giovedì
23 Aprile 2026

Porto di Cervia, anche il Tar contro gli ex concessionari. Il Comune: «Ora rilancio»

Attesi a giorni gli esiti del bando per la gestione temporanea

A poche settimane dalla presa in possesso da parte del Comune del porticciolo turistico di Cervia in seguito alla rinuncia da parte del Tar del Lazio a prendere una decisione per incompetenza territoriale (vedi articoli correlati), il Tar dell’Emilia-Romagna ha negato alla società Marina di Cervia (che aveva in gestione il porto) la sospensiva del procedimento di decadenza della concessione emanato dal Comune per il mancato pagamento dei canoni demaniali.

Una lunga vicenda ora giunta a una svolta, con il Comune che, come detto, ha preso possesso del bene in attesa degli esiti del bando per la gestione transitoria di 12 mesi del porticciolo, durante i quali l’Amministrazione – si legge in una nota – scriverà il nuovo bando pluriennale che consentirà «un definito e strutturale rilancio del porto turistico».

Porto di Cervia, anche il Tar contro gli ex concessionari. Il Comune: «Ora rilancio»

Attesi a giorni gli esiti del bando per la gestione temporanea

A poche settimane dalla presa in possesso da parte del Comune del porticciolo turistico di Cervia in seguito alla rinuncia da parte del Tar del Lazio a prendere una decisione per incompetenza territoriale (vedi articoli correlati), il Tar dell’Emilia-Romagna ha negato alla società Marina di Cervia (che aveva in gestione il porto) la sospensiva del procedimento di decadenza della concessione emanato dal Comune per il mancato pagamento dei canoni demaniali.

Una lunga vicenda ora giunta a una svolta, con il Comune che, come detto, ha preso possesso del bene in attesa degli esiti del bando per la gestione transitoria di 12 mesi del porticciolo, durante i quali l’Amministrazione – si legge in una nota – scriverà il nuovo bando pluriennale che consentirà «un definito e strutturale rilancio del porto turistico».

Scoperto a rubare al supermercato: lancia pezzi di formaggio e scappa

Prima di uscire minacce e un calcio contro al titolare del negozio

Quando si è reso conto che i responsabili del supermercato l’avevano scoperto con le mani nella marmellata, o meglio nel formaggio, ha reagito lanciando alcune confezioni di latticini contro gli scaffali del negozio e si è dato alla fuga non prima di aver minacciato il titolare e tirato un calcio al responsabile dell’attività commerciale. Le indagini della polizia hanno consentito di individuare l’autore del tentato furto compiuto al Conad di via Caffarelli di Faenza a fine dicembre: un 37enne albanese, domiciliato a Castel Bolognese è stato denunciato per tentato furto, percosse e minacce. A carico dell’uomo, al momento irrintracciabile, è stato emesso un provvedimento di ricerca sul territorio nazionale anche per la sua espulsione.

Ingannava anziani con promesse di sesso poi rubava il Rolex con un complice

Denunciata una coppia di 22enni con numerose truffe e furti in giro per l’Italia: avevano puntato un 90enne fermato per strada

Lei convinceva gli anziani di essere disposta a fare sesso con loro e poi con la complicità del fidanzato li derubava andando a caccia soprattutto di orologi costosi. I carabinieri di Castel Bolognese hanno denunciato due 22enni romeni specializzati in furti e rapine di Rolex messi a segno in svariate località del nord Italia.

L’episodio che ha messo in moto i militari è avvenuto a ottobre scorso. Un 90enne del luogo, che nel 2014 aveva subito già un raggiro del tutto simile rimettendoci un Rolex da 10mila euro mentre dava informazioni stradali a una donna, è stato avvicinato in strada mentre rincasava dalla ragazza scesa da un’Audi grigia con targa straniera guidata da un giovane. La donna ha cominciato a baciarlo con affetto proponendo una prestazione sessuale a casa dell’uomo ma in quel momento il passaggio di una pattuglia dei carabinieri ha interrotto il piano: la donna si è fatta di nebbia e il giovane al volante non ha fornito spiegazioni.

I carabinieri allora hanno ascoltato il racconto del 90enne e dalla targa dell’auto sono partite le indagini con altri comandi dell’Arma: il 22enne era solito accompagnarsi ad una connazionale della stessa età con la quale era stato più volte denunciato per una serie di furti e rapine nelle province di Verona, Padova e Milano, sempre ai danni di ultraottantenni che venivano adescati con le solite avances a sfondo sessuale.

I militari hanno composto un fascicolo fotografico delle persone che negli ultimi tempi erano state fermate insieme al conducente dell’Audi, quindi hanno fatto vedere le foto all’anziano che ha riconosciuto la ragazza di ottobre. I due sono stati denunciati per tentata truffa aggravata in concorso, inoltre la donna dovrà rispndere anche del reato di molestie.

A proposito delle sempre più insidiose truffe ai danni di anziani, il capitano Cristiano Marella, comandante della compagnia di Faenza, dichiara: «Raccomandiamo soprattutto alle persone più avanti con gli anni di non fidarsi mai di nessuno, a maggior ragione per strada quando è indispensabile mantenere una distanza di sicurezza dagli sconosciuti. Non bisogna mai sottovalutare le intenzioni dei malintenzionati perché sono dei veri professionisti che sanno fare molto bene il loro mestiere, come dimostrato dalla coppia specializzata nello sfilare gli orologi dal polso degli anziani che, se necessario, ricorrevano anche alla violenza. Bisogna assolutamente evitare di far entrare in casa gli sconosciuti e per rendere davvero la vita complicata a ladri e truffatori è indispensabile continuare a telefonare al 112 in ogni situazione potenzialmente pericolosa».

Via libera a Dup e bilancio: «Attenzione al sociale e nuovo impulso per il turismo»

La giunta del Comune di Ravenna ha approvato le proposte da sottoporre al consiglio comunale: «Nessun aumento delle tasse»

La giunta del Comune di Ravenna ha approvato le proposte di Dup (Documento unico di programmazione) e di Bilancio di previsione 2017/2019, da sottoporre a deliberazione del consiglio comunale entro il termine di legge del 31 marzo.

«La proposta di bilancio – dichiarano in una nota congiunta il sindaco Michele de Pascale e l’assessora al Bilancio Valentina Morigi – sarà come sempre oggetto di confronto e concertazione con organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e il consiglio comunale; il bilancio 2017 sarà il risultato di un percorso il più possibile condiviso. La manovra conferma le linee strategiche del programma della nuova amministrazione: grande attenzione ai servizi e al sociale e forte impulso allo sviluppo economico, soprattutto in relazione alla cultura e al turismo. I servizi alla persona, in particolare quelli scolastico-educativi e verso i più deboli, sono la nostra assoluta priorità. Cultura, educazione e inclusione sono sviluppo sociale, integrazione e crescita economica: investire sempre di più e sempre meglio in questi ambiti significa compiere una scelta strategica per il futuro dei cittadini e per lo sviluppo della nostra città. Il turismo si conferma al centro delle nostre scelte strategiche, per questo la tassa di soggiorno sarà interamente destinata a investimenti in ambito turistico, e per la prima volta parte di essa verrà utilizzata anche per interventi di riqualificazione delle località balneari per aumentarne il decoro e la bellezza urbana.
Realizzeremo questi obiettivi senza aumentare le tasse locali; l’equilibrio economico sarà garantito dai positivi frutti di una lungimirante ed efficace lotta all’evasione e dall’impiego dei risparmi di spesa derivanti dalla riduzione dell’indebitamento, in un quadro che ci vede ancora una volta tra i Comuni più virtuosi d’Italia».

Nei tratti essenziali, la proposta di bilancio prevede (citiamo testualmente il comunicato inviato alla stampa):
– invarianza di aliquote nei tributi locali, così come previsto dalla normativa, e conferma dei fondi di restituzione Tari e Addizionale Irpef per i cittadini rientranti nelle fasce di reddito più deboli, sulla base di parametri Isee (250.000 euro);
– conferma dei livelli di spesa assicurati nel 2016 per i servizi scolastico-educativi, per i servizi sociali riorganizzati in forma di gestione associata dall’1 gennaio 2017, per le manutenzioni patrimoniali, per il turismo, per la cultura, pur in un contesto critico, determinato da una forte contrazione di risorse, imputabile, soprattutto, a minori trasferimenti statali (Fondo Tasi: – 3,1 milioni) e ad altre cause “tecniche” (esaurimento degli effetti positivi sul bilancio determinati dal passaggio all’armonizzazione contabile). In tale contesto, l’equilibrio è assicurato, fondamentalmente, da maggiori entrate derivanti dall’attività di recupero dell’evasione tributaria svolta da Ravenna Entrate e da risparmi di spesa derivanti dalla riduzione dell’indebitamento;
– il gettito dell’imposta di soggiorno, previsto in 1,8 milioni, è destinato per la prima volta, oltre che al necessario sostegno delle attività di rilevanza turistica “consolidate”, ad interventi di riqualificazione e manutenzione diffusa nelle località balneari (414.000 euro);
– sono previsti investimenti per circa 31 milioni di euro, da finanziarsi con risorse proprie per circa 21 milioni e con contribuzioni esterne per circa 10 milioni. I principali settori di intervento riguardano le strade e la viabilità (circa 9,4 milioni), l’edilizia scolastica (circa 4,7 milioni), la tutela dell’ambiente e del territorio (circa 6,8 milioni), la conservazione del patrimonio storico culturale (circa 2,4 milioni). Nel corso del 2017 si procederà, inoltre, all’appalto di importanti opere finanziate nel corso del 2016, quali (vedi articoli correlati) il polo scolastico di Lido Adriano (3,5 milioni).

Via libera a Dup e bilancio: «Attenzione al sociale e nuovo impulso per il turismo»

La giunta del Comune di Ravenna ha approvato le proposte da sottoporre al consiglio comunale: «Nessun aumento delle tasse»

La giunta del Comune di Ravenna ha approvato le proposte di Dup (Documento unico di programmazione) e di Bilancio di previsione 2017/2019, da sottoporre a deliberazione del consiglio comunale entro il termine di legge del 31 marzo.

«La proposta di bilancio – dichiarano in una nota congiunta il sindaco Michele de Pascale e l’assessora al Bilancio Valentina Morigi – sarà come sempre oggetto di confronto e concertazione con organizzazioni sindacali, associazioni di categoria e il consiglio comunale; il bilancio 2017 sarà il risultato di un percorso il più possibile condiviso. La manovra conferma le linee strategiche del programma della nuova amministrazione: grande attenzione ai servizi e al sociale e forte impulso allo sviluppo economico, soprattutto in relazione alla cultura e al turismo. I servizi alla persona, in particolare quelli scolastico-educativi e verso i più deboli, sono la nostra assoluta priorità. Cultura, educazione e inclusione sono sviluppo sociale, integrazione e crescita economica: investire sempre di più e sempre meglio in questi ambiti significa compiere una scelta strategica per il futuro dei cittadini e per lo sviluppo della nostra città. Il turismo si conferma al centro delle nostre scelte strategiche, per questo la tassa di soggiorno sarà interamente destinata a investimenti in ambito turistico, e per la prima volta parte di essa verrà utilizzata anche per interventi di riqualificazione delle località balneari per aumentarne il decoro e la bellezza urbana.
Realizzeremo questi obiettivi senza aumentare le tasse locali; l’equilibrio economico sarà garantito dai positivi frutti di una lungimirante ed efficace lotta all’evasione e dall’impiego dei risparmi di spesa derivanti dalla riduzione dell’indebitamento, in un quadro che ci vede ancora una volta tra i Comuni più virtuosi d’Italia».

Nei tratti essenziali, la proposta di bilancio prevede (citiamo testualmente il comunicato inviato alla stampa):
– invarianza di aliquote nei tributi locali, così come previsto dalla normativa, e conferma dei fondi di restituzione Tari e Addizionale Irpef per i cittadini rientranti nelle fasce di reddito più deboli, sulla base di parametri Isee (250.000 euro);
– conferma dei livelli di spesa assicurati nel 2016 per i servizi scolastico-educativi, per i servizi sociali riorganizzati in forma di gestione associata dall’1 gennaio 2017, per le manutenzioni patrimoniali, per il turismo, per la cultura, pur in un contesto critico, determinato da una forte contrazione di risorse, imputabile, soprattutto, a minori trasferimenti statali (Fondo Tasi: – 3,1 milioni) e ad altre cause “tecniche” (esaurimento degli effetti positivi sul bilancio determinati dal passaggio all’armonizzazione contabile). In tale contesto, l’equilibrio è assicurato, fondamentalmente, da maggiori entrate derivanti dall’attività di recupero dell’evasione tributaria svolta da Ravenna Entrate e da risparmi di spesa derivanti dalla riduzione dell’indebitamento;
– il gettito dell’imposta di soggiorno, previsto in 1,8 milioni, è destinato per la prima volta, oltre che al necessario sostegno delle attività di rilevanza turistica “consolidate”, ad interventi di riqualificazione e manutenzione diffusa nelle località balneari (414.000 euro);
– sono previsti investimenti per circa 31 milioni di euro, da finanziarsi con risorse proprie per circa 21 milioni e con contribuzioni esterne per circa 10 milioni. I principali settori di intervento riguardano le strade e la viabilità (circa 9,4 milioni), l’edilizia scolastica (circa 4,7 milioni), la tutela dell’ambiente e del territorio (circa 6,8 milioni), la conservazione del patrimonio storico culturale (circa 2,4 milioni). Nel corso del 2017 si procederà, inoltre, all’appalto di importanti opere finanziate nel corso del 2016, quali (vedi articoli correlati) il polo scolastico di Lido Adriano (3,5 milioni).

Ecco le panchine al centro della nuova piazza Kennedy, in attesa degli alberi

Inaugurazione vicina per l’ex parcheggio nel cuore di Ravenna

Sono arrivate le panchine al centro della nuova piazza Kennedy, che tra poche settimane verrà finalmente inaugurata, così come dichiarato dal sindaco Michele De Pascale nel suo ultimo intervento sul tema, in cui annunciava la riapertura nel mese di febbraio. Senza i chioschi, l’edicola e i tanto discussi servizi igienici, previsti invece originariamente nel progetto. Le nuove panchine saranno dunque l’unico arredo vero e proprio della piazza, oltre ai muretti-sedute già realizzati all’angolo tra via D’Azeglio e Palazzo Rasponi delle Teste.

Al centro delle nuove panchine – che formano una sorta di quadrato – sarà realizzata una piccola area verde (così come di fronte a palazzo Rasponi) con in particolare la presenza di un platano (secondo il progetto originario) in grado di raggiungere un’altezza di una trentina di metri (vedi anche rendering qui a fianco).

Il cantiere, come noto, va avanti dal giugno del 2015, quando chiuse definitivamente i battenti, non senza polemiche, lo storico parcheggio del centro storico di Ravenna. La nuova piazza pedonale sarebbe dovuta essere pronta lo scorso giugno, ma i ritardi legati anche ai ritrovamenti archeologici (ora solo indicati da una mappatura del perimetro della chiesa di Sant’Agnese sulla nuova pavimentazione) e alle discussioni legate alle “Toilettes” hanno fatto slittare la riapertura di circa otto mesi.

Ecco le panchine al centro della nuova piazza Kennedy, in attesa degli alberi

Inaugurazione vicina per l’ex parcheggio nel cuore di Ravenna

Sono arrivate le panchine al centro della nuova piazza Kennedy, che tra poche settimane verrà finalmente inaugurata, così come dichiarato dal sindaco Michele De Pascale nel suo ultimo intervento sul tema, in cui annunciava la riapertura nel mese di febbraio. Senza i chioschi, l’edicola e i tanto discussi servizi igienici, previsti invece originariamente nel progetto. Le nuove panchine saranno dunque l’unico arredo vero e proprio della piazza, oltre ai muretti-sedute già realizzati all’angolo tra via D’Azeglio e Palazzo Rasponi delle Teste.

Al centro delle nuove panchine – che formano una sorta di quadrato – sarà realizzata una piccola area verde (così come di fronte a palazzo Rasponi) con in particolare la presenza di un platano (secondo il progetto originario) in grado di raggiungere un’altezza di una trentina di metri (vedi anche rendering qui a fianco).

Il cantiere, come noto, va avanti dal giugno del 2015, quando chiuse definitivamente i battenti, non senza polemiche, lo storico parcheggio del centro storico di Ravenna. La nuova piazza pedonale sarebbe dovuta essere pronta lo scorso giugno, ma i ritardi legati anche ai ritrovamenti archeologici (ora solo indicati da una mappatura del perimetro della chiesa di Sant’Agnese sulla nuova pavimentazione) e alle discussioni legate alle “Toilettes” hanno fatto slittare la riapertura di circa otto mesi.

Porto, la missione del presidente Rossi: «Cominciare a scavare nell’estate 2018»

Archiviate le casse a mare, trattative per trovare le aree per i fanghi: «Gli espropri non sono la soluzione. Nuova collaborazione con Sapir»

Adesso c’è una nuova data da mettere in agenda nel futuro del porto di Ravenna: l’estate 2018. Sarà il momento in cui aprirà il cantiere per l’approfondimento dei fondali, a patto che nei prossimi dodici mesi non ci siano intoppi burocratici nel cammino delineato da Daniele Rossi, presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico centro-settentrionale, nuova denominazione dell’Autorità portuale di Ravenna.

Cominciamo proprio da qui, dai fondali. L’ha annunciato alla prima uscita pubblica al convegno di Legacoop: si scaverà fino a 12,5 metri, una delle soluzioni che aveva proposto il precedente presidente Galliano Di Marco…
«Se la soluzione era già nel novero di quelle possibili vuol dire che già qualcun altro l’aveva valutata fattibile e questo per me è motivo di grande conforto. Non sono in cerca della novità ma mi interessa la fattibilità. Non dobbiamo partire da cosa vorremmo fare ma da cosa possiamo fare, non dobbiamo partire dalla misura della profondità che ci piacerebbe ma da quanto materiale possiamo gestire e in base a questo decidere la profondità. Per essere concreti la nostra situazione è questa: siamo in grado di gestire quattro milioni di metri cubi, di cui due a mare e due a terra. Con questi volumi possiamo arrivare a 12,50. Fine dei ragionamenti».

Su quali aree andranno i due milioni da sistemare a terra?
«Gli spazi ci sono, stiamo ragionando con i proprietari delle aree per trovare soluzioni diverse dagli espropri che non sono convinto siano la procedura più veloce e pragmatica. Ma la disponibilità di aree non è il problema maggiore, ce ne sono altri di carattere tecnico-ambientale».

Le tanto osteggiate casse di colmata a mare dentro le dighe sono archiviate?
«Non sono un’opzione prioritaria».

I progetti di cui si è parlato finora contavano in gran parte sulle aree che nei mappali sono denominate L1 e L2, tra Porto Fuori e il Candiano. Restano tra le soluzioni valide?
«L1 e L2 restano sul tavolo ma non sono le sole. Dovremo cercare di acquisire più disponibiltià possibile. Molto passa attraverso un rinnovato spirito di collaborazione con Sapir che diventa un attore fondamentale di questo processo. In inglese si direbbe che c’è un commitment di tutti gli enti coinvolti perché l’operazione sia fatta e sia fatta nel modo migliore. Dialoghiamo con il ministero ogni settimana. Quali sono le procedure più snelle conformi alle leggi che ci consentiranno di fare i lavori? Stiamo cercando la risposta a questa domanda. Una volta arrivati in fondo al processo amministrativo, posso garantire che ci sono molte aziende capaci di fare i lavori in tempi rapidi».

Quando cominceranno i lavori?
«Il mio obiettivo è riuscire a completare le procedure amministrative in un anno e quindi a primavera 2018 cominciare a parlare di procedure operative come bando di gara e contratto di assegnazione per arrivare all’apertura del cantiere nell’estate 2018. Sono tempistiche da prendere con la dovuta cautela perché può bastare un passaggio amministrativo in più per spostare l’orizzonte avanti di mesi».

Si farà l’impianto di trattamento dei fanghi, importante soprattutto per la futura manutenzione ordinaria?
«È strategico. Ho ricevuto indicazioni anche dal ministero per considerarla un’opzione prioritaria. Abbiamo già ricevuto diverse manifestazioni di interesse per la messa a disposizione di aree dove realizzarlo. I tempi, tutti da verificare, penso si aggirino sui due-tre anni a partire da oggi».

Al convegno Mareterra di Legacoop di dicembre il presidente di Sapir, l’avvocato Riccardo Sabadini, ha suggerito l’ipotesi di un porto dove convivano terminal diversi che non si fanno concorrenza perché ognuno specializzato. Le piace l’idea?
«Personalmente penso che sia una proposta intelligente e sarebbe strategicamente molto utile per il porto. Ma certamente come Autorità non faremo nulla che possa limitare in alcun modo la libertà economica di impresa degli operatori. Ci faremo parte attiva dei processi di razionalizzazione delle attività per rendere il porto sempre più competitivo. Un’offerta completa di servizi aumenta l’appeal dello scalo».

Oltre ai lavori di escavo, il porto quanto ha bisogno di migliorare le infrastrutture retroportuali?
«L’approfondimento dei fondali serve per agevolare l’entrata delle merci ma queste poi devono anche uscire e qui si presenta tutto un problema di logistica estremamente complesso. Soprattutto il nodo ferroviario è cruciale. Incontreremo alcuni operatori del settore, gestori di rete, per avviare una discussione e uno studio su tutto quello che è il sistema ferroviario. Attualmente dal porto alla stazione abbiamo settemila treni all’anno, numeri importanti».

Quindi più ferro che gomma?
«Il trasporto su gomma è vitale per il porto di Ravenna. Ma la prospettiva del futuro deve essere un sistema intermodale ferro-gomma: nella mia visione ci sono degli hub fuori dal porto che possono essere gli interporti di Bologna o Verona, raggiungibili via ferrovia, da dove partono i trasporti su gomma. Per questo dobbiamo creare le condizioni per sviluppare anche la direttrice verso Verona».

Nel 2017 aumenterà l’operatività della linea ferroviaria Rotterdam-Chengdu: 8mila km dall’Olanda alla Cina coperti in 15 giorni contro i 40 necessari via mare. In un contesto del genere la ferrovia è ancora un alleato o diventa un concorrente?
«Questa linea è in fase sperimentale e devono esserne verificate le reali potenzialità logistiche. Di sicuro oggi non è economica rispetto alle rotte marittime tradizionali. Noi comunque teniamo monitorato con attenzione il fenomeno, pronti a cogliere quelle opportunità che in ogni caso ne deriveranno in termini di hub logistici e portuali di transito».

Sangue di Giulia sui vestiti del marito E il Dna di Cagnoni sull’arma del delitto

Secondo la perizia sotto le unghie della moglie non ci sono però tracce riconducibili al noto dermatologo, in carcere da quattro mesi

Nell’auto e sui vestiti di Matteo Cagnoni ci sono tracce del sangue della moglie Giulia Ballestri, uccisa a 39 anni lo scorso 16 settembre nella villetta disabitata di proprietà della famiglia Cagnoni, in centro a Ravenna. Sangue della vittima è stato ritrovato anche sui cuscini della stessa villetta che Cagnoni ha estratto  – come si vede dalle immagini della videosorveglianza – dalla sua Mercedes una volta arrivato nella villa fiorentina dei genitori dopo quella che l’accusa considera. E sul bastone utilizzato per colpire la donna, oltre al sangue della stessa, c’è il Dna del noto dermatologo ravennate, 51 anni, in carcere da quattro mesi e mezzo in quanto unico indagato per l’omicidio della moglie.

Sono questi gli elementi più importanti della perizia consegnata nei giorni scorsi sui reperti analizzati da Susi Pelotti e dal genetista Carlo Previerè, noto per essere stato consulente anche in inchieste molto note come quella della strade di Erba e dell’omicidio di Yara.

La difesa si attaccherà invece probabilmente al risultato legato all’analisi delle tracce di Dna ritrovate sotto le unghie di Giulia che appartengono a un soggetto maschile, ma non al marito. Per l’accusa sarebbe però solo la conferma che Giulia non ha avuto il tempo di difendersi, colpita alle spalle. In questo caso i graffi sul volto Cagnoni se li sarebbe effettivamente procurati nel corso della goffa fuga tra i rovi a Firenze, per scappare dalla polizia, ancora spaventato – a suo dire – per un’ispezione del 2011, quando fu indagato e poi prosciolto per un’indagine sui farmaci. Cagnoni, come noto, si è infatti sempre dichiarato innocente.

I risultati della perizia genetica sono riportati sui quotidiani in edicola oggi, mercoledì 1 febbraio. Sangue compatibile con quello della vittima, oltre che sui jeans del marito, sono stati ritrovati anche sulle Timberland del padre Mario Cagnoni, ritrovate nella villa fiorentina ad asciugare sul termosifone. Per questo motivo anche l’anziano padre si ritrova indagato con l’accusa di aver aiutato il figlio sul luogo del delitto.

Infine, da segnalare l’assenza di tracce biologiche che possano far pensare a un abuso sessuale, come ipotizzato nei primi giorni dopo l’omicidio. Resterebbe comunque valida l’accusa di violenza sessuale – fa notare il Carlino – in quanto Giulia è stata ritrovata nuda.

Conferma scontata, invece, sul sangue trovato in oltre quaranta punti della villetta del massacro: risulta essere quello della vittima. Come le due impronte ritrovate riconducibili a quelle di Matteo Cagnoni.

Sangue di Giulia sui vestiti del marito E il Dna di Cagnoni sull’arma del delitto

Secondo la perizia sotto le unghie della moglie non ci sono però tracce riconducibili al noto dermatologo, in carcere da quattro mesi

Nell’auto e sui vestiti di Matteo Cagnoni ci sono tracce del sangue della moglie Giulia Ballestri, uccisa a 39 anni lo scorso 16 settembre nella villetta disabitata di proprietà della famiglia Cagnoni, in centro a Ravenna. Sangue della vittima è stato ritrovato anche sui cuscini della stessa villetta che Cagnoni ha estratto  – come si vede dalle immagini della videosorveglianza – dalla sua Mercedes una volta arrivato nella villa fiorentina dei genitori dopo quella che l’accusa considera. E sul bastone utilizzato per colpire la donna, oltre al sangue della stessa, c’è il Dna del noto dermatologo ravennate, 51 anni, in carcere da quattro mesi e mezzo in quanto unico indagato per l’omicidio della moglie.

Sono questi gli elementi più importanti della perizia consegnata nei giorni scorsi sui reperti analizzati da Susi Pelotti e dal genetista Carlo Previerè, noto per essere stato consulente anche in inchieste molto note come quella della strade di Erba e dell’omicidio di Yara.

La difesa si attaccherà invece probabilmente al risultato legato all’analisi delle tracce di Dna ritrovate sotto le unghie di Giulia che appartengono a un soggetto maschile, ma non al marito. Per l’accusa sarebbe però solo la conferma che Giulia non ha avuto il tempo di difendersi, colpita alle spalle. In questo caso i graffi sul volto Cagnoni se li sarebbe effettivamente procurati nel corso della goffa fuga tra i rovi a Firenze, per scappare dalla polizia, ancora spaventato – a suo dire – per un’ispezione del 2011, quando fu indagato e poi prosciolto per un’indagine sui farmaci. Cagnoni, come noto, si è infatti sempre dichiarato innocente.

I risultati della perizia genetica sono riportati sui quotidiani in edicola oggi, mercoledì 1 febbraio. Sangue compatibile con quello della vittima, oltre che sui jeans del marito, sono stati ritrovati anche sulle Timberland del padre Mario Cagnoni, ritrovate nella villa fiorentina ad asciugare sul termosifone. Per questo motivo anche l’anziano padre si ritrova indagato con l’accusa di aver aiutato il figlio sul luogo del delitto.

Infine, da segnalare l’assenza di tracce biologiche che possano far pensare a un abuso sessuale, come ipotizzato nei primi giorni dopo l’omicidio. Resterebbe comunque valida l’accusa di violenza sessuale – fa notare il Carlino – in quanto Giulia è stata ritrovata nuda.

Conferma scontata, invece, sul sangue trovato in oltre quaranta punti della villetta del massacro: risulta essere quello della vittima. Come le due impronte ritrovate riconducibili a quelle di Matteo Cagnoni.

Da Praga a Ravenna, tempo di orchestre al teatro Alighieri

Sipario sulla stagione della Mariani, poi l’8 febbraio concerto dell’orchestra ravennate diretta dal Maestro Manetti

Si rialza il sipario di “Ravenna Musica”, la stagione curata dall’associazione Angelo Mariani. Per l’appuntamento inaugurale, giovedì 2 febbraio, il cartellone porta sul palcoscenico del teatro Alighieri una delle più rinomate compagini europee, la Prague Sinfonia Orchestra.
L’orchestra è nata come espansione della Prague Chamber Orchestra in occasione della sedicesima tournée negli Stati Uniti e vanta esibizioni in Nord e Sud America, Asia e Europa, sarà guidata dal suo direttore principale e direttore artistico, Christian Benda,  proveniente da una lunga dinastia di musicisti e ospite dei più famosi teatri del mondo, nonché  grande esperto sia del repertorio sinfonico che di quello lirico.
Il programma della serata, dopo la Sinfonia da La Fiera di Venezia di Antonio Salieri,  sarà dedicato a Mozart. Verranno proposti  l’Ouverture da La Clemenza di Tito, la Sinfonia K. 504 n. 38 di Praga e il Concerto K. 595 n. 27 per pianoforte e orchestra. Solista nel concerto sarà il giovane pianista Alexander Gadjiev.

Il secondo appuntamento neanche una settimana dopo, mercoledì 8 febbraio, sempre all’Alighieri ma con una compagine locale, l’Orchestra da Camera di Ravenna, diretta  da Paolo Manetti. Fondata nel 2001, è regolarmente ospite di stagioni concertistiche di tradizione e ha suonato in luoghi di interesse storico quali il Duomo di Milano, la Basilica di Santo Stefano di Bologna e San Vitale a Ravenna. A dirigerla sarà il suo fondatore e direttore stabile, il ravennate Paolo Manetti che al diploma di direzione d’orchestra affianca quello di Composizione. Manetti è ideatore di alcune iniziative musicali, come la rassegna Organo e Orchestra nel Romanticismo e il Concerto per la Commemorazione dei Defunti.
Tutto beethoveniano il programma del concerto, che si avvale del contributo della Rosetti Marino, con l’Ouverture da Egmont, la Sinfonia n. 2 e il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1. Quest’ultimo brano prevede la partecipazione nel ruolo di solista di Andrea Bacchetti, talentuoso pianista che dopo il suo debutto a 11 anni con i Solisti Veneti, ha intrapreso una brillante attività concertistica.
Inizio dei concerti alle ore 20.30.

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