martedì
28 Aprile 2026

Nasce la nuova Agenzia del trasporto pubblico di tutta la Romagna

Parte dell’opposizione critica: «Si concentrerà sui percorsi extraurbani mentre Ravenna ha bisogno di altro. Sarà un nuovo poltronificio?»

Su proposta dell’assessore alla Mobilità Roberto Fagnani, il consiglio comunale di Ravenna ha approvato l’operazione di scissione parziale e proporzionale delle società di progettazione del Trasporto Pubblico su gomma Atr di Forlì-Cesena e Am di Rimini a favore di Ambra di Ravenna, allo scopo di dare vita – come previsto dalla Regione – a un unico soggetto sovra-provinciale che si chiamerà Amr (Agenzia Mobilità Romagnola) composto dalle agenzie che si occupano dell’organizzazione dei servizi di trasporto pubblico nei bacini delle province romagnole di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna.

Hanno votato a favore Pd, Pri, Sinistra per Ravenna, Ama Ravenna; contrari i gruppi Lega nord e Alberghini; astenuti Ravenna in Comune e Cambierà.

Gli obiettivi dell’operazione sono quelli – si legge in una nota inviata da Palazzo Merlato – «di migliorare la qualità dei servizi di trasporto pubblico offerto ai cittadini superando la frammentarietà territoriale a favore dell’efficientamento complessivo del sistema, la semplificazione di diverse procedure e di facilitare lo svolgimento della gara unica di ambito territoriale romagnolo».

La modalità con cui si giunge all’aggregazione delle tre agenzie è attraverso una scissione di Atr di Forlì-Cesena e Am di Rimini dei rispettivi rami di azienda relativi all’organizzazione dei servizi di Trasporto pubblico locale (le due società svolgevano anche molte altre attività) a favore di Ambra di Ravenna, poiché fra le tre Agenzie era quella già rispondente al modello indicato dalla Regione. La scissione sarà proporzionale, nel senso che i soci delle società partecipanti manterranno nella nuova Amr la stessa quota di partecipazione relativa che detenevano nelle società di provenienza; da qui la riduzione della quota di partecipazione dei soci di Ambra a favore dei soci delle altre 2 agenzie. Per Ravenna si passa dal 30,96% al 9,598% del capitale.

La Governance sarà caratterizzata da un Amministratore Unico che resterà in carica 3 anni e sarà individuato a rotazione tra i tre bacini; il primo mandato spetterà al bacino ravennate, poi a Forlì-Cesena e poi a Rimini. Ci sarà un organo di controllo e coordinamento con funzioni di indirizzo che i soci della nuova Agenzia dovranno costituire. Sarà una società consortile a responsabilità limitata e si occuperà solo di progettazione del servizio di Trasporto Pubblico Locale, sarà priva di beni strumentali e avrà un organico di 21 persone (10 da Atr, 7 da Am, 4 da Ambra).

Tra i vari interventi del dibattito, Lista per Ravenna – scrivono dal Comune – ha espresso un giudizio favorevole all’operazione, sottolineando, tra l’altro, «l’importanza di attivare le gare di affidamento dei servizi in modo appropriato affinché vengano aggiudicati a imprese capaci di coniugare efficienza ed economicità». Cambierà ha deciso per l’astensione per alcuni aspetti della nuova società «che potrebbero creare complicazioni gestionali anziché alleggerirle», sottolineando il fatto che «non sono chiari i termini e le modalità di miglioramento del servizio per l’utente finale» e allo stesso modo si è astunuta la lista Ravenna in Comune che, pur condividendo l’operazione per la creazione di Amr, ha espresso perplessità sui riflessi legati al funzionamento di Amr per quanto riguarda il centro storico e la mobilità sulla costa. Sono queste, infatti, alcune criticità denunciate in particolare dai consiglieri comunali Samantha Gardini (Lega Nord) e Massimiliano Alberghini, secondo cui si tratta di una manovra «centralista», destinata ad avere, come unico effetto, «la perdita della capacità di controllo sui servizi di trasporto, da parte dei cittadini». Trasporto che, a Ravenna, «avrebbe bisogno di essere potenziato e differenziato, con navette che colleghino meglio le vie del centro cittadino, mentre il nuovo “colosso” del trasporto pubblico locale pare maggiormente votato alla ridefinizione di quello extraurbano. La scelta di accorpare – osservano Gardin e Alberghini – potrebbe avere un effetto positivo, se si prevede una riduzione dei costi amministrativi. Tuttavia, la recente esperienza di Start, nata con gli stessi propositi, ma tornata presto ad essere una specie di “poltronificio”, ci lascia molti dubbi». Soprattutto perché – denunciano i due – «per Ambra, non esiste di fatto un piano industriale, sostituito da un bilancio previsionale non in grado di prevedere, a cinque anni, come andranno le cose. Se, in sostanza, avremo gli stessi servizi a costo contenuto».

Mancano gli insegnanti di sostegno, sindaco e assessore chiedono chiarimenti al Governo

«Siamo consapevoli dell’enorme disagio che stanno affrontando le famiglie dei bimbi con bisogni speciali e vogliamo unirci alle voci di protesta che in questi giorni si sollevano da più parti, a partire dai sindacati e dalle associazioni di volontariato che operano nell’ambito della disabilità». A entrare nel dibattito sul tema della mancanza degli insegnanti di sostegno all’inizio di questo anno scolastico sono, in una nota congiunta, il sindaco di Ravenna Michele de Pascale e l’assessore all’Istruzione Ouidad Bakkali che chiedono «chiarimenti e garanzie» da parte del ministero «perché i ritardi, la discontinuità e la lentezza delle procedure che hanno caratterizzato questa prima parte dell’anno scolastico in tutta Italia relativamente agli insegnanti di sostegno e alle ore in deroga, non si ripeta mai più e pretendiamo che il problema venga risolto tempestivamente».

«Questa amministrazione non farà nessun passo indietro sul tema della disabilità – termina la nota  –: ogni anno questo Comune investe circa 2,5 milioni di euro sull’appoggio scolastico, garantendo la presenza di educatori con alto profilo professionale ad integrazione del lavoro svolto dagli insegnanti di sostegno e dalle scuole. Quanto sta succedendo in queste settimane deve spingerci a pensare nuovi modelli educativi e di inclusione che garantiscano alle famiglie il pieno accesso al diritto allo studio, mettendo in rete tutte le forze coinvolte: istituzioni, scuole, famiglie, Ausl, associazioni, privato sociale».

Mancano gli insegnanti di sostegno, sindaco e assessore chiedono chiarimenti al Governo

«Siamo consapevoli dell’enorme disagio che stanno affrontando le famiglie dei bimbi con bisogni speciali e vogliamo unirci alle voci di protesta che in questi giorni si sollevano da più parti, a partire dai sindacati e dalle associazioni di volontariato che operano nell’ambito della disabilità». A entrare nel dibattito sul tema della mancanza degli insegnanti di sostegno all’inizio di questo anno scolastico sono, in una nota congiunta, il sindaco di Ravenna Michele de Pascale e l’assessore all’Istruzione Ouidad Bakkali che chiedono «chiarimenti e garanzie» da parte del ministero «perché i ritardi, la discontinuità e la lentezza delle procedure che hanno caratterizzato questa prima parte dell’anno scolastico in tutta Italia relativamente agli insegnanti di sostegno e alle ore in deroga, non si ripeta mai più e pretendiamo che il problema venga risolto tempestivamente».

«Questa amministrazione non farà nessun passo indietro sul tema della disabilità – termina la nota  –: ogni anno questo Comune investe circa 2,5 milioni di euro sull’appoggio scolastico, garantendo la presenza di educatori con alto profilo professionale ad integrazione del lavoro svolto dagli insegnanti di sostegno e dalle scuole. Quanto sta succedendo in queste settimane deve spingerci a pensare nuovi modelli educativi e di inclusione che garantiscano alle famiglie il pieno accesso al diritto allo studio, mettendo in rete tutte le forze coinvolte: istituzioni, scuole, famiglie, Ausl, associazioni, privato sociale».

«Presenze paranormali alla Rocca» Le “prove” nei video? «Audio incredibili»

Un gruppo di ricercatori ha portato a termine un’indagine a Riolo
il cui esito sarà presentato al pubblico in un documentario

I ricercatori del gruppo C.D.R. (Compagnia di ricerca) di Meldola hanno rilevato nella Rocca di Riolo Terme quelle che vengono definite come «presenze paranormali». Domani, venerdì 14 ottobre, alle 21 alla stessa Rocca verrà presentato al pubblico (ingresso a 10 euro) il documentario nato dal lavoro di indagine realizzato a inizio anno attraverso l’utilizzo di strumentazioni ad hoc, telecamere a infrarossi, registratori e macchine fotografiche elaborate, in cui sarà possibile – assicurano gli esperti della Compagnia –  vedere «le principali immagini delle presenze che sono state scattate durante l’indagine ma soprattutto ascoltare degli audio incredibili che danno voce alle immagini ottenute».

In realtà «non si tratta di una ma di tre presenze» spiegava alcuni mesi fa alla prestigiosa agenzia di stampa Adnkronos Marino Fantuzzi del gruppo Compagnia di ricerca. «Il 29 gennaio ci siamo recati sul posto dal pomeriggio – raccontava ancora Fantuzzi all’Adnkronos – e abbiamo girato per le sale. L’immagine che appare anche sul profilo Facebook della Rocca (vedi foto qui a fianco, ndr) mostra un uomo con un foro nella parte centrale del corpo, morto sicuramente trapassato da qualcosa, e in testa sembra avere un cappello da musicista, risalente al 1600. Altre due presenze sono state individuate in altri due vani del castello: una è femminile, ha il volto sorridente e un vestito elegante che lascia le spalle scoperte. Abbiamo poi un’altra immagine, un volto chiaramente maschile con tanto di barba folta, sembra addirittura che abbia una corona in testa».

Pubblichiamo qui sotto il trailer del documentario.

Info: 0546 71025 e roccadiriolo@atlantide.net.

«Presenze paranormali alla Rocca» Le “prove” nei video? «Audio incredibili»

Un gruppo di ricercatori ha portato a termine un’indagine a Riolo il cui esito sarà presentato al pubblico in un documentario

I ricercatori del gruppo C.D.R. (Compagnia di ricerca) di Meldola hanno rilevato nella Rocca di Riolo Terme quelle che vengono definite come «presenze paranormali». Domani, venerdì 14 ottobre, alle 21 alla stessa Rocca verrà presentato al pubblico (ingresso a 10 euro) il documentario nato dal lavoro di indagine realizzato a inizio anno attraverso l’utilizzo di strumentazioni ad hoc, telecamere a infrarossi, registratori e macchine fotografiche elaborate, in cui sarà possibile – assicurano gli esperti della Compagnia –  vedere «le principali immagini delle presenze che sono state scattate durante l’indagine ma soprattutto ascoltare degli audio incredibili che danno voce alle immagini ottenute».

In realtà «non si tratta di una ma di tre presenze» spiegava alcuni mesi fa alla prestigiosa agenzia di stampa Adnkronos Marino Fantuzzi del gruppo Compagnia di ricerca. «Il 29 gennaio ci siamo recati sul posto dal pomeriggio – raccontava ancora Fantuzzi all’Adnkronos – e abbiamo girato per le sale. L’immagine che appare anche sul profilo Facebook della Rocca (vedi foto qui a fianco, ndr) mostra un uomo con un foro nella parte centrale del corpo, morto sicuramente trapassato da qualcosa, e in testa sembra avere un cappello da musicista, risalente al 1600. Altre due presenze sono state individuate in altri due vani del castello: una è femminile, ha il volto sorridente e un vestito elegante che lascia le spalle scoperte. Abbiamo poi un’altra immagine, un volto chiaramente maschile con tanto di barba folta, sembra addirittura che abbia una corona in testa».

Pubblichiamo qui sotto il trailer del documentario.

Info: 0546 71025 e roccadiriolo@atlantide.net.

È morto il premo Nobel Dario Fo, cittadino onorario di Ravenna

Alla nostra città dedicò anche un libro pubblicato nel 1999

È morto a 90 anni e sette mesi Dario Fo. Era ricoverato per problemi polmonari da 12 giorni all’ospedale Sacco di Milano.

Drammaturgo, attore, regista, scrittore, illustratore, pittore, scenografo e attivista, premio Nobel per la letteratura nel 1997, due anni dopo divennte cittadino onorario di Ravenna.

Alla nostra città dedicò nello stesso anno anche un libro, “La vera storia di Ravenna”, dove la descrive con queste parole: «Tubi, tralicci, ciminiere di raffinerie e in mezzo campanili a base circolare, palazzi antichi, chiese uniche al mondo annegate da casoni orrendi che sembrano trasportati nottetempo dalla più squallida periferia di Milano. E poi navi che viaggiavano solcando prati immensi, cirri e rotoli di fumo bianco e nebbia all’improvviso. Così appare Ravenna».

È morto il premo Nobel Dario Fo, cittadino onorario di Ravenna

Alla nostra città dedicò anche un libro pubblicato nel 1999

È morto a 90 anni e sette mesi Dario Fo. Era ricoverato per problemi polmonari da 12 giorni all’ospedale Sacco di Milano.

Drammaturgo, attore, regista, scrittore, illustratore, pittore, scenografo e attivista, premio Nobel per la letteratura nel 1997, due anni dopo divennte cittadino onorario di Ravenna.

Alla nostra città dedicò nello stesso anno anche un libro, “La vera storia di Ravenna”, dove la descrive con queste parole: «Tubi, tralicci, ciminiere di raffinerie e in mezzo campanili a base circolare, palazzi antichi, chiese uniche al mondo annegate da casoni orrendi che sembrano trasportati nottetempo dalla più squallida periferia di Milano. E poi navi che viaggiavano solcando prati immensi, cirri e rotoli di fumo bianco e nebbia all’improvviso. Così appare Ravenna».

Controllate 70 persone ai giardini Speyer Ritrovati dai cani 22 grammi di hashish

Avviate le pratiche per l’espulsione a carico di tre stranieri

Nella mattinata del 12 ottobre i carabinieri della compagnia di Ravenna nell’ambito del collaudato piano di controllo del territorio messo a punto dal comando provinciale nelle aree più sensibili, hanno scandagliato l’area della stazione e dei giardini Speyer di Ravenna.

Il servizio – che si è svolto con l’ausilio dei cani dell’unità cinofila dei carabinieri, un labrador ed un pastore tedesco – ha impegnato 12 militari.

Il bilancio complessivo è stato di 49 autovetture controllate, 70 persone identificate, di cui 27 italiani e 43 stranieri. Quattro extracomunitari sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per violazioni alle norme sull’immigrazione, tre di essi, non in regola con il permesso di soggiorno, sono stati avviati per l’espulsione dal territorio dello stato.

Nelle aree verdi infine, il fiuto di Sic e Dug, i due cani antidroga, ha consentito di rinvenire, sparsi in diversi punti, 22 grammi di hascisc e mezzo grammo di cocaina.

«La prossima Notte d’oro il 7 ottobre Il venerdì un’anteprima con artisti locali»

L’annuncio dell’assessore Costantini che traccia un bilancio
positivo della decima edizione. «Siamo contenti, grazie a tutti»

«Dai positivi riscontri che abbiamo ricevuto in questi giorni dai vari soggetti che hanno operato insieme a noi possiamo parlare di un ottimo bilancio e ne siamo contenti». Sono le parole dell’assessore a Turismo e Grandi eventi Giacomo Costantini, che traccia il bilancio della Notte d’oro e annuncia novità per la prossima undicesima edizione.

«Ringrazio i soggetti privati che hanno contribuito ad arricchire il programma – continua Costantini – ma anche le Forze dell’ordine e la Polizia municipale che hanno vigilato la festa della città che, peraltro, si è svolta nella massima sicurezza. Nonostante la minaccia della pioggia tutte le sedi, da palazzo Rasponi al Centro congressi, al Rasi, hanno registrato il tutto esaurito».

«Stiamo già raccogliendo spunti e idee per l’edizione del prossimo anno della Notte d’oro che si svolgerà sabato 7 ottobre – annuncia l’assessore -. La nostra volontà è di creare un’anteprima nella serata del venerdì con una iniziativa volta a coinvolgere tutti gli artisti della città e i loro laboratori per dare loro spazio e visibilità».

«La prossima Notte d’oro il 7 ottobre Il venerdì un’anteprima con artisti locali»

L’annuncio dell’assessore Costantini che traccia un bilancio
positivo della decima edizione. «Siamo contenti, grazie a tutti»

«Dai positivi riscontri che abbiamo ricevuto in questi giorni dai vari soggetti che hanno operato insieme a noi possiamo parlare di un ottimo bilancio e ne siamo contenti». Sono le parole dell’assessore a Turismo e Grandi eventi Giacomo Costantini, che traccia il bilancio della Notte d’oro e annuncia novità per la prossima undicesima edizione.

«Ringrazio i soggetti privati che hanno contribuito ad arricchire il programma – continua Costantini – ma anche le Forze dell’ordine e la Polizia municipale che hanno vigilato la festa della città che, peraltro, si è svolta nella massima sicurezza. Nonostante la minaccia della pioggia tutte le sedi, da palazzo Rasponi al Centro congressi, al Rasi, hanno registrato il tutto esaurito».

«Stiamo già raccogliendo spunti e idee per l’edizione del prossimo anno della Notte d’oro che si svolgerà sabato 7 ottobre – annuncia l’assessore -. La nostra volontà è di creare un’anteprima nella serata del venerdì con una iniziativa volta a coinvolgere tutti gli artisti della città e i loro laboratori per dare loro spazio e visibilità».

«La prossima Notte d’oro il 7 ottobre Il venerdì un’anteprima con artisti locali»

L’annuncio dell’assessore Costantini che traccia un bilancio positivo della decima edizione. «Siamo contenti, grazie a tutti»

«Dai positivi riscontri che abbiamo ricevuto in questi giorni dai vari soggetti che hanno operato insieme a noi possiamo parlare di un ottimo bilancio e ne siamo contenti». Sono le parole dell’assessore a Turismo e Grandi eventi Giacomo Costantini, che traccia il bilancio della Notte d’oro e annuncia novità per la prossima undicesima edizione.

«Ringrazio i soggetti privati che hanno contribuito ad arricchire il programma – continua Costantini – ma anche le Forze dell’ordine e la Polizia municipale che hanno vigilato la festa della città che, peraltro, si è svolta nella massima sicurezza. Nonostante la minaccia della pioggia tutte le sedi, da palazzo Rasponi al Centro congressi, al Rasi, hanno registrato il tutto esaurito».

«Stiamo già raccogliendo spunti e idee per l’edizione del prossimo anno della Notte d’oro che si svolgerà sabato 7 ottobre – annuncia l’assessore -. La nostra volontà è di creare un’anteprima nella serata del venerdì con una iniziativa volta a coinvolgere tutti gli artisti della città e i loro laboratori per dare loro spazio e visibilità».

Nella villa del delitto ritrovate tre impronte di Cagnoni sul sangue

Nuovi elementi contro il medico accusato di aver ucciso la mogle

Potrebbe essere la prova regina, quella che incastrerebbe definitivamente Matteo Cagnoni, noto dermatologo ravennate di 51 anni in carcere da 24 giorni con l’accusa di aver ucciso a bastonate la moglie, la 39enne Giulia Ballestri, madre dei suoi tre figli. La procura avrebbe infatti in mano tre impronte digitali di Cagnoni trovate su altrettante macchie di sangue nella villa del delitto – in via Padre Genocchi, ai margini dei giardini pubblici di Ravenna –, isolate dagli uomini della Scientifica e ritenute di alta qualità, corrispondenti a quelle del dermatologo secondo un numero di requisiti anche maggiore di quello previsto dalla legge. Una prova che confermerebbe quindi la presenza di Cagnoni nella villa al momento o dopo il delitto, circostanza negata finora dall’accusato. Per completare il quadro resta la formalità di far analizzare il sangue su cui sono state trovate le impronte per avere la conferma che si tratti di quello di Giulia Ballestri, ma lo si potrà fare – come spiega il Carlino Ravenna oggi in edicola, che pubblica la notizia così come il Corriere Romagna – solo procedendo nel processo per incidente probatorio, cioè nel contraddittorio delle parti.

Delle impronte se ne sarebbe parlato nel corso dell’udenza di fronte al tribunale del Riesame che doveva esprimersi sulla richiesta di scarcerazione dell’avvocato di Cagnoni. I giudici si sono al momento riservati la decisione e hanno dieci giorni per farlo ma – fa notare il Carlino – solitamente se l’esito è favorevole all’imputato si pronunciano il giorno stesso. Il dermatologo ieri durante l’udienza ha rilasciato spontanee dichiarazioni ribadendo di essere fuggito al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine nella sua villa di Firenze perché «preso dal panico».

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