domenica
26 Aprile 2026

Compra i pezzi su internet e si costruisce un fucile calibro 36: arrestato

Un’arma monocolpo a canna liscia: l’uomo aveva reperito anche 26 cartucce

Ha comprato i singoli pezzi su internet e a casa li ha assemblati da solo: così un lughese si è costruito un fucile monocolpo a canna liscia, calibro 36, reperendo anche 26 cartucce. A seguito di accertamenti info-investigativi, l’uomo è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Lugo in violazione degli articoli 23 della legge 110/1975 e 697 del codice penale. L’arma era sprovvista di matricola e di punzonatura di legge.

Lavoratori senza regolare assunzione Sospesa l’attività di due pub

Controlli dei carabinieri nel Nucleo ispettorato del lavoro

I carabinieri hanno sospeso l’attività di due pub in centro a Ravenna: dalle 12 di oggi, 21 novembre, è infatti entrato in vigore il provvedimento preso dopo i controlli svolti nella serata di sabato 19 quando sono stati riscontrati lavoratori privi di regolare assunzione. In un caso gli irregolari erano il totale della forza lavoro e nell’altro caso erano l’80 percento della mestranze impiegate. Il controllo è stato svolto dai militari del Nucleo ispettorato del lavoro che hanno visitato alcuni pub ravennati.

Chiuse sei edicole a Ravenna in pochi mesi. «Venderla? Come una truffa…»

Serrande abbassate in centro, piazza Vacchi, via Gulli
e Borgo Montone: «Colpa anche dei giornali sdoganati all’Iper…»

Ha lasciato sulla serranda abbassata un messaggio di ringraziamento ai suoi clienti «che mi hanno sostenuto, offerto amicizia, regalato sorrisi, compagnie e risate». E dallo scorso 15 ottobre non ha più riaperto la sua edicola di via Corrado Ricci, sotto i portici all’angolo con via Gordini, in centro a Ravenna. Adele Cantagallo la gestiva ormai da quattro anni da sola, dopo averla rilevata con il marito circa 16 anni fa. Non ha neppure tentato di vendere, la licenza l’ha direttamente rottamata. «Venderla sarebbe stata come una truffa», sorride Adele, al telefono, racchiudendo tutto in una frase. In sedici anni il fatturato si è più che dimezzato, le vendite dei quotidiani – ci dice – calate del 60 percento. «Poi quello che è cambiato è anche il rapporto con la gente, è diventata sempre più arrogante, pù esigente. Era diventato pesante, nonostante io questo lavoro lo abbia amato moltissimo e nonostante alcuni miei clienti siano diventati amici, quasi parenti», continua Adele, che ora si sta guardando intorno, senza avere ancora le idee chiare sul futuro. Magari se le chiarirà dopo una vacanza, che manca da anni, a causa del lavoro sfiancante con l’edicola.

Pochi metri più in là, sotto i portici di via Gordini, è chiusa da mesi anche l’altra edicola, quella tra la pasticceria Ferrari e il caffè Alighieri. Il titolare – ci dicono dal Comune – si è impegnato a riaprire, ma non ci sono assolutamente certezze. Gli imprenditori dell’area e i frequentatori, intanto, chiedono la rimozione di entrambi i chioschi, che creerebbero degrado. Ma dal Comune sottolineano come si tratti di un’area privata, di proprietà della assicurazioni Ina, che dovranno provvedere ad assegnare nuove licenze o a rimuovere o far rimuovere ai vecchi titolari i chioschi.

Intanto, da qualche giorno a Ravenna hanno chiuso i battenti anche altre due storiche edicole come quella di piazza Vacchi (zona camera mortuaria) e di Borgo Montone. Il titolare di quest’ultima, ora tornato al suo vecchio lavoro di camionista, sentito al telefono se la prende in particolare con la liberalizzazione che ha permesso al vicino ipermercato di vendere i giornali e le riviste, oltre che alle strategie a suo dire suicide degli stessi editori, tra prezzi in aumento e abbonamenti scontati per il web. Acquistata quasi dieci anni fa a 300mila euro, ora l’edicola di Borgo Montone pare non si riesca a vendere neppure a 30mila…

In questi ultimi anni era rimasta chiusa per diversi mesi prima di riaprire anche l’edicola di viale Alberti – è possibile tenere le serrande abbassate fino a sei mesi senza comunicare nulla e rischiare di perdere la licenza – mentre sono ormai chiuse da mesi le edicole di via Monfalcone – tra circonvallazione Canale Molinetto e via Cesarea – e di via Gulli, quella storica del quartiere Darsena. Sono così sei i chioschi chiusi sui 30 totali presenti a Ravenna a inizio 2015. E altre due edicole – dicono voci di corridoio – sarebbero destinate a chiudere entro pochi mesi.

Chiuse sei edicole a Ravenna in pochi mesi. «Venderla? Come una truffa…»

Serrande abbassate in centro, piazza Vacchi, via Gulli e Borgo Montone: «Colpa anche dei giornali sdoganati all’Iper…»

Ha lasciato sulla serranda abbassata un messaggio di ringraziamento ai suoi clienti «che mi hanno sostenuto, offerto amicizia, regalato sorrisi, compagnie e risate». E dallo scorso 15 ottobre non ha più riaperto la sua edicola di via Corrado Ricci, sotto i portici all’angolo con via Gordini, in centro a Ravenna. Adele Cantagallo la gestiva ormai da quattro anni da sola, dopo averla rilevata con il marito circa 16 anni fa. Non ha neppure tentato di vendere, la licenza l’ha direttamente rottamata. «Venderla sarebbe stata come una truffa», sorride Adele, al telefono, racchiudendo tutto in una frase. In sedici anni il fatturato si è più che dimezzato, le vendite dei quotidiani – ci dice – calate del 60 percento. «Poi quello che è cambiato è anche il rapporto con la gente, è diventata sempre più arrogante, pù esigente. Era diventato pesante, nonostante io questo lavoro lo abbia amato moltissimo e nonostante alcuni miei clienti siano diventati amici, quasi parenti», continua Adele, che ora si sta guardando intorno, senza avere ancora le idee chiare sul futuro. Magari se le chiarirà dopo una vacanza, che manca da anni, a causa del lavoro sfiancante con l’edicola.

Pochi metri più in là, sotto i portici di via Gordini, è chiusa da mesi anche l’altra edicola, quella tra la pasticceria Ferrari e il caffè Alighieri. Il titolare – ci dicono dal Comune – si è impegnato a riaprire, ma non ci sono assolutamente certezze. Gli imprenditori dell’area e i frequentatori, intanto, chiedono la rimozione di entrambi i chioschi, che creerebbero degrado. Ma dal Comune sottolineano come si tratti di un’area privata, di proprietà della assicurazioni Ina, che dovranno provvedere ad assegnare nuove licenze o a rimuovere o far rimuovere ai vecchi titolari i chioschi.

Intanto, da qualche giorno a Ravenna hanno chiuso i battenti anche altre due storiche edicole come quella di piazza Vacchi (zona camera mortuaria) e di Borgo Montone. Il titolare di quest’ultima, ora tornato al suo vecchio lavoro di camionista, sentito al telefono se la prende in particolare con la liberalizzazione che ha permesso al vicino ipermercato di vendere i giornali e le riviste, oltre che alle strategie a suo dire suicide degli stessi editori, tra prezzi in aumento e abbonamenti scontati per il web. Acquistata quasi dieci anni fa a 300mila euro, ora l’edicola di Borgo Montone pare non si riesca a vendere neppure a 30mila…

In questi ultimi anni era rimasta chiusa per diversi mesi prima di riaprire anche l’edicola di viale Alberti – è possibile tenere le serrande abbassate fino a sei mesi senza comunicare nulla e rischiare di perdere la licenza – mentre sono ormai chiuse da mesi le edicole di via Monfalcone – tra circonvallazione Canale Molinetto e via Cesarea – e di via Gulli, quella storica del quartiere Darsena. Sono così sei i chioschi chiusi sui 30 totali presenti a Ravenna a inizio 2015. E altre due edicole – dicono voci di corridoio – sarebbero destinate a chiudere entro pochi mesi.

«Emissioni della Bunge maleodoranti ma non nocive per la salute»

Sequestrato lo stabilimento che lavora semi oleosi: il fermo potrebbe essere evitato se saranno presi impegni per ridurre l’impatto dei gas

Le emissioni non sono ritenute nocive per la salute della popolazione ma hanno una puzza eccessiva che ha causato episodi di malessere con nausea e problemi respiratori tra i residenti di Porto Corsini e Marina di Ravenna, al punto da ritenere la sussistenza di un reato che riguarda emissioni di gas, vapori o fumi. È la precisazione che il procuratore capo di Ravenna, Alessandro Mancini, ha ritenuto di voler aggiungere a ulteriore chiarimento del provvedimento firmato insieme al sostituto Cristina D’Aniello per il sequestro preventivo dello stabilimento Bunge eseguito dai carabinieri il 19 novembre.

Lo stabilimento è ancora operativo: l’attività procede a ciclo continuo e occorrono 72 ore per fermare le macchine. Una eventualità che potrebbe non arrivare mai. Infatti a distanza di 48 ore dalla notifica del sequestro, nel pomeriggio di oggi, è in agenda un vertice negli uffici della procura tra i magistrati e i legali dell’azienda che si occupa di lavorazione di semi oleosi e oli vegetali e prodotti derivati: eventuali impegni concreti dalla direzione Bunge per mettere in atto idonei strumenti a ridurre l’impatto dell’attività sull’aria circostante potrebbero essere la condizione sufficiente per avviare un percorso condiviso verso il dissequestro del sito sulle banchine del Candiano.

«Non ci siamo pentiti del provvedimento che abbiamo preso – ha affermato Mancini incontrando la stampa – ma non siamo alla ricerca del consenso: comprendiamo le questioni occupazionali ma non al punto da permettere un reato. Il sequestro è stato un provvedimento legittimo e doveroso». Che contiene già le autorizzazioni per la società a fare tutto il necessario per ridurre le emissioni: «La riduzione dei comportamenti che configurano il reato ipotizzato portano alla revoca del sequestro».

Il sindaco ex 5 Stelle Pizzarotti a Ravenna «Anche qui un giorno seguiremo il suo esempio…»

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, spesso al centro della scena politica nazionale, sarà venerdì 25 novembre alle 21 alla sala Buzzi di via Berlinguer, a Ravenna, ospite dei consiglieri comunali di CambieRà, il movimento civico nato come noto in occasione delle ultime amministrative dalle “ceneri” del Movimento 5 Stelle dopo la mancata certificazione.

Si tratta di una delle prime trasferte di Pizzarotti a seguito delle dimissioni dal Movimento 5 Stelle «e siamo onorati che abbia scelto di venire a trovare noi del Movimento Civico CambieRà», scrivono i consiglieri in una nota inviata alla stampa.

«Grazie a lui – scrivno da Cambierà – avremo modo di conoscere come si amministra una città ottenendo in pochissimi anni risultati eccezionali: dal turismo alla raccolta differenziata, dal nuovo concetto di partecipazione cittadina alla drastica riduzione del debito pubblico, per arrivare alla quinta posizione italiana nella classifica “smart city”. Grazie all’esperienza parmense, trarremo quindi spunti preziosi per poter, un giorno, portare anche Ravenna agli stessi tanto agognati risultati».

Ai parcometri pass giornalieri da 8 euro per entrare nelle Ztl del centro di Ravenna

Al via la fase sperimentale. Il sistema a regime dal 5 dicembre
Cambierà critica: «Così auto con 4 frecce e caos assurdo a ogni ora»

Parte oggi, lunedì 21 novembre, la fase sperimentale della modalità semplificata per ottenere il pass, valido 24 ore, che consente l’accesso dei veicoli ai varchi Sirio che sorvegliano le zone a traffico limitato del centro storico di Ravenna.

Grazie ai parcometri esistenti nelle aree di sosta, inserendo il numero di targa e pagando il corrispettivo di 8 euro, si potrà ottenere la stampa del contrassegno da esibire sul cruscotto dell’auto che consentirà il transito per 24 ore e la sosta per un massimo di 90 minuti nelle strade appartenenti alle zone a traffico limitato (ma non nelle aree pedonali, quali ad esempio piazza del Popolo, via Boccaccio, via Galla Placidia).

La fase sperimentale prevede il rilascio di contrassegni solo dal parcometro installato nella sede della Polizia municipale di via D’Alaggio, fino al 4 dicembre, allo scopo di verificare il funzionamento corretto. Dal 5 dicembre invece il sistema entrerà a regime: i parcometri abilitati al rilascio dei pass sono solo quelli collocati nelle aree di sosta di piazzale Torre Umbratica, via Agusta (al civico 2), piazza Mameli, piazza della Resistenza, via Maggiore (al civico 62), via R. Ricci angolo con via Castel san Pietro, viale Santi Baldini incrocio via Gradisca, via D’Alaggio 3, sede della Polizia municipale.

«Le tecnologie di cui siamo in possesso – afferma l’assessore Roberto Fagnani – ci consentono di dare una svolta innovativa ai servizi al cittadino e il contrassegno per accedere alla ztl diventa ‘fai da te’, 24 ore su 24. Con il duplice risultato di semplificare la vita agli automobilisti che potranno disporre subito di un pass al bisogno evitando le sanzioni di Sirio, e di impiegare in modo più consono le unità della Polizia municipale adibite in precedenza a questi compiti».

Tra le prime reazioni, quella molto critica del movimento civico Cambierà, che in una nota inviata alla stampa dalla consigliera Samantha Tardi (che pubblichiamo integralmente qui sotto tra gli allegati e in cui si fa riferimento anche all’odg approvato in settembre sulle auto ibride) lancia l’allarme, prefigurando «un caos assurdo a qualsiasi ora» in centro storico.

«Ci immaginiamo – scrive Tardi – già decine di auto ferme con le quattro frecce davanti ai numerosi negozi del centro durante le festività natalizie in preda al delirio da “shopping a km 0”, con auto cariche di persone che, con somma soddisfazione, divideranno la somma di 8 euro per poter scorrazzare a piacimento per le vie più “in” della città. Siamo esterrefatti da una scelta simile, soprattutto quando leggiamo agli ingressi cittadini cartelli di divieto di transito dal lunedì alla domenica per tenere monitorate le emissioni di PM10 e scongiurare i numerosi sforamenti. Non ci capacitiamo dell’incoerenza amministrativa che si dimostra eliminando parcheggi a ridosso del centro storico, promuovendo i mezzi pubblici come alternativa, per poi favorire gli ingressi direttamente in auto, pedonalizzando intanto completamente la zona del mausoleo di Galla Placidia».

Ai parcometri pass giornalieri da 8 euro per entrare nelle Ztl del centro di Ravenna

Al via la fase sperimentale. Il sistema a regime dal 5 dicembre Cambierà critica: «Così auto con 4 frecce e caos assurdo a ogni ora»

Parte oggi, lunedì 21 novembre, la fase sperimentale della modalità semplificata per ottenere il pass, valido 24 ore, che consente l’accesso dei veicoli ai varchi Sirio che sorvegliano le zone a traffico limitato del centro storico di Ravenna.

Grazie ai parcometri esistenti nelle aree di sosta, inserendo il numero di targa e pagando il corrispettivo di 8 euro, si potrà ottenere la stampa del contrassegno da esibire sul cruscotto dell’auto che consentirà il transito per 24 ore e la sosta per un massimo di 90 minuti nelle strade appartenenti alle zone a traffico limitato (ma non nelle aree pedonali, quali ad esempio piazza del Popolo, via Boccaccio, via Galla Placidia).

La fase sperimentale prevede il rilascio di contrassegni solo dal parcometro installato nella sede della Polizia municipale di via D’Alaggio, fino al 4 dicembre, allo scopo di verificare il funzionamento corretto. Dal 5 dicembre invece il sistema entrerà a regime: i parcometri abilitati al rilascio dei pass sono solo quelli collocati nelle aree di sosta di piazzale Torre Umbratica, via Agusta (al civico 2), piazza Mameli, piazza della Resistenza, via Maggiore (al civico 62), via R. Ricci angolo con via Castel san Pietro, viale Santi Baldini incrocio via Gradisca, via D’Alaggio 3, sede della Polizia municipale.

«Le tecnologie di cui siamo in possesso – afferma l’assessore Roberto Fagnani – ci consentono di dare una svolta innovativa ai servizi al cittadino e il contrassegno per accedere alla ztl diventa ‘fai da te’, 24 ore su 24. Con il duplice risultato di semplificare la vita agli automobilisti che potranno disporre subito di un pass al bisogno evitando le sanzioni di Sirio, e di impiegare in modo più consono le unità della Polizia municipale adibite in precedenza a questi compiti».

Tra le prime reazioni, quella molto critica del movimento civico Cambierà, che in una nota inviata alla stampa dalla consigliera Samantha Tardi (che pubblichiamo integralmente qui sotto tra gli allegati e in cui si fa riferimento anche all’odg approvato in settembre sulle auto ibride) lancia l’allarme, prefigurando «un caos assurdo a qualsiasi ora» in centro storico.

«Ci immaginiamo – scrive Tardi – già decine di auto ferme con le quattro frecce davanti ai numerosi negozi del centro durante le festività natalizie in preda al delirio da “shopping a km 0”, con auto cariche di persone che, con somma soddisfazione, divideranno la somma di 8 euro per poter scorrazzare a piacimento per le vie più “in” della città. Siamo esterrefatti da una scelta simile, soprattutto quando leggiamo agli ingressi cittadini cartelli di divieto di transito dal lunedì alla domenica per tenere monitorate le emissioni di PM10 e scongiurare i numerosi sforamenti. Non ci capacitiamo dell’incoerenza amministrativa che si dimostra eliminando parcheggi a ridosso del centro storico, promuovendo i mezzi pubblici come alternativa, per poi favorire gli ingressi direttamente in auto, pedonalizzando intanto completamente la zona del mausoleo di Galla Placidia».

Catturato a Cervia rapinatore di un vincitore alle slot machine

Fermato dei Carabinieri nella stazione Fs a una settimana dall’aggressione armata

carabinieri cerviaI Carabinieri di Cervia, nel corso di un servizio antidegrado hanno rintracciato dopo una settimana di ricerche un trentenne, autore di una rapina con pistola all’uscita di una sala giochi. Dopo l’identificazione e lo sgombero di un alloggio in via Bova dove risiedeva, si nascondeva nella stazione ferroviaria.
Era la notte tra l’11 il 12 novembre – informano i militari in una nota stampa – quando un giovane albanese, reduce da una vincita alle slot machine, era stato rapinato da due nordafricani armati di pistola. Uno dei due autori, un 30enne marocchino, pregiudicato, identificato dopo poche ore, si era però reso irreperibile, fuggendo dallo stabile dove dormiva, sgomberato dai carabinieri all’indomani del delitto e attualmente in corso di bonifica. Ricercato tra i rifugi di senzatetto, i carabinieri lo hanno sorpreso, nella nottata fra il 19 e 20 novembre, nei pressi della stazione Fs di Cervia. Il rapinatore è stato tradotto in carcere a Ravenna, dove era uscito appena un mese fa. Intanto, assicurano i Carabinieri, proseguono le indagini per catturare anche il complice.

Guida ubriaco e scappa, inseguimento rocambolesco in città

Arrestato un 28enne ravennate, già noto per il reato di resistenza a pubblico ufficiale

carabinieriAll’alt di una pattuglia radiomobile dei Carabinieri di Ravenna, in viale Randi, nella notte tra venerdi e sabato, un automobilista su una Alfa Romeo ha tentato di investire il militare che gli richiedeva di fermarsi al controllo ed è scappato con l’auto ad alta velocità verso la periferia est della città. È iniziato così una corsa rocambolesca conclusa – dopo che agli agenti dell’Arma si erano uniti nell’inseguimento altri mezzi delle forze dell’ordine in servizio – al passaggio a livello, serrato per il transito di un treno, della circonvallazione Canale Molinetto. Il fuggitivo – precisano in una nota stampa stampa i Carabinieri – costretto a fermarsi, è sceso dall’auto e ha tentato di aggredire i militari ma è stato bloccato: palesemente ubriaco, non voleva sottoporsi ai controlli. Si tratta di un 28enne ravennate, già noto alle forze dell’ordine per resistenza a pubblico ufficiale.
Condotto in caserma l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto. Dopo una notte in camera di sicurezza, davanti al giudice di turno, che ha convalidato l’arresto, ha richiesto i termini a difesa.  

In ricordo di Enrico Liverani a un anno dalla scomparsa

Municipio gremito per l’incontro dedicato all’ assessore morto improvvisamente a 39 anni. Alla Rocca un’opera d’arte in sua memoria

Liverani Una sala preconsialiare affollata da parenti, amici, compagni di partito, semplici cittadini ha commemorato domenica mattina, Enrico Liverani, prematuramente scomparso proprio il 20 novembre di un anno fa.

La cerimonia pubblica, promossa dal sindaco De Pascale dalla giunta comunale, ha voluto ricordare il giovane assessore e candidato a sindaco con la citazione delle sue parole e la rievocazione della sua idea di città attraverso la proiezione di un video e la lettura di passi tratti dal suo discorso di candidatura a sindaco, pronunciato appena un mese prima della sua tragica e inaspettata morte per un malore.

Michele de Pascale, è intervenuto sottolineando i due aspetti che più di tutti hanno caratterizzato la figura di Enrico Liverani dal punto di vista umano e politico – si legge in una nota del Sindaco –.  «la sua visione condivisa della nostra città, non solo patrimonio di qualcuno ma di tutti, e che ha fatto del tema dell’accoglienza uno dei suoi valori centrali; e una lezione, la più importante che Enrico ci ha lasciato attraverso l’unicità della sua figura, del suo pensiero, del suo pragmatismo e dei suoi valori a volte anche radicali: in un’epoca fatta di omologazione del pensiero e di incomunicabilità, l’importanza della capacità di essere sempre noi stessi e di essere in grado di confrontarci liberamente senza conformismi».

Monumento LiveraniIntanto, venerdì scorso è stata inaugurata alla presenza dell’assessore Roberto Fagnani e di Rossella Liverani, madre di Enrico, e di altri colleghi e amici, un’opera frutto del progetto degli studenti del corso di scultura del Liceo artistico Nervi-Severini, ideato e coordinato dalla dirigente scolastica Mariateresa Buglione e le persone più vicine a Enrico. Si tratta di un’opera in bronzo con inserti in mosaico che rappresenta un leggio e riporta una frase di Liverani pronunciata i occasione del suo discorso di candidato a sindaco di ravenna nell’autunno del 2015: «Io sarò sempre dalla parte di chi ha un diritto in meno». A questa opera simbolica il gruppo “l’Amata Brancaleone”, formato da cittadini e associazioni che intendono rilanciare la Rocca come luogo di aggregazione sociale e culturale della città – nella convinzione che Enrico Liverani volesse fare del parco storico anche un luogo ideale per la lettura – si è ripromesso collocare nel 2017, accanto al leggio, sotto l’ombra della grande quercia, una panchina e una una piccola libreria a libero accesso, dedicata ai libri per bambini. Per fare dell’Albero per Enrico” un angolo della Rocca dove leggere e raccontare, dove trasmettere alle giovani generazioni i principi della nostra cultura e della solidarietà.

Nelle foto di Fabrizio Zani alcuni momenti della cerimonia in Municipio e dell’inaugurazione del monumento alla Rocca.

In ricordo di Enrico Liverani a un anno dalla scomparsa

Municipio gremito per l’incontro dedicato all’ assessore morto improvvisamente a 39 anni. Alla Rocca un’opera d’arte in sua memoria

Liverani Una sala preconsialiare affollata da parenti, amici, compagni di partito, semplici cittadini ha commemorato domenica mattina, Enrico Liverani, prematuramente scomparso proprio il 20 novembre di un anno fa.

La cerimonia pubblica, promossa dal sindaco De Pascale dalla giunta comunale, ha voluto ricordare il giovane assessore e candidato a sindaco con la citazione delle sue parole e la rievocazione della sua idea di città attraverso la proiezione di un video e la lettura di passi tratti dal suo discorso di candidatura a sindaco, pronunciato appena un mese prima della sua tragica e inaspettata morte per un malore.

Michele de Pascale, è intervenuto sottolineando i due aspetti che più di tutti hanno caratterizzato la figura di Enrico Liverani dal punto di vista umano e politico – si legge in una nota del Sindaco –.  «la sua visione condivisa della nostra città, non solo patrimonio di qualcuno ma di tutti, e che ha fatto del tema dell’accoglienza uno dei suoi valori centrali; e una lezione, la più importante che Enrico ci ha lasciato attraverso l’unicità della sua figura, del suo pensiero, del suo pragmatismo e dei suoi valori a volte anche radicali: in un’epoca fatta di omologazione del pensiero e di incomunicabilità, l’importanza della capacità di essere sempre noi stessi e di essere in grado di confrontarci liberamente senza conformismi».

Monumento LiveraniIntanto, venerdì scorso è stata inaugurata alla presenza dell’assessore Roberto Fagnani e di Rossella Liverani, madre di Enrico, e di altri colleghi e amici, un’opera frutto del progetto degli studenti del corso di scultura del Liceo artistico Nervi-Severini, ideato e coordinato dalla dirigente scolastica Mariateresa Buglione e le persone più vicine a Enrico. Si tratta di un’opera in bronzo con inserti in mosaico che rappresenta un leggio e riporta una frase di Liverani pronunciata i occasione del suo discorso di candidato a sindaco di ravenna nell’autunno del 2015: «Io sarò sempre dalla parte di chi ha un diritto in meno». A questa opera simbolica il gruppo “l’Amata Brancaleone”, formato da cittadini e associazioni che intendono rilanciare la Rocca come luogo di aggregazione sociale e culturale della città – nella convinzione che Enrico Liverani volesse fare del parco storico anche un luogo ideale per la lettura – si è ripromesso collocare nel 2017, accanto al leggio, sotto l’ombra della grande quercia, una panchina e una una piccola libreria a libero accesso, dedicata ai libri per bambini. Per fare dell’Albero per Enrico” un angolo della Rocca dove leggere e raccontare, dove trasmettere alle giovani generazioni i principi della nostra cultura e della solidarietà.

Nelle foto di Fabrizio Zani alcuni momenti della cerimonia in Municipio e dell’inaugurazione del monumento alla Rocca.

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