lunedì
27 Aprile 2026

Il premio Guidarello compie 45 anni: l’edizione 2016 passa da Dante a Fellini e arriva alle cronache di guerra

Negri (Sole24ore), Varetto (SkyTg24), Vaccarezza (Tg2) e il regista Moscati tra i destinatari del riconoscimento degli Industriali per il giornalismo d’autore. Premiato anche l’architetto Alberto Giorgio Cassani per un articolo sulla rivista Casa Premium

Si passa da Dante a Fellini e si arriva alle cronache di guerra: sono questi alcuni dei temi trattati dalle figure premiate per la 45esima edizione del Guidarello, il riconoscimento assegnato ogni anno al mondo del giornalismo nazionale e romagnolo finora da Confindustria Ravenna e quest’anno da Confindustria Romagna. Appuntamento con la cerimonia di consegna dei premi, come ormai abitudine, l’ultima domenica di novembre: il 27 dalle 18 al teatro Alighieri di Ravenna con il presidente della giuria nazionale Bruno Vespa a condurre la serata affiancato dalla giornalista Margherita Ghinassi (in fondo alla pagina il link con il pdf contenente le schede di tutti i premiati).

Per il giornalismo nazionale, la sezione società premia Alberto Negri, inviato di guerra del Sole 24 Ore, specializzato nell’area Medio Oriente, Asia centrale, Africa e Balcani, dove ha coperto con servizi sul campo tutti i principali eventi politici e bellici degli ultimi 35 anni. Nella sezione cultura il riconoscimento è attribuito al direttore di Rai Cultura, Silvia Calandrelli, per l’ampliamento dell’offerta di Rai Storia, che approfondisce fatti e personaggi, li presenta in modo accattivante nel loro contesto attraverso uno stile divulgativo che non scade mai nella banalizzazione. Infine per la sezione radio/televisione il premio va alla giornalista Sarah Varetto che dirige il canale all news SkyTg24, affermato notiziario tempestivo su ogni fatto di cronaca, politica e spettacolo, che manda in diretta tutti gli avvenimenti più importanti.

Alberto Giorgio CassaniPer il giornalismo Romagna i riconoscimenti della giuria presieduta da Roberto Balzani vanno alla professoressa Rossella Bonfatti nella sezione studi e ricerche, per l’articolo Le ‘campane di Dante’: una microstoria delle celebrazioni dantesche ravennati del 1921, in “Bollettino dantesco. Per il settimo centenario”, accurato studio che ricostruisce la storia della “squilla di Dante” e delle campane della basilica di San Francesco, che da anni danno voce alla Zona del silenzio. Nella sezione cultura viene premiato l’architetto Alberto Giorgio Cassani per l’articolo Il signor Dido e la città “abbottonata”. Sentimento di Ravenna di Alberto Savinio (1951) sul numero 104 della rivista “Casa Premium” edita da Reclam, che riscopre e commenta le pagine dedicate a Ravenna da Andrea De Chirico, fratello del pittore Giorgio, in visita a una città descritta come “abbottonata fino al pomo d’adamo nel suo abito di pietra”. Infine, il riconoscimento per la sezione società va al regista Italo Moscati per il volume Fellini & Fellini. L’inquilino di Cinecittà (Lindau, 2016) che ripercorre con efficacia e finezza la vicenda felliniana, a partire dagli anni romagnoli, fra le due guerre. È lì che nasce un sogno materializzatosi poi, dopo la catastrofe del 1943-45, nello spazio “magico” di Cinecittà.

Il Premio Guidarello Turismo viene attribuito dalla giuria guidata dal presidente di Federturismo, Gianfranco Battisti, al volto del Tg2 Silvia Vaccarezza, che conduce della rubrica Sì viaggiare, in cui da 15 anni mostra splendide mete turistiche italiane ed internazionali, e che da quest’anno cura anche Tutto il bello che c’è, sull’Italia che funziona e su tutto ciò che può ancora stupire.

Nel 2016 il premio esplora anche un nuovo filone tematico: dopo aver posto sotto i riflettori per anni il tema della legalità, il premio ad honorem 2016 viene attribuito all’ingegner Francesco Ticozzi, preside dell’Istituto tecnico Omar di Novara, dove è stato ideato un progetto di alternanza scuola-lavoro riconosciuto dalla Regione Piemonte, e che ogni anno conferma con contratti a tempo indeterminato il 95% degli inserimenti in azienda. «Abbiamo voluto premiare un esempio di scuola che funziona, integrata con il territorio grazie alla costruzione di un rapporto con le aziende da un lato e con i ragazzi e le loro famiglie dall’altro – spiega il presidente degli Industriali romagnoli, Paolo Maggioli -. È un riconoscimento al merito, alla costanza di chi non si scoraggia, all’entusiasmo e all’inventiva che fanno trovare nuove strade per rispondere positivamente alla questione dell’occupazione giovanile, da cui dipende il nostro futuro. Siamo convinti che di istituti come questo, in potenza, ce ne siano tanti: vanno trovati e valorizzati».

Come ogni anno, salirà sul palco anche la classe vincitrice delle sezione Giovani arrivata alla decima edizione e la cui premiazione si terrà martedì 22 novembre alle 10 al Palazzo dei Congressi di Ravenna.

La cerimonia sarà trasmessa da Di.Tv a partire dalle 22 sul canale 90 del digitale terrestre e in streaming su www.di-tv.net/streaming. L’hashtag per seguire la diretta Twitter della serata è #guidarello45.

Al bar cercavano i nuovi clienti poi consegnavano la droga a domicilio

Tre arrestati: una donna incassava i soldi e faceva la guardia al covo, due uomini facevano le consegne. In casa avevano 10mila euro in contanti

Al bar cercavano i nuovi clienti e poi consegnavano la droga a domicilio: i carabinieri della compagnia di Ravenna, nella tarda serata di giovedì 17 novembre, hanno arrestato due uomini e una donna che distribuivano cocaina, hashish e eroina in tutta la città, nel forese e in alcuni comuni limitrofi. In manette due fratelli tunisini di 30 e 22 anni ed una 48enne italiana, tutti con precedenti specifici. Nell’abitazione che usavano come base per lo smistamento degli ordini sono stati trovati 10mila euro in contaanti in banconote di vario taglio, ritenuti i guadagni dello spaccio.

I carabinieri della stazione di Ravenna, al comando del maresciallo Maiorana, tenevano sotto osservazioni il trio arrivando a inquadrare le modalità di azione. Dopo i contatti in un locale della città venivano fatte le consegne dai due uomini a casa degli acquirenti o in concordati punti di ritrovo mentre la donna raccoglieva i soldi e vigilava sull’abitazione, vera e propria base logista per i tre. Quando ieri sera i militari sono intervenuti li hanno trovati in flagranza a cedere della sostanza stupefacente a un italiano. È seguita la perquisizione della casa e occultate in più punti dell’appartamento hanno trovato numerose dosi di cocaina, eroina e hashish. Gli arrestati sono in carcere in attesa di giudizio.

Allerta meteo per 24 ore da mezzanotte Raffiche di vento fino a 75 km orari

Mare molto mosso al largo con altezza dell’onda fino a 2,5 metri La protezione civile raccomanda di non accedere a moli e dighe

Un’allerta della protezione civile regionale attiva una fase di attenzione di livello 1 nel territorio ravennate per vento e stato del mare, dalla mezzanotte di oggi 18 novembre per 24 ore. L’afflusso di correnti meridionali temperate e umide determineranno condizioni di instabilità nella giornata di domani, sabato 19 novembre; sono previsti rinforzi di vento di circa 65 km orari e raffiche fino a 75 km orari. Mare molto mosso al largo con altezza dell’onda fino a 2,5 metri. Si raccomanda di non accedere a moli e dighe foranee, di fare attenzione alla guida e di mettere al sicuro oggetti che potrebbero essere danneggiati dal vento. Per eventuali aggiornamenti si possono consultare i siti della protezione civile e del Comune di Ravenna.

Un cortometraggio sulla maratona di Ravenna e la passione per la corsa

Pubblichiamo in fondo a questo articolo il cortometraggio del ravennate Francesco Vasi sulla maratona dei record andata in scena a Ravenna domenica 13 novembre con circa 8mila sportivi che hanno partecipato a vario titolo all’evento.

«L’idea – scrive Vasi in una nota di presentazione – è stata quella di raccontare non solo la gara vera e propria ma la vera corsa che è quella che si corre prima. Ho voluto mostrare la passione della corsa, la passione che ci permette di superare le difficoltà della vita quotidiana, di far vedere come la corsa concili l’esigenza del moto con la nostra anima, perché non si corre solo per il cronometro o per il risultato ma anche perché in quei momenti ci si vuole riposare dalla corsa della vita ed incontrare finalmente i nostri pensieri». Per farlo Vasi ha seguito in particolare la preparazione di tre amici, Simone Bocchini, Guido Cicognani e Laura Emanuela Saracino, che nella nota vuole ringraziare insieme alla sua società sportiva, SID (Strenz i Dent) e la Palestra Body House «per avermi formato fisicamente ma soprattutto mentalmente».

Un cortometraggio sulla maratona di Ravenna e la passione per la corsa

Pubblichiamo in fondo a questo articolo il cortometraggio del ravennate Francesco Vasi sulla maratona dei record andata in scena a Ravenna domenica 13 novembre con circa 8mila sportivi che hanno partecipato a vario titolo all’evento.

«L’idea – scrive Vasi in una nota di presentazione – è stata quella di raccontare non solo la gara vera e propria ma la vera corsa che è quella che si corre prima. Ho voluto mostrare la passione della corsa, la passione che ci permette di superare le difficoltà della vita quotidiana, di far vedere come la corsa concili l’esigenza del moto con la nostra anima, perché non si corre solo per il cronometro o per il risultato ma anche perché in quei momenti ci si vuole riposare dalla corsa della vita ed incontrare finalmente i nostri pensieri». Per farlo Vasi ha seguito in particolare la preparazione di tre amici, Simone Bocchini, Guido Cicognani e Laura Emanuela Saracino, che nella nota vuole ringraziare insieme alla sua società sportiva, SID (Strenz i Dent) e la Palestra Body House «per avermi formato fisicamente ma soprattutto mentalmente».

Toilette di piazza Kennedy,«la struttura è costata 183mila euro. E ora chi paga?»

Ancisi (LpRa) fornisce le cifre dell’infrastruttura tanto criticata
e attacca il sindaco: «Non mi pare sia così “facilmente amovibile”…»

La struttura tanto contestata di piazza Kennedy, a Ravenna, è costata 183.200 euro, nell’ambito dei lavori di riqualificazione da oltre un milione di euro finanziati dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Lo rivela il decano dell’opposizione Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna. A far discutere in queste settimane è stata la presenza dei bagni pubblici, che impegnano però solo circa 13 (per un costo di 67.500 euro) dei circa 65 metri quadrati di quello che Ancisi definisce un «mostro cementizio» e in cui trovano posto anche la pensilina del bus (6,75 metri quadrati per un costo di 6.200 euro), il locale tecnico (21 metri quadrati per 38mila euro) e l’edicola (24 metri quadrati per 71.500 euro).

«L’incompatibilità architettonica e paesaggistica della struttura con la prospettiva dei palazzi monumentali che sorgono sulla piazza, soprattutto con Palazzo Rasponi, resterebbe a prescindere dalle toilette», sottolinea quindi Ancisi.

«Con 183.000 euro, a parte l’infelice collocazione – scrive il capogruppo di Lista per Ravenna –, si sarebbe potuto pensare e progettare di meglio che l’acquisto di una struttura montata a blocchi, stile container, quasi si trattasse di un anonimo piazzale di periferia e non di una piazza circondata da pregevoli strutture architettoniche, “riqualificata” al costo di 1 milione e 400 mila euro. 2.840 euro il metro quadrato è prezzo da appartamento di lusso. Fermo restando che di lì quel blocco se ne deve andare, non si tratta soltanto di trovare un altro posto per delle latrine, per le quali non mancano le alternative, anche collaterali alla piazza. Non mi pare che sia una “struttura facilmente amovibile”, come ha detto il sindaco De Pascale, né facilmente collocabile. Si pone anche il problema di chi paga». Va ricordato infatti che il sindaco e l’Amministrazione tutta, pur senza averlo ufficializzato con delibere, hanno già dichiarato che a piazza conclusa si troverà una soluzione alternativa.

Toilette di piazza Kennedy, «la struttura è costata 183mila euro. E ora chi paga?»

Ancisi (LpRa) fornisce le cifre dell’infrastruttura tanto criticata
e attacca il sindaco: «Non mi pare sia così “facilmente amovibile”…»

La struttura tanto contestata di piazza Kennedy, a Ravenna, è costata 183.200 euro, nell’ambito dei lavori di riqualificazione da oltre un milione di euro finanziati dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Lo rivela il decano dell’opposizione Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna. A far discutere in queste settimane è stata la presenza dei bagni pubblici, che impegnano però solo circa 13 (per un costo di 67.500 euro) dei circa 65 metri quadrati di quello che Ancisi definisce un «mostro cementizio» e in cui trovano posto anche la pensilina del bus (6,75 metri quadrati per un costo di 6.200 euro), il locale tecnico (21 metri quadrati per 38mila euro) e l’edicola (24 metri quadrati per 71.500 euro).

«L’incompatibilità architettonica e paesaggistica della struttura con la prospettiva dei palazzi monumentali che sorgono sulla piazza, soprattutto con Palazzo Rasponi, resterebbe a prescindere dalle toilette», sottolinea quindi Ancisi.

«Con 183.000 euro, a parte l’infelice collocazione – scrive il capogruppo di Lista per Ravenna –, si sarebbe potuto pensare e progettare di meglio che l’acquisto di una struttura montata a blocchi, stile container, quasi si trattasse di un anonimo piazzale di periferia e non di una piazza circondata da pregevoli strutture architettoniche, “riqualificata” al costo di 1 milione e 400 mila euro. 2.840 euro il metro quadrato è prezzo da appartamento di lusso. Fermo restando che di lì quel blocco se ne deve andare, non si tratta soltanto di trovare un altro posto per delle latrine, per le quali non mancano le alternative, anche collaterali alla piazza. Non mi pare che sia una “struttura facilmente amovibile”, come ha detto il sindaco De Pascale, né facilmente collocabile. Si pone anche il problema di chi paga». Va ricordato infatti che il sindaco e l’Amministrazione tutta, pur senza averlo ufficializzato con delibere, hanno già dichiarato che a piazza conclusa si troverà una soluzione alternativa.

Toilette di piazza Kennedy, «la struttura è costata 183mila euro. E ora chi paga?»

Ancisi (LpRa) fornisce le cifre dell’infrastruttura tanto criticata e attacca il sindaco: «Non mi pare sia così “facilmente amovibile”…»

La struttura tanto contestata di piazza Kennedy, a Ravenna, è costata 183.200 euro, nell’ambito dei lavori di riqualificazione da oltre un milione di euro finanziati dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Lo rivela il decano dell’opposizione Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna. A far discutere in queste settimane è stata la presenza dei bagni pubblici, che impegnano però solo circa 13 (per un costo di 67.500 euro) dei circa 65 metri quadrati di quello che Ancisi definisce un «mostro cementizio» e in cui trovano posto anche la pensilina del bus (6,75 metri quadrati per un costo di 6.200 euro), il locale tecnico (21 metri quadrati per 38mila euro) e l’edicola (24 metri quadrati per 71.500 euro).

«L’incompatibilità architettonica e paesaggistica della struttura con la prospettiva dei palazzi monumentali che sorgono sulla piazza, soprattutto con Palazzo Rasponi, resterebbe a prescindere dalle toilette», sottolinea quindi Ancisi.

«Con 183.000 euro, a parte l’infelice collocazione – scrive il capogruppo di Lista per Ravenna –, si sarebbe potuto pensare e progettare di meglio che l’acquisto di una struttura montata a blocchi, stile container, quasi si trattasse di un anonimo piazzale di periferia e non di una piazza circondata da pregevoli strutture architettoniche, “riqualificata” al costo di 1 milione e 400 mila euro. 2.840 euro il metro quadrato è prezzo da appartamento di lusso. Fermo restando che di lì quel blocco se ne deve andare, non si tratta soltanto di trovare un altro posto per delle latrine, per le quali non mancano le alternative, anche collaterali alla piazza. Non mi pare che sia una “struttura facilmente amovibile”, come ha detto il sindaco De Pascale, né facilmente collocabile. Si pone anche il problema di chi paga». Va ricordato infatti che il sindaco e l’Amministrazione tutta, pur senza averlo ufficializzato con delibere, hanno già dichiarato che a piazza conclusa si troverà una soluzione alternativa.

Bagnacavallo è il primo Comune in Italia che entra nell’anagrafe unica digitale

Entro il 2018 dovranno adeguarsi tutti gli ottomila Municipi dello Stivale. Più facilità di accesso per i cittadini

Entro il 2018 tutti gli ottomila Comuni italiani dovranno entrare nell’anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr) che diventerà un riferimento unico per la pubblica amministrazione e Bagnacavallo è il primo Municipio in Italia a essere già pienamente operativo. Il servizio demografico, diretto da Romano Minardi, ha ultimato il 24 ottobre scorso la fase sperimentale che lo aveva visto coinvolto assieme ad altri ventisei Comuni pilota. Entro marzo tutti gli altri Comuni dell’Unione della Bassa Romagna entreranno nell’Anpr e potranno così gestire in tempo reale un’unica banca dati anagrafica digitale.

Per quanto riguarda i vantaggi diretti e immediati per la popolazione, i cittadini potranno ad esempio richiedere e ricevere ogni certificato (online o cartaceo) direttamente a casa oppure richiedere e ritirare qualsiasi tipo di visura e certificazione anagrafica, compresa la carta d’identità, in qualsiasi comune italiano si trovino e non più soltanto in quello di residenza. «Resterà comunque assoluta la tutela dei dati personali dei cittadini – si legge nella nota diffusa dal Comune di Bagnacavallo –, perché il diritto di accesso sarà in capo unicamente alle pubbliche amministrazioni e ai gestori di pubblico servizio». L’Anpr sarà a sua volta seguita dal domicilio digitale, grazie al quale ogni cittadino potrà ricevere al proprio indirizzo di posta elettronica certificata tutte le comunicazioni e le notifiche inviategli dalle pubbliche amministrazioni e dai gestori di pubblici servizi.

«La grande importanza del risultato raggiunto da Bagnacavallo – sottolinea Minardi – sta nell’aver dimostrato concretamente che il progetto, considerato dal Governo strategico per la realizzazione dell’Agenda digitale italiana, può essere portato a compimento con successo sia dal punto di vista tecnico che funzionale. Fondamentale è stata la collaborazione con Data Management Pa, la società che ha realizzato la piattaforma informatica, le cui caratteristiche consentono al Comune di operare direttamente sull’Anpr valorizzando l’integrazione con le altre banche dati dell’ente e l’operatività e l’esperienza delle risorse comunali».

Bagnacavallo è il primo Comune in Italia che entra nell’anagrafe unica digitale

Entro il 2018 dovranno adeguarsi tutti gli ottomila Municipi dello Stivale. Più facilità di accesso per i cittadini

Entro il 2018 tutti gli ottomila Comuni italiani dovranno entrare nell’anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr) che diventerà un riferimento unico per la pubblica amministrazione e Bagnacavallo è il primo Municipio in Italia a essere già pienamente operativo. Il servizio demografico, diretto da Romano Minardi, ha ultimato il 24 ottobre scorso la fase sperimentale che lo aveva visto coinvolto assieme ad altri ventisei Comuni pilota. Entro marzo tutti gli altri Comuni dell’Unione della Bassa Romagna entreranno nell’Anpr e potranno così gestire in tempo reale un’unica banca dati anagrafica digitale.

Per quanto riguarda i vantaggi diretti e immediati per la popolazione, i cittadini potranno ad esempio richiedere e ricevere ogni certificato (online o cartaceo) direttamente a casa oppure richiedere e ritirare qualsiasi tipo di visura e certificazione anagrafica, compresa la carta d’identità, in qualsiasi comune italiano si trovino e non più soltanto in quello di residenza. «Resterà comunque assoluta la tutela dei dati personali dei cittadini – si legge nella nota diffusa dal Comune di Bagnacavallo –, perché il diritto di accesso sarà in capo unicamente alle pubbliche amministrazioni e ai gestori di pubblico servizio». L’Anpr sarà a sua volta seguita dal domicilio digitale, grazie al quale ogni cittadino potrà ricevere al proprio indirizzo di posta elettronica certificata tutte le comunicazioni e le notifiche inviategli dalle pubbliche amministrazioni e dai gestori di pubblici servizi.

«La grande importanza del risultato raggiunto da Bagnacavallo – sottolinea Minardi – sta nell’aver dimostrato concretamente che il progetto, considerato dal Governo strategico per la realizzazione dell’Agenda digitale italiana, può essere portato a compimento con successo sia dal punto di vista tecnico che funzionale. Fondamentale è stata la collaborazione con Data Management Pa, la società che ha realizzato la piattaforma informatica, le cui caratteristiche consentono al Comune di operare direttamente sull’Anpr valorizzando l’integrazione con le altre banche dati dell’ente e l’operatività e l’esperienza delle risorse comunali».

Aiuta una bimba di 8 anni a scendere dalla giostra e la palpeggia: arrestato

In carcere un 53enne: l’episodio notato da altri adulti a una festa di un compagno di classe della bambina

Ha aiutato una bambina di otto anni a scendere da una giostra a una festa e avrebbe approfittato della situazione per palpeggiarla insistentemente e ripetutamente nelle parti intime. Un uomo di 53 anni è accusato di violenza sessuale su minore e stamani, 17 novembre, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Lugo in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

L’episodio risale al 23 ottobre scorso durante una festa organizzata dai genitori di un compagno di classe della bambina ed è stato notato da altri genitori presenti che sarebbero intervenuti, intimando all’uomo di non fare certe cose e avvisando la madre della vittima presente alla festa. L’indagine è stata avviata quando due genitori che avevano assistito alla vicenda si sono presentati alcuni giorni dopo dai carabinieri esponendo i fatti. Dopo il trascorrere di altri giorni è arrivata la denuncia formale anche dai genitori della vittima. I carabinieri hanno quindi raccolto testimonianze e riscontri.

Accoglienza richiedenti protezione, da gennaio la palla passa al Comune

Convenzione triennale per 350 posti con la prefettura che rimborserà 5,5 milioni annui. Approvata in consiglio comunale la delibera

Per l’accoglienza di stranieri richiedenti protezione internazionale e i servizi connessi, il Comune di Ravenna ha previsto la gestione di 350 posti con uno spesa di 5,5 milioni all’anno per un triennio a partire dal 2017. Sarà poi la prefettura a rimborsare interamente gli stanziamenti con fondi ministeriali. Sono i contorni della convenzione già nota tra i due enti pubblici e illustrata dall’assessore all’Immigrazione Valentina Morigi al consiglio comunale di ieri, 16 novembre: la delibera è stata poi approvata con il voto favorevole di ventidue consiglieri (gruppi di maggioranza, Cambierà e Ravenna in Comune) e contrario di tre (Lega nord e Alberghini).

«Il Comune – ha spiegato Morigi – gestirà direttamente l’accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Il nostro Comune è l’unico tra quelli dell’intera provincia che ancora non gestisce direttamente la prima accoglienza. Si uniforma quindi il modello di gestione di un fenomeno rilevante, complesso e strutturale, che bisogna tentare di governare al meglio. Il numero di 350 persone è determinato sulla base degli indici di ripartizione territoriale legati al numero di residenti».

Morigi ha voluto sgombrare il campo da alcune convinzioni diffuse tra certa parte dell’opinione pubblica: «Non corrisponde affatto al vero la vulgata secondo la quale a ogni cittadino straniero richiedente protezione internazionale vengono consegnati 35 euro al giorno. Le linee di indirizzo approvate prevedono l’erogazione di un pocket money nella misura di 2,5 euro procapite al giorno fino a un massimo di 7,5 euro per ogni nucleo familiare e di una ricarica telefonica da 15 euro una volta sola, all’ingresso in struttura».

La delibera approvata definisce le linee di indirizzo per l’affidamento di tali servizi di prima accoglienza, tramite procedure ad evidenza pubblica, che garantiscano nella valutazione la prevalenza degli elementi qualitativi rispetto a quelli economici, per individuare i soggetti che se ne occuperanno materialmente. Tra i servizi che saranno affidati sono stati sottolineati l’insegnamento della lingua italiana; la mediazione linguistica e culturale; l’orientamento e l’accesso ai servizi del territorio; l’accesso alla formazione e riqualificazione professionale; l’orientamento all’inserimento lavorativo, abitativo e sociale; la tutela legale e psico socio sanitaria. Inoltre il documento prevede che «si dovrà relazionare preventivamente alla competente commissione consiliare in merito alle modalità che saranno seguite per lo svolgimento delle procedure per la scelta del/i contraente/i e alle forme di controllo che saranno messe in atto sui servizi affidati; si dovrà relazionare con cadenza semestrale alla competente commissione consiliare sull’andamento dei servizi di accoglienza».

Al dibattito sono intervenuti i consiglieri: Michela Guerra (Cambierà), Samantha Gardin (Lega nord), Raffaella Sutter (Ravenna in Comune), Massimiliano Alberghini (gruppo Alberghini), Alberto Ancarani (Forza Italia), Marco Maiolini (Cambierà), Giannantonio Mingozzi (Pri), Lina Taddei (Pd), Gianluca Rambelli (Sinistra per Ravenna), Daniele Perini (Ama Ravenna), Fabio Sbaraglia (Pd).

Dal gruppo Cambierà voto favorevole sia sull’ordine del giorno che sulla delibera, ritenendo positivo l’approccio dell’amministrazione e ricordando che anche nel programma elettorale di Cambierà era previsto che il Comune si facesse carico della prima accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.
Il gruppo Lega Nord ha assunto una posizione contraria sia sull’ordine del giorno che sulla delibera evidenziando tra l’altro la convinzione che se il ministero non potrà coprire i costi questi ricadranno sui Comuni e che se il fenomeno è diventato strutturale la responsabilità è di una politica che ha completamente aperto le porte.
Per Ravenna in Comune voto favorevole sia all’ordine del giorno che alla delibera, definita un importante passo avanti anche se molto tardivo, vista come un primo passo per eliminare il doppio binario della prima e della seconda accoglienza (Sprar). Evidenziata però allo stesso tempo la preoccupazione che alla fine il Comune sia solo un ente subappaltante nei confronti della Prefettura.
Il gruppo Alberghini ha espresso voto contrario sia sulla delibera che sull’ordine del giorno. È stata criticata la politica nazionale dell’accoglienza e sono state avanzate perplessità non sul fatto che il Comune debba gestire una situazione così complessa ma sul fatto che sia in grado di farlo; e anche sui costi.
Il gruppo Forza Italia (il cui rappresentante non era però più presente al momento del voto) ha manifestato una posizione contraria, sia in relazione all’ordine del giorno che alla delibera, evidenziando il completamente diverso giudizio politico su un sistema che a parere del gruppo specula sull’accoglienza.
Dal gruppo Pri voto favorevole sia all’ordine del giorno che alla delibera, principalmente a partire dalla considerazione che il problema davanti al quale ci si trova è di carattere umanitario e sottolineando poi l’importanza dei controlli, aspetto sul quale le competenze della Prefettura e della Questura si devono integrare a quelle del Comune.
Per il gruppo Pd voto favorevole all’ordine del giorno e alla delibera, il cui fine ultimo è considerato quello di mettere i richiedenti protezione internazionale in grado di vivere in autonomia e non in assistenza e nella quale sono stati inseriti opportuni strumenti di controllo e verifica della gestione delle attività e dei servizi di accoglienza da parte del consiglio comunale.
Sinistra per Ravenna, a favore dell’ordine del giorno e della delibera, ha ricordato l’impegno condiviso in campagna elettorale da tutte le forze che hanno sostenuto de Pascale per arrivare alla gestione diretta dei servizi di prima accoglienza e sottolineato che l’impegno massimo dei governi centrale e locali dovrebbe essere lavorare affinché non si verifichino episodi come quelli avvenuti recentemente in altre parti dell’Emilia Romagna.

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