mercoledì
22 Aprile 2026

Un parco letterario dedicato a Dante «per un turismo colto di massa»

Nuovo presidente è Ivan Simonini. Tra le proposte in campo l’allargamento della zona dantesca di Ravenna

Prende forma il Parco letterario dedicato a Dante a Ravenna. L’iniziativa nacque nel 2014 su impulso della cooperativa Mec di Ravenna con Società Dante Alighieri di Roma e srl Paesaggio Culturale Italiano per creare percorsi legati alla presenza di Dante in Romagna. Col rinnovo del comitato scientifico si dà nuovo impulso alla creazione del parco. Nuovo presidente è Ivan Simonini.
«Il parco – spiega – è un treno che viaggia su due binari, culturale e turistico. L’obiettivo è costruire un turismo colto di massa».

Tra le proposte l’allargamento della zona dantesca, trasformando il palazzo della Provincia in “Casa di Dante”; rivisitazione della toponomastica, intitolando una strada a Jacopo Alighieri, il figlio che raccolse gli ultimi 13 canti del Paradiso; ricostruzione del volto del poeta; valorizzazione delle “case di Dante”; creazione di un percorso legato a Pier Damiani, il santo del XXI canto del Paradiso tra Ravenna, Pomposa (Ferrara), Fonte Avellana (Pesaro-Urbino) e Camaldoli (Arezzo). (Fonte Ansa.it)

Un parco letterario dedicato a Dante «per un turismo colto di massa»

Nuovo presidente è Ivan Simonini. Tra le proposte in campo l’allargamento della zona dantesca di Ravenna

Prende forma il Parco letterario dedicato a Dante a Ravenna. L’iniziativa nacque nel 2014 su impulso della cooperativa Mec di Ravenna con Società Dante Alighieri di Roma e srl Paesaggio Culturale Italiano per creare percorsi legati alla presenza di Dante in Romagna. Col rinnovo del comitato scientifico si dà nuovo impulso alla creazione del parco. Nuovo presidente è Ivan Simonini.
«Il parco – spiega – è un treno che viaggia su due binari, culturale e turistico. L’obiettivo è costruire un turismo colto di massa».

Tra le proposte l’allargamento della zona dantesca, trasformando il palazzo della Provincia in “Casa di Dante”; rivisitazione della toponomastica, intitolando una strada a Jacopo Alighieri, il figlio che raccolse gli ultimi 13 canti del Paradiso; ricostruzione del volto del poeta; valorizzazione delle “case di Dante”; creazione di un percorso legato a Pier Damiani, il santo del XXI canto del Paradiso tra Ravenna, Pomposa (Ferrara), Fonte Avellana (Pesaro-Urbino) e Camaldoli (Arezzo). (Fonte Ansa.it)

Un parco letterario dedicato a Dante «per un turismo colto di massa»

Nuovo presidente è Ivan Simonini. Tra le proposte in campo l’allargamento della zona dantesca di Ravenna

Prende forma il Parco letterario dedicato a Dante a Ravenna. L’iniziativa nacque nel 2014 su impulso della cooperativa Mec di Ravenna con Società Dante Alighieri di Roma e srl Paesaggio Culturale Italiano per creare percorsi legati alla presenza di Dante in Romagna. Col rinnovo del comitato scientifico si dà nuovo impulso alla creazione del parco. Nuovo presidente è Ivan Simonini.
«Il parco – spiega – è un treno che viaggia su due binari, culturale e turistico. L’obiettivo è costruire un turismo colto di massa».

Tra le proposte l’allargamento della zona dantesca, trasformando il palazzo della Provincia in “Casa di Dante”; rivisitazione della toponomastica, intitolando una strada a Jacopo Alighieri, il figlio che raccolse gli ultimi 13 canti del Paradiso; ricostruzione del volto del poeta; valorizzazione delle “case di Dante”; creazione di un percorso legato a Pier Damiani, il santo del XXI canto del Paradiso tra Ravenna, Pomposa (Ferrara), Fonte Avellana (Pesaro-Urbino) e Camaldoli (Arezzo). (Fonte Ansa.it)

Spaccata al bar col furgone appena rubato. Ma poi scappano a mani vuote  

I carabinieri sventano un colpo a Sant’Antonio

Prima hanno rubato un autocarro, poi lo hanno usato come ariete per infrangere la vetrata del bar Claudia, a Sant’Antonio di Ravenna. I malviventi sono poi entrati nel locale per asportare le macchinette cambia monete. Ma il rumore provocato dalla spaccata ha attirato l’attenzione dei vicini che hanno chiamato il 112: i carabinieri, già in zona per una serie di controlli, sono quindi giunti velocemente al bar, facendo scappare i ladri a piedi – e a mani vuote – nelle campagne circostanti. Sono riusciti a fare perdere completamente le loro tracce, ma indagini sono in corso.

«Regione e Comune non trovano soluzioni per riattivare pediatria a Faenza ma li trovano per progetti sui nomadi?»

Interviene sulla questione il consigliere regionale della Lega Nord Andrea Liverani.

«Apprendiamo da un comunicato stampa dell’assessore regionale al Welfare che il progetto faentino per accedere ai fondi della legge sul superamento dei campi nomadi di grandi dimensioni è stato approvato. La Regione e il Comune di Faenza, ambedue a guida Pd, non riescono a trovare fondi e soluzioni adeguate per riattivare un servizio primario per i bambini faentini, come nel caso della pediatria, ma quando si tratta di riempire le tasche di associazioni, alle quali quasi certamente l’Amministrazione manfreda affiderà la questione rom, le risorse economiche ci sono ed anche in misura rilevante». Interviene sulla questione (vedi correlati) il consigliere regionale della Lega Nord Andrea Liverani.

«La legge prevede la creazione di microaree pubbliche e private, queste ultime autofinanziate dai nuclei che si insediano, o agevolare la scelta di abitazioni tradizionali. Sicuramente nel caso di Faenza lo scopo di questo progetto è la continuazione della politica intrapresa dall’Amministrazione manfreda nell’assegnazione di case alle famiglie rom. Mi preme sottolineare che ogni progetto ammesso a contributo viene finanziato all’80 percento dalla Regione ed il restante sarà a carico dei faentini, anche se la richiesta viene fatta in conto e per nome dell’Unione della Romagna faentina. Siamo curiosi di sapere se questi fondi siano indirizzati solo alle soluzioni abitative oppure comprendono anche la scolarizzazione, la formazione professionale e l’inserimento lavorativo».

«Regione e Comune non trovano soluzioni per riattivare pediatria a Faenza ma li trovano per progetti sui nomadi?»

Interviene sulla questione il consigliere regionale della Lega Nord Andrea Liverani.

«Apprendiamo da un comunicato stampa dell’assessore regionale al Welfare che il progetto faentino per accedere ai fondi della legge sul superamento dei campi nomadi di grandi dimensioni è stato approvato. La Regione e il Comune di Faenza, ambedue a guida Pd, non riescono a trovare fondi e soluzioni adeguate per riattivare un servizio primario per i bambini faentini, come nel caso della pediatria, ma quando si tratta di riempire le tasche di associazioni, alle quali quasi certamente l’Amministrazione manfreda affiderà la questione rom, le risorse economiche ci sono ed anche in misura rilevante». Interviene sulla questione (vedi correlati) il consigliere regionale della Lega Nord Andrea Liverani.

«La legge prevede la creazione di microaree pubbliche e private, queste ultime autofinanziate dai nuclei che si insediano, o agevolare la scelta di abitazioni tradizionali. Sicuramente nel caso di Faenza lo scopo di questo progetto è la continuazione della politica intrapresa dall’Amministrazione manfreda nell’assegnazione di case alle famiglie rom. Mi preme sottolineare che ogni progetto ammesso a contributo viene finanziato all’80 percento dalla Regione ed il restante sarà a carico dei faentini, anche se la richiesta viene fatta in conto e per nome dell’Unione della Romagna faentina. Siamo curiosi di sapere se questi fondi siano indirizzati solo alle soluzioni abitative oppure comprendono anche la scolarizzazione, la formazione professionale e l’inserimento lavorativo».

L’azienda straniera operava in Italia ma per il fisco non esisteva: evasi 3,2 milioni

La ditta del settore carpenteria attiva da anni con un fatturato di 6 milioni di euro. Denunciato un uomo

In Italia svolgeva da anni attività nel settore della carpenteria metallica dalla sede di Ravenna ma la società romena era del tutto ignota al fisco italiano: la guardia di finanza ha concluso un’operazione di contrasto all’evasione fiscale internazionale individuando un fatturato di 6 milioni di euro e redditi per 4,6 milioni di euro per un totale di 3,2 milioni di imposte evase. Al termine degli accertamenti, il responsabile dell’organizzazione occulta è stato denunciato ed è stato eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dell’importo oggetto dell’evasione fiscale.

La struttura ravennate era dotata di autonomi compiti gestionali ed amministrativi, procacciava clienti ed acquisiva commesse sul territorio nazionale, senza tuttavia dichiarare al Fisco i relativi utili conseguiti in Italia. L’accesso delle Fiamme Gialle alla sede operativa a Ravenna, l’esame della relativa documentazione bancaria e l’effettuazione di mirati controlli dai clienti italiani della stessa, hanno consentito di ricostruire il consistente volume d’affari conseguito in Italia.

Nei giorni scorsi i militari della guardia di finanza, che hanno rinvenuto l’intera somma evasa sui rapporti finanziari intestati al titolare della stabile organizzazione dell’impresa estera, procedendo così al sequestro nei suoi confronti di disponibilità finanziarie per oltre 3,2 milioni di euro.

Allarme termiti: il Comune prepara la disinfestazione di un focolaio  

L’amministrazione comunale invita i cittadini a segnalare immediatamente, all’atto della constatazione, ogni presenza, anche solo sospetta

Un focolaio di termini infesta alcune aree di via Martiri Santagatesi, strada provinciale Bastia e via della Repubblica a Sant’Agata sul Santerno. La presenza degli insetti è stata accertata a seguito di verifiche e sopralluoghi da parte dei tecnici comunali e specializzati nel settore: proprio il Comune ha reso noto la circostanza e comunicato di aver emesso un’apposita ordinanza, contenente tutte le misure precauzionali e preventive necessarie per impedire il diffondersi dell’infestazione e permettere quindi una tempestiva ed efficace bonifica delle zone colpite.

Si tratta di termiti della specie Reticulitermes urbis, valutata particolarmente aggressiva e in grado di distruggere qualsiasi tipo di legname (infissi, porte, finestre, eccetera), compresi gli elementi di sostegno dei fabbricati come le travi dei solai, gli architravi, i pilastri di legno, eccetera: «La presenza di un focolaio di termiti non si manifesta con segni visibili dall’esterno; in assenza di una adeguata prevenzione, l’attività dell’insetto finisce col manifestarsi solo quando i danni sono ormai in stato avanzato tanto da risultare irreparabili, causando seri problemi strutturali agli edifici infestati quali la riduzione della sezione effettiva utile e resistente dell’anima delle travi e dei solai, degli architravi e degli altri elementi lignei (infissi, rivestimenti, pavimenti)».

L’amministrazione comunale invita i cittadini a segnalare immediatamente, all’atto della constatazione, ogni presenza, anche solo sospetta, di termiti o del segno della loro attività, in aree del territorio comunale diverse da quelle già individuate quali zone con presenza di termiti. Una ditta specializzata incaricata dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna effettuerà visite gratuite presso le aree private del Comune mediante tecnico biologo/entomologo, nel caso in cui i cittadini segnalino il sospetto/la presenza di termiti, anche al fine di fornire indicazioni e consigli su come affrontare il problema. I proprietari degli immobili che insistono sulle aree interessate dall’ordinanza sono stati convocati dall’amministrazione comunale per un apposito incontro di approfondimento, in cui verranno illustrate tutte le misure da adottare.

Il Comune di Cervia affida la gestione del porto turistico a Servimar per un anno

Assegnazione transitoria per avere piena operatività nella stagione estiva e preparare il bando di affidamento pluriennale

Per i prossimi dodici mesi la gestione del porto turistico di Cervia sarà affidata alla dittà cervese Servimar. Si è conclusa oggi, 10 febbraio, in seduta pubblica la procedura per l’affidamento del marina: la gara, per la quale hanno presentato offerta due concorrenti, è stata aggiudicata alla ditta «che ha presentato il progetto qualitativamente più valido», scrive il Comune. Nei prossimi dodici mesi l’amministrazione produrrà il bando per la gestione pluriennale che possa rilanciare gli investimenti.

Il sindaco Luca Coffari: «Aver aggiudicato la gestione transitoria è un atto importante, che pone le basi fin da subito per una buona gestione del servizio per gli utenti in vista anche della prossima stagione estiva. A prescindere dal vincitore del bando, l’esito di tale procedura è un atto fondamentale frutto del sostegno unanime della città, nato dall’unità speciale del Comune “Marina di Cervia” che con abnegazione e competenza ha lavorato per restituire legalità e buona gestione ad un bene pubblico, qual è il porto turistico. Colgo l’occasione per ringraziare i dipendenti del Comune e della polizia municipale che insieme a me hanno gestito questa delicata e complessa procedura che seguiranno ancora il contenzioso, denunce personali e relative indagini scaturenti dal contenzioso con Marina di Cervia. Auguro al nuovo gestore buon lavoro».

I carabinieri scoprono un lavoratore in nero e chiudono l’autolavaggio

Anche 3.500 euro di multa per una ditta individuale di Ravenna

I carabinieri hanno chiuso un autolavaggio di Ravenna per lavoro nero. A conclusione di un’ispezione è stata infatti sospesa l’attività imprenditoriale a una ditta individuale per aver occupato un lavoratore (su cinque) senza alcun tipo di contratto. Sono state anche elevate sanzioni amministrative per complessivi 3.500 euro.

Ora l’annuncio: grandi mostre al Mar solo ogni due anni. E più spazio alla fotografia

L’assessore: «Un museo non è solo eventi temporanei»

Sta tenendo banco a Ravenna il caso del Mar, il museo d’arte di via di Roma, che per la prima volta dal lontano 2003 quest’anno non ospiterà la tradizionale grande mostra. Dopo la fine dell’era del curatore Claudio Spadoni e il cambio di Amministrazione, il futuro del Mar appare infatti incerto da mesi e il sindaco Michele de Pascale, già poco dopo il suo insediamento, aveva dichiarato l’intenzione di puntare come primo obiettivo al rilancio della Biennale del Mosaico, che si terrà in autunno in una veste totalmente rinnovata, sul modello della manifestazione faentina Argillà. L’opposizione ha per questo motivo attaccato frontalmente la giunta e così la lista Cambierà ha definito come una «bestemmia inaudita» lasciare un museo senza la grande mostra annuale mentre Maurizio Bucci della Pigna ha invitato il Comune a cercare piuttosto privati in grado di rilanciare il Mar e la Loggetta Lombardesca (vedi articoli correlati). E proprio per rispondere a un question time presentato da Bucci è stata in municipio l’assessora alla Cultura Elsa Signorino a confermare la posizione dell’Amministrazione. Nell’occasione ha sottolineato come un museo non sia fatto solo da mostre temporanee, ma anche dalla propria collezione permanente, da valorizzare, e ha ricordato come nel 2017 il Mar grazie a fondi europei sia destinato anche a diventare un luogo di innovazione e sperimentazione tecnologica, sorta di laboratorio aperto alla città e ai più giovani.

Signorino si è anche detta comunque consapevole dell’importanza degli eventi temporanei, promettendo una grande mostra ogni due anni (in alternanza appunto alla Biennale del mosaico), dando quindi appuntamento con la prossima grande mostra nel 2018. Una mostra che non dovrà essere solo di grande rilievo scientifico – ha detto – ma in grado di rivolgersi anche a un vasto pubblico. E accanto a questo il Mar – assicura l’assessore – proporrà altri eventi, sperimentando anche linguaggi artistici diversi, «come ad esempio la grande fotografia». Il Comune, infatti, pare stia già lavorando a un’esposizione dedicata a grandi fotografi ravennati noti nel mondo (da Majoli – immaginiamo – a Malanca, da Masotti a Roversi) (tra i correlati la proposta lanciata anni fa dal fotografo ravennate Luigi Tazzari).

Ora l’annuncio: grandi mostre al Mar solo ogni due anni. E più spazio alla fotografia

L’assessore: «Un museo non è solo eventi temporanei»

Sta tenendo banco a Ravenna il caso del Mar, il museo d’arte di via di Roma, che per la prima volta dal lontano 2003 quest’anno non ospiterà la tradizionale grande mostra. Dopo la fine dell’era del curatore Claudio Spadoni e il cambio di Amministrazione, il futuro del Mar appare infatti incerto da mesi e il sindaco Michele de Pascale, già poco dopo il suo insediamento, aveva dichiarato l’intenzione di puntare come primo obiettivo al rilancio della Biennale del Mosaico, che si terrà in autunno in una veste totalmente rinnovata, sul modello della manifestazione faentina Argillà. L’opposizione ha per questo motivo attaccato frontalmente la giunta e così la lista Cambierà ha definito come una «bestemmia inaudita» lasciare un museo senza la grande mostra annuale mentre Maurizio Bucci della Pigna ha invitato il Comune a cercare piuttosto privati in grado di rilanciare il Mar e la Loggetta Lombardesca (vedi articoli correlati). E proprio per rispondere a un question time presentato da Bucci è stata in municipio l’assessora alla Cultura Elsa Signorino a confermare la posizione dell’Amministrazione. Nell’occasione ha sottolineato come un museo non sia fatto solo da mostre temporanee, ma anche dalla propria collezione permanente, da valorizzare, e ha ricordato come nel 2017 il Mar grazie a fondi europei sia destinato anche a diventare un luogo di innovazione e sperimentazione tecnologica, sorta di laboratorio aperto alla città e ai più giovani.

Signorino si è anche detta comunque consapevole dell’importanza degli eventi temporanei, promettendo una grande mostra ogni due anni (in alternanza appunto alla Biennale del mosaico), dando quindi appuntamento con la prossima grande mostra nel 2018. Una mostra che non dovrà essere solo di grande rilievo scientifico – ha detto – ma in grado di rivolgersi anche a un vasto pubblico. E accanto a questo il Mar – assicura l’assessore – proporrà altri eventi, sperimentando anche linguaggi artistici diversi, «come ad esempio la grande fotografia». Il Comune, infatti, pare stia già lavorando a un’esposizione dedicata a grandi fotografi ravennati noti nel mondo (da Majoli – immaginiamo – a Malanca, da Masotti a Roversi) (tra i correlati la proposta lanciata anni fa dal fotografo ravennate Luigi Tazzari).

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