giovedì
23 Aprile 2026

Dai messaggi su Instagram alla rissa in famiglia con il tentato omicidio

Arrestato un 33enne che ha colpito un parente di 25 anni con un cacciavite

Uno scambio di messaggi via Instagram tra due familiari è degenerato in una rissa a colpi di cacciavite con un ferito e un arresto per tentato omicidio. È il riassunto di quanto accaduto ieri sera, 1 febbraio, a Massa Lombarda. L’intervento delle volanti del commissariato di Lugo è scattato verso le 23 in via Gramsci dopo la segnalazione di una rissa in corso.

Sul posto gli agenti hanno identificato quattro persone, tutte di nazionalità albanese e appartenenti allo stesso nucleo famigliare. Uno di loro, un giovane di 25 anni, sanguinava copiosamente a causa di una ferita al volto. Quest’ultimo ha riferito ai poliziotti che poco prima, durante una colluttazione che ha visto coinvolti tutti i presenti, è stato colpito al volto con un oggetto contundente da un altro suo connazionale che, dopo avergli sferrato diversi fendenti al corpo che gli hanno trafitto solo il giubbotto, si è allontanato in auto. Il ferito è stato medicato al pronto soccorso di Lugo e giudicato guaribile in dodici giorni. Sul posto era presente anche l’aggressore, per ricevere cure. I poliziotti dopo averlo identificato hanno proceduto alla perquisizione dell’auto trovando un cacciavite, corrispondente alla descrizione fornita in precedenza dalla vittima, che presentava evidenti tracce di sangue. Il 33enne è stato quindi arrestato per il reato di tentato omicidio.

Ponte dell’Albergone, cantiere infinito: «San Vitale chiusa per altri 3-4 mesi»

La Provincia annuncia la proroga dell’interruzione tra Russi e Bagnacavallo. A ottobre l’assessore disse: «Possiamo recuperare il ritardo…»

La conclusione del cantiere era prevista per il prossimo 10 febbraio ma i sei mesi previsti non sono bastati per completare la manutenzione del ponte dell’Albergone a Traversara: servirà altro tempo, indicativamente altri tre-quattro mesi, e la provinciale San Vitale resterà ancora chiusa al traffico tra Russi e Bagnacavallo. La notizia si apprende da un post sulla pagina Facebook della Confcommercio di Lugo che ha pubblicato un passaggio della comunicazione inviata il 30 gennaio dalla Provincia alle associazioni di categoria del territorio.

Il testo della email partita da Piazza Caduti non specifica i motivi della proroga del cantiere ma si limita a fare riferimento a «motivi tecnici sopravvenuti nel corso dei lavori di consolidamento e adeguamento». È sempre lo stesso ente a dare i tempi: «La proroga decorrerà dal giorno 11 febbraio, mentre la sua esatta durata è attualmente ancora in fase di definizione e sarà oggetto di prossima comunicazione da parte di questa Provincia, potendosi tuttavia ritenere, a livello indicativo, dell’ordine di 3-4 mesi».

Si tratta di lavori per l’adeguamento statico, sismico e funzionale del ponte sul fiume Lamone. Il cantiere è partito a settembre 2016 e ha subito incontrato delle difficoltà con i vincitori dell’appalto. Alla fine di ottobre, intervenendo in consiglio comunale a Bagnacavallo, l’assessore ai Lavori pubblici Simone Venieri disse: «I lavori hanno subito qualche giorno di ritardo a causa dei tempi burocratici per piccoli subappalti e per le sistemazioni del cantiere a norma di legge relativamente alla sicurezza. Lunedì 17 ottobre i lavori sono ricominciati e nei quasi quattro mesi che restano rispetto ai tempi inizialmente previsti il ritardo è recuperabile».

Vale la pena ricordare che una volta completate le opere sul Lamone, è previsto il medesimo tipo di adeguamento anche per il ponte sul Senio tra Bagnacavallo e Lugo. Anche per questo intervento la stima è di sei mesi a partire dall’inizio delle opere.

Cade l’intonaco del soffitto sotto il portico di via di Roma: parte la manutenzione

Il crollo nel tratto molto frequentato vicino all’incrocio con via Diaz L’amministratrice del condominio contattata dal Comune per i lavori

Nessuno si è fatto male per una casualità perché il portico è tra i più frequentati dai pedoni in centro a Ravenna ma quando il 30 gennaio è crollata una parte dell’intonaco del soffitto in via di Roma nelle vicinanze di via Diaz non c’era nessuno. Cominceranno domani, 3 febbraio, i lavori di manutenzione per eliminare qualsiasi condizione di pericolo o pregiudizio per la pubblica incolumità. Lo ha comunicato stamattina per iscritto al Comune l’amministratrice di condominio, con la quale i tecnici dell’amministrazione comunale sono riusciti a mettersi in contatto. Gli stessi tecnici, dopo che la polizia municipale aveva segnalato il crollo di una parte di intonaco lunedì, erano intervenuti dando mandato a una ditta competente di mettere in sicurezza l’area, transennandola. Si erano poi attivati per mettersi in contatto con l’amministratrice.

Le transenne messe dal Comune sono già state sostituite, dalla ditta incaricata dei lavori, con rete da cantiere arancione provvista di adeguata cartellonistica con divieto di accesso; la rete è stata posta delimitando la stessa area della transennatura precedente, mantenendo quindi le stesse condizioni di sicurezza. L’amministratrice si è altresì impegnata a trasmettere al termine dei lavori relazione a firma di tecnico abilitato competente dalla quale risulterà il ripristino della originale situazione di sicurezza e l’assenza di condizioni di pericolo o pregiudizio per la pubblica incolumità.

«La nostra prima preoccupazione – sottolinea il sindaco Michele de Pascale – è stata quella di mettere in sicurezza l’area, per garantire la pubblica incolumità. È quanto facciamo sempre in situazioni analoghe. Contestualmente ci siamo attivati per rintracciare l’amministratrice condominiale, alla quale abbiamo chiesto di intervenire in maniera celere e precisa, ottenendo un riscontro positivo. Naturalmente terremo monitorata la situazione e verificheremo che gli impegni presi siano rispettati».

Dopo un fallo si scatena il far west Carabinieri al campo da calcio

Partita amatoriale: un giocatore costretto a uscire per infortunio e un compagno tira un pugno al responsabile

Il dolore per il fallo di gioco subito in partita ha costretto un calciatore a lasciare il gioco e un compagno si è fatto giustizia colpendo alle spalle con un pugno l’autore del fallo: da qui è nato il parapiglia sul campo che ha visto l’intervento dei carabinieri. L’episodio è avvenuto ieri sera, 1 febbraio, in un campo sportivo del forese a Ravenna durante una gara di calcio amatoriale. Alla vista dei lampeggianti è tornata subito la calma. Ora saranno i carabinieri a procedere per individuare eventuali responsabilità.

Secondo quanto ricostruito finora, la partita tra le due squadre composte da giocatori tra 25 e 35 anni era al termine. Un giocatore, a causa del dolore provocato da un brutto fallo di gioco, deve uscire dal campo lasciando la squadra in dieci e sotto nel risultato. La cosa ha scatenato la reazione di un compagno di squadra che ha sferrato un pugno alle spalle del responsabile del fallo. Il far west sul terreno di gioco ha spinto qualcuno ha chiamare il 112. Nessuno per il momento ha segnalato di aver riportato ferite o presentato denuncia.

Ombrelloni e tavolini in piazza Kennedy, il Fellini scalpita

Lo storico locale affacciato sull’ex parcheggio pretende l’apporto del Comune: «Allargare gli orari e animare la piazza con eventi»

«Sono in dirittura d’arrivo i lavori di completamento di piazza Kennedy e ci auguriamo che da marzo prossimo potremo allestirla con tavolini e ombrelloni». Lo dichiarano in una nota inviata alla stampa i titolari del Fellini Scalinocinque, il più noto locale affacciato da circa 15 anni sull’ormai ex parcheggio del centro storico.

La riapertura della piazza coinciderà con la ripresa della piena attività del locale che sarà aperto, informano, dal mercoledì alla domenica, dalle 17 alle 2.

«Ci piacerebbe iniziare il calendario degli appuntamenti il prossimo 17 marzo, ovvero la data del S.Patrick day, per festeggiare la ricorrenza con l’esibizione di un gruppo folk irlandese e stiamo già lavorando all’evento con un gruppo di universitari. Vorremmo che questo fosse il primo di una serie di concerti con cui intendiamo animare l’area tutti i mercoledì».

«Lavoreremo – continua il Fellini – per farla diventare la seconda piazza, se non la prima, più importante della città e per raggiungere questo obbiettivo, ci metteremo anche a disposizione come partner di chi vorrà presentare progetti per eventi in piazza, sicuri di una completa disponibilità dell’ Amministrazione. Dal prossimo settembre, anticiperemo l’apertura del locale proponendo colazioni e pranzi e abbiamo intenzione di proporre un progetto più strutturato, ma stiamo ancora valutando. Ai tavoli, che occuperanno una settantina di metri quadrati, troveranno posto un’ottantina di persone».

«Con la riapertura lavoreremo a pieno ritmo – termina la nota –; l’Amministrazione, da parte sua, ha promesso il massimo impegno per valorizzare al meglio l’area, che dovrà diventare la piazza degli eventi». I titolari si augurano quindi «che ci saranno novità sugli orari per quanto riguarda le iniziative musicali, che non dovranno terminare a mezzanotte: magari si potrà ricorrere alle deroghe già attuate per la Notte oro».

Ombrelloni e tavolini in piazza Kennedy Il Fellini scalpita: «Live tutti i mercoledì»

Lo storico locale affacciato sull’ex parcheggio pretende l’apporto del Comune: «Allargare gli orari e animare la piazza con eventi»

«Sono in dirittura d’arrivo i lavori di completamento di piazza Kennedy e ci auguriamo che da marzo prossimo potremo allestirla con tavolini e ombrelloni». Lo dichiarano in una nota inviata alla stampa i titolari del Fellini Scalinocinque, il più noto locale affacciato da circa 15 anni sull’ormai ex parcheggio del centro storico.

La riapertura della piazza coinciderà con la ripresa della piena attività del locale che sarà aperto, informano, dal mercoledì alla domenica, dalle 17 alle 2.

«Ci piacerebbe iniziare il calendario degli appuntamenti il prossimo 17 marzo, ovvero la data del S.Patrick day, per festeggiare la ricorrenza con l’esibizione di un gruppo folk irlandese e stiamo già lavorando all’evento con un gruppo di universitari. Vorremmo che questo fosse il primo di una serie di concerti con cui intendiamo animare l’area tutti i mercoledì».

«Lavoreremo – continua il Fellini – per farla diventare la seconda piazza, se non la prima, più importante della città e per raggiungere questo obbiettivo, ci metteremo anche a disposizione come partner di chi vorrà presentare progetti per eventi in piazza, sicuri di una completa disponibilità dell’ Amministrazione. Dal prossimo settembre, anticiperemo l’apertura del locale proponendo colazioni e pranzi e abbiamo intenzione di proporre un progetto più strutturato, ma stiamo ancora valutando. Ai tavoli, che occuperanno una settantina di metri quadrati, troveranno posto un’ottantina di persone».

«Con la riapertura lavoreremo a pieno ritmo – termina la nota –; l’Amministrazione, da parte sua, ha promesso il massimo impegno per valorizzare al meglio l’area, che dovrà diventare la piazza degli eventi». I titolari si augurano quindi «che ci saranno novità sugli orari per quanto riguarda le iniziative musicali, che non dovranno terminare a mezzanotte: magari si potrà ricorrere alle deroghe già attuate per la Notte oro».

Ombrelloni e tavolini in piazza Kennedy Il Fellini scalpita: «Live tutti i mercoledì»

Lo storico locale affacciato sull’ex parcheggio pretende l’apporto del Comune: «Allargare gli orari e animare la piazza con eventi»

«Sono in dirittura d’arrivo i lavori di completamento di piazza Kennedy e ci auguriamo che da marzo prossimo potremo allestirla con tavolini e ombrelloni». Lo dichiarano in una nota inviata alla stampa i titolari del Fellini Scalinocinque, il più noto locale affacciato da circa 15 anni sull’ormai ex parcheggio del centro storico.

La riapertura della piazza coinciderà con la ripresa della piena attività del locale che sarà aperto, informano, dal mercoledì alla domenica, dalle 17 alle 2.

«Ci piacerebbe iniziare il calendario degli appuntamenti il prossimo 17 marzo, ovvero la data del S.Patrick day, per festeggiare la ricorrenza con l’esibizione di un gruppo folk irlandese e stiamo già lavorando all’evento con un gruppo di universitari. Vorremmo che questo fosse il primo di una serie di concerti con cui intendiamo animare l’area tutti i mercoledì».

«Lavoreremo – continua il Fellini – per farla diventare la seconda piazza, se non la prima, più importante della città e per raggiungere questo obbiettivo, ci metteremo anche a disposizione come partner di chi vorrà presentare progetti per eventi in piazza, sicuri di una completa disponibilità dell’ Amministrazione. Dal prossimo settembre, anticiperemo l’apertura del locale proponendo colazioni e pranzi e abbiamo intenzione di proporre un progetto più strutturato, ma stiamo ancora valutando. Ai tavoli, che occuperanno una settantina di metri quadrati, troveranno posto un’ottantina di persone».

«Con la riapertura lavoreremo a pieno ritmo – termina la nota –; l’Amministrazione, da parte sua, ha promesso il massimo impegno per valorizzare al meglio l’area, che dovrà diventare la piazza degli eventi». I titolari si augurano quindi «che ci saranno novità sugli orari per quanto riguarda le iniziative musicali, che non dovranno terminare a mezzanotte: magari si potrà ricorrere alle deroghe già attuate per la Notte oro».

In due anni in provincia voucher triplicati E quasi la metà in categorie non previste

La Cgil in campo a sostegno del Sì al referendum per l’abrogazione

Nel 2016 in provincia di Ravenna sono stati venduti oltre 1,8 milioni di voucher, il 17 percento in più rispetto al 2015, addirittura il triplo dei 600mila venduti nel 2013 e il 40 percento sono stati utilizzati per attività non previste tra le categorie introdotte all’attuazione del sistema (che ricomprendono settori non certo marginali in provincia come il turismo ed il commercio).

A fornire lo scenario dei buoni lavoro è la Cgil nell’ambito di una conferenza stampa che apre ufficialmente la campagna referendaria a Ravenna a favore del sì per due quesiti tra cui anche quello che chiede proprio l’abolizione dei voucher. L’altro riguarda invece la normativa sugli appalti.
«Se il 40 percento dei voucher venduti non vengono utilizzati per tali attività – dice il sindacato – risulta ovvio che, per esclusione, gran parte delle “attività non classificate” siano in realtà legate all’industria e all’edilizia, dove i cosiddetti “voucheristi” si trovano loro malgrado ad essere strumento di dumping contrattuale nei confronti non solo dei lavoratori più stabili, ma anche di altri lavoratori precari, come ad esempio gli interinali ed i somministrati».

Secondo i rappresentanti di Cgil anche i canali di distribuzione dei voucher «concorrono a mercificare e mortificare la dignità del lavoro»: inizialmente distribuiti esclusivamente dall’Inps, dal 2010 in poi sono stati resi disponibili anche attraverso le tabaccherie, che rapidamente sono diventate il principale canale di vendita, raggiungendo nel 2016 una quota di commercializzazione pari al 70 percento. La platea dei destinatari si è progressivamente spostata da pensionati e studenti a lavoratori nel pieno dell’età lavorativa: «In Emilia Romagna la fascia 25-59 anni è passata dal 34,8 percento al 64,3 sul totale dei percettori di voucher dal 2011 al 2015».

Anche la Cgil era finita nel mirino delle polemiche per averne fatto uso. «In provincia di Ravenna – ha rivelato il segretario Costantino Ricci – nel 2016 abbiamo retribuito con i voucher dieci persone in tutto, pensionati per qualche ora alla settimana, si trattava di un lavoro veramente occasionale. Ma da quando la Corte Costituzionale ha dato il via libera al referendum per abolirli naturalmente non li usiamo più».

E a questo proposito dal sindacato ricordano: «Servono due Sì per arrivare all’abrogazione dei voucher, massima espressione della precarietà moderna, e delle norme che limitano la responsabilità solidale negli appalti». La Cgil a Ravenna comincia la campagna di comunicazione per fare conoscere i quesiti referendari e le ragioni del voto (che ancora non ha una data in calendario). In provincia di Ravenna si è costituito il gruppo di Sostegno ai due Sì e si andranno a costituire altri gruppi di sostegno nei comuni del Ravennate. Sul territorio la Cgil organizzerà degli incontri con le forze politiche, economiche e sociali: «Ci auguriamo – dice il segretario Ricci – che il dibattito possa essere da stimolo per l’avvio di una discussione sulla Carta dei diritti universali del lavoro, che è stata presentata in Parlamento come disegno di legge di iniziativa popolare con 1,3 milioni di firme».

In due anni in provincia voucher triplicati E quasi la metà in categorie non previste

La Cgil in campo a sostegno del Sì al referendum per l’abrogazione

Nel 2016 in provincia di Ravenna sono stati venduti oltre 1,8 milioni di voucher, il 17 percento in più rispetto al 2015, addirittura il triplo dei 600mila venduti nel 2013 e il 40 percento sono stati utilizzati per attività non previste tra le categorie introdotte all’attuazione del sistema (che ricomprendono settori non certo marginali in provincia come il turismo ed il commercio).

A fornire lo scenario dei buoni lavoro è la Cgil nell’ambito di una conferenza stampa che apre ufficialmente la campagna referendaria a Ravenna a favore del sì per due quesiti tra cui anche quello che chiede proprio l’abolizione dei voucher. L’altro riguarda invece la normativa sugli appalti.
«Se il 40 percento dei voucher venduti non vengono utilizzati per tali attività – dice il sindacato – risulta ovvio che, per esclusione, gran parte delle “attività non classificate” siano in realtà legate all’industria e all’edilizia, dove i cosiddetti “voucheristi” si trovano loro malgrado ad essere strumento di dumping contrattuale nei confronti non solo dei lavoratori più stabili, ma anche di altri lavoratori precari, come ad esempio gli interinali ed i somministrati».

Secondo i rappresentanti di Cgil anche i canali di distribuzione dei voucher «concorrono a mercificare e mortificare la dignità del lavoro»: inizialmente distribuiti esclusivamente dall’Inps, dal 2010 in poi sono stati resi disponibili anche attraverso le tabaccherie, che rapidamente sono diventate il principale canale di vendita, raggiungendo nel 2016 una quota di commercializzazione pari al 70 percento. La platea dei destinatari si è progressivamente spostata da pensionati e studenti a lavoratori nel pieno dell’età lavorativa: «In Emilia Romagna la fascia 25-59 anni è passata dal 34,8 percento al 64,3 sul totale dei percettori di voucher dal 2011 al 2015».

Anche la Cgil era finita nel mirino delle polemiche per averne fatto uso. «In provincia di Ravenna – ha rivelato il segretario Costantino Ricci – nel 2016 abbiamo retribuito con i voucher dieci persone in tutto, pensionati per qualche ora alla settimana, si trattava di un lavoro veramente occasionale. Ma da quando la Corte Costituzionale ha dato il via libera al referendum per abolirli naturalmente non li usiamo più».

E a questo proposito dal sindacato ricordano: «Servono due Sì per arrivare all’abrogazione dei voucher, massima espressione della precarietà moderna, e delle norme che limitano la responsabilità solidale negli appalti». La Cgil a Ravenna comincia la campagna di comunicazione per fare conoscere i quesiti referendari e le ragioni del voto (che ancora non ha una data in calendario). In provincia di Ravenna si è costituito il gruppo di Sostegno ai due Sì e si andranno a costituire altri gruppi di sostegno nei comuni del Ravennate. Sul territorio la Cgil organizzerà degli incontri con le forze politiche, economiche e sociali: «Ci auguriamo – dice il segretario Ricci – che il dibattito possa essere da stimolo per l’avvio di una discussione sulla Carta dei diritti universali del lavoro, che è stata presentata in Parlamento come disegno di legge di iniziativa popolare con 1,3 milioni di firme».

Porto di Cervia, anche il Tar contro gli ex concessionari. Il Comune: «Ora rilancio»

Attesi a giorni gli esiti del bando per la gestione temporanea

A poche settimane dalla presa in possesso da parte del Comune del porticciolo turistico di Cervia in seguito alla rinuncia da parte del Tar del Lazio a prendere una decisione per incompetenza territoriale (vedi articoli correlati), il Tar dell’Emilia-Romagna ha negato alla società Marina di Cervia (che aveva in gestione il porto) la sospensiva del procedimento di decadenza della concessione emanato dal Comune per il mancato pagamento dei canoni demaniali.

Una lunga vicenda ora giunta a una svolta, con il Comune che, come detto, ha preso possesso del bene in attesa degli esiti del bando per la gestione transitoria di 12 mesi del porticciolo, durante i quali l’Amministrazione – si legge in una nota – scriverà il nuovo bando pluriennale che consentirà «un definito e strutturale rilancio del porto turistico».

Porto di Cervia, anche il Tar contro gli ex concessionari. Il Comune: «Ora rilancio»

Attesi a giorni gli esiti del bando per la gestione temporanea

A poche settimane dalla presa in possesso da parte del Comune del porticciolo turistico di Cervia in seguito alla rinuncia da parte del Tar del Lazio a prendere una decisione per incompetenza territoriale (vedi articoli correlati), il Tar dell’Emilia-Romagna ha negato alla società Marina di Cervia (che aveva in gestione il porto) la sospensiva del procedimento di decadenza della concessione emanato dal Comune per il mancato pagamento dei canoni demaniali.

Una lunga vicenda ora giunta a una svolta, con il Comune che, come detto, ha preso possesso del bene in attesa degli esiti del bando per la gestione transitoria di 12 mesi del porticciolo, durante i quali l’Amministrazione – si legge in una nota – scriverà il nuovo bando pluriennale che consentirà «un definito e strutturale rilancio del porto turistico».

Scoperto a rubare al supermercato: lancia pezzi di formaggio e scappa

Prima di uscire minacce e un calcio contro al titolare del negozio

Quando si è reso conto che i responsabili del supermercato l’avevano scoperto con le mani nella marmellata, o meglio nel formaggio, ha reagito lanciando alcune confezioni di latticini contro gli scaffali del negozio e si è dato alla fuga non prima di aver minacciato il titolare e tirato un calcio al responsabile dell’attività commerciale. Le indagini della polizia hanno consentito di individuare l’autore del tentato furto compiuto al Conad di via Caffarelli di Faenza a fine dicembre: un 37enne albanese, domiciliato a Castel Bolognese è stato denunciato per tentato furto, percosse e minacce. A carico dell’uomo, al momento irrintracciabile, è stato emesso un provvedimento di ricerca sul territorio nazionale anche per la sua espulsione.

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