lunedì
27 Aprile 2026

Vaccinazione antinfluenzale: iniziativa al San Pier Damiano Hospital

Giovedì 10 novembre punto informativo dalle 10 alle 13

Mentre si avvicina come ogni anno il picco di diffusione dell’influenza, in genere tra fine dicembre e febbraio, giovedì 10 novembre, a San Pier Damiano Hospital, Ospedale polispecialistico di Faenza accreditato dal sistema sanitario nazionale sarà possibile richiedere informazioni e ricevere materiale illustrativo sulle precauzioni per prevenire l’influenza e specificamente sul vaccino antinfluenzale. Il Punto Informazioni allestito presso la Reception dell’Ospedale sarà aperto dalle ore 10 alle 13 e un Operatore sarà disponibile per spiegare quali persone sono più a rischio di contagio, quando è consigliato vaccinarsi e quali sono gli effetti della vaccinazione stessa.

“La scelta del vaccino più adatto compete sempre al Medico di famiglia e al Pediatra che prescrivono ed effettuano la vaccinazione stessa – ci spiega la Dottoressa Valentina Di Gregori, Vice Direttore Sanitario di San Pier Damiano Hospital e Coordinatrice della giornata – L’obiettivo della nostra iniziativa è quello di rafforzare la campagna di prevenzione promossa su tutto il territorio dalla Regione Emilia-Romagna, confermando la nostra integrazione con la rete delle strutture pubbliche”. Oltre al Punto Informazioni, per questo, l’iniziativa prevede anche un incontro rivolto agli Operatori del settore che si terrà presso la Sala Convegni di San Pier Damiano Hospital. “La lotta all’influenza comincia da noi, medici, infermieri e operatori sanitari”: questo il titolo del workshop in cui interverranno come Relatori il Prof. Lopalco dell’Università di Pisa, il Dott. Fusaroli del Presidio Ospedaliero di Ravenna e la Dottoressa Pascucci del Servizio Sanità Pubblica – Assessorato Politiche per la salute della Regione Emilia Romagna.

Mette online le aste giudiziarie e fa boom Nel 2015 venduti beni per 30 milioni

Da Faenza un portale dedicato alle vendite da procedure concorsuali
Il fondatore: «Sarebbe utile eliminare “fallimento” dai termini legali»

L’interesse per le procedure concorsuali è nato negli anni degli studi universitari a Bologna, la tesi di laurea in diritto fallimentare è stata una scelta istintiva e le collaborazioni da neolaureato con due case d’asta inglesi hanno chiuso il cerchio. Ecco come Renato Ciccarelli, 41enne originario della provincia di Ancona, è arrivato a fondare nel 2011 a Faenza It Auction (Ita): una casa d’aste online (www.itauction.it) che oggi impiega 40 persone e che nel 2015 ha liquidato beni per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro e ne ha fatturati oltre 2,5. Le previsioni di crescita per l’anno in corso sono del 50 percento e finora sono stati curati ben 425 fallimenti distribuiti lungo tutta la penisola italiana. Con sedi in Italia e in Spagna, It Auction è una società di servizi specializzata nell’organizzazione, nella gestione e nella sponsorizzazione di aste competitive online che si svolgono attraverso il proprio network di tre portali, ciascuno specializzato in un differente settore: industriale, stock e prodotti finiti, immobiliare. In nove casi su dieci si tratta di beni provenienti da procedure concorsuali, le aste riguardano in parte alcuni tra i 1.300 fallimenti, concordati, liquidazioni coatte amministrative e amministrazioni straordinarie che ogni mese si verificano in Italia, e in parte si tratta di liquidazioni volontarie di soggetti privati che desiderano massimizzare la propria vendita con procedure competitive e trasparenti.

Il panorama di riferimento arriva da Oltremanica: «Nel mondo anglosassone – racconta Ciccarelli, trasferitosi in Romagna per raggiungere la donna che è diventata sua moglie – le aste online da tempo hanno una grande diffusione perché affondano le radici in una lunga tradizione di aste svolte sul posto in “vecchio stile”: l’asta è considerata un metodo trasparente e concorrenziale». In Italia, invece, il fenomeno via web si sta affermando solo negli ultimi tempi. E ancora con molte difficoltà. Nel nostro Paese i canali principali per la liquidazione dei beni provenienti da procedure concorsuali restano le vendite curate dai singoli professionisti con incarichi di curatela oppure dagli istituti di vendita giudiziaria (Ivg): «Questi ultimi, essendo stati gli unici soggetti a occuparsene per tanti anni, hanno generato la convinzione nell’opinione pubblica di essere una sorta di ente parastatale, unico autorizzato ad avere l’incarico, ma in realtà si tratta di società private, esattamente come la nostra». È vero, tuttavia, che gli Ivg sono gli unici ad avere una concessione ministeriale per eseguire i pignoramenti, in altre parole sono gli unici a poter fisicamente raccogliere i beni nelle proprietà dei soggetti pignorati, «ma la legge del 1942 che definisce il settore si limita a dire che le procedure concorsuali vanno demandate a soggetti competenti».

Competenza garantita da nessuno. Non è infatti previsto dalla legge alcun organo di valutazione: «La legge rimanda a un regolamento per stabilire onorabilità e professionalità dei soggetti specializzati. Quel regolamento non è mai arrivato. Pertanto, noi possiamo solo lasciar parlare i numeri, mostrando che collaboriamo con Unicredit, Intesa San Paolo e Mps e che siamo iscritti al Ministero nell’elenco dei siti che possono gestire le aste».

Ad oggi sono circa novanta i tribunali italiani che hanno instaurato rapporti con It Auction: «Offriamo una vetrina online con visibilità enorme, con 15mila utenti unici che navigano il sito ogni giorno. Lo scopo di queste procedure è ottenere più risorse possibili per saldare i creditori, noi interveniamo in un momento in cui tutto è già stato deciso da autorità: quelli che ci considerano “sciacalli” hanno una visione sintetica e poco realistica».

Tra i novanta tribunali che operano con It Auction non compare quello più vicino a casa: «Da Ravenna non abbiamo mai avuto incarichi. Il motivo non lo sappiamo, noi ci siamo proposti e abbiamo spiegato il nostro modus operandi oltre che il pubblico che raggiungiamo». E sempre in tema di massima visibilità del prodotto all’asta, c’è un’altra linea di condotta del tribunale di Ravenna che lascia perplesso Ciccarelli: «La pubblicazione degli annunci di fatto passa integralmente attraverso una sola società di Venezia che si occupa di selezionare le testate su cui pubblicare. Gli annunci vanno sulle pagine di un quotidiano di Bologna e non sulla stampa locale o su altri canali web. Non so se questo sia utile per fornire le informazioni ai potenziali acquirenti».

Curare le aste di beni fallimentari diventa anche un osservatorio economico: «I fallimenti sono aumentati con la crisi ma non delle dimensioni che qualcuno potrebbe immaginare. In Italia siamo passati da 9mila a 13mila all’anno e ora stanno nuovamente diminuendo. Quello che si nota è che i fallimenti sono sempre più “poveri”: un tempo fallivano meno società e quando succedeva avevano compendi importanti, oggi giungono a fallire società già svuotate da molte procedure, come ad esempio accade con il boom dei concordati». Da chi sotto gli occhi ha visto passare tanti fallimenti, l’auspicio per il futuro è una questione lessicale: «Eliminare la parola fallimento dalla terminologia legale sarebbe un passo utile. Può sembrare una cosa da poco ma non lo è. Nella nostra società il fallimento genera un fallito e molti vivono questa circostanza come un’onta di cui vergognarsi quando invece molti soggetti arrivano al fallimento senza alcun dolo».

Occupano mensa aziendale per dormire Sei denunciati per violazione di domicilio

Materassi a terra nei locali della palazzina di un’azienda del porto Intervento all’alba dopo la segnalazione di una guardia giurata

Si erano introdotti di notte nei locali della mensa di un’azienda del porto a Ravenna e mettendo dei materassi a terra ne avevano fatto un dormitorio abusivo: sei persone di origine magrebina sono state denunciate dalla polizia. Gli agenti sono intervenuti nella palazzina della zona industriale all’alba del 4 novembre: pochi minuti prima delle 4 una guardia giurata addetta alla vigilanza dei locali aveva notato una porta aperta e delle luci accese all’interno. Le persone trovate all’interno sono risultate tutte prive di permesso di soggiorno e sono state accompagnate in questura per una completa identificazione. Due di loro, di nazionalità algerina, erano appena giunti dalla Sardegna dove avevano chiesto protezione internazionale alla questura di Cagliari e dove sono stati rinviati. Denunciati alla autorità giudiziaria per violazione di domicilio aggravata in concorso tra di loro sono poi stati affidati all’ufficio Immigrazione della questura per l’emissione dei decreti di espulsione.

Ad Alfonsine una bomba da 200 chili: domenica verrà fatta brillare

Circa 80 persone da evacuare, sconsigliato attraversare il centro

Domenica 6 novembre gli artificieri provvederanno a far brillare una bomba d’aereo di 500 libbre (circa 226 chili) ritrovata nei pressi di via Reale 315 ad Alfonsine. La bomba, lunga 70 cm e dal diametro di 30 cm, potrebbe contenere al suo interno fino a 60 kg di esplosivo. Per permettere lo svolgimento delle operazioni in massima sicurezza, sarà evacuata la popolazione residente nel raggio di 900 metri dal punto di brillamento, dalle 8.30 e fino alle 14.30 circa.

I cittadini dell’area interessata (circa 80, tutti già informati delle operazioni) dovranno pertanto lasciare, a scopo precauzionale, le proprie case fino alla fine delle operazioni di brillamento e bonifica. Durante l’operazione sarà inoltre interrotto il traffico ferroviario sulla linea Ravenna-Ferrara nel tratto interessato.

Per i cittadini che ne volessero usufruire sarà allestito, a partire dalle 7.30, un punto di accoglienza presso l’edificio in uso ai ballerini del gruppo “Milleluci”, in via Valeria 70.

Per attraversare il centro abitato di Alfonsine si consiglia l’utilizzo della variante della statale 16. Il personale di Polizia di Stato vigilerà sulle strade di accesso all’area, mentre gli operatori del volontariato saranno di ausilio alla Polizia provinciale per il controllo degli accessi pedonali dell’area interessata.

I cittadini sono invitati a segnalare al locale presidio di Polizia municipale eventuali persone componenti del nucleo famigliare con difficoltà di deambulazione, chiamando il 335 6792226.

Il centro di comando delle operazioni si insedierà presso il municipio di Alfonsine a partire dalle 7 di domenica mattina e vedrà la collaborazione, oltre che dei militari del genio guastatori, anche del 118, Croce Rossa, Vigili del fuoco, Protezione civile, Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia provinciale e Polizia municipale della Bassa Romagna. Vi sarà inoltre del personale dell’Ucbr con compiti di assistenza alla popolazione e comunicazione.

Per informazioni sarà possibile da domenica contattare direttamente il Centro operativo allo 0544 866640

Il 6 novembre seconda domenica ecologica, senza auto in città fino alle 18.30

Il 6 novembre, prima domenica del mese, è in programma la seconda delle cinque “domeniche ecologiche” istituite dal Comune di Ravenna nell’ambito delle misure di regolazione della circolazione veicolare previste dal Piano aria integrato regionale (Pair 2020) contro l’inquinamento atmosferico (le successive tre saranno il 15 gennaio, il 5 febbraio e il 5 marzo).
Varranno quindi i medesimi provvedimenti in vigore dal lunedì al venerdì (eccetto festività) dalle 8.30 alle 18.30 (area delimitata da apposita segnaletica).

E cioè – riportiamo il comunicato del Comune –: il divieto di transito per i veicoli
• a benzina precedenti l’Euro 2;
• diesel precedenti l’Euro 4;
• ciclomotori e motocicli precedenti l’Euro 1
(per verificare la corrispondenza del proprio veicolo con le definizioni di Euro http://bit.ly/2cK2yQv).

Potranno invece circolare liberamente i veicoli:
• alimentati a gas metano o gpl;
• con almeno 3 persone a bordo (car pooling) se omologati a 4 o più posti e con 2 persone se omologati a 2 posti;
• elettrici e ibridi;
• ciclomotori e motocicli elettrici;
• per trasporti specifici e per uso speciale, attrezzati per lavorazioni particolari, così come definiti dall’articolo 54 del codice della strada (elenco dettagliato nell’ordinanza allegata);
• sono poi previste ulteriori deroghe tra le quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, quelle per i mezzi guidati da turnisti e operatori in servizio di reperibilità; per i veicoli a servizio di persone invalide provvisti di contrassegno H; per i veicoli adibiti al trasporto di prodotti deperibili (ad esempio “camion frigo”); per chi ha Isee inferiore a 14mila euro; per chi soggiorna in strutture di tipo alberghiero, per arrivare/partire dalla struttura; per i mezzi al servizio di manifestazioni regolarmente autorizzate e guidati da operatori economici che accedono o escono dai posteggi dei mercati o delle fiere autorizzate dal Comune (elenco completo delle deroghe, indicazione delle documentazioni/certificazioni che bisogna avere con sé e condizioni alle quali le deroghe possono essere esercitate sono contenuti nell’ordinanza allegata).

Quale incentivo all’utilizzo del trasporto pubblico e per venire incontro alle esigenze dei pendolari, cittadini e turisti, che desiderano accedere facilmente e in maniera economica al centro urbano, il Comune, già dallo scorso anno, ha messo in campo alcune azioni tra cui un biglietto speciale che consente di effettuare il viaggio di andata e ritorno (costo totale 1 euro, abbonamento a 18 euro mensili) dal parcheggio scambiatore del Cinemacity a piazza Caduti. Il servizio speciale è attivo sulla linea 1 dalle 7 alle 20.

Per ulteriori informazioni sul Piano aria integrato regionale (Pair 2020) e sulla campagna “Liberiamo l’aria”: www.liberiamolaria.it

La Cmc non sarà più una cooperativa? La dirigenza pensa a una trasformazione in Spa

Il consiglio di amministrazione di Cmc sta «valutando a 360 gradi» la trasformazione della cooperativa edile di Ravenna in società per azioni. Lo ha detto il direttore generale Roberto Macrì in un’intervista al Resto del Carlino-Qn. «La trasformazione – ha precisato – ha senso solo se finalizzata ad aprirsi al capitale. Il modello della cooperativa di produzione lavoro, quando diventa così grande, fatica a reggere. Fra cinque o sei mesi avremo le idee più chiare».

Macrì, che ha confermato per il 2016 la previsione di «1,2 miliardi di fatturato» (quello 2015 fu di 1,177 miliardi), si è detto «poco ottimista» sulla ripresa dei lavori pubblici in Italia. E ha espresso perplessità anche sulla prospettiva di un riavvio del ponte sullo stretto di Messina: «Ho un dubbio tecnico: il contratto è stato cancellato con una legge, quindi suppongo che, per rimettere tutto in piedi, serva un’altra legge. Anche ammettendo che il progetto venga riassegnato al consorzio che aveva vinto la gara, cancellando quindi la penale, non è un percorso facile». (fonte Ansa.it)

«Tra giungla, Gesù mulatti e cerveza» Quattro mesi di viaggio in Messico

Continua il giro del mondo in bicicletta del ravennate Gondolini,
con oltre 50mila chilometri alle spalle, ora si dirige verso il Costa Rica

A fine ottobre Giovanni Gondolini ha raggiunto l’incredibile cifra di 50mila chilometri percorsi in bicicletta, in un giro del mondo partito ormai nel lontano febbraio del 2013 da Ravenna e che l’ha portato ad attraversare quattro continenti in compagnia dell’amico Marco Meini, che lo ha abbandonato per motivi sentimentali la scorsa primavera, una volta giunti in Canada.

Il MaGio Bike Tour (dall’iniziale dei loro nomi) però continua, con Gondolini in solitaria che al momento ci scrive dal Guatemala, dopo una settimana trascorsa nel piccolo Belize e quattro mesi passati in Messico, dove ha pedalato per circa 5.500 chilometri, distanza seconda solo a quella percorsa in Australia, nell’ambito di questo incredibile tour.

Dopo averne pubblicati altri due sul nostro settimanale cartaceo in distribuzione dal 3 novembre, pubblichiamo qui sotto un nuovo piccolo reportage del giovane ravennate sul Messico, dove lo ha raggiunto per un paio di settimane la propria famiglia, «portandomi il calore di casa».

Il suo viaggio in Centro America proseguirà poi dopo il Guatemala nella seconda metà di novembre in El Salvador e poi Honduras, verso Natale Nicaragua e poi in gennaio in Costa Rica.

di Giovanni Gondolini

Oggi finalmente dopo settimane di spostamenti, sto viaggiando. Ed é per una casualitá. Sono bastati tre giorni e tre notti in un ostello internazionale di Merida, pieno di ragazzi australiani e tedeschi per ricaricarmi le pile. E per tornare ad avere il coraggio e la forza di fare un viaggio diverso da questi bellissimi giovani zaino in spalla.
È bastato un colpo di pedale per dimenticarmi il lusso di un letto comodo e di una doccia fresca dopo il caldo di mezzogiorno. Ho scelto una strada secondaria, quelle dimenticate, stretta e senza traffico. La giungla mi ha abbracciato dal basso e il cielo azzurro coperto dall’alto. Mi sono fermato a mangiare pomodori banane e caffé all’ombra di una palma. Tutti frutti di questo mondo chiamato America. Ho sorpassato un vecchietto che in bicicletta trasportava gabbie con uccelli. Ho incontrato una piccola indiana con due ceste piene di pannocchie e chile habanero. Mi sono lasciato alle spalle la festa di un paese remoto, con corrida, palloncini e processioni di Crocifissi con Gesú Neri. Cristi scuri, mulatti come gli Indio. Ho appoggiato la bici nel cortile di una posada, che altro non é che la casa di qualcuno che offre le sue stanze. Ho scoperto che AirBnB é molto piú antico di quel che vuol far credere di essere. I miei ospiti peró ho deciso di sceglierli per strada e non in rete.
Dopo una doccia lenta, goccia a goccia come il mio andare sudato, mi sono ritrovato a scalare massi messi non a caso, sulle rovine di una delle piú alte piramidi del Mesoamerica. Ho visto lo Yucatan dall’alto, pianeggiante e verde. Ho chiuso gli occhi sognandomi un capo villaggio Maya e mi sono svegliato io, ancora io, in un bar di Izamal, con la música di un bolero allegro nell’aria. Sulla tavola una cerveza bien fría, una patata piccante, un ceviche di pesce al limone.
Un giorno di viaggio come tanti altri. Un giorno di viaggio come nessun altro.

Qui sotto una gallery fotografica inviataci dal Messico da Giovanni Gondolini

«Tra giungla, Gesù mulatti e cerveza» Quattro mesi di viaggio in Messico

Continua il giro del mondo in bicicletta del ravennate Gondolini, con oltre 50mila chilometri alle spalle, ora si dirige verso il Costa Rica

A fine ottobre Giovanni Gondolini ha raggiunto l’incredibile cifra di 50mila chilometri percorsi in bicicletta, in un giro del mondo partito ormai nel lontano febbraio del 2013 da Ravenna e che l’ha portato ad attraversare quattro continenti in compagnia dell’amico Marco Meini, che lo ha abbandonato per motivi sentimentali la scorsa primavera, una volta giunti in Canada.

Il MaGio Bike Tour (dall’iniziale dei loro nomi) però continua, con Gondolini in solitaria che al momento ci scrive dal Guatemala, dopo una settimana trascorsa nel piccolo Belize e quattro mesi passati in Messico, dove ha pedalato per circa 5.500 chilometri, distanza seconda solo a quella percorsa in Australia, nell’ambito di questo incredibile tour.

Dopo averne pubblicati altri due sul nostro settimanale cartaceo in distribuzione dal 3 novembre, pubblichiamo qui sotto un nuovo piccolo reportage del giovane ravennate sul Messico, dove lo ha raggiunto per un paio di settimane la propria famiglia, «portandomi il calore di casa».

Il suo viaggio in Centro America proseguirà poi dopo il Guatemala nella seconda metà di novembre in El Salvador e poi Honduras, verso Natale Nicaragua e poi in gennaio in Costa Rica.

di Giovanni Gondolini

Oggi finalmente dopo settimane di spostamenti, sto viaggiando. Ed é per una casualitá. Sono bastati tre giorni e tre notti in un ostello internazionale di Merida, pieno di ragazzi australiani e tedeschi per ricaricarmi le pile. E per tornare ad avere il coraggio e la forza di fare un viaggio diverso da questi bellissimi giovani zaino in spalla.
È bastato un colpo di pedale per dimenticarmi il lusso di un letto comodo e di una doccia fresca dopo il caldo di mezzogiorno. Ho scelto una strada secondaria, quelle dimenticate, stretta e senza traffico. La giungla mi ha abbracciato dal basso e il cielo azzurro coperto dall’alto. Mi sono fermato a mangiare pomodori banane e caffé all’ombra di una palma. Tutti frutti di questo mondo chiamato America. Ho sorpassato un vecchietto che in bicicletta trasportava gabbie con uccelli. Ho incontrato una piccola indiana con due ceste piene di pannocchie e chile habanero. Mi sono lasciato alle spalle la festa di un paese remoto, con corrida, palloncini e processioni di Crocifissi con Gesú Neri. Cristi scuri, mulatti come gli Indio. Ho appoggiato la bici nel cortile di una posada, che altro non é che la casa di qualcuno che offre le sue stanze. Ho scoperto che AirBnB é molto piú antico di quel che vuol far credere di essere. I miei ospiti peró ho deciso di sceglierli per strada e non in rete.
Dopo una doccia lenta, goccia a goccia come il mio andare sudato, mi sono ritrovato a scalare massi messi non a caso, sulle rovine di una delle piú alte piramidi del Mesoamerica. Ho visto lo Yucatan dall’alto, pianeggiante e verde. Ho chiuso gli occhi sognandomi un capo villaggio Maya e mi sono svegliato io, ancora io, in un bar di Izamal, con la música di un bolero allegro nell’aria. Sulla tavola una cerveza bien fría, una patata piccante, un ceviche di pesce al limone.
Un giorno di viaggio come tanti altri. Un giorno di viaggio come nessun altro.

Qui sotto una gallery fotografica inviataci dal Messico da Giovanni Gondolini

Sicurezza sul web, Itway lancia una nuova piattaforma: previsti 5 milioni di ricavi in 3 anni

Il Gruppo ravennate Itway, quotato al segmento Star di Borsa Italiana, attraverso la sua controllata Business-e, comunica che grazie al lancio della piattaforma Cerbero Cyber Security Services (servizi di sicurezza informatica gestita) nei prossimi tre anni è prevista una crescita nei ricavi ricorrenti pari a 5 milioni di euro in attività ad altissimo valore aggiunto.

Negli ultimi anni il Gruppo Itway, ha fatto forti investimenti per la realizzazione di piattaforme di sicurezza su cui erogare servizi in outsourcing e in questo ambito lancia sul mercato una nuova piattaforma che permetterà di monitorare, grazie ad unico pannello di controllo, lo stato della sicurezza informatica delle aziende. Cerbero Cyber Security Services garantirà inoltre un modello di ricavi continui ed incrementali con abbonamento “pay per use”.

Sempre più attacchi sono mirati al furto di identità, a manipolare la reputazione di aziende e Governi e a bloccare l’operatività dei network e sistemi informativi aziendali in cambio del pagamento di denaro. Investire in servizi di difesa della sicurezza informatica gestiti da specialisti della cyber security e quindi poter rispondere adeguatamente alle minacce del cyber crime è un aspetto chiave per le aziende e le organizzazioni.
Le dimensioni del fenomeno da cui le organizzazioni si trovano, tutti i giorni, a doversi difendere sono ormai insostenibili – ricorda in una nota inviata alla stampa Itway –: oltre 1.000.000 di attacchi al minuto che in varie forme tecniche (malware, botnet, intrusioni) le organizzazioni si trovano a respingere, ed ogni settimana le aziende specializzate del settore cyber security investono oltre 8.000 ore di ricerca/risposta alle minacce e attacchi presenti sulla rete».

In accordo con ricerche e studi specifici sulla sicurezza informatica Itway evidenzia che la maggior parte delle organizzazioni – 74% – gestiscono la sicurezza informatica internamente, ma l’ 82% dei professionisti informatici che gestiscono questa delicata attività dichiarano di utilizzare, o prevedono di utilizzare a breve, vista la crescente complessità intrinseca e l’oggettiva impossibilità di essere sempre aggiornati, aziende specializzate a gestire la sicurezza informatica dei propri clienti.

«La spesa delle aziende sulla sicurezza informatica – dichiara Andrea Farina, presidente e Amministratore delegato del Gruppo Itway – è in rapido e costante aumento ma la gravità degli attacchi del cyber crime non sembra diminuire. La ragione di questa apparente contraddizione è che le tecnologie, ma soprattutto le tecniche di difesa, hanno bisogno di aggiornamenti continui e competenze specialistiche elevate per essere gestite al meglio. I nostri clienti sono i Cio e i Ciso ma spesso anche i consigli di amministrazione di importanti realtà aziendali nei settori pubblica amministrazione, finanziario, telecomunicazioni e industria manifatturiera e Gdo, che pongono, correttamente, un livello molto alto di attenzione alla sicurezza informatica. Grazie all’esperienza maturata in oltre 20 anni di focalizzazione in questo settore, l’offerta di servizi specialistici gestiti permette di ottenere un livello di protezione assai superiore, garantendo alle aziende di concentrarsi sul proprio core business e di disporre delle tecnologie che servono nel momento in cui si rendono necessarie: Cerbero è la risposta italiana ed europea a questi bisogni».

«Business-e – termina Farina – investe molto nelle competenze e nella formazione del proprio personale, un esempio sono le oltre 700 certificazioni tecnologiche a livello di Gruppo, poichè è fondamentale mantenere livelli di servizio estremamente elevati».

Grazie a Cerbero Cyber Security Services le informazioni su tentativi di attacco nei confronti di un’azienda sono rilevati in tempo reale, ed è possibile bloccare gli attacchi in corso e parallelamente fare azioni proattive su altri clienti, anche di settori diversi, per prevenire quel tipo di attacco.

Tramite data center localizzati in Italia e con personale italiano, i servizi sono gestiti 24 ore al giorno per garantire che non vi siano furti di informazioni, attacchi in atto e che nel deep web o dark web non circolino informazioni sensibili dell’azienda.

Sicurezza sul web, Itway lancia una nuova piattaforma: previsti 5 milioni di ricavi in 3 anni

Il Gruppo ravennate Itway, quotato al segmento Star di Borsa Italiana, attraverso la sua controllata Business-e, comunica che grazie al lancio della piattaforma Cerbero Cyber Security Services (servizi di sicurezza informatica gestita) nei prossimi tre anni è prevista una crescita nei ricavi ricorrenti pari a 5 milioni di euro in attività ad altissimo valore aggiunto.

Negli ultimi anni il Gruppo Itway, ha fatto forti investimenti per la realizzazione di piattaforme di sicurezza su cui erogare servizi in outsourcing e in questo ambito lancia sul mercato una nuova piattaforma che permetterà di monitorare, grazie ad unico pannello di controllo, lo stato della sicurezza informatica delle aziende. Cerbero Cyber Security Services garantirà inoltre un modello di ricavi continui ed incrementali con abbonamento “pay per use”.

Sempre più attacchi sono mirati al furto di identità, a manipolare la reputazione di aziende e Governi e a bloccare l’operatività dei network e sistemi informativi aziendali in cambio del pagamento di denaro. Investire in servizi di difesa della sicurezza informatica gestiti da specialisti della cyber security e quindi poter rispondere adeguatamente alle minacce del cyber crime è un aspetto chiave per le aziende e le organizzazioni.
Le dimensioni del fenomeno da cui le organizzazioni si trovano, tutti i giorni, a doversi difendere sono ormai insostenibili – ricorda in una nota inviata alla stampa Itway –: oltre 1.000.000 di attacchi al minuto che in varie forme tecniche (malware, botnet, intrusioni) le organizzazioni si trovano a respingere, ed ogni settimana le aziende specializzate del settore cyber security investono oltre 8.000 ore di ricerca/risposta alle minacce e attacchi presenti sulla rete».

In accordo con ricerche e studi specifici sulla sicurezza informatica Itway evidenzia che la maggior parte delle organizzazioni – 74% – gestiscono la sicurezza informatica internamente, ma l’ 82% dei professionisti informatici che gestiscono questa delicata attività dichiarano di utilizzare, o prevedono di utilizzare a breve, vista la crescente complessità intrinseca e l’oggettiva impossibilità di essere sempre aggiornati, aziende specializzate a gestire la sicurezza informatica dei propri clienti.

«La spesa delle aziende sulla sicurezza informatica – dichiara Andrea Farina, presidente e Amministratore delegato del Gruppo Itway – è in rapido e costante aumento ma la gravità degli attacchi del cyber crime non sembra diminuire. La ragione di questa apparente contraddizione è che le tecnologie, ma soprattutto le tecniche di difesa, hanno bisogno di aggiornamenti continui e competenze specialistiche elevate per essere gestite al meglio. I nostri clienti sono i Cio e i Ciso ma spesso anche i consigli di amministrazione di importanti realtà aziendali nei settori pubblica amministrazione, finanziario, telecomunicazioni e industria manifatturiera e Gdo, che pongono, correttamente, un livello molto alto di attenzione alla sicurezza informatica. Grazie all’esperienza maturata in oltre 20 anni di focalizzazione in questo settore, l’offerta di servizi specialistici gestiti permette di ottenere un livello di protezione assai superiore, garantendo alle aziende di concentrarsi sul proprio core business e di disporre delle tecnologie che servono nel momento in cui si rendono necessarie: Cerbero è la risposta italiana ed europea a questi bisogni».

«Business-e – termina Farina – investe molto nelle competenze e nella formazione del proprio personale, un esempio sono le oltre 700 certificazioni tecnologiche a livello di Gruppo, poichè è fondamentale mantenere livelli di servizio estremamente elevati».

Grazie a Cerbero Cyber Security Services le informazioni su tentativi di attacco nei confronti di un’azienda sono rilevati in tempo reale, ed è possibile bloccare gli attacchi in corso e parallelamente fare azioni proattive su altri clienti, anche di settori diversi, per prevenire quel tipo di attacco.

Tramite data center localizzati in Italia e con personale italiano, i servizi sono gestiti 24 ore al giorno per garantire che non vi siano furti di informazioni, attacchi in atto e che nel deep web o dark web non circolino informazioni sensibili dell’azienda.

Esce in tutto il mondo il disco di Laura Pausini con i classici di Natale

La cantante di Solarolo lo presenterà il 24 novembre a Parigi

Esce oggi – venerdì 4 novembre – in tutto il mondo “Laura Xmas”, il nuovo album di Laura Pausini che contiene dodici grandi classici della tradizione natalizia, da “Jingle belle rock” a “Astro del ciel”, riproposti in chiave swing, prodotti da Patrick Williams e dalla stessa cantante di Solarolo, arrangiati e diretti da Patrick Williams, classe 1939 e storico produttore di Frank Sinatra, ma anche di Barbra Streisand, Andrea Bocelli e dei grandi successi di Michael Bublè.

Il disco è pubblicato per Atlantic-Warner Music in versione italiana e spagnola e distribuito in oltre 60 paesi. La cantante romagnola lo presenterà per la prima volta alla stampa mondiale il 24 novembre a Parigi, in una speciale serata organizzata in collaborazione con Disneyland Paris. «Ho sempre sognato di fare un disco di Natale – sono le dichiarazioni della Pausini riprese da TgCom –, di cantare le canzoni che ho imparato quando ero piccola e che ho cantato da sempre in chiesa o in casa con la mia famiglia. Ho cercato di unire due desideri che avevo: fare il disco di Natale e arrangiarlo swing».

La cover dell’album è stata realizzata a Losa Angeles da Josh Rossi e ritrae la cantante avvolta da un lungo mantello rosso, sospesa su un’altalena immersa in un incantato bosco innevato.

Esce in tutto il mondo il disco di Laura Pausini con i classici di Natale

La cantante di Solarolo lo presenterà il 24 novembre a Parigi

Esce oggi – venerdì 4 novembre – in tutto il mondo “Laura Xmas”, il nuovo album di Laura Pausini che contiene dodici grandi classici della tradizione natalizia, da “Jingle belle rock” a “Astro del ciel”, riproposti in chiave swing, prodotti da Patrick Williams e dalla stessa cantante di Solarolo, arrangiati e diretti da Patrick Williams, classe 1939 e storico produttore di Frank Sinatra, ma anche di Barbra Streisand, Andrea Bocelli e dei grandi successi di Michael Bublè.

Il disco è pubblicato per Atlantic-Warner Music in versione italiana e spagnola e distribuito in oltre 60 paesi. La cantante romagnola lo presenterà per la prima volta alla stampa mondiale il 24 novembre a Parigi, in una speciale serata organizzata in collaborazione con Disneyland Paris. «Ho sempre sognato di fare un disco di Natale – sono le dichiarazioni della Pausini riprese da TgCom –, di cantare le canzoni che ho imparato quando ero piccola e che ho cantato da sempre in chiesa o in casa con la mia famiglia. Ho cercato di unire due desideri che avevo: fare il disco di Natale e arrangiarlo swing».

La cover dell’album è stata realizzata a Losa Angeles da Josh Rossi e ritrae la cantante avvolta da un lungo mantello rosso, sospesa su un’altalena immersa in un incantato bosco innevato.

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