranno anche su questo fronte, soprattutto per verificare la regolarità fiscale di queste operazioni.

I lavoratori venivano pagati 5 euro all’ora e non sempre la paga veniva corrisposta, come emerge da alcune intercettazioni in cui gli operai chiedevano le proprie retribuzioni. Per legge avrebbero dovuto percepire da 7 euro in su, oltre ai contributi che non venivano versati. Al vertice delle tre cooperative usate per fornire manodopera c’erano tre fratelli: due residenti a Cesena e uno in Veneto, gli altri due arrestati erano i capi squadra. La forza lavoro era costituita da uno zoccolo duro di 15-20 uomini, tutti marocchini, alloggiati in due appartamenti forniti dai caporali in condizioni igieniche drammatiche. Quando servivano più braccia partiva il reclutamento attraverso passa parola e una rete di contatti consolidata nel tempo. E, come prassi, i lavoratori si radunavano in punti di ritrovo prestabiliti per essere poi portati sul luogo di lavoro dai capi.

Minacce e aggresione a un’infermiera «perché non cura il fratello»: arrestato

Un 44enne ha accompagnato in ospedale il parente dopo un malore notturno: fermato dall’intervento dei carabinieri

A suo giudizio l’infermiera non stava assistendo in maniera adeguata il fratello e ha cominciato con insulti e minacce per arrivare a un’aggressione fisica: un 44enne ravennate è stato arrestato dai carabinieri questa mattina, 9 marzo, all’ospedale di Ravenna per violenza, minaccia, resistenza e lesioni a incaricato di pubblico servizio.

L’uomo aveva portato in ospedale il fratello per un malore accusato durante la notte. Poi la situazione è degenerata e solo l’intervento del nucleo operativo radiomobile della compagnia di Ravenna è convinto l’aggressore a interrompere la sua condotta. Con l’evidenza dei fatti i militari hanno dichiarato l’uomo in stato di arresto.

Tornano i furgoncini dello street food a Ravenna, per 4 giorni ai giardini pubblici

E in settembre nuovo appuntamento con i food truck in darsena

Dopo il grande successo dello scorso settembre in Darsena, torna a Ravenna il festival dello street food, con i migliori food truck d’Italia che si daranno questa volta appuntamento ai giardini pubblici, per quattro giorni, dal 28 aprile al 1° maggio.

La manifestazione, organizzata da Evoluzione Darwin by SGP, in collaborazione con il Comune di Ravenna, darà modo di gustare come noto le prelibatezze della tradizione gastronomica di strada italiana ed estera, preparate sul momento da coloratissimi camioncini (i food truck), vere e proprie cucine itineranti.

Tra le specialità in vendita: hamburger di Chianina, arrosticini abruzzesi, olive all’ascolana e piatti tipici regionali meno diffusi come le bombette di Martina Franca, i tortelli alla piastra, i formaggi dell’Alta Murgia, il panino al ragù napoletano, le rane fritte o menù stranieri come la cucina balcanica o i suvlaki dalla Grecia.

L’appuntamento sarà il venerdì dalle 18 alle 24; sabato e domenica e lunedì dalle 12 alle 24.

E in settembre gli organizzatori hanno già annunciato una nuova edizione del festival, di nuovo in darsena.

Tornano i furgoncini dello street food a Ravenna, per 4 giorni ai giardini pubblici

E in settembre nuovo appuntamento con i food truck in darsena

Dopo il grande successo dello scorso settembre in Darsena, torna a Ravenna il festival dello street food, con i migliori food truck d’Italia che si daranno questa volta appuntamento ai giardini pubblici, per quattro giorni, dal 28 aprile al 1° maggio.

La manifestazione, organizzata da Evoluzione Darwin by SGP, in collaborazione con il Comune di Ravenna, darà modo di gustare come noto le prelibatezze della tradizione gastronomica di strada italiana ed estera, preparate sul momento da coloratissimi camioncini (i food truck), vere e proprie cucine itineranti.

Tra le specialità in vendita: hamburger di Chianina, arrosticini abruzzesi, olive all’ascolana e piatti tipici regionali meno diffusi come le bombette di Martina Franca, i tortelli alla piastra, i formaggi dell’Alta Murgia, il panino al ragù napoletano, le rane fritte o menù stranieri come la cucina balcanica o i suvlaki dalla Grecia.

L’appuntamento sarà il venerdì dalle 18 alle 24; sabato e domenica e lunedì dalle 12 alle 24.

E in settembre gli organizzatori hanno già annunciato una nuova edizione del festival, di nuovo in darsena.

Approvato il progetto preliminare (da oltre 3 milioni di euro) per via Bonifica

La strada verrà allargata fino a 7 metri, con percorso ciclopedonale

Nell’ultima seduta, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani, la giunta del Comune di Ravenna ha approvato il progetto preliminare di ristrutturazione e riqualificazione del tratto di via Bonifica tra Porto Fuori e Lido Adriano, lungo circa 3,5 chilometri, del valore di 3,3 milioni di euro.

Migliorare la sicurezza e il livello di servizio di quello che costituisce l’unico collegamento tra le due località è l’obiettivo dell’intervento, che consisterà principalmente in un allargamento della sede stradale, dagli attuali 5/5,5 a 7 metri, e nella realizzazione di un percorso protetto bidirezionale per i ciclisti, su sede riservata di larghezza pari a 2,5 metri, separato dal traffico veicolare da un cordolo di 50 centimetri. Con la realizzazione di un percorso protetto per ciclisti per tutta la lunghezza del tronco stradale oggetto di intervento sarà consentita la mobilità di questa categoria di utenti tra i centri abitati di Porto Fuori e Lido Adriano. L’allargamento della strada consentirà anche il passaggio dei mezzi del trasporto pubblico di linea.

«Naturalmente – commenta l’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani – alla progettazione preliminare dovranno seguire quelle definitiva ed esecutiva, nonché la gara per l’affidamento dei lavori, ma l’approvazione del progetto preliminare costituisce un primo importante passo, che ci ha permesso l’inclusione di tale opera nell’ambito della programmazione degli investimenti pubblici».

Poiché le condizioni della strada e del contesto circostante a essa non consentiranno di realizzare la pista ciclabile tutta su un lato, l’intervento prevede anche la realizzazione di due attraversamenti pedonali regolati da impianto semaforico a chiamata attrezzati con appositi apparecchi illuminanti a led con ottica per attraversamenti pedonali. Il progetto prevede l’eliminazione del dosso in corrispondenza del canale della Gabbia riducendo l’attuale dislivello e migliorando la visibilità, con la demolizione dell’esistente ponticello. Sarà inoltre rivista tutta la segnaletica verticale e orizzontale, con particolare attenzione negli attraversamenti pedonali.

Anche i Baustelle al Ravenna Festival

Altra new entry nel programma del Ravenna Festival. Il 16 giugno nel grande parco del palazzo San Giacomo di Russi appuntamento con i Baustelle, probabilmente la più grande band italiana nell’ambito del pop cosiddetto d’autore, attualmente impegnata in un tour nei teatri di tutta Italia che sta macinando un sold out dietro l’altro.

La band toscana, capitanata da Francesco Bianconi, sta promuovendo l’ultimo album, “L’amore e la violenza”, settimo in studio, pubblicato in gennaio dalla Warner.

La Capitaneria blocca i lavori al porto di Cervia. E il Comune si dice «sconcertato»

Chiesta la verifica della presenza di eventuali ordigni bellici L’Amministrazione: «Ma erano già stati espressi pareri favorevoli»  

«Con profonda amarezza e sconcerto», il Comune di Cervia ha comunicato nella mattinata di ieri, mercoledì 8 marzo, la sospensione dei lavori di dragaggio e ripristino della navigabilità del porto di Cervia. Si tratta di una decisione presa dalla Capitaneria di Porto che prima di dare il via libera all’esecuzione degli interventi di ripristino e risagomatura dei fondali dell’asta del porto canale vuole avere in mano i risultati delle indagini per la verifica della presenza di eventuali ordigni bellici.

L’iter era stato avviato a fine 2015 con l’approvazione e il finanziamento da parte dell’Amministrazione del progetto preliminare dei lavori; «era proseguito – ricorda il Comune in una nota inviata alla stampa – attraverso indagini, verifiche e approfondimenti che avevano coinvolto le autorità competenti quali Regione, Agenzia delle Dogane, Arpa, Capitaneria di Porto, Servizi comunali e specialisti della materia; gli esiti di tale istruttoria erano stati recepiti nella conferenza di servizi tenutasi il 19 aprile scorso a cui venivano invitate tutte le autorità competenti in materia e con la quale, acquisiti i pareri favorevoli espressi (tra cui quello della Capitaneria di Porto), veniva approvato il progetto esecutivo». Dopo l’approvazione dirigenziale del progetto esecutivo, era stata espletata una prima gara per l’affidamento che era andata tuttavia deserta. Ne era seguita la riapprovazione del progetto nell’agosto 2016 e una seconda gara conclusa nel febbraio 2017, ancora una volta deserta. Nel frattempo il problema della navigabilità del canale si era ulteriormente aggravato con incidenti e segnalazioni da parte di pescatori e utenti, culminati con un avviso di pericolosità emesso dalla Capitaneria di Porto di Ravenna il primo febbraio.

«Di fronte a tale situazione di pericolosità per la pubblica e privata incolumità – continua la nota –, il Comune aveva deciso in somma urgenza di dare corso al progetto, già autorizzato e valutato favorevolmente dalle autorità competenti, affidandone la realizzazione ad una ditta specializzata (Dragaggi srl, ndr)». La ditta era pronta a iniziare i lavori e la draga, giunta nel porto di Cervia, era da giorni in attesa dell’ordinanza della Capitaneria. Nel frattempo l’amministrazione aveva effettuato tutte le attività preliminari all’esecuzione dei lavori quali l’allestimento delle vasche nel parcheggio e lo spostamento delle imbarcazioni presso il porto turistico.

Inaspettatamente, negli ultimi giorni, era però trapelata la posizione della Capitaneria di Porto, ripresa dalla stampa, sulle verifiche preliminari relative all’eventuale presenza di ordini bellici. «Tale specifica problematica – sottolinea l’Amministrazione – era stata affrontata espressamente dal Comune nel progetto esecutivo, nell’ambito della valutazione dei rischi. Tale valutazione, di competenza comunale perché attinente alla sicurezza dei cantieri, non era mai stata contestata dalle autorità competenti (tra cui la stessa Capitaneria di Porto) coinvolte né nei pareri espressi sul progetto né nella conferenza di servizi nel quale il progetto stesso era stato esaminato ed approvato».

Questa conclusione della vicenda suscita «sconcerto ed amarezza» nell’Amministrazione Comunale per diverse ragioni: «La richiesta di tali indagini – scrive il Comune – appare intempestiva, se non irrituale, perché avrebbe dovuto essere esplicitata nel corso dell’iter di approvazione del progetto nei tempi e nelle sedi competenti, e non a lavori quasi iniziati; non è poi conforme alle norme ed ai principi di correttezza e leale cooperazione, disconoscere i pareri favorevoli espressi e gli esiti positivi di una conferenza di servizi a cui si è validamente partecipato». Nel merito, «la valutazione espressa dai competenti organi tecnici di questo Comune (dirigente e tecnico progettista) non è stata tenuta in alcun conto senza addurre valide motivazioni. E tale posizione appare ancora più immotivata tenendo conto che tali indagini in passato non sono mai state richieste per il dragaggio del porto canale; né sono state chieste alla Regione che sta svolgendo in concomitanza, lavori del tutto analoghi per il ripascimento del litorale, lavorando nelle vicinanze del molo nord. Tra l’altro presso altri porti costieri (Goro) iter speculari proposti dal Comune si erano risolti positivamente». Tale decisione, conclude il Comune, «non è esente da conseguenze. La necessità di tali indagini preventive provocherà esborsi non trascurabili per le finanze pubbliche perché, oltre al costo delle indagini, il rinvio dei lavori per il fermo della draga e per l’anticipo di lavorazioni comporterà spese diversamente evitabili. Rispetto a tali esborsi il Comune si riserva le opportune azioni per essere tenuto indenne. Ma più ancora preoccupa il grave disagio che il rinvio dei lavori continua ad arrecare a pescatori e diportisti che dovranno ancora attendere prima che inizino le lavorazioni necessarie a rendere pienamente navigabile il canale».

«Di fronte a tali divergenze – conclude il sindaco Luca Coffari – abbiamo apprezzato l’impegno del Prefetto nel ricercare una positiva mediazione; riconosciamo anche lo sforzo della Capitaneria per cercare di ridurre le difficoltà createsi. Deve essere comunque chiaro a tutti che sul porto la città e la nostra Istituzione non retrocede di un solo centimetro, nonostante le difficoltà tecniche e non, le denunce dell’ex gestore del Marina e le azioni di disturbo verso i nuovi gestori del porto turistico. È una questione di principio e di legalità. Il porto è un bene pubblico di tutta la città».

«Amarezza e sconcerto» anche tra le associazioni di categoria, qui sotto tra gli allegati la nota congiunta di Cna e Confartigianato.

Non appena sarà possibile verrà comunicato il nuovo cronoprogramma dei lavori che l’Amministrazione ha intenzione di concludere prima di Pasqua, sperando nell’impegno di tutti gli enti coinvolti.

La Capitaneria blocca i lavori al porto di Cervia. E il Comune si dice «sconcertato»

Chiesta la verifica della presenza di eventuali ordigni bellici L’Amministrazione: «Ma erano già stati espressi pareri favorevoli»  

«Con profonda amarezza e sconcerto», il Comune di Cervia ha comunicato nella mattinata di ieri, mercoledì 8 marzo, la sospensione dei lavori di dragaggio e ripristino della navigabilità del porto di Cervia. Si tratta di una decisione presa dalla Capitaneria di Porto che prima di dare il via libera all’esecuzione degli interventi di ripristino e risagomatura dei fondali dell’asta del porto canale vuole avere in mano i risultati delle indagini per la verifica della presenza di eventuali ordigni bellici.

L’iter era stato avviato a fine 2015 con l’approvazione e il finanziamento da parte dell’Amministrazione del progetto preliminare dei lavori; «era proseguito – ricorda il Comune in una nota inviata alla stampa – attraverso indagini, verifiche e approfondimenti che avevano coinvolto le autorità competenti quali Regione, Agenzia delle Dogane, Arpa, Capitaneria di Porto, Servizi comunali e specialisti della materia; gli esiti di tale istruttoria erano stati recepiti nella conferenza di servizi tenutasi il 19 aprile scorso a cui venivano invitate tutte le autorità competenti in materia e con la quale, acquisiti i pareri favorevoli espressi (tra cui quello della Capitaneria di Porto), veniva approvato il progetto esecutivo». Dopo l’approvazione dirigenziale del progetto esecutivo, era stata espletata una prima gara per l’affidamento che era andata tuttavia deserta. Ne era seguita la riapprovazione del progetto nell’agosto 2016 e una seconda gara conclusa nel febbraio 2017, ancora una volta deserta. Nel frattempo il problema della navigabilità del canale si era ulteriormente aggravato con incidenti e segnalazioni da parte di pescatori e utenti, culminati con un avviso di pericolosità emesso dalla Capitaneria di Porto di Ravenna il primo febbraio.

«Di fronte a tale situazione di pericolosità per la pubblica e privata incolumità – continua la nota –, il Comune aveva deciso in somma urgenza di dare corso al progetto, già autorizzato e valutato favorevolmente dalle autorità competenti, affidandone la realizzazione ad una ditta specializzata (Dragaggi srl, ndr)». La ditta era pronta a iniziare i lavori e la draga, giunta nel porto di Cervia, era da giorni in attesa dell’ordinanza della Capitaneria. Nel frattempo l’amministrazione aveva effettuato tutte le attività preliminari all’esecuzione dei lavori quali l’allestimento delle vasche nel parcheggio e lo spostamento delle imbarcazioni presso il porto turistico.

Inaspettatamente, negli ultimi giorni, era però trapelata la posizione della Capitaneria di Porto, ripresa dalla stampa, sulle verifiche preliminari relative all’eventuale presenza di ordini bellici. «Tale specifica problematica – sottolinea l’Amministrazione – era stata affrontata espressamente dal Comune nel progetto esecutivo, nell’ambito della valutazione dei rischi. Tale valutazione, di competenza comunale perché attinente alla sicurezza dei cantieri, non era mai stata contestata dalle autorità competenti (tra cui la stessa Capitaneria di Porto) coinvolte né nei pareri espressi sul progetto né nella conferenza di servizi nel quale il progetto stesso era stato esaminato ed approvato».

Questa conclusione della vicenda suscita «sconcerto ed amarezza» nell’Amministrazione Comunale per diverse ragioni: «La richiesta di tali indagini – scrive il Comune – appare intempestiva, se non irrituale, perché avrebbe dovuto essere esplicitata nel corso dell’iter di approvazione del progetto nei tempi e nelle sedi competenti, e non a lavori quasi iniziati; non è poi conforme alle norme ed ai principi di correttezza e leale cooperazione, disconoscere i pareri favorevoli espressi e gli esiti positivi di una conferenza di servizi a cui si è validamente partecipato». Nel merito, «la valutazione espressa dai competenti organi tecnici di questo Comune (dirigente e tecnico progettista) non è stata tenuta in alcun conto senza addurre valide motivazioni. E tale posizione appare ancora più immotivata tenendo conto che tali indagini in passato non sono mai state richieste per il dragaggio del porto canale; né sono state chieste alla Regione che sta svolgendo in concomitanza, lavori del tutto analoghi per il ripascimento del litorale, lavorando nelle vicinanze del molo nord. Tra l’altro presso altri porti costieri (Goro) iter speculari proposti dal Comune si erano risolti positivamente». Tale decisione, conclude il Comune, «non è esente da conseguenze. La necessità di tali indagini preventive provocherà esborsi non trascurabili per le finanze pubbliche perché, oltre al costo delle indagini, il rinvio dei lavori per il fermo della draga e per l’anticipo di lavorazioni comporterà spese diversamente evitabili. Rispetto a tali esborsi il Comune si riserva le opportune azioni per essere tenuto indenne. Ma più ancora preoccupa il grave disagio che il rinvio dei lavori continua ad arrecare a pescatori e diportisti che dovranno ancora attendere prima che inizino le lavorazioni necessarie a rendere pienamente navigabile il canale».

«Di fronte a tali divergenze – conclude il sindaco Luca Coffari – abbiamo apprezzato l’impegno del Prefetto nel ricercare una positiva mediazione; riconosciamo anche lo sforzo della Capitaneria per cercare di ridurre le difficoltà createsi. Deve essere comunque chiaro a tutti che sul porto la città e la nostra Istituzione non retrocede di un solo centimetro, nonostante le difficoltà tecniche e non, le denunce dell’ex gestore del Marina e le azioni di disturbo verso i nuovi gestori del porto turistico. È una questione di principio e di legalità. Il porto è un bene pubblico di tutta la città».

«Amarezza e sconcerto» anche tra le associazioni di categoria, qui sotto tra gli allegati la nota congiunta di Cna e Confartigianato.

Non appena sarà possibile verrà comunicato il nuovo cronoprogramma dei lavori che l’Amministrazione ha intenzione di concludere prima di Pasqua, sperando nell’impegno di tutti gli enti coinvolti.

Fallisce il quotidiano la Voce di Romagna

È stata accolta l’istanza presentata dalla cassa di previdenza dei giornalisti per contributi obbligatori non versati per 30.550 euro

La società “Edizioni delle Romagne srl”, subentrata dopo il primo fallimento dell’editrice del quotidiano “La Voce di Romagna”, è stata a sua volta dichiarata fallita dal Tribunale di Rimini.

È stata accolta l’istanza presentata dalla Casagit (cassa di previdenza dei giornalisti) in merito a contributi obbligatori non versati per 30.550 euro. Il giornale oggi (giovedì 9 marzo) non esce in edicola. Ora il futuro del quotidiano sarà affidato a un curatore falimentare. (fonte Newsrimini)

Continua a tormentare la prostituta di cui si era invaghito, arrestato per stalking due volte in pochi mesi

L’operaio sorpreso sotto casa della ragazza con lima e cacciavite

Dopo alcune prestazioni sessuali a pagamento, si era invaghito di una giovane prostituta rumena, che aveva iniziato a importunare al telefono e a pedinare, tanto che la ragazza aveva denunciato ai carabinieri veri e propri atti persecutori nei suoi confronti. L’uomo, un 50enne operaio cervese, pregiudicato, era stato prima ammonito dal questore, poi arrestato per stalking lo scorso luglio. Ma nonostante da allora fosse gravato dall’obbligo del tribunale di mantenersi a distanza di almeno 500 metri dalla donna (una rumena di 28 anni), i carabinieri lo hanno sorpreso all’alba di mercoledì mentre era in attesa all’interno della sua auto sotto l’abitazione della prostituta. L’uomo è stato quindi arrestato in flagranza per stalking e poi anche denunciato per porto di oggetti atti a offendere, essendo stato trovato in possesso di una lima in acciaio lunga mezzo metro e di un grosso cacciavite. Al momento del controllo se l’è anche presa con i carabinieri e per questo dovrà rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale.

Riapre l’antico refettorio della Classense dopo un restauro di oltre due anni

Torna a splendere la sala Dantesca grazie a un investimento da mezzo milione di euro. Due weekend di iniziative per l’inaugurazione

Sabato 11 marzo, alle 10.45, l’antico refettorio camaldolese della Biblioteca Classense, dal 1921 denominato Sala Dantesca, riaprirà al pubblico dopo più di due anni di restauro. Per l’occasione, sono stati organizzati una ricca serie di eventi diversificati, che proseguiranno anche il weekend successivo del 18 e 19 marzo, in cui la Sala sarà nuovamente utilizzata «come luogo di lettura e conversazioni a tema dantesco e luogo musicale», afferma l’assessore alla Cultura Elsa Signorino.

La Sala – destinata a ospitare eventi di vario genere e anche a celebrare matrimoni sul suggestivo sfondo dello splendido dipinto delle Nozze di Cana di Luca Longhi – sarà inoltre visitabile durante le Giornate Fai di Primavera, sabato 25 marzo (ore 15-18) e domenica 26 marzo (ore 10-13.30 e 15-18).

All’inaugurazione dell’11 marzo seguirà la presentazione del restauro dal punto di vista tecnico-scientifico e storico-artistico, presieduta da Claudia Giuliani, in cui interverranno i responsabili dei vari interventi; alle ore 17 avrà invece luogo la Lectio Magistralis Dante: Autore Moderno? di Albert Russell Ascoli, professore dell’Università della California Berkeley, introdotta dal professor Giuseppe Ledda. Sabato 18 marzo, ore 17, ci sarà un’altra Lectio Magistralis intitolata Dante Alighieri e le arti, a cura di Antonio Paolucci, Ministro per i Beni Culturali e Ambientali e Direttore dei Musei Vaticani. Per l’ultimo appuntamento, domenica 19 marzo, ore 11, la Sala Dantesca ospiterà un Concerto dell’Accademia Bizantina, Dal tramonto all’alba. La viola da gamba e i Bach. Per il programma nel dettaglio consultare il sito della Biblioteca Classense.

restauro sala dantescaAmmonta a 450.000 euro l’investimento che ha consentito di realizzare l’intervento sulla Sala Dantesca e sul relativo atrio antistante, messo a disposizione in primis dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, che nel tempo ha costruito con l’Istituzione Biblioteca Classense una pluriennale e solida collaborazione, e con il contributo della Regione Emilia Romagna e del Comune di Ravenna attraverso i fondi di Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015. Il restauro di questo vero e proprio gioiello della città fa parte del III stralcio del progetto di lavori seguito dall’architetto Giampiero Cuppini e dall’ingegnere Luigi Tundo, progetto che prevede anche il completamento degli ambienti afferenti il chiostro minore e le sale del piano ammezzato, tra cui la grande Sala del Mosaico, inagibile da molti anni.
I lavori di restauro – coordinati dal Servizio Edilizia Edifici Vincolati del Comune di Ravenna diretta dall’Ingegner Claudio Bondi, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini – sono stati volti al recupero, al restauro e alla conservazione degli apparati lignei, del vestibolo, dei pavimenti, dell’affresco sul soffitto con La Visione di San Romualdo e del dipinto murale cinquecentesco di Longhi, Le nozze di Cana; per quest’ultimo in particolare, a seguito dei danni subiti nell’alluvione del 1636 e nei due restauri precedenti risalenti l’uno all’inizio del 1900 l’altro agli anni ’70, è stato molto difficile arrestare un attacco fungino assai raro e ricostruirne di conseguenza le numerose ed evidenti lacune.

La Sala Dantesca della Biblioteca Classense rientra in quella ricchezza di patrimonio culturale che fanno di «Ravenna una città che è tutto fuorché provinciale», ha dichiarato il sindaco Michele de Pascale. «La nostra biblioteca – ha proseguito – negli ultimi anni è riuscita a divenire un luogo in grado di attirare non solo tanti studiosi, ma anche grandi professionalità a livello nazionale, cercando e continuando tutt’ora di fronteggiare le molteplici sfide di un’epoca come questa, per molti aspetti, di grande imbarbarimento».

Maurizio Tarantino, dal 13 marzo ufficialmente il nuovo direttore della Biblioteca Classense, alla sua prima uscita pubblica a Ravenna, ha ringraziato la città per la grande ma anche impegnativa opportunità che gli è stata offerta e ha aggiunto di sperare di potersi ritagliare un po’ di tempo da dedicare alla rilettura del suo amato Dante Alighieri.

Riapre l’antico refettorio della Classense dopo un restauro di oltre due anni

Torna a splendere la sala Dantesca grazie a un investimento da mezzo milione di euro. Due weekend di iniziative per l’inaugurazione

Sabato 11 marzo, alle 10.45, l’antico refettorio camaldolese della Biblioteca Classense, dal 1921 denominato Sala Dantesca, riaprirà al pubblico dopo più di due anni di restauro. Per l’occasione, sono stati organizzati una ricca serie di eventi diversificati, che proseguiranno anche il weekend successivo del 18 e 19 marzo, in cui la Sala sarà nuovamente utilizzata «come luogo di lettura e conversazioni a tema dantesco e luogo musicale», afferma l’assessore alla Cultura Elsa Signorino.

La Sala – destinata a ospitare eventi di vario genere e anche a celebrare matrimoni sul suggestivo sfondo dello splendido dipinto delle Nozze di Cana di Luca Longhi – sarà inoltre visitabile durante le Giornate Fai di Primavera, sabato 25 marzo (ore 15-18) e domenica 26 marzo (ore 10-13.30 e 15-18).

All’inaugurazione dell’11 marzo seguirà la presentazione del restauro dal punto di vista tecnico-scientifico e storico-artistico, presieduta da Claudia Giuliani, in cui interverranno i responsabili dei vari interventi; alle ore 17 avrà invece luogo la Lectio Magistralis Dante: Autore Moderno? di Albert Russell Ascoli, professore dell’Università della California Berkeley, introdotta dal professor Giuseppe Ledda. Sabato 18 marzo, ore 17, ci sarà un’altra Lectio Magistralis intitolata Dante Alighieri e le arti, a cura di Antonio Paolucci, Ministro per i Beni Culturali e Ambientali e Direttore dei Musei Vaticani. Per l’ultimo appuntamento, domenica 19 marzo, ore 11, la Sala Dantesca ospiterà un Concerto dell’Accademia Bizantina, Dal tramonto all’alba. La viola da gamba e i Bach. Per il programma nel dettaglio consultare il sito della Biblioteca Classense.

restauro sala dantescaAmmonta a 450.000 euro l’investimento che ha consentito di realizzare l’intervento sulla Sala Dantesca e sul relativo atrio antistante, messo a disposizione in primis dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, che nel tempo ha costruito con l’Istituzione Biblioteca Classense una pluriennale e solida collaborazione, e con il contributo della Regione Emilia Romagna e del Comune di Ravenna attraverso i fondi di Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015. Il restauro di questo vero e proprio gioiello della città fa parte del III stralcio del progetto di lavori seguito dall’architetto Giampiero Cuppini e dall’ingegnere Luigi Tundo, progetto che prevede anche il completamento degli ambienti afferenti il chiostro minore e le sale del piano ammezzato, tra cui la grande Sala del Mosaico, inagibile da molti anni.
I lavori di restauro – coordinati dal Servizio Edilizia Edifici Vincolati del Comune di Ravenna diretta dall’Ingegner Claudio Bondi, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini – sono stati volti al recupero, al restauro e alla conservazione degli apparati lignei, del vestibolo, dei pavimenti, dell’affresco sul soffitto con La Visione di San Romualdo e del dipinto murale cinquecentesco di Longhi, Le nozze di Cana; per quest’ultimo in particolare, a seguito dei danni subiti nell’alluvione del 1636 e nei due restauri precedenti risalenti l’uno all’inizio del 1900 l’altro agli anni ’70, è stato molto difficile arrestare un attacco fungino assai raro e ricostruirne di conseguenza le numerose ed evidenti lacune.

La Sala Dantesca della Biblioteca Classense rientra in quella ricchezza di patrimonio culturale che fanno di «Ravenna una città che è tutto fuorché provinciale», ha dichiarato il sindaco Michele de Pascale. «La nostra biblioteca – ha proseguito – negli ultimi anni è riuscita a divenire un luogo in grado di attirare non solo tanti studiosi, ma anche grandi professionalità a livello nazionale, cercando e continuando tutt’ora di fronteggiare le molteplici sfide di un’epoca come questa, per molti aspetti, di grande imbarbarimento».

Maurizio Tarantino, dal 13 marzo ufficialmente il nuovo direttore della Biblioteca Classense, alla sua prima uscita pubblica a Ravenna, ha ringraziato la città per la grande ma anche impegnativa opportunità che gli è stata offerta e ha aggiunto di sperare di potersi ritagliare un po’ di tempo da dedicare alla rilettura del suo amato Dante Alighieri.

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