sabato
25 Aprile 2026

«La nuova Destinazione turistica Romagna-Ferrara operativa da marzo»

Il ravennate Corsini, assessore regionale al Turismo, traccia i tempi della semplificazione del settore

Entra nel vivo la fase costitutiva delle Destinazioni turistiche, previste dalla Legge regionale 4 che porta verso una semplificazione del sistema, con tre nuovi poli costituiti dalle province della Romagna e Ferrara (quindi tutta la fascia costiera), dalla Città Metropolitana di Bologna e dal territorio provinciale di Modena (che ha optato per una collaborazione istituzionale con Bologna sul versante della promozione turistica), mentre la terza metterà insieme i territori dell’Emilia occidentale compresi nelle province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

Attualmente i piani di promo-commercializzazione sono 12: i 9 provinciali, più i 4 delle Unioni di Prodotto. Con le Destinazioni turistiche diventeranno tre. All’interno di questo nuovo quadro, spetterà alle Destinazioni, cui potranno aderire anche le Camere di Commercio, istituire Cabine di regia con la partecipazione di soggetti privati del settore turistico locale. Dopo una fase di discussione che ha coinvolto tutti i territori della Regione, ora si procederà alla effettiva riorganizzazione.

«ll confronto istituzionale di questi ultimi mesi nei diversi territori dell’Emilia Romagna ha portato a questa configurazione – anticipa l’assessore regionale al Turismo, il ravennate Andrea Corsini –. Crediamo sia funzionale al raggiungimento dell’obiettivo di promuovere ambiti territoriali che, superando i confini provinciali, valorizzino Destinazioni omogenee dal punto di vista delle vocazioni turistiche. L’obiettivo è dare più efficacia al sistema regionale di promo-commercializzazione turistica».

Le Province e Comuni interessati hanno dato avvio all’iter di approvazione delle proposte di istituzione delle rispettive Destinazioni e dei relativi Statuti. Poi, aggiunge l’assessore Corsini «spetterà alla giunta Regionale, sentita la competente commissione assembleare (che è già stata aggiornata in una seduta dello scorso 7 dicembre), istituire le nuove Destinazioni turistiche. Contiamo che ciò possa avvenire entro il mese di gennaio, consentendo così l’operatività delle Destinazioni già a partire dal marzo del prossimo anno».

Imprenditori e professionisti a lezione di social media con Albanese e Confesercenti

Il progetto con il docente della business school Sole24ore organizzato e promosso dall’associazione di categoria

Ha riscosso un buon successo tra gli imprenditori del turismo e i professionisti della comunicazione aderenti a Federpubblicità l’iniziativa organizzata da Confesercenti a Ravenna con Andrea Albanese, docente di digital communication, social media marketing, digital strategy alla business school del Sole24Ore: il 12 e 13 dicembre due giorni di formazione, denominati Vitamine per la Comunicazione, dedicati a Facebook, Whatsapp, Messenger e Linkedin. Alla prima giornata hanno partecipato albergatori, operatori balneari e dei campeggi per confrontarsi sugli strumenti social che ogni giorno integrano le strategie di marketing aziendali. La seconda giornata, invece, ha visto protagonisti gli imprenditori della comunicazione aderenti a Federpubblicità che hanno fatto una full immersion su LinkedIn for Business.

«Le Vitamine per la comunicazione – scrive Confesercenti – sono un’iniziativa di divulgazione e formazione di buone pratiche per la comunicazione dedicata agli imprenditori, che negli anni ha avuto un’evoluzione nelle modalità e nei contenuti. È un’attività seminariale ad hoc, fatta su misura per questo tipo di aziende che da sempre cercano consulenze per far fronte ad esigenze nate dalla professionalità e dal rinnovamento digitale che tutte stanno sperimentando negli ultimi anni». Il progetto è organizzato e promosso da Sicot-Confesercenti con il contributo e il patrocinio della Camera di Commercio di Ravenna.

Manutenzione straordinaria: 115mila euro per lavori su via Trieste

L’intervento principale riguarda il ponte che sovrapassa via Vitalaccia, a fianco delle linee ferroviarie che accedono all’area portuale

Sono stati approvati dalla giunta comunale, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani, due progetti riguardanti lavori sulla via Trieste, per un investimento complessivo di 115mila euro. Si tratta, nel primo caso, di un intervento di manutenzione straordinaria del ponte che sovrapassa via Vitalaccia, a fianco delle linee ferroviarie che accedono all’area portuale, il cui valore ammonta a 65mila euro. L’altro intervento riguarda lavori di manutenzione straordinaria in alcuni tratti di via Trieste, quelli sopra al cavalcavia di via Classicana, prima dello svincolo per la tangenziale e quelli tra la Micoperi e la centrale Enel. La spesa ammonta a 50mila euro. La realizzazione di entrambi gli interventi comporterà un miglioramento della viabilità, della sicurezza stradale e dei livelli di servizio di una delle vie più importanti di raccordo con l’area industriale/portuale, caratterizzata da intenso traffico, anche da parte di mezzi pesanti.

Delitto Ballestri: sul corpo di Cagnoni graffi compatibili con la fuga tra i rovi

Consulenza chiesta dal pm: dubbi solo per un segno sul petto Esami tossicologici: nessuna traccia di farmaci o droghe

I graffi sul corpo e sul volto del 51enne Matteo Cagnoni, il dermatologo ravennate in carcere da tre mesi con l’accusa di aver ucciso la moglie Giulia Ballestri il 16 settembre scorso, accertati al momento dell’arresto avvenuto il 19 settembre sarebbero compatibili con la fuga tra i rovi nelle campagne fiorentine attorno alla casa paterna quando la polizia si presentò per il fermo. Solo un segno sul petto lascia dubbi nel consulente incaricato dal pubblico ministero: non è da escludere che sia l’effetto di un graffio subito dalla donna che cercava di difendersi. Nel corpo del medico non state trovate tracce di farmaci o droghe. È l’esito della consuenza come riportato dai quotidiani Resto del Carlino e Corriere Romagna.

Dopo l’accoltellamento il questore chiude il pub vicino alla Rocca Brancaleone

Si tratta del Woodstock, già finito nel mirino dell’ex sindaco Matteucci
Secondo la polizia è un ritrovo di pregiudicati

La polizia ha chiuso il pub Woodstock di via Porto Coriandro, nei pressi della Rocca Brancaleone, nell’ambito delle indagini sulla rissa della mattina di domenica, 11 dicembre, in cui una persona era finita all’ospedale dopo un accoltellamento (vedi articoli correlati).

Il questore ne ha disposto la chiusura per 15 giorni ritenendo – sulla base dei referti degli agenti della divisione amministrativa – che il locale fosse diventato un ritrovo e luogo di frequentazione di pregiudicati, anche per reati concernenti lo spaccio di droga, «nonché – si legge in una nota della questura – teatro di altre turbative dell’ordine e della sicurezza pubblica».

Proseguono intanto le indagini per meglio chiarire i motivi che hanno scatenato la rissa, riconducibile a una frizione tra cittadini albanesi e nordafricani dovuta – secondo la polizia – verosimilmente per questioni di droga.

Prima di trasferirsi nella sua attuale location, il Woodstock era finito già sulle pagine delle cronache locali quando, nella sede dello storico Bierhaus vicino alla stazione di Ravenna, era stato colpito da un’ordinanza del sindaco che ne imponeva la chiusura anticipata (vedi articoli correlati), anche per questioni di pubblica sicurezza.

«Io sono della Darsena» L’anima del quartiere in un video

Interviste a chi ha vissuto la propria adolescenza tra le strade a ridosso del Candiano

Aver vissuto la propria adolescenza nel quartiere Darsena di Ravenna, nel primo dopoguerra, negli anni del boom economico oppure ai giorni nostri, è il comune denominatore delle storie dietro ai volti che compaiono in “Io sono della Darsena”, il video frutto di un progetto realizzato dall’associazione Asja Lacis in collaborazione con l’assessorato alle Politiche giovanili del Comune e che verrà presentato il 16 dicembre alle 18 con una proiezione all’Almagià.

La proiezione sarà preceduta da un saluto dell’assessore alle Politiche giovanili Valentina Morigi e da un intervento di Sergio Tramma, docente di Pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi di Milano Bicocca: «Il progetto – spiega il Comune in una nota – ha preso vita a partire dalle peculiarità del quartiere Darsena, in continua trasformazione, con vecchi e nuovi abitanti che hanno costruito e continuano ad intessere nuove reti di convivenza; in questo cambiamento si avvicenda il racconto di tante esperienze, interessanti e differenti. Sono stati individuati alcuni testimoni che hanno svolto la funzione di passaparola sul territorio del quartiere Darsena. Il metodo adottato è stato quello dell’intervista condotta sul tema dell’adolescenza e della giovinezza vissute nel quartiere. Questo quartiere, laboratorio di tantissime esperienze di cittadinanza attiva e al centro di un progetto di rigenerazione urbana, diventa non solo fattore identitario ma punto di incontro tra generazioni e culture diverse».

Un nuovo pontile in pialassa: via libera a lavori per 164mila euro

Con l’obiettivo di migliorare la fruizione e la manutenzione della pialassa Baiona, della Valle della Canna e di Punte Alberete, recentemente la giunta del Comune di Ravenna, su proposta dell’assessore all’Ambiente Gianandrea Baroncini, ha approvato quattro progetti esecutivi del valore complessivo di 164mila euro.

«Si tratta di interventi – spiega Baroncini – che danno risposta all’esigenza di consentire la più ampia fruizione di un patrimonio naturale di pregio, inserito nel territorio del Parco del Delta del Po, cogliendo anche le sollecitazioni della cittadinanza, e di mantenerlo nelle condizioni di miglior decoro e sicurezza possibili».

Il primo dei quattro progetti consiste nella demolizione e ricostruzione di un pontile sull’argine della pialassa Baiona, a Marina Romea, in corrispondenza di viale dei Pioppi. Al posto dell’attuale e già parzialmente demolita struttura fissa sarà collocato un pontile galleggiante, nettamente migliore in quanto consentirà il varo delle canoe e l’imbarco a qualsiasi altro piccolo natante in condizioni di sicurezza e con altezza costante nonostante il moto di marea.

Sarà poi recuperata un’area a bordo di via delle Valli utilizzata in passato come zona di cantiere per interventi di escavo della pialassa Baiona. Vi sarà allestito un piccolo belvedere attrezzato e rivolto sulla pialassa; vi verranno piantate essenze vegetali arbustive ed arboree compatibili con i luoghi quali frassini, filliree e tamerici e sarà inoltre prevista una zona per la sosta delle auto dei fruitori dei capanni e delle cavane presenti nelle vicinanze.

Infine sono previsti ulteriori due interventi; uno consiste nella protezione della sponda di un tratto di argine sul lato est della pialassa Baiona, lungo 350 metri, da viale dei Pioppi a Marina Romea verso sud; l’altro nella pulizia da rovi e arbusti degli argini perimetrali di Valle della Canna e di alcuni di quelli di Punte Alberete, per garantire la percorribilità e la tenuta idraulica degli stessi.

I consiglieri comunali del gruppo Pd Marco Frati e Mariella Mantovani esprimono in una nota «la loro soddisfazione» per l’approvazione dei progetti «con particolare riferimento alla demolizione e ricostruzione del pontile sull’argine della pialassa Baiona, a Marina Romea, in corrispondenza di viale dei Pioppi, un intervento che risponde alle richieste di capannisti e fruitori della valle di Marina Romea».

Un viaggio fotografico alla scoperta della Ravenna post-Deserto Rosso

Nel bianconero di Adriano Zanni una ricerca sul paesaggio urbano: dalle periferie all’area portuale e poi giù fino alla spiaggia, passando anche per il petrolchimico e le piallasse. Il 16 dicembre presentazione del libro al Fargo

«Un’esplorazione fotografica del territorio in cui viviamo, una ricerca sul paesaggio urbano, vedute della città di Ravenna e dei suoi aspetti meno noti ed esplorati. Un viaggio durato anni seguendo itinerari non segnalati dalle guide turistiche». Così Adriano Zanni racconta il suo Cosa Resta, libro fotografico appena arrivato in libreria per le edizioni Reclam che sarà presentato il 16 dicembre alle 18 al Fargo (via Girolamo Rossi) in occasione di un aperitivo con l’autore. Sarà lui a raccontare quella passione che l’ha portato a scattare in angoli della città nascosti agli occhi di chi la visita e di chi la vive: dalle periferie all’area portuale e poi giù fino alla spiaggia, passando anche per il petrolchimico e le piallasse.

Cosa Resta è una raccolta in bianconero di 80 foto (con testi introduttivi di Elettra Stamboulis, Walter Pretolani e Davide Reviati) che affonda le radici nel blog Fulmini&Saette curato dal 2011 da Zanni sulle pagine del nostro sito internet. È una nuova tappa di un lavoro di ricerca che mostra il nostro territorio sotto un’angolazione inedita e lontana da qualsiasi patina.

Fotografo, artista sonoro e field recordist, Zanni ha iniziato la sua carriera con la pubblicazione di musica e composizioni elettroacustiche lavorando con diverse etichette discografiche europee ed esibendosi frequentemente dal vivo. Ha realizzato varie pubblicazioni fotografiche in edizioni web e cartacee, cura un foto-blog anche sul sito di informazione ilPost.it, si prende cura di alberi solitari attraverso un progetto web e pubblica reportage fotografici sul sito theTowner.it. I suoi lavori sono stati parte di mostre di arte contemporanea, progetti collettivi di web art e video; ha realizzato mostre fotografiche e installazioni.

Fino all’8 gennaio al Museo d’Arte della città di Ravenna è visitabile l’esposizione fotografica di Zanni che contiene anche foto di Cosa Resta. La mostra è stata inaugurata a novembre in occasione del festival Transmissions. Dieci fotografie non incluse tra quelle al Mar sono invece esposte al Fargo.

Un viaggio fotografico alla scoperta della Ravenna post-Deserto Rosso

Nel bianconero di Adriano Zanni una ricerca sul paesaggio urbano: dalle periferie all’area portuale e poi giù fino alla spiaggia, passando anche per il petrolchimico e le piallasse. Il 16 dicembre presentazione del libro al Fargo

«Un’esplorazione fotografica del territorio in cui viviamo, una ricerca sul paesaggio urbano, vedute della città di Ravenna e dei suoi aspetti meno noti ed esplorati. Un viaggio durato anni seguendo itinerari non segnalati dalle guide turistiche». Così Adriano Zanni racconta il suo Cosa Resta, libro fotografico appena arrivato in libreria per le edizioni Reclam che sarà presentato il 16 dicembre alle 18 al Fargo (via Girolamo Rossi) in occasione di un aperitivo con l’autore. Sarà lui a raccontare quella passione che l’ha portato a scattare in angoli della città nascosti agli occhi di chi la visita e di chi la vive: dalle periferie all’area portuale e poi giù fino alla spiaggia, passando anche per il petrolchimico e le piallasse.

Cosa Resta è una raccolta in bianconero di 80 foto (con testi introduttivi di Elettra Stamboulis, Walter Pretolani e Davide Reviati) che affonda le radici nel blog Fulmini&Saette curato dal 2011 da Zanni sulle pagine del nostro sito internet. È una nuova tappa di un lavoro di ricerca che mostra il nostro territorio sotto un’angolazione inedita e lontana da qualsiasi patina.

Fotografo, artista sonoro e field recordist, Zanni ha iniziato la sua carriera con la pubblicazione di musica e composizioni elettroacustiche lavorando con diverse etichette discografiche europee ed esibendosi frequentemente dal vivo. Ha realizzato varie pubblicazioni fotografiche in edizioni web e cartacee, cura un foto-blog anche sul sito di informazione ilPost.it, si prende cura di alberi solitari attraverso un progetto web e pubblica reportage fotografici sul sito theTowner.it. I suoi lavori sono stati parte di mostre di arte contemporanea, progetti collettivi di web art e video; ha realizzato mostre fotografiche e installazioni.

Fino all’8 gennaio al Museo d’Arte della città di Ravenna è visitabile l’esposizione fotografica di Zanni che contiene anche foto di Cosa Resta. La mostra è stata inaugurata a novembre in occasione del festival Transmissions. Dieci fotografie non incluse tra quelle al Mar sono invece esposte al Fargo.

Un corso per far scoprire ai migranti la storia e la cultura di Ravenna

Lo organizza il Fai per «favorire l’integrazione e stimolare il confronto»

Il Comitato Fai dell’Emilia Romagna – in collaborazione con l’associazione Amici del Fai – Restauro Monumenti e Paesaggio Onlus, e con il Fai – Fondo Ambiente Italiano e grazie al contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Ravenna – promuove un corso di formazione rivolto prevalentemente a cittadini di origine straniera al fine di diffondere tra i migranti che si trovano a vivere e lavorare a Ravenna la conoscenza del patrimonio storico artistico italiano, «per accrescere l’appartenenza alla comunità – si legge in una nota inviata alla stampa –, favorire l’integrazione e stimolare il confronto». Il corso intende preparare persone che possano a loro volta guidare i propri conterranei alla scoperta della storia, della cultura e dei monumenti di Ravenna, parlando anche nella loro lingua.

Le lezioni, in lingua italiana, riguardano i principali periodi storici della città e le relative testimonianze artistico architettoniche. Gli insegnanti guideranno gli studenti nelle lezioni teoriche – che si svolgeranno in classe – e nelle visite guidate.

I requisiti per essere ammessi sono: permesso di soggiorno o titolo equivalente, maggiore età, buona conoscenza della lingua italiana (parlata e scritta) e di almeno un’altra lingua, interesse per gli argomenti trattati: storia, arte, cultura. Il corso è gratuito e si rivolge a un massimo di 30 persone.
Verrà fatta una prima selezione in base alle domande ricevute, a cui seguiranno dei colloqui individuali solo per i candidati prescelti, in modo da verificarne l’idoneità, secondo criteri indicati nel documento di progetto.

Per iscriversi occorre compilare il modulo prestampato che si trova sul sito www.amicidelfai.it e inviarlo al seguente indirizzo mail artepontetraculture.er@gmail.com. In alternativa, è possibile inviare la domanda d’iscrizione per posta o a mano al seguente indirizzo: Segreteria- FAI Emilia Romagna – Via Marsala 7- 40126 Bologna.
Le iscrizioni verranno raccolte entro e non oltre sabato 31 dicembre. I colloqui di selezione si terranno il martedi 10 e mercoledi 11 gennaio. Le persone preselezionate verranno contattate telefonicamente per fissare il colloquio di selezione finale.

Il corso inizierà martedi 17 gennaio e si concluderà sabato 22 aprile e comprende 8 lezioni teoriche e 8 visite sul territorio. Le lezioni teoriche si terranno presso la Sala del Consiglio Territoriale dell’Area Darsena in via Aquileia, 13.
Ad ogni lezione teorica seguirà la visita sul territorio. I corsisti parteciperanno come ciceroni anche alla Giornata FAI di Primavera 2017. Per ulteriori informazioni contattare artepontetraculture.er@gmail.com

Un corso per far scoprire ai migranti la storia e la cultura di Ravenna

Lo organizza il Fai per «favorire l’integrazione e stimolare il confronto»

Il Comitato Fai dell’Emilia Romagna – in collaborazione con l’associazione Amici del Fai – Restauro Monumenti e Paesaggio Onlus, e con il Fai – Fondo Ambiente Italiano e grazie al contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Ravenna – promuove un corso di formazione rivolto prevalentemente a cittadini di origine straniera al fine di diffondere tra i migranti che si trovano a vivere e lavorare a Ravenna la conoscenza del patrimonio storico artistico italiano, «per accrescere l’appartenenza alla comunità – si legge in una nota inviata alla stampa –, favorire l’integrazione e stimolare il confronto». Il corso intende preparare persone che possano a loro volta guidare i propri conterranei alla scoperta della storia, della cultura e dei monumenti di Ravenna, parlando anche nella loro lingua.

Le lezioni, in lingua italiana, riguardano i principali periodi storici della città e le relative testimonianze artistico architettoniche. Gli insegnanti guideranno gli studenti nelle lezioni teoriche – che si svolgeranno in classe – e nelle visite guidate.

I requisiti per essere ammessi sono: permesso di soggiorno o titolo equivalente, maggiore età, buona conoscenza della lingua italiana (parlata e scritta) e di almeno un’altra lingua, interesse per gli argomenti trattati: storia, arte, cultura. Il corso è gratuito e si rivolge a un massimo di 30 persone.
Verrà fatta una prima selezione in base alle domande ricevute, a cui seguiranno dei colloqui individuali solo per i candidati prescelti, in modo da verificarne l’idoneità, secondo criteri indicati nel documento di progetto.

Per iscriversi occorre compilare il modulo prestampato che si trova sul sito www.amicidelfai.it e inviarlo al seguente indirizzo mail artepontetraculture.er@gmail.com. In alternativa, è possibile inviare la domanda d’iscrizione per posta o a mano al seguente indirizzo: Segreteria- FAI Emilia Romagna – Via Marsala 7- 40126 Bologna.
Le iscrizioni verranno raccolte entro e non oltre sabato 31 dicembre. I colloqui di selezione si terranno il martedi 10 e mercoledi 11 gennaio. Le persone preselezionate verranno contattate telefonicamente per fissare il colloquio di selezione finale.

Il corso inizierà martedi 17 gennaio e si concluderà sabato 22 aprile e comprende 8 lezioni teoriche e 8 visite sul territorio. Le lezioni teoriche si terranno presso la Sala del Consiglio Territoriale dell’Area Darsena in via Aquileia, 13.
Ad ogni lezione teorica seguirà la visita sul territorio. I corsisti parteciperanno come ciceroni anche alla Giornata FAI di Primavera 2017. Per ulteriori informazioni contattare artepontetraculture.er@gmail.com

Danno erariale: Errani e la sua ex giunta devono risarcire 100mila euro

La condanna della Corte dei Conti per i premi assegnati ai dirigenti nel periodo 2007-09. Secondo la difesa fu un risparmio

La Corte dei Conti condanna l’ex giunta regionale presieduta dal ravennate Vasco Errani, oggi commissario straordinario per il terremoto, al pagamento di 100mila euro di danni erariali per i premi assegnati a dieci dirigenti della Regione nel triennio 2007-09. Tra i nove componenti di quella giunta altri due ravennati: Guido Pasi e Anna Maria Dapporto. Condannato anche il direttore generale. I 100mila euro andranno quindi suddivisi tra i dieci amministratori. La notizia è riportata da Il Resto del Carlino in edicola oggi, 13 dicembre.

La sentenza è della terza sezione d’appello che ha accolto parzialmente il ricorso presentato dopo la condanna del 2014 che fissava il pagamento di 150mila euro, la somma sborsata ai dirigenti. I premi furono elargiti per indennità di coordinamento ma secondo la procura della Corte dei Conti non andavano assegnati perché erano una paga aggiuntiva per una funzione già inserita nelle competenze dei premiati.

Al tempo la giunta Errani, e lo stesso ex presidente di nuovo nelle ultime ore, sottolineò che in realtà ci fu un risparmio complessivo per l’ente perché si passò da 14 a 10 dirigenti assegnando a questi ultimi anche il compito di coordinamento di macro aree.

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