lunedì
27 Aprile 2026

Il volley femminile torna al Pala De Andrè dopo 12 anni: è derby Olimpia-Teodora

Il 19 novembre (ingresso gratuito) in ballo il primo posto in B1 L’ultima volta nel 2004: vittoria 3-0 del Pineta Guru su Reggio Emilia

La pallavolo femminile torna sul parquet del Pala De Andrè a Ravenna a dodici anni dall’ultima volta: si giocherà infatti nello storico palazzetto il derby tra Olimpia Cmc e Conad Sicomputer Teodora in programma alle 18 del 19 novembre, valevole per la sesta giornata del campionato di B1.

L’ultima volta del volley femminile nel palazzetto di viale Europa fu il 24 marzo del 2004 e a quel tempo era il massimo dello sport, serie A1: il Pineta Guru salutò il suo pubblico vincendo 3-0 la sfida con la Five Reggio Emilia. A interrompere la lunga astinenza sono stati due eventi extra: l’amichevole della nazionale femminile contro la Cina, disputata il 23 maggio 2015 e vinta in tre set davanti al tutto esaurito sulle tribune, e la Final Four della Coppa Italia svolta l’anno scorso.

Il match del prossimo sabato mette di fronte le due formazioni ravennati impegnate nello stesso campionato, in palio c’è il primo posto in classifica (che a fine anno vorrà dire promozione in A2): la capolista Teodora arriva a punteggio pieno (15) con cinque vittorie nelle prime cinque partite mentre l’Olimpia è più indietro di tre punti (12). Nel mezzo San Lazzaro, Perugia e Orvieto.

Grazie al supporto di Sar Trasporti, sponsor del match che festeggia i sessanta anni della sua nascita, la società sportiva Porto Robur Costa ha deciso di fare entrare gratuitamente il pubblico: «Ringrazio la Sar Trasporti – sottolinea il direttore generale del Porto Robur Costa, Marco Bonitta – che ha permesso la disputa della partita al Pala De André con ingresso gratuito. L’iniziativa della società è quella di portare tanta gente e grande entusiasmo in una così importante sfida».

Per l’occasione sarà disponibile la Tribuna Est del palazzetto e per gli abbonati ai match casalinghi dell’Olimpia Cmc sarà riservato il settore centrale della Tribuna Vip. Ci saranno a margine dell’evento alcune iniziative, come la folta partecipazione delle scuole elementari e dei partecipanti ai Cas: i primi cento bambini che presenteranno il biglietto gratuito riceveranno in omaggio una maglietta celebrativa distribuita dai giocatori della Bunge.

Scontro di gioco sul campo da calcio 17enne infortunato, asportato un rene

Grave infortunio per un attaccante del Faenza nel campionato Juniores

Uno scontro di gioco durante una partita di calcio giovanile è costata l’asportazione di un rene a un 17enne del Faenza. Il giovane è stato operato d’urgenza nella notte tra sabato 12 e domenica 13, poche ore dopo una gara del campionato Juniores giocata in trasferta a Forlì contro il Ronco Edelweiss. L’infortunio per il giovane attaccante è arrivato in conseguenza di uno scontro con il portiere avversario nei minuti di recupero. L’impatto è stato molto violento ma il ragazzo è rientrato nello spogliatoio sulle sue gambe accorgendosi poi di stare male ed è stato quindi trasportato all’ospedale dove si è deciso per l’asportazione del rene.

«Non auguro a nessuno di vivere quello che è toccato a me per una partita di calcio – dice il padre del ragazzo dalla pagina Facebook del Faenza –. Purtroppo Riccardo porterà nel cuore e nel fisico il ricordo di una qualche cosa che è fuori per me dallo sport, che non può fare parte dello sport; non mi sento di dire che l’impatto violentissimo sia stato voluto, ma fra determinazione massima e agonismo esagerato il diaframma è sottilissimo».

Anche la Cgil di Ravenna si schiera per il No al referendum costituzionale

Il 15 novembre un incontro alla Sala D’Attorre di Casa Melandri

La Cgil di Ravenna organizza l’iniziativa pubblica “Le ragioni della Cgil per votare No al referendum costituzionale”. L’appuntamento è per martedì 15 novembre, alle 20,30, in sala D’Attorre in via Ponte Marino a Ravenna.

All’incontro prenderanno parte Alessandro Messina, docente di diritto e coordinatore del comitato Salviamo la Costituzione di Faenza, Monica Minozzi, dottoressa in giurisprudenza del Comitato Nazionale Anpi, Andrea Lassandari, docente universitario, e Vincenzo Colla, segretario generale della Cgil Emilia Romagna. Coordinerà l’incontro Costantino Ricci, segretario generale della Cgil di Ravenna.

«La Cgil – si legge in una nota – è contraria a quanto disposto dalla riforma perché introduce, senza migliorare la governabilità né il processo democratico, un rischio evidente di concentrazione dei poteri e delle decisioni: dal Parlamento al Governo, dalle Regioni allo Stato centrale. Sono molti i problemi e le criticità indicate dalla Cgil in merito al testo licenziato dal governo Renzi. In particolare il ruolo del nuovo Senato appare contraddittorio e irrisolto. Così come pensato dalla Riforma per composizione e funzioni, avrà difficoltà a svolgere l’auspicato e necessario ruolo di luogo istituzionale di coordinamento fra Regioni e Stato, essenziale a conciliare le esigenze di decentramento con quelle unitarie. Al Senato, infatti, non è attribuita congrua facoltà legislativa in tutte le materie che hanno ricadute sulle istituzioni territoriali e la sua stessa composizione non garantisce l’adeguata rappresentanza e rappresentatività di Regioni e autonomie. Altri temi non secondari che sono andati a determinare la bocciatura della Cgil riguardano due aspetti. La semplificazione del procedimento legislativo che si voleva ottenere, con il superamento del bicameralismo perfetto, è vanificata dalla moltiplicazione dei procedimenti previsti a seconda della natura del provvedimento in esame. I nuovi criteri, infine, per l’elezione degli organi di garanzia – presidente della Repubblica, giudici della Corte costituzionale di nomina parlamentare, componenti laici del Csm – rischiano di fare venir meno la certezza del bilanciamento dei poteri di cui la Costituzione deve essere garante, con la possibilità di determinare un restringimento del pluralismo e della rappresentanza delle minoranze».

Anche la Cgil di Ravenna si schiera per il No al referendum costituzionale

Il 15 novembre un incontro alla Sala D’Attorre di Casa Melandri

La Cgil di Ravenna organizza l’iniziativa pubblica “Le ragioni della Cgil per votare No al referendum costituzionale”. L’appuntamento è per martedì 15 novembre, alle 20,30, in sala D’Attorre in via Ponte Marino a Ravenna.

All’incontro prenderanno parte Alessandro Messina, docente di diritto e coordinatore del comitato Salviamo la Costituzione di Faenza, Monica Minozzi, dottoressa in giurisprudenza del Comitato Nazionale Anpi, Andrea Lassandari, docente universitario, e Vincenzo Colla, segretario generale della Cgil Emilia Romagna. Coordinerà l’incontro Costantino Ricci, segretario generale della Cgil di Ravenna.

«La Cgil – si legge in una nota – è contraria a quanto disposto dalla riforma perché introduce, senza migliorare la governabilità né il processo democratico, un rischio evidente di concentrazione dei poteri e delle decisioni: dal Parlamento al Governo, dalle Regioni allo Stato centrale. Sono molti i problemi e le criticità indicate dalla Cgil in merito al testo licenziato dal governo Renzi. In particolare il ruolo del nuovo Senato appare contraddittorio e irrisolto. Così come pensato dalla Riforma per composizione e funzioni, avrà difficoltà a svolgere l’auspicato e necessario ruolo di luogo istituzionale di coordinamento fra Regioni e Stato, essenziale a conciliare le esigenze di decentramento con quelle unitarie. Al Senato, infatti, non è attribuita congrua facoltà legislativa in tutte le materie che hanno ricadute sulle istituzioni territoriali e la sua stessa composizione non garantisce l’adeguata rappresentanza e rappresentatività di Regioni e autonomie. Altri temi non secondari che sono andati a determinare la bocciatura della Cgil riguardano due aspetti. La semplificazione del procedimento legislativo che si voleva ottenere, con il superamento del bicameralismo perfetto, è vanificata dalla moltiplicazione dei procedimenti previsti a seconda della natura del provvedimento in esame. I nuovi criteri, infine, per l’elezione degli organi di garanzia – presidente della Repubblica, giudici della Corte costituzionale di nomina parlamentare, componenti laici del Csm – rischiano di fare venir meno la certezza del bilanciamento dei poteri di cui la Costituzione deve essere garante, con la possibilità di determinare un restringimento del pluralismo e della rappresentanza delle minoranze».

Addio al ponticello del parco Teodorico Il Comune: «Servirebbero 150mila euro»

Barista soddisfatta dell’attività. «Ma i bagni sono troppo isolati…»

Con alle spalle oltre un decennio di vita, il parco Teodorico con i suoi (quasi) 14 ettari è diventato negli ultimi anni un luogo frequentato da un po’ tutti i ravennati, oltre che dai turisti che fanno visita al vicino Mausoleo.

Come in molti altri parchi della città, anche qui i giochi iniziano a sentire il peso degli anni e rientreranno nel piano di manutenzione previsto dal Comune (vedi articoli correlati), che ha affidato la gestione dell’intero parco al consorzio cooperativo San Vitale (in associazione con Deltambiente e Metrò) con un appalto di 15 anni da oltre 4,5 milioni (compresa anche la gestione dei Giardini pubblici) che scadrà nel 2020.

A gestire il bar, invece, che ha il compito di fornire servizi essenziali per un parco così esteso, è dal marzo del 2013 Loredana Corona, che si dice soddisfatta della propria attività e della frequentazione del parco da parte dei ravennati, lamentando come unica vera pecca quella dei servizi igienici – che ha il compito di gestire – troppo isolati e senza nessun sistema di sorveglianza in grado di scoraggiare certi comportamenti incivili. Manca poi – ci dice la barista, che chiede anche una riverniciata ai muri esterni – un custode notturno che avrebbe potuto sventare per esempio i tre assalti al locale ad opera di vandali o malviventi che lo hanno fatto finire sulle pagine di cronaca dei quotidiani locali in questi ultimi anni.

Altro problema è rappresentato, secondo Corona, da alcune radici e da tombini pericolosi, mentre in molti le chiedono che fine abbia fatto il ponte in legno sul piccolo laghetto del parco. Chiuso per anni a causa delle cattive condizioni, il ponte è stato del tutto eliminato la scorsa primavera e dall’Amministrazione ci comunicano che «una stima dei costi del ripristino del ponte si aggira intorno ai 150.000 euro e per il momento non abbiamo i margini di bilancio per intervenire, anche perché la sua assenza non compromette la piena fruibilità del parco da parte dei cittadini».

Volley femminile: Teodora prima in B1 Ora l’attesissimo derby contro l’Olimpia 

Appuntamento al Pala De André il 19 novembre alle 18

Battendo sabato al Pala Costa il Bastia Umbra, le ragazze della Teodora Ravenna, quest’anno marchiate Conad-SiComputer, si ritrovano da sole al comando della classifica di serie B1 (girone C) con cinque vittorie piene in altrettante giornate. Un risultato forse inaspettato nella stagione in cui ad attirare l’attenzione degli appassionati ravennati c’è anche la presenza dell’altro nome storico del volley femminile, l’Olimpia, targata invece Cmc, reduce dalla vittoria in casa del San Michele Firenze (la quarta in cinque partite). E calendario vuole che sia già arrivato il momento dell’attesissimo derby, di altissima classifica. Sabato prossimo, 19 marzo, l’appuntamento è alle 18 al Pala De André per Olimpia Cmc-Teodora Conad-SiComputer.

Ecco le foto del viaggio della fresa più grande d’Europa

Trasporto eccezionale senza precedenti dal porto di Ravenna
fino a Sasso Marconi e poi Barberino di Mugello  

Grande dispiegamento di forze dell’ordine e addetti ai lavori, nella serata di sabato, per la partenza dal porto di Ravenna della fresa meccanica più grande d’Europa, che sarà utilizzata per la perforazione della nuova galleria Santa Lucia nei pressi di Barberino di Mugello. Tanti erano anche i curiosi che si sono dati appuntamento per vedere passare uno dei trasporti eccezionali più grandi mai visti a Ravenna. Qui sotto pubblichiamo una gallery a cura di Massimo Fulgenzi di EffemmE Image di Imola.

Tre i convogli di lunghezza fino a 68 metri, larghezza 9,3, con la fresa che ha come diametro quasi 16 metri e un peso complessivo di quasi 4.800 tonnellate. Il percorso della gigantesca carovana prevede il transito autostradale a velocità di 20 km/h, ridotta a 5 sui viadotti sui quali passerà un solo mezzo alla volta. Questa sera (domenica 13 novembre) la fresa ripartirà da Sasso Marconi, dove è giunta questa mattina, per raggiungere la destinazione finale.

Ecco le foto del viaggio della fresa più grande d’Europa

Trasporto eccezionale senza precedenti dal porto di Ravenna fino a Sasso Marconi e poi Barberino di Mugello  

Grande dispiegamento di forze dell’ordine e addetti ai lavori, nella serata di sabato, per la partenza dal porto di Ravenna della fresa meccanica più grande d’Europa, che sarà utilizzata per la perforazione della nuova galleria Santa Lucia nei pressi di Barberino di Mugello. Tanti erano anche i curiosi che si sono dati appuntamento per vedere passare uno dei trasporti eccezionali più grandi mai visti a Ravenna. Qui sotto pubblichiamo una gallery a cura di Massimo Fulgenzi di EffemmE Image di Imola.

Tre i convogli di lunghezza fino a 68 metri, larghezza 9,3, con la fresa che ha come diametro quasi 16 metri e un peso complessivo di quasi 4.800 tonnellate. Il percorso della gigantesca carovana prevede il transito autostradale a velocità di 20 km/h, ridotta a 5 sui viadotti sui quali passerà un solo mezzo alla volta. Questa sera (domenica 13 novembre) la fresa ripartirà da Sasso Marconi, dove è giunta questa mattina, per raggiungere la destinazione finale.

Otto minuti di partenza con oltre 7mila persone alla Maratona dei record 

A Ravenna vince il marocchino Younnes Zitouni in 2 ore e 24

Youness Zitouni vince la XVIII Maratona internazionale Ravenna Città d’Arte in 2:24:54. Alle spalle del marocchino della Valchiese il connazionale Smail Charfaoui (2:25:21) dell’Edera Forlì e terzo il riminese Gianluca Borghesi dell’Atletica Avis Castel San Pietro in 2:30:24, che conquista anche il titolo italiano Master M35. 
Nelle donne a trionfare è la forlivese Anna Spagnoli in 2:46:04, dietro all’atleta dell’Edera Forlì SilviaTamburi (2:50:31) dell’Atletica Avis Perugia e la croata Nikolina Sustic (2:51:03) della Sljeme Zagreb.

A conquistare la mezza maratona è Ahmed Nasef, l’atleta italiano ma di origine marocchina dell’Atletica Desio, che stacca il tempo di 1:07:43, davanti al marocchino Rachid Benhamdane della Dinamo Sport (1:08:35) e all’italiano Pasquale Robert Rutigliano dell’Olimpiaeur Roma (1:09:34), terzo.
Tra le donne vince Emanuela Massa del Cambiaso Risso Running Team in 1:21:39, seconda Cristina Marzioni dell’Atletica Potenza Picena (1:22:06), terza la marocchina Hassane Janet (1:22:56) dell’Lbm Sport Team.

A tagliare per primo il traguardo della non competitiva Almaverde Bio GoodMorning per gli uomini è l’abruzzese ma residente in città Saturnino Palombi, secondo il ravennate Davide Tirelli e per le donne la padovana Sofia Peruzzo al suo debutto a Ravenna.

Tra i 3.000 che si sono divertiti a correre la 10,5 km anche l’assessore allo Sport attuale Roberto Fagnani e l’ex Guido Guerrieri, mentre quello al Turismo ha finito per disputare la mezza, mentre il consigliere comunale Rudy Gatta ha mantenuto fede alla sua promessa e ha corso la maratona.

Sono stati premiati anche l’atleta più giovane e più vecchio della maratona: il polacco 21enne Lukasz Majcher (1995) e l’85enne Antonino Caponetto (1931).

Tante le emozioni per la maratona, una partenza infinita, di 8’39”, quasi quattro minuti in più dello scorso anno. Sotto l’arco del via hanno sfilato quasi 7.000 persone, che sembravano non finire più. Le magliette, i palloncini, i fischetti e le parrucche hanno colorato l’atmosfera di una giornata fredda, ma con il sole.

Numeri da capogiro per la XVIII Maratona internazionale Ravenna Città d’Arte, 8.000 circa le presenza totali considerando tutte le gare previste nel week-end, dalla Conad Family Run con oltre mille ragazzi, alle due competitive con 3.500 (1.600 maratona e 1.900 mezza) all’Almaverde Bio GoodMorning Ravenna con più di 3.000 iscritti, tra cui 600 ragazzi delle scuole. Quarantacinque invece le nazionalità presenti, 10 in più del 2015.
Quest’anno la maratona era abbinata ai campionati Italiani Master, assegnati dalla Fidal.

«Sono molto contento – commenta un sorridente Stefano Righini, presidente di Ravenna Runners Club che organizza l’evento – aumentiamo i numeri ogni anno. Ricevere apprezzamenti e complimenti fa piacere, sentirsi dire che abbiamo fatto divertire molta gente oggi mi riempie di orgoglio. Alla vigilia ero teso e dubbiso, invece sono soddisfatto della marea di gente che si è riversata in città per correre. L’essere riusciti a coinvolgere tanti ravennati alla 10,5 km è molto positivo. Significa che il vento è cambiato, speriamo che continui così. I risultati sono mutati, ma abbiamo dovuto lottare. Ringrazio tutti gli sponsor e i volontari».

Otto minuti di partenza con oltre 7mila persone alla Maratona dei record 

A Ravenna vince il marocchino Younnes Zitouni in 2 ore e 24

Youness Zitouni vince la XVIII Maratona internazionale Ravenna Città d’Arte in 2:24:54. Alle spalle del marocchino della Valchiese il connazionale Smail Charfaoui (2:25:21) dell’Edera Forlì e terzo il riminese Gianluca Borghesi dell’Atletica Avis Castel San Pietro in 2:30:24, che conquista anche il titolo italiano Master M35. 
Nelle donne a trionfare è la forlivese Anna Spagnoli in 2:46:04, dietro all’atleta dell’Edera Forlì SilviaTamburi (2:50:31) dell’Atletica Avis Perugia e la croata Nikolina Sustic (2:51:03) della Sljeme Zagreb.

A conquistare la mezza maratona è Ahmed Nasef, l’atleta italiano ma di origine marocchina dell’Atletica Desio, che stacca il tempo di 1:07:43, davanti al marocchino Rachid Benhamdane della Dinamo Sport (1:08:35) e all’italiano Pasquale Robert Rutigliano dell’Olimpiaeur Roma (1:09:34), terzo.
Tra le donne vince Emanuela Massa del Cambiaso Risso Running Team in 1:21:39, seconda Cristina Marzioni dell’Atletica Potenza Picena (1:22:06), terza la marocchina Hassane Janet (1:22:56) dell’Lbm Sport Team.


A tagliare per primo il traguardo della non competitiva Almaverde Bio GoodMorning per gli uomini è l’abruzzese ma residente in città Saturnino Palombi, secondo il ravennate Davide Tirelli e per le donne la padovana Sofia Peruzzo al suo debutto a Ravenna.

Tra i 3.000 che si sono divertiti a correre la 10,5 km anche l’assessore allo Sport attuale Roberto Fagnani e l’ex Guido Guerrieri, mentre quello al Turismo ha finito per disputare la mezza, mentre il consigliere comunale Rudy Gatta ha mantenuto fede alla sua promessa e ha corso la maratona.

Sono stati premiati anche l’atleta più giovane e più vecchio della maratona: il polacco 21enne Lukasz Majcher (1995) e l’85enne Antonino Caponetto (1931).

Tante le emozioni per la maratona, una partenza infinita, di 8’39”, quasi quattro minuti in più dello scorso anno. Sotto l’arco del via hanno sfilato quasi 7.000 persone, che sembravano non finire più. Le magliette, i palloncini, i fischetti e le parrucche hanno colorato l’atmosfera di una giornata fredda, ma con il sole.

Numeri da capogiro per la XVIII Maratona internazionale Ravenna Città d’Arte, 8.000 circa le presenza totali considerando tutte le gare previste nel week-end, dalla Conad Family Run con oltre mille ragazzi, alle due competitive con 3.500 (1.600 maratona e 1.900 mezza) all’Almaverde Bio GoodMorning Ravenna con più di 3.000 iscritti, tra cui 600 ragazzi delle scuole. Quarantacinque invece le nazionalità presenti, 10 in più del 2015.
Quest’anno la maratona era abbinata ai campionati Italiani Master, assegnati dalla Fidal.

«Sono molto contento – commenta un sorridente Stefano Righini, presidente di Ravenna Runners Club che organizza l’evento – aumentiamo i numeri ogni anno. Ricevere apprezzamenti e complimenti fa piacere, sentirsi dire che abbiamo fatto divertire molta gente oggi mi riempie di orgoglio. Alla vigilia ero teso e dubbiso, invece sono soddisfatto della marea di gente che si è riversata in città per correre. L’essere riusciti a coinvolgere tanti ravennati alla 10,5 km è molto positivo. Significa che il vento è cambiato, speriamo che continui così. I risultati sono mutati, ma abbiamo dovuto lottare. Ringrazio tutti gli sponsor e i volontari».

A due anni dalla chiusura, si rifanno i Tre Ponti di Ravenna. Pronti in primavera?

Diversi i mesi di ritardo. Modifiche alla viabilità dal 16 novembre

Partiranno mercoledì, 16 novembre, i lavori di demolizione e rifacimento dei ponti sugli scoli consorziali Canala e Cupa, in via Sant’Alberto a Ravenna, all’incrocio detto dei “Tre ponti” (il terzo ponte è quello sullo scolo consorziale Fagiolo, il più a sud dei tre).

L’intervento, che ha richiesto un investimento da parte del Comune di 900mila euro, sarà realizzato dalla Adriatica Costruzioni Cervese. La durata contrattuale dei lavori è di 150 giorni.

L’incrocio sarà quindi di nuovo transitabile presumibilmente nella primavera del 2017, quasi tre anni dopo la chiusura di ottobre 2014, con conseguenti proteste dei cittadini e disagi al traffico in particolare in uscita da Ravenna (resterà famosa la polemica di Red Ronnie contro l’allora sindaco Fabrizio Matteucci…), e nonostante in campagna elettorale l’amministrazione uscente e la coalizione di centrosinistra avessero promesso il termine dei lavori entro fine anno. A complicare le cose – aveva ricordato nei mesi scorsi l’assessore Roberto Fagnani – i ritardi di Hera nel cantiere preliminare per fogne e tubature (un intervento da 230mila euro).

Entrando nel dettaglio del progetto, i ponti saranno demoliti e ricostruiti e verrà realizzata una nuova pavimentazione in conglomerato bituminoso su tutto il tratto oggetto dei lavori. La piattaforma stradale – citiamo il comunicato del Comune – sarà complessivamente larga oltre 11 metri, di cui 7 di carreggiata (due corsie da 3,5 metri ciascuna) e il resto di banchine e cordoli sui quali collocare i parapetti. «Le manovre di svolta dei mezzi di trasporto pubblico all’incrocio tra la statale 309 dir, la strada provinciale 1 Sant’Alberto e la strada comunale via Sant’Alberto risulteranno più agevoli», assicurano da Palazzo Merlato.

Modifiche alla viabilità
Durante la realizzazione dell’intervento, a partire da mercoledì 16 novembre, saranno istituiti il divieto di transito per tutti i veicoli nel tratto interessato dai lavori (fra la statale 309 dir e il civico 302 di via Sant’Alberto) e il divieto di transito per tutti i veicoli eccetto autorizzati nel tratto di via Sant’Alberto fra via Bisanzio e il civico 302 (per autorizzati sono da intendersi residenti, domiciliati, veicoli di emergenza e pronto intervento, automezzi Hera, Enel, Telecom e altri gestori di servizi di interesse pubblico, veicoli diretti alle proprietà private e al crossodromo).
Inoltre nel tratto di via Canala compreso fra la statale 309 dir e via Canalazzo sarà vietato il transito ai veicoli di massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate (eccetto quelli dei residenti e diretti alle proprietà private) e verrà istituito il limite massimo di velocità di 30 chilometri orari.
Quali percorsi alternativi: i veicoli provenienti dalla rotonda Svezia per raggiungere la statale 309 dir potranno seguire il percorso via Mattei e via Romea nord; i veicoli provenienti da Sant’Alberto e San Romualdo diretti a Ravenna potranno seguire il percorso di via Sant’Alberto (strada provinciale 1), statale 309 dir e via Romea Nord.

Modifiche al servizio di trasporto pubblico locale
Le corse delle linee 140 e 141 provenienti da Sant’Alberto/Casalborsetti e dirette a Ravenna verranno deviate sulle vie Sant’Alberto – SS 309 – Romea Nord – viale Mattei.
Le corse della linea 140 in partenza da Casalborsetti alle 6.40 e le corse della linea 141 in partenza da Alfonsine FS alle 6.05 e 6.35 verranno anticipate di 5 minuti.
La corsa della Linea 90 in partenza da Ravenna viale Maroncelli delle 6.03 verrà anticipata di 5 minuti. Per maggiori dettagli http://bit.ly/2fFPMkP

Lavori fermi al parco Baronio. E la pista ciclabile è già stata rattoppata…

Entro la primavera panchine e cestini “temporanei”, in attesa del
bosco “romantico”, del bar affacciato sul lago e dei giochi per bambini

Frequentato già da diversi mesi da ravennati di passaggio o da amanti dell’attività fisica, il nuovo parco più grande di Ravenna è, come noto, ancora in divenire. Si tratta del Parco Baronio – quasi 17 ettari (orti compresi) tra le vie Fiume Abbandonato e Meucci e il comando provinciale dei carabinieri – previsto già dal piano regolatore del 1983 e tra i “cento progetti” promessi nel 2011 dall’ex sindaco Fabrizio Matteucci, i cui lavori sono partiti nell’estate del 2013.

I primi due stralci sono terminati con l’installazione dei lampioni della scorsa primavera per un investimento complessivo del Comune da oltre un milione di euro (sfruttando risorse provenienti da compensazioni ambientali di Atersir) che ha permesso innanzitutto di risistemare gli orti e poi di creare il laghetto, piantumare i circa 4mila esemplari di alberi e arbusti del (futuro) bosco esterno e di realizzare – oltre agli stessi lampioni – la viabilità ciclabile con due collegamenti esterni e l’anello ciclopedonale centrale. Anello che, a pochi mesi dall’inaugurazione (con tanto di intitolazione al giovane calciatore ravennate Gionata Mingozzi, morto in un incidente stradale) è già stato necessario rattoppare (a costo zero comunque per il Comune) con una sorta di collante dall’effetto finale piuttosto discutibile (e pure contestato sui social network, vedi foto qui a fianco del presidente del Csi Alessandro Bondi).

Il prossimo impegno concreto da parte del Comune è ora quello di installare panchine e cestini temporanei entro la prossima primavera (in attesa dell’arredo definitivo) e di realizzare il terzo stralcio di lavori entro il 2017. Si tratta di quella parte che nel progetto viene definita come “parco romantico” e di nuove piantumazioni di alberi e arbusti «autoctoni e di pregio». Uno stralcio da 145mila euro che prevede, più nel dettaglio, nuova vegetazione nella zona centrale interna, lungo l’anello ciclopedonale e tra questo e il laghetto. Nel 2018 sarà poi la volta di un nuovo percorso ciclopedonale per collegare la zona del centro sociale per anziani a via Fiume Abbandonato.

Restano poi da definire nel dettaglio due aspetti che l’assessore Gianandrea Baroncini definisce come prioritari. Da una parte il chiosco-bar-ristorante (non è ancora stata definita esattamente la tipologia), il cui bando potrebbe essere pubblicato a completamento dello stralcio di lavori previsti per il 2017 ma su cui non ci sono ancora tempi certi (il locale dovrà sorgere affacciato sul lago, vicino al centro sociale). Dall’altra, l’area giochi per bambini che molti genitori della zona si chiedono dove e quando sarà realizzata. Nel progetto sono previsti vicino agli orti, ma tra l’anello pedonale e il lago. Al momento non ci sono però i soldi, che sono stati impegnati come da programma per terminare infrastrutture e alberature. Ma «non è escluso – ci dicono dal Comune – che a seconda delle disponibilità di bilancio si possa iniziare l’implementazione dei giochi in tempi più brevi». Rispetto al cronoprogramma che non ne prevedrebbe invece l’installazione prima del 2018.

Per completare il parco il progetto prevede inoltre uno skate park, un ponticello sul lago e un cavalcavia ciclopedonale di collegamento al giardino Carlo Urbani (quello di via della Lirica), per un investimento complessivo da oltre 3 milioni di euro.

Riviste Reclam

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