lunedì
27 Aprile 2026

Muore sotto al treno a 23 anni Secondo il macchinista si è buttata

La Polfer ha ascoltato l’uomo alla guida del regionale in arrivo a Ravenna da Rimini. Poco prima un messaggio su Whatsapp al fidanzato

La persona travolta e uccisa da un treno in entrata alla stazione di Ravenna, poco dopo le 10 del 16 novembre, è una 23enne originaria di Forlì ma residente a Ravenna: Giada Buresta. Sono in corso tutti gli accertamenti della polizia ferroviaria ma al momento l’ipotesi che appare più plausibile è quella di un gesto volontario da parte della giovane. Il macchinista del convoglio in arrivo da Rimini e atteso a Ravenna per le 10.10 è stato ascoltato dagli agenti e ha raccontato di aver visto la ragazza buttarsi sotto le ruote al passaggio a livello di via Candiano dove le barriere erano regolarmente abbassate. Ad avvalorare l’ipotesi del suicidio ci sarebbe inoltre anche un messaggio mandato via Whatsapp al fidanzato poco prima dell’episodio. La notizia della tragedia si è presto diffusa e sul luogo sono accorse diverse amiche della ragazza.

Investita dal treno al passaggio a livello Muore una donna in via Candiano

Polizia ferroviaria sul posto per ricostruire la dinamica

Una donna è stata investita da un treno ed è morta al passaggio a livello di via Candiano a Ravenna, a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria. L’episodio è avvenuto in tarda mattinata. Sul posto vigili del fuoco, polizia ferroviaria e personale del 118. Al momento non è ancora nota la dinamica dell’accaduto: non è ancora chiaro se sia trattato di un gesto volontario o di un incidente.

Sesso con minori, condanna definitiva per Desio: l’ex parroco verso il carcere

La Cassazione respinge il ricorso: per l’ex prete di Casalborsetti confermata la sentenza di otto anni e otto mesi

La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Giovanni Desio e così da ieri, 15 novembre, per l’ex prete di Casalborsetti è diventata definitiva la condanna rimediata in appello a otto anni e otto mesi per aver avuto rapporti sessuali con almeno quattro ragazzini tra 12 e 15 anni nel periodo in cui era parroco sul lido ravennate. Ora per il 55enne si aprono le porte del carcere dove dovrà scontare la pena.

La Cassazione, come si legge su Resto del Carlino e Corriere Romagna che riportano la notizia, ha confermato le provvisionali riconosciute finora: 420mila euro alle parti civili (tre minori, la diocesi di Ravenna e l’associazione “Dalla parte dei minori”). L’iter giudiziario di Desio era cominciato con l’arresto nell’aprile del 2014, la condanna in primo grado a 10 anni e 8 mesi con rito abbreviato, la riduzione di due anni a novembre 2014.

Carenze igieniche: i Nas sequestrano tonnellate di funghi, tartufi e carni

Tre aziende sanzionate in provincia di Ravenna: in un caso i carabinieri hanno trovato prodotti privi di tracciabilità o scaduti anche da anni

Per le gravi carenze igieniche riscontrate è stata disposta la sospensione di due attività commerciali (una in provincia di Bologna e una in provincia di Ravenna) e sequestrate circa 5 tonnellate di alimenti quali carni suine, carni bovine, selvaggina, salumi e formaggi, funghi e tartufi per un valore complessivo superiore a 300mila euro. È quanto disposto dal Nas dei carabinieri nell’ambito dell’operazione “Sapori d’autunno” in cui sono state ispezionate trenta aziende nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini riscontrando irregolarità in nove attività.

Sempre nella provincia di Ravenna sono stati sequestrati oltre 150 chili di tartufo e circa due tonnellate di spezie, salumi e carni, tutti prodotti stoccati in due aziende, privi di tracciabilità o scaduti, in diversi casi, anche da anni.

Nelle province di Bologna e Forlì-Cesena, in cinque aziende, i Nas hanno sottoposto a sequestro amministrativo circa tremila confezioni di ragù e sughi a base di selvaggina, nei quali è stata rilevata la presenza di piombo in misura eccessiva rispetto ai limiti consentiti dalla legge, 300 kg di carni di selvaggina, 300 kg di funghi porcini congelati e tartufi sott’olio e 800 kg di confetture e sughi a base di funghi, poiché privi di tracciabilità e aventi scadenza superata anche da diversi mesi. Le sanzioni amministrative elevate ammontano ad oltre 25 mila euro.

La Michelin snobba ancora Ravenna Quattro ristoranti stellati in Romagna

La nostra provincia unica in regione senza segnalazioni nella Guida

Ravenna si conferma per il secondo anno consecutivo l’unica provincia dell’Emilia-Romagna senza ristoranti stellati. È quanto emerge dalla presentazione dell’edizione 2017 della Guida Michelin, il maggiore riferimento mondiale per la valutazione della qualità dei ristoranti.

Nell’edizione 2015 (e pure in quella del 2014) la nostra provincia poteva contare invece sulla presenza a Milano Marittima de La Frasca, storico ristorante di Castrocaro trasferitosi per un breve periodo nel cervese, prima di chiudere i battenti. 

Restando in Romagna, da segnalare invece la stella Michelin di due ristoranti di Cesenatico (La Buca e Magnolia) e di due del Riminese (Il Piastrino di Pennabilli e Guido di Miramare, mentre rispetto all’anno scorso non c’è più lo storico Il Povero Diavolo di Torriana, che ha chiuso, almeno momentaneamente, dopo l’abbandono dello chef Pier Giorgio Parini).

Nella nostra regione l’unico locale ad aver conquistato le tre stelle è ancora una volta l’Osteria Francescana di Modena (dove ne hanno una anche L’Erba del Re e Strada Facendo). L’unico due stelle in Emilia-Romagna è invece il San Domenico di Imola. Sempre in provincia di Bologna da segnalare poi anche la stella conquistata dal Marconi di Sasso Marconi, dalla Trattoria da Amerigo di Savigno e da I Portici, nel capoluogo. Tre i ristoranti stellati del Ferrarese: La Capanna di Eraclio e La Zanzara di Codigoro e Il Don Giovanni di Ferrara. A completare la lista dell’Emilia-Romagna i due del Piacentino (La Palta e il Nido del Picchio), i quattro della provincia di Parma (Inkiostro, Parizzi, Antica Corte Pallavicina e Locanda Stella d’Oro) e i due in quella di Reggio Emilia (Ca’ Matilde e Arnaldo-Clinica Gastronomica).

Complessivamente i ristoranti stellati in Emilia-Romagna scendono dai 25 della Guida 2016 a 22.

La Michelin snobba ancora Ravenna Quattro ristoranti stellati in Romagna

La nostra provincia unica in regione senza segnalazioni nella Guida

Ravenna si conferma per il secondo anno consecutivo l’unica provincia dell’Emilia-Romagna senza ristoranti stellati. È quanto emerge dalla presentazione dell’edizione 2017 della Guida Michelin, il maggiore riferimento mondiale per la valutazione della qualità dei ristoranti.

Nell’edizione 2015 (e pure in quella del 2014) la nostra provincia poteva contare invece sulla presenza a Milano Marittima de La Frasca, storico ristorante di Castrocaro trasferitosi per un breve periodo nel cervese, prima di chiudere i battenti. 

Restando in Romagna, da segnalare invece la stella Michelin di due ristoranti di Cesenatico (La Buca e Magnolia) e di due del Riminese (Il Piastrino di Pennabilli e Guido di Miramare, mentre rispetto all’anno scorso non c’è più lo storico Il Povero Diavolo di Torriana, che ha chiuso, almeno momentaneamente, dopo l’abbandono dello chef Pier Giorgio Parini).

Nella nostra regione l’unico locale ad aver conquistato le tre stelle è ancora una volta l’Osteria Francescana di Modena (dove ne hanno una anche L’Erba del Re e Strada Facendo). L’unico due stelle in Emilia-Romagna è invece il San Domenico di Imola. Sempre in provincia di Bologna da segnalare poi anche la stella conquistata dal Marconi di Sasso Marconi, dalla Trattoria da Amerigo di Savigno e da I Portici, nel capoluogo. Tre i ristoranti stellati del Ferrarese: La Capanna di Eraclio e La Zanzara di Codigoro e Il Don Giovanni di Ferrara. A completare la lista dell’Emilia-Romagna i due del Piacentino (La Palta e il Nido del Picchio), i quattro della provincia di Parma (Inkiostro, Parizzi, Antica Corte Pallavicina e Locanda Stella d’Oro) e i due in quella di Reggio Emilia (Ca’ Matilde e Arnaldo-Clinica Gastronomica).

Complessivamente i ristoranti stellati in Emilia-Romagna scendono dai 25 della Guida 2016 a 22.

Lascia la villetta disabitata ma poi ci trova due persone dentro

Denunciati per occupazione abusiva dalla polizia

Erano entrati in quella villetta disabitata, sistemandosi in camere da letto separate. Quando la proprietaria si è presentata davanti al cancello, ha notato le luci accese e movimenti di persone all’interno e ha chiamato la polizia.

La donna da qualche tempo si era infatti trasferita in un altro appartamento, ma di tanto in tanto si recava nella sua villetta in via Santi Baldini per sistemare il giardino.

Gli agenti hanno fatto quindi irruzione in casa, trovando i due nuovi “inquilini”, due tunisini, di cui uno in regola con le norme del soggiorno. Portati in questura, sono stati denunciati per il reato di invasione di edifici e per entrambi sono state avviate le procedure finalizzate all’emissione del decreto di espulsione.

L’ingresso al battistero degli Ariani diventa a pagamento: ticket a 1 euro

Dal 15 novembre attiva la bigliettatrice automatica all’esterno del monumento

Dal 15 novembre l’ingresso al battistero degli Ariani di Ravenna diventa a pagamento: entra in vigore il nuovo sistema di bigliettazione automatica, la prima sperimentazione in città in collaborazione con Azimut. Lo rende noto il polo museale del ministero dei Beni culturali. All’esterno del monumento è stata installata una sorta di parcometro, molto simile a quelli utilizzati per il pagamento della sosta in auto, con un display a colori che offre possibilità di utilizzo in più lingue. Queste le tariffe: intera un euro, ridotta 50 centesimi, gratuita per minori di 18 anni (info sulle tariffe nel pannello installato sulla recinzione del monumento). La macchina accetta monete da 5 centesimi a 1 euro e non dà resto. Il ministero dei Beni culturali fa sapere che è in attivazione il servizio bancomat e carta di credito.

L’ingresso al battistero degli Ariani diventa a pagamento: ticket a 1 euro

Dal 15 novembre attiva la bigliettatrice automatica all’esterno del monumento

Dal 15 novembre l’ingresso al battistero degli Ariani di Ravenna diventa a pagamento: entra in vigore il nuovo sistema di bigliettazione automatica, la prima sperimentazione in città in collaborazione con Azimut. Lo rende noto il polo museale del ministero dei Beni culturali. All’esterno del monumento è stata installata una sorta di parcometro, molto simile a quelli utilizzati per il pagamento della sosta in auto, con un display a colori che offre possibilità di utilizzo in più lingue. Queste le tariffe: intera un euro, ridotta 50 centesimi, gratuita per minori di 18 anni (info sulle tariffe nel pannello installato sulla recinzione del monumento). La macchina accetta monete da 5 centesimi a 1 euro e non dà resto. Il ministero dei Beni culturali fa sapere che è in attivazione il servizio bancomat e carta di credito.

Con 2mila euro un suggeritore illegale al quiz per la patente: quattro arrestati

Attraverso un foro nei vestiti un telefonino nascosto inquadrava il test per i complici all’esterno poi le risposte giuste tramite auricolare

Non sapevano l’italiano ma rispondevano correttamente alle 40 domande del quiz per la patente di guida, bastava tenere la schiena dritta o appoggiare il gomito al tavolo per reggersi il mento: così la telecamera nascosta nel polsino o sotto la maglietta inquadrava lo schermo delle domande e consentiva ai suggeritori all’esterno di fornire la risposta esatta tramite un auricolare nascosto. L’assistenza costava da 1.500 euro a 2.500.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ravenna, sulla scorta degli elementi raccolti in due anni di indagini condotte dalla polizia stradale e coordinate dal procuratore Alessandro Mancini, ha disposto misure cautelari per sette uomini di nazionalità pakistana ritenuti i promotori di un’associazione per delinquere attiva in varie parti d’Italia e finalizzata a indurre in errore i pubblici ufficiali della motorizzazione civile che certificavano il superamento della prova teorica. All’alba del 13 novembre gli agenti hanno eseguito l’ordinanza: un arresto a Modena, due a Brescia e uno a Sant’Agata sul Santerno dove viveva il 28enne ritenuto il capo (gli altri tre del gruppo risultano latitanti).

Nel corso delle indagini 36 persone in diverse sessioni di esame sono state colte in flagranza con l’apparecchiatura illecita installata addosso. Altre nove patenti invece sono state sequestrate perché si ritiene che siano state conseguite in maniera illegale. In totale gli indagati sono 55: nella quasi totalità dei casi si tratta di cittadini pakistani, contattati sul territorio nazionale dai vertici del gruppo che proponevano la possibilità di ottenere la patente B con facilità iscrivendosi da privatisti ai test in diverse sedi italiane. Tra gli indagati un solo italiano, uno studente 25enne di Sant’Agata che nelle intercettazioni chiamavano “il bianco”: l’aveva reclutato il boss per le sue competenze informatiche.

Trovare nuovi stratagemmi tecnologici era infatti una necessità continua per la banda, per rendere l’imbroglio meno riconoscibile. Inizialmente veniva sfruttata la possibilità concessa ad ogni candidato di poter ascoltare in cuffia la lettura delle domande a video: nascondendo sotto alle cuffie un auricolare dotato di microfono erano in grado di essere in contatto con i suggeritori davanti a un computer con le risposte esatte in auto all’esterno degli uffici della motorizzazione oppure a casa. Poi rendendosi conto che richiedere le cuffie attirava l’attenzione degli esaminatori il gruppo si è evoluto: sotto alla maglietta un cellulare fissato al petto con nastro adesivo e la telecamera rivolta in avanti per inquadrare lo schermo attraverso un foro nel tessuto e trasmettere con una videochiamata, nell’orecchio un auricolare più piccolo di una moneta da un centesimo collegato a un altro telefonino nascosto che serviva solo per ascoltare.

Lo scambio tra pusher va storto, scoppia una lite ma ci sono i carabinieri: arrestati

Militari del Radiomobile in servizio antispaccio in zona stazione: si sono accorti del passaggio di un involucro tra due giovani sotto osservazione

Qualcosa è andato storto nello scambio tra spacciatori e tra i due è scoppiata una lite in strada ma non sapevano che c’erano i carabinieri a tenerli d’occhio così si sono ritrovati entrambi in manette. I militari della compagnia di Ravenna, nella serata di lunedì 14 novembre, hanno arrestato due tunisini per spaccio nella zona della stazione ferroviaria.

Gli uomini del radiomobile nel tardo pomeriggio di ieri avevano intrapreso un servizio di contrasto allo spaccio nel quartiere Speyer. L’attenzione dei militari è caduta su una coppia di giovani, rivelatisi poi due tunisini di 27 e 29 anni: uno estraeva dal giubbotto un involucro e lo passava velocemente all’altro che si infilava in un bar, verosimilmente per controllare quanto appena ricevuto, e subito dopo usciva dirigendosi verso il connazionale per aggredirlo. A quel punto sono intervenuti i carabinieri.

Il 27enne veniva trovato in possesso di 20 grammi di eroina mentre il 29enne tentava di darsi alla fuga, ma successivamente veniva bloccato dai militari. L’ipotesi degli investigatori è che il pusher avesse ricevuto l’eroina per spacciarla ma, evidentemente, qualcosa nei patti non era stato rispettato.

In prefettura il gala dello Ior, che lancia un nuovo progetto per il tumore del seno

Venerdì 18 novembre, dalle 19.30, nella prestigiosa cornice delle sale del Palazzo della Prefettura, si svolgerà la seconda edizione del Gala di Ravenna, organizzato dall’Istituto Oncologico Romagnolo.

L’evento – che nasce per aggregare le istituzioni, il mondo del volontariato, medici e ricercatori del territorio e le aziende partner che da anni sostengono lo Ior nelle sue attività – inaugura la “campagna natalizia” dell’Istituto Oncologico che sosterrà un’importante sperimentazione scientifica che si svolgerà presso i laboratori dell’Irst Irccs.
Il progetto Arthe si propone di verificare l’efficacia di una terapia minimamente invasiva per il trattamento dei tumori del seno non palpabili, che costituiscono il 30 percento della casistica totale e per cui, oggigiorno, si segue l’iter terapeutico classico dell’intervento chirurgico e della radioterapia complementare. Lo studio verrà portato avanti presso l’Irst Irccs dall’equipe del professor Giovanni Paganelli, grande pioniere della lotta contro il carcinoma mammario, direttore della Divisione di Medicina Nucleare dell’Istituto Europeo di Oncologia dal 1994 al 2013 e vincitore del Marie Curie Award, premio assegnato dalla European Association of Nuclear Medicine alle persone che si distinguono particolarmente nel campo della ricerca scientifica, nel 1998. Se l’efficacia della terapia sperimentale verrà confermata, il 30 percento delle pazienti colpite da tumore del seno potrebbero essere trattate evitando l’intervento chirurgico: un evento mentalmente gravoso e stressante, che pur essendo oramai di routine presenta sempre la sua piccola percentuale di rischio. «D’altronde – ricorda lo Ior in un comunicato –, l’asportazione totale o parziale di una mammella non è qualcosa che la paziente possa affrontare a cuor leggero: le ripercussioni fisiche e psicologiche sono enormi. Per questo si tratterebbe di un’autentica rivoluzione nel campo dell’oncologia per una patologia, il tumore del seno, che rimane la neoplasia più diffusa tra le donne di qualsiasi fascia d’età».

Protagoniste assolute della serata saranno le numerose aziende sostenitrici dell’evento: ABR Impianti, Arco Spedizioni, Bambini Srl, BCC Credito Cooperativo, BPER Banca, Confederazione Italiana Agricoltori, Cooperativa Muratori Cementisti Ravenna, CNA Ravenna, Confartigianato Ravenna, Confcommercio Ravenna, Confesercenti Ravenna, Confindustria Ravenna, Consar soc. coop. cons., Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna, Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Gruppo Setramar, Gruppo Hera, Molino Boschi Srl, Rosetti Marino Spa, Sabbioni Profumerie, Ethos Profumerie, SETAM Snc, Sì Anelli.

Oltre alle autorità, alla serata parteciperanno: prof. Dino Amadori, presidente IOR e Direttore Scientifico IRST IRCCS; dott. Mattia Altini, Direttore Sanitario IRST IRCCS; prof. Giovanni Paganelli, Direttore dei dipartimenti di Medicina Nucleare, Medicina Nucleare Diagnostica e Medicina Radiometabolica dell’IRST IRCCS di Meldola; prof. Ignazio Stanganelli, Responsabile Centro Oncologia Dermatologica – Skin Cancer Unit IRST IRCCS; Fabrizio Miserocchi, Direttore Generale IOR; Mario Pretolani e Gianluigi Bambini, Consigliere IOR di Ravenna e promotori dell’iniziativa.

Informazioni e prenotazioni: 0544 34299.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi