venerdì
24 Aprile 2026

Visitatori in crescita: la basilica di Classe il sito più visitato dell’Emilia-Romagna

Con quasi 6mila ingressi in più rispetto al 2015, Sant’Apollinare in Classe è al 45° posto della classifica dei beni gestiti dallo Stato

Dati in crescita anche nel Ravennate per quanto riguarda gli ingressi dei musei. I dati del 2016 sono stati resi noti dal ministro dei beni culturali Dario Franceschini che evidenzia come in generale si sia registrato un incremento di 1,2 milioni di visitatori in tutta Italia. Per quanto riguarda la regione Emilia Romagna, il sito più visitato tra quelli gestiti dal Ministero si conferma Sant’Appollinare in Classe che nel 2016 che ha visto 162.190 ingressi a fronte dei 156.368 del 2015 (anche questo dato in crescita rispetto al 2014, per quanto ben lontano dai numeri degli anni Novanta vedi correlato) che collocando il sito al 45° posto della classifica nazionale. A seguire, nel Ravennate, si colloca il Battistero degli Ariani con 73.855 (l’anno scorso era a ingresso libero), il Mausoleo di Teodorico con 67.863. Il museo Nazionale si ferma invece a 20503 visitatori, il palazzo di Teodorico a 14.859 mentre a Faenza Palazzo Milzetti ha visto 10.508 visitatori. Nell’elenco compare anche Impianto Portuale Tardo-Romano e Basilica di San Severo (Classe) con 20.689 visitatori. 4390 I visitatori che hanno scelto il biglietto cumulativo “Museo Nazionale – Mausoleo di Teodorico – Basilica di Sant’ Apollinare in Classe”.

Dati in generale rilevanti se si considera che l’intera regione Emilia Romagna si colloca all’8 posto nella classifica nazionale con 975.501 visitatori complessivi. E anche se si considera che, come noto, molti siti Unesco di Ravenna, a cominciare da San Vitale e Galla Placidia, non compaiono nell’elenco perché sono gestiti dalla Curia e non dal Ministero.

Spadoni:«Si tagliano posti letto, ma ancora mancano le case della salute»

Il consigliere provinciale denuncia i ritardi nell’organizzare i servizi di prossimità che dovevano compensare i 70 posti in meno nei nosocomi

Il consigliere provinciale Gianfranco Spadoni interviene su un tema quanto mai importente, la riorganizzazione sanitaria che porterà alla riduzione di settanta posti di degenza ospedaliera tra i nosocomi della provincia dove ancora non sono nate tutte le Case della Salute previste. “Apparentemente – scrive Spadoni – si tratta di un atto dovuto, dunque, anche se tale provvedimento riferito al taglio dei posti letto andava preceduto dalla copertura sul territorio di servizi alternativi al ricovero ospedaliero. In altre parole la realizzazione diffusa delle case della salute doveva rappresentare l’elemento di compensazione alla soppressione dei posti letto offrendo, oltretutto, un consistente sgravio agli accessi al pronto soccorso. E l’organizzazione dei servizi territoriali in grado di erogare prestazioni sanitarie e servizi di prossimità in modo da alleggerire il carico ospedaliero, alla luce dei fatti, è ancora lontana dai livelli di ottimizzazione necessari sul territorio. Per questi motivi le due questioni sono complementari, pertanto per evitare disagi e disservizi i cui costi, come sempre, sono a carico dei pazienti, andavano affrontate congiuntamente”.

Spadoni lamenta poi altre carenze del documento che sarà votato dai sindaci della provincia la prossima settimana: “alcune questioni specifiche, poi, meritavano di essere approfondite e non menzionate in modo superficiale e di mera intenzione. A parte le vocazioni distintive dell’opsedale S.M. delle croci a Ravenna, vale a dire l’oncologia – ematologia e la cardiologia interventistica che rappresentano due importanti eccellenze in ambito di Area vasta, la chirurgia senologica per molto tempo fiore all’occhiello del distretto lughese, vede assegnata l’unità complessa a Forlì pur lasciando al nostro territorio unità semplici. Tale decisione è letta, insomma, come una sorta di declassamento per Lugo che in poco tempo aveva raggiunto importanti risultati su tale versante. Inoltre si conferma l’Uoc complessa per Faenza e Lugo in ambito geriatrico prevedendo la necessità di attivare integrazioni, non meglio definite, con Ravenna. L’argomento andrebbe declinato con maggiore precisione per dare corso a concreti progetti di assistenza e servizi in ordine ad una branca fondamentale per un territorio vasto e caratterizzato da una percentuale così elevata di popolazione anziana. Per altre attività mediche – sanitarie richiamate nelle linee d’indirizzo sottoposte al placet dei sindaci emergono, ancora, indicazioni troppo generiche: è il caso, ad esempio dell’attività di medicina a indirizzo vascolare, così come permane un alone d’ incertezza sull’organizzazione complessa dei punti nascita soprattutto riguardo l’ospedale di Faenza”.

Scovati oltre 200 grammi di stupefacente tra i Giardini Speyer e il parco Fagiolo

Hashish e marijuna nascosta nei cespugli e già pronta per lo spaccio ritrovata grazie anche alle unità cinofile

Nuove azioni di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti da parte della Guardia di Finanza di Ravenna in questo week end tramite controlli in diverse aree cittadine, soprattutto nella zona compresa tra la stazione ed i giardini Speyer e il Parco “Fagiolo” di Via Zalamella, già tristemente note alle cronache cittadine per questo tipo di attività illegali. In particolare, nella zona nei pressi della stazione le unità cinofile ed i Baschi Verdi hanno sequestrato 30 grammi di hashish e marijuana, in parte già confezionati in singole dosi pronte per essere spacciate. Lo stupefacente era stato ben occultato ed il suo rinvenimento è stato possibile grazie al fiuto del cane antidroga, che ha guidato i Finanzieri nella ricerca dei nascondigli utilizzati dai pusher. Anche l’attività di perlustrazione del Parco “Fagiolo” di Via Zalamella ha permesso di rinvenire, occultata tra le siepi, un considerevole quantitativo di stupefacente. Grazie all’azione integrata delle unità cinofile e dei Baschi Verdi, infatti, sono stati individuati e sequestrati 180 grammi di hashish e marijuana.

Nuove minacce a Manuel Poletti Recapitata una busta con tre proiettili

La missiva arrivata alla redazione faentina del settimanale SetteSere di cui il figlio del ministro del Lavoro è direttore

Nuove minacce sono giunte al direttore di SetteSere Manuel Poletti, figlio del ministro Giuliano Poletti. Il 2 gennaio è stata recapitata una busta contenente tre proiettili calibro 9 alla sede faentina del settimanale ravennate. La busta, consegnata naturalmente ai Carabinieri, non riportava timbro postale e conteneva anche esplicite minacce e una foto di Manuel Poletti ritagliata da un giornale. Poletti aveva già sporto denuncia nelle settimane passate per messaggi di minaccia ricevuti su Facebook a seguito della polemica scoppiata sui finanziamenti pubblici che il settimanale riceve in quanto edito da una cooperativa di giornalisti, dopo le dichiarazioni del padre sui giovani all’estero. Il Ministro aveva infatti dichiarato che di alcuni degli italiani andati a cercare lavoro oltreconfine si poteva fare benissimo a meno. Frasi di cui poi si era pubblicamente scusato, ma le scuse non sono bastate per non accendere i riflettori della stampa nazionale sul figlio del ministro che appunto dirige un giornale legato al mondo cooperativo, un settimanale che dichiara 5mila copie, e che riceve in quanto tale – e per la verità da prima che Giuliano Poletti diventasse ministro – fondi pubblici. La Lega Nord aveva anche annunciato un esposto in Procura per far chiarezza sulla vicenda. Poletti aveva sempre replicato che tutto era stato fatto nel rispetto della norma e rivendicando il proprio lavoro. “Le indagini erano già iniziate allora (all’epoca della prima denuncia, ndr) – ha dichiarato Manuel Poletti sul suo stesso giornale – ho piena fiducia nelle forze dell’ordine. Questo fatto mi preoccupa, ma mi sforzo di rimanere sereno”.

Dopo questo nuovo episodio, saranno intensificate le misure di protezione per lo stesso Manuel e probabilmente anche per altri famigliari del ministro, anch’essi destinatari di messaggi minatori.

La storia di Ravenna che non c’era

Esaustivo e leggibile anche dai non addetti ai lavori il volume a firma di Luparini e Novara

Incredibilmente, a pagina 167 di un volume di 566 pagine, il V capitolo è dedicato all’XI-XIV secolo. Segno evidente che questa Storia di Ravenna davvero racconta la storia della città dalla preistoria al Duemila, come promette il sottotitolo, e non si concentra oltremisura su quella che è ovviamente considerata la sua epoca d’oro da capitale. Paola Novara, studiosa ravennate, e Alessandro Luparini, fiorentino di origine ma da tempo a Ravenna, storico nonché direttore della Fondazione Casa di Oriani, hanno scritto a quattro mani un libro che è un voluminoso compendio di tutto ciò che a oggi si sa sulla storia millenaria della città dei mosaici. Un libro che parte dalle fonti, e poi ripercorre e ricostruisce epoche e stagioni con rigore e precisione, ma senza rinunciare a una buona dose di leggibilità anche per i non addetti ai lavori. Sarebbe esagerato sfoderare il “si legge come un romanzo” di cui tanto si abusa per parlare di saggi, ma certo non richiede una laurea specialistica per essere compreso. E, soprattutto, è un libro di facile consultazione, per come è organizzato e scandito e anche per l’utile indice dei nomi in fondo. Particolarmente interessante la parte relativa alla nascita del movimento cooperativo, la figura di Nullo Baldini, il ruolo centrale che Ravenna tornò ad avere nella nascita del movimento socialista e anarchico, il clima dell’epoca e i fatti salienti e tutta l’evoluzione della politica locale nel contesto nazionale, fino ad arrivare al Novecento dove si racconta senza retorica scontri e tensioni tra chi fece la resistenza al fascismo. Interessante anche vedere a quando risalgono nodi non ancora risolti, come le infrastrutture o il ruolo del porto. Libri su Ravenna non mancano, ma, eccetto opere in più tomi particolarmente impegnative, nessuno può vantare il mix di esaustività e leggibilità di questo volume  unico commissionato agli autori dall’editore, il cesenate Il Ponte Vecchio, e che raccoglie anche un importante apparato documentale fotografico (non scoraggiatevi troppo per le foto in bianco e nero molto “vintage” dei monumenti ravennati, c’è anche una sezione finale a colori) e una galleria di ritratti dedicati agli uomini che hanno nei secoli più di altri lavorato per proteggere o valorizzare il patrimonio culturale unico della città adriatica. Non sarebbe stato di più un piccolo apparato introduttivo oltre alla non indimenticabile premessa del sindaco De Pascale, mentre è particolarmente apprezzabile l’apparato bibliografico per chi volesse approfondire. In ogni caso è certo un libro che non può sfigurare nella biblioteca di qualsiasi appassionato di storia ravegnana e forse, più in generale, in nessuna casa ravegnana tout court. Peraltro il prezzo, data l’opera, è davvero competitivo: 16,90 euro probabilmente grazie anche alla sponsorizzazione di Cia Conad.

I biglietti estratti alla lotteria dell’Advs: il primo vince un’auto

Il ricavato servirà a promuovere la donazione di sangue

Venerdì 6 gennaio in Piazza San Francesco a Ravenna si è svolta l’estrazione dei biglietti della Lotteria della Befana 2017 promossa come ogni anno da Advs Fidas Ravenna, i donatori di sangue dell’Ospedale e il cui ricavato andrà a sovvenzionare la promozione della donazione di sangue. “Continua a essere costante la nostra presenza in mezzo alla gente – spiega Flavio Vichi Segretario Organizzativo di Advs Ravenna – è il modo migliore e più efficace per avvicinare le persone alla donazione di sangue. Donare il sangue è un gesto salvavita indispensabile e speriamo che come “ultimo” regalo di queste feste, tante persone decidano di fare questo piccolo ma grande atto tanto importante per sé e per gli altri”. In allegato i biglietti estratti e che risultano vincitori.

In arrivo temperature estreme Allerta meteo fino a domenica

Dalla notte del 6 gennaio si possono raggiungere anche i -10 gradi

Seconda allerta del 2017 da parte dell’Agenzia per la protezione civile dell’Emilia Romagna che riguarda tutta la Regione, incluso il territorio ravennate. Dalla notte di venerdì 6 gennaio, a causa della discesa di una massa d’aria artica, è infatti previsto un ulteriore calo delle temperature, già scese rispetto ai giorni scorsi. In particolare sono previste estese gelate e temperature diffusamente sotto lo zero con valori attorno a -6/-8 gradi su tutta la pianura e nelle valli, ad eccezione della fascia costiera dove resteranno prossimi a zero gradi. Nelle zone aperte, grazie al cielo sereno e alla diminuzione della ventilazione, sarà favorito un ulteriore calo delle temperature nelle zone aperte dove potranno raggiungere anche -10 gradi. Durante la giornata di sabato 7 le temperature non supereranno i 2 gradi con persistenza di gelate nelle zone meno esposte al sole. Nella notte successiva (tra sabato 7 e domenica 8) sono previste temperature comprese tra -4 e -6 gradi nei centri urbani, ma con possibilità di valori inferiori nelle aree aperte. Il progressivo allontanamento della massa fredda verso levante favorirà un leggero aumento delle temperature durante la giornata di domenica 8 gennaio con valori che si porteranno attorno ai 4 gradi.

Sempre l’agenzia per la protezione civile avverte quindi che possono verificarsi disagi alla circolazione a causa della formazione di ghiaccio e possono verificarsi sospensioni o ritardi nei servizi del trasporto aereo e ferroviario, oltre a localizzate interruzioni dell’erogazione dei servizi essenziali di rete (energia elettrica, acqua, gas, telefonia).

Ai cittadini viene consiglio di mantenersi costantemente informati sull’evolversi della situazione, prestando attenzione alle “Allerte di protezione civile” consultabili all’indirizzo http://protezionecivile.regione.emilia-romagna.it/ultimiavvisi e in particolare si raccomanda di informarsi sulle condizioni di circolazione stradale e comunque privilegiare i trasporti pubblici, di limitare/evitare gli spostamenti. In caso di necessità di spostamenti, utilizzare le necessarie misure disalvaguardia quali catene, torcia, coperte ed acqua potabile.

 

Simon&The Stars: alla biblioteca Liverani si parla di stelle e astrologia

L’incontro domenica 8 gennaio alle 15.30 condotto da Stefano Bon

La rassegna di incontri ed eventi che si svolge all’ospedale Santa Maria delle Croci “Rianimazione letteraria” riprende dopo la pausa natalizia con uno dei più famosi e amati astrologi del momento: Simon & the Stars che domenica 8 gennaio alle 15.30 sarà alla biblioteca di Enrico all’interno del nosocomio ravennate. Simone Morandi non è solo un astrologo bensì avvocato di artisti, agente e produttore cinematografico che attraverso la sua pagina facebook parla giornalmente di stelle tramite riferimenti letterari e cinematografici a coloro che hanno voglia di farsi guidare dagli astri. Stefano Bon, appassionato di astrologia, condurrà l’incontro con Simon che per l’occasione presenterà il suo nuovo libro L’oroscopo 2017. Il giro dell’anno in 12 segni, edito da Vallardi. Introduce Livia Santini.

L’iniziativa è organizzata per pazienti, personale ospedaliero e cittadini, quindi aperta a coloro che vorranno essere presenti e conoscere personalmente Simon. Le iniziative del mese di gennaio proseguiranno il 15 con un concerto di Mariquita, il 22 con Aldo Cavaleri che parlerà di Guarigioni e il 29 gennaio con l’Ensemble Pegaso. “Questi momenti letterario-musicali – spiega Livia Santini, ideatrice e organizzatrice della rassegna – si prefiggono lo scopo di alleviare la degenza dei pazienti, creando momenti che essi possano condividere con i propri familiari in visita, coinvolgendo il personale ospedaliero e i cittadini che credano di voler conoscere la biblioteca dedicata a Enrico Liverani, aperta da qualche mese anche per i cittadini e gestita da alcuni volontari meravigliosi”.

Tre mostre in una al Museo d’arte: Tassinari, Tealdi, CaCo3

Visitabile fino all’8 gennaio al Mar dove sono allestite altre tre mostre, tutte a ingresso libero

C’é tempo fino domenica 8 gennaio per visitare la mostra di arte contemporanea allestita al Museo d’Arte di Ravenna: tre gli artisti o i gruppi invitati e ancora tre i critici che li presentano nella rassegna “Critica in Arte”, giunta alla sua nona edizione. L’esposizione offre la vista di lavori e opere molto diversi tra loro, con uno stacco repentino di stile, aura e significati da una stanza all’altra: forse un po’ troppo, ma è ciò che occorre mettere in conto per un progetto che fin dall’inizio ha difeso la libertà di scelta del singolo curatore e il suo rapporto privilegiato con l’artista individuato.
Accettata la formula che – è giusto dirlo – ha ricevuto comunque più consensi che critiche – si può passare alla prima sala dove sono esposti i lavori di Cristiano Tassinari, presentato da Roberta Pagani. Forlivese, classe 1980, l’artista ha iniziato la sua carriera nel 2004 con mostre locali per alternare poi le sue presenze a Milano, Roma, Torino e Berlino, questa ultima la città in cui risiede attualmente. Il suo lavoro è ben reso dalle parole della curatrice quando definisce Cristiano un «accumulatore seriale di simboli e di soggetti» con un particolare interesse per gli stereotipi globali. Tipico l’utilizzo multimaterico e la traslazione di elementi da un contesto a un altro con un’accentuazione di forte estraneità del prodotto finito, secondo quel processo ready-made che Duchamp mise a punto ormai un secolo fa. Anzi, adesso che focalizziamo la data, è un peccato pensare che ci si sia giocata la possibilità della celebrazione di un centenario – scaduto nel 2013 – che ha cambiato la storia dell’arte e ha ancora filiazioni multiple e creative.
Da queste stanze di chiaro sapore Pop postmoderno si passa in modo abbastanza straniante alla raccolta di un lavoro che andrebbe visto senza troppe interferenze: Davide Caroli infatti ha scelto di presentare Enrico Tealdi, un artista nato a Cuneo nel ’76, che dipinge carte foderate su tela spesso di piccole dimensioni. Silenzio, attesa e tempo sono le matrici di opere che vengono realizzate tramite stratificazioni, velature progressive di colore scuro, in alcune serie poi graffiate quasi a rivelare ciò che è stato sepolto nella memoria. È un lavoro di grande suggestione poetica che si amplifica mediante una forte rarefazione delle scene: i dipinti vengono eseguiti con grande lentezza tecnica – come annota il curatore – e hanno bisogno di altrettanta lunghezza di tempi e silenzio per mettersi in sintonia con lo spettatore. Non viene da dire “per essere visti”, perchè non si “vedono” i paesaggi dell’anima; casomai se ne fa esperienza.
Meno duro il passaggio da questo intimo notturno alle stanze successive dove Daniele Torcellini condivide più che presentare il lavoro di CaCO3, mosaicisti, amici, artisti, che da anni percorrono una strada inusuale per il mosaico dirottandone la storia dalle radici figurative, riproduttive, decorative o astratte verso territori concettuali e minimalisti. Rispetto al lavoro precedente – fortemente orientato sull’interrogazione di quanto l’atto di creazione sia composto da scelta o caso, da gesto spontaneo oppure organizzato, sia più vicino al manufatto o al concetto – l’attuale allestimento e trasformazione di una sala del Mar in un salotto avanza dubbi ulteriori: quanto oscilla un mosaico fra opera d’arte (in un museo) e oggetto decorativo (in una sala privata)? Non si tratta di una domanda banale, soprattutto se l’oggetto da cui parte la domanda è un mosaico, da sempre conteso fra i due mondi dell’arte e dell’artigianalità, della creazione autonoma e della decorazione. Torcellini argomenta con intelligenza questa ambiguità con la considerazione che è l’atto relazionale con le cose più che la coscienza umana a produrre e mantenere in vita l’oscillazione, in questo caso del mosaico. Sono d’accordo e aggiungo che davanti alla bellezza dei lavori di CaCO3 ci si dimentica perfino di essere in un museo o in un salotto allestito in un museo. Addirittura può succedere di avere l’impressione che il mosaico si muova leggermente, che non finisca dove invece ci dovrebbe essere il confine e che lo sguardo sprofondi dove invece non ci sono che pochi centimetri di spessore. Le ambiguità si moltiplicano nella percezione individuale e forse è proprio questa una delle dimensioni più interessanti dell’arte.

Fino all’8 gennaio al Museo d’Arte della città, oltre a Critica in Arte, sono visitabili altri due eventi: la mostra La casa di Nostra Donna (Dante Alighieri, Paradiso XXI, 121-123). Immagini e ricordo di Santa Maria in Porto Fuori, a cura del prof. Volpe, realizzata dal Museo d’Arte della città in collaborazione con la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e le due mostre del Festival Transmission Adriano Zanni – Cosa Resta (racconti d’osservazione) Printed in Providence: Noise Decade 2006-2016. Le mostre, inclusa Critica in Arte, sono tutte a ingresso libero; apertura straordinaria il 6 gennaio.

Rinviato il tradizionale tuffo della Befana a Pinarella

L’appuntamento rinviato a domenica 8 gennaio alle 15

Date le condizioni meteo, è stato rinviato a domenica 8 gennaio il tradizionale tuffo in mare della Befana a Pinarella di Cervia. L’appuntamento resta per le 15 con animazione, truccabimbi i pasqualotti e, appunto, il tuffo in mare per i più temerari, come da tradizione.

Fondi azzerati per le proloco in inverno e a Marina la Befana non vien più dal mare

Pranzo, animazione e calza al Dream Café

Quest’anno a Marina di Ravenna, la Befana non arriverà dal mare al bacino pescherecci, come accadeva in passato. Dalla pro loco fanno sapere che tanti hanno chiesto perché non fosse in programma il tradizionale appuntamento. La proloco ritiene quindi opportuno precisare che “a causa dei fondi azzerati da parte dell’amministrazione riguado al Mare d’Inverno, la Pro Loco non ha potuto organizzare la manifestazione. Una scelta di cui ci dispiace ma che siamo stati costretti a fare. Speriamo – dice il presidente Marino Moroni – di avere le risorse per organizzare una Sega Vecchia ancora più bella di quella dello scorso anno ad inizio marzo. Intanto collaboriamo con due realtà private (Bar Centrale e Dream Café) per non lasciare il paese completamente senza eventi il 6 gennaio”. Infatti oggi 6 gennaio la Befana si festeggia con un pranzo a Marina organizzato da Pro Loco, Bar Centrale e Dream Café. A partire dalle 12 al Dream Café (locale nella sede del circolo tennis in viale delle Nazioni) menù di risotto con salsiccia e radicchio, strozzapreti panna e speck, dolci vari e vin brulè. Il tutto allietato dal Musica di Sonia Davis e, per i bambini, da Magicris The Voice. Per info sull’evento si può contattare il bar Centrale (0544538143) o il Dream Café (0544531602). Al termine la Befana porterà una calza in omaggio a tutti i bambini presenti. 

Terrorismo: espulso tunisino 26enne residente a Ravenna

Frasi choc sul profilo facebook e amicizia virtuale con un potenziale foreign fighter oggi agli arresti

È di un residente a Ravenna la seconda espulsione del 2017 attuata con provvedimento del ministro dell’Interno Marco Minniti, per “motivi di sicurezza dello Stato”. Oggi, giovedì 5 gennaio, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa è stato rimpiatrato da Roma-Fiumicino con volo diretto a Tunisi un un 26enne tunisino residente a Ravenna, con permesso di soggiorno di lungo periodo rilasciatogli nel 2011 e sposato con una cittadina italiana con cui però non conviveva più. Grazie alle indagini dei servizi di sicurezza si è scoperto che che aveva stretto un rapporto tramite web con un aspirante foreign fighter tunisino sottoposto a fermo nel 2015 prima che partisse da Ravenna per raggiungere la Siria e detenuto per reati di terrorismo. Inoltre, l’uomo aveva postato sul suo profilo Facebook le frasi “sono indeciso se fare il bravo o fare una strage, ci devo pensare” e “sei divina come una macchina degli sbirri che brucia”. Salgono così a 134 i soggetti dell’estremismo religioso espulsi dal gennaio 2015 ad oggi.

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