martedì
21 Aprile 2026

Il bitumificio in darsena costretto a chiudere entro giugno. Esulta il sindaco

Negata l’autorizzazione da parte della Conferenza dei Servizi

Si è concretizzata in un diniego da parte della Conferenza dei servizi, a cui partecipano tutti gli enti competenti, la richiesta di Autorizzazione Unica Ambientale per lo stabilimento di produzione di conglomerato bituminoso dell’azienda Sic, situato in via Trieste a Ravenna, che avrebbe consentito alla ditta di rimanere operativa nello stesso luogo per altri 15 anni. L’atto è stato rilasciato ufficialmente oggi, martedì 7 marzo.

Trattandosi d’impresa in esercizio con obiettive necessità tecnico-organizzative, la tempistica di dismissione dell’impianto di produzione è stata fissata al 30 aprile e quella dell’impianto di produzione di conglomerato cementizio al 20 giugno.
Nelle more di esecuzione del provvedimento, le prescrizioni, i parametri e le norme alle quali la società dovrà attenersi nello svolgimento dell’attività sono quelli contenuti nelle precedenti autorizzazioni; Arpae di Ravenna eserciterà i controlli necessari al fine di assicurare il rispetto della normativa ambientale vigente e delle prescrizioni contenute nel provvedimento emanato.

L’esito della vicenda si pone in linea con le previsioni e le richieste dell’amministrazione – si legge in una nota inviata dallo staff del sindaco Michele de Pascale – che negli ultimi anni ha delineato una diversa vocazione urbanistica dell’area, collocata all’interno della Darsena di Città e soggetta a futuri interventi di riqualificazione.

«Con questa risoluzione – commenta il sindaco Michele de Pascale – vengono accolte le nostre istanze in merito a un tema importante per la valorizzazione e riqualificazione della Darsena, vicenda al centro del dibattito anche durante la scorsa campagna elettorale. Da domani siamo disponibili a metterci subito al lavoro per condividere con l’azienda tutte le possibili soluzioni per salvaguardare i lavoratori, individuando insieme le eventuali aree produttive già oggi idonee per la delocalizzazione dell’impianto, sempre nell’assoluta tutela del territorio».

Al fine di fornire una comunicazione adeguata sull’esito della procedura, il sindaco incontrerà i cittadini venerdì 17 marzo alle ore 18 presso il quartiere Darsena.

Arriva per la prima volta alla Bassona il Festival naturista, tra musica e giochi

Al camping Classe, aperto a tutti «grandi e piccoli» e gay friendly

Approda quest’anno a Lido di Dante, il “Festival naturista”, giunto alla quarta edizione. Dopo Capalbio, Marina di Camerota e Orbetello, l’appuntamento avrà per scenario dal 25 al 28 maggio la spiaggia della Bassona, nell’area del Parco naturale del Delta del Po, e sarà ospitato nel camping Classe FKK, la sigla internazionale della comunità naturista. L’edizione 2017 è realizzata con l’Aner, Associazione naturista emiliano-romagnola.

“Un altro corpo è possibile” è il tema costante del Festival, che propone «la ricerca di una dimensione del corpo libera non solo dai vestiti, ma anche dai condizionamenti estetici e culturali imposti dalla società dei consumi», ed è dedicato «a tutti coloro che hanno sposato o intendono avvicinarsi al naturismo e alla sua filosofia di vita, le associazioni o i gruppi nudo-naturisti e le singole persone che danno forza e vitalità al nudo naturismo italiano».

In programma danze e balli, musica, teatro e arte sotto le stelle. Ma anche giochi in spiaggia, escursioni, seminari e cultura naturista, «in veste rigorosamente adamitica». All’Aner sarà conferito il premio “Naturisti dell’anno 2017”, «per l’intensa, tenace e costante attività di promozione e divulgazione del naturismo a tutti i livelli, conseguendo, peraltro, l’ottenimento della prima legge naturista regionale italiana».
Per sua stessa natura il festival è aperto a tutti «e prescinde dalle appartenenze politiche, associative, ideologiche e religiose. Il Festival rifugge l’omofobia ed è gay friendly. È un evento per tutti, grandi e piccoli, single e famiglie».

Info su www.festivalnaturista.it e www.naturaner.it.

Fonte Ansa.it

La Bunge Romagna In Volley si qualifica per la fase finale della Boy League

L’Under 14 allenata da Minguzzi e Forte si è guadagnata l’accesso alle finali nazionali, dove parteciperà come squadra campione uscente, in programma a Cesenatico dal 31 marzo al 2 aprile

Battendo la Revivre Milano e il Gi Group Monza nella terza e ultima tappa a gironi della Boy League disputata ieri a Ravenna, la Bunge Cmc Romagna in Volley Ravenna si è guadagnata l’accesso alle finali nazionali, dove parteciperà come squadra campione uscente. Nella palestra ‘Montanari’ il sestetto guidato dai tecnici Valerio Minguzzi e Fabio Forte partiva dal terzo posto, frutto dei risultati conseguiti nei due precedenti concentramenti disputati a Monza e Segrate (due vittorie e due sconfitte). La qualificazione alla fase finale della manifestazione Under 14 organizzata dalla Legavolley è arrivata al termine di due partite vinte entrambe 2-1, grazie peraltro al contributo di tutti i componenti della rosa. Nella prima la Bunge Cmc Romagna in Volley Ravenna ha sconfitto Milano, aggiudicandosi le prime due frazioni e cedendo la terza, nella seconda il Gi Group al termine di un match molto equilibrato (vinti il primo e terzo periodo).

L’organico della Bunge Cmc Romagna In Volley

La classifica finale del girone di qualificazione di Boy League vede quindi Monza piazzarsi al primo posto con 10 punti, Ravenna seconda con 9, Milano terza a quota 8. La Bunge Cmc Romagna In Volley accede così alle finali nazionali in programma a Cesenatico dal 31 marzo al 2 aprile, manifestazione che vedrà la partecipazione delle migliori otto formazioni dei gironi preliminari: la formula prevede due gruppi da quattro squadre, con le prime due classificate che si qualificano alle semifinali e alle finali per il primo e il terzo posto. “Siamo contentissimi di aver raggiunto questo obiettivo – spiega il tecnico Valerio Minguzzisfruttando finalmente un calendario a nostro favore. Siamo scesi in campo per divertirci, tranquilli e sereni, e il resto è venuto da sé, disputando due partite quasi perfette. È stato fondamentale vincere i primi due set contro Milano, poi nel terzo è arrivato l’unico black out del concentramento. Il successo di Monza contro la Revivre ha fatto il resto e quindi nell’ultimo match contro il Gi Group abbiamo chiuso la pratica qualificazione aggiudicandoci la prima frazione. Sono soddisfatto delle prestazioni dei miei ragazzi, che dalla seconda tappa hanno dimostrato di essere molto cresciuti soprattutto a livello mentale. A fine marzo ci aspetta questa nuova esperienza e lo facciamo da detentori del titolo. Non sarà facile, perché ci sono avversari davvero forti, ma ce la metteremo tutta per raggiungere il miglior risultato possibile”.

 

Il gruppo di Minguzzi e Forte è composto dai ragazzi 2003 e 2004 di Porto Robur Costa e Volley Club Cesena, più due baby della Dinamo Bellaria: si tratta degli opposti Luca Boscherini e Noah Calisesi, dei centrali Alessandro Bovolenta, Lorenzo Perrone, Giovanni Santoni e Filippo Evangelisti, dei palleggiatori Lorenzo Gridelli, Mattia Massaro e Lorenzo Monti e dagli schiacciatori Mattia Orioli, Lorenzo Tomassini, Giulio Valeriani, Marco Zoli e Andrea Armellini. Luca Casadio, presidente del Porto Robur Costa, e Maurizio Morganti, presidente del consorzio Romagna in Volley che consta di 2.300 atleti ed 11 associazioni in Romagna (fra cui anche il sodalizio ravennate), hanno commentato con favore ed entusiasmo il prestigioso traguardo raggiunto per l’ennesima volta: “L’impresa dei nostri ragazzi è la conferma del grande lavoro di valorizzazione dei giovani talenti del territorio, impiegando, è bene sottolinearlo, ingenti risorse professionali e materiali. Ed è una valorizzazione che, lo diciamo con orgoglio, si protrae da anni. Va infatti ricordato che nella passata stagione proprio la nostra formazione Under 14 ha vinto lo scudetto. Senza dimenticare inoltre che l’accesso alla fase finale è stato centrato per il quarto anno consecutivo”.

Al Pala De André la fiera della coop Spiagge che apre la stagione balneare

Una due giorni dedicata alle attività turistiche e ai pubblici esercizi

Venerdì 10 e sabato 11 marzo a Ravenna al Pala De Andrè, la Cooperativa Spiagge Ravenna ripropone un appuntamento tradizionale diventato tappa obbligata e partecipata per la categoria (ma non solo) e che segna l’anteprima per l’apertura della prossima stagione turistica.

Una due giorni densa di appuntamenti e incontri rivolti alle attività balneari, turistiche e dei pubblici esercizi e per presentare le novità per la stagione.

La Fiera dei balneari aprirà venerdì 10 alle ore 9 con la cerimonia di inaugurazione.
Al taglio del nastro, fino ad ora, insieme ai dirigenti della Cooperativa hanno garantito la presenza: il presidente della Regione Stefano Bonaccini, L’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini, il prefetto di Ravenna Francesco Russo, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, l’onorevole Sergio Pizzolante, la consigliera regionale Manuela Rontini, l’assessore comunale al Turismo Giacomo Costantini, il presidente della Proloco di Porto Corsini e i presidenti e dirigenti delle associazioni di categoria del turismo.

A seguire visita agli stand degli espositori convenzionati per la stagione 2017 dalla Commissione Acquisti della Cooperativa Spiagge.

In successione le premiazioni di Mosaico in Tour e diversi corsi che si terranno per tutte e due le giornate insieme alla presentazione di alcuni progetti che riguardano la categoria.

Le ditte dei fornitori degli stabilimenti balneari convenzionate con la Cooperativa esporranno prodotti e saranno a disposizione per i contatti con gli operatori.

La fiera è dedicata anche alle attività turistiche, bar, ristoranti, pizzerie, alberghi e pubblici esercizi.

Al Pala De André la fiera della coop Spiagge che apre la stagione balneare

Una due giorni dedicata alle attività turistiche e ai pubblici esercizi

Venerdì 10 e sabato 11 marzo a Ravenna al Pala De Andrè, la Cooperativa Spiagge Ravenna ripropone un appuntamento tradizionale diventato tappa obbligata e partecipata per la categoria (ma non solo) e che segna l’anteprima per l’apertura della prossima stagione turistica.

Una due giorni densa di appuntamenti e incontri rivolti alle attività balneari, turistiche e dei pubblici esercizi e per presentare le novità per la stagione.

La Fiera dei balneari aprirà venerdì 10 alle ore 9 con la cerimonia di inaugurazione.
Al taglio del nastro, fino ad ora, insieme ai dirigenti della Cooperativa hanno garantito la presenza: il presidente della Regione Stefano Bonaccini, L’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini, il prefetto di Ravenna Francesco Russo, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, l’onorevole Sergio Pizzolante, la consigliera regionale Manuela Rontini, l’assessore comunale al Turismo Giacomo Costantini, il presidente della Proloco di Porto Corsini e i presidenti e dirigenti delle associazioni di categoria del turismo.

A seguire visita agli stand degli espositori convenzionati per la stagione 2017 dalla Commissione Acquisti della Cooperativa Spiagge.

In successione le premiazioni di Mosaico in Tour e diversi corsi che si terranno per tutte e due le giornate insieme alla presentazione di alcuni progetti che riguardano la categoria.

Le ditte dei fornitori degli stabilimenti balneari convenzionate con la Cooperativa esporranno prodotti e saranno a disposizione per i contatti con gli operatori.

La fiera è dedicata anche alle attività turistiche, bar, ristoranti, pizzerie, alberghi e pubblici esercizi.

«I bimbi della materna respirano amianto Se ne attende la rimozione da un anno»

Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna chiede lumi al sindaco

L’11 marzo di un anno fa Nicola Grandi, consigliere comunale di Lista per Ravenna, chiese al sindaco di verificare la presenza di eternit sul tetto di un grande condominio di via Canalazzo 73, a Ravenna, di fianco alla scuola dell’infanzia statale Gioco e Imparo. E, nel caso, se rispettasse le norme volte a scongiurare l’eventuale dispersione nell’aria di fibre di amianto, la cui inalazione nei polmoni può provocare notoriamente gravi malattie, anche cancerogene.

Il 22 marzo il Comune rispose che la segnalazione era stata trasmessa all’Ausl “per le verifiche di competenza”. A distanza di quattro mesi, siccome nulla nel frattempo si era mosso, il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi presentò una nuova interrogazione al sindaco. «Il 22 settembre – ricorda direttamente Ancisi in una nota inviata alla stampa – egli mi rispose che già il 1° aprile l’Ausl aveva effettuato un sopralluogo sul posto, chiedendo poi all’amministratore del condominio una certificazione, con corredo fotografico, sottoscritta da un tecnico incaricato, sullo “stato di conservazione dei materiali posti a copertura dell’edificio”: a seguito di questa documentazione, la stessa Ausl, “valutate le caratteristiche dell’edificio (estensione ed altezza)” e “preso atto del deterioramento delle lastre con presenza di alcune rotture e del contesto in cui il fabbricato è collocato”, chiese il 21 luglio al Comune di emettere un’“ordinanza che imponga alla proprietà di rimuovere la copertura di cemento armato del condominio entro sei mesi”». L’ordinanza fu emessa il 26 luglio. L’Ausl stessa e il comando di Polizia municipale furono incaricati di controllarne l’osservanza. «Dalle famiglie in loco – conclude Ancisi – è stato riferito a Lista per Ravenna che le lastre deteriorate sono ancora là, sul tetto del condominio. Ricorrendo il prossimo 11 marzo un anno dalla segnalazione di Lista per Ravenna, pare doveroso chiederne ragione al sindaco».

«I bimbi della materna respirano amianto Se ne attende la rimozione da un anno»

Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna chiede lumi al sindaco

L’11 marzo di un anno fa Nicola Grandi, consigliere comunale di Lista per Ravenna, chiese al sindaco di verificare la presenza di eternit sul tetto di un grande condominio di via Canalazzo 73, a Ravenna, di fianco alla scuola dell’infanzia statale Gioco e Imparo. E, nel caso, se rispettasse le norme volte a scongiurare l’eventuale dispersione nell’aria di fibre di amianto, la cui inalazione nei polmoni può provocare notoriamente gravi malattie, anche cancerogene.

Il 22 marzo il Comune rispose che la segnalazione era stata trasmessa all’Ausl “per le verifiche di competenza”. A distanza di quattro mesi, siccome nulla nel frattempo si era mosso, il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi presentò una nuova interrogazione al sindaco. «Il 22 settembre – ricorda direttamente Ancisi in una nota inviata alla stampa – egli mi rispose che già il 1° aprile l’Ausl aveva effettuato un sopralluogo sul posto, chiedendo poi all’amministratore del condominio una certificazione, con corredo fotografico, sottoscritta da un tecnico incaricato, sullo “stato di conservazione dei materiali posti a copertura dell’edificio”: a seguito di questa documentazione, la stessa Ausl, “valutate le caratteristiche dell’edificio (estensione ed altezza)” e “preso atto del deterioramento delle lastre con presenza di alcune rotture e del contesto in cui il fabbricato è collocato”, chiese il 21 luglio al Comune di emettere un’“ordinanza che imponga alla proprietà di rimuovere la copertura di cemento armato del condominio entro sei mesi”». L’ordinanza fu emessa il 26 luglio. L’Ausl stessa e il comando di Polizia municipale furono incaricati di controllarne l’osservanza. «Dalle famiglie in loco – conclude Ancisi – è stato riferito a Lista per Ravenna che le lastre deteriorate sono ancora là, sul tetto del condominio. Ricorrendo il prossimo 11 marzo un anno dalla segnalazione di Lista per Ravenna, pare doveroso chiederne ragione al sindaco».

A Ravenna nasce il primo gel per pulire le opere d’arte atossico e biodegradabile

Tre ricercatrici impegnate in un progetto innovativo, già testato

La sede universitaria di Ravenna è protagonista di un innovativo progetto di ricerca applicata che vede l’ideazione e la realizzazione di un prodotto per la pulitura delle opere d’arte che presenta la novità assoluta di essere completamente biodegradabile, ecosostenibile e soprattutto non dannoso per la salute dell’uomo e per l’ambiente.

Il prodotto consiste in una miscela di biopolimeri biodegradabili che si possono produrre da scarti di varia natura a basso costo, uniti a solventi modulabili in funzione delle specifiche esigenze di pulitura, ad esempio a seconda del differente materiale da rimuovere.

L’aspetto innovativo è rappresentato dal fatto che si tratta di un prodotto che mancava sul mercato dei beni culturali, in grado di andare a sostituire le sostanze tossiche finora utilizzate per la delicata fase di rimozione di incrostazioni, macchie e alterazioni cromatiche dall’opera d’arte.

Non a caso l’idea è nata da un’esigenza concreta, emersa nell’ambiente della conservazione e del restauro dei beni culturali, da richieste specifiche dei restauratori che cercavano alternative alle metodologie tradizionali finora utilizzate.

Il progetto è frutto della collaborazione di 3 laboratori universitari: 2 centri di ricerca attivi sul territorio ravennate (uno applicato ai beni culturali e uno di scienze ambientali noti per le loro ricerche nell’ambito della chimica applicata ai beni culturali e della chimica sostenibile) e un importante centro per lo studio dei materiali con sede a Bologna.

La ricerca ha visto protagoniste tre giovani ricercatrici: Giorgia Sciutto, del Dipartimento di Chimica ‘Giacomo Ciamician’, Laboratorio di microchimica e microscopia applicata ai beni culturali; Chiara Samorì, del Dipartimento di Chimica ‘Giacomo Ciamician’ e del CIRI Energia Ambiente; Laura Mazzocchetti, del Dipartimento di Chimica Industriale ‘Toso Montanari’, CIRI-MAM (Meccanica Avanzata e Materiali).

L’idea convoglierà in un progetto che parteciperà al bando Alma Idea Grant – Linea d’intervento Junior, dell’Ateneo di Bologna.

I gel, prodotti con diverse formulazioni, sono stati testati su opere d’arte importanti quali la statua della fontana del Nettuno, a Bologna; il dipinto di Cimabue esposto nella basilica di Santa Maria dei Servi a Bologna.

Il prodotto ha raccolto fin da subito forte interesse: sono in corso diverse collaborazioni con noti istituti di restauro italiani. Anche le aziende e il mondo produttivo non del settore hanno segnalato il loro interesse: in questo caso è la possibilità di produrre biopolimeri biodegradabili a catturare l’attenzione.

A Ravenna nasce il primo gel per pulire le opere d’arte atossico e biodegradabile

Tre ricercatrici impegnate in un progetto innovativo, già testato

La sede universitaria di Ravenna è protagonista di un innovativo progetto di ricerca applicata che vede l’ideazione e la realizzazione di un prodotto per la pulitura delle opere d’arte che presenta la novità assoluta di essere completamente biodegradabile, ecosostenibile e soprattutto non dannoso per la salute dell’uomo e per l’ambiente.

Il prodotto consiste in una miscela di biopolimeri biodegradabili che si possono produrre da scarti di varia natura a basso costo, uniti a solventi modulabili in funzione delle specifiche esigenze di pulitura, ad esempio a seconda del differente materiale da rimuovere.

L’aspetto innovativo è rappresentato dal fatto che si tratta di un prodotto che mancava sul mercato dei beni culturali, in grado di andare a sostituire le sostanze tossiche finora utilizzate per la delicata fase di rimozione di incrostazioni, macchie e alterazioni cromatiche dall’opera d’arte.

Non a caso l’idea è nata da un’esigenza concreta, emersa nell’ambiente della conservazione e del restauro dei beni culturali, da richieste specifiche dei restauratori che cercavano alternative alle metodologie tradizionali finora utilizzate.

Il progetto è frutto della collaborazione di 3 laboratori universitari: 2 centri di ricerca attivi sul territorio ravennate (uno applicato ai beni culturali e uno di scienze ambientali noti per le loro ricerche nell’ambito della chimica applicata ai beni culturali e della chimica sostenibile) e un importante centro per lo studio dei materiali con sede a Bologna.

La ricerca ha visto protagoniste tre giovani ricercatrici: Giorgia Sciutto, del Dipartimento di Chimica ‘Giacomo Ciamician’, Laboratorio di microchimica e microscopia applicata ai beni culturali; Chiara Samorì, del Dipartimento di Chimica ‘Giacomo Ciamician’ e del CIRI Energia Ambiente; Laura Mazzocchetti, del Dipartimento di Chimica Industriale ‘Toso Montanari’, CIRI-MAM (Meccanica Avanzata e Materiali).

L’idea convoglierà in un progetto che parteciperà al bando Alma Idea Grant – Linea d’intervento Junior, dell’Ateneo di Bologna.

I gel, prodotti con diverse formulazioni, sono stati testati su opere d’arte importanti quali la statua della fontana del Nettuno, a Bologna; il dipinto di Cimabue esposto nella basilica di Santa Maria dei Servi a Bologna.

Il prodotto ha raccolto fin da subito forte interesse: sono in corso diverse collaborazioni con noti istituti di restauro italiani. Anche le aziende e il mondo produttivo non del settore hanno segnalato il loro interesse: in questo caso è la possibilità di produrre biopolimeri biodegradabili a catturare l’attenzione.

Ruba le caramelle al bar della stazione: denunciato un 19enne

Il giovane ha finito di mangiarle nonostante l’arrivo della polizia

Ha rubato più volte pacchetti di caramelle e gomme da masticare esposte al bar della stazione di Ravenna e a nulla sono valsi i tentativi del barsita di farlo desistere. Così il titolare ha chiamato gli agenti della polizia ferroviaria che hanno fermato e identificato il giovane. Si tratta di un 19enne ravennate che dopo l’arrivo della polizia ha finito di mangiare le caramelle sulla porta del bar, con la massima calma, prima di seguire gli agenti negli uffici di polizia, dove è stato denunciato.

Camera di Commercio: formazione gratuita per 34 donne vittime di violenza  

Primo esperimento in Italia, grazie a Cif e Tavolo di Conciliazione  

Grazie al coordinamento del Cif-Comitato dell’imprenditoria femminile della Camera di commercio di Ravenna e del Tavolo Conciliazione lavoro e salute della provincia di Ravenna, per la prima volta in Italia nove associazioni (Confartigianato, Confesercenti, Cna, Confcommercio, Confimi, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil) hanno firmato nella sede della Camera di Commercio di Ravenna un protocollo d’intesa per dare la possibilità a 34 donne che hanno subìto violenza di fare formazione in forma gratuita. I corsi riguarderanno principalmente la sicurezza nei luoghi di lavoro e verranno svolti all’interno delle associazioni che hanno aderito al progetto.

Natalino Gigante, presidente della Camera di commercio, ha introdotto l’incontro, sintesi del lavoro degli ultimi mesi, rammentando che nella provincia di Ravenna esiste uno “zoccolo duro” di imprese femminili (il 26-27%, in linea con la media nazionale), con imprenditrici che sanno accostare alle capacità e competenze professionali «una straordinaria caparbietà e un notevole buon senso».

«Con questo protocollo – ha dichiarato Chiara Roncuzzi, presidente del Cif – il mondo delle imprese si avvicina a quello sociale con un atto pratico di aiuto e sostegno». L’iniziativa è nata sulla base della necessità di formazione evidenziata dai tre centri antiviolenza del nostro territorio – Linea Rosa di Ravenna, Sos Donna di Faenza, Demetra Donne in aiuto di Lugo  – che sperano in questo modo di poter inserire queste donne all’interno dei tirocini formativi stanziati dalla Regione Emilia-Romagna, consentendo o almeno facilitando il loro ingresso nel mondo del lavoro.

La consigliera di parità della Provincia di Ravenna Sonia Alvisi, presidente del Tavolo Conciliazione lavoro e salute, e Antonella Bianchi, a nome dei centri antiviolenza locali, hanno sottolineato che «finalmente è stato siglato un protocollo fattivo e non solo di buoni intenti». Un incontro di verifica dei risultati ottenuti è previsto ad ottobre. L’auspicio è che questo progetto (della durata di un anno dalla sottoscrizione, ma suscettibile di proroga), possa fungere da esempio per altri territorio italiani.

Camera di Commercio: formazione gratuita per 34 donne vittime di violenza  

Primo esperimento in Italia, grazie a Cif e Tavolo di Conciliazione  

Grazie al coordinamento del Cif-Comitato dell’imprenditoria femminile della Camera di commercio di Ravenna e del Tavolo Conciliazione lavoro e salute della provincia di Ravenna, per la prima volta in Italia nove associazioni (Confartigianato, Confesercenti, Cna, Confcommercio, Confimi, Confindustria, Cgil, Cisl e Uil) hanno firmato nella sede della Camera di Commercio di Ravenna un protocollo d’intesa per dare la possibilità a 34 donne che hanno subìto violenza di fare formazione in forma gratuita. I corsi riguarderanno principalmente la sicurezza nei luoghi di lavoro e verranno svolti all’interno delle associazioni che hanno aderito al progetto.

Natalino Gigante, presidente della Camera di commercio, ha introdotto l’incontro, sintesi del lavoro degli ultimi mesi, rammentando che nella provincia di Ravenna esiste uno “zoccolo duro” di imprese femminili (il 26-27%, in linea con la media nazionale), con imprenditrici che sanno accostare alle capacità e competenze professionali «una straordinaria caparbietà e un notevole buon senso».

«Con questo protocollo – ha dichiarato Chiara Roncuzzi, presidente del Cif – il mondo delle imprese si avvicina a quello sociale con un atto pratico di aiuto e sostegno». L’iniziativa è nata sulla base della necessità di formazione evidenziata dai tre centri antiviolenza del nostro territorio – Linea Rosa di Ravenna, Sos Donna di Faenza, Demetra Donne in aiuto di Lugo  – che sperano in questo modo di poter inserire queste donne all’interno dei tirocini formativi stanziati dalla Regione Emilia-Romagna, consentendo o almeno facilitando il loro ingresso nel mondo del lavoro.

La consigliera di parità della Provincia di Ravenna Sonia Alvisi, presidente del Tavolo Conciliazione lavoro e salute, e Antonella Bianchi, a nome dei centri antiviolenza locali, hanno sottolineato che «finalmente è stato siglato un protocollo fattivo e non solo di buoni intenti». Un incontro di verifica dei risultati ottenuti è previsto ad ottobre. L’auspicio è che questo progetto (della durata di un anno dalla sottoscrizione, ma suscettibile di proroga), possa fungere da esempio per altri territorio italiani.

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