venerdì
24 Aprile 2026

Capodanno in piazza, le foto dello show Il videomapping torna l’1 fino alle 22

L’assessore Costantini: «Davvero un’emozione». Il direttore artistico Bernabini: «Grande sfida affrontata con il cuore»

La festa di San Silvestro in piazza del Popolo a Ravenna quest’anno è stata caratterizzata dallo spettacolo del videomapping che ha sostituito il concerto live dopo dieci anni. Il primo giorno dell’anno fino alle 22 replica dello show: luci e suoni per un effetto in 3d sulla facciata del municipio. In fondo alla pagina alcune foto scattate da Luca Concas e pubblicate su Facebook da Andrea Bernabini, direttore aristico dell’evento.

Così Giacomo Costantini, assessore comunale al Turismo, ha commentato: «Che dire… un’emozione davvero! – ha detto Costantini su Fb -. Grandissimo Andrea e bravissimi i Prospectika, grande impegno e professionalità da tutti i ragazzi dello staff. Grazie a Radio Bruno per aver puntato sulla nostra Ravenna. Cambiare non è mai facile, si fanno errori, tutto è migliorabile ma penso sia importante farlo non perché si “deve”, ma perché ci si è dati una prospettiva. Stasera si replica dalle 17 alle 22 e continuano le proiezioni anche sul Battistero Neoniano ed il mausoleo Galla Placidia. É stata dura, solo chi organizza queste cose può veramente rendersi conto quanta pazienza e quanti dettagli occorra curare. E farlo non sarebbe stato possibile se non col contributo delle forze dell’ordine, gli uomini e le donne della polizia municipale e soprattutto di tutta la squadra dell’ufficio turismo di Ravenna. Questa volta in particolare in prima linea c’erano Matteo (referente eventi del nostro Comune) e Claudia che ha dato un mano preziosa con ore di volontariato. Grazie a tutti».

Da Bernabini invece i ringraziamenti «a tutti voi che con la vostra presenza ci avete riscaldato il cuore dal gelo passato in questa settimana. Era una grande sfida, affrontata con duro lavoro e tanto cuore. Grazie al comune di Ravenna ai fantastici Prospectika Group a tutti quelli che mi voglio bene e mi sono stati vicini, Grazie a Ravenna e grazie anche a me».

Ettore è il primo ravennate classe ’17 Nel 2016 in provincia 2.654 nascite

Il parto all’1.49 a Faenza: è il secondo genito di una coppia di Riolo, lui fabbro e lei assistente sociale. Lo zio è assessore

Il primo ravennate classe ’17 è Ettore Bertozzi di Riolo Terme: è nato all’1.49 all’ospedale di Faenza, ad accoglierlo mamma Francesca Conti e papà Jonata insieme al fratello maggiore di due anni e tre mesi, Gian Maria. Nato di parto naturale, dopo un travaglio di venti minuti, Ettore pesa 3 kg, è lungo 47 cm ed e sta bene. La madre, 29 anni, è assistente sociale e il padre, 38, fa il fabbro nella cittadina termale. Una curiosità: lo zio Emanuele Conti è assessore alla Sanità del Comune di Riolo Terme. I genitori hanno festeggiato il lieto evento insieme all’equipe medica guidata dalla ginecologa Daniela Americo e supportata dalle ostetriche Lara e Alessia.

All’ospedale di Ravenna il primo nato è arrivato alle 10.52 ed è Elia Laurito. Nel primo giorno del 2017 non ci sono state nascite a Lugo. Gli ultimi nati del 2016 sono Riccardo Trento a Ravenna alle 12.54 del 31, a Faenza Giada Lotti alle 8.53 e a Lugo Edoardo Cipressi alle 22.11. In totale l’anno scorso si è chiuso con 2.654 nascite in provincia di Ravenna (1.408 a Ravenna, 639 a Faenza e 607 a Lugo). Il numero dei parti è in diminuzione per il terzo anno consecutivo: furono 2.827 nel 2015, 2.964 nel 2014 e 3.116 nel 2013.

San Silvestro va in archivio ma le feste in centro continuano

Eventi e iniziative fino all’8 gennaio. Continua il videomapping in 3d. Sosta nelle righe blu gratis dalle 16

Archiviato il Capodanno, in centro storico a Ravenna proseguono fino all’8 gennaio le iniziative per le festività di fine e inizio anno.

Le proiezioni architetturali in videomapping 3d di “Visioni di Eterno” sono ancora ammirabili al mausoleo di Galla Placidia e al battistero Neoniano. I prossimi appuntamenti sono previsti lunedì 2, martedì 3 e mercoledì 4 gennaio dalle 18 alle 22; giovedì 5 e venerdì 6 gennaio dalle 20 alle 22; sabato 7 e domenica 8 gennaio dalle 18 alle 22. In piazza del Popolo invece replica dello spettacolo di San Silvestro a partire dalle 17 di oggi 1 gennaio.

In piazza del Popolo, dove rimane il villaggio dei Capanni di Natale, ogni giorno uno spettacolo dalle 16: il 2 gennaio giocoleria con clave, palline e monociclo; il 3 gennaio spettacolo di bolle giganti, giochi e sculture con i palloncini; il 4 sarà la volta dei trampolieri; il 5 torna lo spettacolo di giocoleria con clave, palline e monociclo e il 7 gennaio tombola umana gigante dalle 15 alle 17, con la collaborazione di Fondazione Dopo di Noi, Unicef, Linea Rosa e Centro professionale danza diretto da Antonella Bergonzoni; condurrà il comico e intrattenitore televisivo Giampiero Pizzol.

A Palazzo Rasponi dalle Teste in piazza Kennedy, nell’ambito di Art X Mas a cura di Bonobolabo, il 4 gennaio dalle 15 alle 19 laboratorio di mosaico per bambini a cura di Koko Mosaico e “Silvia Naddeo’s show (mosaic) cooking”; venerdì 6 gennaio dalle 11 alle 19 Garage Sale a cura di associazione culturale Norma; sabato 7 gennaio dalle 14 alle 19 Instatour in collaborazione con Igers Ravenna e dalle 15 alle 19 “Live painting Dante” di Max Petrone, appuntamento quest’ultimo che sarà replicato anche domenica 8 sempre dalle 15 alle 19.

In piazza San Francesco tutti i giorni fino al 6 gennaio, dalle 14 alle 19, è allestito “Il Villaggio di Natale”, a cura dei volontari Advs – Fidas: panettone, vin brulè, thè caldo, dolci, palloncini e gadget per tutti in nome della solidarietà e dell’altruismo.

Piazza Garibaldi è “La piazza della solidarietà”, con varie associazioni che si alternano e la animano, coordinate dall’associazione Per gli Altri – Centro di Servizio per il Volontariato di Ravenna.

Sono ancora in programma visite guidate ai monumenti e si possono ammirare tantissimi presepi, visitare mercatini e mostre: per il calendario completo consultare il sito www.turismo.ra.it. Fino al 5 gennaio, dalle 16 in poi, tutti i parcheggi nelle piazze e nelle vie contraddistinti dalle righe blu della città sono gratuiti.

Poliziotto a fine turno scopre il palo appostato e sventa un furto in casa

L’agente era in bicicletta e si è accorto di un uomo nascosto sul marciapiede all’1.30 di notte: «Mi faccio una corsetta…»

Alla fine del turno di lavoro, sulla volante della polizia a Ravenna, all’1.30 del 31 dicembre stava rientrando a casa in bicicletta indossando ancora la divisa e in via Ravegnana si è avvorto di un uomo vestito di scuro sul marciapiede nascosto dietro una vettura. «Mi faccio una corsetta», ha risposto con accento esteuropeo al poliziotto che si è avvicinato per avere spiegazioni. E in effetti la corsetta se la sono fatta subito dopo: dal giardino dell’abitazione adiacente uscivano altre due persone che fuggivano a piedi lungo via Ravegnana insieme al palo sorpreso dal poliziotto fuori servizio. Dopo un centinaio di metri i tre si introducevano in un cortile condominiale saltando le recinzioni mentre il poliziotto raggiungeva via San Mama riuscendo a riagganciare i fuggitivi che a quel punto si dividevano per direzioni diverse dileguandosi tra i condomini riuscendo a far perdere le proprie tracce. Il controllo della polizia ha poi potuto accertare che non c’erano segni di effrazione all’abitazione nel giardino da dove erano fuggiti i due, probabilmente pronti a introdursi per un furto notturno.

«Il porto di Ravenna non ha agganciato la ripresa dei traffici»

L’osservatorio di Legacoop sui trend della movimentazione merci nel decennio 2005-15: «Lo scalo è in stagnazione. Serve una strategia»

porto ravennaIl porto di Ravenna resta leader italiano per i volumi movimentati di rinfuse solide ma non è stato capace di agganciare il trend del settore, da sempre core business dello scalo ravennate, che dal 2010 vede una crescita dei traffici nell’Adriatico superiore al Tirreno ma trainata da altri porti come Trieste e Venezia. È la fotografia che emerge da una ricerca dell’ingegnere Salvatore Melluso presentata il 16 dicembre in occasione del convegno Mareterra organizzato da Legacoop Romagna e dedicato al futuro della portualità. L’analista usa la parola stagnazione per etichettare la situazione del porto di Ravenna.
Partendo dai dati del rapporto elaborato dal gruppo di lavoro del ministero delle Infrastrutture, emerge a livello nazionale una crescita delle rinfuse pari all’11 percento nel primo semestre 2016 (per Ravenna il 16). Ma sono i grafici degli andamenti nel decennio 2005-15 a dare la base per le riflessioni di Melluso: Ravenna è passata da 12milioni di tonnellate a 10 dopo l’abisso di 8 nel 2009 mentre Venezia è passata da 6 milioni a quasi 8 riducendo il gap. La differenza di prestazione nello stesso intervallo di tempo è ancora più marcata nel traffico container.

Dieci anni fa i porti dell’alto-medio Adriatico erano tutti nello stesso ordine di grandezza (i quasi 200mila teus di Ravenna stavano a pari con Luka Koper in Slovenia, tra i 300mila di Venezia e i 100mila di Ancona) mentre oggi le distanze sono esplose: 800mila per Luka Koper in Slovenia, 550mila per Venezia, 220mila per Ravenna. Dei cinque porti presi in esame Ravenna è quello con la crescita minore.

La ricerca promossa dalla lega delle cooperative sottolinea che «la focalizzazione sulle rinfuse solide ha consentito una buona risposta alla crisi, grazie soprattutto alla flessibilità produttiva e alla capacità di spaziare su un’ampia varietà merceologica, ma non consente di individuare direttrici prioritarie su cui basare un percorso di sviluppo in grado di riverberarsi sul territorio». La concentrazione delle attività sulle rinfuse, inoltre, fa dire a Legacoop che «non ha senso parlare di logistica retroportuale perché questa si fa solo in banchina e tutto il resto è puro trasporto poco qualificato».

Anche il tanto dibattuto Progettone, ufficialmente noto come progetto Hub Portuale, trova spazio nelle pagine del resoconto illustrato al convegno. Con parole di preoccupazione: «È la messa in discussione di una ipotesi strategica, non sta a noi dire se corretta e condivisibile, in assenza finora di proposte strategiche alternative».

Ed è proprio l’elemento strategico quello su cui fa leva Legacoop: non basta approfondorire i fondali ma serve la visione di una rotta verso cui indirizzare il porto per fare in modo che il tempo necessario alla realizzazione di qualunque nuova infrastruttura, che sia l’escavo o un nuovo terminal container per cui servirebbero 8-10 anni (ma il nuovo presidente ha già escluso che serva), non sia tempo sprecato. E infine guai a pensare che fatti i fondali, risolti i problemi: sono ancora i collegamenti mancanti con la rete di trasporto, stradale e ferroviaria, a strozzare gli sviluppi dei traffici.

Venti dischi da non perdere del 2016: una classifica

Un ottimo anno, il 2016, dal punto di vista della produzione musicale, il migliore da alcuni a questa parte, beffardamente funestato anche da lutti di forte impatto (Bowie e Cohen su tutti, entrambi presenti nelle classifiche di mezzo mondo anche con i loro ultimi, in ogni senso, dischi).

In generale (qui si parla di musica rock in senso lato, fatta eccezione per il jazz e la classica, tanto per intenderci) la sensazione è che il nuovo sia paradossalmente da ricercare in ambito black e per qualche verso pure mainstream, dove la cura dei suoni da alcuni anni a questa parte sta facendo la differenza e dove in generale gli steccati sono caduti fragorosamente, basti pensare all’hip hop. Il 2016 è stato anche l’anno di alcuni importanti ritorni di mostri sacri della scena rock internazionale, con dischi all’altezza, se non sorprendenti: da Nick Cave ai Radiohead, da Pj Harvey a Neil Young, fino ai già citati Bowie e Cohen.

Fine del preambolo, ecco una classifica, del tutto soggettiva, ma che cerca di tenere conto anche dei generi più svariati, con il rock inteso in senso più classico (chitarra-basso-batteria) sempre più ai margini, se non del tutto assente.

20. Alfio Antico – Antico

Un disco che profuma di terra e di Sicilia, di grotte e di “sporco”. Tamburello e suoni (anche belati) sparsi, cantato in (incomprensibile) dialetto: il folklore come dovrebbe rinnovarsi, lontano dai luoghi comuni, vero, disturbante. Non per tutti, ma un disco da non dimenticare. L’unico italiano – per scelta, non per demeriti particolari – in questa classifica, ma che con la scena italiana non ha naturalmente nulla a che fare.

19. Anohni – Hopelessness

La nuova vita di Antony, senza le atmosfere orchestrali dei “the Johnsons”, ma con i battiti elettronici di Hudson Mohawke e Oneohtrix Point Never che sembrano essere nati per la sua voce. Ed è una gran festa.

18. Leonard Cohen – You Want It Darker

L’ultimo disco di Cohen, pubblicato poco prima della morte, lo riporta vicino ai suoi vertici, senza stravolgimenti, grazie alla collaborazione anche del figlio, a canzoni eleganti. E a quella voce.

17. Anderson .Paak – Malibu

Uno degli esponenti della “rivoluzione” black di questi anni, con un grande disco che unisce soul, r’n’b, atmosfere jazzate, rap e pop, forse un po’ dispersivo e al limite del patinato, ma pieno di invenzioni e melodie riuscite.

16. Blood Orange – Freetown Sound

Qui la black si unisce al funk, all’electro, frullati con una sensibilità da cantautore, per un suono ormai chiaramente “Blood Orange”, nel suo piccolo un grande successo.

15. Neil Young – Peace Trail

Con il Cavallo Pazzo non è mai semplice, così scostante, con una carriera piena di alti (altissimi) e bassi, con i fan pronti a portarlo in trionfo dopo ogni disco. Anche per quest’ultimo, qualcuno ha parlato di capolavoro, in molti (soprattutto all’estero) lo hanno stroncato: personalmente questo Neil Young più intimo, sporco, traballante, piace molto, sarà anche solo per come ti mette a tuo agio l’iniziale omonima, che è molto il Neil Young che preferisco.

14. Tim Hecker – Love Streams

In ambito elettronico il 2016 sarà ricordato probabilmente per il mastodontico nuovo Autechre (un quintuplo che necessita da parte mia di ulteriore tempo, ma che vi consiglio a scatola chiusa comunque), ma il nuovo Hecker forse è passato un po’ troppo sotto silenzio. Un maestro digitale che gioca con la musica (con tanto di cori) antica, per un risultato molto simile a un’opera d’arte da “esporre” in un museo.

13. Roy Montgomery – R M H Q: The Headquarters

Figura di culto assoluto, il neozelandese torna dopo quindici anni dall’ultima volta con un quadruplo che passa dal folk apocalittico (o qualcosa del genere) a inquietanti strumentali che sfiorano il metal, citano le colonne sonore e l’avanguardia pura, flirtano con la psichedelia e suonano pure shoegaze. Per un ascolto non così impegnativo come potrebbe sembrare e molto stimolante…

12. Lambchop – FLOTUS

Ormai era lecito pensare che i grandi Lambchop non avessero più nulla da dire: dopo aver marchiato a fuoco l’alternative country a cavallo tra anni novanta e inizio anni zero, non pubblicavano qualcosa di davvero rilevante da troppo tempo. Così è nata una piccola rivoluzione, spazio all’elettronica e a citazioni nu-soul: molto rischioso, ma anche tutto piuttosto riuscito. Con la solita classe.

11. Shackleton – Devotional Songs

Tra opera lirica, musica contemporanea, tribalismi, elettronica, psichedelia, esoterismo e ripetizioni alla Steve Reich per l’opera più ambiziosa di un genio contemporaneo misconosciuto come il producer inglese, qui in collaborazione con il cantante “castrato-style” (per citare la stampa) siciliano Ernesto Tomasini. Spiazzante, ma è ancora una volta un centro.

10. Rihanna – ANTI

Un album, almeno per chi scrive, sorprendente: confezionato in maniera impeccabile, zero ammiccamenti gratuiti al grande pubblico, zero (o quasi) singoli da classifica, suoni eleganti e minimali. Dicono che non c’entri nulla con la vecchia Rihanna, credo che non andrò a verificare…

9. Bon Iver – 22, A Million

Un disco che giustamente ha diviso parecchio, perché non si può dire sia un’opera riuscita, di certo è qualcosa di intenso e di ascoltato poco finora, con questi livelli di alienazione. Folk apocalittico, versione 2.0.

8. Beyoncé – Lemonade

Ormai “sdoganata” da anni nel resto del mondo, in Italia finalmente è riuscita a entrare anche nei circuiti alternativi con il suo album più completo, da vera regina dell’r&b contemporaneo, come ormai la definiscono tutti. Piuttosto oggettivo.

7. Radiohead – A Moon Shaped Pool

Ottimo album, come prevedibile, da fuoriclasse. Il difetto è che è anche troppo Radiohead. E visto che la rivoluzione l’hanno già fatta, non vedo come possano uscirne… Va (molto) bene comunque così.

6. Solange – A Seat at the Table

Ancora meglio di Beyoncé fa la sorella (sorella sul serio) Solange, che aggiunge al suo nuovo soul sfumature inedite e neppure troppo scontate, da ricercare in un album molto vasto e vario, che richiede più attenzione di quello che può sembrare a un primo ascolto.

5. Chance The Rapper – Coloring Book

Lo chiamano gospel rap, ma dentro questo variopinto contenitore c’è un po’ di tutto e sarebbe un peccato finisse solo tra le mani degli appassionati di rap (o di gospel, se esistono). Questa è semplicemente la musica nera del ventunesimo secolo. Divertente.

4. Pj Harvey – The Hope Six Demolition Project

Immensa, Pj Harvey, tra chitarre e sax (in particolare, ma è un lavoro molto corale, che vede protagonisti anche i nostri Stefana e Gabrielli), guerre e politica, sforna un altro disco che definire della maturità è poco. Questo è quello che dovrebbe essere, in ogni senso, il rock nel 2016, peccato ce lo dica una 47enne, con tutto il rispetto.

3. Frank Ocean – Blond

A proposito di musica nera del ventunesimo secolo: Frank Ocean dopo il debutto clamoroso di quattro anni fa torna in punta di piedi e fin quasi sottovoce, dando lezione di stile a tanti che in questo campo preferiscono mostrare i muscoli. Un piccolo-grande disco di soul d’avanguardia, chiamiamolo così…

2. David Bowie – Blackstar

Più che un album, un’opera d’arte. Si è talmente gridato al capolavoro, che alla fine veniva quasi da ripensarci… Poi se lo si riascolta, a un anno di distanza, non si può però che restare a bocca aperta davanti all’incredibile ultimo passo di Bowie (di cui chi scrive non è mai stato grande fan), tra avanguardia, jazz, prog, glam e art-rock.

1. Nick Cave – Skeleton Tree

Probabilmente (anzi, sicuramente, se solo si considera per l’appunto Blackstar) non è il disco migliore del 2016. Ma è quello che forse è più in grado di emozionare i suoi fan, indipendentemente dalla morte del figlio. O almeno questo è stato l’album più emozionante per chi scrive, un oggetto a parte nella discografia di Cave, una sorta di ambient-rock impregnato di dolore che si allontana e poi si riavvicina alla forma canzone più tradizionale senza per questo risultare discontinuo. Da lacrime.

 

Incinta, sorpresa in una casa a rubare Condannata a 10 mesi. E poi liberata…

A bloccarla, fino all’arrivo della polizia, un vicino di casa

La polizia ha arrestato a Lugo (in via Corelli) una 19enne croata vistosamente incinta che si era introdotta all’interno di un appartamento.

Gli agenti sono stati allertati da un vicino che, notato la ragazza insieme a una complice, ha bloccato la 19enne sino all’arrivo della polizia che ha poi trovato addosso alla giovane anche un cacciavite di grosse dimensioni utilizzato per scardinare la porta.

La padrona di casa ha denunciato alla polizia il furto di alcuni gioielli oltre a 200 euro in contanti.

Non nuova a fatti del genere, la ragazza ha dichiarato di abitare nei campi nomadi della regione per cui è stata portata al carcere di Forlì. Giudicata in tribunale giovedì mattina per direttissima è stata condannata alla pena di 10 mesi di carcere tornando però libera con il divieto di dimora nell’intera provincia di Ravenna.

Incinta, sorpresa in una casa a rubare Condannata a 10 mesi. E poi liberata…

A bloccarla, fino all’arrivo della polizia, un vicino di casa

La polizia ha arrestato a Lugo (in via Corelli) una 19enne croata vistosamente incinta che si era introdotta all’interno di un appartamento.

Gli agenti sono stati allertati da un vicino che, notato la ragazza insieme a una complice, ha bloccato la 19enne sino all’arrivo della polizia che ha poi trovato addosso alla giovane anche un cacciavite di grosse dimensioni utilizzato per scardinare la porta.

La padrona di casa ha denunciato alla polizia il furto di alcuni gioielli oltre a 200 euro in contanti.

Non nuova a fatti del genere, la ragazza ha dichiarato di abitare nei campi nomadi della regione per cui è stata portata al carcere di Forlì. Giudicata in tribunale giovedì mattina per direttissima è stata condannata alla pena di 10 mesi di carcere tornando però libera con il divieto di dimora nell’intera provincia di Ravenna.

Lanciano un tombino contro le vetrine di un bar e poi di un negozio: arrestati

All’arrivo di polizia e carabinieri i due hanno anche opposto resistenza

Hanno infranto la vetrata di un negozio di frutta e verdura scagliandovi contro un pesante tombino stradale, senza accorgersi però della presenza all’interno del titolare. Lo stesso avevano fatto poco prima in un bar vicino, sempre alla presenza del titolare. I due ragazzi – presumibilmente ubriachi o sotto l’effetto di droghe – sono quindi stati fermati poco dopo da polizia e carabinieri, a cui hanno però opposto anche resistenza, pure negli uffici di polizia, tanto che è stato necessario l’intervento dei sanitari del 118 per sedarli.

Si tratta di un 21enne e un 29enne – un italiano e un rumeno entrambi con numerosi precedenti e a carico del più giovane anche una proposta di sorveglianza speciale – arrestato per tentato furto aggravato. L’episodio è avvenuto a Lugo poco dopo le 20 di giovedì sera, nei pressi di via Foro Boario.

In tribunale venerdì mattina gli arresti sono stati convalidati e il processo aggiornato al prossimo 3 gennaio. Nel frattempo ai due è stato notificato l’obbligo di dimora e di firma.

Lanciano un tombino contro le vetrine di un bar e poi di un negozio: arrestati

All’arrivo di polizia e carabinieri i due hanno anche opposto resistenza

Hanno infranto la vetrata di un negozio di frutta e verdura scagliandovi contro un pesante tombino stradale, senza accorgersi però della presenza all’interno del titolare. Lo stesso avevano fatto poco prima in un bar vicino, sempre alla presenza del titolare. I due ragazzi – presumibilmente ubriachi o sotto l’effetto di droghe – sono quindi stati fermati poco dopo da polizia e carabinieri, a cui hanno però opposto anche resistenza, pure negli uffici di polizia, tanto che è stato necessario l’intervento dei sanitari del 118 per sedarli.

Si tratta di un 21enne e un 29enne – un italiano e un rumeno entrambi con numerosi precedenti e a carico del più giovane anche una proposta di sorveglianza speciale – arrestato per tentato furto aggravato. L’episodio è avvenuto a Lugo poco dopo le 20 di giovedì sera, nei pressi di via Foro Boario.

In tribunale venerdì mattina gli arresti sono stati convalidati e il processo aggiornato al prossimo 3 gennaio. Nel frattempo ai due è stato notificato l’obbligo di dimora e di firma.

In casa aveva più di 3 chili di hashish Arrestato un 45enne a Classe

Ritrovati anche vasi con quattro etti di marijuana essiccata

Nella tarda serata di giovedì, 29 dicembre, i carabinieri di Cervia-Milano Marittima hanno arrestato un 45enne di Classe – nullafacente e pregiudicato – per il reato di detenzione a fini di spaccio di droga.

I carabinieri hanno fatto irruzione nella casa dell’uomo ritrovano all’interno di un ripostiglio al pian terreno circa 4 etti di hashish in panetti e altrettanti di marijuna essiccata, contenuta in alcuni vasi di vetro. In una stanza al primo piano sono stati poi trovati altri 2,8 chili di hashish in panetti, oltre a un bilancino di precisione e agli attrezzi per il confezionamento.

Il miglior cinema del 2016: Tarantino e… le serie tv

Piccole emozioni di fine (e inizio) anno

È fine anno e sarebbe tempo di classifiche ma, francamente, non mi va. Questo anno cinematografico non mi ha dato emozioni nuove, esperienze nuove, visioni emozionanti e quanto altro di meraviglioso il cinema può riservarti. È stato l’ennesimo anno a favore delle serie Tv, che forse stanno prendendo il posto dei film nelle preferenze dello spettatore senza che noi ce ne accorgiamo ufficialmente.

Il cinema, di bello, ci ha dato un Tarantino strepitoso, che in due ore e mezza dà una lezione di cinema sia al cinema stesso che soprattutto al teatro e ai suoi limiti (se il cinema è Quentin, eh). Tutto il resto o è noia, o è inedito. E allora facciamo che la classifica la vince The Hateful Eight e che le emozioni maggiori ce le ha date il piccolo schermo, inteso come serie o come visioni private di film inediti. Non sono quindi le emozioni, come dice il titolo, a essere piccole, ma lo schermo. Il romanticismo e il divertimento risiedono nel paesino di Comillas, nella Spagna settentrionale, teatro della deliziosa commedia Primos (cugini), ovviamente inedita da noi, che vede appunto tre cugini tornare nel paese natale e ritrovare amori, amicizie e nuove esperienze. Da Oscar (spagnoli, ma non solo) la coppia d’attori Raul Arevalo e Antonio De La Torre.

L’angoscia se la prende tutta la serie più bella del nuovo millennio (ex aequo con Fargo, sono due cose diversissime): Black Mirror. 13 episodi, 3 serie, nessun legame tra loro se non la visione di un futuro distopico che si rivela un boomerang sempre diverso per l’uomo. Difficile da raccontare, correte a vederla su Netflix e se proprio volete un consiglio, guardate il primo episodio della terza serie. La nostalgia, soprattutto degli anni ottanta, ce la dà la serie rivelazione dell’anno: Stranger Things, di cui vi ho già detto in questa rubrica quanto sia bella e quanto temi allo stesso tempo la seconda stagione in arrivo. Un lavoro a sei mani firmato Spielberg, King, Carpenter, anche se non è vero. Su Netflix.

La paura e il disgusto vengono da un film inglese del 2008, un “escape movie” inedito che va visto solo se muniti di grande coraggio e grande stomaco, inteso non per quanto si vede su schermo, ma per quanto ti fa immaginare il regista. Eden Lake è un film cattivo, alla Funny Games per intenderci, e i suoi attori protagonisti sono diventati Michael Fassbender, Kelly Reilly, Jack O’Connel (’71) e Thomas “This Is England” Turgoose. Lo trovate in dvd e in digitale.

Infine, prima si parlava di Fargo, che racchiude in due serie tutte le emozioni sopra descritte regalandoci due magnifici film da dieci ore l’uno, migliori dell’originale dei Coen (ma c’è posto per tutti), con una seconda stagione ambientata nel 1979 a cui va il mio personale Oscar per la serie tv dell’anno, con Black Mirror terza stagione. Su Sky.

Senza dimenticare il secondo miglior film del 2016, i cui veli verranno scoperti col primo numero dell’anno del settimanale R&D, giusto per lasciarvi così, gratis, anche un po’ di suspense.

Buon 2017, quindi, in alto i calici per l’anno più importante del mondo delle serie Tv: in primavera torna dopo 26 anni Twin Peaks e io non vedo l’ora!

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